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Mangiando per l’Europa

 TAGS:L’ Europa ha una tradizione gastronomica secolare e sono molti gli alimenti di qualità nella sua cucina, dalla fantastica dieta mediterranea ai pesci affumicati del Nord Europa. Ecco alcuni dei piatti principali della cucina europea, accompagnati da alcune foto realizzate dall’agenzia australiana WhybinTBWA, che ha realizzato un lavoro fotografico per associare i piatti tipici a ogni paese:

 TAGS:Da sempre la cucina francese è la preferita dai commensali di tutto il mondo. I suoi formaggi sono gustosi, i suoi paté raffinati e in quanto a vino ricordiamo i famosissimi rossi di Bordeaux o i bianchi di Borgogna. 

La Grecia, come paese mediterráneo, risalta per i suoi piatti freschi sotto forma di insalata, formaggi feta e paste elaborate, oltre alle sue salse yogurt. I vini Samos sono ottimi.  

La ricchezza culinaria dell’Italia è infinita e comincia dalla qualità della sua pasta, del pesce, della carne e dei dolci come il tiramisù. In Piemonte e Toscana si producono i vini più pregiati.

 TAGS:Il Portogallo ha del pesce di ottimo livello, come ad esempio le sardine alla brace e il baccalà, che viene cucinato in tantissime maniera, mentre il vinho verde ha un sapore speciale. 

La Germania è la regina delle salsicce, che vengono fatte in tanti modi, ma la sua vera specialità sono i crauti. I vini più importanti sono il Baden, Mosel o Pfalz, elaborati in gran parte nelle zone del Reno.

I paesi nordici hanno dalla loro dei piatti pregiatissimi a base di salmone e baccalà, mentre i loro vini non sono molto riconosciuti, nonostante siano da segnalare i vini caldi come il Glögg.

Quale tra queste ti piace di più? Oggi ti raccomandiamo un paio di vini internazionali per accompagnare i tuoi piatti:

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Diemersfontein Pinotage 2012

 

 

 TAGS:Solera 1847 Oloroso DulceSolera 1847 Oloroso Dulce

Solera 1847 Oloroso Dulce

Il vino può essere la soluzione alla calvizie

 TAGS:Il problema della perdita dei capelli preoccupa moltissime persone, ma oggi gli studi fatti al riguardo danno notizie positive agli amanti del vino. È stato scoperto che bere due bicchieri di vino al giorno attiva i capillari della zona della testa e fà sì che crescano i capelli.

Sono ormai dieci anni che gli studenti di medicina svolgono ricerche approfondite, studiando pazienti calvi ai quali venivano somministrate quantità determinate di vino. Una terapia di lusso e gratuita. Questi studi, però, dimostrano che per ottenere buoni risultati non basta un vino qualunque e soprattutto berlo in un modo qualsiasi.

I vini rossi fanno sì che cresca un tipo di capello grosso e folto, soprattutto quelli della Toscana e quelli australiani. Invece i bianchi tedeschi e quelli francesi di Bordeaux non servono a molto. La causa risiede nei componenti chimichi del terreno dove cresce la vite. Mescolando questi elementi, fino ad oggi sconosciuti, con il frutto della vite maturato si ottiene una reazione chimica.

Il problema è che le bottiglie di vino adatte a quest’uso devono essere state molti anni in cantina e in buone condizioni, dunque bisogna spendere un bel po’ per ritornare in possesso dei capelli. Inoltre, non solo bisogna bere il vino 2 volte, ma una volta deve essere a stomaco pieno e un’altra a stomaco vuoto.

Stiamo aspettando la lista definitiva dei prodotti che concretamente possono servire a questo scopo. Si sta trattando tutto ciò con la massima responsabilità, visto che questo potrebbe essere il cammino per risolvere un problema ostico che, mai come stavolta, ci fa mettere le mani nei capelli. 

Ecco dei prodotti in vendita su Uvinum:

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Renzo Masi Chianti Docg Riserva 2009

 

 

 TAGS:Rocca Delle Macìe Sasyr Rosso Toscana 2009Rocca Delle Macìe Sasyr Rosso Toscana 2009

Rocca Delle Macìe Sasyr Rosso Toscana 2009

I vini di Montilla-Moriles

 TAGS:I vini di Montilla-Moriles fanno parte di una denominazione d’origine spagnola che comprende un certo numero di comuni nella Comunità Autonoma di Andalusia, principalmente nella provincia di Córdoba. I paesi inclusi in questa denominazione sono, in ordine alfabetico: Aguilar de la frontera, Baena, Cabra, Castro del Río, Doña Mencía, Espejo, Fernán-Núñez, La Rambla, Lucena, Montalbán de Córdoba, Montemayor, Monturque, Nueva Carteya y Puente Genil y Santaella.

I vini Montilla-Moriles sono realizzati principalmente con vitigni di uve bianche tra le quali ricordiamo: Baladí-Verdejo, Moscato (soprattutto la varietà dagli acini piccoli), Airén e Motepila. E’ inoltre fare una menzione speciale dedicata ai vini Montilla-Moriles dolci che vengono prodotti per lo più con uva Pedro Ximénez, che conferisce una dolcezza naturale e che è reso ancora più particolare dal processo di essiccazione al sole.

Tipi di Vino Montilla-Moriles

La varietà di vini di Montilla – Moriles è altri così interessanti , così squisiti vini hanno varcato i confini rapidamente . Ecco le principali classi di vini di Montilla- Moriles .

Vino Montilla-Moriles fino y generoso ­? è uno dei migliori vini di questa denominazione. Un vino dal colore giallo paglierino semi trasparente; all’olfatto ritroviamo aromi salini, mandorle e lievito con un tocco molto secco; al palato è probabilmente il più secco della sua categoria. Ha una gradazione alcolica che varia tra 14 e 15 gradi ed è sicuramente il più popolare della regione, perfetto da bere sia con carne che con i frutti di mare.
Vino Montilla-Moriles Amontillado ? è un vino secco giovane molto morbido ed elegante. E’ giallo ambrato o dorato; al naso spicca la frutta secca, come la mandorla e la nocciola; in bocca è dolce e fine allo stesso tempo, con grande forza, una vera e propria delizia per gli intenditori; i gradi alcolici variano da16 a 21. Questo vino è forse tra i più pregiati di questa denominazione.
Vino Montilla-Moriles Oloroso ? è il vino con più corpo di questa denominazione. Ha un colore mogano scuro, a volte ambrato ma è all’olfatto che questo vino dà il suo meglio, sprigionando aromi di quercia e di legno in generale propri del processo di invecchiamento; in bocca è abboccato e vellutato. I gradi alcolici variano da 16 a 18 ma spesso raggiungono anche i 20 gradi.
Vino Montilla-Moriles Joven ? come dice il suo nome, è un vino giovane e morbido molto simile ai bianchi di “Tierra de Cádiz” o “Condado de Huelva”, del vitigno Pedro Ximenez. Viene prodotto in grandi quantità e difficilmente supera gli 11 gradi di alcool.
Vino Montilla-Moriles Pedro Ximénez ? dal colore giallo pallido, al naso si evidenziano note di mandorle, lievito e nocciole, con un tocco leggermente amarognolo; in bocca è morbido e dolce. Questo vino è ottimo come aperitivo.

Allora, da dove cominciamo? E’ così grande la differenza tra i vini di questa DO che bisognerebbe provarli tutti, non credete? Non per niente è una delle denominazioni più originali e speciali, non solo della Spagna ma del mondo intero. Per il momento ve ne suggeriamo due:

 TAGS:Gran Barquero Pedro XimenezGran Barquero Pedro Ximenez

Gran Barquero Pedro Ximenez: L’eccellenza del Pedro Ximenez a Montilla-Moriles è indiscutibile; e questo Gran Barquero ne è un esempio.

 

 

 TAGS:Fino Moriles TerciaFino Moriles Tercia

Fino Moriles Tercia: La tradizione del Fino de Jerez continua a fare storia in questa regione, con un caratteristico bouquet di frutta secca dovuto proprio all’invecchiamento in un ambiente asciutto. 

 

Come alternare vari vini nel cenone di Capodanno

 TAGS:Si avvicinano delle feste speciali, durante le quali la gastronomia sarà protagonista e il vino sarà l’asse portante delle riunioni familiari. Puoi da subito scegliere i tuoi vini per Natale se vuoi che la tua cena sia un successo assoluto. 

Pesce, carne, dolci. A Natale mangiamo tantissimo e in multiple maniere ed è per quello che dobbiamo alternare vari vini soprattutto per il cenone di capodanno, che è solito essere molto lungo. 

Dal vino bianco al vino rosso. È una classica maniera di alternarli, come avviene anche in alcune degustazioni. Si può iniziare con un leggero antipasto, con zuppe o pesce, con i quali abbineremo un bianco. In seguito, con la carne, si darà spazio ai vini rossi. In tal modo i sapori saranno più intensi in ogni momento della cena. Di solito si serve un bianco e due o tre rossi, con il fine di produrre più effetti in bocca. 

Del secco al dolce. Tutto dipende dal menù, ma solitamente si può passare dai vini bianchi o rossi secchi per passare poi a quelli dolci, come il Moscato nei dessert. La combinazione dei secchi con primi e secondi sarà perfetta, mentre quelli dolci e leggeri (quelli con uva bianca) vanno benissimo con torrone e marzapane. Inoltre così sarà tutto meno indigesto e pesante. 

Secondo il protocollo. Il primo vino viene stappato e provato dal padrone di casa, anche se questi può cedere l’onore a un ospite. Una volta aperta la bottiglia si puo lasciare sul tavolo, che se l’etichetta vuole che stia su una tavola supplementare e venga servito poco a poco. I primi bicchieri si riempiono a metà e poi dipende dal consumatore. Il protocollo vuole che prima vengano serviti i vini bianchi e rosati sui 10º, poi i rossi a tempertura ambiente intorno ai 20º e alla fine i vini dolci o lo spumante sugli 8º.

Ecco le nostre raccomandazioni per il tuo cenone:

 TAGS:Antinori Tormaresca Neprica 2011Antinori Tormaresca Neprica 2011

Antinori Tormaresca Neprica 2011

 

 

 TAGS:Errázuriz Max Reserva Cabernet Sauvignon 2010Errázuriz Max Reserva Cabernet Sauvignon 2010

Errázuriz Max Reserva Cabernet Sauvignon 2010

Come scegliere un vino per Natale

 - Questo Natale saprà di vino. Il regalo più sicuro per soddisfare amici e parenti. Quindi prendi nota, sicuramente potrai trovare delle fonti di ispirazione per poter rallegrare il Natale di uno dei tuoi amici più cari.

I più nuovi. È preferibile regalare un vino che si adatti alle preferenze di coloro che vogliamo compiacere. Le ultime annate dei vini classici sono un colpo a botta sicura dato che si tratta di vini giovani con sapori sorprendenti. 

La zona: Le zone vinicole determinano la scelta di un vino. Ogni zona ha le sue caratteristiche particolari che li rendono unici, come ad esempio il Chianti o il Barolo, famosi per la loro alta qualità. 

Originalità: Allontaniamoci dai vini storici per poter così sorprendere i nostri commensali. Si può dunque scegliere un vino organico, ecologico, un vino del Sudafrica o di un paese meno conosciuto…

A seconda dei gusti della persona: Ognuno preferisce un vino diverso. Se a un tuo amico piacciono i sapori forti sarà meglio prendere un rosso forte, mentre se preferisce i dolci sarà meglio scegliere un Moscato o un vino dolce. 

Vini personalizzati: Questo settore si reinventa per far contenti i commensali. Dunque puoi regalare un vino con un’etichetta con nome o foto della persona interessata, con etichette di colori ecc…

Per DO o destinazioni di viaggio: Le denominazioni di origine sono solite influire nella qualità di un buon vino. Scegliere un vino per regalo a una persona che è di una certa regione o di un certo paese è una garanzia. 

Oggi ti raccomandiamo 2 grandi vini da regalare:

 TAGS:Cavalleri Franciacorta Saten BrutCavalleri Franciacorta Saten Brut

Cavalleri Franciacorta Saten Brut

 

 

 TAGS:Tenute Carretta Nebbiolo 2009Tenute Carretta Nebbiolo 2009

Tenute Carretta Nebbiolo 2009

I vini di Rueda: Verdejo e molto altro ancora

 TAGS:Tra i vari vini DO spagnoli, non possiamo non parlare dei vini di Rueda, la cui estensione di vigneti è situata nella comunità autonoma di Castiglia e León, con un totale di 72 comuni, situati principalmente nella parte meridionale della suddetta comunità.

Vi ritroviamo sia varietà bianche che rosse. Tra le prime, si contraddistingue sicuramente l’uva autoctona Verdejo, che dà grande personalità ai suoi bianchi più puri, apportando in particolar modo aromi di erbe mediterranee selvatiche e frutta. Altre varietà bianche sono Sauvignon Blanc e Viura.

Anche se i bianchi sono i protagonisti di gran parte della produzione, di recente si elaborano anche vini rossi, i cui vitigni principali sono: Tempranillo, Cabernet Sauvignon, Merlot e Grenache.

Attualmente, la produzione di questi vini avviene in maniera molto più moderna. Attraverso la meccanizzazione infatti si evita l’ossidazione, oltre al fatto che il processo può essere svolto tranquillamente anche di notte, quando le temperature sono più basse. La fermentazione del vino ha luogo in grandi serbatoi di acciaio inox che puliscono correttamente il mosto.

 TAGS:Tutto ciò contribuisce a dare vita ad una classe di vini di alta qualità, i cui bianchi sono caratterizzati da un colore giallo quasi dorato, e presentano sentori di frutta, morbidi e freschi, con aromi di vaniglia. La potenza dell’uva Verdejo fa sì che la permanenza nelle botti non gli faccia mai perdere tali aromi e tale personalità.

L’enoturismo è molto diffuso nella zona, grazie a questa e ad altre denominazioni di origine prevalenti in quest’area geografica (Ribera del Duero, Cigales, ecc…). E’ notevole infatti la presenza di turisti che si dilettano nel provare questa varietà di Verdejo unica, oltre ad altre specialità gastronomiche tipiche della regione, come ad esempio il formaggio di pecora. Famosissime sono infine le cantine sotterranee, piene di tradizione e di storia.

Ma al momento di dover scegliere, quale Verdejo comprare? Molti sono i vini che vale davvero la pena provare, ma di sicuro non potete perdervi questi due:

 TAGS:Marques de Riscal Limousin 2011Marques de Riscal Limousin 2011

Marques de Riscal Limousin 2011

 

 

 TAGS:Viña Albali Aurium Blanc 2011Viña Albali Aurium Blanc 2011

Viña Albali Aurium Blanc 2011

Le donne lo preferiscono rosso

 TAGS:Si è parlato già tantissimo sulle preferenze delle donne in fatto di vino e si è sempre creduto che le donne fossero più a favore dei vini bianchi che non dei vini rossi. Ma i miti vengono spesso sfatati e questo non è da meno.

Nei mesi di marzo e aprile del 2011, alcune riviste specializzate sul mondo del vino (del Regno Unito, Francia, Hong Kong, Germania e Stati Uniti) fecero un?inchiesta u un campione di 10.500 donne e il risultato fu a favore del vino rosso (questa indagine è stata condotta alla vigilia dell’apertura di Vinexpo che si tenne nel mese di giugno a Bordeaux, Francia).

Ma come dice il proverbio: “una rondine non fa primavera.” Ecco perché è doveroso da parte nostra dire che i dati di questa indagine combaciano perfettamente con quella condotta dall?Osservatorio Spagnolo del Mercato del Vino spagnolo (OEMV), il cui risultato è che su 10 donne che bevono vino, 6 di loro preferiscono il vino rosso piuttosto che i vini bianchi, i rosati e perfino la birra.

Nella suddetta indagine internazionale, sono state intervistate donne di diverse nazionalità (tra i paesi consumatori di vino per eccellenza), e il risultato finale ha visto la vittoria del vino rosso con un 51%, contro solo il 26% del vino bianco. E? anche da notare che le donne oltre i 46 anni, preferiscono il vino rosso con un clamoroso 58%. Tra le donne nordamericane (USA e Canada) risiede il più alto indice di gradimento per il vino rosso, ben il 67%.

Tale studio, condotto da Datavin, dimostra anche un altro significativo risultato: su tre donne spagnole, due di loro ritengono che bere moderatatamente dia benefici alla salute; e che solitamente consumano più il vino durante i pasti e quando escono con le amiche.

Diciamo sempre che i numeri sono noiosi e che le statistiche non sono altro che? statistiche! Tuttavia vale la pena dare un’occhiata a questi nuovi risultati anche se, alla fine, il piacere per il vino è sempre qualcosa di molto personale, che va al di là del sesso, dell?età e di alcuni altri fattori, perché siamo convinti che i veri amanti del vino vanno oltre le etichette, qualsiasi esse siano, di carattere sociale, economico, culturale, ecc? tutto ciò che vogliamo sapere da voi è semplicemente se preferite il vino rosso a quello bianco.

E se avete voglia di fare un po? di pratica, eccovi alcuni vini rossi che potrebbero interessarvi:

 TAGS:Emilio Moro Finca Resalso 2011Emilio Moro Finca Resalso 2011

Emilio Moro Finca Resalso 2011: il vino Ribera del Duero più venduto, grazie all?eccellente rapporto qualità-prezzo, e al suo sapore fresco, leggero e piacevole.

 

 

 TAGS:Coto de Imaz Reserva 2005Coto de Imaz Reserva 2005

Coto de Imaz Reserva 2005: un vino Rioja Reserva per tutte le tasche, elegante e moderno.

 

 

INFO: In Spagna, lo studio è stato condotto da Datavin a Madrid, Barcellona, Bilbao, Valencia e Siviglia.

3 vini bianchi nel loro momento migliore

 TAGS:Il vino bianco, più giovane è meglio è. Questo è uno dei consigli che più ci vengono dati quando compriamo del vino e in esso c’è comunque un fondo di verità. Naturalmente, come sempre avviene quando si generalizza, non si deve prendere tutto alla lettera anche se è comunque vero che molti vini bianchi non vengono fatti affinché durino a lungo.

Lasciando da parte i vini bianchi dolci, che non sono considerati bianchi sebbene l’uva con cui sono fatti sia bianca, ci sono molti bianchi secchi che, pur essendo pronti per la prossima vendemmia, in realtà proprio ora si trovano nel momento migliore.

La primavera è finalmente arrivata e fa già abbastanza caldo per potersi godere un bel vino bianco: volete che ve ne consigliamo qualcuno che sia perfetto proprio in questo momento? Oggi vi mostreremo come scegliere vini bianchi mediamente giovani.

I vini bianchi fermentati in barrique sono fatti appositamente per assorbire gli aromi dovuti al passaggio attraverso il rovere, acquisendo maggiore complessità e potenziale di invecchiamento. Non che durerà per decenni, ma un bianco fermentato in barrique nel 2010 è ora, senza dubbio, nel suo momento migliore. Nella regione di Somontano fanno dei vini fermentati in barrique davvero eccezionali, e nella zona di Rueda questo tipo di vino diventa migliore di giorno in giorno.
Riguardo i vini Albariño ci sono molte divergenze. Alcuni dicono che è meglio berli più giovani, perché così conservano tutta la loro freschezza e la potenza degli aromi, mentre altri sostengono che i vini Rias Baixas siano migliori quando gli aromi sono più riposati e che, in generale, sono sempre migliori quelli dell’annata precedente rispetto a quella attuale. Volendo mantenere una via di mezzo, settembre sarebbe quindi il momento ideale per degustare un vino Albariño.
In quasi tutta la Catalogna la vendemmia è più tardiva del normale, rispetto anche al resto della Spagna, in particolare nelle regioni del Penedès, Priorat e Montsant. Inoltre, alcune cantine coltivano uve come Marsanne, Viognier o Roussanne, di origine francese, con l’intento di creare vini che si evolvano bene in bottiglia. Questo è il momento ideale per scoprirne alcuni.

Ma visto che “la strada si fa camminando” ed il vino si assapora bevendolo, ecco le nostre proposte di oggi:

 

 TAGS:Palacio de Bornos Verdejo Fermentado en Barrica 2010Palacio de Bornos Verdejo Fermentado en Barrica 2010

Palacio de Bornos è una delle più grandi aziende vinicole di Rueda. Produce vini molto accurati, e molto piacevoli al gusto.

 

 

 TAGS:Luna Creciente Albariño 2010Luna Creciente Albariño 2010

Un vino della cantina Viñedos singulares, fresco, morbido, e con sentori di fieno e miele.

 

 

 TAGS:Auzells 2010Auzells 2010

Un vino complesso, elegante e molto ben sviluppato. È anche possibile conservarlo qualche altro anno, ma ora è divino.

Vinitaly, direzione Cina

 TAGS:Vinitaly, la più importante fiera di vini italiani, nell’edizione 2013 ha riscosso un grandissimo successo grazie ai suoi 150mila visitatori (+6% rispetto al 2012). Il dato importante è stato che  quali 50mila spettatori sono arrivati dall’estero.

Questo evento è una maniera perfetta per conoscere la grande varietà di vini prodotti in Italia, tanto bianchi come rossi o rosati. I 4.200 espositori hanno approfittato dell’evento per poter intrecciare vari contatti di business, come confermano le parole di Rolando Chiossi, vicepresidente di Giv e di Cantine Riunite Civ: ” È stato un Vinitaly positivo, con tanti operatori italiani. Parecchi i contatti nuovi con operatori cinesi, russi e brasiliani, che sono i Paesi che ci interessano a breve-medio termine. Ma questa edizione del salone è stata anche ricca di iniziative, sia di convegni che di incontri tecnici e finanziari“.

Anche Francesco Zonin, vicepresidente della Cantina Vinicola Zonin, ha sottolineato l’importanza e la crescita dell’edizione 2013 di Vinitaly: “Un ottimo Vinitaly, con molti operatori provenienti dalla Cina, che magari rappresentano un?opportunità per esportare in questo grande mercato dove l?Italia è ancora poco presente”.

Per molti è un bene che la Cina abbia dimostrato molto interesse verso la fiera, in quanto sta portando l?entusiasmo di cui si ha notevole bisogno in Italia in questo momento. La Cina presuppone un’ingente fetta del mercato mondiale, ed il vino non rappresenta certo l’eccezione. 

Vinitaly è riconosciuto per il suo prestigio a livello mondiale e si tiene ogni anno nella città di Verona, in Veneto. La prima edizione ebbe luogo nel lontano 1967 ed ogni anno ospita oltre cinquanta degustazioni tematiche di vini italiani e stranieri e propone un programma convegnistico che affronta le principali tematiche legate alla domanda ed offerta del mercato del vino, le analisi sono condotte dell?Osservatori di Vinitaly Studi&Ricerche.

Inoltre Vinitaly svolge anche la funzione di ambasciatore del vino italiano nel mondo attraverso Vinitaly in the world che organizza eventi B2B e B2C nei principali mercati internazionali.italiano.

Ecco alcuni prodotti tipici italiani che si possono trovare negli stand di Vinitaly:

 TAGS:Pellegrino Tripudium Rosso Duca Di Castelmonte 2009Pellegrino Tripudium Rosso Duca Di Castelmonte 2009

Pellegrino Tripudium Rosso Duca Di Castelmonte 2009, di colore rosso rubino intenso

 

 

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Attems Pinot Grigio Ramato 2011, sapore intenso di fragola

I vini di Graves

 TAGS:Graves è una subregione di Bordeaux (Francia), situata sulla riva sinistra del fiume Garonna, proprio a sud-est di Bordeaux. Questa regione deve la sua fama ai suoi pregiati vini che rientrano nella denominazione di origine chiamata Graves AOC.

Storia dei vini di Graves

Forse il riferimento più famoso al vino di Graves è il clarete (un vino dal colore pallido elaborato come il vino rosso). La storia del vino di Graves risale al Medioevo, all’epoca di Eleonora d’Aquitania, che cominciò ad esportare il vino di Bordeaux in Inghilterra, per Enrico II. Già nel XIV secolo, il papa Clemente V (prima che diventasse papa) fondò lo Château Pape Clément, il primo château nell’intera regione di Bordeaux.

“Le prime notizie che abbiamo del clarete in Inghilterra, risalgono all’anno 1663”.

Tuttavia è stato solo nel 1953 che si è cominciato a redigere una classificazione dei vini rossi di Graves. Per i vini bianchi, infatti, si sarebbe dovuto ancora aspettare fino al 1959.

I vini di Graves

  • Graves ha le seguenti denominazioni d’origine (DOP):
  • Graves AOC – Questo è la denominazione di base della regione ed include sia i vini bianchi che quelli rossi.
  • Graves Supérieur AOC – Questa denominazione si riferisce al vino bianco dolce. Sono vini semplici ma con una forte domanda. Secondo l’ultimo censimento (2004), più di 500 vigneti sono dedicati alla sua produzione.
  • Pessac Léognan AOC – Questa denominazione comprende vini prodotti a Pessac Léognan (a sud della città di Bordeaux). Questa designazione include tutti i Crus de Graves, Château Haut-Brion, Château La Mission Haut-Brion e Château Laville Haut-Brion. Pessac Léognan ha ricevuto la denominazione nel 1987. Ritroviamo sia vini rossi, in particolare Cabernet Sauvignon e Merlot, che vini bianchi, soprattutto di Sauvignon Blanc e in minore quantità di Sémillon.
  • Cerons AOC – Questa denominazione comprende vini bianchi dolci molto simili ai Sauternes, anche se sono molto meno conosciuti.
  • Sauternes AOC – Questa denominazione è famosa per i suoi vini bianchi da dessert, tra i quali si contraddistingue il Premier Cru Supérieur classificato come Château d’Yquem.
  • Barsac AOC – Fra i vini che compongono questa denominazione si evidenziano i Premiers Crus Château Climens e Château Coutet. In realtà possono essere etichettati sia come SauternesAOC che come  Barsac AOC. I vini di questa regione sono prevalentemente prodotti con Sémillon, Sauvignon Blanc e Muscadelle.

“Graves comprende i comuni di: auternes, Pessac, Talence, Léognan, Martillac, Saint-Morillon e Portets. Tutte zone vitivinicole“.

Oggi più che mai, capirete quanto sia difficile, tra così tanti vini, sceglierne uno da consigliarvi. In ogni caso, questi due sono assolutamente da provare almeno una volta nella vita:

 TAGS:Château d'Yquem 2006Château d’Yquem 2006

Château d’Yquem 2006: Uno dei migliori vini più apprezzati in tutto il mondo, unico e speciale.

 

 

 TAGS:Château Smith Haut Lafitte Blanc 1999Château Smith Haut Lafitte Blanc 1999

Château Smith Haut Lafitte è una di quelle grandi cantine in cui è sempre difficile decidere quali sono i vini più importanti, sia tra i bianchi che tra i rossi. Oggi abbiamo optato per un bianco, con un ottimo rapporto qualità-prezzo.