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Lessico del vino: saper parlare del vino

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Il mondo del vino è un settore appassionante però non è sempre facile da capire, perché comprende un lessico che gli è proprio. In un’enoteca o su un sito web : le descrizioni del vino, oppure le spiegazioni di un sommelier sono talvolta abbastanza techniche. Nel mondo del vino si usa un vocabolario molto specifico. Però ci sono delle parole quasi sempre usate per descrivere un vino. Eccone alcune.

Aspetto visuale:

Un vino può essere brillante, chiaro, scuro, profondo ; di diversi colori ; con riflessi etc.

Aspetto olfattivo:

Gli aromi: sono gli odori che percepiamo quando sentiamo il vino nel bicchiere. È una cosa semplice e molte volte gli odori che troviamo sono dei ricordi: la torta di mele della nonna, il muschio umido durante una passeggiata nella foresta, il caffè tostato a freddo, la fragola tagada oppure la brioche calda che esce dal forno.

Aspetto gustativo:

  • I tannini: sono le sostanze dell’uva che procurano questa sensazione d’astringenza e d’asprezza sulla lingua. Si dice allora che il vino è tannico. Nei vini vecchi, i tannini si sentono meno perchè si ammorbidiscono o spariscono.
  • La freschezza e l’acidità: vanno spesso di pari passo. L’acidità conferisce al vino un aspetto vivace, nervoso. Dà freschezza al vino. L’esatto opposto di un vino che sarebbe soffice o pesante per mancanza d’acidità. L’acidità conferisce del dinamismo al vino. È ricercata per i vini rossi, ma meno per i vini bianchi.
  • La mineralità: parola usata un pò a vanvera, però in realtà fa riferimento agli aromi tipo selce, molluschi, sasso bagnato, grafite oppure idrocarburi. La mineralità si riferisce alla pietra. Non confondere con l’acidità o la salinità.
  • Un vino legnoso: si riferisce all’allevamento del vino, se è stato maturato in botti di legno. Il gusto legnoso si manifesta quando troviamo nel vino degli aromi di vaniglia, di tostato, di grigliato oppure di caramello. Molte volte, il vino è stato invecchiato in botti di legno nuovo. Inoltre, in un buon vino, i tannini del legno non devono influenzare quelli del vino.
  • Un vino fruttato: da non confondere con zuccherato. I vini fruttati spesso sono dei vini giovani, dei vini piacevoli che non hanno avuto di contatto con il legno.
  • Un vino rotondo: è un vino facile da bere. Con volume ma equilibrato e morbido. Senza asprezza, che dà una sensazione morbida in bocca. È tutto il contrario di un vino detto forte, strutturato oppure corposo.
  • L’equilibrio: l’equilibrio del vino è l’armonia di tutti i compomenti indicati prima. Quando l’acidità, i tannini e la sensazione di alcol sono complementari. Quando tutti questi elementi si accordano, parliamo di un vino equilibrato.
  • La lunghezza in bocca: è la sensazione che rimane in bocca quando abbiamo bevuto il vino. Se dopo un paio di secondi, abbiamo ancora il gusto del vino in gola, è quindi un vino lungo in bocca. Se, al contrario, dopo aver bevuto un sorso, il gusto è sparito, allora è un vino corto in bocca, quindi poco complesso.

Ecco qualche parola che può aiutarvi a capire il lessico del vino. Nonostante, non dimenticate: prima di tutto, il vino è una questione di gusto. Ciò che importa è se vi piace o no il vino che avete nel bicchiere. Questo vocabolario vi aiutera forse a scegliere il vino che vi piace !

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Umani Ronchi Cumaro Rosso Conero 2011

 

 

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Farnese Edizione Cinque Autoctoni 2013

Perché il vino è meglio con il formaggio?

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Ma perché il formaggio rende il vino più gustoso? Questa domanda è stata posta al Centro del gusto e dell’alimentazione francese, che ha condotto uno studio al fine di spiegare come la percezione e il gusto del vino cambiano dopo aver mangiato del formaggio. Il risultato è stato recentemente pubblicato sul Journal of Food Science.

Mara V. Galmarini, autrice principale dello studio in questione, ha rivelato che: “Attraverso la nostra ricerca abbiamo imparato che la durata della percezione dell’ astringenza di un vino potrebbe essere ridotta dopo l’assunzione di formaggio e che con quattro formaggi si ottiene lo stesso effetto. In poche parole,con un piatto di formaggi assortiti, il vino probabilmente avrà un gusto migliore. “

I partecipanti a questo studio – un totale di 31 volontari – sono stati sottoposti a due test. Nel primo hanno provato quattro vini (Pacherenc, Sancerre, Borgogna e Madiran), che per indicare la sensazione dominante percepita in ciascuno di essi, secondo una lista. Poi la degustazione è stata ripetuta con una leggera modifica che prevedeva di far mangiare un pezzo di formaggio tra ogni sorso di vino. Per questa seconda prova sono stati messi a disposizione dei volontari i formaggi Epoisses, Comté, Roquefort e Crottin de Chavignol.

La degustazione ha mostrato l’impatto positivo dei formaggi nella percezione dei vini. Questo effetto è particolarmente evidente nei vini rossi inclusi (Borgogna e Madiran), che hanno visto il loro aroma fruttato potenziato dai quattro formaggi e la diminuzione della loro astringenza. Lo stesso impatto positivo sulla percezione dei vini si riscontra con i vini bianchi, sia dolci che brut, anche se in misura minore.

Così ora è noto: la scienza ha già dimostrato che il miglior compagno per un buon vino è un delizioso formaggio.

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Terlan Lagrein Gries Riserva 2014

 

 

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Antinori Guado al Tasso Bolgheri Il Bruciato 2014

10 idee sbagliate sul vino … (2)

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Le convinzioni sul vino sono numerose, attenzione alle idee preconcette ! Seconda parte.

6/ Solo i vini di origine controllata sono buoni

Non c’è dubbio che i vini con una DOC “famosa” siano una cosa sicura. Tuttavia, questi non sono gli unici ad essere di qualità. I viticoltori, e soprattutto in Francia, che producono del vino con denominazioni sono sempre più numerosi. Ma, ricordatevi : pensando fuori dagli schemi e utilizzando dei vitigni autoctoni scomparsi, i vini non possono ottenere una denominazione e sono commercializzati come IGP. Eppure, la qualità non è inferiore. In molti casi, sono dei vini di grande qualità a prezzi accessibili.

 7/ I vini rossi sono per la carne ed il formaggio, il vino bianco per il pesce

Ancora un’idea sbagliata. Qui la cosa importante è che il vino esalta i sapori degli alimenti e viceversa. Le combinazioni sono varie e diverse. Occorre tener conto dell’età del vino, della durata di allevamento in barrique, del vitigno e della regione. I vini bianchi si abbinano benissimo con il pollame, il vitello, le carni bianche e soprattutto i formaggi. Contrariamente a quanto si crede, non sono i vini rossi i migliori amici del formaggio (ARTICLE). I vini rossi si accordano perfettamente con le carni rossi e la selvaggina, soprattutto quando sono dei vini fatti per invecchiare e maturare (“vins de garde” in francese). Con il pesce, non esitate a servire dei vini più giovani, un Pinot Noir o un Gamay. Va sottolineato che la cottura e la preparazione dei pesci siano anche degli elementi importanti. 

8/ L’annata non è importante

L’annata è l’anno nel quale è stata effettuata la raccolta delle uve che vengono usate per l’elaborazione del vino. Ed è proprio importante. A Bordeaux, le annate 2005, 2009 e 2010 sono riconosciute come le migliori. In Champagne, le annate 1996 e 2002 sono di antologia. Ogni anno, il clima cambia e fa scherzi ai viticoltori. Il tempo alterna tra la siccità, le alluvioni oppure la grandine in funzione delle regioni. Possono avere effetti catastrofici sul vigneto e la qualità delle uve. Al contrario, la meteo può riunire tutte le condizioni ottimali affinché le uve siano di qualità eccezionale. Ciascuna regione ed ogni anno sono diversi e subiscono queste variazioni climatiche. La grandine, per esempio, può devastare una raccolta. Il vino essendo elaborato solo in piccolissima quantità, sarà quindi più caro perché più raro. Succede molto in Borgogna. La siccità costringe anche a fare una selezione drastica, quello che ha ripercussioni sul rendimento e anche sul prezzo. Un anno con molta piove al momento dello sviluppo dell’uva può generare dei grappoli pieni di acqua e far che il vino sia d’inferiore qualità. Quindi, si : possiamo dire che l’annata sia molto importante !

9/ Più l’invecchiamento in barili è lungo, migliore è il vino

Il periodo d’invecchiamento in barili non è una garanzia di qualità. Quello indica solo se il vino sarà più complesso e potente. Più l’invecchiamento è lungo e più tempo sarà necessario di conservare il vino prima di aprirlo, nello scoppo che i tannini diventano più suavi. Soprattutto se l’invecchiamento si effetua in barrili nuovi. Un vino giovane è un vino che è passato solo in tino di acciaio inossidabile o con un piccolo passaggio in barile : facile da bere, a gustare con dei piatti semplici o per l’aperitivo. Peraltro, la qualità non è inferiore, solo non sono adattati a tutte le occasioni. Lo stesso vale per i vini con lungo invecchiamento. Non è consigliato di aprirli per l’aperitivo, ma piuttosto con un buon piatto. Ciò vale anche per i vini bianchi.

10/ I vini stranieri sono meno buoni che i vini francesi

La Francia è il paese del vino, quindi molti francesi pensano che non serve a niente di cercare altrove. Pero è come di non provare la cucina di altri paesi perchè la cucina francese è megliore. Peccato, no ? Perché rinunciare a delle cose buone ? I vini francesi sono buoni, però non si deve dimenticare gli altri vini stranieri. È facile trovare dei buon vini italiani e spagnoli, con un buon rapporto qualità-prezzo. Anche i vini australiani, i vini californiani, argentini ed altri sono da scoprire. Tutti hanno una personalità diversa e sono adatte per delle occasioni diverse e varie.

La nostra selezione :

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Berlucchi 61 Franciacorta Saten

 

 

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Cavalleri Franciacorta Blanc de Blanc Brut

10 idee sbagliate sul vino …

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1/ Un vino con tappo a vite è meno buono che un vino con tappo di sughero 

In Francia, il paese del vino, le persone sono abituate al tradizionale tappo di sughero. Se la bottiglia ha un tappo a vite oppure in silicone, è un sacrilegio ! Nonostante, abbiamo realmente bisogno che i vini siano tappati con sughero ? La risposta è no. Solo i vini dalle grandi potenzialità di invecchiamento devono essere tappati con tappo di sughero per una buona aerazione. I vini di consumo immediato, i vini rossi giovani, come molti vini bianchi e rosati freschi non necessitano un tappo di sughero. Una capsula a vite è l’ideale. Facile da aprire, il vino si serve rapidamente. La bottiglia, una volta chiusa con il tappo, permette di conservare meglio il vino (però non più di un giorno per questo tipo di vino). La capsula a vite è una soluzione perfetta per i vini giovani.

2/ Il vino bianco si serve freddo ed il vino rosso a temperatura ambiente

Avete comprato due bottiglie, una di vino bianco ed l’altra di vino rosso. Avete chiesto consiglio presso la vostra enoteca o ricercato informazioni sui vini prima di comprarli in linea. Ma tutto questo perché ? Continuate a servire il bianco troppo freddo ed il rosso troppo caldo. Ecco qualche consiglio. La temperatura di servizio dei vini bianchi giovani è compresa tra i 6 e i 8ºC. I grandi vini bianchi ed i grandi champagne devono essere consumati ad una temperatura media (9-11ºC) per valutarne tutti gli aromi. I vini rossi giovani si bevono fra i 14 e i 16ºC, mentre i vini fatti per invecchiare e maturare  (“vins de garde” in francese) si servono fra i 16 e i 18ºC. In ogni caso, un vino troppo caldo è tanto brutto che un vino troppo freddo. Se è troppo caldo, solo i difetti saranno percepiti e ci sarà una sensazione sgradevole di alcol ; se è troppo freddo, è come bere acqua, tutti gli aromi ed i sapori sono annullati.

3/ I vini economici non sono buoni

Il prezzo di una bottiglia è, in molti casi, in rapporto con sua qualità : nonostante non è necessario rovinarsi per bere “buono”. È abbastanza facile trovare dei vini con un buon rapporto qualità/prezzo per meno di 10€. Occorre privilegiare le piccole denominazioni. Dimenticare i Margaux, i Pessac Léognan, i Châteauneuf du Pape, i grandi vini di Borgogna e scegliere piuttosto un Bordeaux Côtes de Francs oppure un Bordeaux. Nelle valle del Rodano, scegliete un Vacqueyras o un Côtes du Ventoux e passate di Borgogna a Beaujolais.

4/ Solo i vini con un buon voto sono buoni

Sempre più, un voto o una medaglia sono dei criteri per comprare un vino. È un buon criterio ? È uno criterio tra tanti. Però un voto tende a banalizzare il gusto personale. Non è perché una grande figura del mondo del vino da un voto eccellente ad un vino che il vino debba necessariamente piacevervi. Il vino è una questione di piacere. Scegliete il vino in funzione dei vostri gusti, e talvolta, se volete, gustate un vino premiato.

5/ I vini rosati sono vini da “donne”

I vini rosati hanno questa brutta immagine. Sono descritti e visti come vini facili da bere, con ghiaccio, per le donne etc. Perché ? Perché sono più leggeri ? È un’idea maschilista e sbagliata. Nella gamma dei vini rosé, come per tutti i vini, esiste dei vini d’inferiore o superiore qualità. Sempre più, dei vini rosati di grande qualità sono elaborati. Tanti strutturati che i vini rossi e tanti gustosi che i vini bianchi : i vini rosati si gustano con interesse e gastronomia !

La nostra selezione dei vini con un buono rapporto qualità-prezzo :

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Cà del Bosco Cuvée Prestige Brut

 

 

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Feudi Di San Marzano Sessantanni Primitivo Di Manduria 2013

I migliori ristoranti dell’America latina

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 Le céviche est un plat emblématique du Pérou et plus généralement d’Amérique centrale  et du sud.

La gastronomia latinoamericana registra uno dei suoi periodi migliori. Il gala dei 50 Migliori Ristoranti dell’America Latina 2016 si è svolto nel settembre scorso. E, di nuovo, il Perù ha vinto la competizione con una cucina piena di sfumature e contrasti. Il Perù comprende nove ristoranti presenti nella classificazione e specificamente due di loro sono in prima e seconda posizione. Adesso, vediamo i 7 migliori ristoranti dell’America latina: 

  1. Central, Lima, Perù: nel Central si celebra la biodiversità del Perù. Il chef Virgilio Martínez fa esperimenti ed offre un menù con ingredienti nuovi che danno luogo ad una cucina peruviana d’avanguardia.
  2. Maido, Lima, Perù: un altro ristorante del Perù che figura nella famosa lista. È l’epoca d’oro di questa cucina, si vede anche in Spagna, con la proliferazione dei ristoranti di questo tipo e le fusioni con l’Oriente e la cucina autoctona.
  3. DOM, San Paolo, Brasile: sotto molti aspetti, è il ristorante più importante del Sud America. La caracteristica del luogo è precisamente di offrire cose diverse nella cucina, come lo dice Alex Atala, un expunk DJ brasiliano. Qua si innova con degli ingredienti come il tucupí, un liquido giallastro provieniente di Amazzonia che viene estratto dalla mandioca brava e che prima di fermentare è velenoso ; o la priprioca, una radice amazzonica usata da molto tempo dall’industria farmaceutica e cosmetica.
  4. Boragó, Santiago, Chili: è il megliore ristorante del paese. Insieme alla peruviana, la cucina cilena è stata tradizionalmente una delle più importante del Sud America. Il chef Rodolfo Guzmán coniugua piatti delle Ande tradizionali con la nuova cucina.
  5. Pujol, Città del Messico, Messico: la fusione delle culture di Messico fa che questa cucina raggiunge la sua massima espressione. È quello che occurre nel ristorante Pujol, che è stato nominato più di una volta come il secondo ristorante migliore del paese.
  6. Quintonil, Città del Messico, Messico: altro ristorante della città e di questo paese, che si situa tra i migliori. Loro si definiscono come un luogo sofisticato di cucina messicana contemporanea servita in una luminosa sala da pranzo con uno stile minimalista.
  7. Astrid y Gastón, Lima, Perù: come vedete, il Perù è il migliore paese in cucina di Latinoamerica. In questo ristorante, mangiare è tutta un’esperienza. Il menù del ristorante è composto da primi e secondi piatti, con ceviche ed altri piatti come il “lomo saltado”.

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Matias Riccitelli Hey Malbec

 

 

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Catena Zapata Catena Alta Malbec 2012

Che si mangia nei 5 paesi più salutari del mondo?

 TAGS:undefinedUno studio pubblicato dalla rivista britannica The Lancet mostra lo stato attuale di salute in 188 paesi diversi. Dai dati ottenuti negli ultimi 25 anni sull’evoluzione dello stato di salute, la malattia e il rischio in diversi territori rispetto ai fattori socio-demografici di ogni regione è stata sviluppata una classifica dei paesi più sani del mondo che vede in testa Islanda, Singapore, Svezia, Andorra e il Regno Unito.

Gli esperti dicono che in aggiunta al tasso elevato di fattori quali il reddito medio pro capite, il livello di istruzione o di fertilità, questo risultato è dovuto alle buone abitudini alimentari di questi paesi. Questo punto di vista è stato sostenuto da molti nutrizionisti che hanno studiato le caratteristiche della dieta abituale di questi paesi.

Qui di seguito, uno sguardo alle abitudini alimentari dei 5 paesi più sani del mondo secondo un’ulteriore indagine della rivista Business Insider:

5. Regno Unito:

Sono finiti i giorni in cui il cibo britannico si distingue solo per prodotti alimentari trasformati, una prima colazione inglese fritta o per Fish & Chips. Oggi la sua popolazione ha cambiato a fare di una dieta a base di prodotti biologici del posto e di stagione, ricca di verdure piene di vitamina C e fibre come rape e cavolini di Bruxelles.

4. Andorra:

Andorra è il secondo più grande consumatore di vino nel mondo, qualcosa che sembra essere correlato alla salute di questo piccolo paese europeo. Vari studi hanno già dimostrato quali sono i benefici per la salute che si hanno bevendo vino rosso, che contiene antiossidanti che aiutano a prevenire problemi cardiovascolari come ad esempio colesterolo o ictus.

3. Svezia:

La dieta quotidiana di questo paese scandinavo è composta da molti alimenti fermentati che facilitano una buona digestione. Tra le prelibatezze locali spicca il filmjölk, una sorta di yogurt che di solito è presente in tutte le colazioni.

2. Singapore:

La cucina tradizionale di Singapore è caratterizzata da un elevato uso di spezie come lo zenzero e la curcuma. Oltre ad essere alcuni ingredienti essenziali per i piatti locali al curry, si tratta di spezie con elevate proprietà benefiche per la salute dato che sono anti-infiammatori, anti-nausea, e contribuiscono a migliorare la circolazione.

1. Islanda:

Il pesce ha un ruolo fondamentale nella vita di questo paese scandinavo, dato che è parte integrante della sua economia. Salmone e aringhe sono le specie più consumate su quest’isola, che beneficia dell’alto contenuto di Omega 3 presenti al loro interno. Il piatto tipico è l’Harðfiskur, un pesce secco di solito servito con pane di grano al carbone.

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Bruno Giacosa Roero Arneis 2015

Bere del vino vegano è possibile!

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Conosciamo la fama dei vini biologici e biodinamici oppure naturali, però attualmente sono i vini vegani che sono sempre più ricercati e soprattutto nei paesi del nord Europa.

Che cos’è un vino vegano? Che cos’è il veganismo?

È un vino adattato alla dieta vegetariana e/o vegetaliana. Una dieta vegetaliana è una pratica alimentare che esclude i prodotti animali come la carne, il pesce, i crutacei ed i molluschi come pure tutti i sottoprodotti di origine animale ed in particolare i prodotti lattieri, le uova, la gelatina, il miele, etc.

I vegetaliani consumano unicamente dei prodotti di origine vegetale. Quindi le verdure, i frutti, i semi, i funghi, etc. Un vegano segue un regime vegetaliano e non utilizza neppure i prodotti animali (la lana, il cuoio etc.).

Perché molti vini non sono vegani ? 

Molte personne non lo sanno però è possibile di trovare dei prodotti di origine animale nel vino. Certo, il vino viene dall’uva e quindi è “vegan” ma in molti casi, durante l’elaborazione del vino, c’è una fase che non rientra nella dieta vegan. 

Si tratta della chiarificazione del vino anche chiamata “collage” : è una fase che permette di chiarificare i vini, di togliere gli eventuali residui e depositi per rendere i vini più puliti. Infatti, i viticoltori usano alcuni ingredienti nello scoppo di agglomerare i residui tra di loro per filtrarli più facilmente. Gli ingredienti di origine animale usati sono :

  • L’albume (è l’ingrediente il più usato)
  • La colla di pesce (pelle e cartilagine del pesce) : sciolta nell’acqua
  • La gelatina di manzo o di maiale
  • La caseina di latte (può convenire ai vegetariani ma non ai vegetaliani)

Però esistono delle alternative. Infatti, invece di usare componenti di origine animale, molte tenute preferiscono chiarificare il vino con delle proteine vegetali (piselli, soja, grano), della polvere di alghe oppure della bentonite (argilla naturale).

Come sapere se un vino è vegano o vegan-fiendly ? 

Il regolamento europeo obbliga i viticoltori ad indicare sulle etichette o controetichette la presenza di latte, di uovo o di prodotti derivati dall’uno o dall’altro, e ciò, fin dall’annata 2012 al fine di prevenire i rischi di allergie a questi prodotti presso i consumatori.

Attenzione, né la colla di pesce, né la gelatina sono interessate da questa regolamentazione. Quindi, la lettura dell’etichetta non basterà a determinare se il vino è compatibile con un’alimentazione “vegetaliana”.

Inoltre, i vini biologici con un marchio bio non sono necessariamente compatibili con un regime del genere. Sono talvolta elaborati con uova od altri componenti provenienti dall’agricultura biologica e quindi sono autorizzati.

Affinché un vino sia vegano, deve essere chiarito con bentonite oppure non chiarito.

Come identificare i vini vegani ?

Qualche produttore -soprattutto i produttori di vino bio– indicano sull’etichetta che il vino è adeguato alla dieta vegetaliana o vegetariana. Pero non è sempre così.

Nel caso del vino casher : solo la bentonite è autorizzata per la chiarificazione. Ma questi tipi di vini non sono molto comuni. 

I vini naturali sono generalmente né filtrati, né chiariti. Nonostante, non esiste ancora di regolamentazione precisa per questi tipi di vini, sebbene sia in progetto.

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Marrugat +Natura Ecológico

 

 

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Arzuaga Crianza Ecológico 2010

Come sono gli spagnoli in cucina?

 TAGS:undefinedLa gastronomia spagnola gode di una grande fama internazionale. La creatività e gli ingredienti d’alta qualità usati danno forma ad un’ampia varietà di piatti, e per tutti i gusti : dal tradizionale piatto ai restauranti più innovatori con stelle della guida Michelin. I programmi di televisione e le guide gastronomiche hanno aiutato a construire il prestigio internazionale di questi restauranti.

L’importanza della cucina tradizionale

Ti sei mai chiesto come erano gli spagnoli nella cucina ? Crock-Pot, la marca specializzarta in slow cooking (cottura lenta), ha assunto il consulente Toluna per rispondere a questa domanda. Della questione deriva lo studio : “Gli spagnoli davanti ai fornelli : gusti ed abitudini” (“Los españoles frente a la cocina: gustos y costumbres”).

Lo studio è basato sulle indagini realizzate presso 1.000 spagnoli mediante una piattaforma online. Includeva uomini (50,7%) e donne (40,3%) di età compresa fra i 25-39 anni (41,4%), 40-54 anni (44,8%) e 55-60 anni (13,8%).

Una parte dei risultati mostra la preferanza degli spagnoli per le cucina tradizionale (76,9%) davanti alla nuova cucina creativa (23,1%). Quindi, non vi è dubbio che in Spagna preferiscono il gusto, l’aroma e la consistenza dei piatti classici. In realtà, il 98% dei rispondenti vorrebbe ritrovare l’essenza ed il gusto che avevano i piatti del passato.

Verso una maggiore condivisione dei compiti tra donne e uomini ?

Tuttavia, per quanto riguarda la fonte d’informazione, le nuove tecnologie sono in testa : il 40% degli intervistati ha dichiarato di ottenere le ricette che cucina via Internet, mentre il 38,4% utilizza la ricetta della nonna. Una piccola differenza che dimostra come i diversi blog di cibo che esistono sul web hanno ottenuto il vantaggio di fronte alla trasmissione orale intergenerazionale.

Inoltre, lo studio sottolinea l’evoluzione nella condivisione dei compiti nella cucina, e in questo caso la presenza degli uomini nelle cucine ha aumentato in modo significativo. Sebbene i chef più famosi di Spagna sono figure maschili, il menu quotidiano delle famiglie era elaborato dalle donne finora. E anche se non è ancora stata raggiunta una perfetta equità, i dati mostrano che nel 43% delle famiglie partecipanti, gli uomini gestono i fornelli quotidianamente.

E se ci fossero ancora dubbi sulle ragioni del successo della cucina spagnola, questo studio conferma che mangiare bene è un piacere per gli spagnoli. Il 62% delle persone cucina per il piacere, per potere godere di una deliziosa cena in buona compagnia. E se con un vino spagnolo, è ancora meglio. E gli italiani, come sono in cucina?

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Da vino blu a vino verde…

 TAGS:undefinedLa tradizione è una caratteristica di grande importanza per gli amanti del vino,e lo stesso vale per l’innovazione. È per questo che ogni giorno le cantine più giovani stanno lavorando per sviluppare nuove ricette e formule per sorprendere i palati più esperti; non solo per il loro gusto delizioso, ma anche per il loro colore. Un anno fa abbiamo parlato della nascita di GIK Live, il primo vino blu nel mondo creato da giovani imprenditori nei Paesi Baschi, e ora è giunto il momento di parlare del vino verde: una bevanda che combina gli effetti inebrianti di alcol e cannabis.

Il vero nome di questo intruglio è Canna Vine, e consiste in un vino distillato dalla marijuana prodotta in California (USA), l’unico posto al mondo in cui la sua vendita è attualmente consentita. Il consumo di questa bevanda è regolato, limitando la vendita per uso terapeutico solo con prescrizione medica.

L’attuale fama del vino verde è dovuta a celebrità come cantante Melissa Etheridge o alla presentatrice televisiva Chelsea Handler, che hanno pubblicamente ammesso che abitualmente consumano in quanto hanno ricevuto i loro trattamenti di chemioterapia. In realtà, questa bevanda è così adatta ai loro stili di vita che non vengono considerate altre cure mediche, ma come un elemento della loro dieta quotidiana; anche per servire i loro ospiti a cena preparata nella privacy delle loro case, come Etheridge ha confessato in un’intervista pubblicata dalla rivista Bon Appetit.

Si stima che in futuro questi vini potranno essere commercializzati liberamente, a condizione che la legge lo consenta nel resto del mondo. Tuttavia, il loro prezzo elevato tra 120 e 400 dollari di media rappresenta un impedimento per la maggior parte delle tasche, quindi è considerata come una bevanda esclusiva. Ancora, la fornitura di vino verde prodotta in California cresce ogni giorno attraverso le nuove cantine specializzate e il suo successo come medicinale cresce nei negozi e nelle cantine che hanno contribuito alla fama dei vini di questo stato norteamericano.

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Gïk Live (vino blu)

 

 

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Che tipo di vino è l’Amarone?

 TAGS:undefinedL’Amarone della Valpolicella è un vino molto particolare a base di uvette precedentemente essiccate al sole, come si fa con la varietà Pedro Ximenez per il vino dolce con lo stesso nome. In questo caso, e contrariamente a quanto di solito è fatto nella maggior parte dei vini passito, si utilizzano le varietà rosse locali piuttosto che quelle bianche e, in secondo luogo, il risultato ottenuto è un vino secco con diverse caratteristiche organolettiche.

Il suo colore è rosso scuro, tendente al granata dopo l’invecchiamento. Ha un odore acuto, pieno, un sapore caldo e vellutato e all’olfatto sa di frutta matura, ciliegie e marmellata di lamponi.

Con l’avanzare dell’età si possono percepire anche aromi evidenti di muschio e di catrame. Gli zuccheri residui sono un massimo di 12 g / l, mentre la gradazione alcolica è tra i 14 ei 16 gradi. La zona di produzione si trova nella provincia di Verona, nella regione Veneto nel nord Italia, e le varietà d’uva sono Corvina Veronese, Rondinella e Corvinone con limitata presenza di altre varietà rosse.

La particolare preparazione dell’ Amarone segue lo stesso principio di altri vini nei quali si prevede di aumentare la concentrazione di zucchero nelle uve e anche di migliorare i suoi aromi e l’acidità, come ad esempio l’Eiswein (vino di ghiaccio) o gli Strohwein tedeschi, il vin de paille francese ed altri vini della Grecia, Cipro e l’Italia, quasi sempre in coppia con i dolci.

L’Amarone, tuttavia, è di solito combinato con piatti autunnali e invernali come arrosti, selvaggina, salumi, formaggi stagionati, risotti e altri piatti del momentto, e vengono anche consumati da soli, come il culmine di una buona cena. È servito in vetro per favorire l’ossigenazione ad una temperatura dai 18 ai 20 ° C.

Il processo di essiccazione delle uve dura circa 120 giorni o anche di più, a seconda del contenuto di acqua nella frutta acqua e attraverso un rigoroso controllo della ventilazione e dell’umidità per evitare la comparsa di funghi. Ai primi di febbraio, l’uva viene pigiata con le bucce dai 30 ai 50 giorni, in modo che gli zuccheri, lievitati, a poco a poco permettano di raggiungere un certo grado alcolico durante la macerazione. Se la concentrazione di zucchero rimane al di sopra della marcatura CE, tale vino è denominato Recioto della Valpolicella, un vino rosso dolce con caratteristiche diverse.

Volete provare dei vini della Valpolicella? Ecco per voi un Amarone e un Reciotto tra i quali potete scegliere:

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Tenuta Sant’Antonio Amarone Della Valpolicella Selezione Antonio Castagnedi 2013

 

 

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