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Mangiando per l’Europa

 TAGS:L’ Europa ha una tradizione gastronomica secolare e sono molti gli alimenti di qualità nella sua cucina, dalla fantastica dieta mediterranea ai pesci affumicati del Nord Europa. Ecco alcuni dei piatti principali della cucina europea, accompagnati da alcune foto realizzate dall’agenzia australiana WhybinTBWA, che ha realizzato un lavoro fotografico per associare i piatti tipici a ogni paese:

 TAGS:Da sempre la cucina francese è la preferita dai commensali di tutto il mondo. I suoi formaggi sono gustosi, i suoi paté raffinati e in quanto a vino ricordiamo i famosissimi rossi di Bordeaux o i bianchi di Borgogna. 

La Grecia, come paese mediterráneo, risalta per i suoi piatti freschi sotto forma di insalata, formaggi feta e paste elaborate, oltre alle sue salse yogurt. I vini Samos sono ottimi.  

La ricchezza culinaria dell’Italia è infinita e comincia dalla qualità della sua pasta, del pesce, della carne e dei dolci come il tiramisù. In Piemonte e Toscana si producono i vini più pregiati.

 TAGS:Il Portogallo ha del pesce di ottimo livello, come ad esempio le sardine alla brace e il baccalà, che viene cucinato in tantissime maniera, mentre il vinho verde ha un sapore speciale. 

La Germania è la regina delle salsicce, che vengono fatte in tanti modi, ma la sua vera specialità sono i crauti. I vini più importanti sono il Baden, Mosel o Pfalz, elaborati in gran parte nelle zone del Reno.

I paesi nordici hanno dalla loro dei piatti pregiatissimi a base di salmone e baccalà, mentre i loro vini non sono molto riconosciuti, nonostante siano da segnalare i vini caldi come il Glögg.

Quale tra queste ti piace di più? Oggi ti raccomandiamo un paio di vini internazionali per accompagnare i tuoi piatti:

 TAGS:Diemersfontein Pinotage 2012Diemersfontein Pinotage 2012

Diemersfontein Pinotage 2012

 

 

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Solera 1847 Oloroso Dulce

Il vinho verde

 TAGS:Il vinho verde è una varietà di vino portoghese, prodotto nella regione del Minho, nella parte nord-occidentale del Portogallo. Il suo nome significa letteralmente “vino verde“, ma non si riferisce al suo colore se non al momento della vandemmia che avviene, appunto, prima del solito; tale pratica gli conferisce un caratteristico sapore leggermente frizzante. Questo avviene perché parte dell’anidride carbonica che si trova naturalmente nell’uva, non viene dispersa, come nella maggior parte degli altri vini, e riesce a conservarsi meglio durante il processo di vinificazione.

Storia del Vinho Verde

I vigneti nella zona compresa tra i fiumi Douro e Minho sono famosi ormai da secoli: esiste un documento che ne registra l’esistenza già nell ‘anno 870 dC, all’interno del convento Alpendurada di Marco de Canaveses. Tali vitigni si erano poi estesi ed erano stati ampliati da diversi ordini religiosi, i quali venivano incentivati dai comuni stessi. Tuttavia si ritiene che questi vini fossero destinati ad un consumo interno. La prima esportazione di vinho verde documentata risale solo all’anno 1788, da parte di John Croft per il mercato inglese. Ci sono comunque alcuni storici che sostengono che questo vino fosse già in commercio dal XII secolo, sempre nel Regno Unito, ma le prove che avvalorano tale tesi non sono risultate del tutto attendibili.

Nell’anno 1908, per la precisione il 18 settembre, nell’ambito di un decreto firmato il 1 ° ottobre dello stesso anno, è stata normalizzata e si è cominciato a controllare la produzione di questo vino; tuttavia sarà solo nel 1984 che otterrà la Denominazione di Origine Controllata (DOC), sotto la supervisione della Comissão de Viticultura da Região dos Vinhos Verdes (Commissione Vinicola della Regione Vinho Verde).

Attualmente il 15% della produzione di vino del Portogallo è di Vinho Verde, con ben 35.000 ettari di vigneti destinati all’elaborazione di questo vino.

Ulteriori informazioni sul Vinho Verde

Il Vinho Verde è caratterizzato da un sapore fresco e leggero, con un’acidità naturale e da morbidi aromi fruttati e floreali, sempre a seconda dell’uva con cui è stato prodotto. I bianchi di questo tipo hanno di solito un colore giallo paglierino o limone, ed hanno una gradazione alcolica che va dall’8,5 all’11%. La loro caratteristica più significativa sta nella presenza di una certa frizzantezza, derivante dal carbonio naturale dell’uva, che viene raccolta con largo anticipo.

I rossi vengono prodotti in quantità minore, ma comunque ce ne sono. Di solito hanno una gradazione alcolica più elevata, tra l’11 e il 14%. Ed esistono anche i rosè che si contraddistinguono per la loro freschezza e per gli aroma fruttati.

La DOC Vinho Verde è divisa in sottoregioni, che possiamo vedere chiaramente sull’etichetta del vino, appena dopo la scritta “Vinho Verde”; queste subregioni ci dicono con più precisione dove è stato prodotto il vino, e sono: Amarante, Avenida, Baião, Basto, Cávado, Lima, Monção e Melgaço, Paiva e Sousa.

Allora mettiamoci in verde!

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Quinta do Dorado Auratus 2008: Un altro vinho verde prodotto con un’altra tra le principali uve, l’Alvarinho portoghese, con sfumature molto diverse alla omonima galiziana. Vino lungo, persistente e molto fruttato. Delizioso.

 

 

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Quinta de Simaens Vinho Verde 2008: L’uva più importante dei vini Vinhos Verde è l’Avesso; in questo caso mescolata con Trajadura con la quale dà vita ad un vino molto morbido con un’acidità alquanto pronunciata, ideale come aperitivo.

Vini portoghesi

Vinhos verdesOggi cercheremo di scoprire qualcosa di più sui vini del Portogallo, senza fare riferimenti all?Oporto, che merita un discorso a parte.

C?è qualcos?altro oltre all?Oporto?

Il vino del Portogallo è, soprattutto, eterogeneo. Non c?è niente in comune tra il vinho verde e l?Alentejo, nè tra l?alvarinho portoghese e quello gagliego, nè tantomeno tra il vino di Madeira e qualsiasi altra cosa.

Nel nord si producono, fondamentalmente, vini blanchi, sulle rive del Minho e del Douro (Miño e Duero), con reminiscenze ai vini gaglieghi sia pure per il clima e per il modo di lavorare le uve. Tra le varietà di uve più conosciute abbiamo Verdelho, Avesso, Moscato di Alessandria e Alvarinho. Si distinguono poi il Vinho verde e l?Alvarinho.

La differenza più importante tra i due sta nel momento della raccolta dell?uva e nell?invecchiamento. Il vinho verde è di un?uva più giovane (da qui il suo nome), con una gradazione alcolica minore ed una maggiore concentrazione naturale carbonica, per cui questo vino è solitamente acquoso (ma non troppo). Come ad esempio il Quinta do Ferro Avesso, un gioiellino ad un prezzo economico. L?alvarinho, al contrario, viene di solito da uve mature e passa attraverso la botte, ragion per cui, in generale, ha una tonalità più dorata ed un sapore meno mieloso rispetto all?albariño gallego.

Al centro del Portogallo c?è una zona che si distingue per la qualità dei suoi vini rossiÊ la regione dell?Alentejo. Si sta facendo riconoscere sempre di più, in parte per gli investimenti che grandi cantine a livello mondiale hanno fatto nella zona (Chateâu Lafitte furono i primi, più di dieci anni fa), ed in parte perchè il Portogallo si è reso sempre più conto che non tutti i vini sono Porto.

Un produttore di vini ad Oporto sa bene che la sua unica preoccupazione è quella di produrre un vino semplicemente buono, perchè non gli mancheranno compratori che gli si avvicineranno per l?acquisto. Quando i produttori dell?Alentejo si sono resi conto che per loro non sarebbe stato così facile, iniziarono ad esporre i propri vini a mercati più aperti, cominciando da Lisbona e Londra, i più ricettivi, ed ampliando il mercato poco a poco. Ci sono dei vini che sono riusciti ad entrare nella lista degli ?immancabili?, come l?Esporao, il Quinta do Carmo o il Marques do Barbo, ma in generale qualsiasi vino alentejano è pronto a sorprenderci piacevolmente. Le uve più comuni sono la Trincadeira e la Aragonese, meglio conosciuta in Spagna come Tempranillo, sebbene produca aromi peculiari in questa regione, più aromatica, corposa, golosa, ampia.

Rimane il sud. Questo sud insulare chiamato Madeira. A Madeira si coltivano un?infinità di vitigni differenti, alcuni esclusivi in tutto il mondo, come il Negra Mole, il Boal, Malvasía, Verdelho, Sercial ed il Terrantez. Sono tutti vini ?muti? ossia ai quali è stato aggiunto dell?alcol.

Questa pratica ebbe inizio durante la guerra dei cent?anni, tra la Francia ed il Regno Unito. In Inghilterra rimasero senza vino proveniente dalla Borgogna, a causa della guerra, e si dovettero trovare delle alternative, soprattutto a Jerez,ad Oporto e nella stessa Madeira. Affinchè il vino sopportasse il lungo tragitto in nave si decise di aggiungerci dell?alcol come conservante, e fu propio questa tradizione a renderli i vini speciali che sono oggi.

Hanno anche un particolare sapore tostato dovuto all?uso del fuoco per riscaldare le botti in cui venivano invecchiati. Anche se sappiamo che il vino può essere utilizzato nella preparazione di salse, ci sono dei vini di Madeira che sarebbe un sacrilegio mischiare in una padella. Come lo strepitoso Madeira H&H 15 anni.

Tutto ciò senza nemmeno aver parlato di Oporto…