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Distillati

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Un distillato, detto anche acquavite, è una bevanda alcolica ottenuta dalla distillazione di materie prime di origine vegetale precedentemente fermentate, la cui gradazione alcolica è di minimo 15% Vol.. Le materie prime più utilizzate nella produzione di distillati sono il vino, le vinacce, il mosto d’uva, il sidro, la canna da zucchero, i cereali, le radici, la frutta e alcuni tuberi.

La distillazione è un processo antichissimo, spiegato già nel Iº secolo d.C. da Dioscoride Pedanio, medico erborista greco che ebbe l’intuizione di emulare la stessa azione che il calore del sole svolge quando asciuga le pozzanghere.
Oggi la distillazione viene seguita attentamente da un mastro distillatore, - Master Distiller - il quale ha il compito di controllare gli alambicchi in cui il fermentato viene riscaldato e dove i vapori alcolici evaporano insieme a parte degli aromi.

Esistono due tipi di distillazione: la distillazione continua e la distillazione discontinua.

Il metodo continuo permette di ottenere distillati più puri e neutri, con una gradazione alcolica piuttosto alta. È il metodo che viene utilizzato, ad esempio, per la produzione industriale di vodka, gin, grappa, tequila e cachaça. Il macchinario utilizzato si chiama alambicco continuo o a colonna, composto da una serie di piatti disposti in colonna verticale che permettono il passaggio dell’alcol. In un primo passaggio, si separa l’alcol dalla materia prima inserita nell’alambicco, ottenendo così la flemma.
Quest’ultima è costituita da tre parti:
1) Testa: contenente alcol metilico, nocivo per l’uomo. È la prima parte che viene eliminata dalla vaporizzazione, essendo quella più leggera.
2) Cuore: la parte buona da cui ricavare il distillato.
3) Coda: anch’essa contenente sostanze da eliminare.
Questo processo non prevede soste, per questo motivo vi si possono produrre maggiori quantità di distillati in minor tempo.

Il più antico metodo discontinuo, invece, è utile quando si vogliono produrre distillati dalla forte personalità, in cui si vogliono mantenere intatti gli aromi principali. Stiamo parlando del metodo utilizzato, per esempio, nella produzione di armagnac, rum agricoli, cognac, whisky irlandesi e grappe pregiate. Il processo di distillazione discontinua avviene in alambicchi di rame a collo di cigno, che permettono una sola distillazione per volta. Dopo ogni operazione, infatti, l’alambicco va svuotato e ripulito prima di procedere ad una seconda distillazione. Inoltre, il taglio delle teste e delle code viene eseguito manualmente.

Tipi di distillati

  • Gin: ottenuto dalla distillazione di orzo e frumento; viene miscelato con bacche di ginepro e altre erbe.


  • Rum: ottenuto dalla distillazione della canna da zucchero, più precisamente dalla melassa o dal succo puro.


  • Vodka: ottenuta dalla distillazione di cereali o di patate.


  • Whisky: si ottiene dalla distillazione di cereali maltati e, in alcuni casi, affumicati con torba, carbone o legna.


  • Grappa: si ottiene dalla distillazione delle vinacce.


  • Acquavite: prodotta dalla distillazione del mosto.


  • Cognac e Brandy: si ottengono entrambi dalla distillazione di vino, francese nel caso del cognac e italiano nel caso del brandy.


  • Tequila: ottenuta dalla distillazione del succo d’agave.


  • Calvados: prodotto a partire dal sidro di mele.


  • Pisco: la bevanda nazionale di Perù e Cile è prodotta dalla distillazione del mosto di vino.


Attenzione, però: non bisogna confondere i distillati con i liquori, i quali sono anch’essi una bevanda alcolica, ma ottenuti da una miscela di alcol, zucchero e aromi.
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