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Top 10: i migliori bar del mondo

 TAGS:undefinedEleganti, impersonali, con design, cucina… i migliori bar del mondo raccontano perché sono tali. Conosci quali sono i 10 migliori e visitali se puoi.

Artesian, Londra

Londra non poteva non essere l’esempio di uno dei bar top per vari motivi. Il barman Alex Kratena fa il piacere degli avventori con i suoi apprezzabili cocktail, oltre alle belle decorazioni. 

The Dead Dead Rabbit Grocery & Grog, New York

La città che non dorme mai New York, distilla ozio e arte nei suoi bar. È il caso del The Dead Dead Rabbit Grocery, dove i suoi padroni creano alla perfezione menù, design del bancone, delle pareti e di altre cose. 

Nightjar, Londra

Questo bar ha il suo proprio carattere. Lì i padroni Rosie Stimpson e Edmund Weil hanno creato un bar dove in primis si beve. E lo si fa. Musica swing in diretto e cocktail di gran nome. 

Attaboy, New York

Torniamo alla Grande Mela e atterriamo all’Attaboy, che è passato per varie gestioni che mantengono fedelmente la struttura antica. È famoso per le sue bevande creative che lo rendono unico. 

Employees Only, New York

Aperto tutte le notti, sia un sabato sia un lunedì, offre un ambiente animato, un eccellente servizio e bevande di qualità. Spicca per essere sensuale, elegante e dallo stile artdecó. 

Canon, Seattle

Ha ben 3.300 bottiglie, che formano una delle più grandi distillerie del mondo. La sua decorazione è un ammiccamento alle origini del pub britannico. anche se ha solo tre anni di vita.  

The Baxter Inn, Sydney

Il poderoso Baxter Inn torna alla sua ubicazione del2012, al numero 7 della lista. Quando si entra si nota la confusione, ma il top è il suo grande menù dei whisky. 

American Bar, Londra

Sofisticato, storico e elegante. Ha 125 anni di storia e di lì sono passati tanti artisti e personaggi rilevanti, con cocktail di sempre e altri nuovi. 

High Five, Tokyo

A Tokyo ci sono tantissimi bar, ognuno moderno ed elegante. Da molti anni questo bar è tra i primi del mondo ed offre bevande e sushi di qualità. 

28 HongKong Street, Singapore

Il bar apre in risposta alla crescente evoluzione dei bar di cocktail di New York. Il suo gestore ha trasportato questo concetto a Singapore e ha preso barman da vari luoghi e dal gran nome per creare cocktail sempre diversi. 

E se questo articolo ti ha interessato… che te ne pare di sapere quali sono i bar più antichi del mondo

 

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The Yamazaki 12 Years è un premiere single malt del Giappone con un gusto delicato ed elegante.

 

 

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Berta Grappa Barbera Asti Roccanivo è un grappa de qualità eccellente.

 

 

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Dartigalongue 1968 è molto fine ed elegante, rotondo ed espressivo.

 

5 cocktail ideale per le feste di Natale

Manca poco a Natale e, come in altre occasioni, vogliamo condividere con te alcuni dei migliori cocktail affinché tu li possa degustare a casa. Oggi ti mostriamo 5 cocktail che sicuramente ti piaceranno e addirittura ci arrischiamo con alcuni per i più piccoli della casa. Quale preferisci?

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Cocktail Clericó

Questo cocktail è ideale per le feste di Natale, dato che è formato da un liquore soave e molti frutti. Ha un sapore soave ed è adatto per tutte le età.

Ingredienti:

  • Vino bianco
  • 1 litro di acqua minerale naturale
  • Mela tagliate senza buccia
  • Arance sbucciate a spicchi
  • Uve nere e bianche
  • Melone tagliato e macerato nello zucchero
  • 300 grammi di ananas tagliate
  • 300 grammi di zucchero

Elaborazione:

  1. Lava e taglia i frutti in pezzi piccoli.
  2. Lascia macerare i frutti nello zucchero per 12 ore.
  3. Mescola il vino bianco con gli altri ingredienti.

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Nuviana Blanco 2013

Nuviana Blanco 2013

 

 Cocktail Daikiri

Questo cocktail con fragola e limone è un aperitivo ideale per Natale. La presenza del rum lo rende molto saporito.

Ingredienti:

  • Ghiaccio
  • Limone
  • Zucchero
  • 200 grammi di fragole
  • 50cl di Rum bianco
  • Menta fresca

Elaborazione:

  1. Versa nel mixer prima il ghiaccio, il limone e lo zucchero.
  2. Frulla fino a triturare bene il ghiaccio.
  3. Aggiungi le fragole a pezzi.
  4. Aggiungi finalmente il rum e frulla fino ad avere un mix tipo granita.

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Ron Negrita Blanco 1L

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 Coctail Aperitivo natalizio

Questo cocktail, nonostante risulti caldo, può essere acompagnato da champagne ghiacciato per essere più rinfrescante.

Ingredienti:

  • 20 cl di liquore di bitter
  • 50 cl di champagne
  • 1 ciliegia di maraschino

Elaborazione

  1. Mescola il liquore bitter con lo champagne.
  2. Versa in un bicchiere flute.
  3. Decorare con la ciliegia e servire.

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Bitter Campari

Bitter Campari

 

Champagne tutti-frutti

Questa ricetta è ideale per le feste, risulta rinfrescante dopo abbondanti cene di natale e può vedere gelati di vari gusti come ingredienti a seconda dei gusti.

Ingredienti:

  • 1 litro di champagne o spumante secondo i gusti
  • 1 litro di gelato tutti frutri o a tuo piacere

Elaborazione:

  1. Metti il gelato in frigo e un giorno prima lo champagne.
  2. Al momento di servirlo, metti due palle di gelat e completa con lo champagne.

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Reymos

Reymos

 

Ponche di vaniglia

Questo cocktail è formato da ponche di latte, cannella, vaniglia, whisky ed è cremoso e molto gradevole al palato.

Ingredienti:

  • 6 uova
  • 1 litro di latte
  • 6 cucchiaini di vaniglia
  • 1 confezione di flan
  • 1/2 ramo di cannella
  • 1/2 ramo di vaniglia
  • 1/2 bicchiere di whisky

Elaborazione:

  1. Procedi a riscaldare il latte con la cannella e il whisky di tuo gusto.
  2. Sbatti le uova con lo zucchero fino a farle diventare bianche.
  3. Mentre il latte bolle aggiungi il flan e fallo dissolvere.
  4. Quando il miscuglio si fa denso, spegni e lascia riposare affinché il latte si raffreddi.
  5. Mescola le uova gradualmente con il latte mentre giri il tutto costantemente con un cucchiaio.

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Clan Campbell

Clan Campbell

 

Che ti sono sembrati? Speriamo che in queste feste siano ancora più buoni!

Come riconoscere un buon whisky (e II)

 TAGS:undefinedPer aiutarvi a capire ancora meglio se un whisky è di buona qualità e qual è il modo migliore per berlo, oggi continueremo a darvi alcuni consigli a riguardo, in modo che abbiate maggiori strumenti per poter fare la scelta giusta al momento dell?acquisto e che possiate servire il whisky in maniera corretta e finalmente godervelo in buona compagnia.

Accompagnato o assoluto. Se siete tra coloro che preferiscono bere il whisky assoluto, sarete felici di sapere che di recente Xavier Monclús, durante una degustazione, ha espresso la sua più ferma convinzione sul fatto che il whisky cambi positivamente il suo sapore semplicemente con l’aggiunta di un po’ d’acqua, perdendo in questo modo la sua essenza statica. Addirittura con l?aggiunta del ghiaccio il whisky diventa una bevanda dinamica, perché si evolve man mano che il ghiaccio si scioglie.

Quando si decide di accompagnarlo, il consiglio fondamentale è quello di evitare di mescolarlo con bevande zuccherine, così come afferma Monclús: “naturalmente il buon whisky può essere miscelato, ma mai con bevande che contengono zucchero. Esistono ottimi cocktail con acqua tonica, con acqua frizzante… dipende molto dalla situazione. In un ristorante di solito lo si beve assoluto o con l’acqua, ma se siete in giro di notte e avete voglia di un long drink è normale che dovrete mescolarlo, ma sempre con bevande che non contengano zucchero. Con acqua o con acqua frizzante non vi causerà né mal di testa né sbornia”, conclude Monclús.

Etichetta ed età. Sull’etichetta vengono riportate informazioni estremamente utili come l’anno di produzione del whisky, la sua composizione, l’invecchiamento nelle botti di sherry, etc. Nel caso dell’età, gli anni indicati sull?etichetta non influenzano la qualità della bevanda; Monclús ricorda infatti che ci sono whisky molto vecchi e costosi che non sono di buona qualità: “in generale un whisky raggiunge il suo compimento tra i 10 ei 12 anni, e man mano va perdendo le sue qualità fino al raggiungimento della sua ?fine? che avviene intorno ai 25 anni. Per cui niente whisky di 50 anni.”

Blended o Single Malt. La maggior parte delle volte i Single Malt sono di buona qualità, ma in alcuni casi possiamo avere fortuna anche con i Blended. “Esistono anche degli ottimi Blended – indica Monclús ? come il Bailie Nicol Jarvie o addirittura il DYC 8 Years che ha un punteggio abbastanza buono ed è un whisky da non sottovalutare, anche se la Spagna non è propriamente famosa per essere un paese produttore di whisky.”

Additivi. I whisky che presentano additivi, come il caramello, sono da evitare perché significa che tali additivi sono stati impiegati per mascherare un?eccessiva presenza di alcol.  

Temperatura. Il whisky deve essere servito ad una temperatura compresa tra i 10 ei 18 gradi, in modo da poterne apprezzare a fondo tutte le sue caratteristiche.

Botti di Sherry. Secondo il parere di Monclús l?utilizzo delle botti di sherry per la maturazione del whisky non deve superare i due anni, dopodiché il distillato deve essere invecchiato per i successivi 10 anni nelle botti di bourbon, quindi non dall’inizio della sua elaborazione. Questo per evitare che le note di zolfo si propaghino??, alterandone irrimediabilmente il gusto.

Acqua. L’acqua con cui è fatto, ha una piccola influenza sul whisky, circa il 10% del risultato finale.

Vi lasciate consigliare un paio di whisky davvero buoni? Vediamo se siete d’accordo con noi:

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Lagavulin 16 Anni, un vero e proprio punto di riferimento.

 

 

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Talisker 10 Years, il miglior rapporto qualità-prezzo.

 

Come riconoscere un buon whisky (I)

 TAGS:undefinedRiguardo al whisky, possiamo dire che esistono diversi modi per sceglierne e acquistarne uno buono, nonché per servirlo nel modo migliore possibile; e dal momento in cui non fa mai male sapere che cosa dicono gli esperti, seguiamo alcuni loro consigli che ci aiuteranno a saper distinguere un buon whisky.

Molte persone non si godono appieno il vero sapore del whisky visto che lo mescolano con altre bibite zuccherate e non riescono a percepirne il gusto e le sue numerose caratteristiche. Secondo Xavier Monclús, istruttore di degustazione per l’Europa di Louis Vuitton Möet Hennessy Spain (LVMH), vi sono diverse chiavi per riuscire a distinguere un buon whisky.

Odore: Quando lo si avvicina al naso, il whisky non dovrebbe avere un odore di alcool molto accentuato, al punto di impedirci di percepirne gli altri suoi aromi. Nel caso l’odore di alcool sia eccessivo, allora possiamo star certi di trovarci di fronte a un whisky di bassa qualità. Secondo quanto afferma Monclús, infatti: “la prima cosa da fare davanti a un whisky è verificare che abbia una buona integrazione alcolica; non deve sapere troppo di alcol”.

Sapore: Come avviene per l’aroma, il gusto che avvertiamo al primo sorso di whisky è quello che definisce in linea di massima la nostra percezione al palato dello stesso, indipendentemente dal suo contenuto alcolico: per cui non dovremmo mai sentire la bocca come anestetizzata o irritata dall’alcol. “Anche se in bocca l’alcol è più presente che al naso, non dobbiamo mai sentirci la bocca anestetizzata dall’alcol. Se beviamo un whisky e la presenza di alcol è così importante da irritarci la bocca, fino ad anestetizzarla, significa che non è affatto un buon whisky”, continua Monclús.

Prezzo: L’opinione comune vuole che i whisky più costosi siano migliori di qualità e, di conseguenza, quelli che godono di una migliore reputazione. A prescindere dalla fama e dalla marca, in linea di massima vale sempre la pena spendere qualcosina in più e portarsi a casa un whisky di malto invecchiato di 10/12 anni piuttosto che un blended, soprattutto per la nostra salute. Monclús infatti afferma: “è sempre meglio bere poco ma bene che molto ma male. Abbiamo un solo fegato, per cui tutto ciò che ingeriamo nel nostro organismo, dovrebbe sempre essere di buona qualità. I prodotti di bassa qualità non faranno altro che portarci problemi, soprattuto al nostro fegato”.

Qual è il vostro whisky preferito? Quale ci consigliereste? Oggi ve ne suggeriamo due assolutamente da provare:

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Monkey Shoulder considerato uno dei migliori whisky tra gli intenditori scozzesi.

 

 

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Laphroaig 10 Years: Grazie alle note di legno e torba, risulta essere uno dei whisky più aromatici presenti sul mercato.

 

Il cocktail Rob Roy

 TAGS:undefinedI cocktail con whisky sono deliziosi. Oggi pariamo del Rob Roy, cocktail con molta storia e fatto con whisky scozzese, che lo differenzia dal Manhattan.  Questo cocktail è un omaggio a un personaggio storico scozzese, Robert Roy MacGregory, detto Rob Roy, conosciuto anche come il Robin Hood scozzese. 

La prima versione del cocktail fu ideata nel bar dell’hotel Waldorf Astoria. La storia di Rob Roy fece che il cocktail aumentasse di popolarità. Bisogna sottolineare che si tratta di uno dei pochi cocktail fatto con whisky scozzese, data l’origine del personaggio. Questo whisky è molto più forte e saporito di quelli americani, ma anche più raro da trovare. ,

Ingredienti

  • 2 once di whisky scozzese
  • 3/4 once di vermut italiano o rosso
  • 1 pizzico di bitter
  • Ghiaccio
  • Ciliegia o buccia d’arancia

Preparazione

Si inizia mescolando tutti gli ingredienti in un mixer con molto ghiaccio per poi servire tutto in un bicchiere già freddo affinché si possa consumare fresco. Si può decorare il tutto con una ciliegia o una buccia d’arancia. 

Varianti

Alcune varianti del Rob Roy pemettoni cambiare vari ingredienti, come mettere del vermut secco e anche dolce. Comunque sia, il miglior vermut per questo cocktail è quello rosso, dato che il suo sapore si combina meglio al whisky scozzese.

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Suntory Yamazaki 12 Anni

 

 

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Lillet Blanc

Il cocktail Brain Duster

 TAGS:undefinedIl Brain-Duster è un cocktail a base di assenzio, whisky e amaro ed è stato nominato così da George J. Kappeler nel 1895.

Questo cocktail è servito in un classico bicchiere lungo e largo e la sua apparenza è lattosa e con un tenue colore verde a causa dell’assenzio.

Ingredienti del Brain-Duster:

Elaborazione del Brain-duster

Il primo passo è quello di mischiare tutti gli ingredienti insieme a del ghiaccio a pezzi per poi colarli e versarli tutti in un bicchiere da cocktail.

C’è chi, al posto dell’assenzio, usa il pastis, mentre altri preferiscono utilizzare il bourbon. Altri addirittura hanno sviluppato una variante di questo cocktail che prevede l’uso di sciroppo di gomma.

L’ assenzio, elaborato a base dell ‘Artemisa Absinthium, ha un sapore all’anice che conferisce molta personalità al cocktail. L’assenzio era inizialmente una bevanda venduta come medicinale, in seguito portò con sé molte controversie ed attualmente è utilizzata per vari tipi di bevande.

C’è chi, insieme all’amaro tipico italiano, utilizza anche un bitter, liquido che in precedenza veniva utilizzata per trattare dolori di stomaco, ma che adesso viene usato anche per cocktail come il Mojito e il Cuba Libre.

Oggi ti raccomandiamo i migliori prodotti per un Brain Duster che farà impazzire i tuoi amici:

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Ardbeg 10 Years

 

 

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Bitter Bob’s Chocolate Bitter 100ml

 

 

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Assenzio Túnel 80 Blue

L’Irish coffee

 TAGS:L’Irish coffee è un cocktail creato durante gli anno ’40 grazie al genio di Joe Sheridan il quale, dopo il ritardo di un volo della Pan American, decise di aggiungere del whisky irlandese al caffè che aveva preparato per alleviare il freddo degli sfortunati passeggeri, presentandolo appunto come “Irish coffee”, ossia caffè irlandese.

Ingredienti

  • 30 ml di Irish whiskey, come Jameson o Bushmills Original.
  • 1 tazza di caffè
  • Panna
  • Zucchero di canna
  • Cannella in polvere
  • Caffè macinato per guarnire

Preparazione 

  1. Passo 1: Se avete una macchina da caffè potete riscaldare la tazza con il vaporizzatore, altrimenti è possibile utilizzare l’acqua calda, nella quale potete immergerci la tazza fino a quando non raggiunga la giusta temperatura.
  2. Passo 2: A questo punto, versare il whisky e lo zucchero di canna in un recipiente e far cuocere per qualche minuto, facendo attenzione che non si bruci. Una volta che lo zucchero si è sciolto nel whisky, si può procedere a versare la miscela risultante nella tazza riscaldata precedentemente.
  3. Passo 3: Quindi, versare delicatamente il caffè sul whisky con lo zucchero. Vi consigliamo di versarlo lentamente sul dorso di un cucchiaio o sulle pareti della tazza.
  4. Passo 4La panna può essere montata anche poco prima di metterla nella tazza, in modo che risulti più densa. Bisogna inoltre fare attenzione a non farla mescolare con il resto degli ingredienti: se non è montata, ci aiuteremo sempre con il dorso di un cucchiaio; se è montata, la verseremo più delicatamente.

Per decorare l’Irish coffee, possiamo cospargere un po’ di cannella in polvere sul bordo della tazza, così come del caffè macinato, a seconda dei propri gusti.

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Paddy Old Irish Whiskey

 

 

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Mangiando per l’Europa (e II)

 TAGS:Nella prima puntata sulla gastronomia europea abbiamo parlato della cucina francese e dei pesci affumicati nordici. Ora ci occuperemo di altro. 

In Belgio la gastronomia ha radici francesi e tra i suoi piatti principali ci sono le cozze cotte, che si mangiano con patate fritte o birra artigianale. Inoltre ci sono ottimi vini in Belgio, data la tradizione francese.  

 TAGS:La cucina irlandese vede la patata farla da padrone, dato che è l’elemento base per molti piatti, tipo il colcannon, dove ci sono anche aglio e cavolfiore. In quanto a bevande, ovviamente su tutte spiccano la birra (la Guinness o la rossa) e il whisky irlandese, anche se viene prodotto del vino ultimamente. 

La Svizzera è chiaramente influenzata da paesi come la Francia e l’Italia. I suoi piatti tipici sono i formaggi e il cioccolato, oltre alla carne Cervelat, che si prepara in varie maniere. Le regioni vinicole sono il Valais, il Vaud e il Tesino. 

 TAGS:I formaggi olandesi tipo Gouda e Edam sono famosissimi, così come le loro patate lesse e la zuppa di piselli. L’Olanda ha qualcosa come 150 vigneti e il vino di elabora soprattutto nel Gelderland e a  Limburgo.

Il kebab è tipico della Turchia, dove ci sono anche il pesce azzurro e il pollo al miele, mentre l’elaborazione del vino nazionale cresce costantemente. 

In Romania si consumano prevalentemente zuppe come quelle di trippa e di polpette, oltre agli stufati e agli insaccati. La Romania ha anche una tradizione vinicola importante, grazie ai vigneti del Cotnari, al Nord della Moldavia.

 TAGS:In Gran bretagna ci sono piatti gustosi ed elaborati come il Roast Beef, con carne arrostita, oltre a dolci di burro e frutta. Si produce poco vino ma esistono anche dei vigneti di un certo tipo, che producono qualcosa come 2 milioni di bottiglie all’anno.

Ecco due raccomandazioni delicatessen per i tuoi pranzi con gli amici:

 

 

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Néctar Pedro Ximénez

 

 

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Perrier-Jouët Grand Brut

 

Il Bourbon Americano

 TAGS:Il Bourbon americano, anche detto Whiskey americano, è un distillato che si caratterizza per il suo sapore caramellato e per il suo particolare aroma. In base alle regolamentazioni statunitensi, deve essere ottenuto obbligatoriamente dal mais, in una concentrazione compresa tra il 50 ed il 70%, a differenza del whisky tradizionale nel quale il mais non viene assolutamente utilizzato.

Tra gli altri ingredienti impiegati, ritroviamo: frumento, segale o malto d’orzo. Il raffinamento in botte richiede normalmente un periodo minimo di 2 anni, anche se non esistono normative ufficiali che stabiliscono il periodo minimo di invecchiamento; invece per poter essere chiamato “Straight Bourbon” tale periodo non può essere inferiore ai due anni.

Il nome di tale distillato proviene proprio dalla contea degli Stati Uniti in cui veniva originariamente prodotto: Bourbon County (Kentucky); tuttavia, anche se il suo nome è associato alle distillerie di questa famosa regione del sud, il Bourbon può essere prodotto legalmente in qualsiasi zona del territorio degli Stati Uniti.

Ad esempio, c’è stato un determinato momento in cui l’Illinois è riuscito a produrre una maggior quantità di Bourbon rispetto allo stesso Kentucky ed è inoltre noto a tutti il fatto che l’economia della Virginia dipende in gran parte proprio dalla produzione di questo distillato. Gli altri stati in cui viene prevalentemente prodotto sono: Pennsylvania, Indiana, Ohio, Tennessee, Kansas e Missouri.

Quando i pionieri americani si diressero a ovest, verso le montagne Allegheny, seguendo le orme della rivoluzione americana, stabilirono le prime contee su vastissimi appezzamenti di terreno. Ed una di queste aree era proprio Bourbon, fondata nel 1785 e successivamente rinominata French Royal Family; pochi anni dopo la contea venne poi suddivisa in piccoli territori fino a quando, nel XIX secolo, la gente della zona la ribattezzò “Old Bourbon“.

L’Old Bourbon comprende il fiume Ohio con annesso il porto che permette lo spostamento delle merci nella regione, includendo proprio il whiskyport da cui viene spedido il whiskey stesso. Old Bourbon è tra l’altro la dicitura che appare sulle etichette di whisky per indicarne proprio l’origine.

Rigurado al processo di raffinamento, pare sia stato James C. Crow il primo ad utilizzare il mosto acido, per cui ogni nuova fermentazione è condizionata dalla quantità di mosto di mais utilizzata (viene inoltre usato il nome di “malto di mais”, pur non trattandosi di malto in senso stretto), che consente di controllare la produzione di whisky.

Se volete conoscere il sapore dei bourbon, eccovene due tra i migliori:

 TAGS:Jack Daniel'sJack Daniel’s

Jack Daniel’s: Il Bourbon più famoso del mondo.

 

 

 TAGS:Bulleit BourbonBulleit Bourbon

Bulleit Bourbon: Un bourbon davvero speciale, complesso, sottile, ricco di aromi, tra i migliori bourbon del mondo. 

 

Come e con cosa bere il whisky

 TAGS:Il whisky è una di quelle bevande che continuano a rimanere tra le preferite in tutto il mondo; ce ne sono di svariate fasce di prezzi ma hanno tutti un?indiscussa popolarità per cui è importante sapere esattamente come berlo.

Vi sono infatti diversi metodi per bere il whisky, così come alcuni consigli da seguire:

Imparare a sorseggiare solo un sorso di whisky: infatti viene spesso servito in bicchieri piccoli da 1 o ½ oncia o shot e, bevendolo in questa maniera, arriva più rapidamente nel sangue. Questo metodo viene adottato solitamente con i whisky più economici, mentre quelli più costosi vengono invece bevuti più lentamente.

Liscio e on the rocks. Il whisky liscio, ossia servito senza ghiaccio e senza essere mescolato con nessun altro ingrediente, viene normalmente preferito dalle persone a cui piacciono i tipi di whisky più costosi, visto che, così facendo, se ne apprezza molto di più il sapore, soprattutto se servito a temperatura ambiente. Invece il whisky on the rocks (ossia con l?aggiunta del ghiaccio) è ideale per le persone che preferiscono bere il proprio whisky freddo e leggermente diluito dal ghiaccio che si scioglie nel bicchiere; tuttavia, provare il whisky a temperature più basse può variarne sia i sapori che gli aromi.

Un altro modo di bere un buon whisky è mescolarlo con un altro ingrediente, per combinare differenti sapori e dare un nuovo gusto alla bevanda che ne risulterà. Una delle miscele più popolari è whisky e Coca -Cola, ma ci sono davvero numerosissimi cocktail a base di whisky fatti apposta per coloro che hanno voglia di provare qualcosa di diverso.

Oltre a berlo liscio o con ghiaccio, c?è anche la possibilità di diluirlo con po? d?acqua. Solitamente questo metodo viene utilizzato per ?indebolire? il whisky a livello alcolico senza però comprometterne troppo il sapore.

Che tipo di whisky avete voglia di bere oggi? Come sempre abbiamo selezionato per voi le migliori offerte disponibili se desiderate acquistare whisky:

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Laphroaig 10 Years

 

 

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