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Trucchi per combinare con successo i tuoi dolci

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Combinare i  tuoi dolci con il vino è una delle migliori opzioni per evidenziarne i sapori e poterli assaggiare due volte. Prendi nota di questi suggerimenti per poter presentare al meglio le combinazioni per servire il dessert ai vostri ospiti a casa o ordinare qualcosa di delizioso in un ristorante.

Dolci: i vini dolci come il Sauternes Nourdeaux sono molto buoni con i dolci a base di frutta e noci. Nel caso di torte e altri dolci a base di creme un’altra possibilità di abbinamento sono i rosati semi-secchi e gli spumanti.

Dolci al cioccolato: torte e altri dolci a base di cioccolato possono essere accompagnati da vini bianchi dolci, vini liquorosi e dei vini dolci naturali. Molti scelgono l’opzione per l’eccellenza per evitare qualsiasi errore: il Porto.

Distillati e liquori per fare i dolci: i distillati sono utilizzati per la produzione di biscotti o per fare il gelato. Gli esempi includono la grappa di pere Poire Williams, le ciliegie al maraschino per il Gran Marnier con arancia e cognac nonché i distillati per dolci a base di cioccolato. In questi casi, si consiglia di associare il dessert con lo stesso liquore che è stato utilizzato il dessert.

Frutti canditi o secchi come fichi, uva passa, datteri e albicocche vanno molto bene con i vini di tipo Pedro Ximénez e moscato stagionato.

Frutti secchi in guscio come le castagne, noci, mandorle, nocciole, pinoli e arachidi possono essere combinati con vini generosi dal sapore forte e persistente.

Frutti rossi e neri, come ciliegie, lamponi, fragole e prugne vanno molto d’accordo con i vini rossi giovani, con colori vivi e violacei..

Gli agrumi possono essere accompagnati da vini dolci con intensi aromi di agrumi, come il moscato stagionato.

E ricordate: è importante considerare l’equilibrio tra sapori di frutta e aromi dei vini così come il colore di frutta e il colore del vino, che dovrebbe essere simili, nel caso in cui volete ottenere il migliore abbinamento possibile. 

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Ferghettina Franciacorta Brut: un vino spumante de la DO Franciacorta dei migliori grappoli di pinot nero e chardonnay e 12.5º d’alcol. 

 

 

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Villa Sandi Prosecco Frizzante: un vino spumante de la DO Prosecco Di Conegliano-Valdobbiadene vinificato con prosecco e ha un grado alcolico di 10º.

 

Quando concedersi un buon Sauternes

 TAGS:L’abbinamento di un Sauternes apre le porte a infinite possibilità culinarie. Molti di questi abbinamenti ci rimandano inevitabilmente alla buona tavola francese, visto che questo tipo di vino è universalmente considerato perfetto con moltissimi prodotti appartenenti alla tradizione culiniaria francese, come il Foie gras o il Roquefort; naturalmente non è un caso il fatto che abbiano tutti la stessa origine geografica.

Prima di tutto però, c’è da fare una precisazione molto importante: non bisogna confondere il vino Sauternes con il Sauterne, dal momento che mentre il primo è un vino dolce di origine europea, il secondo è californiano, piuttosto fresco, senza quelle note dolciastre che rendono il Sauternes così speciale.

Tale dolcezza deriva non tanto dal tipo di uve utilizzate per la sua produzione (che sono quelle comuni della regione di Bordeaux) quanto dallo stato in cui si trovano le suddette uve che, per essere adatte a questo vino, devono essere ammuffite.

Non è una muffa qualsiasi ma è uno stato di putrefazione particolare, conosciuto in tutto il mondo con il nome francese di “pourriture noble“. Quest’ultima ha bisogno di condizioni climatiche ben precise affinché si sviluppi al punto giusto ed il trucco sta proprio nella posizione dei vigneti che si trovano in una zona molto umida, sia di giorno che di notte, sulle rive dei fiumi Garonna e Ciron.

Il Sauternes è un vino ideale come accompagnamento per i dessert, magari dopo una bella cena; tuttavia il suo uso si è oramai esteso un po’ a tutte le portate. Infatti di recente sta avendo largo impiego con antipasti o insalate, o con alcuni piatti di verdure stufate, soprattutto quando ci sono i carciofi, la cui amarezza viene superbamente contrastata dalle note dolci del Sauternes.

Non si sposa particolarmente bene con il pesce mentre può essere abbinato con le carni di pollame ma è insieme al formaggio che questo vino si esprime al suo meglio, in particolar modo con i formaggi più piccanti, dai sapori più forti. Una volta che si inizia a provarlo, un bicchiere tira l’altro. Allora, cominciamo? Vi consigliamo due Sauternes con un ottimo rapporto qualità-prezzo:

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Carmes de Rieussec Blanc 2005: Uno dei Sauternes più conosciuti, ad un prezzo abbastanza accettabile. 

 

La differenza tra un vino dolce e uno liquoroso

 TAGS:La gran varietà di vini sul mercato ci obbliga spesso a prendere delle decisioni ardue al momento di scegliere. I vini dolci o liquorosi sono tra queste opzioni che ci immergono nel dubbio.

I vini dolci sono caratterizzati da un’alta percentuale di zucchero nell’alcol. A causa della stagionatura lunga alla quale sono sottoposti vengono conosciuti anche come vini a fermentazione parziale.

La maggior parte dei vini dolci sono elaborati con uva Moscatel o Macabovinos per quanto riguarda i bianchi oppure con Garnacha per quanto riguarda i vini rossi. Non sono vini naturali senza trattamento ed il loro nome proviene dalla dolcezza di origine naturale.

I vini generosi sono quelli con una gradazione alcolica tra i 15 e i 23 gradi, generalmente elaborati con uve palomino e Pedro Ximenez. Questo tipo di vino viene omogeneizzato prima dell’imbottigliamento.

La loro peculiarità radica nel loro sistema di invecchiamento: i barili di quercia nei quali invecchiano sono di 50 litri e, una volta riempiti di vino allo stato primario, si collocano nella cantina in base al processo di invecchiamento che deve essere applicato.

L’abbinamento del vino dolce può essere effettuato in contrasto con prodotti o alimenti con sapore diverso oppure per concordanza, ossia con cibi che rafforzano il sapore del vino. Un caso famosissimo di vino generoso diffuso in tutto il mondo è il Porto, prodotto celeberrimo del Portogallo.

L’abbinamento ideale per i vini generosi sono i formaggi tipo roquefort o gorgonzola, i formaggi azzurri o verdi o anche il cioccolato.

Ecco qui alcuni vini in vendita su Uvinum:

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Ferreira Porto Tawny, un classico

 

 

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La Morandina Moscato D’Asti Docg 2012, un dolce tutto italiano

5 domande sul vino che (probabilmente) vi ponete

 TAGS:Oggi, anziché dilungarci su qualcosa di teorico, vi daremo delle risposte concrete su alcuni temi legati al vino: 5 domande che (probabilmente) vi fate sul vino.

A che temperatura si serve il vino? Esiste un bicchiere ideale per ogni tipo di vino? Controlla le risposte, e inviaci le tue domande: di sicuro ci sarebbero da scrivere moltissimi articoli…

1. A che temperatura si serve il vino? Questa è facile: a temperatura ambiente. Si è sempre detto così. Tuttavia, se la vostra casa è un pò all’antica (pareti in pietra, senza riscaldamento né isolamento alle finestre), allora potete servirlo a temperatura ambiente; ma se la vostra casa è moderna, dovete utilizzare la regola dei 20 minuti: se si desidera del vino rosso, mettetelo 20 minuti prima nel frigorifero mentre se volete del vino bianco, toglietelo dal frigorifero 20 minuti prima di consumarlo. Se leggete anche l’articolo “La temperatura ideale per bere il vino” potrete approfondire il tema.

2. Davvero un vino cambia sapore a seconda della temperatura? Un vino caldo tende a sembrare più carico sia di alcool che di zucchero mentre un vino più freddo sembra più acido e secco. Sì, sono percezioni, perché il vino non ha più o meno alcol (o acidità, o zucchero…) a diverse temperature. Per questo un vino alla sua giusta temperatura risulta essere più equilibrato e più piacevole.

3. Quanto secco è un vino secco, o semisecco? Tanto… o poco, o come vi pare. Perché la verità è che non esiste un modello universale per qualificare i vini in un modo o nell’altro. In alcuni luoghi considerano semisecco (o semi-dolce) il vino avente dai 6 ai 14 grammi di zucchero per litro, in altri dai 18 ai 45 grammi… Infatti, i cava semisecchi sono abbastanza dolci, in relazione ai Brut. Quindi il modo migliore per saperlo è provarli uno ad uno.
 

4. Quali sono i vini rossi con più tannini? C’è una leggenda metropolitana secondo la quale i vini Cabernet Sauvignon sono più tannici mentre i vini Tempranillo sono quelli che contengono meno tannini… Peccato che sia…una bugia! Certamente ci sono vitigni, come il Cabernet Sauvignon o il Pinot Grigio che hanno una maggiore quantità di tannini. Ma il vino non è fatto solo di uva: influiscono anche il suolo, il clima, la potatura, la lavorazione, l’invecchiamento… Il risultato si può intuire ma non prevedere. E, in ogni caso, fino a quando non provate un vino non potrete mai saperlo.

5. C’è un bicchiere ideale per ogni vino? Sì… e no. Se state bevendo del vino da tavola, non importa in che bicchiere lo versiate. È vino, e va bene così. Ma per i vini di qualità allora il discorso cambia perchè qui sì che si possono notare delle differenze. I vini con un’elevata quantità di alcol si bevono meglio in bicchieri ampi e grandi, così l’alcol può aerare (e dissipare il suo sapore) prima di raggiungere il naso, in modo da diventare più piacevole. Per un Moët Chandon Brut Impérial, invece, si preferirà un flûte in modo che non si disperdano le bollicine.

E tu? Che domande hai?