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Un vino per ogni crocchetta

 TAGS:undefinedNon ci sono dubbi sul fatto che la crocchetta occupi un posto speciale nella cucina spagnola. Croccante all’esterno e cremosa all’interno, non c’è palato che possa resistere a questa delizia. Se questo non bastesse, si tratta di un piatto molto versatile che offre la possibilità di inserire come ripieno farciture diverse come prosciutto, merluzzo, pollo, formaggio, funghi e quasi qualsiasi ingrediente che si possa pensare. Di fronte a così tante possibilità di sapori, su Uvinum abbiamo deciso di scrivere una guida in modo da poter scegliere il vino più adatto per accompagnare ogni crocchetta, creando combinazioni che esalteranno il sapore di entrambi e rendendo ogni tapas un’indimenticabile esperienza.

  • Crocchette di merluzzo

Le crocchette di merluzzo sono semplicemente un’esplosione di sapori. Per coloro che cercano di potenziare ed evidenziare le loro qualità, è meglio accompagnarle con un bicchiere di vino bianco secco giovane. Oltre ad essere vini che di solito presentiamo servendo piatti di pesce al nostro tavolo, si tratta di due opzioni che completano le note sapide dal merluzzo, evidenziando così la personalità di questa tapas.

  • Crocchette di pollo

Probabilmente una delle farciture più comuni nelle case e una delle nostre opzioni preferite. L’idea migliore per accompagnarli sono i vini fruttati e aromatici, preferibilmente bianchi o rosati. Tra le uve raccomandate, menzoniamo specialmente Chardonnay e Cannonau.

  • Crocchette di prosciutto

Le crocchette di prosciutto sono un classico. Una delizia con un carattere iberico al 100%. Il suo sapore è forte, quindi è raccomandato un vino rosso intenso  che sia all’altezza della pietanza senza provocare una saturazione di sapori. Uve come la cannonau o la sangiovese, per coloro che preferiscono provare varietà meno conosciute, sono opzioni eccellenti per una combinazione più che piacevole. Speriamo che i nostri lettori sappiano approfittare di questi suggerimenti durante la loro prossima visita al loro fidato bar di tapas o nel comfort di casa, per coloro che sono più abituati a cucinare. Il tutto per godere di più di questa coppia perfetta: vino e crocchette, una combinazione indissolubile.

 

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Barone Ricasoli Chianti Classico Brolio 2014

 

 

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Fontodi Chianti Classico 2014

Terre di vino – Setúbal, Alentejo e Algarve

 TAGS:undefinedA sud del Portogallo, le terre delle piantagioni di vigne sono aree vaste, non pianeggianti e coperte da vitigni diversi. Dalla penisola di Setúbal, percorrendo circa 20 mila ettari di vigneti coltivati nell’Alentejo, fino a raggiungere l’Algarve, con le sue tremila ore di sole annuali.

Nell’ Alentejo c’è una grande diversità di terreni e, di conseguenza, di tipi di uva. Le varietà rosse più tradizionali, come la Trincadeira, Touriga Nacionale, Afrocheiro e Castelão (anche chiamata Periquita) condividono il territorio con i vitigni di uva bianca: Antão Vaz, Arinto e Fernão Pires e alcune varietà importate, con ottimi risultati sul suolo portoghese, in particolare Cabernet Sauvignon e Syrah. I vini dell’Alentejo, rossi, bianchi e rosati, sono normalmente vini con corpo, morbidi e abbastanza aromatici.

Si dice che il patrimonio dell’Alentejo sia basato su due varietà, l’Alicante Bouschet e l’Antão Vaz. Il primo è anche noto come “inchiostro da scrittura“, per il colore intenso dei suoi vini, molto apprezzati per gli aromi di frutti di bosco, cacao e note vegetali.
L’origine dell’uva Antão Vaz è sconosciuta, ma effettivamente questa varietà è indispensabile per i grandi vini bianchi dell’Alentejo ed è ampiamente coltivata, principalmente nelle zone di Évora e Vidigueira.

Con queste uve si realizzano vini strutturati, con aroma di frutti tropicali maturi e, anche se a volte presentano scarsa acidità, funzionano meravigliosamente quando si mescolano con varietà di Arinto (con alta acidità) e Roupeiro (noto anche come Siria).

Il percorso enogastronomico della penisola di Setúbal passa attraverso due denominazioni di origine; Setúbal e Palmela, la seconda è stata scelta come Città Europea del Vino nel 2012 e qui si trova la Casa Mãe della Strada del Vino, una vecchia cantina trasformata in un centro di informazioni per l’enoturismo.

Il grande tesoro di Setúbal è il suo vino Moscatel, invecchiato in botti di rovere per almeno un anno e mezzo.

Il vitigno bianco, che cresce sulle pendici della Sierra de Arrábida e quello nero, Moscatel Roxo (viola) chiamato anche Gallego Roxo, sono i responsabili della fama del vino generoso (fortificato). Il Moscatel Roxo è meno conosciuto, ha una produzione limitata ed è molto aromatico; gli esperti dicono che i suoi sapori sono molto più complessi di quelli offerti dalla sua sorella, la varietà Moscatel bianca, utilizzata anche nella preparazione di ottimi vini da tavola. TAGS:undefined

Negli anni ’70, alcuni dei produttori della Costa Azzurra portoghese hanno introdotto vitigni come il Cabernet Sauvignon, Syrah, Merlot, Chardonnay, Cabernet Blanc, Pinot Nero e Pinot Bianco.

Uno di loro, la Casa Ermelinda Freitas, si distingue per essere una società creata negli anni ’20, gestita da donne fino ad oggi. I suoi vini godono di un’ottima reputazione e dei 240 ettari di vigneto, 160 sono occupati dal vitigno Periquita.

Venâncio Costa Lima, è un’altra cantina considerata punto di riferimento nella produzione di vini in Setúbal.

La cantina, Quinta do Anjo, si trova nella regione di Palmela e vanta la quarta generazione dedicata alla produzione di Moscatel e vino da tavola, bianco e rosso, con denominazione di origine. Ha vinto il premio assegnato dal Muscats du Monde 2011, che riconosce questa cantina come la produttrice del miglior moscato al mondo, che non è poco …

Più a sud, ci sono vigneti protetti dalla Serra de Monchique e quattro denominazioni di origine controllata. I terreni aridi e il clima dell’Algarve permettono lo sviluppo ottimale dei vitigni tradizionali come Castelao, Negra Mole, Arinto e Siria e altre varietà nazionali come Touriga Nacionale e Verdelho.

vini rossi dell’Algarve hanno un colore rubino nei primi anni e si scuriscono con l’età, emanano aromi di frutta e sono vellutati al gusto. I bianchi sono morbidi e di solito color paglia.

Le acquaviti di corbezzolo e di erbe (finocchio e anice stellato) e i liquori di frutta e miele si sposano incredibilmente bene con la cucina dell’Algarve, sia con la zuppa di lepre che con i dessert di mandorle, fichi e miele.

I nostri consigli:

Le possibilità sono enormi … Per questo motivo, il nostro suggerimento di oggi è quello di cercare in Uvinum e scoprire i migliori vini al miglior prezzo.

Fatti guidare dal tuo intuito e raccontaci i risultati.

Esistono poche cose buone come trovare tesori senza una mappa … Detto questo, ti lasciamo alcune raccomandazioni.

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João Clara Branco 2016

 

 

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Pêra Grave 2013

Il vino stimola il desiderio

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Il vino è una bevanda fantastica, perfetta per accompagnare qualsiasi tipo di pasti. Consumato con moderazione, è addirittura benefico per la salute e stimola la libidine.

Da sempre, vino e feste vanno di pari passo. Da Bacco -dio del vino, della vendemmia e del suo culto- a Louis XIV, all’epoca del banchetto di Dio o alla tavola dei re : il vino accompagna le festività.

Il vino inibisce

Numerosi esperti e specialisti (scrittori, psichiatri, sessuologhi…) si sono dedicati alla questione. Ne risulta che il vino è un afrodisiaco ed una bevanda che inibisce. Il vino, ed in generale l’alcol, favorisce quindi le relazioni interpersonali mettendo da parte la timidezza ed aiutando a flirtare.

Secondo uno studio italiano del 2009, condotto dal dott. Mondaini ed effettuato su un campione di 798 donne tra i 18 e i 50 anni, il vino rosso aumenta il desiderio sessuale delle donne. I componenti del vino rosso, come i polifenoli, migliorano le funzioni sessuali aumentando il flusso sanguigno nelle zone erogene della donna. Il vino rosso è un recettore estrogenico e gli estrogeni sono i componenti principali dal desiderio feminile. Va altresì sottolineato che il vino rosso ha anche un effetto sulla libidine degli uomini. 

Ed il champagne o il prosecco ?

Per molti, il champagne oppure il prosecco si associano al glamour, alla sensualità e sono anche degli afrodisiaci. Già all’epoca, Louis XV aveva capito che queste bevande con bollicine, ed in questo caso, il champagne spingeva all’audacia e quindi ne serviva a l’intera Corte, specialmente alle donne. Madame de Pompadour affermava che le piaceva il champagne perché “solo il champagne lascia le donne belle dopo bere.”

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Moët & Chandon Ice Impérial

 

 

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Moet & Chandon Ice Rosé Impérial

Che cos’è un vitigno?

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Il campo vinicolo è complesso ed il voccabolario usato in questo settore è anche complicato. Però che cos’è un vitigno? Pocche persone interrogate sanno rispondere a questa domanda. Ecco alcune spiegazioni.

Definizione del vitigno 

Il vitigno è la varietà dell’uva. Come per le mele ed i pomodori, esistono diverse varietà, di cui i gusti e le caratteristiche sono differenti. Necessitano anche delle attenzioni e delle esigenze differenti.

Ci sono dei vitigni bianchi e dei vitigni rossi. Si riscontrano migliaia di tipi diversi di vitigni nel mondo, ma l’80% della produzione mondiale è realizzata a partire da una ventina. I più famosi sono il Chardonnay ed il Sauvignon bianco per i vini bianchi ed il Pinot noir, il Cabernet franc, il Cabernet sauvignon, il Merlot, il Syrah ed il Grenache per i vini rossi.

Per consentire l’evoluzione di una varietà d’uva o di un vitigno, alcuni elementi devono essere presi in considerazione. Tutti i vitigni non si adattano proprio bene ad ogni tipo di suolo. Poi, c’è il clima. Tutte le variazioni climatiche che esistono tra le regioni o i paesi non sono adatti a tutti i vitigni. E così via: la lista è lunga. Tutti questi elementi influiscono sul gusto del vino, anche se non sono gli unici.

Differenza tra vino di assemblaggio e monovitigno 

Un vino monovitigno è un vino elaborato a partire da un unico vitigno. Molti vini monovitigni sono prodotti in Borgogna. I vini rossi sono prodotti a partire da Pinot noir ed i vini bianchi a partire da Chardonnay. Nonostante tutto, tutti i vini non sono similari. Il terroir, l’orientazione di ciascuna parcella, l’effetto annata, il lavoro del viticoltore nelle sue viti e nella sua cantina dà sempre un vino diverso. I vini d’America e Oceania (Stati-Uniti, Argentina, Australia, Cile, Nuova Zelanda, Africa del Sud) hanno contribuito in modo rilevante a rendere questi vitigni di moda. Ciascuno vitigno corrisponde ad un gusto in particolare.

In Francia, per esempio, la tradizione è piuttosto di fare vini di assemblaggio, come nella regione di Bordeaux. Sono vini elaborati a partire da parecchie varietà di uve. Il viticoltore cerca di armonizzare e di equilibrare al meglio i vini. È una tapa molto importante per i viticoltori. Si tratta di mescolare diversi tini della stessa annata, da parcelle e vitigni diversi. Ciascuna varietà di uva è dotata di una qualità diversa ed una volta i vitigni assemblati, il vino è più equilibrato ed armonioso. Qualche varietà portano della leggerezza, altri della potenza e della struttura, altri dell’acidità e della freschezza. Nonostante, i viticoltori non possono fare gli assemblaggi che vogliono e come lo vogliono. Tutto ciò è regolato dalle DOC. I Champagne sono un caso a parte e non utilizzano questo sistema.

La ricerca della perfezione può portare i viticoltori ancora più lontano nell’arte dell’assemblaggio o del vino monovitigno. Un viticoltore può mescolare dei vini di due parcelle però dello stesso vitigno per equilibrarli. Una, perché sarà orientata al Nord, ed l’atra al Sud oppure perché sono entrambi delle parcelle con giovani viti. Potrà anche decidere di produrre un vino a partire da uve provenienti da una sola parcella con delle vecchie viti. I vitigni sono quasi sempre indicati sulle etichette. 

Quale vino scegliere?

Bisogna bere molti vini diversi per sapere i gusti che vi piacciono. Se amate i vini bianchi fruttati allora un Riesling, un Muscat oppure un Sauvignon bianco vi piacerà. Se preferite i vini più austeri, allora provate un Chardonnay. Per i vini rossi, l’invecchiamento è anche molto importante. Se un vino invecchia in barrique e non solo in un tino di acciaio inossidabile, allora sarà più potente. In questo caso, non tutto dipende del vitigno. Il Merlot è un vitigno assai pocco potente per esempio, al contrario, di solito, il Cabernet Sauvignon ed il Malbec sono potenti. I Bordeaux, i vini del Roussillon e del Languedoc sono in molti casi degli assemblaggi.

La nostra selezione:

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Miraval Rosé 2015

 

 

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Château Latour-Martillac 2011

Capire il vino spagnolo

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Specie d’indovinello con informazioni utili, l’etichetta di un vino non è sempre facile da capire. Questo è già vero per i vini italiani, quindi per vini di altri paesi, ciò è ancor più vero. Oggi, vi parliamo dei vini spagnoli e delle loro specificità.

Ecco alcune informazioni utili prima di scegliere e comprare un vino spagnolo, soprattutto se l’acquisto è online.

La denominazione d’origine

Esistono 69 denominazioni d’origine in Spagna. Le più note sono: Rioja, Ribera del Duero e Cava. Tuttavia, esistono altre DO più piccole, ricche di vini molto interessanti. Esistono anche i ” Vinos de Pagos” che sono dei vini che provengono da una parcella concreta o da un territorio alle caratteristiche particolari.

L’invecchiamento dei vini rossi

È una caratteristica dei vini rossi spagnoli: l’invecchiamento in barile è di grande importanza e permette di distinguere i vini.

Joven: un “un vino joven” è un vino giovane che rimane pocco tempo in barile o niente. È un vino che si deve consumare bastante presto, durante l’anno della sua fabbricazione. È ideale per un aperitivo.

Roble: un “vino roble”. Il termine è usato per la DO Ribera del Duero. È un vino tra il “joven” ed il “crianza”. Rimane qualche mese in barile ed alcuni mesi in bottiglia prima della sua commercializzazione. Il vino roble offre al consumatore sia il fruttato dei vini giovani che l’intensità aromatica del barile. Sono anche dei vini da consumare entro breve tempo. Facili da bere, sono perfetti con dei piatti simplici, pasta o insalate.

Crianza: un “vino crianza” corrisponde a un vino invecchiato durante almeno 24 mesi. Quindi almeno 6-12 mesi in botti di rovere ed il resto in bottiglia prima di essere immessi in commercio. Leggermente più potente di quello precedente, è meglio berlo con carne, risotti oppure formaggi.

Reserva: un “vino reserva” è un vino invecchiato al minimo 36 mesi. Cioè, almeno 12 mesi in botti di rovere ed il resto in bottiglia prima della sua commercializzazione. Questi vini possono conservarsi qualche anno senza problema se la temperatura di conservazione è corretta. Abbinato con una costata d’agnello un vino reserva sarà fantastico.

Gran reserva: un “vino gran reserva” è un vino invecchiato al minimo 60 mesi. Quindi rimanerà almeno 18 mesi in barile e 42 mesi in bottiglia prima della sua commercializzazione. Meglio aspettare prima di bere questi vini da selezione (“vins de garde”): gli aromi apportati dal barile si integrano al vino. Si abbina perfettamente con carne e selvaggina.

Nostra selezione di vini rossi spagnoli:

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Marqués de Riscal Reserva 2012

 

 

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Viña Ardanza Reserva 2007

Quali vini servire con un piatto di formaggi ?

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In molti casi, ci sbagliamo e non scegliamo il buon vino con il formaggio. Pensiamo ad un vino rosso potente perchè i formaggi sono odorigeni. Però è un errore. Infatto, in numerosi casi, sono i vini bianchi che accompagnano meglio un piatto di formaggi.

Quali vini e con quali formaggi?

Con i formaggi di capra (Crottin, Brousse) si deve scegliere un vino bianco secco come un Sancerre, un Muscadet, un Chablis, un Sauvignon blanc de Bordeaux oppure un Chenin.

Con i formaggi a pasta cotta (Comté, Beaufort, Gruyère), il meglio è di servire un vino giallo o un vino bianco del Jura. Ma è anche possibile di prendere un chardonnay di Borgogna.

I formaggi a pasta molle (Époisses, Munster, Maroilles, Pont-l’Évêque): sono formaggi potenti ed aromatici che richiedono vini aromatici di carattere. Un Gewurztraminer, un Muscat, un Pinot Blanc di Alsazia, un chardonnay legnoso oppure un Viognier du Rhône.

Con i formaggi a pasta fiorita (Camembert, Brie, Saint-Nectaire) gli appassionati di vini rossi saranno felici. Con questi ultimi alcuni vini rossi come il Beaujolais, il Gamay d’Anjou oppure il Pinot Noir si accordano perfettamente. Nonostante, i vini bianchi elaborati a partire da Sauvignon Blanc come il Sancerre o il Pinot Blanc vadano anche bene.

I formaggi a pasta erborinata (Roquefort, Fourme d’Ambert), normalmente, sono formaggi che i sommelier abbinano con dei vini liquorosi come un Sauternes, un Coteaux-du-Layon, un Montbazillac. Ma si abbinano anche molto bene con dei vini come il Maury, il Rivesaltes ed il Porto.

Quale vino con un piatto di formaggi vario?

Il più comodo è di aprire un vino bianco non troppo potente ma un po’ aromatico come un chardonnay di Bourgogne o un sauvignon bianco della Loire. Se preferite un vino rosso, scegliete piuttosto un Pinot noir di Bourgogne, un Gamay del Beaujolais o della Loire. Comunque, se volete assolutamente servire un vino rosso con il vostro piatto di formaggi, scegliete un vino con meno tannini possibile.

Potete anche scegliere i formaggi in funzione del vino. Inoltre, anche i formaggi hanno una stagione e non si mangiano durante tutto l’anno: chiedete consiglio al vostro formaggiaio! 

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Quali vini si devono raffreddare e come?

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Tutti gli appassionati di vino sanno che ciascuna varietà ha una temperatura ideale di servizio. Alcuni vini devono essere consumati a temperatura ambiente e, talvolta, possiamo rovinare l’esperienza di bere un vino se è servito troppo freddo o troppo caldo.

Per esempio, la maggior parte dei vini giovani bianchi e rosati, gli spumanti ed i vini dolci, sono migliori se sono bevuti freddi. Invece, i vini più corposi perdono parte della loro ricchezza negli aromi e nei sapori se sono ad una temperatura troppo bassa.

La giusta temperatura di servizio

Anche se già sappiamo che i vini rossi non devono essere serviti freddi, quello non significa nemmeno che dovono essere consumati caldi, perché a volte quello che chiamamo “temperatura ambiente” è lungi dalla temperatura ideale per apprezzare un vino nel modo giusto. Questo inconveniente sparisce quasi sempre se il vino è conservato in una cantina ad una giusta temperatura. Ma non tutti hanno la fortuna di avere una cantina. Risultato: il rosso è bevuto (nell’estate, per esempio, o in una case riscaldata) pìu caldo di quello che sarebbe consigliabile.

Una buona soluzione è di mettere i rossi nel frigorifero durante un momento, e verificare la temperatura con un termometro per bottiglie di vino che si può trovare al mercato. Nel caso dei rossi riserva, la cosa migliore è di tenerli in un luogo fresco e ventilato durante il tempo necessario per farli raffreddare, fino a raggiungere almeno 20º C. Se non è possibile: 10 o 15 minuti nel congelatore sarà sufficiente.

D’altra parte, una temperatura bassa può essere un buon alleato per mascherare, in una certa misura, le carenze di un vino mediocre. Si può constatare in molti locali e ristoranti, che tendono a raffreddare più del normale i vini che considerono più deboli.

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Lessico del vino: saper parlare del vino

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Il mondo del vino è un settore appassionante però non è sempre facile da capire, perché comprende un lessico che gli è proprio. In un’enoteca o su un sito web : le descrizioni del vino, oppure le spiegazioni di un sommelier sono talvolta abbastanza techniche. Nel mondo del vino si usa un vocabolario molto specifico. Però ci sono delle parole quasi sempre usate per descrivere un vino. Eccone alcune.

Aspetto visuale:

Un vino può essere brillante, chiaro, scuro, profondo ; di diversi colori ; con riflessi etc.

Aspetto olfattivo:

Gli aromi: sono gli odori che percepiamo quando sentiamo il vino nel bicchiere. È una cosa semplice e molte volte gli odori che troviamo sono dei ricordi: la torta di mele della nonna, il muschio umido durante una passeggiata nella foresta, il caffè tostato a freddo, la fragola tagada oppure la brioche calda che esce dal forno.

Aspetto gustativo:

  • I tannini: sono le sostanze dell’uva che procurano questa sensazione d’astringenza e d’asprezza sulla lingua. Si dice allora che il vino è tannico. Nei vini vecchi, i tannini si sentono meno perchè si ammorbidiscono o spariscono.
  • La freschezza e l’acidità: vanno spesso di pari passo. L’acidità conferisce al vino un aspetto vivace, nervoso. Dà freschezza al vino. L’esatto opposto di un vino che sarebbe soffice o pesante per mancanza d’acidità. L’acidità conferisce del dinamismo al vino. È ricercata per i vini rossi, ma meno per i vini bianchi.
  • La mineralità: parola usata un pò a vanvera, però in realtà fa riferimento agli aromi tipo selce, molluschi, sasso bagnato, grafite oppure idrocarburi. La mineralità si riferisce alla pietra. Non confondere con l’acidità o la salinità.
  • Un vino legnoso: si riferisce all’allevamento del vino, se è stato maturato in botti di legno. Il gusto legnoso si manifesta quando troviamo nel vino degli aromi di vaniglia, di tostato, di grigliato oppure di caramello. Molte volte, il vino è stato invecchiato in botti di legno nuovo. Inoltre, in un buon vino, i tannini del legno non devono influenzare quelli del vino.
  • Un vino fruttato: da non confondere con zuccherato. I vini fruttati spesso sono dei vini giovani, dei vini piacevoli che non hanno avuto di contatto con il legno.
  • Un vino rotondo: è un vino facile da bere. Con volume ma equilibrato e morbido. Senza asprezza, che dà una sensazione morbida in bocca. È tutto il contrario di un vino detto forte, strutturato oppure corposo.
  • L’equilibrio: l’equilibrio del vino è l’armonia di tutti i compomenti indicati prima. Quando l’acidità, i tannini e la sensazione di alcol sono complementari. Quando tutti questi elementi si accordano, parliamo di un vino equilibrato.
  • La lunghezza in bocca: è la sensazione che rimane in bocca quando abbiamo bevuto il vino. Se dopo un paio di secondi, abbiamo ancora il gusto del vino in gola, è quindi un vino lungo in bocca. Se, al contrario, dopo aver bevuto un sorso, il gusto è sparito, allora è un vino corto in bocca, quindi poco complesso.

Ecco qualche parola che può aiutarvi a capire il lessico del vino. Nonostante, non dimenticate: prima di tutto, il vino è una questione di gusto. Ciò che importa è se vi piace o no il vino che avete nel bicchiere. Questo vocabolario vi aiutera forse a scegliere il vino che vi piace !

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10 idee sbagliate sul vino … (2)

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Le convinzioni sul vino sono numerose, attenzione alle idee preconcette ! Seconda parte.

6/ Solo i vini di origine controllata sono buoni

Non c’è dubbio che i vini con una DOC “famosa” siano una cosa sicura. Tuttavia, questi non sono gli unici ad essere di qualità. I viticoltori, e soprattutto in Francia, che producono del vino con denominazioni sono sempre più numerosi. Ma, ricordatevi : pensando fuori dagli schemi e utilizzando dei vitigni autoctoni scomparsi, i vini non possono ottenere una denominazione e sono commercializzati come IGP. Eppure, la qualità non è inferiore. In molti casi, sono dei vini di grande qualità a prezzi accessibili.

 7/ I vini rossi sono per la carne ed il formaggio, il vino bianco per il pesce

Ancora un’idea sbagliata. Qui la cosa importante è che il vino esalta i sapori degli alimenti e viceversa. Le combinazioni sono varie e diverse. Occorre tener conto dell’età del vino, della durata di allevamento in barrique, del vitigno e della regione. I vini bianchi si abbinano benissimo con il pollame, il vitello, le carni bianche e soprattutto i formaggi. Contrariamente a quanto si crede, non sono i vini rossi i migliori amici del formaggio (ARTICLE). I vini rossi si accordano perfettamente con le carni rossi e la selvaggina, soprattutto quando sono dei vini fatti per invecchiare e maturare (“vins de garde” in francese). Con il pesce, non esitate a servire dei vini più giovani, un Pinot Noir o un Gamay. Va sottolineato che la cottura e la preparazione dei pesci siano anche degli elementi importanti. 

8/ L’annata non è importante

L’annata è l’anno nel quale è stata effettuata la raccolta delle uve che vengono usate per l’elaborazione del vino. Ed è proprio importante. A Bordeaux, le annate 2005, 2009 e 2010 sono riconosciute come le migliori. In Champagne, le annate 1996 e 2002 sono di antologia. Ogni anno, il clima cambia e fa scherzi ai viticoltori. Il tempo alterna tra la siccità, le alluvioni oppure la grandine in funzione delle regioni. Possono avere effetti catastrofici sul vigneto e la qualità delle uve. Al contrario, la meteo può riunire tutte le condizioni ottimali affinché le uve siano di qualità eccezionale. Ciascuna regione ed ogni anno sono diversi e subiscono queste variazioni climatiche. La grandine, per esempio, può devastare una raccolta. Il vino essendo elaborato solo in piccolissima quantità, sarà quindi più caro perché più raro. Succede molto in Borgogna. La siccità costringe anche a fare una selezione drastica, quello che ha ripercussioni sul rendimento e anche sul prezzo. Un anno con molta piove al momento dello sviluppo dell’uva può generare dei grappoli pieni di acqua e far che il vino sia d’inferiore qualità. Quindi, si : possiamo dire che l’annata sia molto importante !

9/ Più l’invecchiamento in barili è lungo, migliore è il vino

Il periodo d’invecchiamento in barili non è una garanzia di qualità. Quello indica solo se il vino sarà più complesso e potente. Più l’invecchiamento è lungo e più tempo sarà necessario di conservare il vino prima di aprirlo, nello scoppo che i tannini diventano più suavi. Soprattutto se l’invecchiamento si effetua in barrili nuovi. Un vino giovane è un vino che è passato solo in tino di acciaio inossidabile o con un piccolo passaggio in barile : facile da bere, a gustare con dei piatti semplici o per l’aperitivo. Peraltro, la qualità non è inferiore, solo non sono adattati a tutte le occasioni. Lo stesso vale per i vini con lungo invecchiamento. Non è consigliato di aprirli per l’aperitivo, ma piuttosto con un buon piatto. Ciò vale anche per i vini bianchi.

10/ I vini stranieri sono meno buoni che i vini francesi

La Francia è il paese del vino, quindi molti francesi pensano che non serve a niente di cercare altrove. Pero è come di non provare la cucina di altri paesi perchè la cucina francese è megliore. Peccato, no ? Perché rinunciare a delle cose buone ? I vini francesi sono buoni, però non si deve dimenticare gli altri vini stranieri. È facile trovare dei buon vini italiani e spagnoli, con un buon rapporto qualità-prezzo. Anche i vini australiani, i vini californiani, argentini ed altri sono da scoprire. Tutti hanno una personalità diversa e sono adatte per delle occasioni diverse e varie.

La nostra selezione :

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10 idee sbagliate sul vino …

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1/ Un vino con tappo a vite è meno buono che un vino con tappo di sughero 

In Francia, il paese del vino, le persone sono abituate al tradizionale tappo di sughero. Se la bottiglia ha un tappo a vite oppure in silicone, è un sacrilegio ! Nonostante, abbiamo realmente bisogno che i vini siano tappati con sughero ? La risposta è no. Solo i vini dalle grandi potenzialità di invecchiamento devono essere tappati con tappo di sughero per una buona aerazione. I vini di consumo immediato, i vini rossi giovani, come molti vini bianchi e rosati freschi non necessitano un tappo di sughero. Una capsula a vite è l’ideale. Facile da aprire, il vino si serve rapidamente. La bottiglia, una volta chiusa con il tappo, permette di conservare meglio il vino (però non più di un giorno per questo tipo di vino). La capsula a vite è una soluzione perfetta per i vini giovani.

2/ Il vino bianco si serve freddo ed il vino rosso a temperatura ambiente

Avete comprato due bottiglie, una di vino bianco ed l’altra di vino rosso. Avete chiesto consiglio presso la vostra enoteca o ricercato informazioni sui vini prima di comprarli in linea. Ma tutto questo perché ? Continuate a servire il bianco troppo freddo ed il rosso troppo caldo. Ecco qualche consiglio. La temperatura di servizio dei vini bianchi giovani è compresa tra i 6 e i 8ºC. I grandi vini bianchi ed i grandi champagne devono essere consumati ad una temperatura media (9-11ºC) per valutarne tutti gli aromi. I vini rossi giovani si bevono fra i 14 e i 16ºC, mentre i vini fatti per invecchiare e maturare  (“vins de garde” in francese) si servono fra i 16 e i 18ºC. In ogni caso, un vino troppo caldo è tanto brutto che un vino troppo freddo. Se è troppo caldo, solo i difetti saranno percepiti e ci sarà una sensazione sgradevole di alcol ; se è troppo freddo, è come bere acqua, tutti gli aromi ed i sapori sono annullati.

3/ I vini economici non sono buoni

Il prezzo di una bottiglia è, in molti casi, in rapporto con sua qualità : nonostante non è necessario rovinarsi per bere “buono”. È abbastanza facile trovare dei vini con un buon rapporto qualità/prezzo per meno di 10€. Occorre privilegiare le piccole denominazioni. Dimenticare i Margaux, i Pessac Léognan, i Châteauneuf du Pape, i grandi vini di Borgogna e scegliere piuttosto un Bordeaux Côtes de Francs oppure un Bordeaux. Nelle valle del Rodano, scegliete un Vacqueyras o un Côtes du Ventoux e passate di Borgogna a Beaujolais.

4/ Solo i vini con un buon voto sono buoni

Sempre più, un voto o una medaglia sono dei criteri per comprare un vino. È un buon criterio ? È uno criterio tra tanti. Però un voto tende a banalizzare il gusto personale. Non è perché una grande figura del mondo del vino da un voto eccellente ad un vino che il vino debba necessariamente piacevervi. Il vino è una questione di piacere. Scegliete il vino in funzione dei vostri gusti, e talvolta, se volete, gustate un vino premiato.

5/ I vini rosati sono vini da “donne”

I vini rosati hanno questa brutta immagine. Sono descritti e visti come vini facili da bere, con ghiaccio, per le donne etc. Perché ? Perché sono più leggeri ? È un’idea maschilista e sbagliata. Nella gamma dei vini rosé, come per tutti i vini, esiste dei vini d’inferiore o superiore qualità. Sempre più, dei vini rosati di grande qualità sono elaborati. Tanti strutturati che i vini rossi e tanti gustosi che i vini bianchi : i vini rosati si gustano con interesse e gastronomia !

La nostra selezione dei vini con un buono rapporto qualità-prezzo :

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