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Vino Prosecco (Veneto)

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Il Prosecco è un vino bianco a Denominazione di Origine Controllata prodotto in Veneto (circa l’80% della produzione) e in Friuli-Venezia Giulia (circa il 20%). È nato nella provincia di Treviso, nella parte nord-est della Regione Veneto, più precisamente nell’area compresa tra il fiume Piave, il Montello e i Colli Asolani. È prodotto in tutte le province della Regione Veneto, ad eccezione di Rovigo e Verona.

Diventato piuttosto popolare negli anni ’90 con la denominazione Prosecco IGT (indicazione geografica tipica), nel 2009 ha ottenuto la promozione a DOC. In Veneto si trovano anche due DOCG: quella di Colli Asolani - Prosecco (o Asolo - Prosecco) e quella di Conegliano Valdobbiadene - Prosecco.

Oggi si producono circa 300mila bottiglie di Prosecco all’anno e, nel 2014, questo spumante italiano ha battuto lo Champagne per numero di bottiglie vendute in tutto il mondo.

Storia del Prosecco

Sebbene esista nel Friuli-Venezia Giulia una cittadina chiamata Prosecco, non è da qui che deriva il nome dello spumante italiano più famoso. Il nome deriva dal Castello di Moncolano, conosciuto anche come Torre di Prosecco, situato a picco sulle acque del golfo di Trieste. Verso la fine del XVI secolo, la gente di Trieste sentì la necessità di distinguere il vino locale da quello elaborato nelle altre zone limitrofe - Istria e Gorizia - e scelse come nome “Prosecho”. Questo perché, attorno alla famosa Torre, da sempre era coltivata l’uva Glera.

Il Prosecco inizia la sua storia nel XIX secolo grazie all’intraprendenza di Antonio Carpenè che, insieme ad altri produttori locali, fondò una società per la produzione dello Champagne a Conegliano. Uomo di scienza, visionario, autore di manuali sull’enologia e sulla viticoltura, Carpenè donò nuova vita al vitigno Glera, trasformandolo in uno degli spumanti più famosi al mondo.

Negli anni ’80 e, soprattutto, negli anni ’90 del’ Novecento, Il Prosecco diventa improvvisamente uno spumante alla moda, protagonista indiscusso degli aperitivi e di qualsiasi celebrazione.

Caratteristiche del Prosecco

La varietà di uva base per la produzione del Prosecco è la Glera, che deve costituire almeno l’85% dell’assemblaggio. Il 15% del totale può essere ottenuto da altre varietà, quali Verdiso, Bianchetta Trevigiana, Perera, Glera Lunga, Chardonnay, Pinot Bianco, Pinot Grigio o Pinot Nero vinificato in bianco.

Alla vista, il Prosecco si presenta di colore giallo paglierino, più o meno scarico. All’olfatto presenta aromi fruttati (pera, pesca, mela), agrumati e floreali, che ricordano la rosa, l’acacia e il glicine. È percepibile anche un retrogusto zuccherato, bilanciato da una leggera acidità, e un sentore di pane dato dai lieviti. Al palato è fresco, sapido e leggermente minerale.

Produzione del Prosecco

Il Prosecco segue il metodo di produzione conosciuto come metodo Charmat o Martinotti, che prevede la rifermentazione del vino - in seguito alla vinificazione e ad una prima filtrazione - su una base di lieviti e zuccheri per circa 15-20 giorni all’interno di autoclavi pressurizzate.

Dopo la presa di spuma, il vino viene trasferito in un’altra autoclave con travaso isobarico, viene refrigerato e nuovamente filtrato. Infine, il Prosecco viene imbottigliato e tappato con tappi di sughero o in plastica.

Ancora poco noto è il  Prosecco Col Fondo, che prevede invece la rifermentazione in bottiglia secondo il metodo Classico, lo stesso metodo utilizzato nella produzione dello Champagne.

I tipi di Prosecco

Il Prosecco può essere prodotto in diverse versioni:

  • Spumante: se presenta almeno 3 atmosfere.


  • Frizzante: se le atmosfere sono inferiori a 2.5.


  • Tranquillo: privo o quasi privo di anidride carbonica. Questa è la versione meno nota.


La variante spumante può essere extra-dry, dry o brut; le altre varianti possono essere solo secche:

  • Extra-dry: il residuo zuccherino va dai 12 ai 17 g/L. Il colore è giallo paglierino scarico e il perlage è fine e persistente.


  • Dry: il residuo zuccherino è tra i 17 e i 32 g/L. Amabile e fruttato, il colore è brillante. Spesso è prodotto con uve provenienti da Cartizze.


  • Brut: questa tipologia per lo spumante è caratterizzato da un residuo zuccherino inferiore a 12g/L. Il colore è scarico, mentre il gusto è secco e deciso.


Abbinamenti con il cibo

Gli abbinamenti con il cibo sono numerosi e diversi. Il Prosecco Brut è ideale per essere gustato a tutto pasto: con antipasti o stuzzichini, primi piatti, soprattutto se conditi con frutti di mare, taglieri di formaggi e piatti di verdura.

Il Prosecco Extra Dry è il re degli aperitivi, ma può accompagnare anche minestre di legumi, frutti di mare, paste con sughi e salse sostanziose, formaggi freschi, frutta e pasticceria secca. In generale, è ideale per ogni tipo di dessert.

Per piatti speziati o piccanti, invece, meglio optare per un Prosecco Dry.

Il Prosecco è utilizzato anche come ingrediente per cocktail raffinati e ideali come aperitivo, come lo Spritz, l’Hugo, il Mimosa, il Bellini e il Rossini.

Piccolo suggerimento: la temperatura di servizio ottimale dovrebbe sempre essere compresa tra i 7° e i 10°C.
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