Tag: vino

Abbasso i pregiudizi!

 TAGS:undefined

Basta con le storie. Il vino rosato è un vino a parte, anche se sembra che ci sia voluto molto tempo per capirlo. Forse sia perché siamo sempre stati più abituati ai vini rossi o per qualunque ragione sia, potremmo affermare che sminuire il vino rosé sia stato a lungo uno sport nazionale, tanto da far vergognare i nostri vicini francesi, grandi amanti e produttori di questo tipo di vino.

Ma, alla fine, ci siamo svegliati e dove vedevamo dubbi ora ci vediamo chiaro, quasi rosato. Analizziamo un po’ la questione.

Bleah! Un mix di bianco e rosso

Per cominciare, chi sostiene che il vino rosé sia una miscela di vino bianco e vino rosso, non merita di assaggiare un singolo bicchiere di questo succo degli dei convertito in vino. Il rosé può essere elaborato con due metodi: salasso e pressione diretta.

La tecnica del salasso conferisce al vino un rosa più intenso dato che prevede la macerazione con le bucce. Quali sono i diversi passaggi? Innanzitutto, le uve vengono diraspate e pigiate. Quindi, vengono depositate in una vasca dove gli acini libereranno il proprio mosto e macereranno con le bucce. Una parte di questo mosto verrà estratto e fermentato per mantenere aromi e sapori unici, mentre la parte “rimanente” seguirà il proprio processo per diventare rosso.

Con la pressione diretta il processo di elaborazione cambia. Questo metodo di origine francese prevede la macerazione dell’uva per un periodo molto breve, seguita dalla pressione diretta con più o meno intensità a seconda del colore desiderato. Poiché l’uva è rimasta poco a contatto con la buccia, che è dove risiedono le tinture naturali che danno colore al vino, il risultato è un rosato dai toni chiari, un rosa pallido o salmone.

Uva … di scarsa qualità?

Vediamo un po’ di chiarirci: come possiamo pensare che si utilizzi uva di peggiore qualità per il vino rosato? I vitigni più comuni sono gli stessi dei vini rossi come il Grenache, il Syrah, il Carignan, il Tempranillo, il Pinot Nero, il Cabernet Sauvignon, il Merlot, il Cinsault … La qualità dell’uva, come per tutti i vini dipenderà dal vigneto, dal terroir, dal clima e dall’esperienza del viticoltore, ma non dall’uva stessa.

E per di più, le aziende vitivinicole che elaborano vino rosato utilizzano uve che potrebbero essere usate per l’elaborazione di vini rossi, su cui non girano tanti pregiudizi e con cui potrebbero guadagnarci di più. Detto questo, produrre vini rosati è un vero lavoro di passione da parte delle aziende vitivinicole.

Un vino per profani o … per le donne

XXI secolo. Europa. Chi osa dire che il vino rosato è un vino per donne meriterebbe, ancora una volta, di essere privato di ogni possibilità, per il resto della sua vita, di bere un bicchiere di vino.

Il vino rosato non è un vino per donne o, tanto meno, per persone non esperte di vino. È, semplicemente e chiaramente, un vino da gustare, senza complessi né pregiudizi. E, se ci sono ancora dei dubbi, facciamo attenzione: critici di prestigio e influenti come Robert Parker o Peñín sempre più spesso includono vini rosati nelle loro guide; e sono sempre più i ristoranti famosi che li raccomandano nei loro attenti ed esclusivi menù.

Non si può abbinare

Il rosato non viene salvato nemmeno sull’argomento “abbinamenti”. Da dove è venuta fuori questa ridicola idea che non si può abbinare con nulla? Con la pasta, con la pizza, con i formaggi (in particolare di capra, mmm), con salumi, con sushi, con dolci, con carne e stufati … Se si vuole abbinare il rosato, ci sono mille possibilità. E se desideriamo servirlo come aperitivo, sarà un vero piacere degustarlo.

In estate e per turisti

Sull’affermazione “è un vino per turisti!” meglio non soffermarci, ma se volessimo rispondere qualcosa, potremmo affermare che in altri paesi hanno sviluppato prima di noi la passione e il (buon) gusto per questo tipo di vino.

E, per ultimo, il vino rosé è un vino estivo … Forse è semplicemente una questione di logica. Proprio come la cioccolata calda che la preferiamo in inverno. Ciò non significa che il vino rosato non possa essere degustato durante il resto dell’anno, specialmente se prestiamo attenzione agli abbinamenti. Perché non scegliere una bottiglia di rosé per una cena intima con un tagliere di salumi selezionati, vicino al camino in una notte d’inverno? O perché non un rosato per un freddo sabato sera sul divano , mangiando una pizza, davanti a un bel film? In realtà, siamo noi a porci dei limiti.

 TAGS:Schola Sarmenti Messerei RosatoSchola Sarmenti Messerei Rosato

Schola Sarmenti Messerei Rosato

 

 

 TAGS:Ca' Dei Frati Chiaretto Rosa Dei Frati 2016Ca’ Dei Frati Chiaretto Rosa Dei Frati 2016

Ca’ Dei Frati Chiaretto Rosa Dei Frati 2016

Come abbinare il vino con la carne?

 TAGS:undefined

E’ un vero piacere mangiare con moderazione carne e degustare un ottimo vino. E se li abbiniamo consapevolmente è molto meglio, non credi?

La carne rossa si sposa felicemente con il vino rosso, ma ci sono altre carni che possono essere abbinate, perfettamente, con altri tipi di vino. Ad esempio, quando mangiamo una bistecca alla tartara, un vino rosato può essere un’ottima scelta. Mentre, un buon entrecote di manzo è perfetto con vini rossi più forti e di consistenza come il Chianti classico, il Brunello di Montalcino o altri vini elaborati con uve Cabernet Sauvignon. La carne migliorerà il suo sapore, ma gli abbinamenti possono variare a seconda della salsa che accompagnerà la carne rossa.

Pollame e pollo sono preferibili con vini bianchi e rossi leggeri. Questo tipo di carne bianca è molto versatile e quindi può richiedere vini diversi. La carne di anatra si sposa con vini prodotti con uve Syrah, ma ancora una volta il Cabernet Sauvignon è un vitigno che si abbina perfettamente con questo tipo carne dal gusto forte. Si consiglia di abbinare la carne di selvaggina (pernice, fagiano o struzzo) con vini rossi giovani.

Mentre la carne di maiale può essere accompagnato con qualsiasi tipo di vino, sia bianco che rosato. È una carne più delicata e tenera, che non ha bisogno di vini troppo forti.

E le salsicce? Quando prepariamo la carne alla brace o alla griglia, accompagnata da salsicce, di solito vengono scelti vini rossi. Mentre con la carne di agnello, essendo più densa e saporita, preferiamo un vino rosso corposo.

Se decidiamo di cucinare carne al forno e arrosti, dalla cottura lenta e dall’attenta preparazione, è meglio scegliere vini più concentrati, come un Cabernet Sauvignon, un Syrah o un Merlot. Per i piatti a base di carne tipo ossobuco consigliamo un buon vino Barbera.

 TAGS:Castello Di Ama Chianti Classico Ama 2015Castello Di Ama Chianti Classico Ama 2015

Castello Di Ama Chianti Classico Ama 2015

 

 

 TAGS:San Felice Il Grigio Chianti Classico Riserva 2011San Felice Il Grigio Chianti Classico Riserva 2011

San Felice Il Grigio Chianti Classico Riserva 2011

Come influisce il vino sulla tua dieta?

 TAGS:undefined

La relazione tra vino e dieta non è mai stata molto chiara. Da un lato, abbiamo la dieta mediterranea, che elogia il vino e consente di consumarne uno o due bicchieri ogni giorno durante il pasto. Ma d’altra parte, c’è il controllo delle calorie quando beviamo alcolici.

Interessanti studi sulla dieta mediterranea hanno dimostrato chiaramente che queste abitudini alimentari (e il consumo di vino) influiscono positivamente sulla nostra salute, migliorando, per esempio, la salute del cuore e riducendo il rischio di diabete di tipo 2.

Per un maggior controllo della nostra alimentazione, alcuni produttori di vino offrono informazioni nutrizionali sulle loro etichette, anche se è difficile sapere esattamente quante calorie apporta effettivamente con ogni sorso, e il risultato finale può variare molto.

Nonostante siano sempre presenti diversi carboidrati, molti vini aiutano nel controllo della glicemia. Come norma generale possiamo ricordare che più il vino è dolce, più alto è il suo contenuto di carboidrati. Il vino rosso e il bianco secco sono scelte eccellenti per mantenere basso il livello di carboidrati.

C’è un altro fattore importante: l’alcol interrompe il processo metabolico. Poiché l’alcol è una tossina, il corpo non può immagazzinarlo, ma deve invece analizzarlo immediatamente e filtrarlo. Proprio per questo, il corpo dà priorità all’elaborazione dell’alcol e blocca la metabolizzazione di tutti gli altri nutrienti. Ciò significa che i carboidrati che sono stati consumati hanno meno probabilità di essere bruciati, e sono più propensi a scomporsi in zuccheri, per essere successivamente immagazzinati come grassi.

Dire che l’alcol fa ingrassare non è del tutto corretto, a meno che non venga consumato in grandi quantità. I nutrizionisti affermano che ciò che ingrassa sono probabilmente gli altri alimenti che si mangiano, poiché possono trasformarsi in grassi quando si beve troppo. Inoltre, sostengono che quando si beve alcolici in combinazione con proteine e verdure, che sono alimenti a basso contenuto di carboidrati, è quasi impossibile aumentare di peso.

Altri nutrizionisti e medici dimostrano che molte ricerche hanno analizzato i principali fattori per mantenere uno stile di vita sano … e uno di questi è il consumo moderato di alcol.

 TAGS:San Marzano Anniversario 62 Primitivo Di Manduria Riserva 2014San Marzano Anniversario 62 Primitivo Di Manduria Riserva 2014

San Marzano Anniversario 62 Primitivo Di Manduria Riserva 2014

 

 TAGS:San Marzano Sessantanni Primitivo Di Manduria 2014San Marzano Sessantanni Primitivo Di Manduria 2014

San Marzano Sessantanni Primitivo Di Manduria 2014

I migliori vini da abbinare alla Pizza e alla tua cena del venerdì sera

 TAGS:undefinedPizza e vino possono sposarsi felicemente, ma è importante cercare l’abbinamento giusto. I vini che potresti scegliere da abbinare alla pizza vanno dai vini rossi, agli spumanti, includendo anche alcuni vini bianchi per particolari gusti di pizza. Ecco alcuni dei migliori vini da prendere in cosiderazione per accompagnare la tipica pizza del venerdì sera:

Classiche pizze italiane e vini rossi delicati, bianchi o rosati

La pizza può sembrare un piatto informale ma abbinarlo al giusto vino potrebbe essere più difficile di quanto si pensi. Combinazioni di ingredienti, salumi, pomodoro e mozzarella rendono i vini rossi delicati la scelta migliore per le pizze classiche. Alcuni dei migliori vini per le pizze che tutti conosciamo sono:

I migliori vini da abbinare alla pizza sono quelli che aiutano a far risaltare i sapori degli ingredienti senza sottometterli al gusto del vino. Spesso dipende proprio dal tipo di pizza e dagli ingredienti il vino che si può abbinare.

Abbinamenti per altri piatti italiani e per le pizze più farcite

Per la tua cena potresti voler provare qualcosa di diverso dalla pizza o scegliere di ordinare una pizza speciale senza gli ingredienti classici. Ecco alcuni consigli per accompagnare il dessert ed altri piatti italiani in qualsiasi momento:

Rossi giovani per pizze ai formaggi saporiti e con salumi vari
Bianchi freschi per pizze farcite con verdure e prosciutto

Passiti e spumanti dolci italiani per dessert e dolci vari

Se vuoi stupire il tuo ospite a cena, abbina i dessert con spumanti dolci. Il passito è sempre una scelta eccellente; per i dessert più dolci, puoi scegliere un Moscato d’Asti DOCG, mentre per i dessert con meno zucchero, puoi dirigerti verso un Brachetto d’Acqui DOCG o una Malvasia dei Colli Piacentini DOC.

Come puoi vedere, scegliere i vini giusti per accopagnare la tua pizza preferita è più difficile di quanto tu possa pensare. Prova alcuni di questi vini durante la tua cena per abbinare i tradizionali sapori italiani con vini perfetti.

 TAGS:La Spinetta Moscato D'Asti Bricco Quaglia 2017La Spinetta Moscato D’Asti Bricco Quaglia 2017

La Spinetta Moscato D’Asti Bricco Quaglia 2017

 

 

 TAGS:La Spinetta Biancospino Moscato D'Asti 2017La Spinetta Biancospino Moscato D’Asti 2017

La Spinetta Biancospino Moscato D’Asti 2017

 

Qual è l’importanza del vino nella dieta mediterranea?

 TAGS:undefinedOrmai tutti sono consapevoli dei molteplici benefici che apporta la dieta mediterranea al nostro corpo. Infatti, previene le malattie cardiovascolari, elimina il colesterolo “cattivo” e offre i nutrienti necessari per sviluppare una mente sana e un organismo in forma.

Il vino è incluso in questa dieta, sia nei pranzi che nelle cene, essendo una bevanda salutare con molti vantaggi.

La stessa Fondazione Dieta Mediterranea riconosce che “il vino è una bevanda che è stata tradizionalmente associata sia ad effetti positivi che negativi per la salute. Ciò che determina se la bilancia si inclini più da un lato che dall’altro è il modello di alimentazione quotidiano che viene seguito “. E le parole di Ramon Estruch, uno dei leader del gruppo di ricerca Predimed del Centro di Ricerca Biomedica in Rete Fisiopatologia dell’obesità e nutrizione (CIBERobn), affermano che “I maggiori benefici si ottengono quando il consumo è moderato e si mantiene una condotta alimentare salutare, come la dieta mediterranea. “

Quindi, la presenza del vino in questa dieta è molto importante. E’ giusto sottolineare che quando si parla di consumo moderato di vino si intende nel caso degli uomini un massimo di tre bicchieri di vino al giorno, mentre per le donne un bicchiere e mezzo al giorno.

Il catalogo e la guida della Fondazione Dieta Mediterranea afferma che l’acqua è la bevanda per eccellenza nel Mediterraneo, per cui è di base, mentre il vino deve essere assunto con moderazione e durante i pasti. Spiegano che il vino è un alimento tradizionale nella dieta che può avere effetti positivi sulla salute consumandolo con moderazione e nel contesto di una dieta equilibrata.

Queste bevande, come il vino, dovrebbero essere combinate con i prodotti locali, di stagione, verdure, ortaggi, cereali, pesce, carne rossa (con moderazione), frutta fresca, prodotti lattiero caseari, frutta secca e olio di oliva.

Tutto ciò deve essere unito a una sessione di esercizio fisico quotidiano che rende la dieta veramente completa.

 TAGS:Memoro PicciniMemoro Piccini

Memoro Piccini

 

 

 TAGS:Feudi di San Marzano Negroamaro F 2014Feudi di San Marzano Negroamaro F 2014

Feudi di San Marzano Negroamaro F 2014

Rioja Vs Ribera

 TAGS:undefinedPotrebbe sembrare un argomento già abbastanza trattato ma, recentemente dei clienti mi hanno fatto questa domanda e la sento spesso. Qual è la differenza tra i vini di Rioja e quelli della Ribera del Duero? Per esperienza, inoltre, la domanda successiva riguarda la differenza di prezzo tra loro. Così, per la seconda edizione della rivista “Click & Drink” di Uvinum, ho pensato fosse un tema da riprendere, senza dimenticare che Natale è dietro l’angolo e dobbiamo pensare ai vini che apriremo durante le feste.

Le due Denominazioni di Origine più conosciute della Spagna e che vendono più vini, sono, senza dubbio, la Rioja e la Ribera del Duero. Sono famose non solo in Spagna, ma in tutto il mondo, per i loro vini rossi. Ognuna di loro ha i suoi fan e sono molto difficili da conciliare. Ma quali sono le differenze tra i vini rossi di entrambe? Per comprendere questi vini, devo spiegarvi delle “noiose” differenze… Prima di passare alla parte divertente!

La creazione

La Rioja è una denominazione di Origine (D.O.) dal 1925 ed ottiene il titolo di Denominazione di Origine Qualificata (D.O.C.) nel 1991, ossia di qualità molto alta. La Ribera del Duero è una D.O. più recente, riconosciuta nel 1982.

La situazione geografica

L’area di produzione della D.O.C Rioja è situata nel Nord della Spagna, su entrambe le sponde del fiume Ebro, principalmente nelle Comunità Autonome de La Rioja e dei Paesi Baschi, divisa a sua volta in tre sotto-denominazioni geografiche: Rioja Alta; Rioja Alavesa e Rioja Bassa. Sono 63.593 gli ettari di vigneto che producono tra i 280 e i 300 milioni di litri di vino (90% rossi; 5% bianchi; 5% rosati).

L’area di produzione della D.O.C. Ribera del Duero si estende a sud-est della Castiglia e León, principalmente nelle province di Burgos, Segovia, Valladolid e Soria. Sono 22.320 gli ettari di vigneto che producono circa 130 milioni di litri di vino (98% rossi; 2% rosati).

Nella situazione geografica non è importante solo la delimitazione delle zone, ma anche i terreni o il “terroir” ed il clima di ognuna. Sono i terreni ed il clima, tra le altre cose, che marcano la qualità del vino.

Nel caso della D.O.C Rioja, in generale nelle 3 aree di produzione, il clima è continentale, moderato, nel caso della Rioja Bassa quasi mediterraneo. Le temperature miti consentono una lenta ed accurata maturazione dell’uva. La Denominazione possiede una varietà di terreni ma le tre dominanti sono le argille calcaree, le ferrose e le alluvionali.

 TAGS:undefined

La D.O. Ribera del Duero ha un clima continentale estremo con pochissime precipitazioni. Gli inverni sono freddi con venti gelati e le estati calde con siccità, ma con basse temperature notturne. Di conseguenza, l’uva matura più rapidamente ed è più concentrata. I terreni sono abbastanza vari nella D.O., anche se predomina il calcare.

Le varietà d’uva

La varietà principale di uva coltivata nelle due D.O., è la Tempranillo. Questa, la hanno in comune. La somiglianza termina qui. Nella Rioja sono autorizzate, le uve rosse Tempranillo (la più coltivata), la Garnacha rossa, la Mazuelo e la Graciano e tre varietà bianche, la Viura, la Malvasía e la Garnacha bianca.

Nella Ribera del Duero le uve rosse sono la Tempranillo, chiamata anche Tinto Fino o Tinta del País, la Cebernet, la Sauvignon, la Merlot e la Malbec, così come in piccole quantità le uve Garnacha e come bianca la Albillo.

Anche se la Tempranillo è la più coltivata e la più usata per la preparazione di entrambe le D.O., i due vini sono molto diversi.

Arome, forza nel gusto, alcool e gradazione, colore e sapore. I vini rossi della Rioja si potrebbero classificare come vini morbidi, poco astringenti. Non seccano la bocca e non sono ruvidi.

vini della Ribera del Duero sono più concentrati e più intensi, tanto nel colore quanto nel sapore, conseguenza del clima estremo e della rapida maturazione dell’uva. Danno in bocca una sensazione di maggiore astringenza, secchezza e ruvidità. Si dice che siano più forti.

Per gli stessi motivi della forza nel sapore, i vini della Ribera del Duero hanno una gradazione alcolica più alta rispetto a quelli della Rioja. Anche se, se i vini sono ben fatti, l’alcool non si deve notare, sia che siano di una D.O., che dell’altra.

L’aroma dei vini della Rioja ricorda i frutti rossi. In bocca abbiamo una sensazione di freschezza grazie all’acidità. L’aroma dei vini della Ribera del Duero ricorda la frutta matura, sembra più dolce in bocca e di solito il sapore termina con un gusto di latte, come di yogurt alla fragola.

Entrambe le D.O. classificano i vini secondo il loro tempo di maturazione o invecchiamento:

– Jóven/ Roble (non vengono invecchiati in una botte di legno o subiscono un passaggio in botte inferiore ai 12 mesi).
– Crianza (minimo due anni di invecchiamento, uno di questi in botte)
– Reserva (minimo tre anni di invecchiamento, uno di questi in botte e un altro in bottiglia)
– Gran reserva (minimo cinque anni di invecchiamento, 2 in botte e 3 in bottiglia).

Il grafico in basso ci mostra il potenziale di conservazione dei vini a seconda del loro tempo di invecchiamento. Per entrambe le D.O., dei vini giovani si può godere in un tempo breve, al contrario, quanto più tempo sono stati invecchiati, più a lungo ne potremo beneficiare.

La parte noiosa ed oggettiva è finalmente finita. Passiamo alla parte più interessante…

La differenza di prezzo

Perché i vini della Rioja sono generalmente più economici di quelli della Ribera del Duero? In gran parte ho già risposto in precedenza. L’area di produzione e la quantità di litri prodotti dalla Rioja sono molto superiori a quelli della Ribera. Vi ricordo, 63.593 ettari contro 22.320. Ma influisce anche il clima. E’ più “facile” produrre vino nella Rioja che non con le temperature estreme della Ribera. Le cantine della Ribera affrontano molti più problemi di gelate che non favoriscono ottimi risultati. Meno vini, prezzo più alto!

In sintesi, sono aree diverse, con terreni diversi, clima differente e mescolanze di uve diverse. Quindi perché la gente discute sempre per sapere se è meglio uno o l’altro? Ognuno ha il suo gusto no? O dovrebbe piacermi più la carne che il pesce?

Tuttavia, stanno venendo alla luce alcune problematiche e dissensi. Attualmente, varie cantine della Rioja Alavesa vogliono “diventare indipendenti” e creare la propria D.O. (D.O. dei Vigneti di Alava). I piccoli viticoltori alavesi (che sono 42 circa) fanno valere le loro diversità ed il carattere unico dei loro vini. Se osserviamo il sistema di classificazione dei vini di Francia e Italia, ciò ha senso. La famosa Cantina ARTADI nel 2015 lasciò la D.O. della Rioja. Il viticoltore dichiara: “Le regioni vinicole di riconosciuta levatura, come Burdeos (che ha 52 sotto-denominazioni), Borgoña (96) offrono al consumatore dei vini che riflettono quelle determinate aree. È fondamentale offrire al consumatore l’opportunità di scoprire la diversità della nostra terra, che conferisce ai vini: valore, carattere unico ed autenticità”.

Hanno ragione di volere un riconoscimento e di promuovere il carattere speciale dei loro vini. Anche se io aggiungerei una postilla. Non dimentichiamo che i vini della Rioja sono famosi e riconosciuti a livello mondiale, sicuramente grazie all’operato e al lavoro delle cantine, ma anche e soprattutto grazie alle enormi risorse che la D.O. mise a disposizione per il marketing e la promozione di essi. Bisogna riconoscere la grande opera della D.O.. Ma, non poteva essere altrimenti, devono rendersi indipendenti, come i figli che diamo alla luce, li aiutiamo a crescere dandogli sempre più indipendenza, finchè un giorno volano via con le proprie forze.

Nel caso della tanto celebre Ribera del Duero, la cosa è un po’ diversa. Parliamo degli esclusi dalla D.O. Alcune delle cantine più famose della regione di Castilla y León, come Mauro, Abadía Retuerta, Cantine Leda… non fanno parte della D.O. Ribera del Duero, ma della “Vino de la Tierra de Castilla y León”. È un problema? Abadía Retuerta commenta: “ Nell’ Abadía Retuerta potremmo dire che la nostra autoregolamentazione è molto più severa di quella di qualsiasi altra denominazione. Anche se, è vero che le è stata richiesta l’entrata nella “Ribera del Duero”, ma non fu accordata, ad oggi potremmo affermare che questo è uno dei segreti del successo dell’Abadía Retuerta. Attualmente, la nostra denominazione è in fase di elaborazione con l’amministrazione, conforme con la nuova Legge del Vino approvata di recente”.

Mauro, fa parte dei migliori vini rossi di Spagna, ed è riconosciuto come tale dai migliori critici del mondo.

In Francia, sempre più cantine scelgono di uscire dalla D.O. e vendere i propri vini sotto la “Vin de France”. Forse è tempo che le denominazioni prendano in considerazione una rispolverata ed un rinnovamento. La stessa cosa accade in Catalogna, con la D.O. Cava che vede uscire da essa alcune cantine, ma a differenza di altre aree, si sono formate due classificazioni: Clàssic Penedès e Cavas de Paraje.

Torniamo alla nostra D.O.. Avrebbe più senso o più rilevanza parlare di vini Moderni contro i vini Classici. Sono meglio gli uni che gli altri?

È come chiedere se ci piace di più lo stufato di nostra nonna o il sushi… Non possono piacerci entrambi? Sono tipi di vino totalmente differenti che non possono essere messi a confronto…

I vini chiamati moderni tendono ad essere di maggiore intensità, corposità, più forti, con più alta gradazione alcolica e più carnosi. Sono vini invecchiati in nuove botti di legno (mie grandi amiche…). Detto così suona male. Non è vero, il problema di questi vini è che vengono consumati troppo presto, troppo giovani. Devono restare in cantina per 10 anni prima di essere bevuti e che giungano al giusto equilibrio e siano al punto ottimale per essere consumati. Si consumano troppo presto.

I classici, che sono quelli che attirano la mia attenzione ed apprezzo di più, al contrario, sono elaborati stando per lungo tempo in delle botti di legno di altri vini, non nuove per esser chiari. Il legno non cambia molto il vino e sono più delicate. Inoltre, i vini imbottigliati rimangono nelle cantine lungo tempo prima di essere venduti. Ad esempio, il Viña Tondonia, la Rioja Alta e la Vega Sicilia. Sono vini caratterizzati da colori che tendono al bruno rossastro (color tegola), con una tonalità evoluta ed una boccata molto dolce.

In realtà, parlare di Rioja vs Ribera non ha molto senso. Vi sono dei valori certi in entrambe le D.O., ossia l’essere grandi vini indispensabili e che le piccole cantine danno loro un aspetto nuovo. Ognuna di loro ha i suoi buoni vini, purché siano ben fatti, con il proprio carattere e si possono trovare ad un prezzo conveniente per tutte le tasche.

Tuttavia, il paesaggio vinicolo spagnolo sta cambiando molto e rapidamente. Delle piccole aree hanno un incredibile e fantastico potenziale grazie ad una nuova generazione di viticoltori che hanno viaggiato, studiato e lavorato in tutta la Spagna o in altri paesi, al fianco di noti viticoltori. Questa generazione ha voglia di sviluppare vigneti; la coltivazione di varietà autoctone e vini di qualità che meritano di essere conosciuti e soprattutto gustati.

 TAGS:Celeste Roble 2016Celeste Roble 2016

Celeste Roble 2016

 

 

 TAGS:Marqués de Murrieta Reserva 2013Marqués de Murrieta Reserva 2013

Marqués de Murrieta Reserva 2013

 

 

4 consigli per una vita sana bevendo vino

 TAGS:undefinedAppaiono frequentemente nuovi studi che parlano dei benefici del vino per la salute e, allo stesso tempo, vengono pubblicate altre ricerche che elencano le malattie legate al consumo frequente di vino.

Riduzione del colesterolo, riequilibrio della pressione e miglioramenti per i diabetici per quanto riguarda i benefici di bere un bicchiere di vino ogni giorno; possibile sviluppo di cancro e problemi al fegato se si osservano gli aspetti negativi. Davanti a queste alternative, è normale chiedersi: si può condurre una vita sana bevendo vino? La risposta è sì. Nel vino sono presenti elementi che sono vantaggiosi per la salute, quindi è consigliabile consumare un bicchiere di vino al giorno.

4 consigli per una vita sana bevendo vino

Il consumo moderato di vino non è dannoso per la salute, anzi, può essere utile, se si considera come parte di uno stile di vita salutare.

  1. Mantenere un’alimentazione sana ed equilibrata. Il punto principale per mantenere uno stile di vita sano è seguire un’alimentazione equilibrata in cui frutta e verdura abbiano un ruolo fondamentale e in cui non manchino le fibre. Ci sono numerosi vini che si possono abbinare perfettamente con insalate e stufati. La carne e il pesce sono importanti nell’alimentazione, ma bisogna scegliere pezzi magri e ridurre l’assunzione di grassi animali.
  2. Condurre una vita attiva. Anche lo sport svolto regolarmente contribuisce alla salute. Non serve che sia uno sport faticoso, infatti ciò che favorisce un miglioramento della salute è la pratica regolare.
  3. Ridurre lo stress nella vita. E’ importante, quanto mangiare e fare sport, sentirsi rilassati, evitando lo stress. Un buon modo per farlo, è riunirsi ogni tanto con gli amici ed accompagnare questi incontri con una bottiglia di buon vino.
  4. Bere vino in modo responsabile. Il vino può essere parte di uno stile di vita sano e può persino essere la scusa perfetta per incontrare amici o per gustare un pasto in compagnia. Anche se è necessario essere consapevoli di quanto si beve – si consiglia un bicchiere da 125 ml. al giorno– e non bere a stomaco vuoto.

Quindi, certamente è possibile condurre una vita sana bevendo vino. Ed è giusto sottolineare, nonostante si dica che il vino rosso sia il più salutare, che il vino bianco ha esattamente gli stessi effetti positivi sulla salute del vino rosso.

 TAGS:Cellaro Due Lune Nerello Mascalese 2015Cellaro Due Lune Nerello Mascalese 2015

Cellaro Due Lune Nerello Mascalese 2015

 

 

 TAGS:San Marzano Sessantanni Primitivo Di Manduria 2014San Marzano Sessantanni Primitivo Di Manduria 2014

San Marzano Sessantanni Primitivo Di Manduria 2014

4 cocktail a base di vino perfetti per dare il benvenuto alla primavera

 TAGS:undefinedCon l’arrivo della fine dell’inverno, è tempo di dire addio a tutte le ricette di cocktail invernali fino al prossimo anno. Non è ancora estate, ma la primavera è un ottimo periodo per dare il benvenuto a un clima più caldo con alcuni cocktail semplici e rinfrescanti. Ecco alcune ricette di cocktail primaverili che vorrete provare:

 1. Fruity Lime Soda con vino rosso e fragole fresche

La primavera è il periodo in cui alcuni frutti iniziano a trovarsi di stagione e sono facilmente disponibili nei mercati. Potreste iniziare a provare un cocktail primaverile con fragole, che potrete trovare fresche già dalla prima settimana di marzo. Un cocktail semplice da fare con le fragole è la lime soda con vino rosso. Mescolare 2 parti di soda e 1 parte di vino rosso in un bicchiere di fragole fresche. Congelare la frutta al posto del ghiaccio per mantenere il cocktail freddo .

2. Sangria piccante e speziata per il clima primaverile più freddo
La Sangria è probabilmente uno dei più popolari cocktail di vino spagnolo con centinaia di varianti e ricette. Nell’attesa dell’estate, potrebbero esserci ancora giorni di primavera piuttosto freddi. Per riscaldarvi, potete provare una ricetta di Sangria speziata. Gli ingredienti di cui avrete bisogno saranno:

  • Vino rosso
  • Kentucky Bourbon
  • 1 limone
  • 1 arancia
  • 1 bastoncino di cannella
  • 1 mela
  • Sciroppo

Tagliare la frutta a fette e unire con la stecca di cannella in una caraffa di vetro. Riempire la caraffa per circa 2/3 del tuo vino rosso preferito e aggiungere circa 2 cucchiai di sciroppo dolce. A questo punto unire il bourbon alla sangria, che dovrebbe essere di circa 30 grammi per porzione o secondo i tuoi gusti. 

3. Il classico e semplice Spritzer di vino bianco come rinfrescante cocktail primaverile

Uno dei cocktail di vino più semplici da preparare è lo spritzer, ma è senza dubbio un’ottima scelta per bere qualcosa di rinfrescante quando il tempo inizia a cambiare. Ciò di cui avrete bisogno è un vino bianco e una tonica. Aggiungete un tocco di lime come guarnizione per dare al tuo spritzer un pizzico d’amaro.

4. Vodka Martini con uno spruzzo di Limone e Lime
Un altro classico cocktail che potreste provare ad innovare è il Martini. Usate lo stesso vermouth, ma invece di utilizzare il gin, sostituitelo con la vodka. Per dare un tocco amaro e un bella guarnizione, usate una fetta di limone e una fetta di lime per rifinire il vostro cocktail.

Con questi semplici cocktail a base di vino, sarete pronti per salutare l’inverno e prepararvi per un clima più mite. Provate alcuni dei nostri vini questa primavera per aggiungere un tocco speciale ad alcune delle vostre ricette di cocktail .

 TAGS:Botter Doppio Passo Rosato Puglia 2017Botter Doppio Passo Rosato Puglia 2017

Botter Doppio Passo Rosato Puglia 2017

 

 

 TAGS:Antinori Guado al Tasso Bolgheri Scalabrone 2017Antinori Guado al Tasso Bolgheri Scalabrone 2017

Antinori Guado al Tasso Bolgheri Scalabrone 2017

I migliori abbinamenti per il cibo giapponese

 TAGS:undefinedA poche settimane dalla primavera, il clima richiede cibi freschi e leggeri, proprio come il cibo Giapponese (ovviamente accompagnato da del buon vino). 

Certo, la bevanda preferita e la più ovvia a cui pensare quando si parla di cibo giapponese non è niente di più e niente di meno che il sake, bevanda tradizionale della cultura giapponese. La popolarità di questa bevanda negli Stati Uniti è incrementata con il passare degli anni e le aziende di produzione si sono stabilite in quel paese creando bevande di altissima qualità. Ne esistono di vari tipi e per tutti i tipi di palato e di cibo che si starà degustando.

Tuttavia, i gusti sono gusti, ed in questo ambito non è un’ eccezione. Molti consumatori optano per una bevanda diversa dal sake, a volte semplicemente perchè non gli piace ed altre per voler provare qualcosa di nuovo e diverso. Certo, puoi ordinare una buona birra fredda per accompagnare il tuo piatto, o potresti invece ordinare una bottiglia di vino per goderti una cena deliziosa, la domanda a questo punto è: che tipo di vino si abbina meglio al cibo Giapponese? La risposta è semplice: il vino bianco.

Tenendo conto che questa cucina orientale è per la maggior parte a base di riso e pesce, è ovvio che la miglior risposta sarà un vino bianco, anche se questo può variare a seconda di ciò che viene servito nel piatto. Ad esempio, un cibo più leggero si sposa meglio con un tipo di vino rispetto ad altre molto condite o di sapore più forte, come quelle preparate a base di pesce crudo. Per la prima opzione, i piatti leggeri, viene raccomandato un Sauvignon Blanc, un Pinto Grigio o un Sancerre; mentre per i piatti più caratteristici, con il condimento ed il sapore originale del Giappone, dei vini dai sapori dolci come il Riesling e lo Chardonnay, saranno delle opzioni infallibili.

 TAGS:Tenuta Sant'Antonio Scaia Bianco 2016Tenuta Sant’Antonio Scaia Bianco 2016

Tenuta Sant’Antonio Scaia Bianco 2016

 

 

 TAGS:Ca' Dei Frati Lugana I Frati 2016Ca’ Dei Frati Lugana I Frati 2016

Ca’ Dei Frati Lugana I Frati 2016

 

 

Questo vino non dà mal di testa

mal di testa TAGS:undefined

Anche se non succede molto spesso, alcune persone, dopo aver bevuto vino, hanno mal di testa. Ciò è dovuto a una reazione di sensibilità causata dall’istamina proveniente dalla fermentazione dell’uva, che di solito si trova sempre di più in molti vini.

Tuttavia, ora possiamo bere vino senza preoccuparci, perché ne abbiamo creato one che non ha istamina. Questo vino è stato prodotto presso l’Università Politécnica di Madrid (UPM) y l’Università di Valencia, e il suo impatto è stato così grande che è stato pubblicato sull’International Journal of Food Microbiology.

Según la pregunta sobre el vino que no causa mal di testa, si presume que el batteri se autoctoni selezionati possano spostare naturalmente y batteri produttori di istamina, che possono causare allergie. Pertanto, durante el proceso de fermentación del queso no se genera.

L’istamina provoca una vasta gamma di reazioni di ipersensibilità, viene una disminución de la presión sanguínea, el arrosmento de la bola y el mal de la testa de la persona molda no vogliono bere vino. En realtà, questa scoperta è una nuova incursione, perché l’istamina è più utilizzata nella produzione di vini, e forse non è necessario, come questo studio ha dimostrato.

Me responsabili dello studio spiegano che la ridzione dei livelli di istamina es benefica per la sicurezza alimentare del vino.

Un proyecto del estudio del vino que no sea mal di testa

Sono stati utilizzati debido depósito con datos identhe. Mentre in one la fermentazione malolattica è stata effettuata con ceppi di batteri lattici che non producevano istamine, nell’altro il processo è rimasto come tradizionalmente. Tra poco tempo, c’è stato un processso biologico di spostamento naturale dei batteri che producono ammine biogeniche.

 

 TAGS:Berlucchi 61 Franciacorta SatenBerlucchi 61 Franciacorta Saten

Berlucchi 61 Franciacorta Saten

 

 

 TAGS:Cà del Bosco Cuvée Prestige BrutCà del Bosco Cuvée Prestige Brut

Cà del Bosco Cuvée Prestige Brut