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Come e quali vini vogliono bere i giovani?

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Movimiento Vino D.O., è una iniziativa promossa dalla Conferencia Española de Consejos Reguladores Vitivinícolas (CECRV), che ha lo scopo di promuovere i valori del vino di Denominazione di Origine presso il pubblico giovanile. Per questo, ha condotto un’inchiesta sulle reti sociali, alla quale hanno partecipato circa 1.000 persone con l’obiettivo di raccogliere informazioni sulle preferenze e le tendenze presente nella cultura del vino tra i giovani. Cinque principali concluzioni sono state estratte :

1. La qualità innanzitutto

Attualmente, il più importante per i giovani è la qualità di quello consumano. L’affermano il 93% degli intervistati, mentre il secondo fattore più importante, secondo il 74% dei partecipanti, è che il vino abbia una Denominazione di Origine. Il prezzo arriva in terzo luogo e la marca è solo un fattore importante per il 16%.

2. Denominazione di Origine

Come evidenziato al punto precedente, è una caratteristica fondamentale (47%) che i giovani prendono in considerazione quando scelgono un vino. Altro 49% lo tiene sempre conto quando consuma vino.

3. Vino rosso : la scelta prediletta

Ad essere il re dei re tra i vini, il rosso è la scelta preferita dei consumatori contemporanei. Benché bevono anche vini di altro tipo, il “rosso” è in testa nella corsa delle preferenze, seguito del bianco, dei spumanti, dei rosé ed altri ancora come i vini sottili di liquore o dolci.

4. Bere vino e divertirsi 

La principale ragione per la quale si beve vino tra giovani è per goderlo con amici, per il 74%, e in coppia per il 71%. Senza dubbio, i migliori momenti si godono più e meglio con un bicchiere di vino.

 

 TAGS:Feudi Di San Marzano Sessantanni Primitivo Di Manduria 2013Feudi Di San Marzano Sessantanni Primitivo Di Manduria 2013

Feudi Di San Marzano Sessantanni Primitivo Di Manduria 2013

 

 

 TAGS:Vigneti Di Ettore Valpolicella Ripasso Classico Superiore 2014Vigneti Di Ettore Valpolicella Ripasso Classico Superiore 2014

Vigneti Di Ettore Valpolicella Ripasso Classico Superiore 2014

La provincia spagnola di Lleida : una terra di vino

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Situata in Spagna, nell’ovest della regione Catalogna, Lleida è una delle provincie con più agricultura del paese. Infatti, la provincia è una grande produttrice di vino. Suoi vigneti sono importanti e beneficiano della Denominazione di Origine Costers del Segre, dando luogo a vini interessanti.

Le zone di produzione sono Segrià, Raimat, Artesa de Segre, Urgell, Pallars, Valls del Riu Corb e Les Garrigues. Grandi superfici in cui la frutta come la pera, la mela o la pesca si mescolano con le vigne e le cantine, e dove si può scoprire non solo il vino, ma anche l’area, il terroir. Ciascuna zona vinicola è formata da paesini con lunga storia, con tradizioni contadine dove l’industria e il settore terziario occupano la seconda posizione.

Questa zona d’occidente, è stata colpita dalla fillossera. Le varietà distrutte dall’insetto sono state le seguenti : Pinós, Samsó, Sumoll e Garnacha.

Monastrell, Macabeo, Trepat, Garnacha e Sumoll sono state innestate in ceppi americani e qualche varietà francese sono anche state importate, come il Cabernet Sauvignon.

I vini che s’incontrano nella provincia di Lleida sono elaborati seguito il metodo tradizionale con una seconda fermentazione in bottiglia, per una durata di 9 mesi d’invecchiamento.

Le cantine della provincia 

Per conoscere bene questa zona e i vini prodotti, dobbiamo individuare la cantina Raimat, una delle più famose, ed anche al livello mondiale. È una cantina familiare, dotata di più di 2.000 ettari di terreno e la totalità della sua produzione è certificata viticoltura sostenibile.

Nella regione di Les Guarriges, si trova la cantina Vinya els Vilars, situata nel comune d’Arbeca. L’azienda deve il suo nome alla fortezza iberica di Els Vilars, degli imponenti resti archeologici, del 750 a.C.. Inoltre, in quest’ area, non c’è solo vino, c’è anche un’importante produzione d’olio : l’olio DO Guarrigues.   

Inifine, nel comune di Verdú, ci sono anche importanti cantine come la Casa Pardet, il Cellar Cercavins e il Celler Mas de Móra.

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Vilosell 2013

 

 

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Thalarn 2013

Che vino bere con il formaggio?

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Gli abbinamenti di vino e formaggio stanno diventando molto popolari. Permettono di sposare sapori tra vini -preferibilmente bianchi, ma anche con alcuni tipi di vini rossi giovani- e formaggi.

Adesso, i formaggi di qualità superiore sono abbinati con vini rinomati. E di solito, ciò viene fatto con l’aiuto di esperti, come un sommelier o un degustatore professionista.

Formaggi e vini per tutti i gusti

In questo caso, facendo omaggio ai formaggi svizzeri, il sommelier e partner di Bulli Foundation, Ferran Centelles, propone degli abbinamenti molto speciali. Ad esempio, il formaggio Gruyère si può prendere con una birra bianca belga, perché è morbida, mentre il formaggio Emmentaler, è consigliato mangiarlo con un Chardonnay classico.

Ferran Centelles consiglia di abbinare il formaggio Etivaz con un Sauvignon del Jura, per avere una migliore profondità di sapori. Il formaggio Sbrinz si può combinare alla perfezione con un vino dolce del Piemonte.

Per i formaggi francesi, come il Brie, ci sono esperti che consigliano di prenderlo con un vino rosso, come il Pinot noir o uno di Alsazia, con rossi fruttati od altri rossi più giovani. Ed il Roquefort ? Un fomaggio forte e azzurro come il Roquefort avrà bisogno di essere contrastato per ammorbidirlo. Quindi vanno bene i vini come l’Oporto, il Jerez, i vini dolci. 

Il Gorgonzola italiano offre anche questo tipo di sapore forte. In questo caso, sceglieremo un vino piuttosto secco, dolce e di tipo Marsala.

I formaggi olandesi sono popolari per il formaggio sferico. Ma ci sono anche altri come l’Edam ed il Gouda. Per questi formaggi sono consigliati i vini rossi fruttati, alcuni bianchi rinfrescanti e rosati. Enjoy!

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Piemonte Brachetto 2014

 

 

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Moscato D’Asti la Spinetta

Quali vini bere per il pranzo di Natale?

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Natale si avvicina e come ogni anno arriva il momento di scegliere un menù ma anche i vini che accompagneranno il pranzo del 25 dicembre.

A meno di un mese dalla festa tradizionale, vi proponiamo di aiutarvi nella scelta del vino e vi diremo anche come abbinarlo in funzione del tipo di pasto.

Il brindisi e l’antipasto

ll brindisi può essere il primo passo per cominciare i festeggiamenti : ecco perchè non si deve sbagliare. Per brindare, i vini spumanti come un Champagne, un Prosseco oppure un Franciacorta, sono spesso raccomandati, perché le bollicine preparano il palato per il prosieguo del pranzo. Con questi tipi di vini, si possono prendere antipasti di verdure o formaggi freschi.

Primi e secondi piatti 

Nelle regioni del nord dell’ Italia, si cucinano generalmente i tortellini in brodo per il pranzo di Natale. Con questo pasto è consigliato di bere un vino rosso come un Lambrusco, che proviene dallo stesso territorio.

Per i piatti a base di carne, di selvaggina o con gli arrosti si possono abbinare vini rossi come : Chianti, Nebbiolo, Barbera, Nero D’Avola, Primitivo di Manduria.

Invece nelle regioni del sud, è più comune di mangiare del pesce. Con i piatti a base di pesce si abbinano perfettamente i vini bianchi di tipo Vermentino, oppure vini come un Fiano di Avellino, un Verdicchio dei Castelli di Jesi od un Traminer.

I dolci : pandoro e panettone

In Italia il pandoro (originiario da Verone) ed il panettone (originiario da Milano) sono essenziali per un pranzo di Natale riuscito, e questo, al sud come al nord del paese. Con questi dolci se beve generalmente un Moscato oppure un Passito di pantelleria.

Buon appetito e buone feste !

 

 

 

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Tenuta Ulisse Montepulciano D’Abruzzo 2014

 

 

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Noto Nero d’Avola Santa Cecilia 2011

Bottiglie di vino che valgono un anno di paga

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Qualche settimana fa, all’inizio del mese di settembre, c’è stata in Hong Kong un’asta di poco più di duemila bottiglie antiche di vini di Borgogna, appartenente alla rinomata Maison Bouchard Père et Fils. Tra queste bottiglie, due in particolare hanno richiamato molto l’attenzione, in quanto sono state vendute a prezzi realmente esorbitanti.

La prima era una bottiglia di Meursault Charmes, 1846, bianco, una delle 16 bottiglie del 19º secolo che hanno messo all’asta. Questa è stata acquistata a 134,750 dollari di Hong Kong, che equivale a circa 15.562€, superando pertanto il suo valore stimato a 80,000 HK$. L’acquirente, per un semplice motivo, ha scelto di restare anonimo dopo aver vinto l’asta che si è svolta nella sede di Christie’s. Il vino era considerato come il più antico della collezione Bouchard, descritto come un vino “di un colore giallo dorato pallido”.

Le seconda bottiglia, che ha anche suscitato molte discussioni è stata una bottiglia del 1865, la quale ha raggiunto i 196,000 HK$ (22.636€), quindi più di tre volte il suo valore stimato di 60,000 HK$.

Tim Triptee, il direttore del dipartimento di vini presso Christie’s si è detto molto soddisfatto dei risultati raggiunti nell’asta :“Le bottiglie antiche di Borgogna sono così rari, i grandi risultati che questa asta ha presentato mostrano bene il fatto che quei vini continuano a essere perseguitati dai collezionisti in quest’area.”

Inoltre, Gilles de Larouzière, presidente del gruppo Henriot, che sta proprietario della Maison Bouchard, ha confirmato che l’asta si è tenuta in questa città del sud della China dovuto al grande entusiasmo esistente per i vini francesi.

La Maison Bouchard P & F è stata acquisita per la famiglia Henriot 21 anni fa. Tuttavia, è stata fondata nel 1731 e detiene una delle colezioni di bottiglie di vino antiche più estese, superando le 150 mila unità.

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Sassicaia 2012

 

 

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Sassicaia 2010

3 cose a prendere in considerazione per bere vino in aereo

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La maggior parte di noi ha già viaggiato in aereo. E farlo senza godere di un bicchiere di vino può rendere il tuo viaggio più faticoso e meno divertente. Per fortuna, esiste persone come Andrea Robinson, una delle 23 donne che hanno un Master Sommelier nel mondo, chi, con sua esperienza, ci raccomanda i migliori vini mentre siamo in volo.

1. Badare alla temperatura

È una cosa basica e molto importante quando si serve vino. Generalmente, c’è la concezione che l’ideale è di servire la bevanda a temperatura ambiente. Tuttavia, questo paradigma non funziona in areo. Nel cielo, dovuto alla pressione e ad altri aspetti, le papille gustative possono essere influenzate e, quindi, il godimento del vino. Chiedi sempre che ti diano un vino che è stato refrigerato e così non ci sarà alcun problema.

 2. Tenere a mente l’acidità 

“La bassa pressione nell’aria disabilita il tuo senso per sentire i sapori e, a sua volta, la secchezza, impediscono che tu senta questi sapori e anche la consistenza” affirma Andrea Robinson. Per questi motivi, in altitudine, è meglio di scegliere un vino più dolce piuttosto che uno molto forte o acido, perché in queste circostanze, questi vini tendono ad avere un sapore molto più amaro ed agro del solito.

3. La preparazione del piatto anche è importante

Altro concetto sbagliato che tipicamente credono i bevitori di vino è che la carne rossa si deve abbinare col vino rosso mentre la carne bianca col vino bianco. Anche se c’è un fondo di verità, è molto più importante prestare attenzione a come è preparato il piatto che vai a deliziare. Per esempio, se è un piatto di pollo al limone, un vino bianco non sarebbe male, invece, se questo stesso tipo di carne si serve con legumi o funghi, allora un vino rosso sarà la megliore opzione. Tutto riguarda la consistenza, le salse ed i contorni, no è solo concentrarsi sulla “proteina” di cui è fatto il piatto.

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Ca’ del Bosco Cuvée Prestige Franciacorta

 

 

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Cà del Bosco Cuvée Prestige Brut

Come fare una dieta con il vino?

 TAGS:undefinedSe siete a dieta ma amanti del vino, siete fortunati. Sai che ci sono diete vino per perdere peso?  Prendete nota!

Vino e prosciutto

Due squisiti prodotti possono far sì che non aumentiamo di peso. Sembra impossibile, ma l’Istituto Europeo di Medicina di obesità, l’IMEO, ha messo a punto una dieta gastronomia che incude niente di meno che il vino rosso e il prosciutto crudo.

Con questa dieta si possono perdere tra i 4 ei 6 chili circa al mese, a condizione che i prodotti siano consumati con moderazione. I responsabili di questa dieta aggiungono che il prosciutto fornisce ferro e vitamine del gruppo B, ed è a basso contenuto di grassi saturi, mentre è ad alto contenuto di acidi grassi monoinsaturi come l’acido oleico.

La dieta unisce il vino e prosciutto che può essere sostituito con altri ingredienti nutrienti come il pesce e le verdure.

Vino e cioccolato

Due prodotti eccellenti le cui combinazioni risultano abbinamenti perfetti. Questa dieta, che abbina vino e cioccolato, è stata proposta dal professor Tim Spector del King College di Londra, che afferma che alcune delle migliori opzioni per attivare il movimento intestinale e promuovere la replicazione dei batteri intestinali sani che aiutano a perdere peso sono formaggio, vino e cioccolato.

Inoltre, l’insegnante indicache più è vario il cibo che mangiamo, più microbi introdurremo nel nostro corpo e nel sistema digestivo, arrivando dunque ad essere più sani e in grado di bruciare i grassi.

Vino e uova

Sembra che il vino combinato con altri ingredienti è fantastico per l’organismo.Le uova sono il modo più semplice per mantenere un basso consumo energetico mentre si ottiene un elevato apporto di proteine. Con questa dieta si assimilano più proteine e meno carboidrati ed è perfetta per perdere peso senza rinunciare al vino.

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Miraval Rosé 2015

 

 

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Di Ubaldo Pecorino d Abruzzo Paré Diubaldo 2014

Come abbinare il vino con la frutta e non sbagliare

 TAGS:undefinedSe sei un amante del vino come tutti noi, sicuramente ti piace berlo accompagnato da qualche stuzzichino o dai tuoi piatti preferiti. E siccome in questi giorni fa molto caldo, abbiamo pensato di proporti abbinamenti di frutta e vino, combinazione che, oltre ad essere buona, è anche rinfrescante.

In generale, qualsiasi vino leggero, dolce e fruttato è buono per accompagnare la tua frutta preferita. È inoltre consigliabile provare combinazioni e abbinamenti con vini rosati e/o vini spumanti, poiché daranno ai vostri pasti quel tocco speciale e delizioso che state cercando.

Raccomandazioni speciali

Il mango è senza dubbio uno tra i frutti più buoni che la madre terra ci ha potuto regalare. È inoltre molto alla moda e, soprattutto in estate, viene usato in molti dolci o insalate di stagione. Per la sua affinità con gli agrumi, un buon Riesling è l’opzione migliore per accompagnare gli alimenti a base di mango. Oppure puoi optare per un più maturo Sauvignon Blanc con note di agrumi. Però, se stai mangiando qualcosa dal sapore più forte di un dessert o di un’insalata, come ad esempio pollo o pesce con crema di mango, un buon Chardonnay dolce sarà la scelta migliore. 

Se invece hai intenzione di mangiare pesche, fragole o arance dovresti scegliere un rinfrescante vino rosso fruttato, e il migliore fra tutti è il Pinot Noir. Di fatto, un dessert molto buono e comune nella cucina mediterranea è la pesca inzuppata nel vino, uno straordinario mix che sicuramente avrai già provato.

Insalate e moscato

Per ultimo, ma da non dimenticare, un buon moscato dolce può abbinarsi molto bene con le tue insalatone estive. Anche se questi vini provengono per la maggior parte da zone più calde e in generale sono più forti, scoprirai che si accompagnano molto bene alla frutta. E non dovrai nemmeno spendere molti soldi: sia i vini moscato spagnoli che quelli preparati nel sud della Francia sono a buon prezzo e ti faranno gustare di più le tue insalate estive.

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Moscato Petalo Bottega: un vino bianco de la DO Vini senza denominazione (Italia) che contiene una selezione di moscato. 

 

 

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Paolo Berutti Azienda Agicola Moscato D’Asti Paolo Berutti 2013: un vino dolce con DO Moscato d’Asti con acini di moscato dell’annata 2013. 

Fare vino come nella Roma antica

 TAGS:undefinedImmaginate di essere in grado di assaggiare il vino che hanno bevuto gli abitanti dell’antico impero romano? Per far diventare questo sogno realtà si possono visitare i resti dei magazzini dove questi vini sono stati prodotti in origine, dove le anfore di argilla utilizzate all’epoca per immagazzinare e trasportare tutti i tipi di merci, svolgono un ruolo chiave .

Un produttore di un paese vicino a Portland, in Oregon (USA), ha iniziato ad organizzare le prime spedizioni di un vino prodotto seguendo le stesse tecniche impiegate dai romani più di 2000 anni fa. Un insegnante di ceramica di nome Andrew Beckham, insieme alla moglie Annedria sono riusciti a coltivare alcuni ceppi di Chardonnay e Pinot Nero e, seguendo la guida del vinaio italiana Elisabetta Foradori, si sono messi a lavorare per vincere questa sfida curiosa.

Beckam ha riprodotto le anfore originali sulla base dei disegni di contenitori romani, vasi spagnoli e “qvevri” georgiani, e ha scoperto che la loro forma influisce sulle caratteristiche finali del vino. La porosità dell’argilla aumenta l’esposizione all’ossigeno del vino durante l’invecchiamento, lo sviluppo di tannini più morbidi ed esalta gli aromi di frutta secca, cioccolato e frutta cotta. Il produttore sostiene che consente di ottenere gli stessi risultati in metà del tempo rispetto a quello necessario per ottenerli con le botti di rovere utilizzate per l’invecchiamento.

Attualmente il vino viene fatto fermentare in anfore e invecchiato nel legno, ognuno con le sue caratteristiche particolari e grandi potenzialità, soprattutto per coloro che amano i vini fruttati e dai sapori delicati, pieni di diverse tonalità. Il clou è, naturalmente, che le anfore sono fatte esclusivamente in argilla, con un bel colore rosso rubino, con aromi di prugna, mora, cioccolato, cannella, un vero e proprio vino nuovo negli ultimi secoli che, a sorpresa, è molto piacevole da bere.

 TAGS:Varvaglione Papale Linea Oro Primitivo Di Manduria 2013Varvaglione Papale Linea Oro Primitivo Di Manduria 2013

Varvaglione Papale Linea Oro Primitivo Di Manduria 2013: un vino rosso della DO Puglia a base di una selezione di primitivo di 2013 e il cui grado alcolico è di 14º.

 

 

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Vaporetto Prosecco: un vino spumante delle cantine Bisol con DO Veneto a base di prosecco.

 

 

Vino andato a male? Puoi ancora utilizzarlo!

 TAGS:undefinedSe il vino è andato a male e non è più bevibile, si può tuttavia sfruttare in diversi modi. Non buttarlo!

Uno dei migliori modi per utilizzarlo è in cucina. Sebbene non lo verseremo in un calice per berlo, si può usare nella preparazione di piatti da cucina e dare così un tocco di sapore alla carne o al pesce, cucinati al forno o in padella. Spezie, agrumi e un sorso di vino … piatti squisiti!

Si dice sempre che il vino è un perfetto antiossidante per la pelle. La rinnova, le dona più brillantezza e setosità e viene utilizzato come trattamento in centri di bellezza e nelle spa. Per questo motivo consigliamo di sfruttare il vino che non è più buono da bere per farvi una maschera fai da te, insieme ad altri ingredienti che vi restituiscano una pelle soave e brillante.

In cucina, il vino andato a male può essere sfruttato in altri modi. Oltre che per cucinare, lo si può usare per lavare frutta e verdura, poiché l’alcol dissolve le impurità e uccide quei microorganismi che si trovano in determinati alimenti.

Se state cercando un rimedio per lavare i vetri di casa, il vino che non è più buono è quello che fa per voi. In particolare il vino bianco, quello che si sta inacidendo, per la pulizia dei vetri delle vostre stanze. Rimarranno scintillanti!

Il vino che non è più buono da bere serve anche per fare l’aceto. Avremo così un condimento in più in casa. È sufficiente versare il vino avanzato in un recipiente e lasciarlo macerare affinchè si possa inacetire. Questo aceto sarà sempre di qualità superiore rispetto a quello che si compra nei supermercati e darà un sapore diverso ai vostri piatti. 

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Canei Bianco: un vino bianco elaborato in DO Vini senza denominazione (Italia) a partire dalle varietà moscatell e la cui gradazione alcolica è di 8.5º

 

 

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Foss Marai Surfiner Cuvee Brut: un vino spumante con DO Veneto a base di acini di sauvignon, prosecco e chardonnay e possiede un grado alcolico di 12º.