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Medaglioni d’agnello ripieni

 TAGS:undefinedI medaglioni di agnello ripieni con fegato e sfumati con salsa di vino sono un piatto succulento e non difficile da elaborare per fare una cena ideale con degli amici o dei familiari. 

L’agnello è un tipo di carne dal sapore intenso e piacerà molto ai tuoi invitati. Perché, nonostante sia una ricetta facile da preparare, è bene prendersi il tempo minimo per realizzarla concretamente per sorprendere gli invitati. 

Per quanto riguarda il ripieno si può fare a piacere o attraverso i suggerimenti di Internet e variare secondo le opzioni. Ti raccomandiamo che siano sempre sapori intensi e con un punto dolce affinché non siano troppo simili al sapore dell’agnello in sé. Un’alternativa può essere usare del mango o dei funghi o altre combinazioni fattibili. 

Ingredienti

  • 25 grammi di fegato d’agnello
  • 40 grammi di filetto d’agnello
  • 50 grammi di carne d’agnello
  • 2 porri
  • 1 pugno di mais tostato
  • 15 grammi di pan grattato
  • 1 chiara d’uovo
  • Olio
  • Sale
  • Pepe
  • 200 grammi di fegato d’agnello
  • 1 dente d’aglio
  • 1 cipolla
  • 1 ramo di rosmarino
  • 1 cucchiaio di fecola di patata
  • 1/2 bicchiere di vino rosso
  • 1/2 bicchiere di vino bianco

Preparazione dei medaglioni:

  1. Prepara la salsa con cipolla, aglio, fegato, pepe, sale e un po’ di vino rosso e bianco fino a far restringere
  2. Poi metti un po’ d’acqua e mescola il tutto con la fecola di patata e quando finisci, mettila da parte
  3. Taglia i porri in una padella e arrostiscili con un po’ di olio d’oliva
  4. Taglia la carne d’agnello e mettila in un frullatore con chiara ‘duovo e il pan grattato
  5. Aggiungi sale e pepe al frullato
  6. Taglia il filetto in medaglioni, schiacciali con l’ausilio di un coltello e disponili a tuo piacimento con un pezzo di carne in mezzo
  7. Copri i medaglioni con il liquido ottenuto e mettili a friggere in una padella con olio bollente
  8. Per servire i medaglioni, accompagnali con dei porri e poi bagnali con la salsa 
  9. Metti un po’ di sale a piacere
  10. Questa ricetta farà sorridere i tuoi invitati e familiari, ogni qual volta essi provino un boccone del piatto preparato 

Per accompagnare ti raccomandiamo un vino rosso intenso che darà più sapore al piatto e non resterà annullato dal suo sapore. Oggi ti raccomandiamo:

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Castiglioni Chianti 2011

 

 

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Thelema Chardonnay 2012

Vino e tè: elisir di lunga vita

Secondo uno studio di alcuni scienziati cechi, bere vino e è una pratica che può aiutarci a prolungare la nostra vita.

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Lo studio, realizzato presso la Società Europea di Cardiologia e successivamente presentato in un congresso tenutosi a Barcellona, indica che il vino, sia bianco che rosso, funge da agente protettivo contro le malattia del cuore a coloro che praticano frequentemente attività fisica.

Per effettuare lo studio è stato necessario monitorare per 1 anno 146 persone con un leggero rischio di contrarre malattie cardiache, delle quali la metà ha bevuto vino rosso e l’altra metà vino bianco.

Nel corso di questo anno di studio, gli uomini sono stati autorizzati a bere 300ml di vino e le donne a berne 200ml, fino a 5 volte a settimana.

In queste persone sottoposte allo studio non ci sono stati grandi cambiamenti nel colesterolo buono; ma ci sono stati invece cambiamenti positivi tra coloro che, oltre a bere il vino, avevano anche praticato attività fisica.

Il connubio tra vino ed esercizio fisico rafforza il cuore e prolunga la vita, secondo quanto riscontrato dal professor Taborsky, cardiologo presso l’Università di Palacký, in Repubblica Ceca, che afferma: “Il nostro studio dimostra che la combinazione tra il consumo di vino rosso o vino bianco in maniera moderata e la pratica dell’esercizio fisico migliora i marker dell’aterosclerosi, il che suggerisce che tale combinazione ha un effetto protettivo contro le malattie cardiovascolari.”

Un altro studio presentato durante la stessa conferenza ha mostrato che i tassi di mortalità per cause non cardiache erano del 24% inferiori tra i consumatori di tè rispetto a quelli che non ne bevevano.

Il professor Nicholas Danchin dell’Ospedale Europeo Georges Pompidou, ha dichiarato: “Il tè ha antiossidanti che apportano numerosi effetti benefici in fatto di sopravvivenza. C’è da dire che i bevitori di tè conducono generalmente uno stile di vita più sano; questa miglioria quindi, dipenderà dal fatto che i bevitori di tè rappresentano un particolare tipo di persona o dal tè di per sé? Per me la questione rimane ancora aperta.”

“In attesa di dare una risposta certa a questa domanda onestamente io vi consiglio comunque di bere il tè, a prescindere da tutto, che è sicuramente meglio rispetto al caffè o al non bere affatto.”

Con questi risultati le soluzioni per migliorare il nostro stile di vita e la salute del nostro cuore sono davvero a portata di mano; possiamo infatti assicurarci una vita più salutare e longeva semplicemente bevendo regolarmente tè e vino.

Oggi vi consigliamo due vini rossi da bere, come sempre, con moderazione e da abbinare all’esercizio fisico, grazie ai quali non vi assicuriamo che avrete una vita più lunga ma sicuramente molto più piacevole:

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Pruno 2012

 

 

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Hito 2013

Trattamenti di bellezza con il vino

 TAGS:undefinedEsistono sempre più benefici del vino a livello estetico. Infatti, da poco, molte marche di cura della pelle hanno iniziato a creare prodotti che utilizzano le qualità antiossidanti del vino. 

Il Resveratrol è l’antiossidante presente nelle pellicine dell’uva per il vino rosso e adesso è parte degli ingredienti di vari prodotti di bellezza grazie alle sue proprietà che ritardano l’invecchiamento della pelle, dandole più elasticità. 

Tra i trattamenti di bellezza più riconosciuti vi è il DNA Malbec, tra i primi per il trattamento della pelle a base di uva già dal 1995, che nelle sue infrastrutture di SPA offre vinoterapie in vasche da bagno per circa 2000 dollari. 

Anche la ditta Arcona, di Los Angeles, scommette molto sui benefici del resveratrol attraverso la vendita di maschere idratanti di vino. Anche la marca greca Apivita ha ideato una crema antirughe con questi principi attivi. 

“Il resveratrol ha dimostrato trattmolto potente e la gente reagisce con molto interesse, al trattarsi di vino”, dice il dermatologo Paul Frank al Financial Times.  
Inoltre, la marca 100 % PureBeauty , che offre tanti prodotti a base di resveratrol come mascherine, creme e affini, ha visto incrementare le vendite di oltre il 1.000 % negli ultimi anni.

Un mondo di possibilità si è aperto adesso per gli impresari del mondo della bellezza grazie alle immense proprietà del vino.

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Renzo Masi Chianti Riserva 2009

 

 

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Travaglini Gattinara 2008

Il vino rosso potrebbe rallentare il cancro ai polmoni

 TAGS:In diverse occasioni abbiamo analizzato gli effetti benefici del vino sulla nostra salute, sempre se bevuto con moderazione e se accompagnato da un’alimentazione variegata basata sulla tradizionale dieta mediterranea. Questa volta una nuova ricerca, condotta dalle Università di Brock e McMaster in Ontario (Canada), rivela che sia i vini bianchi che i vini rossi hanno la capacità di bloccare l’avanzamento del cancro ai polmoni; il vino rosso in particolar modo sembra essere estremamente efficace contro tale malattia.

Seppure ancora in una fase preliminare, gli scienziati canadesi hanno trovato diverse prove, durante le loro ricerche, sull’azione che entrambe i tipi di vino hanno sulle cellule tumorali; tuttavia, dai test effettuati con i vini rossi, presumono che sia proprio il loro contenuto fenolico più elevato ad essere la chiave di una maggiore efficacia sulla malattia rispetto alle varietà bianche.

Finora è stato dimostrato che il vino rosso ha effetti benefici su diversi disturbi della salute come l’obesità e le malattie cardiache in generale ma, i progressi compiuti dalle Università Brock e McMaster, potrebbero rappresentare un passo da gigante nella lotta contro i tumori maligni del polmone e, perché no, contro altri tipi di cancro.

Attualmente i test, che appariranno a breve nella prestigiosa rivista Cancer Cell International, si limitano alle colture di cellule cancerose in vitro; ma se i risultati vengono confermati, si sta già progettando un nuovo ciclo di ricerche con i topi da laboratorio, provando questa volta a somministrare dosi di vino corrispondenti ad un consumo moderato abbastanza comune di 1 o 2 bicchieri di vino al giorno. Se l’effetto continuerà ad essere quello di rallentare la crescita dei tumori, si procederà quindi verso una fase di sperimentazione clinica ancora più avanzata.

Oggi vi consigliamo :

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Soprasasso Amarone Della Valpolicella Doc 2008

 

 

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Pio Cesare Barbera D’Alba 2011

Pere al vino: ricette con il vino

 - Le pere al vino rosso sono un dolce tipico spagnolo, che in precedenza erano un classico della domenica che piaceva a tutti e anche ai bambini, che potevano già provare il vino

Oggi l’offerta di dolci già preparati e la mancanza di tempo in cucina ha messo in disuso questo dolce, ma è sempre qualcosa di facile da preparare e prevede l’uso di ingredienti sani e deliziosi. Ecco come si prepara:

Ingredientes

  • 4 pere grandi
  • 1/2 litro di vino rosso
  • 1 ramo di cannella
  • 1 buccia d’arancia
  • 1 buccia di limone
  • Zucchero quanto basta

Le pere basta che siano dure affinché siano sempre consistenti, anche dopo la cottura. basta premere un po’ con il dito per verificare. Per quanto riguarda il vino basta un qualsiasi rosso che sia avanzato.

Preparación

Sbucciare le pere togliendo il cuore per poi tagliare leggermente la base del frutto affinché possa essere posato in maniera orizzontale nella pentola. Posare le 4 pere nella pentola e versare poi il vino. Poi far cuocere il tutto a fuoco lento-medio, in seguito aggiungere lo zucchero, la buccia d’arancia, di limone e la cannella. 

Mantenere il fuoco durante 20-25 minuti mettendo il vino ogni 5 minuti in modo che il vino venga assorbito dalle pere. Per sapere quando le pere sono cotte basta tastarle con una forchetta. Una volta cotte le togliamo e aumentiamo il fuoco affinché il resto del vino prenda una consistenza tipo sciroppo.

Una volta messe le pere da parte lasciare riscaldare lo sciroppo fino a raggiungere la consistenza e la temperatura desiderata. Il nostro suggerimento è quello di provare tutte le varianti possibili fino a provare quella che più ti piace. C’è chi ama servirle anche con sciroppo appena fatto e con del gelato vicino, per gustarsi il contrasto freddo-caldo.

Se ti piacciono le pere al vino oggi ti proponiamo due buoni vini rossi adatti all’uso:

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Poggio Delle Faine Rosso Igt 2007

 

 

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Renzo Masi Chianti Docg Riserva 2009

Dieta e vacanze natalizie con vino e prosciutto!

 TAGS:Siete a dieta ma vi picciono prosciutto e vino? Beh, non preoccupatevi, perché tutto quello che avevamo precedentemente pensato sul prosciutto, che facesse ingrassare e ci facesse mettere chili di troppo, forse non è del tutto vero. Ora che il Natale si avvicina e cominciano ad arrivare i primi cesti natalizi in regalo, non temete per la vostra linea perché vi aiuteranno a continuare la vostra dieta!

Non siamo impazziti, questa è una notizia dell’Istituto medico europeo per l’obesità, che ha stilato una “dieta delicatessen“, per veri e propri buongustai, che prevede anche l’assunzione di vino rosso e di jamón ibérico.

Sicuramente con questa notizia vi abbiamo rallegrato la giornata, visto che piace un po’ a tutti bere un buon bicchiere di vino rosso insieme a del prosciutto così, per rilassarsi, scoprire nuovi piaceri e sentirsi bene.

Con questa dieta non solo non ingrasserete ma addirittura potrebbe perdere tra i 4 ei 6 chili al mese o giù di lì, tenendo sempre la salute sotto controllo, che è la cosa più importante. Naturalmente entrambi gli alimenti devono essere assunti con moderazione, non è che tutto d’un tratto possiamo riempirci di prosciutto, perché questo si che potrebbe produrre l’effetto contrario.

E’ risaputo che il vino apporta molti benefici sia al corpo che alla mente. Unitamente al jamón ibérico, ha degli effetti particolarmente benefici sul nostro sistema cardiovascolare. I creatori di questa dieta affermano che il prosciutto iberico fornisce ferro e vitamina B, necessari per il sistema cerebrale e nervoso. Inoltre, è a basso contenuto di grassi saturi e ad alto contenuto di acidi grassi monoinsaturi, come l’acido oleico.

La dieta proposta dall’Istituto medico europeo per l’obesità raccomada il consumo di vino rosso e prosciutto ogni giorno, insieme ad altri alimenti nutrienti, come frutta, verdura, carne e pesce. Inoltre, vi sono poi particolari linee guida in base alle diverse tipologie di persone: sportivi, donne e uomini. Ad esempio per le donne si raccomanda di bere 150 ml di vino, mentre per gli uomini la media sarebbe di due bicchieri da 150 ml al giorno.

Il modo migliore per bere il vino durante l’arco della giornata è ripartirlo tra il pranzo e la cena, per cui è meglio non farlo in altri momenti della giornata, né tutto in una volta. Quindi questo natale fate questa super dieta e dimagrite!

Allora riempiamo le dispense di prosciutto per iniziare la dieta? Oggi vi consigliamo:

 TAGS:Porta prosciutto girevole parete J1 JamotecPorta prosciutto girevole parete J1 Jamotec

Porta prosciutto girevole parete J1 Jamotec

 

 

 TAGS:Château Montrose 2008Château Montrose 2008

Château Montrose 2008

Il vino rosato, anche d’inverno

 - Il vino rosato non è esclusivo dell’estate. La sua freschezza e il suo aroma fanno sì che si sposi bene con pesce o frutti di mare, ma si può consumare anche in inverno. Si desmifitica dunque una di quelle leggende del mondo del vino, come quella secondo la quale il vino rosso si può bere solo quando fa freddo. 

Di inverno molti rosati sostituiscono dei bianchi, nonostante sia risaputo che un rosato è un rosso poco macerato che ha come colori finali delle tonalità che vanno dal rosso bordeaux al rosa.

Per una scelta personale possiamo rifarci a una infinita varietà di rosati: esistono rosati dai sapori più stagionati ed altri con molto più corpo anche rispetto a dei vini rossi. Il segreto risiede nelle varietà di uva, come per esempio il Cabernet Sauvignon o Malbec, che sono caratterizzate da una concetrazione maggiore di aromi.

Alcuni tra i rosati più forti e saporiti, che non hanno nulla da invidiare a dei rossi, sono i Montsant, con uve Merlot e Garnacha Bianca, e con tonalità viola. I sapori ricordano i frutti del bosco oltre ai frutti esotici e gli agrumi che conferiscono questo tocco dolciastro che li differenzia dei rossi più classici. 

In Italia vi sono vari vini rosati di qualità, elaborati con uve particolari e che hanno un colore simile a quello delle fragole o dei lamponi, con aromi potenti di frutta matura. Da adesso potremo degustare dei buoni rosati non solo con pasta o pesce, ma anche con altri tipi di piatti che comprendono carni più raffinate. 

Ecco qui due vini rosati perfetti per l’inverno:

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Firriato Branciforti Rosato Sicilia Igt 2012

 

 

 TAGS:Sella & Mosca Alghero Oleandro 2011Sella & Mosca Alghero Oleandro 2011

Sella & Mosca Alghero Oleandro 2011

Negroamaro, sapore di Puglia

 TAGS:La tradizione de vini in Italia è ben rinomata in tutto il mondo. Ma non bisogna fermarsi solo ai soliti nomi come il Chianti o il Barolo, bisogna andare più in fondo e cercare nuovi sapori e nuove emozioni.

Spostandoci un po’ più a Sud dello Stivale, più precisamente proprio nel suo tacco, possiamo soffermarci sui vini pugliesi, che sono prodotti al sole del Mediterraneo e con un clima sempre mite che trae vantaggio dalla vicinanza del mare. Infatti la Puglia risulta essere la regione italiana con la più alta produzione vinicola.

Tra questi vini risalta, senza dubbio, il Negroamaro, che prende il nome dal vitigno a bacca nera che prevale nella zona pugliese del Salento. Questo vitigno è uno dei più importanti di tutta l’Italia del Sud. Da questo vitigno nascono vini rossi e rosati ed uno dei prodotti più noti e pregiati è il Salice Salentino, che prende il nome del comune in provincia di Lecce dove viene elaborato. Questo vino è prodotto attraverso la fermentazione di uve Negroarmaro (85%) e di uve Malvasia (15%).

Il nome Negroamaro è una fusione delle parole “niger” e “maru” che rispettivamente in latino e in greco antico significavano, appunto “nero”. Ciò nonostante, un’altra versione sostiene che il nome derivi dal termine dialettale “niuru maru” che si riferisce al colore nero ed al sapore amaro del vino.

Il Negroamaro si distingue per essere un vitigno molto versatile e attraverso la sua fermentazione nascono dei rosati profumati e dei rossi molto morbidi ed eleganti. Tutti i vini elaborati da questo vitigno sono ideali per qualsiasi tipo di pasto e si caratterizzano per il loro colore rosso granato. Il profumo è fruttato e spesso si notano note di tabacco. 

La miglior maniera di sorseggiare un Negroamaro è quella di accompagnarlo con alimenti tipici pugliesi, come ad esempio una pasta fatta in casa come le “Sagne ‘incannulate” che si servono normalmente con una zuppa di ceci oppure delle polpette al sugo di pomodoro. Per quanto riguarda i secondi un ottimo abbinamento è la carne d’agnello. 

Ecco due tipi di Negroamaro di alta qualità:

 TAGS:Conti Zecca Nero 2008Conti Zecca Nero 2008

Conti Zecca Nero 2008, perfetto con la carne

 

 

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Terre Avare Negroamaro Salento Igt 2010, colore rosso intenso

L’Aglianico, frutto del sole del Sud

 TAGS:Nell’importante tradizione vinicola italiana, quando si parla di vini rossi non ci si deve fermare ai famosissimi prodotti del Piemonte o della Toscana.  E’ bensì d’uopo conoscere altre varietà di questo tipo, come l’Aglianico, prodotto prevalentemente nelle regioni Campania, Puglia e Basilicata,  dove il clima mite e soleggiato favorisce la coltivazione del tipo di uva che porta il suo stesso nome.

La diffusione di questo tipo di vino sta avendo un aumento sempre più costante, tanto che adesso persino in Australia si stanno iniziando a coltivare lo stesso tipo di vitigni rossi grazie al clima simile. Questo vino è riconosciuto come un prodotto di qualità, ricco di zuccheri e di tannini a causa della lunga fermentazione. L’Aglianico è un vino dal colore rosso rubino con sapore di more e ciliegie, la cui miglior dote è la lunga sensazione di profumo che lascia in bocca. Come buon vino rosso si sposa perfettamente con carni rosse e formaggi.

Tra le varietà di Aglianico la prima che spicca è, senza dubbio, quella dell’Aglianico del Vulture, una zona sita in Basilicata al confine con Campania e Puglia. Grazie alla composizione lavica del sottosuolo la coltivazione di viti è una pratica molto favorevole ed è ormai una tradizione nella zona. Il nome Aglianico deriva dal greco Ellenico. Questa varietà di Aglianico è molto più corposa e densa, proprio a causa della peculiarità del terreno sottostante le viti.

Un’altra varietà importante di Aglianico è il Taurasi, prodotto principalmente nella regione Irpina, a pochi km da Avellino, nella Campania interiore. Invecchiato e fermentato per tre anni in botti di rovere, l’Aglianico Taurasi risulta meno denso e corposo di quello del Vulture, ma sviluppa aromi e profumi molto intensi e ha un colore rubino quasi granata.

Data la sua consitenza e la sua amabilità, l’Aglianico viene sorseggiato anche per accompagnare primi piatti elaborati o, addirittura, una buona pizza. Vista la provenienza del prodotto, l’incontro tra due tradizioni, l’una vinicola e l’altra alimentare, è garanzia di successo.

 Ecco i nostri consigli di Aglianico:

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Di Majo Norante Ramitello 2009, coor rubino intenso

 

 

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Montevetrano 2008, corposo e concentrato

Il colore del vino

 TAGS:Quando si comincia a degustare un vino, la prima cosa che si tiene in considerazione è il suo colore, la parvenza, l?impressione visiva. Per poterne apprezzare la colorazione nel miglior modo possibile si dovrebbe annalizzarlo con la luce naturale perchè quella artificiale potrebbe essere abbastanza ingannevole. Sicuramente per molti la luce delle candele, su uno sfondo bianco, può essere utile per riconoscere le tonalità ma nel caso dei vini rossi e bianchi, è la luce del sole a poterci permettere di analizzare perfettamente tutte le varie sfumature.

I cambiamenti del colore del vino sono dovuti a vari fattori, come ad esempio il vitigno da cui proviene, il modo in cui è stato lavorato il vino, il periodo in cui la buccia è rimasta nel mosto, se è stato collocato in botti di legno o meno, l?età ed il modo in cui è stato conservato.

L?assortimento di colori è solitamente molto più ampio nei rossi che non nei bianchi, in quanto i colori dei primi possono variare dal porpora intenso a toni più castani, granata o violacei, passando per una vastissima gamma di sfumature: cremisi, vermiglio, rubino, ruggine, mattone, etc. Ogni qualvolta si parla di queste tonalità c?è da dire che se ne discute sempre molto a riguardo in quanto non esiste una tavola di colori fissa che faccia da referente e che permetta di individuare con esattezza il colore del vino, tranne in alcune eccezioni come nel caso del rosso rubino e del mattone.

Sono i pigmenti delle antocianine a dare il colore rosso al vino, presenti nella buccia dell?uva rossa ed estratti dall?alcol. Il colore sarà più o meno intenso in base al tempo in cui la buccia rimarrà a contatto col mosto. Quando il vino è giovane, il rosso può accostarsi di più all?arancio el col passare del tempo avvicinarsi sempre di più al castano o al mattone.

Riguardo ai vini bianchi, le tonalità sono molte di meno e sembra che i vini bianchi odierni stiano man mano diventando sempre più chiari e pallidi, persino con un certo livello di trasparenza per cui, tempi addietro, sarebbero stati considerati troppo acquosi. Quei vini che venivano definiti ?dorati? ormai non si vedono più da nessuna parte, e per fortuna, perchè sono considerati di scarsa qualità; questa tonalità, infatti, è dovuta ad un eccesso di ossigeno e quindi ad un qualche difetto durante il processo di elaborazione. Un?altra delle caratteristiche che ormai non si ritrova più nei vini bianchi è l?intorbidimento che è stato totalmente eliminato grazie alle moderne tecniche di filtraggio. C?è però da aggiungere che esistono alcune varietà di vino bianco, come lo Sherry o la manzanilla, che possono avere delle sfumature dorate che non sono tuttavia dovute ad un errore durante il processo di elaborazione.