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Vino Terre Siciliane

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La denominazione Terre Siciliane IGT, creata nel 2011, include le province di Agrigento, Catania, Enna, Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa e Trapani, comprese le Isole Eolie e Pantelleria. In sostanza, la denominazione copre l’intero territorio amministrativo della Regione Sicilia.

Storia vinicola della Sicilia

La Sicilia ha un’antichissima tradizione viticola, testimoniata, oltre dalle fonti letterarie sia greche che latine, dal ritrovamento di fossili di viti, anfore per il vino, monete rappresentanti grappoli e figure dionisiache.

Anfore, brocche e coppe risalenti all’epoca fenicia (IX-IV secolo a.C) sono prova del fiorente commercio di olio e vino e delle attività agricole che animavano la zona. Qualche secolo più tardi (IX-IV secolo a.C) saranno i Greci ad introdurre sul territorio vitigni come il Grecanico, giunto sino ai nostri giorni. Anche in questo caso, sono le testimonianze storiche, soprattutto alcune monete con raffigurazioni di scene viticole, a rendere evidente l’importanza che la produzione vinaria ha sempre avuto in Sicilia.

Risalgono al dominio dei Romani (III secolo a.C.-V secolo d.C.) le prime evidenze di vino siciliano: secondo il filosofo Plinio, Cesare brindò alla festa per il suo trionfo al terzo consolato con del Mamertino del messinese. Durante il declino dell’impero Romano, in Sicilia si affermò la classe dei grandi proprietari terrieri, nelle cui ville non era raro trovare mosaici raffiguranti scene di vendemmia. A causa, però, delle successive invasioni barbariche, la coltivazione della vite venne abbandonata e la produzione di vino conobbe un periodo buio.

Fu durante il dominio dei Musulmani (827- 61) che si assistette a una ripresa della produzione vinicola, grazie alla coltivazione di uve da mensa e all’introduzione del vitigno Zebib (Zibibbo o Moscato di Alessandria), proveniente dal Capo Zebib in Africa, proprio di fronte l'isola di Pantelleria. La vite e l'ulivo ripresero la loro espansione durante il periodo della dominazione normanna e durante quella degli Aragonesi, raggiungendo grande rinomanza. Durante la dominazione degli Spagnoli (1512-1713), poi, anche nei territori interni aumentarono i vigneti, gli oliveti e i mandorleti. L'importanza della produzione vitivinicola in questo periodo è attestata dalla costituzione delle maestranze dei bottai a Salemi nel 1683 e a Palermo.

Durante il successivo dominio dei Piemontesi e degli Austriaci, la viticoltura siciliana visse un periodo di crisi dalla quale si risollevò in epoca Borbonica. Nella seconda metà dell'Ottocento, però, l’invasione della fillossera distrusse la maggioranza dei vigneti dell'isola e la vite venne soppiantata da altre colture. Agli inizi del XX secolo, grazie alla tecnica dell'innesto su vite americana resistente alla fillossera, la vite tornò ad essere una coltura di prima importanza.

I vitigni della Sicilia

La Sicilia è famosa soprattutto per la produzione di grandi vini bianchi, sia con vitigni autoctoni - Inzolia, Catarratto e Grillo - che con vitigni internazionali - Chardonnay, Muller Thurgau e Sauvignon.

È durante gli anni ’90 del XX secolo che iniziò la produzione di vini rossi di alta qualità con il vitigno autoctono Nero d'Avola e con i vitigni alloctoni Cabernet, Merlot, Syrah, Petit Verdot e Pinot nero.

Oggi i vitigni siciliani più conosciuti sono:

  • Nero d’Avola: a bacca rossa, è diffuso nella Sicilia sudorientale.


  • Nerello Mascalese: a bacca rossa, originario dell'Etna.


  • Nerello Cappuccio: a bacca rossa, anch’esso originario dell'Etna.


  • Frappato: a bacca rossa, originario della Sicilia sudorientale (Vittoria).


  • Nocera: a bacca rossa, originario della Sicilia nordorientale.


  • Corinto Nero: a bacca rossa, è diffuso nell'isola di Lipari.


  • Perricone: a bacca rossa, di diffusione limitata.


  • Catarratto: a bacca bianca, è il più diffuso sull’isola.


  • Grillo: a bacca bianca, nato dall’incrocio di Zibibbo e Catarratto.


  • Carricante: a bacca bianca, proveniente dall’Etna.


  • Inzolia: a bacca bianca; insieme a Grillo e Catarratto costituisce il blend per produrre il vino Marsala.


  • Zibibbo o Moscato d’Alessandria: a bacca bianca, è utilizzato per produrre il Passito di Pantelleria.


  • Malvasia: a bacca bianca, è utilizzato per produrre soprattutto vini dolci.


  • Moscato di Noto: a bacca bianca, è utilizzato per produrre vini dolci e passiti della Sicilia sudorientale.


I vini della Sicilia

Sotto l’indicazione Terre Siciliane, possono essere prodotti diverse tipologie di vino:

  • Vino bianco: frizzante, spumante, passito, vendemmia tardiva e liquoroso.


  • Vino rosso: frizzante, passito, vendemmia tardiva, novello e liquoroso.


  • Vino rosato: frizzante, spumante, passito.


Inoltre, ogni tipologia deve presentare delle specifiche caratteristiche organolettiche:

  • Terre Siciliane bianco: colore giallo paglierino più o meno intenso; odore fine ed elegante; sapore da secco a dolce, equilibrato, caratteristico.


  • Terre Siciliane bianco vendemmia tardiva: colore dal giallo paglierino al dorato; odore caratteristico, delicato e persistente; sapore da secco a dolce, tipico, armonico.


  • Terre Siciliane rosso: colore rosso rubino più o meno intenso; odore gradevole, fine; sapore da secco a dolce, armonico.


  • Terre Siciliane rosso vendemmia tardiva: colore rosso rubino, tendente al granato con l’invecchiamento; odore caratteristico, delicato, persistente; sapore da secco a dolce, tipico, armonico.


  • Terre Siciliane rosato: colore rosa più o meno intenso; odore fine ed elegante; sapore da secco a dolce, armonico, equilibrato.


  • Terre Siciliane spumante bianco: spuma fine e persistente; colore giallo paglierino più o meno intenso; odore caratteristico e fine; sapore da extrabrut a dolce, fresco e* armonico.**


  • Terre Siciliane spumante Rosato: spuma fine e persistente; colore rosa più o meno intenso; odore caratteristico e delicato; sapore da extrabrut a dolce, fresco e armonico.


  • Terre Siciliane bianco passito: giallo tendente all’ambra in base all’invecchiamento; odore intenso e fruttato; sapore da secco a dolce, caratteristico.


  • Terre Siciliane rosso passito: rosso più o meno intenso, tendente al granato con l’invecchiamento; odore caratteristico ed intenso; sapore da secco a dolce, armonico e vellutato.**

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