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Cocktail classici

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Diversi dai cocktail un po’speziati, agrumati e molto rinfrescanti dell’estate, in questo periodo dell’anno, si apprezzano cocktail più consistenti. Vogliamo consigliarvi alcuni dei cocktail con whisky che vi piaceranno di più. Proviamo a prepararli? 

Il cocktail Manhattan è molto conosciuto da tutti. Prenderemo 2 parti di whiskey, 1 di vermouth, 2 spruzzi di bitter e ghiaccio tritato. La sua preparazione è molto facile. Basta mescolare il whiskey con il vermouth e aggiungere il ghiaccio tritato. Poi aggiungiamo alcuni spruzzi di bitter. Infine si può decorare con una ciliegia.

Troveremo più whisky nel cocktail Esmeralda. In questo caso, si uniscono whisky irlandese e 1 parte di vermouth italiano. Quindi si aggiunge 1 spruzzata di succo di arancia o limone, a seconda del gusto. La preparazione non è un mistero, il tutto viene agitato in uno shaker.

L’ Irish Coffee è un classico di questo periodo dell’anno. Infatti ti fa sentire molto bene ed è l’ideale dopo un lungo e buon pranzo. Per preparare questo cocktail sono necessarie 2 parti di whisky irlandese, da 5 a 6 parti di caffè, zucchero e panna o latte normale. Il whisky, il caffè e lo zucchero vengono miscelati per primi, successivamente viene aggiunto uno strato di panna precedentemente montata. La panna viene servita anche sopra. La bevanda verrà mescolata quando sarà consumata.

Chai Limantour è un cocktail poco conosciuto e dolce. In questo caso, il whisky si fonde con il latte intero ed evaporato, il liquore di whisky e lo sciroppo di spezie.

November Rain è un cocktail realizzato da Javier de las Muelas. Qui il whisky è il protagonista oltre alla sua consistenza fine e cremosa. Uniamo il whisky Maker’s Mark, alcune gocce di Droplets Tonka Bean, gelato al torrone e un liquore al cioccolato nero. Si elabora facilmente agitando tutti gli ingredienti in uno shaker Boston per 10 secondi. Infine possiamo decorarlo con alcuni chicchi di caffè. La cosa migliore è andare a provarlo in uno dei cocktail bar di Javier de las Muelas a Barcellona o a Madrid.

 

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The Yamazaki 12 Years

 

 

Le principali differenze tra Scotch e Bourbon

 TAGS:undefinedQuando si parla di whisky, quasi tutti pensano al distillato di cereali, il cui nome attuale deriva dal gaelico e significa letteralmente “acqua della vita”. Tuttavia, per chi non lo sapesse, in questo mondo emozionante a volte ci sono problemi a distinguere tra le diverse varietà, per ragioni diverse, geografiche o di processo, che ora possiamo trovare sul mercato.

Nel caso del cosiddetto Scotch o whisky scozzese, il concetto è semplice: in Scozia il prodotto è a base d’orzo maltato e soprattutto seguendo gli standard dell’Ordine di scotch, in cui si afferma, tra l’altro, che il distillato va fatto invecchiare in botti di rovere con una capacità inferiore a 700 litri e per almeno tre anni e senza l’aggiunta di altre sostanze diverse da acqua o caramello come colorante. Inoltre, l’imbottigliamento non può avere un volume di alcol inferiore al 40 per cento.

Fin qui tutto chiaro, ma si scopre che, in aggiunta, le botti in cui lo Scotch è invecchiato devono essere stati precedentemente utilizzate per contenere Bourbon. Cosa è allora il bourbon? La sua produzione, in effetti, è regolata addirittura dalla legge, in questo caso quella degli USA.

Poi, secondo le norme federali del Bourbon, per denominare così una bevanda alcolica, il suo mosto, che è il nome dato alla miscela di grani in base al quale il prodotto viene distillato, deve contenere almeno il 51% di mais. Il resto può essere generalmente compostoda malto, orzo, segale o grano, ma il tutto va distillato negli Stati Uniti e non deve includere additivi.

Il suo invecchiamento deve essere in botti di rovere bianco generalmente proveniente dallo stato americano del Kentucky, ma questa non è una condizione necessaria, perché per lungo tempo è stato prodotto del Bourbon altrove. Ed è stata propria la contea di Bourbon a dare il nome al distillato, che differisce da altri distillati americani per l’uso di mais come ingrediente principale, mentre gli altri sono realizzati con segale tipo il whisky. Anche il filtraggio, nel caso del whisky del Tennessee, è fatto con carbone di zucchero d’acero, che gli conferisce un sapore diverso da quello del bourbon pur condividendo la maggior parte dello stesso processo di distillazione.

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Matthew McConaughey: dall’Oscar al whisky

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Stati Uniti – L’attore premio Oscar, Matthew McConaughey è alla guida della nuova campagna pubblicitaria della distilleria Wild Turkey Bourbon.

Il famoso Matthew McConaughey non ha definitivamente lasciato la sua carriera per il whisky. Però ha deciso di lasciare le telecamere per un momento e non in un modo convenzionale come molti attori lo fanno. Matthew McConaughey ha deciso di fare qualcosa di ben diverso : è diventato il direttore pubblicitario dell’ impresa Wild Turkey Bourbon, originaria del Kentucky, negli Stati Uniti. 

“Volevo prendere in mano il progetto intero “

Questa collaborazione è stata annunciata da agosto 2016. Inizialmente, Matthew McConaughey è stato contattato dalla compagnia sorella di Wild Turkey, Campari, che voleva assumerlo come il volto della compagnia. Tuttavia, l’attore aveva altri piani : ha offerto di lavorare con loro però come scrittore, direttore e protagonista della campagna.

“Volevo prendere in mano il progetto intero “, dice Matthew McConaughey durante una conferenza stampa insieme a Jimmy Russell e Eddie Russell, padre e figlio del gruppo di Wild Turkey. “Volevo essere il responsabile ed una parte considerevole della campagna, non solo il suo volto.”

Attrarre un ascolto più giovane

Nello scorso settembre, nel hotel Wythe in Brooklyn, New York, è stato mostrato un mini documentario di 6 minuti nel cuale si può vedere l’attore caminando nella distilleria degustando whisky accompagnato dai Russells. Una pubblicità più corta, di 30 secondi, nella cuale si può vedere The Hot 8 Brass Brand di New Orleans, è stata lanciata al livello nazionale negli Sati Uniti come parte della campagna globale.

Questa pubblicità sarà la prima parte di 3 film addizionali che vuole realizzare l’attore, come si trattava di una storia dividada in tre atti. L’attore anche apparirà negli annunci dell’impresa.

La decisione di chiamare Matthew McConaughey e darlo il ruolo del creativo principale della campagna è stato deciso sul presupposto di attrarre un ascolto più giovane, e, sebbene l’attore ammetta che non ha una forte storia col whisky, dice che ne è molto felice.

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Il segreto per vivire 110 anni? Un goccetto di whisky al giorno!

 TAGS:undefined Grace Jones, 110 anni, ha ricevuto un nuovo biglietto d’auguri da parte della Regina    d’Inghilterra.

Potremmo pensare che vivere per tanti anni sia collegato ad una vita sana, con un’alimentazione equilibrata ed un’attività fisica regolare per mantenere la forma. Tuttavia, benché lo che precede non si deve escludere, le persone che vivono più a lungo nel mondo hanno ammesso che l’alcol è parte integrante della propria dieta quotidiana e che, per loro, è quello che li ha aiutate a vivere per un tempo così lungo.

“Non perdo mai il mio bicchiere notturno”

Grace Jones è attualmente la decima persona vivente più vecchia del Regno Unito, con 110 anni, e ha confessato che un bicchierino di whisky ogni sera è stato il suo più fedele segreto per vivere per tanti anni.

“Non perdo mai il mio bicchiere notturno ed è l’unica cosa che prendo” dice la signora Jones, che ha questa abitudine da 60 anni. “Il whisky è molto buono per la salute. Ho cominciato con il goccetto prima di dormire quando ho avuto 50 anni e da allora non ho fermato, fa 60 anni, e non ho l’intenzione di farlo. Il dottore mi ha detto di continuare a prenderlo e che fa bene al mio cuore”, ha confessato Grace Jones.

Ovviamente, non è la prima volta che una cosa del genere avviene : una donna di 102 anni ha attribuito alla birra la sua longevità ; un’altra donna di più di 100 anni affirma che 6 gin tonic al giorno gli hanno fatto del bene ; mentre un prodottore di vino spagnolo di 107 anni assicura che la sua età avvanzata è dovuta alle 4 bottiglie di vino che consuma quotidianamente.

Grace Jones ha festeggiato il suo compleanno nello scorso settembre con la sua figlia di 78 anni. Ha goduto di una piacevole compagnia, del cibo, delle bevande e, ovviamente, del suo mitico bicchierino di whisky. È nata un 16 settembre del 1906 in Liverpool, nel Regno Unito, e ha ricevuto in totale sette carte dalla Regina d’Inghilterra. Date le circostanze, probabilmente non sarà la ultima.

 

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Hibiki 12 Anni

I cocktail da preparare con tè

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Esiste una grande varietà di cocktail che si possono prepare in modi diversi e con molti ingredienti. Questa lista di ricette è rivolta a tutti quelli che amano il tè ed a tutti coloro che vogliono affrontare il freddo.

Tè irlandese (caldo) :

Ingredienti :

Preparazione :

  1. Aggiungere in una tazza il whisky ed il tè caldo.
  2. Aggiungere la scheggia di cannella e mescolare un po’.

Cocktail al caramello con tè allo zenzero : 

Ingredienti :

  • 1 bustina di tè Lipton alla vaniglia ed al caramello
  • 200 ml d’acqua
  • 1 zenzero fresco
  • 1 ½ tazza di latte concentrato
  • 1 bicchiere di rum bianco
  • 1 tazza di latte condensato
  • 2 baccelli di vaniglia
  • foglie di menta
  • mango tagliato a dadini

Preparazione :

  1. In una pentola abbastanza grande : aggiungere l’acqua, la bustina di tè, lo zenzero ed il latte concentrato e condensato.
  2. Fare bollire durante 2 minuti e spegnere la stufa.
  3. Lasciare riposare la miscela e lasciarla raffreddare.
  4. Una volta freddo, mettere la miscela nel frullatore ed aggiungere il bicchiere di rum bianco.
  5. Mescolare ad alta velocità per un minuto.
  6. Servire nei bicchieri e decorare con i baccelli di vaniglia insieme alle foglie di menta ed i dadini di mango.

Smoked Souchong

Ingredienti :

  • 120 cc infusione Dilmah Lapsang Souchong
  • 180 cc Gin Hendrick’s
  • 60 cc sciroppo di zenzero
  • 60 cc succo di pompelmo
  • 80 cc bianco d’uovo
  • 1 gr Dilmah Lapsang Souchong (per aromatizzare la bevanda)

Preparazione :

  1. Prendere tutti gli ingredienti e ben agitare in uno shaker.
  2. Servire la miscela in una teiera e lasciare in infusione per 20 secondi.
  3. Servire dalla stessa teiera in una tazza.

 

 

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Gin G’Vine Floraison

Il whisky indiano è pronto al grande salto

 TAGS:undefinedAnche se suona un po ‘strano o forse insolito, l’India sta diventando poco a poco una potenza in termini di produzione di whisky di alta qualità. Solo lo scorso anno sono stati consumati nel paese più di 1.500 milioni di litri di whisky. Sì, possiamo dire che questa cifra è così alta è dovuta alla grande popolazione, ma si tratta comunque di una statistica che dovrebbe essere rispettata e presa sul serio.

Il paese ha molti vantaggi rispetto ai concorrenti più forti ossia Scozia e Stati Uniti. Uno di questi vantaggi è che il lavoro è molto economico in confronto ai due paesi su menzionati. Un altro, e molto importante, è che l’ India, da sola, è uno dei paesi produttori di qualità più importanti di orzo del mondo, per non parlare del clima  ideale per l’invecchiamento annuale un buon whisky.

I due produttori di whisky più importanti dell’ India, Amrut e John Paul Whisky hanno recentemente raggiunto il mercato degli Stati Uniti e pretendono di aggiungere almeno una dozzina di whisky nel mercato indiano.

John Paul si trova a Goa, dove governa un clima tropicale fisso per tutto l’anno, che è perfetto per una maturazione più veloce del whisky, con i distillatori che tendono ad avere livelli più uniformi. “Non c’è bisogno di ruotare barili a differenza degli americani”, spiega Michael D’Souza, Mastro Distillatore di John Paul.

“Non si può confrontare un whisky con l’altro, dato che ogni malta ha un carattere unico”, afferma D’Souza. “Detto questo, abbiamo avuto valutazioni molto alte a livello internazionale rispetto ai whisky scozzesi e in molti casi abbiamo avuto l’onore ancora più in alto di essere giudicati superiori a loro”.

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Whiskey o whisky? L’origine di queste due parole

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La parola “whiskey” è apparsa all’inizio del diciottesimo secolo, come la traduzione gaelica della parola latina aqua vitae in “acqua della vita”. In lingua celtica, l’alcol è chiamato uisge beata, benché l’uso di questo termine trova le sue radici diversi secoli fa. Anche se la distillazione del whisky risale agli antichi celtici, le prime riferenze scritte risalgono alla fine del XV secolo, quando era utilizzato dai monaci scozzesi come una bevanda medicinale.

Distinzione tra “whisky” e “whiskey” 

Infatti, il whisky è uno dei diversi termini adattato all’ortografia e alla pronunciazione inglese che erano comunemente usate fino alla metà del 1700. A quell’epoca, si poteva rilevare un utilizzo uguale, senza distinzione, delle parole “whisky” e “whiskey”. Oggi, tuttavia, questo “e” supplementare segnala una differenza.

Quella distinzione che rimane oggi tra “whisky” e “whiskey” viene probabilmente del desiderio degli Irlandesi, dal 1870, di distinguersi dalle distillerie scozzesi, che all’epoca erano considerate di qualità inferiore.

Oggi, riconosciamo i distillati irlandesi ed americani con la parola “whiskey” con un “e”. Eppure, sono due whiskey diversi : il whiskey irlandese è basato sul malto d’orzo ed esperienza una distillazione tripla ; quello americano viene prodotto con mais e con grano, segale o malto d’orzo. La denominazione whisky si riferisce principalmente ai prodotti scozzesi – Scotch whisky– ma include anche i whisky da tutto il mondo. La produzione di Scotch whisky e di quelli canadesi (fabbricati con segale e mais) sono basati sul malto d’orzo, oltra ai quelli prodotti in paesi come il Galles ed il Giappone, essenzialmente ispirati dai processi sviluppati in Scozia. Per concludere, mentre il whisky include quasi tutte le nazionalità, la denominazione Scotch è unicamente per i whisky scozzesi.

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Quali bevande alcoliche possono essere adatte ai celiaci?

 TAGS:undefinedIl numero di celiaci cresce velocemente. Pertanto, aumentano anche le informazioni su questa malattia e su cibo e bevande che dovrebbero prendere. Si ricorda che, secondo la Federazione delle Associazioni di Celiaci spagnola, la FACE, il celiachismo è un’intolleranza al glutine presente in frumento, orzo, segale e avena che si verifica in individui geneticamente predisposti. Questa è caratterizzata da una reazione infiammatoria nella mucosa intestinale che ostacola l’assorbimento di macro e micronutrienti.

Molti celiaci si chiedono se possono bere alcolici, e la verità è che sì, ma non di tutti i tipi. In primo luogo, è importante notare che la birra è fatta da orzo, pertanto, non può essere assunta, così come alcuni tipi di whisky.

Alcune birre possono essere consumate dai pazienti celiaci perché sono elaborate con riso o grano saraceno. In alcune occasioni, sia orzo e frumento posson essere parte della produzione di whisky.

Inoltre, le persone che hanno questa malattia possono bere molti altri distillati come la vodka, tequila, rum e gin, perché in essi il glutine si dissolve nel processo di distillazione. In ogni caso, è meglio informarsi prima, guardando le etichette e chiedendo al medico o nutrizionista se non si è completamente sicuri.

Il vino è l’alcolico più sano per un celiaco, dato che nessun vino è elaborato con glutine o orzo e inoltre offre molti vantaggi per il corpo. Ora, quando il vino è conservato in un contenitore che contiene prodotti elaborati con il glutine, potrebbe verificarsi una sorta di contaminazione incrociata.

D’altra parte, si può anche bere sidro, dato che è una bevanda alcolica che proviene dalla fermentazione delle mele, che non hanno glutine.

Se volete saperne di più, non perdetevi il nostro articolo su cocktail per celiaci.

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Da dove viene la parola whisky?

 TAGS:undefinedLa parola “whisky” è apparsa nei primi anni del XVIII secolo come traduzione al gaelico dal latino “acqua di vita” o acquavitae, che in lingua celtica si chiama uisge beatha, anche se probabilmente il suo uso risale a diversi secoli fa.

In realtà, il whisky è uno dei lunghi termini adattati alla ortografia e pronuncia inglese che sono stati utilizzati fino alla metà del 1700, quando si è scritta la parola per la prima volta come illustrato ed è giunta cos“i fino a noi, sia sottoforma di “whisky” sia come “whisky” con “e”, utilizzata per descrivere solo distillati irlandesi e statunitensi di grano e cereali, ma in origine utilizzato senza distinzioni.

Anche se la distillazione del whisky risale agli antichi Celti, i primi riferimenti scritti risalgono alla fine del XV secolo, quando veniva utilizzato dai monaci scozzesi come bevanda medicinale.

La differenziazione che rimane oggi tra “whisky” e “whiskey” deriva probabilmente dal desiderio delle distillerie di USA e Irlanda di effettuare una distinzione secca con quellii scozzesi. Nel 1870 fu ufficializzata questa distinzione, che derivava anche in una catalogazione come prodotto di qualità inferiore. 

Se questa è la spiegazione corretta, il fatto è che attualmente il secondo termine è stato poi usato per i distillati irlanddesi (con orzo e tripla distillazione) e americani (con aggiunta di mais, grano, segale o orzo maltato), mentre il primo termine è riservato ai distillati scozzesi, che sono fatti con malto d’orzo, e canadesi (prodotte con segale e mais), in aggiunta a quelli prodotti in paesi come il Galles e il Giappone, ispirati principalmente a quelli scozzesi.

Un’altra storia ha l’uso del termine abbreviato “Scotch”, che viene utilizzato esclusivamente per indicare i whisky provenienti dalla Scozia.

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Foto: Flickr

3 cocktail ispirati a dei gangster

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Uno dei più potenti e famosi gangster degli anni ’20 e ’30 caratteri era Al Capone, che  era anche proprietario di un casinò clandestino e di negozi di liquori, e precursore della cultura dei cocktail.

Durante gli anni del proibizionismo aumentò il consumo di superalcolici, tra cui il whisky scozzese. I baristi che lavoravano in quel momento erano soliti sperimentare con i resti delle bevande per fare nuovi mix.

Al Capone, oltre a distribuire clandestinamente whisky adulterato era anche noto per la sua attrazione per i cocktail proibiti, tanto che possedeva un suo shaker personale.  

Ispirati a questo personaggio,ecco qui tre cocktail di cui vi innamorerete.

Pennicillina

Questo cocktail è stato creato nel 2005 da San Ross presso il Milk & Honey bar di New York. Esso combina il sapore di miele, succo di limone, zenzero e la forza del Cutty Sark Proibition

Ingredienti:

  • 40 ml di Cutty Sark Proibition
  • 10 ml di liquore allo zenzero
  • 25 ml di succo di limone
  • 15 ml di sciroppo di miele

Preparazione:

Versare gli ingredienti in uno shaker con ghiaccio tritato, mescolare e servire.

Barbary Coast

Questo cocktail è un chiaro esempio di combinazioni rischiose effettuate durante il periodo del proibizionismo con le piccole quantità esistenti. Si tratta di una miscela di gin e whisky.

Ingredienti:

  • ¾ oncia di Scotch whisky 
  • ¾ oncia di gin
  • ¾ oncia cacao
  • ¾ oncia di panna

Preparazione

  1. Versare tutti gli ingredienti in uno shaker con ghiaccio tritato.
  2. Scolare e servire in un bicchiere.

Scofflaw Cocktail

Questo cocktail prende il nome da un aggettivo creato nel 1924, quando si chiese ai partecipanti di un concorso di definire in una parola l’idea di un bevitore, senza morale, insolente e cattivo.

Ingredienti:

  • 1 ½ oncia di whisky di segale
  • 1 oncia di vermouth secco 
  • ¾ oncia di succo di limone
  • ¾ di granatina
    2 gocce di arancio amaro

Preparazione:

  1. Versare tutti gli ingredienti in uno shaker con ghiaccio.
  2. Miscela, filtrare e servire in un bicchiere da cocktail ghiacciato.
  3. Decorare con una fetta di buccia d’arancia.

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Cutty Sark Prohibition: Cutty Sark Prohibition è oro scuro e pesant