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Speyside, il cuore del whisky

 TAGS:La Scozia è la capitale del whisky. Alcuni dei marchi più conosciuti provengono proprio da determinate zone di questo paese, noto a tutti per i suoi paesaggi verdi, per le sue taverne e per questa bevanda dallo stile classico ma allo stesso tempo in continuo rinnovamento, dal carattere tradizionale e signorile.

Alcuni dei whisky più rinomati a livello internazionale vengono prodotti a Speyside, una zona del paese lungo il fiume Spey, da cui si intravedono montagne e suggestivi paesaggi  proprio come siamo abituati a vederne nei film. In effetti, si possono effettuare numerosi itinerari turistici in questa zona, che non a caso è la preferita dai veri intenditori: vi ritroviamo più di 40 distillerie, tutte produttrici di questa bevanda a base di puro malto.

Tra le tante qualità di questo whisky riscontriamo un gusto più dolce del normale e odore profondo di fiori di bosco, come le rose o le viole. Ma anche gli aromi di frutta caratterizzano questi distillati, in particolare le mele ed i limoni.

Ecco i nostri consigli:

 TAGS:Glen Franciscan Malt 1LGlen Franciscan Malt 1L

Glen Franciscan Malt 1L: E’ uno dei più accessibili a livello di prezzo, soprattutto tenendo in conto che il suo sapore è davvero di altissima qualità. Ha un gusto fruttato con note floreali, davvero speciale. Vi consigliamo di berlo con molto ghiaccio, magari nelle calde sere d’estate, dopo una bella cena con amici.

 

 TAGS:Glen Garioch 12 YearsGlen Garioch 12 Years

Glen Garioch 12 Years,  L’esclusività è nota caratteristica di questa bottiglia. Tutta la magia di Speyside è racchiusa in questo fantastico distillato dal sapore dolce, come la maggior parte dei whisky di questo tipo. La bottiglia ha un design sublime, un vero e proprio pezzo da collezione.

Il whiskey irlandese

 TAGS:Il whisky irlandese viene chiamato “whiskey“, così come quello americano, per differenziarlo dal whisky scozzese e canadese. Questo tipo di whiskey è a base di orzo ed ha la caratteristica di essere distillato per ben tre volte, cosa che lo rende più morbido e delicato in confronto alle altre bevande del suo genere. Naturalmente viene maggiormente consumato nel suo paese d’origine, l’Irlanda ma, negli ultimi anni, la sua esportazione è cresciuta notevolmente.

Il termine whiskey in irlandese gaelico sta per “uisce beatha”, che significa “acqua di vita”, ma oramai è noto a tutti semplicemente come “Whiskey”.

Preparazione del Whiskey Irlandese

Il Whiskey irlandese si differenzia maggiormente dagli altri tipi di whisky proprio per la sua elaborazione. Questo whiskey, infatti, viene prodotto dal mosto ottenuto da alcuni cereali come il frumento, l’avena, la segale; ma è l’orzo l’ingrediente principale o maggiormente utilizzato nella sua preparazione, sia maltato che non.

Anche se, rispetto ad altri tipi di whisky, subisce alcune variazioni negli ingredienti, la sua preparazione è comunque molto simile agli altri. Prima di tutto si effettua una selezione dei cereali da utilizzare; ed immediatamente si procede a mescolare il grano, per poi immergerlo attraverso un processo noto come idratazione; infine avviene una germinazione propria, che deriva dalla trasformazione dell’amido dei granuli stessi in zuccheri insolubili.

Dopo queste procedure iniziali, si passa alla macinazione del grano, eccetto nel caso dei whiskey maltati. Da questo processo si ottiene una specie di pasta, che viene fermentata per circa 72 ore. Il risultato viene poi distillato per tre volte e passato a invecchiamento o affinamento in botti di rovere per un periodo di circa 7 anni o più (4 anni in più rispetto all’invecchiamento del whisky scozzese).

Per cominciare alla grande questo viaggio nel mondo del whiskey irlandese, prendiamo ad esempio alcune marche che non possono essere assolutamente trascurate. Cominciamo con Jameson, forse uno dei whiskey irlandesi con più storia e tradizione, che viene prodotto già dal 1780 ed è a tutt’oggi il più venduto al mondo.

Abbiamo poi:

 TAGS:Jameson Vintage ReserveJameson Vintage Reserve

Jameson Vintage Reserve: Uno dei migliori riserca della casa.

 

 

 TAGS:Jameson 4.5LJameson 4.5L

Jameson 4.5L: Consigliamo inoltre questa presentazione, una grande bottiglia dal grande contenuto, l’essenza dei migliori whiskey irlandesi.

 

Jameson 4.5L

Preparazione del whisky

 TAGS:Il whisky è una bevanda dalla lunghissima tradizione e, come quasi sempre accade con le bevande che hanno tanta storia e complessità, può subire alcune variazioni durante il processo di preparazione.

Ed il whisky non è da meno. Tuttavia ha comunque un processo di produzione di cui vi parlerò passo dopo passo qui di seguito.

Questo processo di elaborazione del whisky, pur essendo generico, vale anche per il whisky americano, che noi associamo al bourbon, anche se non sempre sono la stessa cosa. Volete preparare un whisky tutto vostro? Seguite queste indicazioni:

Preparazione del whisky

1. Processo di estrazione del grano

Il processo di preparazione inizia con la pulizia dell’orzo.
Poi lo si immerge in acqua calda per 2 o 3 giorni.
Il processo continua con la germinazione del chicco, necessaria per la comparsa degli zuccheri.

2. Processo del maltaggio del grano d’orzo

Per questo processo si utilizzano diverse fonti di energia come la legna, il sole o i combustibili fossili.
Questo passaggio divide il processo del whisky di malto da quello di cereali. Nel processo del whisky di cereali, infatti, questa fase viene saltata per cercare di abbattere i costi.

3. Processo di essiccazione

Il grano viene essiccato a 70 gradi per arrestare il processo di crescita dello stesso.
I germogli essiccati vengono separati, e di solito finiscono per essere utilizzati come cibo per il bestiame.

4. Processo di macinazione, noto anche come Wort

Una volta ottenuto il malto (cereali maltati), si passa a macinare, per poi essere mescolato con acqua calda e un liquido zuccherino, fino ad ottenere una pasta di colore dorato chiamata wort. Anche da questo processo derivano scarti ricchi di cellulosa, che vengono riciclati e utilizzati come mangime per il bestiame.

5. Processo di fermentazione e distillazione del whisky, noto anche come wash

Attraverso l’aggiunta di lievito, il wort viene fermentato fino a diventare una sorta di birra denominata wash, che verrà a sua volta distillata con l’alambicco (pot- still), che finalmente darà come risultato il tanto atteso e prezioso whisky. Il whisky di malto viene invece distillato due volte.

6. Processo di invecchiamento del whiskey

Il whisky ottenuto dal processo di distillazione è incolore e viene invecchiato in botti di rovere dai 3 ai 12 anni. A volte vengono maturati in botti in cui un tempo era stato a sua volta invecchiato un altro tipo di vino, come Sherry, Porto, Sauternes… Questi whisky sono naturalmente più pregiati in quanto, oltre ad avere il caratteristico colore dorato, hanno anche un particolare tocco aromatico.

7. Processo d’imbottigliamento del whiskey

Dopo l’invecchiamento, il whisky è finalmente pronto per l’imbottigliamento e viene mescolato col whisky di cereali per dargli il cosiddetto “blended”.
Il whisky di cereali non si consuma così ed è sempre mescolato con quello di malto.

Ed ora arriviamo al processo più importante, quello per cui il whisky è stato creato: la degustazione. Oggi vi consigliamo alcuni whisky invecchiati in botti già usate in precedenza per altri vini:

 TAGS:Glenmorangie The Nectar d'OrGlenmorangie The Nectar d’Or

Glenmorangie The Nectar d’Or: Si tratta di un whisky maturato per 12 anni, di cui gli ultimi 2 passati in botti in cui precedentemente erano stati invecchiati i famosi vini di Sauternes. In questo modo si arricchisce di sfumature dolci e sapori di frutta secca e miele. Superbo.

 

 

 TAGS:The Macallan Sherry Oak 10 YearsThe Macallan Sherry Oak 10 Years

The Macallan Sherry Oak 10 Years: Macallan è uno dei marchi di whisky di lusso più famosi. Questo Sherry Oak è stato invecchiato per 10 anni in botti in cui in precedenza era contenuto lo sherry, per cui ha quel tocco tipico di frutta secca e spezie con una punta di arancia. Assolutamente da provare.

 

 

 TAGS:Edradour Port Finish 50clEdradour Port Finish 50cl

Edradour Port Finish 50cl: Un whisky davvero speciale, d’annata, invecchiato prima in botti di rovere normali e poi in botti speciali che avevano anteriormente “ospitato” del vino di Porto. Edradour, grazie alla sua lavorazione così meticolosa e particolare, ci mette di fronte ad uno dei whisky più esclusivi del mondo. Geniale.

 

Vi piacerebbe preparare un whisky tutto vostro? Che tocco gli dareste?

I tipi di Whisky americano

 TAGS:Il mondo del whisky ingloba molti tipi di bevande che possono vantare questo nome, etichettate come Scotch, Bourbon, o Rye, a seconda delle caratteristiche che hanno. Tuttavia il cosiddetto whisky americano deve essere in primis obbligatoriamente elaborado negli Stati Uniti e distillato a partire da del grano di cereali.

In apparenza abbastanza semplice, il whisky americano ha comunque delle doti importanti. Di seguito elencheremo i tipi di whisky americano più rilevanti e dalla maggiore qualità:

Bourbon

Proveniente dal Kentucky, è la variante più conosciuta del whisky ed è popolarissimo negli USA. Il suo successo si deve al dolce sapore che proviene dai barili carbonizzati prima di essere usati. Questo processo è stato attribuito al reverendo Elijah Craig. Il Bourbon deve essere elaborato con almeno 50% e non oltre 80% di mais, mentre il resto degli ingredienti sono altri tipi di grano.

Rye Whiskey 

Il Rye  è considerato un po’ come il fratellino sperimentale e più creativo del Bourbon. Il Rye è elaborato tramite la ricetta del Bourbon al contrario dato che bisogna utilizzare come minimi il 51% di segale.  La presenza di quest’ultimo da al whisky un tono più profondo e piccante, oltre a un sapore più forte e completo. Il Rye Whisky è più adatto ai cocktail rispetto al Bourbon, dato che il suo sapore si abbina bene ad altri ingredienti, mentre il Bourbon è più apprezzabile se assaporato da solo.

Whisky del Tennessee

Questo whisky risalta per la sua grande qualità, le sue sfumatori soavi e il suo sapore tendente al dolce. La sua caratteristica unica è che viene filtrado attraverso del carbone d’acero prima di essere messo nei barili per la stagionatura. La sua distilleria più famosa è una delle più famose al mondo: la Jack Daniel’s Distillery.

Corn Whisky (Whisky di Mais)

Si tratta di un Whisky molto particolare ed è composto per almeno l’80% di mais. Questo whisky non è così popolare come i due precedentemente citati e si può trovare solo in pochi stabilimenti. 

 Di seguito raccomandiamo due whisky in vendita su Uvinum:

 TAGS:Jack Daniel'sJack Daniel’s

Jack Daniel’s, un classico

 

 

 TAGS:Southern Comfort 1.5LSouthern Comfort 1.5L

Southern Comfort 1.5L, dolce e saporito

Cocktail con whisky

 TAGS:Per molti è quasi un sacrilegio mescolare il whisky, per gli altri lo è un po’ meno. Per sciogliere ogni dubbio parleremo quest’oggi dei migliori cocktail a base di whisky: li prepareremo, li berremo e, solo alla fine, capiremo da che parte stiamo.

Manhattan

Questo cocktail è senza dubbio uno dei più importanti, tra quelli a base di whisky. La sua invenzione è attribuita a Jenny Jerome, moglie di Randolph Churchill che, a quanto pare, lo creò durante una festa al York City’s Manhattan Club, ovviamente sull’isola di Manhattan.

Ingredienti

5 parti di whisky
2 parti di vermouth dolce
1 goccia di angostura bitter
1 ciliegina o maraschino per guarnire 

Preparazione

In uno shaker, aggiungere il vermut dolce e una goccia di angostura bitter, e mescolare bene.
Servire senza ghiaccio in una coppa Martini, guarnire con una ciliegia o maraschino.
Può anche essere preparato con vermouth dry e, in questo caso, viene decorato con una fettina di limone.
Per questo cocktail è in genere utilizzato whisky statunitense o canadese.

Rob Roy

Si tratta di un cocktail scozzese, che deve il suo nome a uno dei più famosi romanzi di Walter Scott, dedicato all’eroe scozzese protagonista di innumerevoli gesta.

Ingredienti

4,5 cl di Scotch whisky
2,5 cl di Vermouth dolce
3 gocce di angostura bitter
Ghiaccio qb
1 ciliegina o maraschino per guarnire 

Preparazione

In uno shaker, aggiungere il whisky, il vermouth dolce, le goccedi angostura bitter e il ghiaccio, e mescolare bene.
Servire senza ghiaccio in una coppa Martini, guarnire con una ciliegia o maraschino.
Si consiglia di raffreddare i bicchieri prima della preparazione di questo cocktail.

Whisky Sour

Il sapore del limone si sposa particolarmente bene con i distillati, ed il whisky non è da meno.

Ingredienti

1 parte di succo di limone
1 parte di whisky
Zucchero o sciroppo di gomma
1 ciliegina o maraschino per guarnire
Ghiaccio qb

Preparazione

In uno shaker, aggiungere il whisky, il succo di limone, lo zucchero o lo sciroppo di gomma e il ghiaccio, e mescolare bene.
Servire in un bicchiere di tipo old fashioned o cobbler e guarnire con una ciliegia o maraschino.
Può anche essere preparato in un frullatore.

Cocktail con whisky (II)

 TAGS:Il whisky è uno dei liquori che non possono davvero mancare in un bar, in un ristorante o persino in casa. A molti piace solo con un po’ di ghiaccio, per alcuni è superlativo ma, come si suol dire, “dove c’è gusto, non c’è perdenza“; per cui è sempre meglio sapere come preparare un buon cocktail a base di whisky.

Black Tooth Grin

Vi suona? Beh, questo è probabilmente la combinazione con whisky più famosa del mondo, che tutti noi abbiamo visto almeno una volta nella vita.

Il chitarrista metal dei Pantera, Dimebag Darrel, è l’autore di questo particolare cocktail, chiamato “sorriso con un dente nero” ma che forse a noi è più noto semplicemente come whisky e coca o whisky e coca-cola.

Ingredienti

1 parte di whisky
5 parti di Coca-Cola
Ghiaccio qb

Preparazione

In un bicchiere mettere il ghiaccio a piacere.
Versare il whisky e la Coca-Cola, mescolare.
L’ultima moda è quella di preparare questo cocktail con whisky canadese.
Le misure possono essere variabili, gli si può dare più forza con una preparazione di 2 x 4 o 3 x 3.

Se volete dare un tocco differente e alla moda a questo cocktail, provatelo con il Canadian Club, un whisky canadese che sta avendo davvero un grandissimo successo.

Bourbon Slush

Se avete voglia di rinfrescarvi, questo è sicuramente il cocktail che fa per voi. Molto più originale rispetto al classico whisky e coca, e certamente molto più leggero.

Ingredienti

750 ml di tè freddo
350 ml di limonata
170 ml di succo d’arancia
500 ml di whisky
1 tazza di zucchero (250 grammi)
800 ml di acqua

Preparazione

In una grande brocca, mescolare tutti gli ingredienti e aggiungere lo zucchero.
Mescolare e raffreddare.
Servire in bicchieri alti e aggiungere del ghiaccio, se lo si desidera.
Le misure possono essere modificate se si vuole dare più forza al cocktail.

Volete un bourbon per provare questo cocktail? Vi consigliamo le Bourbon Old Virginia 6 Years, un bourbon ricco di tradizione ma con un tocco di modernità.

Old Fashioned

La traduzione letterale è “vecchio stile” ma questo cocktail a base di bourbon whisky, anziché essere passato di moda,  mostra ancora tutta la sua veracità.

Ingredienti

4 parti di whisky bourbon
2 gocce di angostura bitter
1 spruzzata di soda
1 ciliegia maraschino
1 fetta di arancia
1 buccia di limone
1 cucchiaio di zucchero o una spruzzata di sciroppo
Ghiaccio qb

Preparazione

In un bicchiere da cocktail, versare lo sciroppo o lo zucchero, aggiungere le gocce di angostura bitter, mescolare fino a quando lo zucchero si scioglie.
Aggiungere la fetta d’arancia e spremerla leggermente affinché rilasci il succo.
Aggiungere il whisky, il ghiaccio e la buccia di limone.
Guarnire con una ciliegia maraschino.

Per questo tipo di cocktail si utilizza il whisky bourbon, anche se è possibile usare altri tipi di whisky.

Questo cocktail è molto più aromatizzato del precedente quindi, anche se il bourbon ha un sapore un po’ più dolce rispetto agli altri tipi di whisky, conviene che sia abbastanza neutro nel sapore, per non pregiudicarne troppo il gusto. Un Maker’s Mark ci starà a pennello.

E tu, con cosa ti piace il whisky? Quale whisky bevi? Cambi marca di whisky in base al cocktail?

Il bourbon americano

 TAGS:Il bourbon americano, whisky americano o semplicemente bourbon, è una bevanda che rientra nella categoria dei distillati ed è considerato appartenente alla famiglia dei whisky. Si tratta di una bevanda molto aromatica dal sapore caramellato, cosa che lo fa distinguere facilmente da quello scozzese o inglese.

Secondo la legge degli Stati Uniti, il cosiddetto whisky americano, deve essere costituito essenzialmente da mais, per una percentuale che va dal 50% al 70%, mentre il resto è completato da frumento, malto d’orzo o di segale. L?invecchiamento è di solito di soli due anni, e viene stagionato in botti di rovere normalmente per un periodo di circa 5 anni o giù di lì.

Storia del bourbon americano

La storia del bourbon americano va di pari passo con la storia degli Stati Uniti. Tutto inizia intorno al 1774, nella cittadina di Fort Harrod (ora Harrodsburg – Kentucky), quando gli abitanti di questo villaggio cominciarono a coltivare il grano: il raccolto ebbe un esito talmente positivo che finirono col ritrovarsi una quantità di grano eccessiva, ragion per cui decisero di impiegarla nella produzione di whisky.

Già nel 1777, viene istituito il Congresso Nazionale ed i nuovi nati negli Stati Uniti adottano la bandiera a stelle e strisce, presieduti da George Washington, il quale cominciò a richiedere sempre più liquore per il suo esercito. Nel 1783 appare la prima distilleria commerciale registrata (anche se la bevanda veniva già distillata da 8 o 9 anni) nella città di Louisville, in Kentucky, di proprietà di Evan Williams. Due anni dopo, nel 1785, le stesse autorità del paese cominciano a incoraggiare la produzione di bourbon americano.

Il governatore della Virginia, nientemeno che Thomas Jefferson, offriva 15 ettari da destinare alla coltivazione del mais a chi decideva di andare a vivere in Kentucky (regione che, come noto, era abitata dagli indiani d?america). Fu così che molte persone si armarono di buona volontà e cominciarono la coltivazione del grano; tuttavia la produzione era troppo grande per una sola famiglia, cosicché molti optarono per la crazione di questa bevanda, che man mano diventava sempre più popolare.

Il nome ?bourbon? ha origine francese. A quei tempi, infatti, si era appena conclusa la guerra d’indipendenza contro la Gran Bretagna ed i francesi erano stati di vitale importanza per la vittoria degli americani per cui, proprio in onore della famiglia reale francese, dei Borboni e del re di Francia Luigi XV, una parte del Kentucky venne ribattezzato come ?Bourbon?, così come la bevanda che ivi si produceva.

Il Congresso degli Stati Uniti, in una delibera del 1964, dichiarò il bourbon come prodotto distintivo degli Stati Uniti, nominandolo Bourbon Whiskey. Esiste anche un?altra storia che ne attribuisce la creazione al ministro battista Elijah Craig, ma questa versione si basa su fatti infondati e privi di documentazione, anche se alcuni continuano a considerarlo il vero inventore del bourbon.

Vuoi provare il vero ?spirito? americano? Ti consigliamo alcuni tra i migliori sul mercato:

Maker’s Mark: un bourbon equilibrato, facile da bere. Ha il profumo e il sapore leggermente dolci, di caramello tostato, molto gustoso.
Bourbon Old Virginia 12 Years: è chiaramente percettibile l?invecchiamento in botte. Oltre al tipico aroma del bourbon, in esso se ne distinguono anche di carbone, tostato e cuoio derivanti dalla produzione e dalla botte. Superbo.
Wild Turkey 8 Years: uno dei bourbon più tradizionali. Dal Kentucky, la culla del Bourbon, arriva quello che probabilmente è il più popolare nonché il più consumato degli Stati Uniti. Un must.

E a te quale piace? Lo mischi o lo bevi “on the rocks”?

Scotch Whisky

 TAGS:Lo Scotch Whisky, o semplicemente Scotch, è il whisky prodotto esclusivamente ed unicamente in Scozia; per molti è il miglior whisky del mondo. Un whisky, per essere Scotch, deve seguire alcune regole e standard, emanati dall’Ordine dello Scotch Whisky del Regno Unito nel 1990, che a sua volta ribadisce e riconvalida il documento precedente che porta lo stesso nome e riasale al 1988.

Tale documento stipula le seguenti norme e linee guida di questi distillati, affinché il whisky possa essere chiamato “Scotch”:

Lo Scotch whisky deve essere prodotto e lavorato in una distilleria scozzese, con acqua e malto d’orzo. A questa preparazione è inoltre possibile aggiungere altri tipi di cereali, a condizione che siano stati trattati sempre nella distilleria.

Lo Scotch whisky deve essere distillato a 94,8° alcolici in volume (in modo da conservare il sapore degli ingredienti con cui è stato prodotto).
Lo Scotch whisky deve essere invecchiato in botti di rovere, in Scozia, per almeno tre anni.
Allo Scotch whisky non deve essere aggiunta nessuna sostanza oltre all’acqua o al caramello (con colorante).
Lo Scotch whisky non può essere imbottigliato con non meno di 40° alcolici in volume.

Storia dello Scotch Whisky

Si narra che siano stati dei monaci cristiani ad aver portato la distillazione in Scozia tra il IV e il V secolo. La prima testimonianza documentata della produzione di whisky scozzese risale al 1494, dell’Exchequer Roll, con una produzione di 1500 bottiglie. Nel 1506, il re Giacomo IV di Scozia (1488-1513), fece visita alla città di Dundee, dove rimase molto  sorpreso nell’apprendere che i barbieri di questa città si dedicavano alla produzione del whisky; da questo momento in poi sappiamo con certezza che la Gilda dei Barbieri chirurghi  di Edimburgo, erano i responsabili della produzione di questa bevanda per scopi medicinali.

Nell’anno 1644 viene imposta una tassa sul whisky prodotto in Scozia tanto che, nel 1780, c’erano solo 8 distillerie legali e ben 400 illegali; ma ciò non durò a lungo dal momento che, nell’anno 1823, il parlamento abolì le restrizioni per la concessione delle licenze per le distillerie, facendo chiudere quasi tutte le distillerie illegali.

Nel 1831 lo Scotch whisky subì una vera e propria rivoluzione con l’introduzione di un nuovo processo di distillazione introdotto da Aeneas Coffey, che permetteva la produzione di un whisky migliore e più leggero, facendolo diventare il whisky scozzese più famoso ed aprendone la diffusione anche ad altri paesi europei. Come la storia ci racconta, lo Scotch Whisky è sopravvissuto a proibizioni, guerre e rivoluzioni, depressioni economiche e recessioni; ma a tutt’oggi è il whisky più rappresentativo del mondo, presente in oltre 200 paesi.

Consigliare uno scotch, può risultare davvero complicato perché, oltre al gusto personale, c’è anche molta fedeltà alla marca, a differenza di quanto accade per il vino, col quale si tende a variare con molta più facilità. Ciò nonostante, ti suggeriamo, almeno per una volta nella vita, di essere infedele al tuo whisky e di provare anche questi altri:

Isle of Jura Superstition: della linea classica, Isle of Jura Superstition mantiene il sapore originale del whisky combinandolo magistralmente con il tocco delle botti in cui è stato invecchiato. Un whisky vivo e morbido.
Lagavulin 16 Years: o lo si ama o lo si odia; non ci sono vie di mezzo con questo scotch così diverso dagli altri. Al posto degli aromi dolci di vaniglia, questo whisky ci offre sin dal principio sapori forti di petrolio e salnitro. E’ totalmente diverso da tutti gli altri whisky e siamo sicuri che, se insisterete un po’, alla fine vi farà impazzire.
Macallan 12 Years Fine Oak: uno dei whisky che attualmente ha maggior successo. Con sapori tostati e di vaniglia, è un whisky molto morbido e piacevole. In linea con l’Isle of Jura ma un po’ più economico.

Quali whisky hai provato? Quale ti piace di più? Sei fan di uno scotch in particolare?

Il proibizionismo, la chiave del successo dell’alcohol in America

 TAGS:Paradossalmente negli Stati Uniti fu il proibizionismo a generare il maggior successo nella commercializzazione dell’alcohol. Non solo il tradizionale bourbon, il whisky o il gin, ma qualsiasi cosa potesse comporre un cocktail rappresentava una soluzione inversa a quella prevista.   

Grazie a Ngram de Google Visor si è potuto studiare a fondo l’effetto di questa proibizione: utilizzando il termine “Cocktail” Google dimostra come il numero di pubblicazioni o di parole correlate all’alcohol aumentarono nel periodo di tempo in cui entrò in vigore il proibizionismo. Il termine “Cocktail” appariva sempre di più in libri,riviste e giornali facendo sì che aumentasse la percentuale dello stesso; nel 1920 l’apparizione della parola citata era aumentata del 150% mentre dal 1920 al 1930 era aumentata del 1000% e nel 1945 di un 1200%.  

Riassumendo, il termine cocktail aumenta la sua presenza in tutti i tipi di pubblicazioni. Questa azione genera un successo increidbile dell’alcohol negli Stati Uniti. Si svegliò la curiosità delle persone che in altre situazioni non avrebbero mostrato nessun interesse in questo tipo di bevande. 

Le cose proibite sAvevano sempre rappresentato un’attrazione occulata per gli uomini. I distillati divennero tra le bevande proibite più amate dagli intenditori d’alcohol. 

Gli amanti dei cocktail devono dunque ringraziare queste proibizioni generate negli Stati Uniti negli anni Venti, dato che senza di esse probabilmente non si sarebbe potuto godere  come si fa oggigiorno delle varie e infinite combinazioni di cocktail elaborate nei migliori modi e nella migliori forme. Nati come forma discreta di gustare la bevanda, oggi la loro varietà e qualità fa sì che i cocktail rappresentino la maggior parte del consumo delle bevande distillate.  

Qual è il tuo cocktail preferito? Su Uvinum ti raccomandiamo i migliori distillati adatti allo scopo:

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Gin Mare, perfetto per un Gin Tonic

 

 

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Whisky Buchanan’s 12 Years 1L, adatto a vari cocktail

Il matrimonio spinge le donne a bere

 TAGS:Uno studio diretto Corinne Reczek, professoressa di sociologia della Università di Cincinnati, ha analizzato una serie de dati ottenuti durante 47 anni da 5.000 abitanti del Wisconsin che ottennero la licenza media nel 1957.

Il risultato fu chiaro: il matrimonio provoca un aumento del consumo di alcohol tra le donne. Per gli uomini è il contrario: una volta sposati iniziano a ridurre il consumo di alcolici.

Lo studio analizzò anche come le abitudini di consumo di alcohol cambiando con il divorcio, con gli uomini che iniziano a bere di più mentre le donne di meno.

Secondo lostudio, le donne sposate consumono una media di 9 bibite alcoliche al mese, mentre ne consumano 6 quando si divorziano.  Gli uomini sposati consumano oltre 19 alcolici per mese, ma non arrivano i 21,5 raggiunti dai divorziati.

Quando parliamo di bibite ci riferiamo agli alcolici, ossia non si  specifica se si sta parlando di vino, birra, whisky o gin. Indipendentemente dallo stato civile, l’indagine segnala che gli uomini bevono più delle donne, dunque il cambio di stato civile influisce sulle abitudini alcoliche.

I responsabili dello studio concludono dicendo: “I nostri risultati qualitativi evidenziano che ciò è dovuto al fatto che gli uomini spronano le proprie mogli a bere, e a causa del divorzio questa influenza maschile si perde”.

Sei sposato/a?Chi consume alcohol con più frequenza? eCredi di bere spesso per colpa del tuo partner? Condividete qualche alcolico in particolare? Su Uvinum ti raccomandiamo 2 dei più venduti, sia per uomini sia per donne:

 

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Eristoff Black, una vodka corposa

 

 

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Hoegaarden Blanche, piacere leggero