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Il Curaçao

 TAGS:Il Curaçao è un liquore caraibico che proviene dall’omonima isola e si ottiene dalla distillazione delle bucce di arance amare macerate in alcol e zucchero e ha una gradazione alcolica che oscilla tra i 20 e i 40%. 

L’isola che ha dato i natali a questa bevanda è a 50 km dal Venezuela e fa parte delle Antille Olandesi, anche se fu colonizzata in primis dagli spagnoli. Nel1634 la Compagnia Olandesa delle Indie Occidentali la conquistò.

Vi sono molte varietà di Curaçao che vanno dalle secche alle dolci, oltre a quelle cromatiche.

Per elaborare il Curaçao lcome si deve le arance Lahara sono l’ingrediente più importante: si tratta di un tipo di arance più aspre delle classiche e la loro storia risale al XVI secolo, quando i colonizzatori spagnoli piantarono vari aranci nell’arido suolo dell’isola.

Vi sono varie ricette per elaborare il liquore Curaçao, come ad esempio questa:

Ingredienti:

  • Bucce d’arancia
  • 1 ramo di cannella
  • 1 litro di alcol etilico
  • 1/2 kilo de zucchero
  • 1/2 litro d’acqua
  • 1 cucchiaio di glicerina.

Elaborazione:

  • Passo 1:
    Per procedere alla macerazione bisogna prendere un vfasco di vetro ermetico per collocare le bucce d’arancia, l’alcol e la cannella. Poi tappare il fiasco e lasciare il tutto a macerare durante 15 giorni mescolando gli ingredienti ogni giorno. 
  • Passo 2:
    Dopo i 15 giorni bisogna preparare lo sciroppo con acqua e zucchero: per tale scopo occorre filtrare l’alcol con un filtro di carta e metterlo in un recipiente per mischiarlo con quanto lasciato a macerare precedentemente. 
  • Passo 3:
    Aggiungi la glicerina alla bevanda e imbottiglia il tutto, per poi aspettare una settimana e poterla consumare.

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Bols Curaçao Blue

 

 

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Bardinet Curaçao Rouge

Arriva la primera! Brindiamo con il vino!

 TAGS:Arriva la primavera! I giorni sono più lunghi, il sole inizia a luccicare e tutti hanno più voglia di stare all’aria aperta e provare vini delle ultime annate. Per quest’epoca dell’anno si possono provare alcuni vini a pranzo, con sole e caldo, e altri a cena, quando fà più freschetto. 

Arriva i momento di scoprire alcuni vini bianchi come il Rueda o il Penedés, ideali per le insalate di pasta o per gli aperitivi a base di pesce. Questi vini danno un sapore inconfondibile a base di frutta e fiori e in bocca danno un sapore dolciastro. Sono vini tipici della D.O. Riax Baixas, qualità e prestigio in tutti i loro vini. 

Dal bianco si può passare al rosato, sempre fresco e leggero e adatto per pasti meno pesanti. Si raccomandano specialità come la DO Catalayud in Spagna e il Bardolino Chiaretto in Italia. La varietà di vino novello è perfetta per certi tipi di carne e pollame, dato che offrono un sapore più forte rispetto ai tradizionali vini rosati leggeri. 

Sempre per la primavera si consigliano dei vini chiari, da non confondere assolutamente con i rosati, dato che questi si elaborano con una parte di uva bianca e una parta di uva rossa, per poi essere fermentati con le pellicine, e una buona proporzione di uva bianca. Tuttavia, anche se è primavera, è possibili consumare vari tipi di vino rosso, soprattutto a cena, a seconda dei propri gusti. Un Brunello di Montalcino non passa mai di moda.

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Le vie del vino: La Rioja

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Divertirsi con gli eventi che riguardano il vino è un obbligo. In Spagna vi sono moltissimi luoghi dove è possibile farlo, soprattutto nella regione vinicola della Rioja. Questa regione è ricca di vini e il turismo si basa principalmente su di esso. Qui ti diamo dei suggerimenti per dei tragitti eno-gastronomici tipici di enoturismo.

Arquitettura

Il vino è unito a questa cultura e lo si nota dagli edifici. Si può visitare il monastero di Suso e Yuso a  San Millán de la Cogolla, nombrado Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO. Oppure la cattedrale di Santo Domingo de la Calzada.

Feste e attività

Quando ci si vuole divertire non si può prescindere dalle feste legate al vino. Per esempio vi è la festa della Vendemmia, il 21 settembre a Logroño, che coincide con la esta di San Matteo. Si fanno anche delle passeggiate del vino durante le quali si visitano 9 delle cantine più importanti della Rioja: degustazioni, sport tra vigne, vinoterapia e molto di più.

Museo della Cultura del Vino

Bisogna arrivare fino al paesino di Briones per vedere il “Museo de la Cultura del Vino” della “Fundación Dinastía Vivanco”. Ubicato in una cantina con storia, aprìe le sue porte nel 2004 e raccoglie dalle vigne fino alle sale dove si lavora la vita. Occupa 9mila metri quadri con cinque sale di esposizioni permanenti oltre a una temporanea, un centro di documentazione, Sala per conferenza, sala per degustazioni, ristorante, bar e negozio. 

Altri musei e centri di vino

Le cantine di questa regione sono dei veri e propri musei. In particolare la Cantina-Museo Ontañón, a Logroño, dove è interessante vedere la zona di coltivazione e una mostra permanente d’ arte di Miguel A. Sáinz su un ciclo iconografico dedicato a Dioniso e il vino.

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Pere al vino: ricette con il vino

 - Le pere al vino rosso sono un dolce tipico spagnolo, che in precedenza erano un classico della domenica che piaceva a tutti e anche ai bambini, che potevano già provare il vino

Oggi l’offerta di dolci già preparati e la mancanza di tempo in cucina ha messo in disuso questo dolce, ma è sempre qualcosa di facile da preparare e prevede l’uso di ingredienti sani e deliziosi. Ecco come si prepara:

Ingredientes

  • 4 pere grandi
  • 1/2 litro di vino rosso
  • 1 ramo di cannella
  • 1 buccia d’arancia
  • 1 buccia di limone
  • Zucchero quanto basta

Le pere basta che siano dure affinché siano sempre consistenti, anche dopo la cottura. basta premere un po’ con il dito per verificare. Per quanto riguarda il vino basta un qualsiasi rosso che sia avanzato.

Preparación

Sbucciare le pere togliendo il cuore per poi tagliare leggermente la base del frutto affinché possa essere posato in maniera orizzontale nella pentola. Posare le 4 pere nella pentola e versare poi il vino. Poi far cuocere il tutto a fuoco lento-medio, in seguito aggiungere lo zucchero, la buccia d’arancia, di limone e la cannella. 

Mantenere il fuoco durante 20-25 minuti mettendo il vino ogni 5 minuti in modo che il vino venga assorbito dalle pere. Per sapere quando le pere sono cotte basta tastarle con una forchetta. Una volta cotte le togliamo e aumentiamo il fuoco affinché il resto del vino prenda una consistenza tipo sciroppo.

Una volta messe le pere da parte lasciare riscaldare lo sciroppo fino a raggiungere la consistenza e la temperatura desiderata. Il nostro suggerimento è quello di provare tutte le varianti possibili fino a provare quella che più ti piace. C’è chi ama servirle anche con sciroppo appena fatto e con del gelato vicino, per gustarsi il contrasto freddo-caldo.

Se ti piacciono le pere al vino oggi ti proponiamo due buoni vini rossi adatti all’uso:

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Come decantare un vino

 - Decantare è uno dei passi che si realizza quando si elabora un vino dato che attraverso questo processo si separa un mix e si rimuovono i sedimenti dopo aver versato un liquido da un recipiente a un altro.  

Per far ciò bisogna utilizzare un decantatore di vini, ossia un recipiente usato per ossigenare e al contempo rimuovere i sedimenti dei vini vecchi. I decantatori erano anfore presso i greci e i romani e venivano utilizzati solo per versare il vino, mentre attualmente sono di vetro e nel Rinascimento era fatti di metallo. 

Una domanda che ci viene in mente quando conosciamo questo processo è: perché decantare e ossigenare il vino? Il vino, dopo essere stato ossigenato da un recipiente all’altro libera i suoi aromi, cosa necessaria dopo che è stato fatto stagionare in botti o in bottiglie per molto tempo. Un po’ come si fa nel bicchiere prima di berlo. 

Quando si decanta un vino novello bisogna aprire la bottiglia e svuotarla nel decantatore, evitando che il vino fuoriesca. In caso di un vino vecchio è importante evitare i suoi sedimenti. Si apre la bottiglia e la si svuota lentamente per vedere bene con la luce quando i sedimenti iniziano ad arrivare al collo della bottiglia e ci si deve fermare solo quando il vino è stato del tutto decantato. 

Nonostante i benefici di decantare il vino è da ricordare che in questo modo il processo di ossidazione è più rapido e si perde alcol. Quindi, una volta decantato, il vino deve consumarsi poche ore dopo per apprezzare del tutto il suo sapore e le sue caratteristiche.

Un decantatore non deve essere mai lavato con il sapone, anzi, meglio lavarlo con acqua minerale, un poco di ghiaccio rotto e sale grosso.

Alcune raccomandazioni di vino su Uvinum:

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Tipi di whisky

 TAGS:Come in molti ben sanno, il whisky è un distillato di cereali di origine irlandese che risale al tempo dei celti. La sua elaborazione però risale al XV seolo. È una delle bevande alcoliche più bevute del mondo e ha creato intorno a sé una cultura importante, in alcuni paesi paragonabile a quella del vino nell’area mediterranea d’Europa. 

Se si vuole classificare il whisky a seconda delle diverse tipologie è fondamentale prendere in considerazione il suo luogo di procedenza, dato che da lì provengono le materie prime utilizzate e ogni luogo ha un diverso processo di elaborazione che influisce nel sapore e nella stagionatura. 

Queste sono le grandi categorie di whisky:

  • Whisky Scozzese
  • Whisky Irlandese
  • Whisky Americano

Tra gli scozzesi, anche conosciuti come Scotch, esistono tantissime varietà: quello di grano, quello d’orzo e mais che stagiona per almeno 4 anni; il whisky di malta, il più apprezzato, che viene elaborato con orzo al malto e stagionato in barrili di quercia che prima contenevano Jerez o Bourbon; per ultimo vi è il blended, che viene dal mix dei precedenti in differenti proporzioni, arrivando a prendere una varietà di aromi e sapori con diverse caratteristiche. 

Il whisky irlandese è simile a quello di malta nella sua elaborazione, ma viene distillato per ben 3 volte e nella sua composizione viene usata una parte d’orzo senza malta e malta asciugata con carbone e noncon la turba, come per il whisky scozzese. Il risultato è una bevanda con sapore forte e molta personalità.

Per quanto riguarda gli americani, il più conosciuto è il bourbon, elaborato con mais e orzo al malto, ma esistono anche le varietà rye (con segale), corn (con mais), tennessee (simile al bourbon ma con più mais) e canadian, elaborato a base di segale di malta e meno mais.

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Cocktail con vodka

 TAGS:La vodka è un tipo di distillato di origine russo (il suo nome significa letteralmente acquetta) ed ha un tipo di elaborazione simile ad altri tipi di acquavite di alta gradazione. Ma la sua particolarità è che, nelle sue varietà più classiche, manca totalmente di sapore e di odore.

Questa caratteristica fa sì che la vodka sia un’eccellente materia prima per l’elaborazione di cocktail di qualsiasi tipo. È infatti ideale per dare un tocco alcolico a succhi di frutta, bibite gassate, acqua tonica ecc…Inoltre può essere usato come ingrediente principale in cocktail famosi come Bloody Mary, Caipiroska, Cosmopolitan, Gimlet, White Russian o Vodka Martini.

TAGS: In realtà, nei paesi dove la sua elaborazione è storica, come Russia, Polonia, Finlandia e i paesi baltici, la vodka si consuma tradizionalmente sola in bicchieri molto piccoli e come complemento dei pasti. Questa tradizione è dovuta anche alla capacità della vodka di combattere il freddo di questi posti, dove le bevande più tipiche per accompagnare qualsiasi alimento sono la vodka e il tè, al contrario di ciò che accade nell’Europa occidentale, dove spopolano la birra e il vino.

Oltre alla classica vodka ‘bianca’ esistono tantissime vodke aromatizzate alla frutta, soprattutto nel resto dei paesi. I frutti più utilizzati sono le bacche rosse, i limoni, le spezie ed altri ingredienti che danno un sapore particolare a questo distillato, e a volte anche un tono ‘chic’.

Ecco dei vodka che ti suggeriamo in vendita su Uvinum:

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Brandy Alexander, cocktail con Brandy

 TAGS:Il cognac e il brandy vengono spesso erroneamente associati ai bicchieri larghi dove si bevono liquori di lunga stagionatura e vengono solo giudicati come tali.

Ciò nonostante risulta che il brandy sia una delle bevande più adatte alla elaborazione di cocktail. Certo, alcuni di questi liquori è un peccato mischiarli, a causa del loro elevato costo, ma se scegliamo uno che abbia un prezzo onesto possono uscirne fuori dei buoni cocktail, como questo che vi mostriamo oggi: il Brandy Alexander.

Brandy Alexander

Ingredienti

2 once di brandy
1 oncia di crema di cacao
2 once di crema di latte
1 cucchiaino di zucchero
4 pezzi di ghiaccio
1 cucchiaino di cacao o cioccolato in polvere

Elaborazione

Dopo aver versato il brandy e la crema di cacao nel mixer aggiungere la crema di latte, lo zucchero, il ghiaccio e poi agitare energicamente.

Servilo poi in un bicchiere di vetro e passaci sopra del cacao o del cioccolato in polvere. Si tratta di un cocktail molto digestivo, che si è soliti consumare dopo pasti abbondanti.

Riguardo al brandy da scegliere per preparare questo cocktail è meglio prenderne uno di prezzo medio, che si possa bere da solo o possa essere mischiato.

Vuoi preparare un brandy Alexander? Ti raccomandiamo due brandy:

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Il cava rosé

 TAGS:Il cava rosato è un vino spumante molto versatile, visto che può essere bevuto in qualsiasi periodo dell’anno, accompagnando antipasti, carne, pesce e dolci. Una delle caratteristiche del cava è che la seconda fermentazione si effettua direttamente nella bottiglia stessa, per cui l’aggiunta delle bollicine avviene in maniera naturale.

La selezione delle uve rappresenta un punto cruciale nella sua elaborazione, perché ciò garantisce che il prodotto sia di qualità; è inoltre necessario aggiungere al cuvée una piccola quantità di vini invecchiati per poi sottoporlo a un affinamento prolungato sui lieviti.

Le uve che tradizionalmente vengono impiegate nella produzione del cava sono Macabeo, Xare-lo e Parellada, tuttavia sempre più spesso vengono utilizzate anche Chardonnay e Subirat. Per quanto riguarda il cava rosato invece ritroviamo: Garnacha, Monastrell, Pinot Nero e Trepat.

Per l’invecchiamento, il cava richiede un periodo di almeno nove mesi; nel caso dei cava sulla cui etichetta è riportata la scritta “Reserva” allora vuol dire che il periodo di affinamento varia da 18 a 30 mesi mentre quando c’è scritto “Gran Reserva” significa che l’invecchiamento è durato più di 30 mesi.

Per quanto riguarda l’abbinamento, è la quantità di zucchero a determinare l’accostamento migliore del cava a un dolce, piuttosto che a un aperitivo o a un vero e proprio piatto. I cava rosati più semplici sono ideali come aperitivo, ma soprattutto per accompagnare i dessert, grazie al loro sapore dolce che ricorda la frutta rossa. Quelli più invecchiati, possono essere consumati con carne, pesce, salumi e pietanze affumicate in generale, visto che le loro bollicine “puliscono” il grasso di tali alimenti.

Per riconoscere un cava, basta guardarne il tappo che riporta il disegno di una stella a quattro punte, caratteristica che lo differenzia dagli altri vini spumanti. Nel caso dei cava la cui fermentazione è avvenuta al di fuori della bottiglia, allora sul tappo sarà riportato un semplice cerchio.

La temperatura ideale per servire il cava rosato è leggermente inferiore a quella del cava normale, tra 5 e 7 gradi centigradi, ma non è consigliabile lasciare la bottiglia in freezer, visto che perderà sia il sapore che l’aroma.

Il calice più adatto per servire il cava rosato è il flûte, visto che la sua forma limita la fuoriuscita delle bollicine permettendo di vederne la schiuma. Se la corona della schiuma è consistente e le bollicine sono piccole, allora significa che ci ritroviamo di fronte a un cava rosé più che eccellente.

Volete dare un po’ di colore al vostro cava? Vi consigliamo due grandi rosé:

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Gramona Rosé Pinot Noir 70cl: Morbido, gustoso, con note minerali… Un cava rosé completo.

 

 

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Recaredo Intens Rosat Brut Nature 2009: Recaredo, una delle migliori cantine di cava di Spagna, ci propone questo rosato intenso ed equilibrato.

 

Vini da collezione

 - Molte persone amano conservare del vino e iniziare a possedere una collezione di bottiglie che possa perdurare nel tempo. Adesso, non tutti i vini possono essere conservati, siccome dopo alcuni mesi o anni alcuni acquisiscono un sapore amarognolo o diventano aceto.

In questo caso di parla dei vini da lunga stagionatura, ossia quelli che invecchiando in bottiglia migliorano. Ossia che devono stare alcuni anni, tipo 8 o 10, dentro la bottiglia affinché prendano quel particolare sapore che deriva dal loro processo di elaborazione e siano di qualità. 

Non tutti i vini sono adatti a questo processo. Devono essere stagionati, ma possono anche essere novelli, con forti qualità. Dunque non è facile riconoscere se un vino è adatto a questo tipo di stagionatura solo attraverso un’occhiata. Molti di questi sono vini rossi e con forte gradazione alcolica. 

Un’altra indicazione ce la da l’etichetta sulla bottiglia, con molti dettagli riguardo questo vino. I vini da stagionatura non sono economici in quanto sono un tipo di vino complesso ed elaborato e conferiscono vari sapori e sensazioni una volta gustati.Alcuni vini di questo tipo possono anche essere novelli e devono avere almeno due anni di stagionatura per poter poi essere conservati per molti anni. 

Per conservare questi vini, la maggior parte dei quali sono di gran qualità, devono essere mantenuti a una temperatura media di circa 10 gradi. Il posto ideale per conservare le bottiglie è umido, dove non entri molta luce e con il tapo delle bottiglie sempre a contatto con il vino.

Ti piacciono questi tipi di vino? Te ne raccomandiamo alcuni:

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