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Comprare vini internazionali

 TAGS:Per cambiare, per conoscere altro, per curiosità, per essere originali, e per mille altre ragioni, ci è capitato di comprare un vino di altri paesi; ma come riuscire ad azzeccarlo? Se la vostra esperienza con i vini stranieri è ridotta al Lambrusco, in Uvinum vi diamo qualche consiglio per provare ad acquistare vini di altri paesi senza commettere errori… troppi.

Francia: il numero 1 sia nelle vendite e che nella qualificazione dei suoi vini, è il paese in cui è più facile acquistare vino. Essendo la Francia un punto di riferimento in questo settore, sia i vini che i prezzi sono minuziosamente controllati. Nulla è lasciato al caso ma, al contrario, è il risultato del gusto dei consumatori, dei punteggi delle guide e degli sforzi dei produttori. Così, più che in nessun’altro luogo, in Francia il prezzo è il miglior punto di riferimento per misurare la qualità del vino.

Se avete ancora dei dubbi, seguite la qualificazione dei Crus che hanno la maggior parte delle Denominazioni: se un vino è Premier Cru, probabilmente è migliore di un Second Cru e quest’ultimo, a sua volta, sarà migliore di un Cinquième Cru. Più ci si avvicina all’1, meglio è.

La nostra scelta sulla Francia: Baron Phillipe de Rothschild Réserve Mouton Cadet Médoc 2009. Un vino della famosa cantina Philippe de Rothschild per meno di 20 euro. Approfittatene e godetevelo tutto.

Italia: L’Italia è famosa per la varietà dei suoi vini, che supera di gran lunga la Francia e la Spagna. Un Barolo non ha niente a che fare con un Lambrusco, per esempio. Per fare una selezione, dal più al meno corposo, ci sono: Brunello di Montalcino, Barolo, Barbaresco, Valpolicella, Chianti e Lambrusco. Per prezzo, i più costosi sono il Barolo e il Barbaresco, seguiti dal Brunello. Ci sono dei Chianti e dei Valpolicella a prezzi molto ragionevoli e, beh, del Lambrusco già lo sapete, no?

Per sceglierne uno, c’è un detto secondo il quale per i vini rossi italiani, più sono del nord, meglio è; mentre per i vini bianchi, come ad esempio il Marsala, meglio il sud. Per quanto riguarda i frizzanti, scegliete il Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene, la cui denominazione d’origine ne garantizza l’indiscussa qualità. Ci sono anche Moscati frizzanti ma, come sempre, c’è il buono e il cattivo.

La nostra scelta sull’Italia: Essendoci tanti tipi di vino differenti, tutto dipenderà dai vostri gusti. Tuttavia, per suggerirvi un Moscato d’Asti di cui vi potete fidare, c’è questo Ceretto Nebbiolo D’Alba Bernardina 2009 che vi lascerà a bocca aperta.

Stati Uniti: qui il cerchio si restringe, perché questo è un paese con molte regioni con una scarsa tradizione in cui da un anno all’altro possono sorgere nuove aziende con grandi vini. Ma tradizionalmente, la California e, in particolare, Napa Valley, è la migliore zona per i rossi.
Napa Valley è una regione all’interno della quale ci sono molte denominazioni. Quelle che  stanno avendo più successo sono: Carneros, Sonoma County, Russian River Valley, Central Coast e Paso Robles. Per il bianco, invece, attraversate il paese: a nord di New York, in particolare nella zona dei Finger Lakes, ci sono tante ottime cantine che stanno producendo degli ottimi vini.

La nostra scelta sugli Stati Uniti: Oltre agli ormai noti Mondavi, se volete provare un buon vino degli Stati Uniti c’è il Merryvale Starmont Cabernet Sauvignon 2008, a circa 30?.

Australia: Uno dei paesi che produce più vino. E sempre di più, grazie anche all’incredibile rapporto qualità/prezzo. L’Australia è una zona ottima per i vini rossi corposi e per i vini bianchi dolci.
La più zona più famosa a livello mondiale è McLaren Vale. Ma la zona sulla quale c’è da scommettere è quella di Barossa, con meno vini ma con una qualità molto più alta della media.

La nostra scelta sull’Australia: Torbreck Cuvée Juveniles 2009, scoprirete l’Australia, senza svuotarvi le tasche.

Il vino italiano

 TAGS:L’Italia è un paese con una cultura vinicola tra le più importanti, grazie alla quale è diventata uno dei più grandi produttori di vino del mondo. I vini dell’Italia godono di un’ottima fama, così come le sue cantine e le sue sconfinate regioni vitivinicole che si trovano sparse su quasi tutto il territorio. La presenza del vino in Italia risale al tempo in cui i Greci micenei approdarono nella terra di Romolo e Remo; saranno loro, infatti, ad introdurre la viticoltura nell’800 aC. Tuttavia, fu solo nel 200 aC che il vino cominciò a prendere piede nell’Impero Romano, fino al punto che l’imperatore Domiziano dovette far distruggere alcuni vigneti per sostituirli con piante da coltivazione.

La Storia del Vino Italiano

A quel tempo la viticultura era proibita al di fuori dell’impero romano, dal cosiddetto “diritto romano“; facendo sì che il commercio del vino crescesse in maniera esponenziale. Nel corso degli anni, mentre l’impero romano si indeboliva, così come le sue leggi, la viticoltura cominciava ad espandersi in Europa, soprattutto in Gallia (Francia).

Nell’Italia moderna, la viticoltura fiorì come non mai, al punto di farne il più grande produttore di vino del mondo; primato che però è stato superato dalla Francia, proprio in questi ultimi anni. Oggi è il secondo produttore, i suoi vini sono di fama mondiale, così come le sue cantine e tutta la sua cultura vinicola.

Vini italiani, denominazioni, vitigni e varietà

Italia è politicamente divisa in 20 regioni, e tutte producono vino. Il suo territorio comprende le Alpi, ampi territori costieri (essendo una penisola), alte montagne e colline, diversi climi e terreni; tutte caratteristiche che la rendono il luogo ideale per la viticultura in tutte le sue forme.

In Italia esistono quattro tipi di denominazioni di origine: due chiamate VQPRD (Vini di qualità prodotti in Regioni Determinate), che sono Denominazione di Origine Controllata (DOC) e Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG); e due chiamate Vini da tavola: Vino da Tavola e Indicazione Geografica Tipica (IGT).

Secondo il Ministero italiano delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (MiPAAF), in Italia ci sono 350 varietà di uve, anche se, in realtà, sfiorano quasi le 500. Tale diversità fa sì che la varietà dei vini sia straordinaria. Ma solo alcune, tra le tante, risaltano per la loro fama e la loro qualità. Tra le principali uve italiane, possiamo citare:

Sangiovese (rosso) – si ritrova in maggiore quantità nella bellissima Toscana.
Verdicchio (bianco) – si ritrova in concentrazione più elevata nella Marche.
Nebbiolo (rosso) – si ritrova in maggiore quantità in Piemonte.
Trebbiano (bianco) – si ritrova in maggiore quantità nel Lazio e in Abruzzo.
Montepulciano (rosso) – si ritrova in maggiore quantità in Abruzzo.
Dolcetto (rosso) – si ritrova in maggiore quantità in Piemonte.
Moscato (bianco) – si ritrova in maggiore quantità in Piemonte.