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Insalata e vino: un piacere divino (e sano!)

 TAGS:undefinedNei giorni caldi, la scelta migliore per i vostri pasti è una insalata, ch si può preparare mille e uno modi. Inoltre, se si arriva con un buon vino la si trasforma in un divertimento e in un cibo sofisticato. Così oggi vi proponiamo alcune insalate e alcuni dei vini che andrebbero bene per accompagnarli. Appetitoso, giusto?

1. Insalata di riso

Ingredienti:

  • 200 grammi di riso Basmati
  • 6 olive nere
  • 12 capperi
  • 2 uova sode
  • 1 scatoletta di tonno
  • 2 fette di ananas in scatola
  • 4 pomodori ciliegini
  • 16 chicchi di uva passa
  • 6 gamberoni
  • Sale qb

Per il condimento:

  • 4 cucchiai di olio extra vergine di oliva
  • 2 cucchiai di senape
  • 1 cucchiaio di panna

Preparazione:

  1. Cuocere il riso. Raffreddare sotto acqua e poi scolare
  2. Cuocere le uova. Lasciare in ammollo l’uvetta per reidratare.
  3. Tagliare gli altri ingredienti in piccoli pezzi. Mescolare tutti gli ingredienti nella ciotola e finire il condimentto dell’insalata con pezzi di tonno in tutta la superficie.

Per questa ricetta, si consiglia un vino rosso giovane come il Baigorri, un vino ideale con insalate da vino rosso con macerazione complessa

2. Insalata di fagioli e patate fritte

Ingredienti:

Per la vinaigrette:

  • 20 ml di aceto di mele
  • 60 millilitri di olio extravergine di oliva
  • 1 cucchiaino di senape di Digione
  • 1 spicchio d’aglio
  • Pepe nero qb
  • Sale qb

Per l’insalata:

  • 100 grammi di fagioli verdi francesi
  • 1/2 cucchiaino di bicarbonato di sodio
  • 50 grammi di tonno in olio di oliva
  • 100 g di patate bollite
  • 50 grammi di pomodorini
  • 30 grammi di olive nere snocciolate
  • 4 o 5 acciughe
  • 1 uovo

Preparazione:

  1. Dopo aver messo tutti gli ingredienti in una ciotola vinaigrette. Frullare per emulsionare con bacchette di metallo.
  2. Lavare i fagiolini e rimuovere le estremità. Far bollire l’acqua in una pentola e aggiungere il lievito e poi i fagioli per 5 minuti bollente.
  3. Rimuovere l’acqua i fagioli e metterli in una ciotola con acqua ghiacciata. Lasciare raffreddare, scolo, asciutto e riserva.
  4. Scolare e tagliare il tutto. Tagliare le patate a pezzetti, tagliare i pomodorini e le olive a metà e tagliare le acciughe a pezzetti. Mescolare tutti gli ingredienti.
  5. Sbucciare le uova sode, tagliare in quarti e mettere da parte. Condire l’insalata con la vinaigrette e guarnire con l’uovo.

Perfetto per l’abbinament è un francese rosato, come ad esempio un il Miraval Rosé.

3. Insalata di pasta con zucchine

Ingredienti:

  • 4 zucchine
  • 8 pomodorini
  • 2 fette di prosciutto
  • 80 grammi di parmigiano
  • 40 grammi di pinoli
  • 1 spicchio d’aglio
  • 5 cucchiai di olio d’oliva
  • 1 mazzetto di basilico
  • Sale e pepe qb

Preparazione:

  1. Tagliare il prosciutto a listarelle sottili. Dorare i pinoli in una padella.
  2. Lavare i pomodori, asciugarli e tagliarli in quarti. Lavare il basilico e asciugare bene.
  3. Conservare qualche rametto per guarnire alla fine e tagliare il resto.
  4. Tagliare il Parmigiano in lastre sottili. Sbucciare lo spicchio d’aglio e tagliuzzarlo.
  5. Lavare le zucchine e tagliarle a striscioline con un pelapatate, scartando la parte centrale con i semi.
  6. Riscaldare 3 cucchiai di olio in una padella larga. Aggiungere le zucchine fino a farle dorare a fuoco vivo per 2 minuti e poi mescolare continuamente con un cucchiaio di legno.
  7. Mescolare aglio e pomodori, condire con sale e pepe macinato al momento.
  8. Cuocere per 1 minuto di più.
  9. Spegnere il fuoco, cospargere con il basilico tritato, aggiungere i pinoli e le strisce di prosciutto e mescolare.
  10. Servire con parmigiano e cospargere l’olio rimanente. Guarnire con basilico e servire.

Nella nostra selezione non poteva mancare un vino bianco. Il Feudo Disisa Chara Catarrato Insolia 2015 può funzionare molto bene per questa insalata morbida e gustosa.

Una nuova tappa per i vini della Rioja

Nella regione della Rioja il vino sta attraversando una nuova fase, secondo quanto affermato da Tim Atkim durante la Degustazione Annuale del Regno Unito: “sul modello di Bordeaux o Champenois, stiamo assistendo ad una fase in cui la gente sta comprando uve in tutte le regioni, un po’ come è già successo in Borgogna o in Piemonte, in cui sono i luoghi stessi, ed i loro terreni, a determinarne lo stile”.

Ha aggiunto: “credo che la zona della Rioja, negli ultimi 25 anni, abbia subito un’importante trasformazione proprio com’è avvenuto in qualsiasi altra regione vinicola.” Tuttavia, Atkin suggerisce che “quello della Rioja è un marchio di grande, anzi grandissimo successo, per cui è facile intuire perché l’aspetto commerciale della Rioja è divenuto così popolare”; e continua: “è un vino fruttato, morbido, da comprendere bene, ma c’è un’altra storia intorno alla Rioja.”

Mentre il dibattito sul Rioja, negli ultimi dieci anni, si è concentrata sulla divisione tra i produttori “tradizionali” e quelli “moderni”, Atkin sostiene che ciò ha rappresentato “una distinzione fuorviante”. Continua dicendo: “in questo momento nella Rioja l’unica distinzione da fare è tra quelli che coltivano i loro vigneti e se ne prendono cura, e quelli che non lo fanno“.

Egli ha sottolineato che l’evoluzione della regione verso i singoli vigneti rappresenta più una resurrezione che non un’innovazione. “Ciò a cui stiamo assistendo oggi è un ritorno ad una tradizione molto ,a molto più forte che in passato. I vigneti della Rioja infatti sono abbastanza piccoli: pochissimi sono i produttori che hanno più di 30 ettari”.

Tra i luoghi più interessanti della regione, Atkin ha una personale predilezione per i terreni calcarei che caratterizzano la Rioja Alava e alcuni altri vigneti della Rioja Alta.

Descrivendo questa zona come la “Rioja Côte D’Or”, ha commentato: “l’estremità superiore della Rioja dovrebbe essere nota a tutti per i suoi paesini, così singolari, così diversi gli uni dagli altri, proprio come avviene in Francia nel dipartimento della Côte-d’Or tra Gevrey Chambertin, Volnay e Pommard.”

“E’ un momento molto emozionante per la Rioja che, nei prossimi 25 anni, non sarà più vista come una regione nella quale si producono vini affidabili e fruttati, ma come la regione nella quale si producono i più grandi vini del mondo.”

Ricardo Aguiriano, direttore marketing internazionale dei vini di Rioja, ha dichiarato: “Negli ultimi quattro anni ci si è concentrati sulla “democratizzazione”, vale a dire sulla costruzione del brand tra i consumatori, ora ci concentreremo sulla “premiumisation”, ossia sulla promozione dei vini che hanno un valore aggiunto, in particolare dei Riserva e dei Gran Riserva, e sulla promozione della diversità dei nostri vini e dei loro produttori”. 

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Ramón Bilbao Edición Limitada 2011

 

 

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Remírez de Ganuza Reserva 2006

Come abbinare il vino alla pasta

 TAGS:Sia i vini sia la pasta sono elementi tipici della cucina italiana e del Mediterraneo. Oggi la loro diffusione in tutto il mondo è così evidente che nella maggior parte dei paesi si mangia pasta e ultimamente la si accompagna col vino, come da sempre in Italia

Seppur molte persone pasteggiano con Coca Cola o birra, da sempre il vino è il miglior accompagnamento per la pasta, addirittura migliore dell’acqua. Il vino è da tempo immemorabile la bevanda più adatta a sposarsi con la pasta e in molti casi viene utilizzato per dare maggior sapore al sugo che condirà la pasta.

Nonostante non esistano regole precise, ogni tipo di salsa merita particolare attenzione quando si cerca l’abbinamento perfetto con un vino. È necessario combinare un tipo di sugo e di pasta con un vino di qualità, un po’ come trovare il perfetto abbinamento tra un vino e un formaggio o un insaccato. 

E ‘giusto, in ogni caso, lasciare libertà ai gusti personali di ognuno al momento di scegliere la combinazione. Questo perché spesso alcuni esperimenti in cucina possono portare a delle sorprese dal punto di vista del gusto. È tuttavia, importante scegliere attentamente il tipo di vino da consumare a seconda dei tipi di condimenti per la pasta.

Quando si sceglie un tipo di vino è molto importante distinguere tra i vini rossi, vini bianchi e rosati. Di seguito elenchiamo le caratteristiche di ognuno di questi vini:

 

 Vini bianchi

I vini bianchi, in particolare quelli secchi, sono spesso utilizzati per accompagnare la pasta “alla marinara”, ossia quella condita con pesce e frutti di mare. Inoltre servono per cucinare i condimenti e dare più sapore alle salse di questo tipo. I bianchi possono essere utilizzati anche per accompagnare piatti molto semplici e tipici della dieta mediterranea, come gli spaghetti con salsa di pomodoro e basilico fresco.

Vini rosati

Questi tipi di vino hanno più o meno le stesse caratteristiche dei bianchi anche se spesso possono sembrare un po’ più dolce. È meglio evitare i rosati troppo dolciastri, mentre quelli più secchi rappresentano una buona soluzione per accompagnare condimenti non troppo elaborati, soprattutto con salse di pomodoro o pesce.

Vini rossi

Anche se non leggeri come quelli bianchi, i vini rossi hanno raggiunto un grande successo ultimamente anche quando accompagnano piatti semplici come pasta. I vini rossi possono essere combinati con la pasta condita con formaggio o carne e servono anche per la cottura di certi tipi di sale, come ad esempio il ragú. I rossi più adatti per questa combinazione sono i novelli e quelli con una gradazione alcolica non troppo elevata.

Di seguito proponiamo degli ottimi vini per accompagnare la pasta:

 

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Marziano Abbona Dolcetto Di Dogliani San Luigi 2011, un buon rosso opaco

 

 

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Argiolas Vermentino Costamolino 2011, un bianco fresco e asciutto

Lavorazione dei vini rosati

 TAGS:Precedentemente abbia parlato dell?origine del vino rosato e di come si siano sviluppati la sua produzione ed il suo consumo e ci siamo inoltre occupati di spiegare la differenza tra un vino chiaretto e un vino rosato. Ora andremo invece ad analizzare, in maniera riassuntiva, il processo di lavorazione di questo tipo di vini.

Qualsiasi vino rosato, per essere considerato tale, deve avere un pò di acidità, deve avere un aroma fruttato e deve infine avere un residuo leggermente zuccherinochpuò essere più, o meno, percepito al momento dell?assaggioNon esiste un?unica ricetta per la sua preparazione, al contrario, ci sono almeno tre diversi metodi impiegati per la sua elaborazione.

Il cosiddetto vino grigio o vino gris si lavora nello stesso modo del vino bianco: una volta raccolta, l?uva viene pressata ed il suo succo fermentatoSiccome il composto che dà colore al vino (le antocianine) si trova nel fiocine o pelle, questo liquido è quasi incolore.

Un?altra variante è quella che segue gli stessi passaggi di vinificazione del vino rosso, e cioè: la fruttdopo essere stata raccolta viene messa al macero in botti o serbatoi di acero inossidabile per un periodo che va da uno a tre giorni, con l?intento di estrarne il colore ed i composti chimici che si trasformeranno in aromi e saporiIn questo caso il vino acquisisce delle tonalità che generalmente variano dal rosa al salmone all?arancione intenso e viene anche denominato occhio di pernice.

Infine ritroviamo il metodo Saignée (sanguinamento o salasso), che è il risultato della macerazione delle uve precedentemente raccolte in un periodo che va dalle 12 alle 24 ore e che, per questo motivo, presenta una colorazione che va dalla fragola a quella di un vino rosso leggeroIn ogni caso è il succo, privo della buccia e dei semi, che fermenta attraverso dei microrganismi chiamati ?lieviti? i qualiconsumano lo zucchero del liquido e liberano, come residui, alcol ed anidride carbonicaAllo stesso tempo, iquesto processo rimane anche un residuo di zucchero non fermentato che va ad equilibrale la naturale acidità della bevandaIn alcuni casi inoltre questa dolcezza è facilmente percettibile e molto ricercata.

A tavola, per esempio, queste versioni più dolci sono degli accompagnamenti ideali per piatti della cucina marocchina, come il cous cous, o per alcune portate piccanti tipiche della tradizione indiana. Mentre le varianti più secche si sposano bene con i piatti asiatici, come il sushi, con le verdure lesse e persino con le insalate verdiIn conclusione, il rosato è una bevanda ideale nella stagione estiva (si consiglia consumarlo giovane) e, perché no, potrebbe essere impiegato nei brindisi così come avviene con gli spumanti  ed i vini bianchi.