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Våffeldagen, la giornata dei waffle

Gaufre, wafel o waffle: in qualsiasi modo li chiamiate, siamo sicuri che chiunque di voi li abbia provati almeno una volta! Si tratta di cialde croccanti fuori e morbide dentro, dalla riconoscibilissima trama a nido d’ape e preparate in una doppia piastra rovente. In realtà, esiste una differenza tra gaufre e waffle: la gaufre è preparata con lievito di birra, mentre per il waffle (variante americana e scandinava) viene usato il lievito chimico in polvere.

Oggi è la giornata dedicata ai waffle - Uvinum

Il waffle è un dolce tipico di molti paesi, tra cui Belgio, Francia, Germania, Paesi Bassi e Scandinavia. Ed è proprio nella fredda penisola, precisamente in Svezia, che oggi si festeggia il Våffeldagen, la giornata dei waffle.

I waffle, di per sé, non hanno molto sapore. Per questo vengono spesso arricchiti con una spolverata di zucchero a velo o con condimenti più sostanziosi e golosi. Gelato, frutta fresca, cioccolato fuso, creme di liquore, frutta secca, caramello, panna montata… Potete davvero sbizzarrirvi!

Come preparare i waffle

Ingredienti:

  • 2 uova
  • 80 gr di zucchero
  • 180 gr di farina
  • 50 gr di burro
  • 180 ml di latte
  • ½ cucchiaino di lievito
  • Un cucchiaino di estratto di vaniglia

Dopo aver separato i tuorli dagli albumi, montate a neve gli albumi con lo sbattitore. In un’altra ciotola, sbattete i tuorli con lo zucchero e l’estratto di vaniglia, dopodiché aggiungete il burro fuso, la farina e il lievito, continuando sempre a mescolare. Versate anche il latte a filo e gli albumi.

È giunta l’ora di tirare fuori la vostra piastra per i waffle! Fatela scaldare e versate a poco a poco il composto. Fate cuocere il waffle per circa 5 minuti (dipende dalla potenza della piastra).

Farcite i vostri waffle e serviteli ancora caldi!

Cosa bere con i waffle

Come abbiamo detto, i waffle non hanno un sapore forte. Per questo motivo, scegliamo un vino opulento e sontuoso, dal grande spessore gustativo. Vi consigliamo un Passito di Pantelleria o un Vin Santo di Montepulciano. Altrimenti, potete ripiegare su un vino dolce, come un Moscato d’Asti, un Sangue di Giuda, un Gewürtztraminer o un Malvasia delle Lipari. Anche un Asti Spumante dolce è un’ottima scelta.

Se siete più tipi da cocktail, un’idea può essere l’Apple Martini (4 cl di vodka, 1.5 cl di liquore alla mela, 1.5 cl di triple sec), che dona un bel tocco acidulo e pungente, o la Piña Colada (3 cl di rum bianco, 9 cl di succo d’ananas, 3 cl di crema di cocco, 1.5 cl di succo di lime), ideale per chi ama i sapori dolci e morbidi.

In alternativa, potete anche bere un semplice bicchierino di rum, brandy o cognac, che non deludono mai!

 TAGS:Donnafugata Passito di Pantelleria Ben Ryé 2015

Le felicità in un bicchiere!

Vino e felicità - Uvinum

“La felicità, come un vino pregiato, deve essere assaporata sorso a sorso.” Così sosteneva il filosofo tedesco Ludwig Feuerbach, e forse aveva ragione: la felicità può stare in un bicchiere.

Pensateci. Quanti di voi hanno provato una sensazione di armonia e pace mentre sorseggiavano un bel bicchiere di vino rosso ascoltando un po’ di musica, leggendo un libro o magari guardando un bel panorama?

Gli ormoni del benessere

È ormai risaputo che l’assunzione di vino fa sì che il nostro corpo rilasci endorfine, gli ormoni del benessere, che ci regalano una bella sensazione di relax e felicità. Se si pratica un bere moderato, questo rilascio chimico si può avvertire ogni volta che si beve un drink.

L’effetto benefico dell’alcol si nota soprattutto quando si è costretti ad attività o compiti noiosi – pensate a quanto vi annoia fare la fila al bar la mattina per il vostro caffè e, invece, come chiacchierate e ballate mentre siete in fila per il bagno in una discoteca – e potenzia ancora di più la soddisfazione e il piacere derivante da attività che sono già di per sé divertenti, come socializzare o fare l’amore.

Andare al bar rende felici

Secondo una ricerca dell’Università di Oxford, poi, anche andare al bar aiuterebbe a sentirsi più allegri: il bar è un luogo di ritrovo, ideale per socializzare, stringere nuove amicizie e rafforzare le vecchie. Il bar e i pub si rivelano così dei luoghi fondamentali per stringere rapporti profondi e creare quella rete sociale necessaria ad ogni uomo e donna, impossibile da consolidare solo attraverso i social. Inoltre, un moderato consumo di alcol favorirebbe anche alcune abilità sociali, come la capacità di interazione sociale, di comunicazione e di condivisione.

Benessere fisico

Anche la salute fisica trae beneficio da un bel bicchiere di vino: riduce il rischio di demenza, di malattie degenerative, di aterosclerosi e migliora il flusso sanguigno; aiuta a perdere peso, in quanto è in grado di attivare un gene che impedisce la formazione di cellule grasse, ed elimina poco a poco quelle che già esistono; è ricco di polifenoli, antiossidanti che aiutano a prevenire il colesterolo cattivo; aiuta a proteggersi dalle infezioni urinarie; viene annoverato nella lista degli alimenti anticancro. Forse il detto avrebbe dovuto recitare “Un calice di vino rosso al giorno toglie il medico di torno”?

Attenzione a non esagerare!

Ovviamente, come tutte le cose, è giusto porsi un limite e moderarsi. Altrimenti, più che felicità, proveremo un profondo senso di pentimento per aver esagerato la sera prima! Inoltre, quando bere diventa un vizio e/o una necessità, si produce esattamente l’effetto opposto, e la sensazione di soddisfazione personale diminuisce.

Alla salute… e alla felicità!

 

Biodinamica: i vini che rispettano l’ambiente

sciopero mondiale per il futuro - i vini biodinamici - Uvinum

Oggi si scende in piazza per il futuro del pianeta. Gli studenti, infatti, hanno indetto una sciopero per il clima per chiedere ai governanti misure concrete contro il riscaldamento globale. Anche per quanto riguarda il mondo del vino, i produttori non sono indifferenti a questa questione e da qualche anno si è assistito all’introduzione di una serie di pratiche volte a salvaguardare l’ambiente.

La parola d’ordine è biodinamica. Molto simile come concetto a quello di viticoltura biologica, – che si basa essenzialmente sulla coltivazione senza l’utilizzo di sostanze chimiche di sintesi e OGM – la viticoltura biodinamica (e più in generale l’agricoltura biodinamica) si basa sul rispetto del corso naturale della natura e sull’equilibrio dell’ecosistema pianta-suolo-animali.

Inoltre, si differenzia dalla viticoltura biologica per l’utilizzo di preparati particolari a base di erbe e minerali, irrorati sulle piante in periodi specifici dell’anno, e per  l’adattamento ai cicli lunari sia per la semina che per il lavoro nei campi.

La certificazione Demeter

Anche se non esiste ancora una normativa di legge di riferimento , esistono delle certificazione che attribuiscono il titolo di “vino biodinamico”.

La principale è Demeter, creata nel 1927 e oggi in vigore in una cinquantina di paesi. La sede italiana dell’Associazione si trova a Parma e opera un attento controllo sulla produzione e sulla commercializzazione dei prodotti biodinamici, seguendo ogni fase fino all’etichettatura. Demeter non si occupa solo di vino e prodotti vegetali, ma anche di carne, prodotti caseari, spezie e prodotti non alimentari, come cosmetici e tessuti.

Vino biodinamico per salvare il pianeta - Uvinum

Alois Lageder

L’azienda Alois Lageder porta avanti con orgoglio la tradizione enologica di vini di qualità dell’Alto-Adige. L’approccio olistico e sostenibile della cantina si rispecchia nell’attività vitivinicola biologica e biodinamica, che le ha consentito di fondere tradizione e modernità.

 

La Raia

La Raia, azienda agricola biodinamica certificata Demeter, si trova nel cuore delle colline del Gavi, dove produce vini nel pieno rispetto per la natura.

Stefano Amerighi

Stefano Amerighi, nei suoi vigneti di Poggiobello di Farneta, segue scrupolosamente tutte le regole del metodo biodinamico: lavorazioni in vigna scandite dalle fasi lunari; pigiatura con i piedi; fermentazione spontanea con lieviti indigeni; imbottigliamento senza filtrazione o stabilizzazione.

5 grandi vini prodotti da donne

Il mondo del vino è sempre stato concepito come un mondo dominato dagli uomini. Eppure, negli ultimi anni, sempre più donne vi si stanno avvicinando, dando una nuova impronta alla comunicazione e alla produzione del vino.

Oggi 8 marzo, in occasione della Festa della Donna, vi proponiamo 5 vini prodotti da donne. Cosa aspettate a provarli?

Donne e vino: 5 vini prodotti da donne - Uvinum

 

 

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Arianna Occhipinti Sp 68 Bianco Sicilia 2017

Arianna Occhipinti acquista nel 2004 un ettaro di terreno a Fossa di Lupo, a lato della SP68, ed impianta il primo vigneto. Oggi il suo podere misura 22 ettari e i suoi vini sono apprezzati in tutto il mondo. Arianna si occupa in prima persona di tutto il ciclo produttivo, dalla vigna alla cantina, stando sempre molto attenta a rispettare il territorio e la natura.

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Elena Walch Gewürztraminer 2017

Elena Walch si avvicina al mondo del vino nel 1985, quando decide di chiudere il suo studio di architettura e trasferirsi a Termeno. In pochi anni, Walch è diventata un’azienda di primo livello, conosciuta a livello nazionale ed internazionale. È il Gewürztraminer il fiore all’occhiello dell’azienda.

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Donne Fittipaldi Bolgheri 2016

Maria Fittipaldi Menarini e le quattro figlie Carlotta, Giulia, Serena e Valentina sono il cuore dell’azienda Donne Fittipaldi. Tutto ha inizio nel 2004 a Bolgheri, nel cuore della Toscana, con l’obiettivo di produrre vini di grande eleganza ed armonia.

 

 

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Mora E Memo Tino Sur Lie 2015

Elisabetta Pala, insieme alla sorella e alla madre, conduce l’azienda Mora&Memo a Serdiana, Sardegna. La “mora” – un riferimento ai quattro mori della bandiera sarda – simboleggia la figura della donna, da sempre fulcro della famiglia; “memo” sta per memoria, un “reminder” per tutti della figura edificatrice della donna.

 

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Foradori Teroldego Sgarzon 2016

Elisabetta Foradori è stata una delle pioniere della viticoltura biodinamica in Italia. Elisabetta ha preso in mano le redini dell’azienda – fondata dal nonno a Mezzolombardo – nel 1984, imponendosi come primo obiettivo quello di recuperare una delle varietà trentine più antiche, il teroldego.

I migliori vini del nuovo mondo

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In breve tempo, i vini del nuovo mondo stanno emergendo e competendo con quelli del vecchio mondo, o di quei luoghi più tradizionali in termini di cultura del vino.Quando parliamo di vini del nuovo mondo ci riferiamo a quelli provenienti da zone al di fuori dei vigneti europei o, come abbiamo specificato, dalle terre che normalmente producono vino, come la Spagna, la Francia, l’Italia, la Germania, l’Ungheria, il Portogallo, i paesi balcanici e il Regno Unito.

I vini del nuovo mondo che stanno avendo sempre più successo oggigiorno provengono da posti come Argentina, Cile, Stati Uniti, Messico, Perù, Uruguay, Canada, Australia, Nuova Zelanda e Sud Africa, tra gli altri.

I vini di questi paesi hanno alcune caratteristiche diverse dai precedenti, hanno colori più forti, sono caldi, di frutta matura … e sono totalmente condizionati dal clima che prevale in quel paese, normalmente più caldo di quelli europei.

Quelli provenienti dall’Argentina si possono già trovare nei ristoranti di tutto il mondo e hanno un grande successo. Il paese latino è il più grande produttore di vino in sudamerica e il quinto produttore mondiale, quindi la sua importanza è notevole. Si tratta di vini con un colore e un corpo molto intensi. In Canada si produce vino da molti anni, soprattutto a base di uve chardonnay, riesling, cabernet sauvignon, cabernet franc, uva selvatica e merlot.

Anche i vini australiani stanno avendo un certo successo, soprattutto per via del loro sapore intenso. L’Australia è il sesto produttore di vini in tutto il mondo, e tra i suoi migliori vi sono Riesling e il Semillon, elaborati a partire da varietà nobili europee.

Menzione speciale per i vini sudafricani. Attualmente il paese ha una superficie coltivata di circa 100.000 ettari e principalmente varietà bianche. I suoi vini molto popolari e venduti in tutto il mondo. In gran parte del paese vi è un clima simile a quello del Mediterraneo, il che da ai loro vini un sapore simile.

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El Esteco Don David Malbec 2015

 

 

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Alamos Malbec 2016

 

I migliori vini del nuovo mondo

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Con il passare del tempo, i vini del nuovo mondo hanno guadagnato popolarità, arrivando a competere con quelli del vecchio mondo, o con paesi che hanno una lunga tradizione vinicola.

Quando parliamo di vini del nuovo mondo ci riferiamo a quelli che provengono da zone  fuori dell’Europa, o da terre che hanno una vasta cultura del vino, come abbiamo già detto. Tra questi paesi, possiamo nominare Spagna Francia, Italia, Germania, Ungheria, Portogallo, Regno Unito e i paesi balcanici.

Da parte sua, i vini del nuovo mondo che hanno una maggiore accettazione sono quelli che provengono da paesi come Argentina, Chile, Stati Uniti, Messico, Perù, Uruguay, Canada, Australia, Nuova Zelanda, Sud Africa e molti altri.

I vini del nouvo mondo hanno alcune caratteristiche diverse da quelle che siamo abituati a vedere. Hanno colori più forti, sono caldi e fruttati e sono totalmente condizionati dal clima di ciascun paese, che di solito è più caldo del vecchio mondo.

I vini argentini si trovano già nei ristoranti di tutto il mondo, e hanno molto successo. Dobbiamo pensare che questo paese è diventato il più grande produttore di vino in America Latina e il quinto produttore al mondo, motivo per cui è di grande importanza. Sono vini con un colore e un corpo intensi. D’altra parte, in Canada, si produce vino da molti anni. Tendono ad essere di tavola, con chardonnay, riesling, cabernet sauvignon, cabernet franc, uva selvatica e merlot.

È già normale vedere i vini australiani in molti angoli del paese. Sono vini del nuovo mondo con molto sapore. L’Australia è il sesto produttore di vini in tutto il mondo e mette in risalto il riesling e il semillon, ottenuti da varietà nobili europee.

E non potremmo ignorare i vini del Sud Africa, che sono senza dubbio speciali. Attualmente il paese ha una superficie coltivata di circa 100.000 ettari, in particolare varietà bianche. Questi vini del nuovo mondo sono piuttosto popolari e venduti in molti angoli del mondo. In gran parte del paese hanno di climi simili al Mediterraneo, quindi i loro sapori sono simili.

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Torbreck Shiraz 2014

 

 

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Penfolds Bin 28 Kalimna Shiraz 2014

Il vino può migliorare i sintomi del diabete

Il vino TAGS:undefinedSappiamo che il vino offre molti benefici per la salute. Tra questi ci sono la protezione del cuore, la rigenerazione della pelle e l’abbassamento del colesterolo.

Attualmente alcuni studi continuano a dimostrare i benefici del vino, che migliora i sintomi del diabete, una malattia strettamente legata a tutto ciò che beviamo e mangiamo.

E non dovresti credere solo a ciò che ti diciamo, ma all’opinione degli esperti in questa materia, come il presidente del Congresso Internazionale “Wine and Health” (Vino e salute), la dottoressa Rosa María Lamuela, che mostra che alcuni studi spiegano che il consumo moderato di vino migliora il metabolismo del glucosio e aumenta il colesterolo benefico (HDL) nei pazienti diabetici.

I polifenoli del vino offrono molti vantaggi, tra i quali spicca la protezione contro il diabete, a condizione che sia accompagnato da una buona dieta ricca di frutta e verdura e da uno stile di vita sano.

Questo è legato alla dieta mediterranea, una delle migliori che ci sia, e che difende anche il presidente del Congresso internazionale Wine and Health. Questa dieta incorpora un consumo moderato di vino su base giornaliera. Ciò, inoltre, previene le malattie neurodegenerative, ha proprietà prebiotiche e favorisce una microflora intestinale sana. Inoltre, il vino è antiossidante e anti-infiammatorio, contribuendo a migliorare i sintomi del diabete.

Tra le ricerche che supportano questa causa spicca quella pubblicata negli Annals of Internal Medicine, che ha dimostrato che le persone che bevono un bicchiere di vino bianco ogni sera migliorano i loro livelli di trigliceridi rispetto a quelli che consumano acqua o vino rosso.

Nella ricerca, è stato dimostrato che i diabetici che bevevano un bicchiere di vino rosso ogni sera avevano anche meno sintomi della sindrome metabolica (ipertensione, eccesso di grasso addominale, glicemia alta e livelli di colesterolo anormali) dopo due anni.

 

 

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Col Vetoraz Prosecco Extra Dry

 

 

 TAGS:Il Palagio Message In Bottle Van Sting 2015Il Palagio Message In Bottle Van Sting 2015

Il Palagio Message In Bottle Van Sting 2015

I vini bianchi per le cene delle feste

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Il periodo delle feste natalizie è periodo di cene, molte delle quali sono basate soprattutto su pietanze di pesce o frutti di mare. Ed è per questo che la ricerca di un vino bianco di livello da abbinare a uno di questi piatti è una componente fondamentale dell’organizzazione di queste cene. In quanti di noi, infatti, amano accompagnare un’orata all’acqua pazza, una spigola al forno o dei vermicelli ai frutti di mare con un delizioso e fresco vino bianco? Il suo sapore leggermente acido è infatti ideale per contrastare il grasso del pesce e si combina perfettamente con esso.

Un piatto come i vermicelli alle vongole, molto napoletano ma ormai diffusosi in ogni angolo d’Italia, è una delizia che va accompagnata come si deve. Una Falanghina del Sannio, uno dei migliori bianchi della regione Campania, è il complemento ideale per via dei suoi soffi floreali eleganti, oltre al palato fresco che spicca per la sua piacevole sapidita? in chiusura.

Chi non ama particolarmente le vongole può scegliere un primo a base di scialatielli con tonno fresco e pomodorini, un abbinamento sempre vincente. Per gustare questo piatto saporito è consigliabile un Verdicchio di Matelica, dall’aroma di fiori bianchi e frutti, che in bocca risulta essere fresco e sapido, con grande mineralita?. Un vino ottimo per il prezzo da pagare per averlo.

Per i secondi, c’è solo l’imbarazzo della scelta. I più tradizionali scelgono l’orata all’acqua pazza, un piatto leggero ma dal gusto deciso, mentre c’è chi preferisce un buon calamaro marinato o dei classici gamberi bolliti, o anche crudi. Per entrambe le specialità il vino che più ci aiuta ad apprezzare il loro sapore è il Vermentino di Gallura, dal  e? secco, fresco e sapido. Questo vino è adatto anche agli aperitivi di inizio pranzo, che a Natale spesso significano salmone norvegese.

In generale, qualsiasi cosa tu decida di mangiare a Natale, l’importante è che sia sempre accompagnata da un buon vino bianco, leggermente fresco, ma non troppo. Perché  se l’armonia delle feste in famiglia o con amici dipende dalle celebrazioni, un vino di qualità non può mai mancare!

Un consiglio per i tuoi vini bianchi su Uvinum? Te ne diamo due!

 

 

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Funtanaliras Vermentino Di Gallura 2016

 
 
 
 

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Fontanavecchia Taburno Falanghina del Sannio 2016

I migliori vini per il ponte dell’Immacolata

 TAGS:undefinedIl mese di dicembre è ormai dietro l’angolo e con esso una serie di festività e di giorni liberi che renderanno più facile prendersi del tempo da godere insieme ad amici e familiari. E quale miglior scusa che una riunione con le persone più care per consumare delle ottime bevande, possibilmente da acquistare online? Con il ponte dell’Immacolata che si avvicina – quest’anno l’8 dicembre è un venerdì – l’aperitivo delle feste è servito! 

Ecco quindi le nostre proposte per iniziare a festeggiare come si deve.

1. Feudi di San Marzano Primitivo di Manduria

Questo vino pugliese è senza dubbio uno dei migliori delle ultime annate tra quelli prodotti in Italia. Al sole del sud Italia e con l’apporto di uve speciali come quelle Primitivo, l’annata del 2014 è adesso matura per poter posarsi sulle nostre tavole per iniziare a festeggiare. Ideale per accompagnare carni, affettati o anche un buon formaggio stagionato, il Feudi di San Marzano 2014 presenta un grado alcolico di 14,5% e il suo corpo ricco di tannini fini conquista fin dal primo sorso.

 2. Bove Indio Montepulciano D’Abruzzo 2012

Per accompagnare un primo a base di pasta, come potrebbe essere una deliziosa amatriciana o carbonara, Il Bove Indio Montepulciano è un vino rosso scuro che garantisce un’esplosione di sapori strepitosa una volta in bocca. Mordibo ed equilibrato, aiuta anche la digestione e si sposa bene con dei secondi a base di carne

3. Lambrusco

In questa selezione non poteva mancare un classico. Il Lambrusco di origine emiliana è un vino frizzante e fruttato che piace anche a chi di vini non è appassionato. Ideale per accompagnare lasagne o affettati come la mortadella, questo prodotto di una delle migliori regioni d’Italia per quanto riguarda la gastronomia non delude mai.

4. Tenuta Roveglia Lugana Limne 2016

Passando ai bianchi, questo bianco lombardo a base di uve Trebbiano dal profumo di mela verde è l’abbinamento perfetto per dei piatti a base di pesce o per insalate fresche e leggere. Da consumare a una temperatura tra i 6 e gli 11 gradi, questo Tenuta Roveglia Lugana Limne è una garanzia per chi ama la freschezza di un buon bianco.

 5. Col Vetoraz Prosecco Extra Dry

Per concludere un buon pranzo o anche una cena importante, come quella del Ponte dell’Immacolata, cosa c’è di meglio di uno spumante di qualità ma non troppo caro? Il Prosecco Col Vetoraz è uno dei migliori spumanti per rapporto qualità prezzo che si trova sul mercato ed è perfetto per un aperitivo o anche per concludere il pasto e fare un bel brindisi.

 

 TAGS:Bove Indio Montepulciano D'Abruzzo 2012Bove Indio Montepulciano D’Abruzzo 2012

Bove Indio Montepulciano D’Abruzzo 2012

 

 

 TAGS:Feudi Di San Marzano Primitivo Di Manduria 2014Feudi Di San Marzano Primitivo Di Manduria 2014

Feudi Di San Marzano Primitivo Di Manduria 2014

I migliori vini per accompagnare cibo cinese

 TAGS:undefinedQuante volte siamo andati a mangiare cinese senza sapere cosa ordinare! Combinare questo tipo di cibo è possibile sia con champagne, spumante, vino bianco e vino rosso.

Gli spumanti, in generale, sono i migliori per accompagnare questo tipo di cucina, dato che permettono di contrastare il sapore della soia e delle polpette di riso in tutti i suoi aspetti. Con il riso si possono anche consumare vini rossi semisecchi e la varietà Merlot.

I bianchi vanno bene per rinfrescare il palato con alcuni piatti fritti, salse, tagliatelle o alghe, oltre ad accompagnare benissimo il pesce,le verdure e i legumi, che spesso rappresentano questa cucina.

Tra le varietà di uva bianca perfetti per la cucina cinese ci sono i Sauvignon Blanc e gli Chardonnay, così come altre varietà bianche spagnole, spesso simili alle DO sopra menzionate.

Quando si tratta di consumare piatti di carne, come ad esempio l’anatra arrosto, pollo o manzo, che vanno sempre con spezie, i vini rossi novelli sono perfetti. In questo caso, avranno successo i vini più conosciuti delle DO Rioja e Ribera del Duero. L’anatre laccata può essere accompagnata da vini elaborati con uve Bobal o Monastrell, Cabernet Sauvignon e Syrah.

Quando il cibo è piuttosto piccante, a seconda del piatto e la quantità di salsa richiesta si raccomandano un Gewürztraminer o un Sauvignon Blanc. Inoltre, provare vini cinesi è anche un altro modo per approfondire la cultura orientale, perché, anche se non sono molti, ce ne sono diversi di buon livello in risotranti, negozi online e supermercati. Alcuni costumi orientali indicano bere vin brulè, con una molto bassa gradazione alcolica, che aumenta le sue qualità organolettiche.

 

 TAGS:La Malkerida Bobal 2014La Malkerida Bobal 2014

La Malkerida Bobal 2014, un vino rosso della DO Utiel-Requena con i migliori acini di bobal di 2014 e con 12.5º gradi. 

 

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Sumarroca Sauvignon Blanc 2015, un vino bianco di Penedes con i migliori acini di sauvignon blanc di 2015.