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Odora vino e migliora la tua memoria

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Una ricerca condotta a Las Vegas afferma che i sommelier e degustatori di vino hanno aree più sviluppate del cervello rispetto ad altre persone. Lo studio suggerisce che queste aree siano direttamente correlate alla memoria, riducendo la vulnerabilità di queste persone a malattie come il morbo di Alzheimer.

La chiave di questa scoperta risiede nell’ odore. A causa della loro professione, questi esperti di vino hanno un maggiore sviluppo dell’olfatto. Il loro lavoro nel corso degli anni influisce sullo sviluppo acuto di questo senso, così come alcune aree del cervello che altre persone di solito non esercitano. Così, lo studio conclude che tenendo allenato l’olfatto si promuove lo sviluppo della memoria del cervello e si arriva a prevenire il morbo di Alzheimer.

Questa ricerca condotta dal Dr. Sarah Banks, neuropsicologo al Centro di Salute Mentale di Cleveland, ha cercato di rispondere al mistero del perché gli esperti degustatori possono percepire aromi e sapori che gli altri non riescono a fare. Lo studio è stato fatto attraverso scansioni di attività cerebrale di 13 appassionati di vino e  13 sommelier esposti a vari gusti di vino e frutta. Lo studio ha rilevato che mentre gli esperti di vino sono in grado di rilevare gli odori e sensazioni indistinguibili per gli appassionati di questa bevanda, le parti del cervello usate dai professionisti sono proprio le aree tra più sensibili alle malattie della memoria.

“Questa è una buona notizia per i sommelier; in quanto potrebbero avere un certo grado di protezione contro l’Alzheimer “, ha detto il dottor Banks in una recente intervista alla rete statunitense CBS. Anche se è solo un’ipotesi ormai, il neuropsicologo dice che in questo modo il vino potrebbe guidare le ricerche verso una svolta sullo sviluppo della memoria nonché la prevenzione e il trattamento delle malattie che la danneggiano.

Sicuramente vale la pena fermarsi ad annusare ogni bicchiere di vino prima di berlo, sia per godere di una piacevole esperienza sensoriale sia per migliorare la nostra memoria.

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Cusumano Benuara 2014

 

 

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Umani Ronchi Cumaro Rosso Conero 2011

7 ristoranti Michelin del Regno Unito che non puoi perderti

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Se siete in viaggio nel Regno Unito, è necessario sapere quale di loro sono stati meritevoli di questi premi per metterli alla prova. E la notizia è che la nuova guida 2017 di Gran Bretagna e Irlanda è usicta lo scorso ottobre con nuove stelle.

1. The Fat Duck

Questo ristorante ha riacquistato la sua terza stella e offre una grande esperienza culinaria. Si trova a Bray, vicino a Londra. Con questo, il Regno Unito ha quattro ristoranti con tre stelle Michelin: Gordon Ramsay, Alain Ducasse al Dorchester e Waterside Inn.

2. Raby Hunt

Situato nella contea di Durham, questo ristorante si è guadagnato due stelle. Lo chef è James Chiudi e oltre al cibo, l’ambiente ha anche il suo fascino, in quanto è in una locanda del XIX secolo.

3. The Forest Side

Due stelle Michelin insignano questo luogo che si trova in Cumbria, nel nord dell’Inghilterra, con varie specialità da provare.

4. Sosban and The Old Butchers

In Galles, sull’isola di Anglesey, si trova questo ristorante che premiato con due stelle. La sua cucina è basata su prodotti freschi e locali.

5. The Ninth

A Londra ci sono nuovi ristoranti che hanno avuto la loro prima stella Michelin quest’anno. Questo è il caso del The Ninth, un posto abbastanza informale senza tovaglie e dove bisogna ordinare al bancone che, oltre ai piatti, si prendere anche cura di un’ottima cantina.

6. Ellory

Alcuni sapori e piatti tradizionali della cucina inglese possono essere provati qui, e, nonostante la stella Michelin, non si tratta di un posto particolarmente costoso.

7. The five fields

L’elegante quartiere londinese di Chelsea ospita questo ristorante che offre una versione moderna della più tradizionale cucina britannica.

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Col Vetoraz Prosecco Extra Dry

 

 

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Berlucchi 61 Franciacorta Saten

Come e quali vini vogliono bere i giovani?

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Movimiento Vino D.O., è una iniziativa promossa dalla Conferencia Española de Consejos Reguladores Vitivinícolas (CECRV), che ha lo scopo di promuovere i valori del vino di Denominazione di Origine presso il pubblico giovanile. Per questo, ha condotto un’inchiesta sulle reti sociali, alla quale hanno partecipato circa 1.000 persone con l’obiettivo di raccogliere informazioni sulle preferenze e le tendenze presente nella cultura del vino tra i giovani. Cinque principali concluzioni sono state estratte :

1. La qualità innanzitutto

Attualmente, il più importante per i giovani è la qualità di quello consumano. L’affermano il 93% degli intervistati, mentre il secondo fattore più importante, secondo il 74% dei partecipanti, è che il vino abbia una Denominazione di Origine. Il prezzo arriva in terzo luogo e la marca è solo un fattore importante per il 16%.

2. Denominazione di Origine

Come evidenziato al punto precedente, è una caratteristica fondamentale (47%) che i giovani prendono in considerazione quando scelgono un vino. Altro 49% lo tiene sempre conto quando consuma vino.

3. Vino rosso : la scelta prediletta

Ad essere il re dei re tra i vini, il rosso è la scelta preferita dei consumatori contemporanei. Benché bevono anche vini di altro tipo, il “rosso” è in testa nella corsa delle preferenze, seguito del bianco, dei spumanti, dei rosé ed altri ancora come i vini sottili di liquore o dolci.

4. Bere vino e divertirsi 

La principale ragione per la quale si beve vino tra giovani è per goderlo con amici, per il 74%, e in coppia per il 71%. Senza dubbio, i migliori momenti si godono più e meglio con un bicchiere di vino.

 

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Vigneti Di Ettore Valpolicella Ripasso Classico Superiore 2014

Perché bere alcol con moderazione può far bene al cuore

 TAGS:undefinedSpesso si sente la frase o espressione si sente “l’alcol fa bene alla salute”, ma questo non vuol dire che sia del tutto vero. Infatti, la comunità scientifica ha discusso la questione da tempo immemorabile e, anche se alcuni loro studi hanno avuto successo, c’è ancora polemica riguardo questi risultati e la comunità è separata in due blocchi. Senza dubbio la buona salute e la funzionalità del cuore attraverso il consumo moderato è certo. Ma la grande domanda è: che significa moderato?

Secondo gli esperti, l’ideale è consumare due bicchieri al giorno se si ha meno di 65 anni e di ridurre tale importo della metà se si passa quell’età. Un drink o un bicchiere al giorno equivalgono a 350ml di birra, 148ml di vino o 44ml di qualsiasi altra bevanda distillata.

Tra i numerosi vantaggi che possiamo trovare ci sono la riduzione del rischio di malattie cardiovascolari, ictus, diabete, calcoli di nella cistifellea e diversi sintomi cardiaci.

Il cuore beneficia di vantaggi specifici per via degli antiossidanti che si trovano nei vini e, in generale aiutano tutto il nostro sistema cardiovascolare. Le statistiche dimostrano che le persone attive che bevono vino moderatamente hanno il 50% in meno di probabilità di sviluppare malattie al cuore a differenza di una persona che passa tutto il giorno a guardare la televisione.

In conclusione, bere alcol moderatamente ci porterà benefici per la salute a lungo termine, a condizione che non venga consumato eccessivamente. Anche se, come tutti dicono, è vero che l’alcol in grandi quantità può danneggiare la salute, raggiungendo causa pancreatite, cirrosi, ipertensione, vari tipi di cancro, la depressione e l’alcolismo. Ricordate, l’alcol è buono se preso con misura, ma non vuol dire che se non si consuma, bisogna iniziare a farlo. Perché l’alcol non è necessario per una vita sana.

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Pruno 2015

 

 

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Pétalos del Bierzo 2013

Cambados: che fare nella città del vino 2017?

 TAGS:undefinedIl 4 novembre il Consiglio della Rete europea delle Città del Vino (Recevin) ha eletto Cambados (Galizia, Spagna) come la nuova ‘Città Europea del Vino’. La città galiziana ha vinto questo titolo grazie ad un progetto interessante che le ha permesso di battere altre denominazioni spagnole di grande tradizione enologica come Aranda de Duero, La Palma del Condado e Vilafranca del Penedès.

Questo riconoscimento non sorprendere coloro che hanno visitato questa città prima, perché Cambados ha un ottimo rapporto con il vino; non per niente è conosciuta nel mondo come la capitale dell’uva Albariño. Questo perché la DO Rias Baixas è stata creata in questa città, al fine di migliorare la produzione di vino locale per l’esportazione verso i principali mercati internazionali; un lavoro che hanno realizato con un evidente successo per anni.

Non vi è dubbio che la capitale dell’uva Albariño sarà una destinazione di grande interesse per gli amanti del buon bere. Un totale di 80 attività turistiche del vino compongono il programma presentato da Cambados a sua candidatura come ‘Città Europea del Vino’. A questo bisogna aggiungere la vasta gamma di attività legate al vino che di solito offre la città tra i quali:

  • La festa dell’ Albariño: celebrata la prima domenica di agosto, è una delle più antiche feste del vino in Spagna. Ogni anno vengono migliaia di amanti della buona cucina e del vino a godere di questa celebrazione, che detiene il titolo di ‘interesse nazionale’ dal 1977.
  • Museo Etnografico e del Vino: questo è il primo museo del suo genere in Galizia. Situato in un punto storico di Cambados, tra le rovine di Santa Marina Dozo e un tempio di s. XV, all’interno di un viaggio attraverso la storia, l’arte e la cultura popolare degli aspetti Rias Baixas legati alla nascita del vino.
  • Strada del Vino:un totale di 21 cantine costituisce la “Strada del Vino“, in un percorso lungo 23,5 km, dove si può godere di una passeggiata nel centro storico di Cambados, dichiarato di interesse culturale; mentre visite guidate e degustazioni si svolgono presso cantine i cui vini hanno dato fama internazionale a questa regione.

Come se ciò non bastasse, questa cittadina di mare è perfetta per gliamanti della buona tavola. Pesce fresco e frutti di mare abbondano nei menù dei ristoranti di pesce della città. Si tratta della cucina ideale per accompagnare un bicchiere di Albariño in un ambiente meraviglioso.

 

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Albariño You & Me 2015

 

 

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La Cana 2013

Dei robot dappertutto e perfino nei vigneti

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Le nuove tecnologie stanno per essere integrate poco a poco alle nostre vite, tavolta in modo rivoluzionario, ed altre volte lentamente. Sono anni ormai che ciascuno giorno vediamo apparire nuove invenzioni -che finora poche persone potevano immaginare- ed a tutti i livelli della società : ristorazione, commercio e servizi pubblici e privati non fanno eccezione.

Verso una società robotizzata

Secondo un articolo pubblicato sul sito diariodegastronomia.com, la robotica comincia ad essere attuata proprio in questi settori, e nel giro di pochi anni vedremo anche dei robot umanoidi che si occuperanno di noi in ogni genere d’istituto.

La diminuzione dei costi di produzione delle nuove tecnologie e gli sviluppi nel campo dell’intelligenza artificiale rendono possibile quello che alcuni anni fa sembrava una cosa di fantascienza. Molte imprese stanno già adottando “assistenti” robotici ai loro servizi, per compiti come il servizio clienti : risolvendo dubbi, rispondendo alle domande, raccogliendo informazioni sulle abitudini di acquisto ed le esigenze dei loro principali destinatari.

I robot arrivano nei vigneti

Infatti, possiamo già trovare alcuni esempi nelle imprese di diversi settori, come le crociere, l’insegnamento, la ristorazione, ed anche il mondo del vino. Il progetto VineRobot mira a disegnare un veicolo terrestre che otterrà e trasmetterà informazioni sullo stato dei vigneti tramite sensori non invasivi.

È nel campo dell’agricultura che vengono applicati il più questi sviluppi, sia nel controllo delle colture che nel controllo dei parassiti, dell’irrigazione, della raccolta, etc. In un futuro prossimo ci sarà vigneti e campi coltivati completamente gestiti dai veicoli robotici autonomi e droni che sostituiranno l’uomo e i macchinari più tradizionali.

Finalmente, coloro che pensano che i robot sostituiranno completamente gli uomini, devono anche pensare alle persone che fanno i programmi, il design e la produzione dei robot : saranno sempre necessarie. Inoltre nuovi posti di lavoro dovranno essere creati con profili più tecnologici.

 

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Banfi Chianti Classico 2015

 

 

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Memoro Piccini

La provincia spagnola di Lleida : una terra di vino

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Situata in Spagna, nell’ovest della regione Catalogna, Lleida è una delle provincie con più agricultura del paese. Infatti, la provincia è una grande produttrice di vino. Suoi vigneti sono importanti e beneficiano della Denominazione di Origine Costers del Segre, dando luogo a vini interessanti.

Le zone di produzione sono Segrià, Raimat, Artesa de Segre, Urgell, Pallars, Valls del Riu Corb e Les Garrigues. Grandi superfici in cui la frutta come la pera, la mela o la pesca si mescolano con le vigne e le cantine, e dove si può scoprire non solo il vino, ma anche l’area, il terroir. Ciascuna zona vinicola è formata da paesini con lunga storia, con tradizioni contadine dove l’industria e il settore terziario occupano la seconda posizione.

Questa zona d’occidente, è stata colpita dalla fillossera. Le varietà distrutte dall’insetto sono state le seguenti : Pinós, Samsó, Sumoll e Garnacha.

Monastrell, Macabeo, Trepat, Garnacha e Sumoll sono state innestate in ceppi americani e qualche varietà francese sono anche state importate, come il Cabernet Sauvignon.

I vini che s’incontrano nella provincia di Lleida sono elaborati seguito il metodo tradizionale con una seconda fermentazione in bottiglia, per una durata di 9 mesi d’invecchiamento.

Le cantine della provincia 

Per conoscere bene questa zona e i vini prodotti, dobbiamo individuare la cantina Raimat, una delle più famose, ed anche al livello mondiale. È una cantina familiare, dotata di più di 2.000 ettari di terreno e la totalità della sua produzione è certificata viticoltura sostenibile.

Nella regione di Les Guarriges, si trova la cantina Vinya els Vilars, situata nel comune d’Arbeca. L’azienda deve il suo nome alla fortezza iberica di Els Vilars, degli imponenti resti archeologici, del 750 a.C.. Inoltre, in quest’ area, non c’è solo vino, c’è anche un’importante produzione d’olio : l’olio DO Guarrigues.   

Inifine, nel comune di Verdú, ci sono anche importanti cantine come la Casa Pardet, il Cellar Cercavins e il Celler Mas de Móra.

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Vilosell 2013

 

 

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Thalarn 2013

Che vino bere con il formaggio?

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Gli abbinamenti di vino e formaggio stanno diventando molto popolari. Permettono di sposare sapori tra vini -preferibilmente bianchi, ma anche con alcuni tipi di vini rossi giovani- e formaggi.

Adesso, i formaggi di qualità superiore sono abbinati con vini rinomati. E di solito, ciò viene fatto con l’aiuto di esperti, come un sommelier o un degustatore professionista.

Formaggi e vini per tutti i gusti

In questo caso, facendo omaggio ai formaggi svizzeri, il sommelier e partner di Bulli Foundation, Ferran Centelles, propone degli abbinamenti molto speciali. Ad esempio, il formaggio Gruyère si può prendere con una birra bianca belga, perché è morbida, mentre il formaggio Emmentaler, è consigliato mangiarlo con un Chardonnay classico.

Ferran Centelles consiglia di abbinare il formaggio Etivaz con un Sauvignon del Jura, per avere una migliore profondità di sapori. Il formaggio Sbrinz si può combinare alla perfezione con un vino dolce del Piemonte.

Per i formaggi francesi, come il Brie, ci sono esperti che consigliano di prenderlo con un vino rosso, come il Pinot noir o uno di Alsazia, con rossi fruttati od altri rossi più giovani. Ed il Roquefort ? Un fomaggio forte e azzurro come il Roquefort avrà bisogno di essere contrastato per ammorbidirlo. Quindi vanno bene i vini come l’Oporto, il Jerez, i vini dolci. 

Il Gorgonzola italiano offre anche questo tipo di sapore forte. In questo caso, sceglieremo un vino piuttosto secco, dolce e di tipo Marsala.

I formaggi olandesi sono popolari per il formaggio sferico. Ma ci sono anche altri come l’Edam ed il Gouda. Per questi formaggi sono consigliati i vini rossi fruttati, alcuni bianchi rinfrescanti e rosati. Enjoy!

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Piemonte Brachetto 2014

 

 

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Moscato D’Asti la Spinetta

Quali bevande servire alle donne incinte per le feste di Natale?

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Le feste natalizie si avvicinano, le strade si illuminano ed il menù per Natale è quasi pronto. Forse dovete ancora scegliere il vino. Però come fare se siete in gravidanza e che non potete bere alcol durante le feste di Natale ? Oppure è la vostra sorella, cognata, cugina che è incinta e non avete previsto bevande speciali. Non preoccuparvi !

Definizione del vino analcolico

In primo luogo, occorre tener presente che il vino con 0,0 % di alcol non esiste ; né la birra. Quindi una bottiglia di 0,75 cl può avere tra 0,2 % e 0,3 % di alcol.

Inoltre, la legislazione europea permette ai vini con meno di 7 % di alcol di prendere la denominazione di vino analcolico. In Francia, per esempio, la birra senza alcol non deve superare l’ 1,2 %. Va ricordato che 1 grado di alcol corrisponde ad 8 grammi di alcol puro per litro.

Attualmente, è abbastanza facile di trovare vini bianchi, rossi, rosati e spumanti senza alcol. Esistono anche champagne e whisky analcolici.

Come ottenere un vino o una birra senza alcol ?

Il principio di base è di eliminare l’alcol del vino senza toglierne il gusto. Infatti, l’alcol è il secondo componente principale del vino dopo l’acqua.

I metodi di dealcolizzazione :

  • dealcolizzazione di un vino classico
  • aggiungere dello zucchero
  • aggiungere dell’acqua
  • per evaporazione

Ma, quando si rimuove l’alcol del vino, si toglie anche una gran parte dei sapori e componenti del vino. Senza alcol, il vino è più acido ed astringente. Quindi è necessario prestare attenzione all’acidità, al gusto e fare in modo che il vino non sia troppo amaro. Per questo è anche possibile aggiungere degli aromi e dello zucchero nel vino analcolico per ottenere una bevanda piacevole.

Nel caso della birra senza alcol, è il processo di fermentazione che cambia. È molto più breve per avere solo pochissimo alcol. Il problema è che si ottene meno di bollecine. Quindi è necessario aggiungere dell’anidride carbonica.

È ovvio : le bevande analcoliche sono molto ambite dalle donne incinte. Consomare alcol durante una gravidanza è sucettibile di rappresentare un rischio per il feto. Anche se oggi, le nostre conoscenze scientifiche non ci permittono di determinare un livello di consumo di alcol o di quantità di alcol che non sarebbe un rischio per il feto.

 

 

 

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Natureo Blanco 2015

 

 

Quali vini bere per il pranzo di Natale?

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Natale si avvicina e come ogni anno arriva il momento di scegliere un menù ma anche i vini che accompagneranno il pranzo del 25 dicembre.

A meno di un mese dalla festa tradizionale, vi proponiamo di aiutarvi nella scelta del vino e vi diremo anche come abbinarlo in funzione del tipo di pasto.

Il brindisi e l’antipasto

ll brindisi può essere il primo passo per cominciare i festeggiamenti : ecco perchè non si deve sbagliare. Per brindare, i vini spumanti come un Champagne, un Prosseco oppure un Franciacorta, sono spesso raccomandati, perché le bollicine preparano il palato per il prosieguo del pranzo. Con questi tipi di vini, si possono prendere antipasti di verdure o formaggi freschi.

Primi e secondi piatti 

Nelle regioni del nord dell’ Italia, si cucinano generalmente i tortellini in brodo per il pranzo di Natale. Con questo pasto è consigliato di bere un vino rosso come un Lambrusco, che proviene dallo stesso territorio.

Per i piatti a base di carne, di selvaggina o con gli arrosti si possono abbinare vini rossi come : Chianti, Nebbiolo, Barbera, Nero D’Avola, Primitivo di Manduria.

Invece nelle regioni del sud, è più comune di mangiare del pesce. Con i piatti a base di pesce si abbinano perfettamente i vini bianchi di tipo Vermentino, oppure vini come un Fiano di Avellino, un Verdicchio dei Castelli di Jesi od un Traminer.

I dolci : pandoro e panettone

In Italia il pandoro (originiario da Verone) ed il panettone (originiario da Milano) sono essenziali per un pranzo di Natale riuscito, e questo, al sud come al nord del paese. Con questi dolci se beve generalmente un Moscato oppure un Passito di pantelleria.

Buon appetito e buone feste !

 

 

 

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