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Whiskey o whisky? L’origine di queste due parole

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La parola “whiskey” è apparsa all’inizio del diciottesimo secolo, come la traduzione gaelica della parola latina aqua vitae in “acqua della vita”. In lingua celtica, l’alcol è chiamato uisge beata, benché l’uso di questo termine trova le sue radici diversi secoli fa. Anche se la distillazione del whisky risale agli antichi celtici, le prime riferenze scritte risalgono alla fine del XV secolo, quando era utilizzato dai monaci scozzesi come una bevanda medicinale.

Distinzione tra “whisky” e “whiskey” 

Infatti, il whisky è uno dei diversi termini adattato all’ortografia e alla pronunciazione inglese che erano comunemente usate fino alla metà del 1700. A quell’epoca, si poteva rilevare un utilizzo uguale, senza distinzione, delle parole “whisky” e “whiskey”. Oggi, tuttavia, questo “e” supplementare segnala una differenza.

Quella distinzione che rimane oggi tra “whisky” e “whiskey” viene probabilmente del desiderio degli Irlandesi, dal 1870, di distinguersi dalle distillerie scozzesi, che all’epoca erano considerate di qualità inferiore.

Oggi, riconosciamo i distillati irlandesi ed americani con la parola “whiskey” con un “e”. Eppure, sono due whiskey diversi : il whiskey irlandese è basato sul malto d’orzo ed esperienza una distillazione tripla ; quello americano viene prodotto con mais e con grano, segale o malto d’orzo. La denominazione whisky si riferisce principalmente ai prodotti scozzesi – Scotch whisky– ma include anche i whisky da tutto il mondo. La produzione di Scotch whisky e di quelli canadesi (fabbricati con segale e mais) sono basati sul malto d’orzo, oltra ai quelli prodotti in paesi come il Galles ed il Giappone, essenzialmente ispirati dai processi sviluppati in Scozia. Per concludere, mentre il whisky include quasi tutte le nazionalità, la denominazione Scotch è unicamente per i whisky scozzesi.

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Grand Old Parr 12 Years 1L

 

 

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Johnnie Walker Platinum Label

 

 

3 cocktail ispirati a dei gangster

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Uno dei più potenti e famosi gangster degli anni ’20 e ’30 caratteri era Al Capone, che  era anche proprietario di un casinò clandestino e di negozi di liquori, e precursore della cultura dei cocktail.

Durante gli anni del proibizionismo aumentò il consumo di superalcolici, tra cui il whisky scozzese. I baristi che lavoravano in quel momento erano soliti sperimentare con i resti delle bevande per fare nuovi mix.

Al Capone, oltre a distribuire clandestinamente whisky adulterato era anche noto per la sua attrazione per i cocktail proibiti, tanto che possedeva un suo shaker personale.  

Ispirati a questo personaggio,ecco qui tre cocktail di cui vi innamorerete.

Pennicillina

Questo cocktail è stato creato nel 2005 da San Ross presso il Milk & Honey bar di New York. Esso combina il sapore di miele, succo di limone, zenzero e la forza del Cutty Sark Proibition

Ingredienti:

  • 40 ml di Cutty Sark Proibition
  • 10 ml di liquore allo zenzero
  • 25 ml di succo di limone
  • 15 ml di sciroppo di miele

Preparazione:

Versare gli ingredienti in uno shaker con ghiaccio tritato, mescolare e servire.

Barbary Coast

Questo cocktail è un chiaro esempio di combinazioni rischiose effettuate durante il periodo del proibizionismo con le piccole quantità esistenti. Si tratta di una miscela di gin e whisky.

Ingredienti:

  • ¾ oncia di Scotch whisky 
  • ¾ oncia di gin
  • ¾ oncia cacao
  • ¾ oncia di panna

Preparazione

  1. Versare tutti gli ingredienti in uno shaker con ghiaccio tritato.
  2. Scolare e servire in un bicchiere.

Scofflaw Cocktail

Questo cocktail prende il nome da un aggettivo creato nel 1924, quando si chiese ai partecipanti di un concorso di definire in una parola l’idea di un bevitore, senza morale, insolente e cattivo.

Ingredienti:

  • 1 ½ oncia di whisky di segale
  • 1 oncia di vermouth secco 
  • ¾ oncia di succo di limone
  • ¾ di granatina
    2 gocce di arancio amaro

Preparazione:

  1. Versare tutti gli ingredienti in uno shaker con ghiaccio.
  2. Miscela, filtrare e servire in un bicchiere da cocktail ghiacciato.
  3. Decorare con una fetta di buccia d’arancia.

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Cutty Sark Prohibition: Cutty Sark Prohibition è oro scuro e pesant

 

9 Whisky che dovresti provare per Natale

 TAGS:undefinedCi sono pochi piaceri paragonabili a un sorso di vero whisky. Ti proponiamo una selezione dei migliori affinché tu possa regalarlo o tenerlo in casa per berlo con tempo, tranquillità e la miglior compagnia durante questo Natale. Sicuramente farai centro.

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Talisker 10 Years: Soave con una gradevole persistenza, un calice di questo Talisker 10 anni può rappresentare il piacevole culmine di una giornata gradevole.

 

 

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The Yamazaki 12 Years: The Yamazaki 12 Years a vari pregi, grazie alla produzione in una delle distillerie più antiche del Giappone e al processo di elaborazione curato e artigianale.

 

 

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Benriach 12 years Sherry Wood: Single Malt Scotch Whisky, ricco e aromatico, nasce dall’unione di whisky maturati in barili di Sherry Oloroso e di Pedro Ximenez provenienti da Jerez, nel Sud della Spagna.

 

 

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Chivas Regal 12 Years:  i migliori whisky di malto e grano in Speyside, nel cuore della Scozia.

 

 

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Jameson 1L: Triple distillato dai migliori orzo irlandese e pura acqua di fonte e poi affinato in botti di rovere, Jameson Whiskey irlandese porta il timbro di qualità che ha reso il più venduto whiskey irlandese in tutto il mondo. 

 

 

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The Macallan Fine Oak 12 Years: Pungente, pieno di personalità, 

 

 

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Johnnie Walker Double Black: Dolcezza cremosa , sentori di legno morbido fumo , burro salato , panna e chicchi di cereali. Il finale è di buona lunghezza, con note dolci di malto, cotto, affumicato pepe nero.

 

 

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Laphoraig 10 years:  potente e complesso whisky distillato sulla remota isola di Islay, costa occidentale della Scozia. 

 

 

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Dalwhinnie 15 Years:  Liscio e piccante, questo whisky presenta un profumo intenso e sentori di erica e torba.

 

*Photo: Joshua Rappeneker

Come riconoscere un buon whisky (I)

 TAGS:undefinedRiguardo al whisky, possiamo dire che esistono diversi modi per sceglierne e acquistarne uno buono, nonché per servirlo nel modo migliore possibile; e dal momento in cui non fa mai male sapere che cosa dicono gli esperti, seguiamo alcuni loro consigli che ci aiuteranno a saper distinguere un buon whisky.

Molte persone non si godono appieno il vero sapore del whisky visto che lo mescolano con altre bibite zuccherate e non riescono a percepirne il gusto e le sue numerose caratteristiche. Secondo Xavier Monclús, istruttore di degustazione per l’Europa di Louis Vuitton Möet Hennessy Spain (LVMH), vi sono diverse chiavi per riuscire a distinguere un buon whisky.

Odore: Quando lo si avvicina al naso, il whisky non dovrebbe avere un odore di alcool molto accentuato, al punto di impedirci di percepirne gli altri suoi aromi. Nel caso l’odore di alcool sia eccessivo, allora possiamo star certi di trovarci di fronte a un whisky di bassa qualità. Secondo quanto afferma Monclús, infatti: “la prima cosa da fare davanti a un whisky è verificare che abbia una buona integrazione alcolica; non deve sapere troppo di alcol”.

Sapore: Come avviene per l’aroma, il gusto che avvertiamo al primo sorso di whisky è quello che definisce in linea di massima la nostra percezione al palato dello stesso, indipendentemente dal suo contenuto alcolico: per cui non dovremmo mai sentire la bocca come anestetizzata o irritata dall’alcol. “Anche se in bocca l’alcol è più presente che al naso, non dobbiamo mai sentirci la bocca anestetizzata dall’alcol. Se beviamo un whisky e la presenza di alcol è così importante da irritarci la bocca, fino ad anestetizzarla, significa che non è affatto un buon whisky”, continua Monclús.

Prezzo: L’opinione comune vuole che i whisky più costosi siano migliori di qualità e, di conseguenza, quelli che godono di una migliore reputazione. A prescindere dalla fama e dalla marca, in linea di massima vale sempre la pena spendere qualcosina in più e portarsi a casa un whisky di malto invecchiato di 10/12 anni piuttosto che un blended, soprattutto per la nostra salute. Monclús infatti afferma: “è sempre meglio bere poco ma bene che molto ma male. Abbiamo un solo fegato, per cui tutto ciò che ingeriamo nel nostro organismo, dovrebbe sempre essere di buona qualità. I prodotti di bassa qualità non faranno altro che portarci problemi, soprattuto al nostro fegato”.

Qual è il vostro whisky preferito? Quale ci consigliereste? Oggi ve ne suggeriamo due assolutamente da provare:

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Monkey Shoulder considerato uno dei migliori whisky tra gli intenditori scozzesi.

 

 

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Laphroaig 10 Years: Grazie alle note di legno e torba, risulta essere uno dei whisky più aromatici presenti sul mercato.

 

Il cocktail Rob Roy

 TAGS:undefinedI cocktail con whisky sono deliziosi. Oggi pariamo del Rob Roy, cocktail con molta storia e fatto con whisky scozzese, che lo differenzia dal Manhattan.  Questo cocktail è un omaggio a un personaggio storico scozzese, Robert Roy MacGregory, detto Rob Roy, conosciuto anche come il Robin Hood scozzese. 

La prima versione del cocktail fu ideata nel bar dell’hotel Waldorf Astoria. La storia di Rob Roy fece che il cocktail aumentasse di popolarità. Bisogna sottolineare che si tratta di uno dei pochi cocktail fatto con whisky scozzese, data l’origine del personaggio. Questo whisky è molto più forte e saporito di quelli americani, ma anche più raro da trovare. ,

Ingredienti

  • 2 once di whisky scozzese
  • 3/4 once di vermut italiano o rosso
  • 1 pizzico di bitter
  • Ghiaccio
  • Ciliegia o buccia d’arancia

Preparazione

Si inizia mescolando tutti gli ingredienti in un mixer con molto ghiaccio per poi servire tutto in un bicchiere già freddo affinché si possa consumare fresco. Si può decorare il tutto con una ciliegia o una buccia d’arancia. 

Varianti

Alcune varianti del Rob Roy pemettoni cambiare vari ingredienti, come mettere del vermut secco e anche dolce. Comunque sia, il miglior vermut per questo cocktail è quello rosso, dato che il suo sapore si combina meglio al whisky scozzese.

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Suntory Yamazaki 12 Anni

 

 

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Lillet Blanc

I 10 vini più cari del mondo

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Il whisky è una delle bibite più popolari del mondo e, quando è tra i migliori, è molto caro. Ecco quali sono i 10 whisky più cari del mondo

10. Ladybank Single Malt: dal volare intorno ai 3.520?, propietà della distilleria Ladybank di Edimburgo, ogni anno vede 300 bottiglie essere prodotto. Per ottenerne una di questo whisky di malta bisogna essere soci. E per essere soci bisogna pagare alri 3.520 euro. 

9. The Macallan 1947 Fine and Rare Collection: Sui 5.000?, questo liquore veniva originariamente mandato in Italia nel 1962 e poi è stato rimpaccato. Il suo sapore speciale si deve a che fu utilizzata la turba come materiale nel processo di elaborazione, dato che il carbone scarseggiava nel 1947 per via della guerra.

8. Chivas Regal Royal Salute 50 year old: Vale 7.500? e fu imbottigliato per la prima volta per commemorare l’elezione di Elisabetta II come regina di Inghilterra. Si caratterizza per il suo sapore di anice. Solo 2500 bottiglie sono state elaborate e appena 10 in America del Nord. 

7. The Macallan 1939 40 year old Fine and Rare Collection: Vale 7.585? questo potente e ‘caramellato’ liquore di malta, che invecchia in 40 anni. Ma gli esperti, che lo provarono nel 1979, hanno esteso la sua stagionatura a 50 anni.

6. Glenfarclas 1955 50 year old: Vale 8.150? e fu il primo prodotto della distilleria Glenfarclas. Per molti esperti della salute il suo piccante sapore può farlo diventare un’abitudine permanente. 

5. Dalmore 50 Year Old Decanter: Dal valore intorno agli 8.250?, vide una produzone di appena 60 bottihlie nel 1978. Per la maggior parte degli appassionati, è il miglior Whisky di 50 anni. Dalmore 50 Years è formato da whisky distillati oltre 140 anni e maturati oltre 50 nelle Highlands scozzesi.

4. Macallan 55 Year old Lalique Crystal Decanter: Valen 9.365? e la sua bottiglia si basa nel disegno di Rene Lalique per una confezione di profumo del 1910. Contiene lo squisito liquore che spicca per i suoi toni citrici e affumicati.

3. Glenfiddich 1937 Rare Collection: Vale 15.000? e l’unica bottiglia elaborata fu pagata tanto a un’asta. Come dato curioso si può dire che è la Marca che Charles Widmore di “Lost” ha sempre affianco a sé.

2. Dalmore 62 Single Highland Malt Scotch: Del valore di 43.500?: solo una dozzina di questo whisky sono state imbottigliate nel 1942. Una notte nel 2005 un signore comprò una di queste bottiglie per questo prezzo nel Regno Unito per poi consumarla con 5 amici.

1. The Macallan 1926 Fine and Rare:  Dall’impressionate valore di 56.175?. Macallan è un prodotto della famosissima e prestigiosa distilleria scozzese Macallan. Questa ditta fa invecchiare i suoi prodotti solo in barili di Jerez comprati in Spagna. Nel 2007 una bottiglia di whisky Macallan 1926 vintage fu venduta all’asta per 56.175, un prezzo tra i più alti in assoluto. 

Se ti piace consumare whisky esclusivo, eccoti le nostre proposte su Uvinum:

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Whisky di malto singolo o Single Malt

 TAGS:Il whisky di malto singolo, più conosciuto con il nome inglese di “Single Malt, è un whisky la cui caratteristica principale risiede nei suoi ingredienti, in particolare nel malto di cereali che sostituisce quello d’orzo, presente invece in altri tipi di whisky. E’ quindi proprio questa particolare miscela di malto a renderlo così speciale. Il whisky single malt viene comunemente associato con la Scozia, paese che ne vanta la più grande produzione, tuttavia è possibile trovare dei single malt provenienti anche da altri paesi, naturalmente in quantità di gran lunga inferiori.

Principali caratteristiche dei whisky single malt

Il whisky single malt deve il suo particolare sapore al malto d’orzo che, tuttavia, non è l’unico elemento a renderlo così speciale. Il single malt viene infatti distillato esclusivamente in alambicchi e deve essere invecchiato per un periodo minimo di tre anni, in botti di rovere che non possono superare i 700 litri di capienza. Queste regole imposte dalla denominazione di origine sono limitate esclusivamente ai whisky scozzesi, visto che altri paesi lo fanno in modo simile, ma non uguale. Infine, nella fabbricazione di questo tipo di whisky, c’è l’impiego dell’ E150a Caramello (un colorante solubile), sempre con l’approvazione della denominazione di origine.

Preparazione del whisky single malt

Le fasi di elaborazione del whisky single malt potrebbero essere così suddivise: macerazione, germinazione, essiccazione, infusione (mashing), fermentazione, distillazione, maturazione, imbottigliamento e filtratura. Si tratta di un processo molto simile a quello di altri tipi di whisky ma con alcune piccole differenze che lo rendono unico e diverso nel suo genere. In particolar modo, il fatto che sia una miscela del contenuto di diverse botti di annate differenti, fa sì che da ogni distillazione ne risulti un prodotto diverso dal precedente.

Oggigiorno il single malt è prodotto in diversi paesi, primo fra tutti, come abbiamo già detto, la Scozia; tuttavia ne ritroviamo ottimi esempi anche in: Canada, Stati Uniti, Inghilterra, Giappone, Australia, India, nonché in molte nazioni del nostro continente europeo.

Eccovi un piccolo elenco di alcuni tra i migliori whisky single malt. Possiamo iniziare con il Slyrs Bavarian Single Malt, poi abbiamo il migliore in assoluto tra i whisky giapponesi, ossia il Nikka Yoichi Single Malt. Non potevano poi mancare il Glen Breton 10 Years Single Malt, e lo scozzese Kilchoman Islay Single Malt.

Voglia di un buon whisky? Ecco le nostre 2 raccomandazioni del giorno:

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Johnnie Walker Platinum Label è una delle più prestigiose marche di whisky di fascia alta. Il suo Single Malt ha un prezzo più ragionevole comparato con la grande qualità di questo whisky.

 

 

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Le zone più emblematiche del whisky scozzese (Parte II)

 TAGS:Continuiamo a scoprire le zone più emblematiche dello Scotch whisky, le suoi principali distillerie ed i whisky più rappresentativi.

Highland

Highland si trova nel nord della Scozia, è una delle zone più grandi e comprende le isole limitrofe ad eccezione di Islay, che è considerata parte di un’altra area del whisky scozzese. Incongruamente, l’area comprende anche alcune zone di pianura a nord-est della Scozia, come Banffshire e Aberdeenshire.

Tra i whisky delle Highlands, ritroviamo alcuni famosi nomi, quali: Aberfeldy (1896), An Cnoc (1894), Ardmore (1898), Balblair (1790 – ricostruita nel 1895), Ben Nevis (1825), Dallas Dhu (1899), Dalmore (1839), Dalwhinnie (1897), Glen Garioch (1797), Glengoyne (1833), Glen Ord  (1838), Loch Lomond (1840), Oban (1794), Royal Brackla (1812), Royal Lochnagar (1824), Tomatin (1897), tra gli altri.

Island Single Malts

Le isole maltesi, così come vengono comunemente chiamate, comprendono tutte le isole del perimetro della Scozia continentale, ad eccezione di Islay. Tutto il whisky prodotto in questa zona viene considerato Island Single Malts e, anche se molto simile a quello delle Lowlands, è considerato un whisky ben distinto, con note fumè o di torba.

Tra i principali tipi di whisky di questa zona, possiamo citare: Arran (1995) dell’isola di Arran, Highland Park (1798) delle isole Orcadi, Jura (1810) dell’isola di Jura, Scapa (1885) dalle Isole Orcadi, Talisker (1830) dell’isola di Skye e Tobermory (1823) dell’isola di Mull.

Campbeltown

Zona situata nella penisola di Kintyre, in Scozia (ad est dell’isola). Quest’area, autoproclamatasi capitale del whisky del mondo, una volta rappresentava un importantissimo centro di produzione di whisky, con circa 28 distillerie. Oggi sono state quasi tutte chiuse, ad eccezione di: Springbank (1828) Glengyle (1872) e Glen Escotia (1832).

Islay

Islay è l’isola più meridionale della Scozia, nella costa occidentale, ed oggi il suo nome è sinonimo di scotch whisky. Qui ritroviamo whisky come Laphroaig (1815), Lagavulin (1816) e Ardbeg (1815), la cui caratteristica principale è l’aroma fumè, derivato dalla torba. Anche il Caol Ila (1846) ha delle caratteristiche simili.

Meritano di essere annoverati anche altri importanti whisky come Bunnahabhain (1881) e Bruichladdich (1881), considerati però più leggeri. Infine, tra gli altri whisky più conosciuti di Islay, abbiamo: Ardbeg (1815), Bowmore (1779) Kilchoman (1881) e Port Charlotte (1829).

Ed ora è arrivato il momento di assaggiarli… ma come scegierne uno, tra i tanti incredibili whisky menzionati? Beh, tanto per cominciare, noi vi consigliamo questi 2:

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Whisky Buchanan’s 12 Years 1L

 

 

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Whisky Johnnie Walker Gold Label 18 Years

 

Single malt o blended?

 TAGS:Il whisky di malto e il whisky blended sono caratteristici del mercato scozzese e sono entrambi caratteristici della famosa tradizione del paese anglofono. Il whisky prodotto in Scozia, in generale, è uno dei prodotti d’esportazione più famosi in tutto il mondo, dati alla mano.

Mentre alcune persone famose affermano di consumare esclusivamente whisky con vari tipi di malto o di grano maturo, i difensori del single malt asseriscono che il processo di elaborazione è effettuato a mano e dà al distillato quelle note spettacolari di vaniglia dato che matura in barili di legno di qualità.

Ma il whisky blended, ossia di grano maturo possiede anche delle qualità aromatiche importanti e una vasta gamma di aromi unici, dunque è molto importante provarlo prima di affermare qualcosa riguardo uno dei due tipi di whisky che si trovano allo stesso livello di qualità. Bisogna andarci cauti perché ogni whisky scozzese è distillato due volte durante la sua produzione. 

Adesso vedremo quali sono le differenze più importanti tra i principali tipi di whisky:

  • Il Whisky di malta è fatta esclusivamente di orzo e malto per essere poi distillato in contenitori adatti e invecchiato tra gli 8 e i 15 anni prima di essere imbottigliato.
  • Il whisky di grano è composto da orzo senza l’aggiunta di malto e con l’aggiunta di vari tipi di cereali assortiti ed è distillato continuamente.
  • El Whisky blended è il mix perfetto tra il whisky di grano e di malta ed il suo costo è inferiore nonostante la sua qualità sia eccellente.

Se ami il whisky, su Uvinum non hai che l’imbarazzo della scelta riguardo i prodotti offerti:

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Whisky Buchanan’s 12 Years 1L, un whisky conc arattere

 

 

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Whisky Johnnie Walker Gold Label 18 Years, un classico intramontabile

Le zone più emblematiche del whisky scozzese

 TAGS:Il whisky scozzese gode di una lunghissima tradizione, maturata nel corso della storia grazie alla sua rinomata qualità. Tuttavia il merito è dovuto soprattutto alla presenza di distillerie a dir poco leggendarie presenti praticamnete in tutta la Scozia, considerate a livello mondiale come il luogo di origine di questa bevanda. Ecco perché abbiamo deciso di preparare questo itinerario attraverso le zone più emblematiche del whisky scozzese.

Le Lowlands (“bassopiani”)

Per Lowlands si intende la metà meridionale della Scozia, che ospita importantissime distillerie quali: Glenkinchie (1825) vicino a Edimburgo, Auchentoshan (1823) vicino a Clydebank, Bladnoch (1823) a Galloway, e una nuova distilleria chiamata Daftmill che si trova a Fife (quest’ultima non ha ancora lanciato il suo whisky sul mercato, ma ha cominciato a distillarlo, per cui dovrebbe essere pronto tra circa 3 anni). Meritano di essere menzionate anche: RosebankKinclaithSan Magdalena, Ladyburn, Inverleven e Littlemill; tutte zone di cui possiamo ancora trovare il whisky ma che hanno smesso di produrlo qualche anno fa.

La maggior parte dei whisky delle Lowlands sono maltati a tripla distillazione, ma se ne trovano comunque di altre varietà. Un altro dettaglio degno di nota è il suo sapore leggero, dovuto proprio alla tripla distillazione.

Speyside

La zona di Speyside si concentra intorno al fiume Spey, nei distretti di Moray, Aviemore, e Cairngorms, nel parte nord-orientale della Scozia. Questa è la zona con il maggior numero di distillerie di whisky e forse la più importante della Scozia. Vi ritroviamo le distillerie Glenlivet (1824) e Glenfiddich (1886), entrambe rappresentanti del whisky scozzese più venduto al mondo.

Tuttavia non sono le sole a godere di tanta notorietà, tradizione e prestigio; infatti non possiamo parlare di Speyside senza citare distillerie emblematiche quali: Aberlour Distillery (1826), Balmenach (1824), Balvenie (1939), Benriach (incorpoata dalla distilleria Glendronach nel 1826), Benromach (1898), Cardhu (1824), Cragganmore (1869), Dailuaine (1852), Glendullan (1897), Glenfarclas (1836), Glen Grant (1898), The Glenrothes (1978), Glen Elgin (1958), Glen Moray (1897), Inchgower (1871), Knockando (1898), Longmorn (1893), The Macallan (1824), McClelland (1986), Royal Brackla (1812), Glenlivet Speyburn (1897), Tamdhu (1897) e Tormore (1958).

Quale consigliarvi? E’ difficile scegliere un solo whiskey scozzese, ma ve ne indichiamo due che vale davvero la pena provare: