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Il vino rosato, anche d’inverno

 - Il vino rosato non è esclusivo dell’estate. La sua freschezza e il suo aroma fanno sì che si sposi bene con pesce o frutti di mare, ma si può consumare anche in inverno. Si desmifitica dunque una di quelle leggende del mondo del vino, come quella secondo la quale il vino rosso si può bere solo quando fa freddo. 

Di inverno molti rosati sostituiscono dei bianchi, nonostante sia risaputo che un rosato è un rosso poco macerato che ha come colori finali delle tonalità che vanno dal rosso bordeaux al rosa.

Per una scelta personale possiamo rifarci a una infinita varietà di rosati: esistono rosati dai sapori più stagionati ed altri con molto più corpo anche rispetto a dei vini rossi. Il segreto risiede nelle varietà di uva, come per esempio il Cabernet Sauvignon o Malbec, che sono caratterizzate da una concetrazione maggiore di aromi.

Alcuni tra i rosati più forti e saporiti, che non hanno nulla da invidiare a dei rossi, sono i Montsant, con uve Merlot e Garnacha Bianca, e con tonalità viola. I sapori ricordano i frutti del bosco oltre ai frutti esotici e gli agrumi che conferiscono questo tocco dolciastro che li differenzia dei rossi più classici. 

In Italia vi sono vari vini rosati di qualità, elaborati con uve particolari e che hanno un colore simile a quello delle fragole o dei lamponi, con aromi potenti di frutta matura. Da adesso potremo degustare dei buoni rosati non solo con pasta o pesce, ma anche con altri tipi di piatti che comprendono carni più raffinate. 

Ecco qui due vini rosati perfetti per l’inverno:

 TAGS:Firriato Branciforti Rosato Sicilia Igt 2012Firriato Branciforti Rosato Sicilia Igt 2012

Firriato Branciforti Rosato Sicilia Igt 2012

 

 

 TAGS:Sella & Mosca Alghero Oleandro 2011Sella & Mosca Alghero Oleandro 2011

Sella & Mosca Alghero Oleandro 2011

Liquori del bosco, perfetti per tutte le occasioni

 TAGS:Negli ultimi anni, i liquori di sapori diversi sono sempre più utilizzati in cene formali o con amici. Liquori al sapore di agrumi, cannella, frutta e anche fiori sono ideali per offrire nuovi sapori sempre buoni da scoprire.

Di solito utilizzati per accompagnare dolci o nel pomeriggio per uno spuntino di cioccolato o di una torta dolce. Questi liquori, soprattutto quelli ai frutti di bosco,contrastano con il sapore dei dolci e la loro combinazione è perfetta.

I liquori ai frutti di bosco più richiesti sono, per esempio, il liquore alla nocciola, perfetto per il dopo cena, visto che il suo sapore amaro riduce notevolmente la sensazione di essere pieno dopo aver mangiato abondantemente. Il più famoso, naturalmente, è il Frangelico, che si produce nella regione italiana del Piemonte, ed ha una storia di 300 anni durante i quali è stato elaborato dai monaci cristiani che vivevano tra le montagne di questa regione.

Simile alla nocciola è il liquore alla mandorla che spicca per il suo gusto amarognolo. L’Amaretto è il principale prodotto di questo tipo di liquore e il suo successo è dovuto al mix di sapori dolci tipici dell’ albicocca, delle mandorle, delle zucchero caramellato e dellespezie varie, come la vaniglia, che gli danno un tocco ancora più speciale.

Una delle caratteristiche dei liquori ai frutti di bosco è che di solito hanno un alto grado di alcol e vengono macerati con e altre spezie a seconda dei gusti dei consumatori. Tra questi, possiamo evidenziare il pacharán, originario della Navarra, ottenuto dalla macerazione delle prugne.

Volete sentire il sapore del bosco? Ti consigliamo due liquori particolari:

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Monin Lychee Licor

 

 

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Liquore crema di mora selvatica Joseph Cartron

Birra tedesca

 TAGS:Anche se in Germania si producono diverse bevande alcoliche riconosciute a livello internazionale, come vini o alcuni tipi di grappe (chiamate “schnaps”), tuttavia è la birra ad essere senza alcun dubbio considerata la bevanda nazionale. Non a caso, la Germania occupa il 3° posto tra i paesi che maggiormente consumano birra in Europa, con più di 130 litri a persona all’anno.

Come sappiamo, la birra è prodotta dalla fermentazione in acqua di amido, di solito malto d’orzo o altri cereali, ed è spesso aromatizzata con luppolo, una pianta aromatica che apporta alla mistura quella sua caratteristica amarezza. Nel corso della sua lunga storia, che risale alle regioni germaniche del VI secolo aC, è diventata l’accompagnamento tipico per molti dei piatti della cucina tradizionale. La birra la fa inoltre da padrona in diverse importanti feste del paese, prima fra tutti la famosissima Oktoberfest a Monaco di Baviera, che ospita centinaia di spettacoli folcloristici e competizioni che fanno da cornice all’apertura delle botti, uno dei momenti salienti della manifestazione.

In Germania vi sono più di 5000 diverse varietà di birra (senza contare tutte quelle prodotte nelle cantine artigianali) abbastanza conosciute tra la gente, anche se ve ne sono alcuni tipi che spiccano sopra gli altri, sia per il loro successo a livello internazionale che per il loro consumo generale.

Tipi di birra tedesca

  • Altbier: di solito ha un sapore abbastanza amarognolo dovuto all’utilizzo del luppolo durante la sua preparazione ed ha una gradazione alcolica di 4,8°. Molto popolare soprattutto nella zona di Dusseldorf e della Renania.
  • Bock (anche detta “Bockbier”): il nome proviene dalla città tedesca di Einbeck. Di solito ha un contenuto alcolico abbastanza alto di circa 6.25° e presenta diverse sottovarietà dal colore chiaro, marrone o scuro.
  • Rauchbier: prodotta nella città bavarese di Bamberga, ha un caratteristico aroma di affumicato, dovuto all’essiccazione del malto con cui viene elaborata.
  • Dunkel o Münchner: dal colore particolarmente scuro, è tipica delle regioni della Boemia e della Baviera; ha un sapore delicato e una gradazione che si aggira intorno ai 5°.
  • Helles: è una lager dal colore molto più chiaro, anch’essa tipica della Baviera, con una gradazione tra i 4.5° ed i 6°.
  • Kölsch: è la birra più conosciuta di Colonia, fatta con lievito ad alta temperatura e di colore giallo brillante, con una gradazione alcolica di 4,8°.
  • Pilsener: sicuramente una delle più note, direttamente dalla città di Pilsen, in Boemia. E’ una birra bionda consumata soprattutto nelle regioni settentrionali del paese, con una gradazione alcolica tra 4° e 5°.
  • Schwarzbier (birra nera): la ritroviamo soprattutto nella parte orientale della Germania. E’ una birra a bassa fermentazione dal sapore potente, con una gradazione tra i 4.8° ed i 5°.
  • Weizenbier: prodotta principalmente nel sud del paese; ha un caratteristico aroma fruttato, con un tocco di spezie, con circa 5° di alcol.

Data l’incredibile varietà, la lista potrebbe continuare quasi all’infinito. La diversità infatti è davvero stupefacente, soprattutto considerando il fatto che nel 1516 è entrata in vigore la “Reinheitsgebot” (legge di purezza), che ha limitato a quattro gli ingredienti consentiti per la preparazione della birra: orzo, luppolo, lievito e acqua.

Ci facciamo una birretta in Germania? Ve ne consigliamo un paio davvero gustose:

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Duff Beer: La birra Duf è tedesca? Ebbene sì, ed è fresca e schiumosa, ottima come aperitivo.

 

 

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Warsteiner Premiun è uno dei marchi tedeschi più consumati, sia all’interno che all’esterno del paese germanico.

Rum bianco o rum dorato?

 TAGS:Il rum è una bevanda alcolica ottenuta dalla fermentazione prima e dalla distillazione poi della canna da zucchero, il cui risultato viene infine fatto riposare in botti di rovere per l’invecchiamento.

Questa bevanda raggiunge l’80% di alcool per cui gli viene aggiunta dell’acqua distillata per abbassarne la gradazione; ciascun paese produttore si differenzia naturalmente nella qualità del proprio prodotto.

I paesi di lingua spagnola, ad esempio, producono rum molto secchi e dal corpo leggero, abbastanza simili al brandy, mentre i paesi di lingua inglese e francese producono rum più corposi e speziati.

Alcuni grandi paesi produttori di rum sono:

  • Cuba
  • Venezuela
  • Repubblica Dominicana
  • Puerto Rico
  • Francia (soprattutto nelle isole dei Caraibi)
  • Spagna

Del rum se ne parla per la prima volta in alcuni documenti delle Barbados nel 1650, sotto il nome di Kill-devil o Rumbullion (che significa grande tumulto), mentre nelle colonie francesi veniva chiamato tafia e guildive. Nell’anno 1667 era invece già conosciuto come Rum, un termine derivante dalla parola spagnola “Ron”, che in arabo significa “radice”.

I precursori del rum provengono da un’epoca relativamente vicina; si ritiene che lo sviluppo di bevande fermentate dalla canna da zucchero ebbe luogo nell’antica Grecia. La prima distillazione di rum venne fatta nelle piantagioni di canna da zucchero dei Caraibi nel XVII secolo; gli schiavi che lavoravano nelle piantagioni furono di fatto i primi a scoprire questo prodotto.

Ci sono due principali tipi di rum:

1. Rum dorato. Il colore dorato di questo tipo di rum è dovuto alle botti di rovere in cui viene fatto riposare per l’invecchiamento: quanto più tempo vi rimane tanto più diventa scuro, anche se, riposando nelle botti, l’alcool tende ad evaporare per cui il rum ne deriva è logicamente più morbido e leggero. L’invecchiamento di solito dura circa cinque anni.

2. Rum bianco. L’assenza di colore è dovuta al fatto che il rum viene filtrato con il carbone attivo che ne elimina il caratteristico colore dorato. Alcune fabbriche imbottigliano il rum direttamente dopo la distillazione, per cui risulta essere più forte rispetto a quello dorato. Solitamente l’invecchiamento di questo tipo di rum oscilla tra i 18 ed i 36 mesi.

Pronti a viaggiare nel sensazionale mondo della canna da zucchero? Se non riuscite a decidervi tra il bianco e il dorato, non vi preoccupate! Ve ne consigliamo uno per ogni tipo:

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Ron Brugal Añejo, il rum dorato più consumato in Spagna.

 

 

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10 Cane Rum ha riacceso l’interesse per i suoi rum bianchi, uno dei migliori rum per un mojito perfetto.

 

Vini del Veneto

 - Il Veneto è la terza regione italiana nella produzione di vini a denominazione di origine per l’elaborazione di vino rosso e di vino bianco, dopo la Puglia e la Sicilia. La coltura della vite in questa zona è stata orientata alla produzione di grandi quantità di uva, alla riduzione del volume e all’aumento delle quantità, permettendo di far raggiungere al vino veneto una fama mondiale. Tuttavia, sono ancora alquanto oscurati dalla varietà e dal successo dei vini della Toscana.

Le uve tradizionali locali sono la Corvina Veronese, la Rondinella e la Molinara. E’ inoltre molto utilizzata anche la Garganega e, in misura minore, la Cortese, la Malvasia Toscana e la Verduzzo. Infine, vengono impiegati anche ceppi importati come Chardonnay e Merlot.

Il Veneto si distingue inoltre per la produzione di alcuni vini monovarietali, di vini liquorosi, e dello spumante; quest’ultimo in particolare ha conquistato una fetta molto importante del mercato degli spumanti italiani, grazie alle sue inconfondibili caratteristiche: profumo leggermente aromatico e sapore non troppo secco.

Per quanto riguarda l’abbinamento, lo spumante del Veneto è perfetto come aperitivo e per accompagnare un po’ tutti i tipi di piatti. Bisogna inoltre sapere che, sebbene l’uva Prosecco sia originaria della Venezia Giulia, essa è molto diffusa nel Veneto, in particolar modo nelle zone collinari della provincia di Treviso, dove questo ceppo è più che mai vigoroso.

La maggior parte dei vini Prosecco è rappresentata dai cosiddetti vini “tranquilli”, anche se le versioni più pregiate di solito sono frizzanti e spumanti, dalle sfumature esotiche ed avvolgenti.

I vini rossi del Veneto hanno un sapore armonico e vellutato e sono l’ideale per accompagnare i primi piatti, mentre i vini bianchi veneti sono strutturati e dal sapore fruttato, per cui si sposano particolarmente bene con antipasti leggeri, pesce e riso.

Ora vi diamo un consiglio da tenere in considerazione quando scegliete un vino:

In molte regioni d’Italia, per estendere l’area originaria in cui viene prodotto un determinato vino, viene fatta una distinzione tra i vini prodotti in quest’area originaria, a cui viene aggiunta la denominazione “Classico“, ed i vini prodotti nella zona estesa rispetto a quella d’origine che portano solo il nome. Per cui ritroveremo: Valpolicella Classico e Valpolicella, Amarone Classico e Amarone, Chianti Classico e Chianti, e così via.

In conclusione, quando volete acquistare un vino italiano di una determinata regione ma non sapete niente sulla cantina o sullo stesso vino, seguite sempre questo consiglio: scegliete i vini sulla cui etichetta appare il nome della zona seguito dalla parola “Classico”; ciò significa che i vini sono di alta qualità e vi permetteranno di conoscere meglio il gusto di quel vino così com’era prima che diventasse famoso. Anche se, come sempre, ogni vigneto è unico, ogni produttore è speciale ed ogni vino è diverso dall’altro. Ti consigliamo quindi 2 ottimi vini veneti:

 TAGS:Maculan Ferrata Chardonnay 2008Maculan Ferrata Chardonnay 2008

Maculan Ferrata Chardonnay 2008: Fausto Maculan è il proprietario di questa giovane azienda che produce uno dei vini bianchi più interessanti d’Italia.

 

 

 TAGS:Speri Amarone Della Valpolicella Classico Sant'Urbano 2008Speri Amarone Della Valpolicella Classico Sant’Urbano 2008

Speri Amarone Della Valpolicella Classico Sant’Urbano 2008: Un Amarone della Valpolicella Classico, per cui più costoso, ma con un gusto ed una qualità tali, da farcene dimenticare il prezzo. Da ricordare per tutta la vita.

I migliori abbinamenti con la birra

 TAGS:Fortunatamente, oggigiorno esistono tantisismi tipi di birra dai diversi sapori: dolci, amare, corpose… e tutto ciò fa che possiamo combinare in maniera migliore questa bevanda con alcuni tipi di alimenti.

Ad esempio, una classica bionda lager è perfetta con alcuni tipi di pesce, come il tonno, il salmone o anche con il sushi, visto che conferisce più sapore alla soja e al pesce crudo. La birra non è come il vino, dunque non contrasta il sapore dell’alimento, bensí può potenziarlo ulteriormente.

Le birre di frumento possono abbinarsi con qualsiasi tipo di aperitivo e primi piatti, come pasta, insalate, gamberi, asparagi, insacati… e molto di più, vista la freschezza che conferiscono a qualsiasi piatti. Per le carni o i secondi è sempre meglio degustare una birra con più corpo.

Con i dolci saranno perfette le birre con un sapore speziato o ancora meglio saranno le birre artigianiali alle quali a volte vengono aggiunte note di liquirizia, pepe o altre spezie a seconda dei gusti del consumatore o del produttore. Con i dolci come il cioccolato una birra scura sarà il complemento perfetto, visto che aggiungerà delle note di liquirizia e anche di frutta secca.

La birra bionda bella fresca viene combinata con piatti acidi, dove l’aceto è il protagonista dato che riduce il sapore amaro dei sottaceti, troppo forte per alcuni tipi di palati. Inoltre, la birra bionda è adatta ai piatti piccanti, tipo quelli orientali, perché rinfresca il palato dopo il tocco forte del piccante. Per quanto riguardi i formaggi, bisogna ricordare che non tutti vanno bene con la birra: i migliori sono quelli classici.

Se anche tu vuoi abbinare una birra a un alimento, su Uvinum abbiamo tantissime opzioni che fanno al caso tuo:

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Birra Moretti, una classica per gli aperitivi

 

 

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Leffe Brune, una scura con sapore

Cocktails curiosi con whisky

 - Tra i cocktail con whisky esistono tantissime opzioni nuove da provare, dato che questa bevanda alcolica è molto versatile e si combina bene con tanti tipi di bibite. Oggi, però, non parleremo di cocktail famosi come il Manhattan o l’Old Fashioned bensì andremoa  cercare alcuni cocktail diversi e sconosciuti ai più.

Questi sono alcuni dei cocktail con whisky che più hanno suscitato la nostra curiosità:

  • Bunny´s Coctel: Elaborato con 2 once di anice, 2 di Gin e altre 2 di Whisky. Bisogna solo agitare e poi servire.
  • Mint Conditión: Si elabora con 0,5 onze di Kahlua, 0.75 onze di liquore alla menta, o,75 onze di vodka e altre 0,75 onze di Whisky. per la preparazione si devono aggiungere gli ingredienti nello shaker con un po’ di ghiaccio, per poi agitare e servire.
  • El Red Rover: Elaborato con 0.5 onzas di Gin, 1 limone, 0,5 onze di succo di limone, 1 pezzo di pesca, 1 goccia di sciroppo dolce e 1,5 di whisky. Per la preparazione occorre versare tutti gli ingredienti (tranne limone e pesca) nello shaker insieme a un po’ di ghiacci. Poi si agita e si serve in un vaso da cocktail con pezzi di frutta.a.
  • Scoff-Law: Elaborato con 0.75 onze di granadina, 0.75 onze di succo di limone, 1,5 onze di vermut e 1,5 di whisky. Bisogna solo agitare e servirlo.
  • Tipperary: Si prepara con 0,75 onze di Chartreuse verde, 0.75 onze di vermouth e 1 onza di whisky, per poi essere agitato nello shaker e poi servito in un vaso da cocktail.
  • Tivoli : Questo cocktail si elabora con 0.5 onze di aquavite, 1 misurino di Campari, 0.5 onze di vermut e 1.5 onze di whisky. L’ultimo passo è mischiarlo nello shaker con ghiaccio e poi servirlo in un tipico vaso da cocktail per goderne il sapore.

Se ti piace il whisky, te ne consigliamo alcuni:

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Whisky Aberfeldy 21 Years, un whisky di alta qualità

   

 

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Whisky Buchanan’s 12 Years 1L, direttamente dalla Scozia

Il Marsala e il Pedro Ximénez

 TAGS:La tradizione di vini che si producono in Italia è abbastanza simile a quella dei vini prodotti in Spagna, dato il clima simile e la presenza di molto sole, soprattutto nelle aree del Mediterraneo.

In quest’articolo analizzeremo un’analogia rilevante, che riguardi due tipi di vino generoso, uno italiano e uno spagnolo: il Pedro Ximénez e il Marsala. Entrambi vengono consumati da soli ma possono anche essere utilizzati per cucinare dei tipi di carne, sia rossa sia bianca.

Il Marsala è un vino liquoroso a Denominazione di Origine Controllata (DOC) prodotto in Sicilia, nella provincia di Trapani, con esclusione dei comuni di Pantelleria, Favignana ed Alcamo. Narra la leggenda che questo vino così liquoroso deve le sue caratteristiche principali all’invecchiamento in botti di legno, che gli permetteva così di assumere gusto analogo ai vini spagnoli e portoghesi molto diffusi in quel periodo in Inghilterra.

Il Pedro Ximenez proviene da un tipo di uva particolare, simile al moscato italiano, ma coltivata nel sud della Spagna. Questo tipo di uva permette di produrre vini di alta qualità, di solito con not particolarmente fruttate e con un sapore dolce. Un vino tipico prodotto grazie alle uve Pedro Ximénez è il vino Sherry, tipico dell’Andalusia.

Una caratteristica comune tra il Marsala e il vino Pedro Ximénez è che, durante la fermentazione si effettuano i travasi che favoriscono l?ossidazione del vino; alla fine della fermentazione si procede all?aggiunta di etanolo (alcol etilico) di origine vitivinicola e/o di acquavite di vino, al fine di elevare il tenore alcolico.

Un altro vino che può assomigliare a questi due è il Porto, altro vino corposo e liquoroso, che viene prodotto in Portogallo ed è usato come digestivo o aperitivo.

Di seguito consigliamo dei vini in vendita su Uvinum:

 TAGS:Pellegrino Marsala Vergine Riserva 1981Pellegrino Marsala Vergine Riserva 1981

Pellegrino Marsala Vergine Riserva 1981, dal colore e dal sapore vivace

 

 

 TAGS:Don Zoilo Pedro XimenezDon Zoilo Pedro Ximenez

Don Zoilo Pedro Ximenez, liquoroso e fortificato

Aglianico, una DO di qualità con tanta storia alle spalle

 - Esistono molti vini di altissima qualità tra i tantissimi rossi che si producono in Italia. Oltre ai soliti Brunello di Montalcino, Chianti e Barolo, l’Aglianico non sfigura per le sue caratteristiche. Si tratta di un vitigno rosso coltivato prevalentemente in Basilicata, Campania, Puglia e Molise. Il vitigno è stato recentemente introdotto in Australia, dato che si sviluppa in climi prevalentemente soleggiati.

Questo vitigno particolare è diffuso prevalentemente nella zona del Monte Vulture. L’Aglianico del Vulture, considerato uno dei migliori vini rossi del Belpaese, è anche il primo e unico vino prodotto nella provincia di Potenza.

I centri di produzione principali sono ubicati presso i comuni del Vulture-Melfese come Barile, Rionero, Venosa, Montemilone, Melfi, Acerenza, Ripacandida, Ginestra, Rapolla e Maschito. Un’altra zona di produzione dell’Aglianico è la provincia di Benevento, in particolare alle pendici del monte Taburno, dove esistono varie produzioni di diversi vini DOC come l’Aglianico del Taburno rosso, rosato o anche la variante rosso riserva.

Cenni storici. Testimonianze storico-letterarie sulla presenza di questo vitigno sono citate addirittura dal poeta latino Orazio, che cantò le qualità della sua terra natia Venosa e del suo ottimo vino. Il nome originario non deriva come molti credono da Elleanico o Ellenico che poi si trasformò in Aglianico durante la dominazione aragonese nel corso del XV secolo

Tuttavia questa trasformazione lessicale non avvenne a causa della doppia l pronunciata “gli” nella tradizione fonetica spagnolo bensì dal suffisso “anicus” che in latino sta ad indicare appartenenza a qualcosa e dal termine “llano” che in spagnolo significa pianura, sicché aglianico non è altro che il vino della pianura, all’epoca romana vino di non qualità e quindi definito latino.

La produzione di questo vino, che spopola in tutte le tavole italiane, principalmente nel sud della penisola, è allocata principalmente nella regione Campania. dove la tradizione dei rossi, grazie anche alla presenza costante del sole, è molto importante a livello nazionale.

Ecco alcuni tipi di Aglianico in vendita su Uvinum:

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Taurasi Selve Di Luoti 2005, sapore di agrumi

 

 

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Montevetrano 2004, ottimo con le carni bianche

Single malt o blended?

 TAGS:Il whisky di malto e il whisky blended sono caratteristici del mercato scozzese e sono entrambi caratteristici della famosa tradizione del paese anglofono. Il whisky prodotto in Scozia, in generale, è uno dei prodotti d’esportazione più famosi in tutto il mondo, dati alla mano.

Mentre alcune persone famose affermano di consumare esclusivamente whisky con vari tipi di malto o di grano maturo, i difensori del single malt asseriscono che il processo di elaborazione è effettuato a mano e dà al distillato quelle note spettacolari di vaniglia dato che matura in barili di legno di qualità.

Ma il whisky blended, ossia di grano maturo possiede anche delle qualità aromatiche importanti e una vasta gamma di aromi unici, dunque è molto importante provarlo prima di affermare qualcosa riguardo uno dei due tipi di whisky che si trovano allo stesso livello di qualità. Bisogna andarci cauti perché ogni whisky scozzese è distillato due volte durante la sua produzione. 

Adesso vedremo quali sono le differenze più importanti tra i principali tipi di whisky:

  • Il Whisky di malta è fatta esclusivamente di orzo e malto per essere poi distillato in contenitori adatti e invecchiato tra gli 8 e i 15 anni prima di essere imbottigliato.
  • Il whisky di grano è composto da orzo senza l’aggiunta di malto e con l’aggiunta di vari tipi di cereali assortiti ed è distillato continuamente.
  • El Whisky blended è il mix perfetto tra il whisky di grano e di malta ed il suo costo è inferiore nonostante la sua qualità sia eccellente.

Se ami il whisky, su Uvinum non hai che l’imbarazzo della scelta riguardo i prodotti offerti:

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Whisky Buchanan’s 12 Years 1L, un whisky conc arattere

 

 

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Whisky Johnnie Walker Gold Label 18 Years, un classico intramontabile