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Vini deboli, Vini delicati e Vini duri

 TAGS:Vini deboli, vini delicati e vini duri sono le tre espressioni della degustazione di cui andremo a parlare oggi. I primi due, in particolar modo, sembrano abbastanza legati tra loro anche se, in realtà, hanno tinte molto differenti. Tuttavia, vedremo che, anche se la base è la stessa, il vino debole ed il vino delicato rappresentano le due faccie della stessa moneta. Riguardo al vino duro, si tratta di un espressione che si usa per due diversi sensi, per cui è importante che precisiate a quale senso vi riferite quando la utilizzate. Ecco la spiegazione:

Quando un vino ha poco aroma o sapore, si può dire che si tratta sia di un vino debole che di un vino delicato. Qual è allora la differenza? La distinzione sta nel risultato finale: se di questo vino ne apprezziamo più gli aromi, allora si tratta di un vino debole; se invece notiamo grandi aromi o sapori ma in forma molto leggera, quasi impercettibile, allora si tratterà di un vino delicato.

La differenza non sta in “quanti” (pochi in entrambe i casi), se non in quali siano gli aromi o i sapori che apprezziamo. Se si tratta di un vino con buoni aromi, ci mancherà la potenza aromatica, che avremmo più apprezzato, mentre un vino debole non migliorerà la qualità del suo aroma, anche nel caso in cui quest’ultimo sia più potente.

Un eccellente vino che risulta molto delicato nell’aroma è il Fray Germán Verdejo 2011.

Mentre vini delicati e vini deboli  sono due termini che si riferiscono, con alcune varianti, alla stessa cosa, quando diciamo che ci troviamo di fronte a un vino duro possiamo intendere due cose differenti.

Un vino duro può essere tannico o astringente e può essere un vino con un eccesso di acidità. Nel caso in cui lo usiamo perché ci sembra tannico (con molti tannini , aspro in bocca), si tratta di una peculiatirà che, in quanto tale, ad alcuni può piacere e ad altri no, sebbene di solito abbia una connotazione negativa. Il termine può essere utilizzato anche quando si prova un vino dal lungo invecchiamento che non si è evoluto abbastanza in bottiglia (“questo vino si presenta ancora un pò duro”). Al contrario, nel secondo significato, il termine viene usato con un significato chiaramente negativo (come lo è tutto ciò che è eccessivo).

Ci sono anche alcune persone che usano il termine “vino duro” in entrambe i sensi alla volta, o quando il vino sembra troppo corposo o con un eccesso di qualche qualità, che è ciò che lo rende “duro”. Inoltre, per tradizione, ci sono zone in cui i vini possono essere più duri (nel senso di tannici) rispetto ad altre (in Extremadura o Bullas si tende a produrre vini più duri che in Pla i Llevant o Navarra, per esempio); per cui si può relativizzare l’uso del termine (un vino di Navarra particolarmente duro non deve essere necessariamente più duro di uno di Bullas, per esempio).

Un vino particolarmente duro per Pla i Llevant, per esempio, è il Miquel Gelabert Cabernet Sauvignon 2003 e, senza dubbio, vi assicuro che si tratta di un vino eccezionale.

Ti piacciono i vini duri? Oppure li preferisci delicati? Sei mai rimasto deluso da un vino che ti è sembrato debole?