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Come hanno influenzato i cambiamenti climatici la produzione di vino nel 2017?

 TAGS:undefinedL’International Wine Organization (OIV), ha riferito che la produzione di vino di quest’anno è stata la più bassa dagli anni ’60. Anche se si continua a bere sempre più vino e in tipi di popolazione diversa, la produzione diminuisce, tanto che quest’anno il volume ha registrato un calo dell’8%, arrivando fino a 246,7 milioni di ettolitri.

Secondo OIV, la principale tra le ragioni, per queste brutte cifre di produzione, è il cambiamento climatico, che provoca autunni caldi e gelate più tardive del solito. Cambiamenti che non fanno assolutamente bene alla terra e alla natura.

Ciò non causa un calo di consumo poiché lo stock è sufficiente (solo in Francia ci sono 154 milioni di ettolitri in stock) né un aumento dei prezzi, dato che le esportazioni stanno andando bene. Secondo gli esperti dell’OIV, alcuni vini meno costosi possono aumentare leggermente il loro prezzo, ma i vini di fascia alta manterranno la loro tariffa.

Il cambiamento climatico colpisce soprattutto paesi come l’Italia, la Francia e in parte la Spagna. L’abbiamo visto nella vendemmia di quest’anno, che è stata anticipata e ha causato una produzione inferiore: 35,7 milioni di ettolitri di vino e mosto in Spagna.

Tuttavia, il mondo del vino in generale si muove, con diversi tipi di eventi, l’aumento del turismo enogastronomico e delle esportazioni che, come abbiamo precisato, sono superiori.

Vi sono altri dati su questa bassa produzione, infatti dalla Direzione Generale dell’Agricoltura (DG Agri) della Commissione Europea hanno previsto che la produzione di vino per la campagna 2017/18 avrebbe una stima di soli 145,1 milioni di ettolitri, che è un 14,4% e oltre 24 milioni in meno rispetto alla scorsa stagione.

 

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Bottiglie di vino che valgono un anno di paga

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Qualche settimana fa, all’inizio del mese di settembre, c’è stata in Hong Kong un’asta di poco più di duemila bottiglie antiche di vini di Borgogna, appartenente alla rinomata Maison Bouchard Père et Fils. Tra queste bottiglie, due in particolare hanno richiamato molto l’attenzione, in quanto sono state vendute a prezzi realmente esorbitanti.

La prima era una bottiglia di Meursault Charmes, 1846, bianco, una delle 16 bottiglie del 19º secolo che hanno messo all’asta. Questa è stata acquistata a 134,750 dollari di Hong Kong, che equivale a circa 15.562€, superando pertanto il suo valore stimato a 80,000 HK$. L’acquirente, per un semplice motivo, ha scelto di restare anonimo dopo aver vinto l’asta che si è svolta nella sede di Christie’s. Il vino era considerato come il più antico della collezione Bouchard, descritto come un vino “di un colore giallo dorato pallido”.

Le seconda bottiglia, che ha anche suscitato molte discussioni è stata una bottiglia del 1865, la quale ha raggiunto i 196,000 HK$ (22.636€), quindi più di tre volte il suo valore stimato di 60,000 HK$.

Tim Triptee, il direttore del dipartimento di vini presso Christie’s si è detto molto soddisfatto dei risultati raggiunti nell’asta :“Le bottiglie antiche di Borgogna sono così rari, i grandi risultati che questa asta ha presentato mostrano bene il fatto che quei vini continuano a essere perseguitati dai collezionisti in quest’area.”

Inoltre, Gilles de Larouzière, presidente del gruppo Henriot, che sta proprietario della Maison Bouchard, ha confirmato che l’asta si è tenuta in questa città del sud della China dovuto al grande entusiasmo esistente per i vini francesi.

La Maison Bouchard P & F è stata acquisita per la famiglia Henriot 21 anni fa. Tuttavia, è stata fondata nel 1731 e detiene una delle colezioni di bottiglie di vino antiche più estese, superando le 150 mila unità.

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Sassicaia 2012

 

 

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Sassicaia 2010

I Castelli di vino da vedere assolutamente!

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Senza dubio, il turismo enologico atrae le masse. Ma per attirare i più eccentrici, gli amanti del vino ben informati ed esigenti, bisogna trovare le migliore cantine. Quelle in cui l’attenzione ai dettagli dà vini di qualità. Possiamo cominciare con la Francia, dove, senza dubbio, ci sono prodotti alcuni dei migliori vini. Un esempio con tre Castelli delle più importante regioni vinicole :

  • Lafite-Rothschild: dimora della leggendaria famiglia Rothschild, è il più vecchio Castello di cui abbiamo registri. È un prodottore di vino molto rispettato : crea illustrazioni e bottiglie. La cantina ha anche avuto i suoi alti e bassi nel corso della sua storia, però la famiglia ha riuscito a spingere in avanti i suoi prodotti di alta qualità. Era chiamata “Principale Casa Vinicola “ per la prima volta nel 1855, ed ancora oggi mantene il titolo con fiereza.
  • Angelus: Angelus ha lo status di “Premier Grand Cru Maison Classe A”, per i suoi vigneti di eccezionale qualità, che non si trovano in nessun’altra parte della Francia. La cantina ha una reputazione trasparente ed intatta. Una curiosità : il nome è stato ottenuto perché gli agricoltori del gruppo dei vigneti sentivano le voce angeliche proveniente dalle tre chiese attorno al Castello.
  • Margaux: la reputazione del Château Margaux proviene dalle sue bottiglie di vino che possono costare centinaia di euro, ma anche dalla sua antica tradizione di produzione, che ha cominciato nel dodicesimo secolo. La famiglia Lestonnac preso in mano l’azienda quando era molto popolare, più di 400 anni fa, e da allora è diventata un’icona nel campo dell’enologia. Tuttavia, non è sempre stato facile. Hanno attraversato i periodi più difficili durante la Rivoluzione francese fino al 1870. Il Castello è allora stato salvato da un ambizioso marchese, mettendo la dimora di nuovo alla ribalta, con la sua storia e la sua esclusività.

Se pensi di fare un giro della Francia, assicurati di cogliere l’opportunità di visitare 3 dei megliori Castelli del paese gallico e del mondo!

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Aussières Rouge 2014

 

Vini Borgogna

 - I vini francesi vantano di un?antica tradizione nella coltivazione della vite sviluppatasi già ai tempi dell?Impero Romano e la cui origine risale quindi al secolo II. Senza alcun dubbio il vino è un elemento fondamentale della cucina francese, i cui nomi sono riconosciuti e rinomati in tutto il mondo grazie alla sua indiscussa qualità.

Più precisamente, una delle regioni diventate più famose grazie alla propria tradizione vinicola, è la Borgogna, situata nella parte orientale della Francia, in una zona che si estende per più di 250 kilometri dal nord di Chablis fino al sud di Mâconnais. C?è da sottolineare che i suoi vini, insieme al Bordeaux e allo Champagne, sono tra i più prestigiosi del mondo.

I vini prodotti in Borgogna sono principalmente vini rossi e vini bianchi; i primi realizzati con i vitigni pinot noir e gamay mentre i secondi con chardonnay e aligoté. Si producono inoltre esigue quantità di vino rosato e di spumante. Tutto ciò avviene in una superficie di 25. 800 ettari in cui si riescono a produrre circa 1,500.000 ettolitri di vino ?Borgogna?. Questa zona, chiamata ?Vigneto Borgogna? comprende quattroaree di produzione, da nord a sud: i vigneti di Yonne, quelli della Côte d’Or, della Côte Chalonnaise e quelli di Mâconnais.

C?è da dire che è nella Côte d’Or che si ritrovano i vini più famosi e costosi di tutta la Borgona, come il “Grand Cru” , il “Premier Cru” o “Village”; mentre più a sud c?è la regione di Beaujolais, che è famosa per i suoi vini rossi fruttati fatti con la varietà di uva gamay.

Riguardo alle uve bianche, la più comune è la chardonnay con cui si producono i vini di chablis, mâcon e della Cote d’Or. Tutti realizzati con uve 100% chardonnay, che è un tipo di uva abbastanza vigorosa ed aromatica in gioventù ma che diventa poi ancora più interessante con un invecchiamento di 2-4 anni.

Per quel che riguarda le uve rosse, invece, la produzione della Cote d’Or s?incentra sul vitigno pinot noir mentre l?uva gamay si produce nel Beaujolais. Un?altra interessante annotazione per gli amanti del vino èche la pinot noir è l?uva rossa più importante di tutta la Borgoña e venne coltivata addirittura già dai galli, prima della conquista dell?impero romano.

Come avrete capito, la qualità e l?eccellenza in Borgogna sono una priorità, così come i suoi vini e la sua tradizione vinicola che è tra le più importanti al mondo; quindi non rimane altro da fare che deliziarsi con i suoi vini e promuoverne la storia e l?impeccabile qualità.

Vino, e non solo, del Linguadoca-Rossiglione

 TAGS:Nel cuore del dipartimento dei Pirenei Orientali, tra il Mediterraneo e Corbiéres, fiancheggiate dalle montagne di Canigou e Albéres, le viti del Linguadoca-Rossiglione crescono in una gran varietà di paesaggi, terreni e microclimi.

La zona di produzione del vino è attraversata da tre valli e comprende vari tipi di terre, colline, versanti e pianure in cui i terreni di ardesia, di gneis, di granito, di ghiaia e di calcare danno carattere ai famosi vini di Rossiglione. 7 vini secchi e dolci naturali con Denominazione di Origine si ritrovano nei più di 38.000 ettari di vigneto che ripercorrono queste terre.

Rossiglione può essere divisa in basa alla produzione dei suoi vini secchi e dolci naturali. I primi provengono da Côtes du Roussillon, principalmente rossi; Cotes du Roussillon Villages, esclusivamente rossi; eCollioure, con una produzione di rossi e rosati. Mentre i dolci naturali, vengono denominati Rivesaltes, Maury, Banyuls, Banyuls Grands Crus e Muscat de Rivesaltes.

Di 4 tipi, grenat (granato), rossi giovani, ambre (ambra), bianchi maturi, tuile, rossi stagionati, e ‘hors d’age’, di 5 o più anni di età, i vini dolci di Riversaltes sono ideali come aperitivo e perfino per accompagnare i primi piatti. Gli esperti segnalano che i sapori forti dei vini stagionati accompagnano bene le mandorle salate, i pistacchi o le arachidi; mentre gli aromi fruttati ed i tannini dei grenat aprono l?appetito e gli abbinamenti con, ad esempio, l?anatra alla ciliegia o con le fave, risultano a dir poco sorprendenti.

La gastronomia è una delle maggiori attrazioni del Linguadoca-Rossiglione, sia per i suoi prodotti che per la tradizione dei suoi piatti più emblematici. Gli ingredienti fondamentali di questa regione rispecchiano la sua posizione geografica sia mediterranea che provenzale. Qui l?olio di oliva, l?aglio ed il basilico sono ingredienti immancabili; mentre tra gli aromi dominano la gariga (matorral) provenzale come iltimo, il rosmarino, il lauro, etc. Naturalmente non possono mancare i classici formaggi francesi, il miele e la frutta.

Una delle sue elaborazioni più famose è la Cassoulet, originaria di Aude nel Linguadoca, anche se è contesa tra vari paesi. E? fatta da fagioli di “lingot” (cannellini) mischiati con confit d?anatra, aglio, salsiccia e lardo. Eventualmente ci si può anche aggiungere pernice o agnello. Tutti gli ingredienti vengono poi cucinati a fuoco lento in una cassole (casseruola di terracotta). Riguardo ai dolci, è la famiglia Villaret ad avere il merito di soddisfare i palati dei più golosi con i suoi biscotti (chiamati ?croquants villaret?), e a custodirne il segreto di generazione in generazione nell?azienda di Nimes, in cui tali biscotti vengono esclusivamente prodotti. Questo dolce glassato e croccante è fatto di fiori di zagara, mandorle ed essenza di limone.

Languedoc-Rousillon, terra di vini

 TAGS:A causa di una crisi del settore agricolo, nel 1987 alcuni pionieri della zona organizzarono un?unione di viticoltori e crearono per le loro etichette una nuova identificazione: Vin de Pays d’Oc, un vino da tavola, regionale, con garanzia di qualità. Per riuscire a vendere i propri prodotti a prezzi accessibili, scommisero su varietà riconosciute a livello internazionale. In questo modo, attraverso nuovi metodi di raccolta e vinificazione, cominciarono a produrre varietà simili a quelle che già si consumavano sul mercato.

Sono ben 40 le Denominazioni di Origine che derivano dai vari tipi di terreno, clima, e vitigni di Languedoc-Roussillon. La stessa diversità che dà a questa regione il potere di convertirsi in una delle realtà di maggior sviluppo e potenziale di tutta la Francia. Ed è stata proprio la devozione messaci dai suoi abitanti nel turismo e nell?agricoltura a trasformare il sud del paese oggi rinomato per la varietà dei suoi prodotti e per l?arte culinaria. Tra i suoi ingredienti fondamentali ritroviamo l?olio d?oliva, l?aglio ed il basilico, insieme agli aromi delle erbe della gariga provenzale (?matorral?), come il timo, il rosmarino e l?alloro, che arricchiscono le specialità rurali e costiere della zona; per non parlare dell?estensione dei suoi vigneti, che rappresentano il 40% di tutte le coltivazioni francesi.

Sulla costa del Mediterraneo, da Nímes fino alle rive del fiume Aude, Languedoc si divide in sette zone: Coteaux du Languedoc, Minervois, Fitou, Malepére, Corbiéres, Cabardésy Limoux. La prima di esse, Coteaux du Languedoc, è riconosciuta come il luogo più antico di produzione di vino della Francia. Si distingue per i vini rossi, anche se vengono comunque prodotti dei rosati e dei bianchi. Minervois si trova tra il Canal du Midi a sud e la Montagna Nera a nord. I suoi rossi sono rustici ed è consigliato accompagnarli con carni rosse; mentre i suoi bianchi sono ideali da servire con i frutti di mare ed il pesce bianco.

C?è poi Fitou che si estende da Narbonne e Perpignan fino alle montagne di Corbiéres ed è, secondo gli storici, il luogo in cui i greci piantarono le prime viti. E? nota per la produzione di vini rossi corposi dagli aromi complessi, di spezie e frutti maturi. Infine Malepére, circondata dal Canal du Midi e dal fiume Aude, che si distingue per la produzione di rosati.

Con più di 23.000 ettari, Corbiéres include le città di Carcassonne, Narbonne, Perpignan e Quillan, e si divide in 11 zone, in base al tipo di terreno e alle condizioni climatiche. Il 90% dei suoi vini rossi sono giovani, leggeri e fruttati. Ben sei fiumi bagnano i versanti e le terrazze di Cabardés, verso la Montagna Nera e dominando la città di Carcassonne. Grazie alla sua posizione tra Languedoc e Bordeaux, tanto le varietà di uve dell?Atlantico (Merlot, Cabernet Sauvignon, Franc, Malbec e Fer Servadou) quanto quelle del Mediterraneo (Syrah e Grenache) qui crescono in maniera ottimale.

La storia narra che Tito Livio già 2.000 anni fa elogiava i vini bianchi di Limoux. In seguito, nel 1531, un monaco benedettino scoprì il processo naturale che trasforma i vini da normali a frizzanti, creando quindi il primo champagne del mondo, che oggi rappresenta il 95% della produzione della regione con il Blanquette de Limoux, il Crémant de Limoux ed il Blanquette Méthode Ancestrale. Quindi il Blanquette di Limoux, il brut più vecchio del mondo, è il risultato dell?unione di almeno un 90% di Mauzac completato con Chardonnay e Chenin.

Vini della Gallia

 TAGS:Tra i parchi ed i boschi che si incontrano lungo il cammino di Santiago, si sente un profumo di erbe fresche, timo ed allori. Ed è proprio qui, nel sud della Francia, ai confini con la Catalogna, che si trova la regione di Languedoc-Roussillon (Linguadoca-Rossiglione), terra di vini rossi, vini dolci, spumanti, e sapori mediterranei di oliva ed aglio.

Languedoc si distingue per la produzione di vini rossi e moscati, mentre a Rousillon predominano gli spumanti ed i vini dolci naturali. Tra la Catalogna, i Pirenei ed il Mediterraneo, le montagne ed i versanti di questa zona nascondono rovine millenarie in cui si respira il profumo di bevande dense ed espressive, di moscati, vini dolci naturali e frizzanti, ed in cui tutto è impresso dal marchio Sud de France.

Gli storici affermano che la regione venne consolidata verso la fine del secolo III a.C. da un piccolo villaggio celtico. All?epoca, le sue capitali erano Tolosa e Nîmes. Invasa dai romani e dai vandali nell?anno 778, Languedoc-Roussillon venne conquistata da Carlo Magno che, alla sua morte, lasciò le terre in eredità ai suoi figli e ne delegò l?amministrazione ai Conti di Tolosa. All?epoca esistevano, da un lato le province di Roussillon e di Sardegna, dominio della Corona d?Aragona, e dall?altro il Basso Languedoc, proprietà della casa Trencavel ed i suoi rivali, i Conti di Tolosa. Anni dopo, nel 1271, alla fine della dinastia dei Conti di Tolosa, la provincia venne finalmente annessa al Regno di Francia, con la città di Corbiéres come confine tra questo regno e quello della Corona Aragonese.

Riguardo alla vite, c?è chi afferma che la sua coltivazione in questa zona arrivò dai greci nel secolo VIII a.C., però fu con i romani che la produzione di vino sviluppò il suo potenziale ed arrivò a competere con i vigneti italiani. Tempo dopo, grazie all?avvento della ferrovia, intorno al 1800, la produzione di Languedoc-Roussillon si fece conoscere in tutto il resto del paese.

Questa zona, definita dai geografi come “Anfiteatro che volge al mare”, è costituita da montagne e pianure che confinano con la Catalogna, con il mar Mediterraneo (il golfo di Lione), e con le regioni francesi di Provenza-Alpi-Costa Azzurra, Rodano-Alpi, Alvernia e Midi-Pirenei. Grazie al suo sviluppo e al suo potenziale, da essa dipende la maggior parte della produzione di vino del paese.

Rinomata per le sue Denominazioni di Origene, per i suoi amabili vini comuni ?denominati Vin de Pays ? per il volume della sua produzione e le ricchezze storiche lasciate dai conquistatori ellenici e romani, questa regione si contraddistingue inoltre per i suoi aromi ed i suoi sapori mditerranei. Languedoc-Roussillon ha cominciato a prendere coscienza della ricchezza dei suoi vini quando un vino di Languedoc, chiamato Mas de Daumas Gassac 2008, venne incluso nel Les Grands crus classés (la classifica Médoc, Bordeaux) del 1885.

Si dice che Olivier Jullien, novello enologo, fu l?idealista che, a soli 20 anni, comprese l?enorme potenziale di queste terre del sud della Francia nella creazione di vini densi ed espressivi. Con quest?intuizione, tirò su con le sue proprie mani la cantina Mas Jullien. A lui fecero seguito produttori nazionali e stranieri, e fu lui ad essere il protagonista di una corrente d?inspirazione che continua ancora ai giorni nostri. Jullien ha inoltre spiegato che lì non si producono unicamente grandi vini, ma anche cuvées speciali con Denominazione di Origine come vini più semplici a prezzi ragionevoli, meglio detti Vin de Pays.