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Suggerimenti per abbinare bene il pane

 TAGS:undefinedPane ai cereali, vino e pane, integrale e di vari sapori.Il pane è uno degli alimenti più importanti e nutrienti e non può mai mancare in una buon tavola per accompagnare gli spuntini.

Anche se è un alimento che si combina bene con molte bevande e accompagna altri alimenti, bisogna abbinarlo correttamente. Pane nero, con segale e cereali possono accompagnare formaggi, marmellate e paté, soprattutto a colazione.

Il pane integrale è un’ottima alternativa per accompagnare piatti davvero sostanziosi. Per fare panini con pomodoro e salsiccia, ci sono diversi tipi di pane, come la tradizionale ciabatta che va con prosciutto crudo, salami e affettati proprio come il pane di campagna è perfetto per frittate e formaggi.

La carne può abbinarsi a un vino rosso e essere accompagnata da un tipo di pane bianco con bassa umidità, una tipica pagnotta spagnola. Questi tipi di pane vanno bene anche con il pesce, ma va sempre meglio che sia del pane all’olio o con la paprika, soprattutto per i frutti di mare.

Ci sono molte alternative nell’ abbinamento tra pane e vino. Per esempio la baguette, il pane più conosciuto e venduto, di solito ha un sapore delicato, con un bianco come abbinamento ideale insieme a dei formaggi forti per contrastarne i sapori.

La focaccia può essere combinata con un vino rosso molto fresco, e trattandosi di un tipo di pane tradizionalmente italiano meglio abbinarlo a un vino italiano, come il Chianti.

I pani con uvetta, noci e altri frutti secchi si combinano bene con vini dolci, spumante o champagne.

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Capire il vino spagnolo

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Specie d’indovinello con informazioni utili, l’etichetta di un vino non è sempre facile da capire. Questo è già vero per i vini italiani, quindi per vini di altri paesi, ciò è ancor più vero. Oggi, vi parliamo dei vini spagnoli e delle loro specificità.

Ecco alcune informazioni utili prima di scegliere e comprare un vino spagnolo, soprattutto se l’acquisto è online.

La denominazione d’origine

Esistono 69 denominazioni d’origine in Spagna. Le più note sono: Rioja, Ribera del Duero e Cava. Tuttavia, esistono altre DO più piccole, ricche di vini molto interessanti. Esistono anche i ” Vinos de Pagos” che sono dei vini che provengono da una parcella concreta o da un territorio alle caratteristiche particolari.

L’invecchiamento dei vini rossi

È una caratteristica dei vini rossi spagnoli: l’invecchiamento in barile è di grande importanza e permette di distinguere i vini.

Joven: un “un vino joven” è un vino giovane che rimane pocco tempo in barile o niente. È un vino che si deve consumare bastante presto, durante l’anno della sua fabbricazione. È ideale per un aperitivo.

Roble: un “vino roble”. Il termine è usato per la DO Ribera del Duero. È un vino tra il “joven” ed il “crianza”. Rimane qualche mese in barile ed alcuni mesi in bottiglia prima della sua commercializzazione. Il vino roble offre al consumatore sia il fruttato dei vini giovani che l’intensità aromatica del barile. Sono anche dei vini da consumare entro breve tempo. Facili da bere, sono perfetti con dei piatti simplici, pasta o insalate.

Crianza: un “vino crianza” corrisponde a un vino invecchiato durante almeno 24 mesi. Quindi almeno 6-12 mesi in botti di rovere ed il resto in bottiglia prima di essere immessi in commercio. Leggermente più potente di quello precedente, è meglio berlo con carne, risotti oppure formaggi.

Reserva: un “vino reserva” è un vino invecchiato al minimo 36 mesi. Cioè, almeno 12 mesi in botti di rovere ed il resto in bottiglia prima della sua commercializzazione. Questi vini possono conservarsi qualche anno senza problema se la temperatura di conservazione è corretta. Abbinato con una costata d’agnello un vino reserva sarà fantastico.

Gran reserva: un “vino gran reserva” è un vino invecchiato al minimo 60 mesi. Quindi rimanerà almeno 18 mesi in barile e 42 mesi in bottiglia prima della sua commercializzazione. Meglio aspettare prima di bere questi vini da selezione (“vins de garde”): gli aromi apportati dal barile si integrano al vino. Si abbina perfettamente con carne e selvaggina.

Nostra selezione di vini rossi spagnoli:

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Cocktail a base di vino: le inevitabili dell’estate

 TAGS:undefinedVi state chiedendo cosa bere durante l’estate? Le bevande classiche sono sempre una cosa sicura, come per esempio un bicchiere di vino bianco, di rosato o di rosso fruttato, oppure uno spumante o del vermouth. Però per l’estate i cocktail a base di vino sono anche imprescindibili. 

Il “piscina”, cocktail di champagne con ghiaccio. 3 anni fa, questo cocktail andava di moda: è un cocktail fresco e chic al quale si può aggiungere dei frutti come la fragola, il lampone ma anche della crema di ribes nero.

I cocktail provenienti dal Mediterraneo, come la sangria in Spagna, sono anche di moda. Ecco una ricetta di sangria:

  • 1/2 litro di soda
  • 1L di vino rosso
  • Frutti: 2 pesche, 1 mela, 1 pera, 1/2 ananas, 2 limoni, 2 arance, fragole
  • 1 bicchiere di cognac
  • 4 cucchiai di zucchero
  • Noce moscata e cannella
  • Servire fresco con ghiaccio

In una grande insalatiera, mettere il vino, il soda, il cognac, lo zucchero, la noce moscata, la cannella e poi tutti i frutti tagliati in pezzi. Mettere nel frigorifero durante almeno 3 ore prima del consumo affinché il vino prenda il sapore dei frutti. La sangria può essere fatta anche con dello spumante.

Per gli incondizionati del vino rosato, ecco la ricetta della Margarita con vino rosato:

Inumidire il bordo del bicchiere con la fettina di limone e immergerlo nello zucchero per la decorazione. Mescolare in uno shaker il ghiaccio, il succo di limone, il vino rosato, il triple sec e la tequila. Aggiungere lo zucchero di canna, agitare, servire ed assaggiare!

La nostra selezione:

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Whispering Angel Rose 2015

Vino biologico o biodinamico, qual è la differenza?

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Oggi, esiste un crescente interesse per i vini biologici e/o biodinamici. Però qual è la differenza tra i due?

Prima di tutto, i termini “organico”, “ecologico” o “biologico” sono considerati sinonimi in Europa. Tutti i vini biologici o biodinamici “certificati” devono avere un logo, una etichetta permettendo la loro identificazione al consumatore.

I vini ecologici o biologici

Provengono dall’agricoltura biologica. La conduzione del vigneto avviene seguendo tecniche agricole che escludono alcuni concimi e pesticidi (fertilizzanti, erbicidi, insetticidi). Gli organismi e sostanze transgenici, gli additivi, i coloranti ed i conservanti sono vietati anche. Viene poi il lavoro in cantina. Si deve diminuire il livello di SO2 e di alcune altre sostanze chimiche. Tuttavia si può usare alcuni lieviti selezionati (chimici) ed altri trattamenti.

 I vini biodinamici 

Questi vini provengono dall’agricoltura biodinamica : un concetto esistente dall’inizio del secolo scorso. Il vigneto oppure la terra sono considerati come essere viventi. L’obiettivo è che la vite sviluppa le sue proprie difese immunitarie contro i microbi, gli insetti, le malattie. Come? Favorendo la biodiversità ed i microrganismi. Questo lavoro continua poi in cantina e nel modo di vinificare i vini. Le tecnologie ed i trattamenti chimici non sono autorizzati, il tasso di SO2 deve essere debolissimo all’imbottigliamento e soprattutto, i lieviti indigeni o naturali non sono autorizzati per la fermentazione alcolica.

Oggi, in molte tenute che elaborono vini biologici o biodinamici, il concetto va al di là delle norme europee. È una filosofia, uno stile di vita. Le tecniche di lavorazione delle vigne sono più difficili. Molte volte, l’aratura della vigna viene effettuata con cavalli o a mano. I rendimenti sono più bassi. Però i vini sono autentici, con una vera personalità e un carattere locale tipico.

 

 

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Tutto quello che si deve sapere sui vini rosati

 TAGS:undefined              Nel 2014, il consumo mondiale di vini rosati ha raggiunto 22,7 Mio hl.

Ogni estate, i vini rosati hanno il posto d’onore. Ideale da bere con la grigliata di carne oppure durante un picnic, è indispensabile all’ora dell’aperitivo : il vino rosé è il simbolo dell’estate. Chiaro o scuro, c’è un rosato per tutti i gusti.

Come si ottiene un vino rosato?

Il rosato è prodotto a partire da vitigni a bacca nera, il colore del vino è dato dalle bucce. Quindi, non esiste un vitigno specifico “rosato” ma ci sono delle varietà più utilizzate di altre per produrre vino rosé. Le uve usate per il rosato in Italia sono quindi essenzialmente a bacca nera, si usa soprattutto il vitigno Negroamaro in Puglia, il Malvasia rosa nel Lazio, il Sangiovese in Toscana, il Montepulciano in Italia centrale oppure il Merlot, uva originaria di Francia, coltivata in tutta Italia. Esistono due tecniche per ottenere un vino rosato : la pressatura diretta delle uve oppure il cosiddetto saignée, comunemente noto come sanguinamento o salasso.

La pressatura diretta consiste nel spremere le uve senza preliminare macerazione. Senza quest’ultima fase è difficile di estrarre i pigmenti coloranti della buccia. Il vino ottenuto sarà quindi molto pallido.

Il sanguinamento o salasso, invece, consiste nell’effettuare la macerazione delle bucce con il succo. È lo stesso processo usato che per i vini rossi, anche se la macerazione per il rosato è molto più breve e dura poche ore – per il vino rosso parliamo di giorni-. Il colore del vino rosato sarà quindi più scuro con questo metodo.

I rosati chiari sono più leggeri dagli altri?

Il colore può essere fuorviante, non fatevi ingannare! Però una cosa è certa, un vino rosato più scuro sarà più aromatico da una vino rosato chiaro.

I rosati di Puglia

La Puglia è nota per essere una terra di grandi rosati. Dalla Daunia al Salento, questa zona del Sud d’Italia produce la maggior parte dei vini rosati della peninsola e sono tra i più premiati d’Italia.

 

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Five Roses Salento Rosato

In quali paesi è più caro comprare vino

 TAGS:undefinedQuando viaggiamo, una delle cose che ci colpisce dei posti che abbiamo visitato sono le differenze di prezzo nei prodotti di consumo. È facile trovare sorprese nelle cose di ogni giorno, come i trasporti pubblici, il cibo e, naturalmente, le bevande alcoliche e il vino.

L’azienda MoveHub ha recentemente condotto uno studo sul prezzo medio di una bottiglia di vino in diverse parti del mondo, preparando, secondo i dati forniti dal California Wine Institute, una classifica dei paesi più cari.

Il risultato, che proviene dalle statistiche dei cinque continenti, mostra una chiara tendenza nel trovare i vini più costosi in destinazioni turistiche come i paradisi fiscali di lusso e i paesi ricchi di petrolio del Medio Oriente, mentre in Europa in generale, il vino è più conveniente, eccetto in Islanda, dove il prezzo medio di 19,42 euro lo rende il terzo paese più costoso del mondo.

Ecco la top 3 dei paesi dove il costo di una bottiglia di vino risulta essere più proibitivo:

  1. Isole Marshall. Questo arcipelago nel mezzo dell’Oceano Pacifico detiene il record di prezzo medio a bottiglia, a 21,78 euro. Dato che per arrivarci si deve percorrere letteralmente mezzo mondo, non crediamo che questo prezzo sia poi così proibitivo per coloro che si recano in questo luogo.
  2. Indonesia. Un po ‘più vicino, ma non troppo, questa isola situata tra il sud-est asiatico e l’ Oceania è al secondo posto, a 20.51 euro.
  3. Islanda. Sapevamo che il merluzzo islandese è caro, ma pare che anche il vino che lo accompagna è piuttosto costoso, con un prezzo medio di 19,42 euro.

Gli altri paesi che completano la top 10 sono Singapore, a 19.36 euro, la Giordania, aa 18,82 euro, il Qatar, a 18,31 euro, le Isole Cayman, a 17,80 Euro, le Maldive, a 17.49 euro, gli Emirati Arabi, a 16.96 euro e per ultima, Aruba, a 16,63 euro.

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Scegli un vino come fossi un esperto

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Non c’è dubbio che, avere conoscenza del vino è diventato un requisito indispensabile in qualsiasi momento di aggregazione sociale. Dalle cene intime nei ristoranti alle riunioni di famiglia intorno al tavolo, tutti abbiamo bisogno di sapere scegliere il vino giusto per l’occasione. In questa situazione, molte persone sono costrette a simulare la loro saggezza in questa materia, soprattutto quando si trovano di fronte la lista nel menu di un ristorante.

Pertanto, su Uvinum vogliamo dare preziosi consigli per scegliere il vino come esperti: scegli la bottiglia più economica sul menu. E non si tratta di un atteggiamento avaro, ma di un suggerimento che arriva da professionisti del settore come il critico gastronomico Jay Rainer, o da autori come Madeline Puckett e Justin Hammack.

Perché optare per l’opzione più economica? Questi esperti forniscono i seguenti argomenti a sostegno della loro teoria:

1. Non cadere nello snobismo

I prezzi elevati di alcune bottiglie sono solo una conseguenza dello snobismo. Si tratta di denominazioni di origine e di varietà che hanno ottenuto una certa fama che fa salire la domanda aumenta e aumentare i prezzi. Tuttavia, queste denominazioni di origine o uve non sono di solito le più esaltanti o innovative, anzi, i vini delle regioni meno conosciute hanno un grande potenziale ancora da scoprire.

2. Pensare globalmente, mangiare localmente

Questo vale anche per prodotti stranieri, che tendono ad avere un certo prestigio per il semplice fatto di essere in un altro paese. Le spese di trasporto e di distribuzione spesso aumentano in modo significativo i prezzi di questi vini, il che attribuisce erroneamente più qualità al prodotto. Invece, i vini locali sono spesso le opzioni più economiche, e la qualità è di solito simile o addirittura superiori a quella dei vini stranieri.

3. Accetta raccomandazioni

Infine, è sempre consigliabile accettare consigli da un buon sommelier. In questo modo è possibile scoprire vini che non mai sentiti prima. Se non ti fidi della raccomandazione del sommelier o del cameriere del locale in cui ti trovi, è sempre possibile trovare informazioni su siti Internet specializzati come Uvinum prima di ordinare una bottiglia.

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Quali vini servire con un piatto di formaggi ?

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In molti casi, ci sbagliamo e non scegliamo il buon vino con il formaggio. Pensiamo ad un vino rosso potente perchè i formaggi sono odorigeni. Però è un errore. Infatto, in numerosi casi, sono i vini bianchi che accompagnano meglio un piatto di formaggi.

Quali vini e con quali formaggi?

Con i formaggi di capra (Crottin, Brousse) si deve scegliere un vino bianco secco come un Sancerre, un Muscadet, un Chablis, un Sauvignon blanc de Bordeaux oppure un Chenin.

Con i formaggi a pasta cotta (Comté, Beaufort, Gruyère), il meglio è di servire un vino giallo o un vino bianco del Jura. Ma è anche possibile di prendere un chardonnay di Borgogna.

I formaggi a pasta molle (Époisses, Munster, Maroilles, Pont-l’Évêque): sono formaggi potenti ed aromatici che richiedono vini aromatici di carattere. Un Gewurztraminer, un Muscat, un Pinot Blanc di Alsazia, un chardonnay legnoso oppure un Viognier du Rhône.

Con i formaggi a pasta fiorita (Camembert, Brie, Saint-Nectaire) gli appassionati di vini rossi saranno felici. Con questi ultimi alcuni vini rossi come il Beaujolais, il Gamay d’Anjou oppure il Pinot Noir si accordano perfettamente. Nonostante, i vini bianchi elaborati a partire da Sauvignon Blanc come il Sancerre o il Pinot Blanc vadano anche bene.

I formaggi a pasta erborinata (Roquefort, Fourme d’Ambert), normalmente, sono formaggi che i sommelier abbinano con dei vini liquorosi come un Sauternes, un Coteaux-du-Layon, un Montbazillac. Ma si abbinano anche molto bene con dei vini come il Maury, il Rivesaltes ed il Porto.

Quale vino con un piatto di formaggi vario?

Il più comodo è di aprire un vino bianco non troppo potente ma un po’ aromatico come un chardonnay di Bourgogne o un sauvignon bianco della Loire. Se preferite un vino rosso, scegliete piuttosto un Pinot noir di Bourgogne, un Gamay del Beaujolais o della Loire. Comunque, se volete assolutamente servire un vino rosso con il vostro piatto di formaggi, scegliete un vino con meno tannini possibile.

Potete anche scegliere i formaggi in funzione del vino. Inoltre, anche i formaggi hanno una stagione e non si mangiano durante tutto l’anno: chiedete consiglio al vostro formaggiaio! 

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Le sei uve più utilizzate nell’elaborazione del Porto

 TAGS:undefinedAnche se il Porto non è così popolare come vini quali Cabernet Sauvignon o Pinot Noir, non dobbiamo perdere l’opportunità di assaggiare questo vino e imparare un po’ di più su di esso. Il vino Porto o non proviene esattamente da un’ uva “nobile”, bensì è una miscela fatta da sei uve principali che contribuiscono alla maggior parte della produzione di questo tipo di vino.

1. Touriga Nacional: senza dubbio l’uva più affidabile di tutto il repertorio, la preferita di molti produttori e agricoltori e la che viene utilizzata più spesso sia per la realizzazione del Porto sia per altri vini da tavola. L’uva ha una pelle spessa e scura che permette di ottenere vini molto scuri e concentrati.

2. Touriga Francesa: è l’uva raccolta nella regione del Douro, la regione più grande e importante per i vigneti e interessata alla viticoltura. È molto simile al Touriga Nazionale, e produce vini più aromatici.

3. Tinta Roriz: quest’uva porta una complessità aromatica per il mix non essendo nata in Portogallo. Viene dalla stessa varietà del Tempranillo, che ha origine nelle regioni di La Rioja e Navarra in Spagna.

4. Tinta Barroca: è originaria della regione del Douro, è la terza varietà raccolta e dà la un aroma profondo al Porto. Tuttavia, deve essere miscelato con uve più acide perché è molto dolce e contiene alti livelli di zucchero.

5. Tinto Cão: letteralmente significa “cane rosso” ed si pensa sia il ceppo più antico della regione, che si è adattato bene al clima secco e molto caldo del Douro. Può essere raccolta molto bene anche in terreni poveri e genera elevati livelli di acidità.

6. Tinta Amarela: noto anche come Trincadeira, è indigena del Portogallo, ma non è nativa della regione del Douro. Oggi, è specie rara perché il clima non favorisce il suo raccolto. Tuttavia, se usata in miscele porta un aroma dolce di ciliegia.

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Idee per festeggiare Carnevale con vino

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La stagione del carnevale si avvicina e le feste a tema avvengano in tempo reale. È il momento di cominciare a confezionare il tuo costume o di andare a cercare uno che ti piace per affitarlo o comprarlo. E non c’è nulla di meglio che celebrare queste feste con i tuoi migliori amici e qualche bicchiere di vino, vero ?

Prima di tutto, se preferisci fare qualcosa di più intimo e passare una serata tranquilla a casa od a casa dei tuoi amici, non andare a mani vuote, passa al tuo negozio favorito e scegli un vino speciale di stagione. Soprattutto i vini fruttati che, per questa festività, sono completamente adeguati, perchè con il loro colore rosso o rubino sembrano bicchieri da vino pieni di sangue. D’altra parte, se è difficile ottenerli, un vino rosso funzionerà anche. E se vuoi essere un po’ più originale, esistono anche i “cocktail della paura” con vino.

Se preferisci salire e se sei un avventuriero : puoi andare fare un giro nella città o la località alla ricerca di posti che offrono attività intorno alle feste di carnevale. Per esempio, durante questo periodo sono organizzate feste o festival nei bar della zona, concorsi di costumi o concorsi di cocktail spaventosi. Secondo il tuo giretto, puoi andare ad assaggiare i tuoi coktail o bicchieri di vino favoriti in ogni fermata che fai. Daranno un tocco selvaggio alla tua festa.

Infine, se hai l’impressione che hai fortuna questa sera e se hai un costume spettacolare, puoi andare ad un evento od a una festa speciale in cui, generalmente, premiano ed offrono regali alle persone che hanno i migliori costumi : può essere qualcosa di simbolico o, può essere qualcosa meglio come soldi o bottiglie di vino. Dolcetto o scherzetto ? Ecco le nostre proposizioni per carnevale:

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