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La cena perfetta per San Valentino

 TAGS:Non vi è maniera migliore di festeggiare San Valentino che con una buona cena. Affinché questa notte così importante sia perfetta, un menù afrodisiaco può terminare in una notte romantica e appassionata.

Per l’aperitivo si può bere una tonica con menta o fragola, dato che per iniziare è meglio non bere roba forte. Si accompagna la bibita con del caviale anche se altri preferiscono altri tipi di delicatessen come un riso al foie, che è delizioso e non riempie troppo lo stomaco che deve arrivare fino al dessert. 

I frutti di mare e alcuni tipi di pesce sono alimenti afrodisiaci e ideali per far passare più lentamente la notte. Si possono accompagnare a spezie, come cannella o miele, che aumentano la sessualità. Aragoste, gamberi e cozze danno sensualità in quanto hanno proteine a volontà e possono essere mangiati con le dita.

Si tratta, insomma, di dare spazio all’immaginazione e giocare con le consistenze e i sapori per passare dai baci alle carezze. Il culmine è un buon dessert: oltre alle fragole con panna si può preparare qualcosa di elaborata come la frutta fresca a pezzi con il cioccolato fuso. Questi sono dolci perfetti per questo tipo di cene e inoltre aiutano a migliorare la sensazione di benessere alla fine del pasto, grazie alla serotonina, presente nel cioccolato. Accompagnare il tutto con vino o champagne di qualità è un tocco di classe.

I dettagli sono molto importanti: un tavolo ben preparato, dei petali di rosa e un regalo nascosto.In questo modo l’altro commensale si stupirà e tutto sarà perfetto.

Se vuoi preparare una cena particolare per San Valentino ti raccomandiamo dei buoni vini per accompagnare il cibo:

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Duca Di Castelmonte Dianthà 2012

 

 

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Gaja Sito Moresco Langhe Rosso 2010

Come decantare un vino

 - Decantare è uno dei passi che si realizza quando si elabora un vino dato che attraverso questo processo si separa un mix e si rimuovono i sedimenti dopo aver versato un liquido da un recipiente a un altro.  

Per far ciò bisogna utilizzare un decantatore di vini, ossia un recipiente usato per ossigenare e al contempo rimuovere i sedimenti dei vini vecchi. I decantatori erano anfore presso i greci e i romani e venivano utilizzati solo per versare il vino, mentre attualmente sono di vetro e nel Rinascimento era fatti di metallo. 

Una domanda che ci viene in mente quando conosciamo questo processo è: perché decantare e ossigenare il vino? Il vino, dopo essere stato ossigenato da un recipiente all’altro libera i suoi aromi, cosa necessaria dopo che è stato fatto stagionare in botti o in bottiglie per molto tempo. Un po’ come si fa nel bicchiere prima di berlo. 

Quando si decanta un vino novello bisogna aprire la bottiglia e svuotarla nel decantatore, evitando che il vino fuoriesca. In caso di un vino vecchio è importante evitare i suoi sedimenti. Si apre la bottiglia e la si svuota lentamente per vedere bene con la luce quando i sedimenti iniziano ad arrivare al collo della bottiglia e ci si deve fermare solo quando il vino è stato del tutto decantato. 

Nonostante i benefici di decantare il vino è da ricordare che in questo modo il processo di ossidazione è più rapido e si perde alcol. Quindi, una volta decantato, il vino deve consumarsi poche ore dopo per apprezzare del tutto il suo sapore e le sue caratteristiche.

Un decantatore non deve essere mai lavato con il sapone, anzi, meglio lavarlo con acqua minerale, un poco di ghiaccio rotto e sale grosso.

Alcune raccomandazioni di vino su Uvinum:

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Diemersfontein Pinotage 2012

 

 

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Laya 2012

Comincia l’anno brindando con lo spumante

 TAGS:Durante le feste di Natale 2013, lo spumante non può mancare in tutti i luoghi dove abbiamo festeggiato. Cominciare il 2014 con un brindisi di un ottimo spumante è il migliore degli auspici per un anno pieno di buoni propositi.

Questo fantastico vino spumante ha ormai raggiunto un’alta categoria ed è la bevanda perfetta per le celebrazioni più importanti. Lo spumante viene elaborato attraverso il metodo tradizionale (lo stesso dello champagne) ma si adatta alle caratteristiche dei luoghi e delle regioni dove viene prodotto. In Italia su tutte spicca il Piemonte.

Esistono svariati tipi di spumante, sempre a seconda della quantità di zucchero che gli si aggiunge. Il Brut Nature è uno dei più puri perché gli si aggiunge solamente del vini e dunque ha una qualità più elevata ed è adatto per i commensali più esigenti. Tutto il contrario accade per quanto riguarda la produzione di spumante semisecco al quale viene aggiunta una quantità di 32/50 grammi di zucchero al litro e la sua produzione diminuisce di anno in anno. Inoltre, è sempre più popolare lo spumante rosato, che spopola in tantissime tavole durante le feste. 

Per questi giorni vi raccomandiamo alcuni tipi di spumante che vi piaceranno sicuramente nel momenti in cui dovrete brindare con torroni e dolci tipici delle feste:

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Ferreira Dona Antonia Reserva

 

 

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Néctar Pedro Ximénez

Come si festeggia il capodanno in Europa

 - Europa è piena di tradizioni per l’anno nuovo. La maggior parte ha a che vedere con la fortuna e con il fatto di lasciarsi dietro le cose negative per iniziare bene l’anno. 

Esistono molte tradizioni comuni. Il fuoco, ad esempio, è un elemento ricorrente. Soprattutto in luoghi come l’Ungheria dove si bruciano delle sculture o in mitteleuropa, dove si bruciano piccole bambole. Il significato di questi atti è il volersi disfare delle cose vecchie per fare spazio a quelle nuove. In alcune zone della Scozia si lascia rotolare per le strade un barrile infuocato per allontare gli spiriti maligni, mentre in Austria si sparge incenso in casa.

In generale però la festa di capodanno è un modo per socializzare, stare con amici e famiglia. È per questo che l’abitudine più diffusa è quella di scambiarsi baci e abbracci appena si entra nell’anno nuovo. In Gran Bretagna si canta l’inno chiamato?Auld Lang Syne?. In Francia bisogna baciarsi sotto una pianta e in Turchia si distribuiscono abbracci e stretti di mano. 

Nelle grandi capitali europee c’è sempre festa per strada fino all’alba. La festa più famosa è quella di Berlino, nella quale si conta oltre un milione di persone. Anche Budapest, Parigi e Madrid spiccano per le loro celebrazioni in piena strada e all’aria aperta, nonostante il freddo invernale. 

Molte tradizioni vengono accompagnate dalla gastronomia. In Spagna a mezzanotte si mangiano i 12 acini di uva per augurarsi buona fortuna. In Italia si mangiano lenticchie come simbolo di abbondanza mentre in Germania si lascia riposare la cena nel piatto per iniziare bene l’anno.

I vini e i liquori sono una delle opzioni migliori per celebrare queste feste. Quelli tipo spumante o champagne sono i grandi protagonisti ma non si devono dimenticare i classici tradizionali come il ‘mulled wine’, il vino tiepido inglese. 

Ecco i nostri suggerimenti affinché tu possa festeggiare come si deve il capodanno: 

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Ferghettina Franciacorta Brut

 

 

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Luna Argenta Prosecco Treviso Doc

4 rossi per combattere il freddo

 TAGS:Con l’arrivo dell’autunno il freddo si insinua nella nostre case e una delle migliori maniere di combatterlo è la degustazione di un saporito vino rosso.

I vini Rioja sono forti e contundenti, ossia ideali perfetti per dare il benvenuto al freddo. Uno dei più celebri e gustosi è, senza dubbio, il Branciforti Nero d’Avola 2010, un rosso con aroma forte tipico della Sicilia. È perfetto per le cene più saporite, dove dominano le carni, gli insaccati e i formaggi.

Se andiamo invece in Spagna, vediamo che un bel rosso Penedès èun’opzione importante.Un altro vino di qualità per quest’epoca è il Petit Caus Negre 2011, potente e molto equilibrato ed elaborato con uve Cabernet Franc, Syrah e Merlot.Il suo sapore intenso ci ricorda il legno nel quale è messo a stagionare. È raccomandabile per i piatti pesanti come gli stufati, i paté, i risotti e le carni arrostite. 

Contro il freddo, il vino DO Toro potrà allietare le interminabili notti tra amici vicino al camino. Perfetto per palati esigenti, contribuisce a conferire aromi intensi e sapori di frutti rossi con spezie come il pepe. È adatto ad accompagnare pasta, tacchino, carne o riso, a seconda dei tuoi gusti.

Con la carne rossa o con il cognilio la migliore opzione è la DO Somontano. I sapori restano impregnati sulle labbra dei commensali. Ciò nonostante, se vuoi garantirti un trionfo sicuro, punta sull’ Enate Cabernet Merlot 2007. Con colore rubino intenso, sa di frutti secchi e il suo sapore intenso di frutta matura è ancora meglio. 

Ecco che vini ti raccomandiamo per sconfiggere il freddo: 

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Antinori Tormaresca Neprica 2011

 

 

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Fichimori 2012

Come scegliere un vino per Natale

 - Questo Natale saprà di vino. Il regalo più sicuro per soddisfare amici e parenti. Quindi prendi nota, sicuramente potrai trovare delle fonti di ispirazione per poter rallegrare il Natale di uno dei tuoi amici più cari.

I più nuovi. È preferibile regalare un vino che si adatti alle preferenze di coloro che vogliamo compiacere. Le ultime annate dei vini classici sono un colpo a botta sicura dato che si tratta di vini giovani con sapori sorprendenti. 

La zona: Le zone vinicole determinano la scelta di un vino. Ogni zona ha le sue caratteristiche particolari che li rendono unici, come ad esempio il Chianti o il Barolo, famosi per la loro alta qualità. 

Originalità: Allontaniamoci dai vini storici per poter così sorprendere i nostri commensali. Si può dunque scegliere un vino organico, ecologico, un vino del Sudafrica o di un paese meno conosciuto…

A seconda dei gusti della persona: Ognuno preferisce un vino diverso. Se a un tuo amico piacciono i sapori forti sarà meglio prendere un rosso forte, mentre se preferisce i dolci sarà meglio scegliere un Moscato o un vino dolce. 

Vini personalizzati: Questo settore si reinventa per far contenti i commensali. Dunque puoi regalare un vino con un’etichetta con nome o foto della persona interessata, con etichette di colori ecc…

Per DO o destinazioni di viaggio: Le denominazioni di origine sono solite influire nella qualità di un buon vino. Scegliere un vino per regalo a una persona che è di una certa regione o di un certo paese è una garanzia. 

Oggi ti raccomandiamo 2 grandi vini da regalare:

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Cavalleri Franciacorta Saten Brut

 

 

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Tenute Carretta Nebbiolo 2009

Per quanti giorni posso tenere aperto il vino?

 TAGS:Sebbene sia stato ormai accertato che il vino apporti determinati benefici al nostro organismo, sia per quanto riguarda la salute cardiovascolare, sia nel prevenire l’invecchiamento in generale, è pur vero che il troppo storpia per cui non si deve assolutamente abusare di questa bevanda alcolica. Può succedere quindi di aprire una bottiglia di vino e, pur condividendola con il nostro partner, con amici o familiari, magari non riuscire a finirla tutta.

Di solito la si conserva in frigo e la si può continuare a bere per diversi giorni, sempre tenendo presente però che con il corso del tempo il gusto del vino cambierà ed andrà man mano degradandosi fino a diventare imbevibile. Le domande che quindi sorgono spontanee sono le seguenti: bere questo vino potrebbe essere dannoso per la nostra salute? E come fare a capire quando è arrivato il momento di buttarlo via?

Per quanto riguarda la prima domanda, sembra chiaro che la risposta è no. La causa della degradazione nel gusto del vino una volta aperto è l’ossidazione. Quando si apre una bottiglia, il suo contenuto, che fino ad allora era stato isolato dall’ambiente esterno attraverso la bottiglia stessa e grazie al tappo di sughero (o di qualsiasi altro materiale), entra in contatto con l’ossigeno presente nell’aria e inizia immediatamente a cambiare. Questo è il motivo per cui proviamo il vino quando lo apriamo: perché può capitare che una cattiva chiusura accidentale della bottiglia possa aver compromesso il prodotto stesso.

La seconda risposta è relativa: dipende più che altro dal nostro gusto personale. Sicuramente, se non sono passati più di due o tre giorni, il vino sarà ancora di nostro gradimento. Più i giorni passano e più il cambiamento del suo sapore sarà evidente (in negativo, naturalmente). La presenza dei tannini nel vino evita in qualche modo l’ossidazione naturale, per cui più tannini ci sono, più a lungo si potrà conservare. E’ per questa ragione che il vino rosso, che presenta molti tannini, riesce a durare di più rispetto a un vino bianco, più incline a una rapida ossidazione e, di conseguenza, a diventare più sgradevole in poco tempo.

Che vino preferite? Oggi ve ne consigliamo due che sicuramente non dureranno molto sulle vostre tavole:

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Tenuta Sant’Antonio Scaia Bianca 2012

 

 

 TAGS:Guicciardini Strozzi Chianti Titolato Colli Senesi 2011Guicciardini Strozzi Chianti Titolato Colli Senesi 2011

Guicciardini Strozzi Chianti Titolato Colli Senesi 2011

I vini di Rueda: Verdejo e molto altro ancora

 TAGS:Tra i vari vini DO spagnoli, non possiamo non parlare dei vini di Rueda, la cui estensione di vigneti è situata nella comunità autonoma di Castiglia e León, con un totale di 72 comuni, situati principalmente nella parte meridionale della suddetta comunità.

Vi ritroviamo sia varietà bianche che rosse. Tra le prime, si contraddistingue sicuramente l’uva autoctona Verdejo, che dà grande personalità ai suoi bianchi più puri, apportando in particolar modo aromi di erbe mediterranee selvatiche e frutta. Altre varietà bianche sono Sauvignon Blanc e Viura.

Anche se i bianchi sono i protagonisti di gran parte della produzione, di recente si elaborano anche vini rossi, i cui vitigni principali sono: Tempranillo, Cabernet Sauvignon, Merlot e Grenache.

Attualmente, la produzione di questi vini avviene in maniera molto più moderna. Attraverso la meccanizzazione infatti si evita l’ossidazione, oltre al fatto che il processo può essere svolto tranquillamente anche di notte, quando le temperature sono più basse. La fermentazione del vino ha luogo in grandi serbatoi di acciaio inox che puliscono correttamente il mosto.

 TAGS:Tutto ciò contribuisce a dare vita ad una classe di vini di alta qualità, i cui bianchi sono caratterizzati da un colore giallo quasi dorato, e presentano sentori di frutta, morbidi e freschi, con aromi di vaniglia. La potenza dell’uva Verdejo fa sì che la permanenza nelle botti non gli faccia mai perdere tali aromi e tale personalità.

L’enoturismo è molto diffuso nella zona, grazie a questa e ad altre denominazioni di origine prevalenti in quest’area geografica (Ribera del Duero, Cigales, ecc…). E’ notevole infatti la presenza di turisti che si dilettano nel provare questa varietà di Verdejo unica, oltre ad altre specialità gastronomiche tipiche della regione, come ad esempio il formaggio di pecora. Famosissime sono infine le cantine sotterranee, piene di tradizione e di storia.

Ma al momento di dover scegliere, quale Verdejo comprare? Molti sono i vini che vale davvero la pena provare, ma di sicuro non potete perdervi questi due:

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Marques de Riscal Limousin 2011

 

 

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Viña Albali Aurium Blanc 2011

I vini bianchi di Rioja

 TAGS:Rioja è la Denominazione di un vino spagnolo entro la quale si distinguono diversi vini prodotti in determinate zone delle comunità autonome di Castiglia e Leon, Navarra, Paesi Baschi e Rioja. Per la diversità climatica si dividono ulteriormente in tre sottozone di produzione: Rioja Alta, Rioja Baja e Rioja Alavesa.

I vini di Rioja sono freschi, aromatici, dallo splendido bouquet e dalla composizione equilibrata e sono facilmente distinguibili grazie alle loro controetichette ed ai sigilli numerati.

Le varietà tradizionali autorizzate dal “Consejo Regulador” della D.O.C.a Rioja sono, sin dalla loro creazione nel 1925, sette: quattro rosse e tre bianche.

Varietà rosse: Tempranillo, Garnacha Tinta, Mazuelo e Graciano.
Varietà bianche: Viura, Malvasia e Garnacha Blanca.

Nel 2007 il “Consejo Regulador” della D.O.C.a Rioja ha autorizzato, per la prima volta dal 1925, l’introduzione di nuove varietà all’interno della denominazione:

Varietà Rosse

Autoctone: Maturana tinta, Maturana parda o Maturano e Monastel.

Varietà Bianche

Autoctone: Maturana blanca, Tempranillo blanco e Torrontés
Forestiere: Chardonnay, Sauvignon Blanc e Verdejo 

Per la produzione dei vini bianchi di Rioja, secondo i regolamenti, devono essere utilizzate sole le varietà autorizzate, così come segue:

Si possono impiegare esclusivamente: Viura, Garnacha Blanca, Malvasía, Maturana blanca, Tempranillo blanco e Turruntés. È inoltre possibile utilizzare i vitigni Chardonnay, Sauvignon Blanc e Verdejo a patto che non siano della varietà predominante nel prodotto finale.

Per la produzione dei vini bianchi di Rioja, l’uva passa prima per il torchio, poi vengono rimossi i raspi e le bucce ed infine il mosto ottenuto viene conservato per la successiva fermentazione.

Viene fatto riposare prima in botti di rovere da 225 litri, per un periodo di tempo che va da 1 a 3 anni, e dopo in bottiglia, per un periodo compreso tra 6 mesi e 6 anni.

A seconda di quanto tempo il vino rimane in barrique è classificato come:

Crianza: nel caso del bianco e del rosè, il tempo totale è lo stesso che per il rosso, è solo obbligatorio un periodo minimo di sei mesi in barrique.
Reserva: nel caso del bianco e del rosè, il tempo totale dell’invecchiamento in botti di rovere ed in bottiglia, deve essere di almeno 24 mesi, con un periodo minimo di affinamento in barrique di sei mesi.
Gran Reserva: nel caso del bianco e del rosè, il periodo dell’invecchiamento in botti di rovere ed in bottiglia, deve essere complessivamente di 48 mesi, con almeno un periodo minimo di affinamento in barrique di sei mesi.

Voglia di Rioja? Oggi però solo bianco, ok?

 TAGS:Allende Blanco 2009Allende Blanco 2009

Allende Blanco 2009 è un vino invecchiato in cui si mescolando i sapori della Malvasia con il tocco morbido di vaniglia dovuto all’invecchiamento in barrique.

 

 

 TAGS:Viña Tondonia Blanco Reserva 1998Viña Tondonia Blanco Reserva 1998

Viña Tondonia Blanco Reserva 1998 è un ottimo esempio di come i vini bianchi possono invecchiare e migliorare ancora di più. Un riserva eccezionale.

Vini del Veneto

 - Il Veneto è la terza regione italiana nella produzione di vini a denominazione di origine per l’elaborazione di vino rosso e di vino bianco, dopo la Puglia e la Sicilia. La coltura della vite in questa zona è stata orientata alla produzione di grandi quantità di uva, alla riduzione del volume e all’aumento delle quantità, permettendo di far raggiungere al vino veneto una fama mondiale. Tuttavia, sono ancora alquanto oscurati dalla varietà e dal successo dei vini della Toscana.

Le uve tradizionali locali sono la Corvina Veronese, la Rondinella e la Molinara. E’ inoltre molto utilizzata anche la Garganega e, in misura minore, la Cortese, la Malvasia Toscana e la Verduzzo. Infine, vengono impiegati anche ceppi importati come Chardonnay e Merlot.

Il Veneto si distingue inoltre per la produzione di alcuni vini monovarietali, di vini liquorosi, e dello spumante; quest’ultimo in particolare ha conquistato una fetta molto importante del mercato degli spumanti italiani, grazie alle sue inconfondibili caratteristiche: profumo leggermente aromatico e sapore non troppo secco.

Per quanto riguarda l’abbinamento, lo spumante del Veneto è perfetto come aperitivo e per accompagnare un po’ tutti i tipi di piatti. Bisogna inoltre sapere che, sebbene l’uva Prosecco sia originaria della Venezia Giulia, essa è molto diffusa nel Veneto, in particolar modo nelle zone collinari della provincia di Treviso, dove questo ceppo è più che mai vigoroso.

La maggior parte dei vini Prosecco è rappresentata dai cosiddetti vini “tranquilli”, anche se le versioni più pregiate di solito sono frizzanti e spumanti, dalle sfumature esotiche ed avvolgenti.

I vini rossi del Veneto hanno un sapore armonico e vellutato e sono l’ideale per accompagnare i primi piatti, mentre i vini bianchi veneti sono strutturati e dal sapore fruttato, per cui si sposano particolarmente bene con antipasti leggeri, pesce e riso.

Ora vi diamo un consiglio da tenere in considerazione quando scegliete un vino:

In molte regioni d’Italia, per estendere l’area originaria in cui viene prodotto un determinato vino, viene fatta una distinzione tra i vini prodotti in quest’area originaria, a cui viene aggiunta la denominazione “Classico“, ed i vini prodotti nella zona estesa rispetto a quella d’origine che portano solo il nome. Per cui ritroveremo: Valpolicella Classico e Valpolicella, Amarone Classico e Amarone, Chianti Classico e Chianti, e così via.

In conclusione, quando volete acquistare un vino italiano di una determinata regione ma non sapete niente sulla cantina o sullo stesso vino, seguite sempre questo consiglio: scegliete i vini sulla cui etichetta appare il nome della zona seguito dalla parola “Classico”; ciò significa che i vini sono di alta qualità e vi permetteranno di conoscere meglio il gusto di quel vino così com’era prima che diventasse famoso. Anche se, come sempre, ogni vigneto è unico, ogni produttore è speciale ed ogni vino è diverso dall’altro. Ti consigliamo quindi 2 ottimi vini veneti:

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Maculan Ferrata Chardonnay 2008: Fausto Maculan è il proprietario di questa giovane azienda che produce uno dei vini bianchi più interessanti d’Italia.

 

 

 TAGS:Speri Amarone Della Valpolicella Classico Sant'Urbano 2008Speri Amarone Della Valpolicella Classico Sant’Urbano 2008

Speri Amarone Della Valpolicella Classico Sant’Urbano 2008: Un Amarone della Valpolicella Classico, per cui più costoso, ma con un gusto ed una qualità tali, da farcene dimenticare il prezzo. Da ricordare per tutta la vita.