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Cabernet Sauvignon, la regina delle uve rosse

 TAGS:Cabernet Sauvignon, che è senza dubbio il vitigno più importante del mondo del vino! L’uva Cabernet Sauvignon è originaria della regione di Bordeaux – Francia.

La fama che l’avvolge è dovuta alla sua eccellenza e, se i vitigni vengono mantenuti bene, i vini generalmente durano molti anni, persino decenni. Oggi elabora una delle più grandi produzioni di vino rosso in tutto il mondo. L’uva Cabernet Sauvignon è anche conosciuta come Petit Cabernet e Petit Vidure.

Quando la Cabernet Sauvignon è giovane, forse non è estremamente apprezzata per la sua grande quantità di alcol e tannini, secondo alcuni molto “robusta”. Ma come dice il proverbio, il vino migliora con gli anni; quindi più si riposa in bottiglia, più aumenterà di valore.

Conoscere un Cabernet Sauvignon

Alla vista i vini Cabernet Sauvignon hanno colori intensi, che vanno dalla gamma di rosso rubino – che potrebbe essere paragonato al velluto – ad alcuni vini giovani in cui prevalgono i colori azzurrognoli, alla gamma dei marroni, terra e argilla, con una leggera diminuzione di luminosità e perdita  di colore. In breve, meno giovani, minore intensità del colore.

Gli aromi sono intensi e pieni di personalità; nelle varietà giovani si trovano spesso sentori di pepe verde, lamponi, more, fichi, ciliegie, fragole mature, pepe e spezie mentre nei vecchi vini (Riserva e Gran Riserva) si evincono gli aromi del legno, caratteristici del barile in cui il vino è stato invecchiato. In questi vini ritroviamo più intensità e potenza, una struttura più complessa in cui risaltano aromi di frutta cotta, pelle e fumo.

Un Cabernet Sauvignon al palato: i sapori devono essere in sintonia con gli aromi, ci deve essere una combinazione armoniosa tra olfatto e gusto. I suoi sapori puossono arrivare ad essere complessi e con molta personalità. Sapori di frutti rossi e neri (lamponi, more, ciliegie, mirtilli e fragole), ma anche di peperoni verdi e rossi, cioccolato fondente, vaniglia e sapori con tocchi di mentolo e terra.

L’abbinamento perfetto

Un Cabernet Sauvignon accompagna perfettamente le carni rosse, dai sapori forti e dai condimenti marcati, tra le quali spicca l’agnello. E’ perfetto anche per accompagnare il pollame in generale, l’anatra in particolar modo. La pasta può essere il suo migliore alleato a tavola, ma anche i formaggi forti ci si abbinano davvero bene. Per quanto riguarda il mare, possiamo dire che va bene con pesci grassi come il salmone e il tonno.

Un vino Cabernet Sauvignon dovrebbe essere bevuto a 18 gradi, anche se, quando si tratta di un vino giovane, possiamo berlo anche a 16 gradi.

E se non sai quale vino con Cabernet Savuvignon scegliere (è coltivato in tutta Spagna e ce ne sono una miriade), perché non dai un’occhiata alle opinioni degli Uviners? Ci sono 2 Cabernet Sauvignon con un punteggio medio di 5/5: Tribel de Mirabel 2009, un vino dalla Terra di Extremadura creato dai cugini di Peter Sisseck (Pingus). Lo vendono a 17 euro (non è costoso), ed è squisito. Ancora più economico è il Pago del Vicario Penta Barrica, un altro vino della Terra, in questo caso di Castilla, prodotto dalla cantina Pago del Vicario. Entrambi sono vini con uve Cabernet Sauvignon che, miscelate con altre varietà, raggiungono a pieno l’eccellenza.

Ma se quello che vuoi è un monovarietale (solo Cabernet Sauvignon), ti diamo altre 2 diverse opzioni : Il Enate Cabernet Sauvignon Rosé 2009, uno dei migliori Somontanos di Spagna, in cui il Cabernet Sauvignon mostra tutta la sua intensità. Tra i rossi, abbiamo il Viña 32 Cabernet Sauvignon 2006, un Costers del Segre de Raimat che di sicuro ti colpirà. Allora, ti sei appassionato al Cabernet Sauvignon?

Robert Parker, il potere nel vino

 TAGS:Se appartenete in qualche modo al mondo del vino, di sicuro il nome di Robert Parker non vi è estraneo o sconosciuto alle vostre orecchie. Si tratta, forse, del critico di vino più influente del mondo; la sua parola ed il suo parere sono quasi legge nel momento in cui si deve catalogare o valorizzare vino.

Robert Parker è nato a Baltimora, Maryland (USA), si è laureato in Storia dell’Arte presso l’Università del Maryland, al College Park, continuò i suoi studi e ha conseguito la laurea in legge presso l’Università del Maryland, Baltimora, una professione che ha svolto per 10 anni nell’istituto finanziario Farm Credit Banks di Baltimora. Ma nel 1984 si è dimesso da tale esercizio per dedicarsi al 100% alla scrittura di libri sul vino.

Tutto è iniziato nel 1975, quando ha scritto una guida sui vini, a causa della mancanza di informazioni che esistevano in quel momento sul tema. Già nel 1978 pubblica il suo primo numero della ormai famosa “The Wine Advocate” (L’avvocato del vino). Questa pubblicazione è distribuita gratuitamente ai venditori di vino con una sottoscrizione iniziale di 600 copie; oggi, 33 anni dopo, “The Wine Advocate” ha più di 100.000 abbonati negli Stati Uniti ed in altri 37 paesi in tutto il mondo ed è forse la pubblicazione di vini più importante e rilevante del mondo.

Parker è poi entrato nella modernità nel 2002, quando ha creato il suo sito web che è oggi il sito sui vini più visitato del mondo.

La sua parola è legge

Parkerizzato” o, com’è più conosciuto nell’originale inglese “parkerized“, è un termine che deriva dal suo cognome, è una sorta di nota o classificazione che viene dato ai vini. Non è un segreto che molti vini prima di essere messi sul mercato passano attraverso le papille gustative di Parker e, dopo il suo tanto atteso commento, il vino può aumentare di valore o, in alcuni casi, diminuire.

Robert Parker è considerato da molti come il critico di vino più potente del mondo. La sua parola è spesso usata per valutare un vino sul mercato. Non è raro vederlo sul Rhône, in Provenza, in California o a Bordeaux, i luoghi da lui preferiti per le degustazioni di vino.

Oggi la sua parola è legge per gli amanti del vino e, pur avendo critiche insidiose, nessun produttore di vino al mondo può negare che, se il suo vino è lodato da Parker, crescerà nel mercato proprio come la schiuma dello champagne.

Bordeaux e i suoi grandi vini

 TAGS:Scrivere tutto su Bordeaux ed i suoi vini è quasi impossibile. Ci si potrebbe scriverne praticamente un’enciclopedia ma noi proveremo quantomeno a sottolineare i punti salienti della regione, dei suoi vigneti e, naturalmente, dei suoi vini deliziosi. Dobbiamo cominciare col dire che i suoi vigneti risalgono all’epoca dei romani, e che la fama dei suoi vini è forse il suo miglior emblema. Dobbiamo anche dire che i suoi vini oggigiorno hanno qualche difficoltà nel raggiungere una certa pienezza, perché il tempo non gli è favorevole e molti consumatori e commercianti di questi vini non aspettano il momento giusto e spesso scelgono i vini del cosiddetto “nuovo mondo”.

Bordeaux e le sue uve

Se parliamo di Bordeaux dobbiamo cominciare dalle sue uve. In questa regione non è infatti possibile lavorare qualsiasi tipo di uva, se non quelle consentite dalla DOP. Esse comprendono, tra i vini rossi: Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Malbec, Merlot e Petit Verdot; mentre tra i vini bianchi ritroviamo: Semillon, Sauvignon Blanc e Muscadelle.

Come tante altre regioni della Francia in cui si fa il vino, esiste una divisione, e in questo caso si tratta di un fiume che divide l’area in due: il margine sinistro dove si trova la città culla dell’Alto Medoc, in cui prevale l’uva Merlot; mentre nel lato destro ritroviamo Saint-Emilion e Pomerol in cui predomina la Cabernet Sauvignon.

Bordeaux ed i suoi vini

A Bordeaux predominano “le vendite Premier”; questo è di solito il protocollo per la vendita:

Dobbiamo cominciare col dire che i migliori vini di Bordeaux sono costosi, ma il prezzo è direttamente proporzionale alla loro straordinaria qualità. Le aziende tendono a vendere i loro vini prima che vengano messi in vendita, valutandoli attraverso una degustazione direttamente in botte. Questa pratica non avviene con tutti i vini ma solo con quelli che vengono chiamati “tranches”.

La prima tranche non è solitamente molto costosa mentre la seconda aumenta il costo in base alla qualità del vino.

I migliori vini: i Premier Crus

Tra i migliori vini di Bordeaux possiamo considerarne cinque, di cui due sono ritenuti tra i migliori al mondo. Eccovi i migliori vini di Bordeaux: Château Haut Brion, Château Latour, Château Lafite Rothschild, Château Mouton Rothschild e Chateau Margaux.

Ora che sappiamo qualcosa in più su Bordeaux e sui suoi vini, non ci resta che provare l’alta qualità dei suoi vini e di far parte di questa tradizione. Vi aggiungete?

Merlot, un’uva soave ed elegante come una donna

 TAGS:L’uva Merlot nasce a Bordeaux (Francia).

Il Merlot è considerato, dopo il Cabernet Sauvignon, il vitigno più diffuso nel mondo. Il nome Merlot deriva dall’espressione francese “petit oiseau noir“, che si traduce in italiano come “merlo”, un uccellino che si nutre proprio col succo di queste uve; grazie alla similitudine tra il colore nero-blu del piumaggio di questo uccello ed i grappoli di questo vitigno, nasce il nome Merlot.

Gran parte dei vini più famosi di Francia vengono prodotti col Merlot ma c’è da dire che oramai con questo vitigno si producono vini anche in Italia, Spagna e parte dell’Europa e del Sud America (Cile e Argentina). I vini prodotti con il Merlot sono di solito di colore “rosso rubino intenso”, di una tonalità leggermente più chiara del Cabernet Sauvignon. Il colore può variare leggermente dalla zona, visto che in alcune aree quest’uva è di solito un po’ più scura e di conseguenza anche vini da essa ottenuti. I vini Merlot più chiari sono di solito anche più leggeri.

I vini Merlot più scuri sono anche i più vecchi, hanno aromi di mora, cassis, ribes, violetta, fumo, pepe e frutti rossi, a volte si può sentire anche un tocco di cannella e chiodi di garofano. Un Merlot è in bocca morbido con un’acidità molto bassa, ha grande finezza ed eleganza, e ciò è dovuto ai suoi tannini grassi solitamente molto vellutati.

Riconoscere un Merlot

Un vino Merlot può essere definito alla vista come un vino morbido ed elegante, di colore rosso rubino intenso con riflessi violacei; chiaramente l’età è un fattore importante per il colore e la morbidezza e dev’essere sempre tenuto in conto. Anche al naso i suoi aromi sono morbidi e quasi sempre di frutti rossi. In bocca l’abbondante presenza di tannini ci ricorda le prugne.

L’abbinamento perfetto

Il Merlot è molto versatile per quanto riguarda l’abbinamento: può essere l’accompagnamento perfetto per piatti di legumi, frutta secca, verdure cotte o arrostite ma è anche ottimo con l’anatra e il coniglio. Anche il pesce e il Merlot si sposano bene, soprattutto se il pesce viene servito con salsa, ma va bene anche con stufati leggeri. I formaggi ideali per questo vino sono certamente quelli semistagionati.

Un Merlot va servito tra i 14 e i 16 gradi, se il vino è stato a lungo in bottiglia o in botte, senza mai dimenticare di decantarlo.

Come vedete, il Merlot non può proprio mancare in casa; grazie alla sua versatilità e al suo buon sapore, così come il suo rapporto qualità-prezzo, è uno dei migliori vini del mondo.

Quanto vino bere?

 TAGS:Quanto vino bere? Può essere una domanda la cui risposta sarà quasi sempre relativa e circostanziale. Ma possiamo farci un’idea a seconda dell’occasione per cui beviamo. Una delle “regole” è quella di berne tre bicchieri durante un meeting o una festa.

Per cominciare, si dovrebbe conoscere questa semplice equazione tra il rapporto bicchiere-bottiglia:

Un bicchiere di 125 ml, 6 bicchieri a bottiglia
Un bicchiere di 175 ml, 4 bicchieri a bottiglia
Un bicchiere di 250 ml, 3 bicchieri a bottiglia

Di solito si inizia con un bicchiere, il primo, all’arrivo alla riunione o festa; il secondo bicchiere di vino si beve all’inizio della cena o del pranzo mentre l’ultimo è quello per accompagnare il piatto finale o principale. Questa è una raccomandazione che potrebbe sembrare quasi di protocollo o una regola del galateo ma non si farebbe male a tenerla in considerazione.

C’è anche da tenere in conto che a volte si inizia con un cocktail ed vino arriva in un secondo momento, oppure si inizia con un brindisi di champagne o di spumante ed il vino è quindi riservato esclusivamente alla cena.

Quanto bevono gli uomini e quanto bevono le donne

Per l’uomo si può dire che può bere dai 3 ai 4 bicchieri di vino mentre le donne dai 2 ai 3. Non è una questione di maschilismo o di resistenza all’alcol. Si tratta di qualcosa di molto più semplice: del rapporto tra l’alcol e le dimensioni della persona; più si è piccoli, meno alcol si può tollerare. Inoltre, sembra sia stato testato che gli uomini metabolizzano l’alcool più rapidamente.

Quanto vino acquistare

Ora ci occupiamo dell’altra faccia della medaglia: quando compriamo del vino, quanto dobbiamo acquistarne? Se siamo noi i padroni di casa, un calcolo semplice è di 25 bottiglie di vino ogni 50 persone. Questa equazione è molto relativo, ma credo che dia un’idea abbastanza chiara di quanto vino bisogna avere per un party, un banchetto, un meeting o una cena.

Anche il fattore vino e gradazione alcolica può essere determinante quando si deve pensare alle quantità. I vini tendono ad essere tra i 12 e i 13 gradi di alcool. Quindi tenete conto di questo dettaglio al momento di misurare le quantità di vino che si pensa di bere.

Naturalmente queste sono regole e misure che vengono gestite in diversi modi; è ovvio che il limite sta sempre a voi fissarlo. Ma si deve ricordare che il consumo responsabile di alcol è un fattore determinante affinché possiate godervi al meglio una serata all’insegna del vino e della buona compagnia e, infine, allontanare dalla mente eventuali problemi di salute o di qualsiasi altra entità nella vostra vita.

Vini Borgogna

 - I vini francesi vantano di un?antica tradizione nella coltivazione della vite sviluppatasi già ai tempi dell?Impero Romano e la cui origine risale quindi al secolo II. Senza alcun dubbio il vino è un elemento fondamentale della cucina francese, i cui nomi sono riconosciuti e rinomati in tutto il mondo grazie alla sua indiscussa qualità.

Più precisamente, una delle regioni diventate più famose grazie alla propria tradizione vinicola, è la Borgogna, situata nella parte orientale della Francia, in una zona che si estende per più di 250 kilometri dal nord di Chablis fino al sud di Mâconnais. C?è da sottolineare che i suoi vini, insieme al Bordeaux e allo Champagne, sono tra i più prestigiosi del mondo.

I vini prodotti in Borgogna sono principalmente vini rossi e vini bianchi; i primi realizzati con i vitigni pinot noir e gamay mentre i secondi con chardonnay e aligoté. Si producono inoltre esigue quantità di vino rosato e di spumante. Tutto ciò avviene in una superficie di 25. 800 ettari in cui si riescono a produrre circa 1,500.000 ettolitri di vino ?Borgogna?. Questa zona, chiamata ?Vigneto Borgogna? comprende quattroaree di produzione, da nord a sud: i vigneti di Yonne, quelli della Côte d’Or, della Côte Chalonnaise e quelli di Mâconnais.

C?è da dire che è nella Côte d’Or che si ritrovano i vini più famosi e costosi di tutta la Borgona, come il “Grand Cru” , il “Premier Cru” o “Village”; mentre più a sud c?è la regione di Beaujolais, che è famosa per i suoi vini rossi fruttati fatti con la varietà di uva gamay.

Riguardo alle uve bianche, la più comune è la chardonnay con cui si producono i vini di chablis, mâcon e della Cote d’Or. Tutti realizzati con uve 100% chardonnay, che è un tipo di uva abbastanza vigorosa ed aromatica in gioventù ma che diventa poi ancora più interessante con un invecchiamento di 2-4 anni.

Per quel che riguarda le uve rosse, invece, la produzione della Cote d’Or s?incentra sul vitigno pinot noir mentre l?uva gamay si produce nel Beaujolais. Un?altra interessante annotazione per gli amanti del vino èche la pinot noir è l?uva rossa più importante di tutta la Borgoña e venne coltivata addirittura già dai galli, prima della conquista dell?impero romano.

Come avrete capito, la qualità e l?eccellenza in Borgogna sono una priorità, così come i suoi vini e la sua tradizione vinicola che è tra le più importanti al mondo; quindi non rimane altro da fare che deliziarsi con i suoi vini e promuoverne la storia e l?impeccabile qualità.

Vino, e non solo, del Linguadoca-Rossiglione

 TAGS:Nel cuore del dipartimento dei Pirenei Orientali, tra il Mediterraneo e Corbiéres, fiancheggiate dalle montagne di Canigou e Albéres, le viti del Linguadoca-Rossiglione crescono in una gran varietà di paesaggi, terreni e microclimi.

La zona di produzione del vino è attraversata da tre valli e comprende vari tipi di terre, colline, versanti e pianure in cui i terreni di ardesia, di gneis, di granito, di ghiaia e di calcare danno carattere ai famosi vini di Rossiglione. 7 vini secchi e dolci naturali con Denominazione di Origine si ritrovano nei più di 38.000 ettari di vigneto che ripercorrono queste terre.

Rossiglione può essere divisa in basa alla produzione dei suoi vini secchi e dolci naturali. I primi provengono da Côtes du Roussillon, principalmente rossi; Cotes du Roussillon Villages, esclusivamente rossi; eCollioure, con una produzione di rossi e rosati. Mentre i dolci naturali, vengono denominati Rivesaltes, Maury, Banyuls, Banyuls Grands Crus e Muscat de Rivesaltes.

Di 4 tipi, grenat (granato), rossi giovani, ambre (ambra), bianchi maturi, tuile, rossi stagionati, e ‘hors d’age’, di 5 o più anni di età, i vini dolci di Riversaltes sono ideali come aperitivo e perfino per accompagnare i primi piatti. Gli esperti segnalano che i sapori forti dei vini stagionati accompagnano bene le mandorle salate, i pistacchi o le arachidi; mentre gli aromi fruttati ed i tannini dei grenat aprono l?appetito e gli abbinamenti con, ad esempio, l?anatra alla ciliegia o con le fave, risultano a dir poco sorprendenti.

La gastronomia è una delle maggiori attrazioni del Linguadoca-Rossiglione, sia per i suoi prodotti che per la tradizione dei suoi piatti più emblematici. Gli ingredienti fondamentali di questa regione rispecchiano la sua posizione geografica sia mediterranea che provenzale. Qui l?olio di oliva, l?aglio ed il basilico sono ingredienti immancabili; mentre tra gli aromi dominano la gariga (matorral) provenzale come iltimo, il rosmarino, il lauro, etc. Naturalmente non possono mancare i classici formaggi francesi, il miele e la frutta.

Una delle sue elaborazioni più famose è la Cassoulet, originaria di Aude nel Linguadoca, anche se è contesa tra vari paesi. E? fatta da fagioli di “lingot” (cannellini) mischiati con confit d?anatra, aglio, salsiccia e lardo. Eventualmente ci si può anche aggiungere pernice o agnello. Tutti gli ingredienti vengono poi cucinati a fuoco lento in una cassole (casseruola di terracotta). Riguardo ai dolci, è la famiglia Villaret ad avere il merito di soddisfare i palati dei più golosi con i suoi biscotti (chiamati ?croquants villaret?), e a custodirne il segreto di generazione in generazione nell?azienda di Nimes, in cui tali biscotti vengono esclusivamente prodotti. Questo dolce glassato e croccante è fatto di fiori di zagara, mandorle ed essenza di limone.

Il vino greco

 TAGS:Da poco presente nell?itinerario del turismo enologico, la Grecia si è contraddistinta per la produzione di vini notoriamente forti e generosi, proprio come le sue mitologiche divinità.

Gelosa dei suoi grandi pensatori, Hellas, così come viene chiamata dai suoi abitanti, è riconosciuta in tutto il mondo come la culla della civiltà e della logica. Le sue rovine, testimonianza del passato e della conquista romana, ricevono milioni di turisti all?anno desiderosi di incontrare, girando l?angolo, Platone disquisendo in una piazza.

Attualmente la Grecia si contraddistingue non solo come uno dei migliori produttori di olio di oliva del mondo, pilastro fondamentale della sua cucina ma anche per l?instancabile lavoro che sta operando nel dare nuova vita alle sue viti ancestrali.

Ciò gli permetterà di salire alla ribalta della scena turistica diventando una destinazione di grande interesse per gli enofili, grazie ai suoi “poderosi” vini rossi, ai suoi freschi bianchi, ai suoi liquorosi considerati eccezionali, e ad un ampio ventaglio di itinerari che abbraccia gran parte del suo territorio.

Si dice che il famoso scrittore Virgilio, autore della mitica Eneide, affermasse che in Grecia era più facile contare i granelli di sabbia che non tutte le varietà di uva. Forse, il fatto che fossero più di 300 diversi vitigni, metteva in difficoltà Virgilio nel riuscire a memorizzarli tutti. Distribuiti su 150.000 ettari di vigneti divisi in nove regioni, secondo quanto scritto da Illias Anagnostakis (membro del dipartimento di Studi Medievali della Fondazione di Ricerca Nazionale Ellenica di Atene e dell?Istituto di Ricerca Bizantino) nel libro ?The Illustrated Greek Wine Book?, “la vinificazione di questo centinaio di uve è una tradizionemillenaria che precede persino l?era bizantina, al punto che la storia segnala questo paese come il responsabile della diffusione della coltura in Europa”.

Tuttavia, in tempi più recenti, la Grecia sembrava aver dato le spalle a Bacco ed essere conosciuta nel mondo come produttore di uno strano vino, dal sapore considerato fino a qualche anno fa sgradevole e grossolano, chiamato Retsina (un vino bianco profumato con resina di pino, oggi molto più stimato di prima). Di conseguenza, poco si sa sui potenti, freschi, dolci e secchi vini greci, che dagli anni ?70 cercano di riposizionarsi all?interno del mercato mondiale del vino.

Tra i bianchi, per esempio, si distinguono: l?Assyrtiko, che si esprime al meglio nell?isola di Santorini; il vino prodotto dal vitigno Vilana, apprezzato principalmente nell?isola di Creta; il Roditis, prodotto in Macedonia, Tracia e nel Peloponneso; ed infine i vini Retsina, Moscatel e Savatiano. Tra i rossi abbiamo il vitigno Agiorgitiko, creato a Nemea, nel Peloponneso, uno dei più famosi del paese, che per l?intensità del suo colore e per il suo sapore penetrante si è meritato il titolo di ?sangue di Ercole“. Ma in Grecia si producono anche vini con uve francesi come la Cabernet Sauvignon, la Cabernet Franc (Cotes de Meliton, Macedonia), la Garnacha, la Syrah e la Chardonnay.

Languedoc-Rousillon, terra di vini

 TAGS:A causa di una crisi del settore agricolo, nel 1987 alcuni pionieri della zona organizzarono un?unione di viticoltori e crearono per le loro etichette una nuova identificazione: Vin de Pays d’Oc, un vino da tavola, regionale, con garanzia di qualità. Per riuscire a vendere i propri prodotti a prezzi accessibili, scommisero su varietà riconosciute a livello internazionale. In questo modo, attraverso nuovi metodi di raccolta e vinificazione, cominciarono a produrre varietà simili a quelle che già si consumavano sul mercato.

Sono ben 40 le Denominazioni di Origine che derivano dai vari tipi di terreno, clima, e vitigni di Languedoc-Roussillon. La stessa diversità che dà a questa regione il potere di convertirsi in una delle realtà di maggior sviluppo e potenziale di tutta la Francia. Ed è stata proprio la devozione messaci dai suoi abitanti nel turismo e nell?agricoltura a trasformare il sud del paese oggi rinomato per la varietà dei suoi prodotti e per l?arte culinaria. Tra i suoi ingredienti fondamentali ritroviamo l?olio d?oliva, l?aglio ed il basilico, insieme agli aromi delle erbe della gariga provenzale (?matorral?), come il timo, il rosmarino e l?alloro, che arricchiscono le specialità rurali e costiere della zona; per non parlare dell?estensione dei suoi vigneti, che rappresentano il 40% di tutte le coltivazioni francesi.

Sulla costa del Mediterraneo, da Nímes fino alle rive del fiume Aude, Languedoc si divide in sette zone: Coteaux du Languedoc, Minervois, Fitou, Malepére, Corbiéres, Cabardésy Limoux. La prima di esse, Coteaux du Languedoc, è riconosciuta come il luogo più antico di produzione di vino della Francia. Si distingue per i vini rossi, anche se vengono comunque prodotti dei rosati e dei bianchi. Minervois si trova tra il Canal du Midi a sud e la Montagna Nera a nord. I suoi rossi sono rustici ed è consigliato accompagnarli con carni rosse; mentre i suoi bianchi sono ideali da servire con i frutti di mare ed il pesce bianco.

C?è poi Fitou che si estende da Narbonne e Perpignan fino alle montagne di Corbiéres ed è, secondo gli storici, il luogo in cui i greci piantarono le prime viti. E? nota per la produzione di vini rossi corposi dagli aromi complessi, di spezie e frutti maturi. Infine Malepére, circondata dal Canal du Midi e dal fiume Aude, che si distingue per la produzione di rosati.

Con più di 23.000 ettari, Corbiéres include le città di Carcassonne, Narbonne, Perpignan e Quillan, e si divide in 11 zone, in base al tipo di terreno e alle condizioni climatiche. Il 90% dei suoi vini rossi sono giovani, leggeri e fruttati. Ben sei fiumi bagnano i versanti e le terrazze di Cabardés, verso la Montagna Nera e dominando la città di Carcassonne. Grazie alla sua posizione tra Languedoc e Bordeaux, tanto le varietà di uve dell?Atlantico (Merlot, Cabernet Sauvignon, Franc, Malbec e Fer Servadou) quanto quelle del Mediterraneo (Syrah e Grenache) qui crescono in maniera ottimale.

La storia narra che Tito Livio già 2.000 anni fa elogiava i vini bianchi di Limoux. In seguito, nel 1531, un monaco benedettino scoprì il processo naturale che trasforma i vini da normali a frizzanti, creando quindi il primo champagne del mondo, che oggi rappresenta il 95% della produzione della regione con il Blanquette de Limoux, il Crémant de Limoux ed il Blanquette Méthode Ancestrale. Quindi il Blanquette di Limoux, il brut più vecchio del mondo, è il risultato dell?unione di almeno un 90% di Mauzac completato con Chardonnay e Chenin.

Vini veneti

 TAGS:Il Veneto è la terza regione italiana per produzione di vino a denominazione di origine, sia per il vino rosso che per il vino bianco, dopo la Puglia e la Sicilia. La cultura della vite, in questa zona è stata orientata verso la produzione di grandi quantità di uve, la riduzione dei volumi e l?aumento delle quantità, permettendo così al vino veneto di farsi un nome, a livello mondiale. Anche se è pur vero che viene tuttora oscurato, in quanto a varietà e successo, dai vini della Toscana.

Le uve tradizionali della zona sono la Corvina veronese, la Rondinella e la Molinara. È molto utilizzata anche la Garganega e, in quantità minore, il Cortese, la Malvasia Toscana ed il Verduzzo. Vengono inoltre impiegati vitigni importanti come lo Chardonnay ed il Merlot.

Il Veneto ha anche un gruppo di vini di un unico vitigno e rari vini passiti; anche lo spumante del Veneto ha conquistato una parte molto importante del mercato italiano, grazie alle sue particolari caratteristiche: profumo leggermente aromatico e sapore non troppo secco. TAGS:

Riguardo all?abbinamento, lo spumante veneto è perfetto come aperitivo con qualsiasi tipo di portata. C?è da dire inoltre che, nonostante l?uva del Prosecco sia originaria del Friuli-Venezia Giulia, è proprio in Veneto, tra le colline della provincia di Treviso, che se ne ritrova un vitigno molto forte e vigoroso.

La maggior parte dei Prosecchi è costituita da vini tranquilli, anche se di solito quelli più apprezzati sono effervescenti e spumeggianti, dalle sfumature esotiche ed avvolgenti.

I vini rossi del Veneto hanno un sapore armonioso e vellutato, ideali quindi per accompagnare piatti di pasta; mentre i vini bianchi sono più strutturati ed hanno un sapore fruttato, per cui si abbinano molto bene con antipasti leggeri, pesce e riso.

Un consiglio sul Veneto ma che in generale ti può essere utile per scegliere qualsiasi vino italiano:

Siccome in molte regioni della penisola la zona originale di produzione del vino è andata sempre più espandendosi, oramai si fa una diversificazione tra questa zona originale, grazie all?aggiunta sull?etichetta della parola ?Classico?, e la zona nuova che porterà solamente il nome senza l?aggiunta della parola ?classico?. E quindi incontriamo: il Valpolicella Classico ed il Valpolicella, l?Amarone Classico e l?Amarone, il Chianti Classico ed il Chianti, e così via.

Se vuoi comprare un vino italiano, di una zona specifica, ma non conosci la cantina o il vino stesso, segui in linea di massima questo consiglio: scegli i vini sulla cui etichetta appare il nome della zona seguito dalla parola “Classico”, poichè solitamente si producono vini di maggiore qualità e ciò significa anche che proverai il sapore del vino così come quando ha cominciato a diventare famoso.

Anche se, come sempre, ogni vigneto è unico, ogni produttore è speciale ed ogni vino è diverso dall?altro. Per questo permettici di consigliarti 2 ottimi vini del Veneto:

 TAGS:Maculan Ferrata Chardonnay 2008Maculan Ferrata Chardonnay 2008

Fausto Maculan è il proprietario di questa giovane cantina che elabora uno dei vini bianchi più interessanti di tutto il territorio italiano.

 TAGS:Acquistare Maculan Ferrata Chardonnay 2008 15,35?


 TAGS:Speri Amarone Della Valpolicella Classico Sant'Urbano 2006Speri Amarone Della Valpolicella Classico Sant’Urbano 2006

Un Amarone della Valpolicella Classico, quindi più caro, che ha però un sapore ed una qualità tali, da farcene dimenticare il prezzo. Ti rimarrà impresso per tutta la vita.

Acquistare Speri Amarone Della Valpolicella Classico Sant'Urbano 2006 46,42?