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Vino Margaux, lusso estremo

 TAGS:Il vino Margaux sprigiona eleganza e nobiltà ed è una vera e propria delizia per i sensi. E’ riconosciuto a livello mondiale per il suo spirito artigianale che lo ha convertito in uno dei vini più particolari ad un prezzo estremamente elevato. Ma a chi non piace togliersi uno sfizio di tanto in tanto?

Beh, questa volta sarà proprio questo vino rosso buona e di alta qualità, a trasportarci realmente in un’altra dimensione. Tali vini sono destinati soprattutto agli amanti del vino più autentici ed esperti.

Per gli intenditori, per coloro che festeggiano in pompa magna… il Margaux da sempre garanzia di successo, strettamente legato all’aristocrazia. Ve ne offriamo alcuni esempi, purtroppo accessibili solo a pochi eletti ma che, se avrete la possibilità di provarli, vi daranno l’idea della loro magnificenza.

Lo Château Margaux 2005 è pura nobiltà. Ha una personalità elevata, con tocchi sottili e profumati, e una grande sensibilità in bocca, cosa che caratterizza molti vini francesi di Bordeaux. Si tratta di un rosso magnifico dagli odori e dai sapori che sanno di lampone, liquirizia e tostato. Ideale per grandi banchetti con carne pregiata.

Lo Château Brane Cantenac 2006 è un rosso speciale, prodotto in un’annata a dir poco perfetta, proprio con il clima ideale per la sua elabozione. Delicato, offre un mix sublime di tradizione e modernità che si manifesta soprattutto nel suo profumo, intenso ed elegante, e nel gusto in cui si intrecciano tutte le condizioni ideali per un vino perfetto.

Lo Château Giscours 2005 è stremamente potente! Si tratta di uno dei vini più costosi e sublimi del mondo, con volume e grandissima eleganza. Il colore è rosso rubino intenso mentre il sapore è fruttato e delicato e ricorda le botti in cui è stato fatto riposare. Berlo è uno dei più grandi piaceri della vita.

Vi siete mai concessi il lusso di degustare un vino Margaux? Com’è andata? Ne preferite uno in particolare?

Come abbinare il vino alla pasta

 TAGS:Sia i vini sia la pasta sono elementi tipici della cucina italiana e del Mediterraneo. Oggi la loro diffusione in tutto il mondo è così evidente che nella maggior parte dei paesi si mangia pasta e ultimamente la si accompagna col vino, come da sempre in Italia

Seppur molte persone pasteggiano con Coca Cola o birra, da sempre il vino è il miglior accompagnamento per la pasta, addirittura migliore dell’acqua. Il vino è da tempo immemorabile la bevanda più adatta a sposarsi con la pasta e in molti casi viene utilizzato per dare maggior sapore al sugo che condirà la pasta.

Nonostante non esistano regole precise, ogni tipo di salsa merita particolare attenzione quando si cerca l’abbinamento perfetto con un vino. È necessario combinare un tipo di sugo e di pasta con un vino di qualità, un po’ come trovare il perfetto abbinamento tra un vino e un formaggio o un insaccato. 

E ‘giusto, in ogni caso, lasciare libertà ai gusti personali di ognuno al momento di scegliere la combinazione. Questo perché spesso alcuni esperimenti in cucina possono portare a delle sorprese dal punto di vista del gusto. È tuttavia, importante scegliere attentamente il tipo di vino da consumare a seconda dei tipi di condimenti per la pasta.

Quando si sceglie un tipo di vino è molto importante distinguere tra i vini rossi, vini bianchi e rosati. Di seguito elenchiamo le caratteristiche di ognuno di questi vini:

 

 Vini bianchi

I vini bianchi, in particolare quelli secchi, sono spesso utilizzati per accompagnare la pasta “alla marinara”, ossia quella condita con pesce e frutti di mare. Inoltre servono per cucinare i condimenti e dare più sapore alle salse di questo tipo. I bianchi possono essere utilizzati anche per accompagnare piatti molto semplici e tipici della dieta mediterranea, come gli spaghetti con salsa di pomodoro e basilico fresco.

Vini rosati

Questi tipi di vino hanno più o meno le stesse caratteristiche dei bianchi anche se spesso possono sembrare un po’ più dolce. È meglio evitare i rosati troppo dolciastri, mentre quelli più secchi rappresentano una buona soluzione per accompagnare condimenti non troppo elaborati, soprattutto con salse di pomodoro o pesce.

Vini rossi

Anche se non leggeri come quelli bianchi, i vini rossi hanno raggiunto un grande successo ultimamente anche quando accompagnano piatti semplici come pasta. I vini rossi possono essere combinati con la pasta condita con formaggio o carne e servono anche per la cottura di certi tipi di sale, come ad esempio il ragú. I rossi più adatti per questa combinazione sono i novelli e quelli con una gradazione alcolica non troppo elevata.

Di seguito proponiamo degli ottimi vini per accompagnare la pasta:

 

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Marziano Abbona Dolcetto Di Dogliani San Luigi 2011, un buon rosso opaco

 

 

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Argiolas Vermentino Costamolino 2011, un bianco fresco e asciutto

Il Lambrusco, fenomeno emiliano

 TAGS:Durante una buona cena composta da un piatto tipico come dei tortellini o anche semplicemente da insaccati di qualità o da della buona carne rossa, il Lambrusco si distingue come un accompagnamento ad hoc; delicato, gustoso ed effervescente, questo vino continua ad essere tra i più venduti in Italia, come confermato da una recente indagine svolta da Vinitaly. 

Eppure il Lambrusco non riscuote successo solo nel Belpaese bensì è tra i più consumati vini italiani in tutto il mondo e la sua fama è pari a quella di vini rossi di qualità come il Chianti, il Brunello di Montalcino e il Barbera. Il Lambrusco, essendo un vino dolce e spumoso, incanta i palati di molte persone e la riprova è la fama di questo prodotto in paesi come Spagna e Francia, dove il consumo di formaggi ed insaccati favorisce l’abbinamento del prodotto non solo durante una cena o un pranzo ma anche durante un aperitivo. Ciò nonostante, le esportazioni di Lambrusco DOC fuori dall’Italia sono ancora poco frequenti.  

Di solito servito fresco, il Lambrusco è un vino effervescente che prende il nome da una serie di vitigni che si trovano principalmente in Emilia Romagna, più precisamente nelle provincie di Modena e Reggio Emilia, dove risalta come prodotto tipico. Le sue uve sono originariamente rosse ma vengono utilizzate per produrre questo tipo di vino che può essere rosso o rosato, ma si caratterizza sempre per essere frizzante.

Per quanto riguarda la sua produzione, il Lambrusco ha una storia particolare: agli inizi del 1900 si caratterizzava per essere secco e la sua schiuma veniva prodotta tramite una fermentazione in bottiglia come avveniva per lo Champagne. In seguito, con l’avvento di nuove tecnologie e l’impiego del metodo di produzione Charmat, il Lambrusco assunse un sapore più dolce e vide la sua produzione aumentare in maniera esponenziale. 

Per godere delle migliori proprietà del Lambrusco c’è bisogno di accompagnarlo con prodotti gastronomici emiliani, come carne di agnello, salsiccie oppure parmigiano reggiano. Inoltre viene anche usato nella vinoterapia per favorire la conservazione della pelle.

 Ecco qui alcuni tipi di Lambrusco della migliore qualità:

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Lambrusco Otello Ceci, pregiata qualità

 

 

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Lambrusco Rialto Rosato, dal gusto leggero

Vigneti nuovi e vecchi

 TAGS:Uno dei misteri più affascinanti del vino sta nella sua costante evoluzione. La stessa bottiglia, provata a distanza di giorni, può avere sfumature molto differenti. Ciò avviene perchè all?interno del vino albergano miriadi di batteri che si sviluppano, si trasformano, cambiando a loro volta le caratteristiche del vino stesso.

Anche nelle botti avvengono importanti cambiamenti poichè il contatto del vino con il legno fa sì che le particelle della botte si disperdano e vengano assorbite dal liquido.

Tuttavia uno dei cambi più importante ma meno noti è quello che avviene nella vite stessa che, col passare degli anni, va producendo uve con diverse caratteristiche. Ciò fa sì che ogni anno il vino sia unico ed irripetibile, perchè quei determinati fattori non saranno mai più perfettamente uguali.

Qual?è il segreto di una buona raccolta? L?uva deve crescere con i nutrienti metabolizzati dalla pianta. Ciò vuol dire che, se ad una vite diamo acqua e sali con generosità, le uve cresceranno grandi e cariche di succo ma questo succo conterrà acqua e sali; al contrario, se un vigneto è carente di acqua, per alimentare il frutto la pianta dovrà metabolizzare lentamente ogni singola molecola di acqua che le radici incontreranno nel terreno e quindi l?uva crescerà poco e scarseggerà ma in compenso sarà ricca di tutte le proprietà del vitigno.

Nei primi anni di un vigeto, le viti producono uve in abbondanza. Sono dei frutti grandi e belli, con molto zucchero e davvero gustosi al palato. Tuttavia, non è raccomandabile utlizzarle per la produzione del vino poichè queste uve hanno pochi nutrienti rispetto ad una pianta troppo giovane in cui la linfa circola velocemente e con facilità. Se ci si producesse del vino, quest?ultimo sarebbe con molta probabilità molto acido e poco saporito.

Per molto tempo è stato ritenuto opportuno non utilizzare nella vinificazione uve provenienti da vigneti che avessero meno di 5 anni. Oggigiorno, con le nuove tecniche di cura dei vigneti si è riusciti ad accellerare lo sviluppo della pianta al punto che vigneti vecchi di appena 3 anni potessero produrre vini più che accettabili.

Per un vigneto, la maggior produzione di uva avviene fino ai 20 anni. Normalmente si deve “potare l?uva” ossia tagliare i grappoli prima del tempo affinchè la pianta produca meno ma con più qualità. I frutti continueranno cosí ad essere grandi e carichi di nutrienti.

Dopo i 30 anni, ci troviamo di fronte a quelli che vengono considerati vigneti ?vecchi?. Indipendentemente dalla ricchezza del terreno, la pianta è già stata sottoposta a numerevoli potate e le sue ?arterie? non funzionano con la stessa facilità di prima, cosicchè il passaggio della linfa al frutto diventa lento e difficile e di conseguenza i grappoli sono pochi, piccoli e carichi di tannini. Ê difficile produrre vino dai vigneti più vecchi poichè, tra le tante ragioni, si ha bisogno di uno spazio maggiore per ottenere la stessa quantità di vino anche se la qualità aumenta rispetto a quando lo stesso vigneto era più giovane.

Ciò non vuol dire che i vini provenienti dai vigneti più vecchi siano sempre migliori perchè, oltre all?età, anche lo stato di conservazione ha un?enorme importanza. Che lo raccontino a George Clonney…

In Spagna ci sono vari vini di vigneti vecchi che hanno ottenuto riconoscimenti internazionali. Tra di essi, il primo passo è stato fatto dal “Baltasar Gracián Garnacha Viñas Viejas 2007“, de Bodegas San Alejandro, in Calatayud, di cui Robert Parker disse che era incredibile che un vino così eccellente costasse meno d 3 dollari (all?epoca).

Attualmente sono molte le cantine che lasciano invecchiare le loro viti migliori per elaborare questo tipo di vino ed esistono già dei vini rossi considerati imprescindibili come il Leda Viñas Viejas 2004, un tempranillo della Ribera del Duero, o il Dominio de Tares Cepas Viejas 2008, un meraviglioso mencía del Bierzo.

Tra i vini bianchi, nonostante sia meno comune trovarne di vigne vecchie, segnaliamo il V3 Viñas Viejas Verdejo 2009, un vino Verdejo in Rueda che vi sorprenderà senza alcun dubbio..

Per finire, una frase di sir Francis Bacon: “Vecchio legno da bruciare! Vino vecchio da bere! Vecchi amici di fiducia! Vecchi autori da leggere!