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Festa del papà: il giorno della zeppola

Il dolce tipico del giorno di San Giuseppe, che poi è anche il giorno della Festa del Papà, è la zeppola napoletana.

Festa del papà: che vino abbinare alle zeppole - Uvinum

Per chi non la conoscesse, la zeppola è una bignè fritto ripieno di crema pasticciera, sulla cui sommità viene posta un’amarena o una ciliegia sotto spirito. È un dolce dalla storia centenaria: la prima ricetta ufficiale si trova nel Trattato di Cucina Teorico-Pratico del gastronomo Ippolito Cavalcanti, libro scritto nel 1837 in lingua napoletana.

Perché si mangia la zeppola il giorno di San Giuseppe?

Secondo la leggenda, la zeppola risalirebbe addirittura alla fuga in Egitto di Maria e Giuseppe.  San Giuseppe, infatti, oltre a lavorare come falegname, si reinventò nel ruolo di friggitore e di venditore ambulante di frittelle per mantenere la sua famiglia. È per questo motivo che oggi, 19 marzo, si festeggia anche il Santo Protettore dei falegnami e dei friggitori!

La figura dello zeppolaro di strada, antico mestiere esistito fino a qualche anno fa a Napoli, sembrerebbe essere proprio un omaggio alla figura del Santo. Per le strade della città partenopea, di fatto, non era raro vedere dei banchetti di frittelle davanti alle botteghe dei falegnami, dove lo zeppolaro impastava e friggeva senza sosta per i passanti.

Che vino bere con le zeppole

La zeppola è un dolce piuttosto difficile da abbinare al vino, a causa della grassezza e della dolcezza notevoli che la contraddistinguono. È sicuramente meglio puntare su un vino bianco, ideale per ripulirsi la bocca, la cui dolcezza dev’essere però controbilanciata da una buona vena sapida e minerale.

Una buona idea è il Moscato, il “vino da festa” nella tradizione contadina italiana. Altre ottime opzioni sono rappresentate da un Vermentino, un Verduzzo Friulano, un Malvasia di Bosa o un Greco di Bianco.

 

Il primo abbinamento basato sul DNA dei commensali

Sì, il settore della gastronomia è senza dubbio proiettato verso il futuro. Tale è la sperimentazione che adesso si utilizza anche il DNA per creare nuovi sapori e gusti. Sembra che González Byass, per la prima volta nella storia, abbia condotto un progetto che prevede di abbinare il primo menu della storia basato sul DNA del commensale.

Scienza, vino e gastronomia

Se ciò che si cerca è di avvicinarsi, sempre più, ai gusti del commensale, con questo esperimento il successo è assicurato. Si è creata una perfetta simbiosi tra scienza, vino e gastronomia, applicata all’alta cucina. La famiglia di Gonzalez Byass, famosi proprietari di cantine, ha accompagnato un menu personalizzato e associato ai gusti e agli aspetti nutrizionali di ogni commensale, secondo la loro propria genetica.


Questo menu è stato creato da Mauro Colagreco, chef con 2 stelle Michelin e numero 3 in The World’s 50 Best Restaurants, il medico genetista Dottor Jorge Dotto ed i già citati enologi González Byass. Perciò, sia gli ingredienti che i vini hanno seguito le preferenze di gusto, aroma e altri indicatori di salute, ottenuti ​​dai dati dei test genetici effettuati nel laboratorio The Gen Company.

I medici hanno già anticipato qualche anno fa, che il DNA è la chiave per definire trattamenti, conoscere malattie e può essere utile in molti ambiti della società, per esempio nella bellezza.

In cosa consiste questo studio?

Per definire un menu adatto ai gusti di una persona, vengono presi in considerazione diversi fattori. Ad esempio, l’ambiente circostante, lo stato di salute, la dieta e le influenze culturali, le abitudini, la capacità di apprendimento e i geni. Questi componenti sono responsabili della percezione dei sapori.

Va notato che gli umani hanno recettori del gusto nel naso e nella lingua. Pertanto, notiamo diversi tipi di sapore come il dolce, il salato, l’acido e l’amaro. A questo gruppo si aggiunge il gusto scoperto poco tempo fa, l’umami (un sapore sottile ma con un retrogusto prolungato difficile da descrivere). Questi mandano un segnale al cervello che, insieme a fattori esterni, determina se qualcosa ci piace o no.

In questo processo influiscono oltre 35 recettori e più di 400 si occupano della determinazione degli aromi. Partendo da alcune “istruzioni” codificate nel DNA, si percepiscono una grande varietà di sapori, come indica il Laboratorio The Gen Company, responsabile di questo abbinamento, basato sul DNA delle persone.

Così, è stato analizzato un pannello progettato dal Dr. Dotto, che contiene geni associati ad aspetti nutrizionali, gusti e sapori. Da lì, si sono ottenuti i profili personalizzati di ogni commensale. Ciò fornisce un informazione accurata sulla predisposizione genetica a percepire i gusti. Inoltre, offre altri indicatori come le intolleranze, la risposta ai grassi poli e mono-insaturi o il rischio genetico di avere carenze di alcune vitamine.

Secondo l’interpretazione di questi profili, lo chef ha progettato un menu per ogni tipologia genetica, dando priorità ai gusti più affini a ciascuno, in base a ciò che indica il DNA, nonché i valori relativi alla nutrizione. Mentre González Byass ha contribuito con un tocco personale, l’abbinamento, rappresentando la diversità enologica di questa Famiglia di Vini. Mangeremo in questo modo nel prossimo futuro?

 

In che modo le bevande influiscono sulla tua pelle?


Sicuramente quando parliamo di vino e cura della pelle, ci vengono in mente i polifenoli dell’uva, antiossidanti che si prendono cura della nostra pelle e la fanno sembrare più giovane. Le bevande alcoliche, però, possono avere effetti negativi se non si beve con moderazione, cominciando dalla disidratazione che colpisce il corpo e, di conseguenza, anche la pelle.

Effetti delle bevande sulla pelle

Secondo una pubblicazione di Wine Spectator, alcune bevande, come il vino, disidratano il corpo e la pelle. L’abuso di queste bevande, quindi, rende la pelle più rugosa e secca. Inoltre, l’alcol è un vasodilatatore, ovvero provoca un allargamento dei vasi sanguigni quando si beve. Ciò, combinato con la ritenzione idrica dovuta alla disidratazione, può causare gonfiori in alcune zone del corpo.

In ogni caso, si è costatato che bevendo con moderazione, gli effetti collaterali sulla pelle sono poco frequenti, soprattutto per le persone sane (persone che bevono abbastanza acqua ogni giorno, mangiano in modo equilibrato e praticano sport).

Bevande distillate

La maggior parte delle bevande distillate, come il rum, la tequila o la vodka, riducono i livelli di ossigeno nel sangue e ciò può sbilanciare la produzione di collagene nella pelle. Di conseguenza, l’epidermide perde splendore e risulta opaca.

Inoltre, il consumo di alcol aumenta il numero di impurità, punti neri e brufoli sulla pelle e provoca secchezza, dato che riduce la quantità di sangue ossigenato nelle vene. A questo, si aggiunge il gonfiore derivato dal bere più alcol del normale: l’alcool è ricco di zuccheri e provoca la ritenzione dei liquidi. Pertanto, bere con moderazione è importante per non danneggiare la tua pelle.

Birra e pelle

Tutto ciò che è bevuto in eccesso ha effetti negativi sull’organismo. La birra contiene sale e potrebbe non essere così salutare per il tuo corpo come si crede. D’altra parte, se bevuta con moderazione, offre morbidezza e idratazione al viso, al corpo e ai capelli, rafforzandoli. Infatti ci sono maschere di birra e spa con trattamenti con questa bevanda che stanno riscuotendo un gran successo.

I polifenoli del vino rosso

Come abbiamo detto all’inizio dell’articolo, il vino rosso ha proprietà anti-invecchiamento, in gran parte grazie al resveratrolo, il polifenolo che si trova nella buccia dell’uva. Il resveratrolo si distingue per la capacità di combattere i radicali liberi, molecole instabili che derivano dall’inquinamento o dall’eccessiva esposizione solare.

Il resveratrolo può combattere lo stress ossidativo e mitigare il danno che provoca nel corpo. Anche se un bicchiere di vino al giorno non contrasta il naturale processo di invecchiamento del tuo corpo, può aiutare se combinato con uno stile di vita sano.

 

Alzati con energia! Le migliori colazioni del mondo

La colazione è il pasto più importante della giornata. Deve essere sana ed energetica perché ci aspetta un’intera giornata in cui faremo di tutto: lavoro, sport, passeggiare… Vuoi sapere quali sono le migliori colazioni del mondo? Scoprile e preparale a casa.

Il Messico e i suoi “huevos rancheros”

Iniziamo con le gustose uova fritte messicane servite con tradizionali tortillas di mais ripiene di formaggio, pomodoro e guacamole, a cui possiamo aggiungere altri ingredienti. Sicuramente, una colazione potente ed energetica che non ti farà sentire la fame fino all’ora di pranzo.

Colazione inglese

Se la colazione messicana ci sembrava abbondante, quell’inglese è simile ma con ancora più ingredienti. Infatti troviamo uovo fritto, pancetta, funghi fritti, fagioli al forno e pomodoro. A tutto ciò possiamo aggiungere fette di pane tostato con burro. Più che una colazione è un vero e proprio pasto completo.

La Turchia e i sapori mediterranei

La colazione in Turchia non è da meno, ma vengono introdotti una serie di alimenti che fanno parte della dieta mediterranea. Troviamo pomodori, formaggio e cetrioli … ma possono essere aggiunti altri alimenti, come lo yogurt.

La Francia e i suoi croissant

Questa colazione è più vicina alle nostre abitudini. Di solito è una colazione veloce, composta da caffè, croissant, burro, pane tostato e succo d’arancia. E non c’è bisogno di andare a Parigi perché possiamo provarla a casa nostra ogni mattina.

Giappone: non solo riso

Non so quante persone inizierebbero la giornata con un piatto di riso, ma in Giappone la colazione è composta proprio da riso, tsukemono (verdure in salamoia), pesce, uova e zuppa di miso. È un mix che richiede il suo tempo e deve essere degustato con calma. È meglio provarlo il fine settimana.

A Mosca

Anche la tipica colazione russa è normalmente abbondante. Si compone di fiocchi di kasha o di avena nel latte, uova, pancake con panna, butterbrod (pane bianco o nero con formaggio e salsicce) e latticini. È davvero una colazione deliziosa, ma avremo bisogno di tempo per assaporarla.

E per finire… la Spagna

Se vogliamo provare una tipica colazione spagnola, non possiamo farci mancare due fette di pane ben tostato condite con pomodoro, olio extra vergine d’oliva e prosciutto spagnolo, magari accompagnate da un bel bicchiere di vino rosso. Non c’è modo migliore per iniziare la giornata!

 

L’amore si condivide anche nelle bevande

Dicono che due persone che convivono finiscano per avere gli stessi gusti, anche nelle bevande. In uno studio, pubblicato sulla rivista di Scienze Comportamentali Appetite, i ricercatori dell’Università di Wrocław in Polonia e dell’Università di Dresda in Germania hanno testato le preferenze di gusti e di sapori di 100 coppie eterosessuali, le cui relazioni si mantenevano dai tre mesi ai 45 anni . Hanno scoperto che quanto più lunghe erano le relazioni, più simili erano le preferenze di gusto.

Organizzazione dello studio

Ad ogni partecipante è stato richiesto di annusare 38 campioni di aromi, che includevano fragranze come eucalipto, butanolo, arancia, carne affumicata e caramello. I ricercatori hanno preparato campioni per ognuno dei cinque sapori base: dolce (10 grammi di D-saccarosio), acido (5 grammi di acido citrico), salato (7,5 grammi di NaCl), amaro (0,05 grammi di chinina cloridrato) e umami (10 g di glutammato di sodio). Ai partecipanti è stato chiesto di valutare ogni campione di aroma e sapore da 1 (“Mi piace molto”) a 5 (“Non mi piace affatto”).

Più tempo insieme, più somiglianza nel gusto

Lo studio ha esaminato, non solo, in che modo le preferenze potrebbero essere influenzate dalla longevità di una relazione, ma anche come potrebbero essere influenzate dalla felicità della coppia. Le coppie felici non avevano preferenze più simili rispetto a quelle meno soddisfatte. Tuttavia, una maggiore soddisfazione nelle relazioni aveva una correlazione leggermente negativa con le preferenze di odore simili.

È logico che gli anni (e le bottiglie di vino) condivisi da una coppia, finiscano per adattare le preferenze reciprocamente. Lo studio ha concluso che anche in una relazione infelice, specialmente in una convivenza, è probabile che le coppie odorino e mangino ancora le stesse cose per abitudine, necessità o convenienza.

Le coppie che bevono insieme sono più felici

Ma c’è di più, perché un nuovo studio dell’Università del Michigan afferma che le coppie che bevono insieme sono più felici. I ricercatori hanno intervistato 2.700 coppie sposate e analizzato quanto e come bevono. Le conclusioni dimostrarono che la coppia era più propensa a considerarsi felice quando condivideva queste abitudini, rispetto a quelle coppie in cui uno degli interessati rimaneva sobrio mentre l’altro consumava alcol, e viceversa.

In ogni caso, ancora molti studi sono necessari per comprendere in che modo i gusti delle coppie si avvicinino. Per il momento, perché non usare queste nuove scoperte come un’altra ragione per trascorrere del tempo con il vostro partner e la vostra bottiglia di vino preferita?

 

Il vino aiuta a ridurre la mortalità

Le qualità benefiche del vino sono molteplici: riduce il colesterolo e previene il rischio di patologie legate al cuore. Ed ora, grazie a uno studio, si è scoperto che può anche ridurre la mortalità. La ricerca evidenzia che il vino consumato come parte di una dieta anti-infiammatoria può aiutare a ridurre il rischio di morte per qualsiasi causa.

Secondo uno studio condotto presso l’Università delle Scienze di Varsavia (Polonia) e pubblicato sul Journal of Internal Medicine, consumare cibi e bevande con proprietà anti-infiammatorie è molto importante quando si tratta di ridurre il rischio di mortalità di una persona.

Dieta anti-infiammatoria

I ricercatori sono arrivati alla conclusione che una dieta anti-infiammatoria (composta da verdure, frutta, cereali, formaggio, olio d’oliva, noci, cioccolato, tè e caffè) è buona per ridurre la mortalità per qualsiasi causa. Quindi, consumare quantità moderate di vino produce comportamenti anti-infiammatori nel corpo che risultano benefici per la salute. La dieta mediterranea, infatti, consiglia l’assunzione di molti di questi alimenti e specifica che è possibile bere un bicchiere di vino rosso al giorno.

Per lo studio sono state analizzate circa 70.000 persone della Svezia di entrambi i sessi, di un’età compresa tra i 45 e gli 83 anni. In base a questo studio, il sistema immunitario innesca l’infiammazione quando il corpo affronta una potenziale minaccia, come una sostanza chimica nociva o microbi. Questo processo può diventare problematico quando l’infiammazione si trasforma nello stato predeterminato del corpo.

Si resero conto che le persone che seguivano una dieta piena di elementi anti-infiammatori avevano il 18% in meno di possibilità di morire per qualsiasi causa rispetto a quelli che consumavano meno questi prodotti. Lo studio ha anche rilevato che, tra i fumatori, coloro che seguivano una dieta antinfiammatoria avevano maggiori possibilità di sopravvivenza.

Altri benefici del vino

  • Aumenta le endorfine. Quando beviamo vino, liberiamo endorfine e notiamo una sensazione di rilassamento molto piacevole.
  • Antiossidanti. I polifenoli dell’uva provocano un’azione antiossidante veramente potente. Ciò rallenta l’invecchiamento della pelle che si rinnova ed è più liscia e giovane che mai.
  • Combatte le infezioni del tratto urinario. Grazie alla quantità di vitamine e minerali che contiene e agli antiossidanti, impedisce ai batteri di aderire alla nostra vescica o ai reni. Ciò ottimizza il filtraggio e la depurazione di questi organi.

 

Abbinamenti vini e insetti … E’ buono il risultato?

Mangiare insetti è un’idea ancora remota nella nostra mente. Anche se è davvero una tendenza comune in molti altri paesi, i consumatori italiani non sono ancora pronti per questa novità. Ma sicuramente presto potremo degustare questi alimenti, dato che offrono diversi benefici per la nostra salute.

Quando parliamo di vino e insetti facciamo un passo nel futuro. Perché, anche se non conosciamo ancora i sapori di tali alimenti, in altri paesi sono già state effettuate degustazioni e abbinamenti tra vini e insetti. E com’è il risultato? Ve lo raccontiamo.

Abbinamenti di vini e insetti

Il D.O. Rueda ha organizzato una degustazione speciale in Svizzera che ha deciso di abbinare il vino Verdejo a cavallette e vermi. Si è svolta in Svizzera, perché è il primo paese in Europa a legalizzare il consumo di insetti, seguendo severi controlli di qualità.

In questa degustazione c’erano dei tacos asiatici con grilli, cavallette in tempura con salsa di sesamo e mango, stufato di verdure e vermi di farina in salsa di Hoisin con riso, formaggio stagionato con vermi con salsa al pesto. Il risultato è qualcosa di innovativo che, a quanto pare, si addice a questo tipo di insetti.

Come spiegato da Santiago Mora, direttore generale del D.O. Rueda, e Sebastian Bordthauser, esperto tedesco in cucina con gli insetti, che hanno guidato questa degustazione: “L’innovazione fa parte dei nostri geni. Questa iniziativa ha avuto un’accoglienza eccellente tra i consumatori svizzeri e con essa abbiamo dimostrato la versatilità dell’uva Verdejo, capace di accompagnare anche i piatti più complessi “.

Vini bianchi, rossi e rosati

Oltre al DO Rueda, che si è cimentato in questa degustazione innovativa, ci sono altri paesi che hanno abbinato agli insetti i propri vini. Ma tutto dipende, inoltre, dal tipo di cibo che accompagna questi insetti. Possono essere uniti sia a riso bianco che a tacos di vitello o pollo. Perciò, nel primo caso i vini bianchi, nel secondo caso i vini rossi e rosati, si sposano perfettamente e si addicono alla molteplicità di sapori.

Quello che non sappiamo è che ci sono diversi tipi di insetti che deliziano il palato, alcuni sono più delicati e altri più forti. Secondo gli esperti, quelli che si mangiano come aperitivo si abbinano ai vini bianchi e rosati, in quanto sono più salati e meno piccanti. Mentre i piatti principali, dove gli insetti si combinati con altri ingredienti noti a tutti, sono preferibili vini rossi, data la complessità delle ricette.

In ogni caso, c’è ancora molto da sperimentare e vedere con questo tipo di alimenti, totalmente sconosciuto per noi.

 

5 tendenze nel consumo di vino per la fine del decennio

Rimane solo un anno per raggiungere il 2020 ed iniziare un nuovo decennio. Ecco perché gli esperti stabiliscono le tendenze del vino per la fine del decennio. La relazione di “Wine Trade Monitor 2018”, realizzata da Sopexa, in base alle risposte dei professionisti, evidenzia aspetti diversi, illustrando, per esempio, quali sono i vini più apprezzati e quali sono i formati favoriti dai consumatori.

1. I vini francesi continuano ad essere i più apprezzati

Non ci sono sorprese in questa sezione. Sebbene altri vini provenienti da diverse zone guadagnino posizioni, nove professionisti consultati su dieci, ritengono che i vini francesi siano ancora irraggiungibili. Salgono nella classifica quelli provenienti dal Cile, dall’Australia e dagli Stati Uniti.

2. Confezioni e formati

Secondo lo studio, i paesi asiatici prediligono ancora il vino in bottiglia e il 66% degli esperti della zona prevedono una rapida crescita delle bottiglie di volume minore e altri piccoli formati. Le confezioni ed etichette “intelligenti” e interattive sono ben accolte nei paesi asiatici, ma meno in altri paesi occidentali.

3. Boom dei vini biologici

I vini biologici si trovano, per la prima volta, tra le prime tre posizioni delle categorie più promettenti per oltre il 35% degli operatori (eccetto Cina e Hong Kong). Mentre l’impegno per il locale è sempre più importante, come abbiamo visto da alcuni anni, sia nel cibo che nelle bevande. Ciò significa che la “denominazione regionale” vende bene e continuerà fino alla fine del decennio.

4. Denominazioni di origine

Sempre si distaccano dal resto dei vini. E ciò non cambia alla fine del decennio. Lo studio dimostra, che la maggior parte dei professionisti intervistati citano, in primo luogo, le denominazioni francesi per i vini rossi. Con quattro regioni principali: Bordeaux, Languedoc, Côtes du Rhône e Borgogna. Per quanto riguarda i bianchi, quelli di Marlborough (Nuova Zelanda) si impongono ovunque tranne che in Belgio, mentre i bianchi francesi della Valle della Loira sono leader tra gli europei.

Rioja e Rueda sono le denominazioni spagnole che occupano le prime posizioni della classifica dei vini rossi e bianchi.

5. Tipi di uva

La classificazione dei quattro vitigni classici rimane stabile (Cabernet Sauvignon, Chardonnay, Pinot Nero e Merlot), si deve evidenziare il successo del Blanc Chenin negli Stati Uniti, che è una decisa tendenza da tenere in considerazione.

Nello studio di Sopexa hanno risposto 781 professionisti (importatori, grossisti, distributori e “pure player” di e-commerce), il 77% dei quali si definiscono persone chiave nel processo decisionale.

 

 

 

Foto: Uvinum e Lukáš Jirovský

Ciò che devi sapere sulle tendenze dei ristoranti

Non abbiamo una bacchetta magica per determinare cosa accadrà nella gastronomia, ma in base alle mode ed a cosa ci propongono i locali, possiamo farci un’idea di cosa accadrà in termini di tendenze nei ristoranti. Lo vogliamo scoprire?

Tendenze nella ristorazione

Scommettere sul prodotto locale

È una tendenza attuale, e quindi la vedremo nei prossimi anni. Il gusto per il biologico si sposta verso i prodotti che ci sono più vicini. Ovvero, consumare prodotti della nostra terra, della nostra regione, della campagna vicina, e se il produttore lo conosciamo da una vita, ancora meglio. Mangiamo più sano e incoraggiamo anche l’economia della zona.

Flessibilismo

È una tendenza stabilita dai responsabili della Fiera Internazionale di Ristorazione, Settore Alberghiero e Alimentazione, Sirha, che si terrà a Lione dal 26 al 30 gennaio, che ha individuato altre influenze basate su quattro concetti diversi: Coscienza, Benessere, Territorialità e Esperienza aggiunta. Così, il flessibilismo punta su questa tendenza per il sano, ma senza arrivare all’estremismo. Cioè, optano per le verdure, ma anche per il pesce fresco del giorno. Sembra che questo fenomeno andrà avanti.

Salutare

È collegato al punto precedente, e forse anche al primo. In questo periodo proliferano i locali che offrono cucina vegetariana e vegan, e nella maggior parte dei ristoranti propongono piatti vegani, cosicché quando si va a cena in gruppo o  in coppia, tutti possano trovare varietà, ed in particolare piatti considerati salutari. Anche nel mondo del vino questa tendenza sta crescendo, con l’aumento dei vini biologici e vegani.

Responsabilità

Come possiamo notare, è un’altra tendenza stabilita dai proprietari di Sirha. Quando si parla di ristorazione, questo concetto prende forma perché si basa su come si producono, si conservano, si trasportano e si consumano i prodotti senza danneggiare l’ambiente. I professionisti della ristorazione sostengono, sempre di più, soluzioni ecologiche e sostenibili.

Esperienze

Da alcuni anni i consumatori non vogliono andare fuori a pranzo o a cena e basta. Vogliono che tutto ciò che gli venga offerto (il prodotto, il menù, l’ambiente …) faccia parte di un rituale di emozioni che crei un’esperienza. E questa continua ad essere una forte tendenza. Infatti, i proprietari dei ristoranti devono escogitare come convertire i loro locali in luoghi di emozioni.

Praticità

Questa tendenza spiega l’era digitale in cui viviamo. Le prenotazioni online e le ordinazioni con consegna a domicilio sono sempre più frequenti ed i ristorante devono accettare queste nuove richieste per aumentare il proprio giro d’affari. Per questo è necessario disporre di una pagina web pratica, dove le prenotazioni possono essere effettuate immediatamente, con un solo click e dal cellulare.

 

 

Abitudini più sane riguardo al consumo di alcol tra i giovani nel Regno Unito

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista britannica BMC Public Health, incentrato sulle abitudini giovanili, si è osservata da alcuni anni una diminuzione del consumo di alcol tra i giovani adulti (tra i 16 e i 24 anni). Dei quasi 100.000 giovani intervistati, il 29% si considera non bevitore, quando nel 2005 la cifra raggiungeva solo il 18%.

Nel 2005, infatti, il 43% dei giovani ha ammesso di aver bevuto oltre i limiti raccomandati, una cifra che dieci anni dopo scende al 28%. Il consumo compulsivo è diminuito dal 27% al 18% nello stesso periodo e gli astensionisti sono aumentati dal 9% al 17%.

Discesa generalizzata

Secondo quanto affermato dagli autori della ricerca in un articolo del portale The Drinks Business, la crescita dei non bevitori tra la popolazione giovane si estende ad una vasta gamma di gruppi, compresi gli abitanti delle regioni settentrionali e meridionali dell’Inghilterra, la popolazione bianca, gli studenti a tempo pieno, i lavoratori e tutti i tipi di classi sociali. Questa crescita indica che l’astinenza dall’alcol sta diventando una tendenza che potrebbe trovare la sua origine in fattori culturali.

Questo comportamento sta diventando socialmente più accettabile, mentre i comportamenti a rischio associati all’uso compulsivo vengono messi fuori dalla normalità. Ciò viene confermato dai dati offerti dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), che mostrano una drastica diminuzione del consumo di alcol tra gli adolescenti inglesi, rispetto ad altri paesi europei.

Dal 2002 e 2014 c’è stata una significativa riduzione del consumo tra gli adolescenti, ma con cifre molto variabili tra i vari stati, dando all’Inghilterra la riduzione più drastica: mentre nel 2002 il 50,3% dichiarava di bere settimanalmente, nel 2014 la cifra è scesa al 10%.

Buone notizie per la salute dei giovani

Senza dubbio questo studio è una buona notizia, dato che avere abitudini salutari riguardo al consumo di bevande alcoliche è fondamentale. Bere con moderazione può essere benefico per la salute, ma sempre entro i limiti stabiliti da organizzazioni internazionali come l’OMS.

Questa tendenza al consumo va di pari passo con l’aumento della preferenza per le bevande a bassa gradazione alcolica, come i vini analcolici, che stanno gradualmente guadagnando importanza nel mercato.