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Vino Sancerre

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La denominazione di origine controllata Sancerre - in francese Appellation d'origine contrôlée - si estende nella regione della Loira, precisamente sulla riva sinistra del fiume, nel dipartimento di Cher. La denominazione è stata riconosciuta il 14 novembre 1936 per i vini bianchi e il 23 gennaio 1959 per i rossi e i rosati. Il vino più prodotto è quello bianco proveniente da uve Sauvignon.

La produzione di Sauvignon Blanc è destinata per circa il 57% all'esportazione in tutto il mondo. Il vino bianco di Sancerre, infatti, è famoso a livello mondiale per la sua qualità, per il suo aroma fruttato e per il carattere denso e corposo.

Storia vinicola di Sancerre

Il Sancerre è un vino antichissimo, come ci confermano le citazioni nelle opere dei romani Plinio il Vecchio e Lucio Giunio Moderato Columella. Nel 582, Gregorio di Tours menziona nei suoi scritti l'esistenza del vigneto di Sancerre, la cui produzione è registrata anche in alcuni atti feudali e carte reali di qualche anno più tardi.

Nel XIII secolo la vitivinicoltura ricevette un notevole impulso dai monaci agostiniani dell'abbazia di Saint-Satur, dai conti di Sancerre e dai monaci benedettini di Menetou-Salon. Ai tempi, a Sancerre si produceva più che altro un vino rosso ottenuto dal Pinot Nero, che dal XIII al XV secolo non sarà raro trovare sulle tavole di molte corti reali. Durante il Rinascimento, la produzione era così abbondante da permettere l'esportazione verso l'Europa settentrionale, in particolare verso l'Inghilterra e la Scozia.

Purtoppo, a partire dal 1886, la regione di Sancerre venne infestata, così come tante altre regioni vinicole europee, dalla fillossera che ne distrusse l'intero vigneto. Successivamente, i viticoltori rimpiattarono prevalentemente Sauvignon Blanc su portainnesti americani, più resistenti agli afidi.

Nel 1921 venne creata l'Union Viticole Sancerroise, con lo scopo di difendere le caratteristiche del terroir, anche con azioni legali contro i truffatori. Nel 1931 si stabilì che solo i vini prodotti dalle varietà Sauvignon Blanc e Pinot Noir nei comuni della zona geografica potevano essere commercializzati con la denominazione Sancerre. La DOC è stata finalmente riconosciuta nel 1936 per i vini bianchi, e solo nel 1959 per i vini rossi e per i vini rosati, che prima di allora venivano chiamati "Coteaux du Sancerrois". Nel 1956, inoltre, venne fondato anche il Comité de Propagande des Vins de Sancerre - Comitato di Propaganda del Vino di Sancerre - con lo scopo di promuovere e pubblicizzare il vino della regione.

Terroir di Sancerre

I vigneti di Sancerre si estendono sui terreni scoscesi delle colline, spesso difficili da coltivare, tra i 200 e i 400 metri sul livello del mare. Il suolo è estremamente diversificato, il che fa sì che anche i vini si differenzino in maniera evidente.

I tre principali tipi di terreno sono:

  • Calcareo (Caillottes);
  • Argilloso-calcareo (Terres Blanches);
  • Selce (Silex).

I terreni argilloso-calcarei daranno vini robusti e rotondi, con un alto potenziale di invecchiamento; i terreni ghiaiosi daranno vita a vini più eleganti e leggeri, da consumare giovani.

Il clima presente sul territorio è di tipo oceanico, anche se ad ovest il massiccio di Pays Fort (435 m.) attenua l'influenza dell'Oceano. Anche la Loira svolge un ruolo fondamentale sulle colture, grazie alla sua azione di drenaggio dell'aria fredda proveniente dalle vallate adiacenti.

Vi sono notevoli differenze termiche tra inverno (temperature cha vanno fino a qualche grado sotto lo zero) ed estate (26-27 gradi), con precipitazioni di 600-800 mm all'anno. Gli inverni sono abbastanza secchi e le piogge si concentrano tra maggio e luglio. I mesi di agosto e settembre sono caratterizzati da giornate calde e notti fresche.

I vini di Sancerre

La denominazione Sancerre comprende circa 3.000 ettari di vigneti e 14 comuni: Bannay, Bué, Crézancy-en-Sancerre, Menetou-Râtel, Ménétréol-sous-Sancerre, Montigny, Saint-Satur, Sainte-Gemme-en-Sancerrois, Sancerre, Sury-en-Vaux, Thauvenay, Veaugues, Verdigny e Vinon.

Come abbiamo detto, gli unici due vitigni accettati dalla denominazione sono il Sauvignon Blanc, per i vini bianchi, e il Pinot Noir, per i rossi e i rosati.

I vini bianchi hanno un colore che va dal verdognolo all'oro pallido. Al naso possono presentare profumi intensi e bouquet complessi: aromi erbacei e vegetali, di agrumi (pompelmo, limone), frutta bianca (pera, mela), frutta esotica, frutta candita e/o secca, mela cotogna, menta, fiori d'acacia, funghi, liquirizia, vaniglia, pino e aromi minerali di selce. Sono in generale vini secchi e freschi, che in bocca presentano le stesse note descritte per l'olfatto.

I vini rossi sono solitamente piuttosto morbidi, con tannini ben integrati e dagli aromi di frutti rossi, fiori e ciliegia. I vini rosati, infine, sono secchi e fini, abbastanza grassi.

Abbinamento con il cibo

I vini di Sancerre si abbinano perfettamente alle carni bianche e ai salumi, così come al famoso formaggio tipico della regione, il Crottin de Chavignol. I bianchi si adattano bene anche a pesce, molluschi e crostacei e con piatti leggermente speziati. I rossi e i rosati, invece, sono più adatti ad accompagnare carni e uccelli.

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