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Riso con aragoste

 TAGS:undefinedIl riso con aragoste è un piatto tipico dell’Andalusia e si prepara durante tutto l’anno. La sua base di riso da molta energia, oltre alle numerose proteine delle aragoste, che hanno anche pochi grassi.

Ecco come prepararlo:

Ingredienti:

Preparazione:

  1. Pelare le aragoste lasciando intatta la coda
  2. Teste e bucce vanno da parte in una pentola con olio d’oliva e poi messe a cuocere a fuoco lento per farle dorare
  3. Far uscire da teste e bucce il succo nell’olio e poi aggiungere un po’ di brandy
  4. Far evaporare l’alcol per poi aggiungere il peperoncino dolce 
  5. Aggiungere i pomodori per poi lasciar soffriggere per 5 minuti
  6. Aggiungere il brodo di pesce e lasciar bollire per 20 minuti per poi scolare e lasciar riposare
  7. Friggere in una pentola con olio d’oliva la cipolla tagliuzzata, per poi aggiungere 300 gr di riso con lo zafferano e mischiare per 1 minuto
  8. Aggungere il vino bianco e lasciar evaporare per poi aggiungere il brodo preparato prima e poi lasciar cuocere il tutto per 18 minuti a fuoco lento
  9. Alle aragoste bisogna fare un taglio per togliere l’intestino e poi cucinarli alla piastra lentamente
  10. Quando vengono serviti si può ornare il tutto con uno strato di riso

Questo è un piatto perfetto per un vino bianco, come quelli che ti raccomandiamo oggi:

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La Segreta Bianco 2012

Gli ‘occhiali della birra’ esistono davvero!

 TAGS:undefinedRicercatori dell’Università di Bristol affermano di aver provato l’esistenza degli ‘occhiali da birra, assicurando che uomini e donne iniziano a reputare più attraenti gli altri dopo alcune birre.

Lo studio, che si intitola “La bellezza è nell’occhio del bevitore di birra”, è stato uno dei 10 premi conferiti l’anno scorso dall’Università di Harvard.

Lo studio ha visto collaborare vari volontari che all’inizio hanno visto foto di persone, prima di consumare alcol. In seguito, divisi in 2 gruppi, al primo si è somministrata della birra mentre all’altro solo un placebo senza alcol.Una volta chiesta una valutazione, il gruppo che aveva consumato alcol è stato molto più generoso rispetto all’altro.

Olivia Maynard, che capeggia lo studio, ha detto al Bristol Post:

“C’è sicuramente una punta di divertimento, ma il messaggio è serio. Se l’alcol fa cambiare la percezione dell’attrazione, ciò è anche un fattore nel tipo di comportamento rischioso che si riscontra nelle persone ubriache, come ad esempio un rapporto sessuale senza protezione”.

L’equipe di Bristol intende allargare la sua inchiesta ai pub per realizzare dei test in 4 notti in 3 pub di Bristol.

In precedenza, un’ equipe di scietifici di Francia e USA aveva vinto il premio Ig Nobel di Psicologia, dimostrando che l’effetto ‘occhiali da birra’ fa sì che anche il bevitore si senta più attraente. 

Credi in questi studi sulla birra? Noi ti raccomandiamo di bere sempre con moderazione, e sempre birra e distillati di qualità, come quelle che ti raccomandiamo oggi:

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Uova stufate con salsa al vino

 TAGS:undefinedLe uova stufate sono una ricetta tipia spagnola, perfetta per tutto l’anno e per stupire i nostri ospiti, grazie anche alla salsa al vino. La preparazione di questo piatto è davvero semplice e la riportiamo qui di seguito:

Ingredienti

  • Acqua
  • 3 scalogne
  • 4 uova
  • 1 cucchiaio di farina
  • 100 gr di margarina
  • 3/4 di litro di vino rosso
  • Timo
  • Prezzemlo
  • Lauro
  • 100 gr di parmigiano
  • 1 fetta di pan carré per ogni uova
  • Sale
  • Pepe

Elaborazione

  1. Togli la margarina prima per usarla sofficevera la margarina con tiempo para que esté suave al utilizarla.
  2. Pela le scaslogne e tagliale in pezzi piccoli per poi metterli in una pentola con vino rosso, timo, prezzemolo e lauro
  3. Cuoci il tutto fino a far bollire e fino a quando il liquido si riduca alla metà
  4. Metti un litro d’acqua a bollire insieme a un cucchiaio di succo di limone fino a farla bollire
  5. Rompi le uova in una tazza e, una volta che l’acqua bolle, metti la tazza sull’acqua e fai cadere le uova nell’acqua
  6. Lascia cucinare per 3 minuti e togli dall’acqua le uova grazie a una schiumarola
  7. Mischia farina con un po’ di margarina in un recipiente per ottenere una palla di pasta
  8. Prendi 3 cucchiai di vino e con esse dissolvi la pasta creata
  9. Metti il tutto in una pentola e metti a cuocere a fuoco lento fino a quando non diventi tutto spesso con sale e pepe
  10. Togli la salsa dal fuoco, aggiungi il resto della margarina e mischia con attenzione

Per servire copri le uova con salsa di vino, adorna il tutto con triangoli di pane passato nel parmigiano e fritto.

Oggi ti consigliamo:

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20 segreti per diventare il miglior barista

 TAGS:undefinedSe ciò che desideri è essere un gran barista e fare furore durante le riunioni a cui sei invitato o vivere di questa professione, puoi seguire questi 20 pratici consigli:

  1. Conosci ogni ingrediente (whisky, vodka,… e run) e cliente e impara le ricette dei cocktail e non smettere mai di imparare nuove ricette
  2. Lavora con velocità e dimostrati sereno nonostante le molte ordinazioni
  3. Vendi o servi distillati di ottima qualità per farti benvolere dai tuoi clienti
  4. Sei cortese e comportati come un eccellente padrone di casa, oltre ad instaurare un buon rapporto con i clienti affinché essi ritornino al tuo bar
  5. Prova a ricordare il nome dei tuoi clienti abituali; ciò li farà sentire apprezzati e farà sì che tornino da te con altra gente
  6. Sii discreto nel tuo rapporto con loro ma sii disposto ad ascoltarli
  7. Mantieni ordine e pulizia durante il lavoro
  8. Spiega agli invitati o ai clienti in cosa consiste ogni cocktail per aiutarli a scegliere il migliore
  9. Mantieni allegro l’ambiente con la relazione con i tuoi compagni di lavoro e con i clienti
  10. Presentati personalmente
  11. Ricorda di verificare ogni tanto la soddisfazione dei clienti
  12. Non esagerare parlando con gli ospiti a meno che siano essi a interpellarti
  13. Dimostra di sapere di gastronomia per complementare le tue conoscenze
  14. Impara nuove lingue con il fine di servire meglio persone di altri paesi
  15. Mantieni il sorriso e sii attento a qualsiasi chiamata
  16. Poni bene gli ingredienti in modo da realizzare il tragitto più corto per elaborare ogni cocktail
  17. Non imbrogliare con le quantità e la qualità degli ingredienti
  18. Mantieni le mani sempre ben in vista per offrire più velocità ed efficenza ai tuoi clienti
  19. Dimostrati aperto ad ascoltari clienti ed ospiti
  20. Sorridi ogni volta che servi un cocktail

Oggi ti consigliamo:

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I birrai vanno in paradiso

 TAGS:undefinedBill Miller, sacerdote e autore del libro “La guida del bevitore di birra a Dio”, è proprietario di un bar e afferma che se Gesù fosse vivo berrebbe birra e vino gni giorno. In un’intervista a Foxnews, Miller ha asserito che la passione per la birra e per Dio possono coesistere tranquillamente.

Non si sono fatte attendere le critiche di vari lider religiosi ma Miller si è difeso dicendo che Gesù ha sempre bevuto con moderazione e inoltre che ” ci sono tante cose che Dio ci ha insegnato ad apprezzare con moderazione. È importante non gettare un bambino insieme all’acqua del bagno come non gettare la birra con l’acqua del battesimo”.

Quando MIller non predica è facile trovarlo servendo bibite nel bar che possiede in Texas. In questo luogo ha trovato l’ispirazione per il suo libro nel quale afferma che attraverso la birra “si rivela la vera natura di Dio”. 

Altre dichiarazioni importanti a Foxnews sono state:  “Credo che se Gesù fosse stato in Texas avrebbe bevuto Lone Star, se fosse stato alle Hawai Primo, se fosse stato in Scozia sicuramente whisky  e in Irlanda sicuramente della Guinnes”. 

Non solo Miller ha cercato di unificare religione e alcol, ma ha ideato un programmato di conferenze chiamato “Teologia da barile”, sponsorizzato da varie diocesi cattoliche in vari pub e ristoranti. Miller afferma che in questi luoghi si può dare più attenzioni pastorali rispetto a quanto non si faccia in chiesa. 

Ciò che risulta evidente è che per gli amanti della birra, questo nettare è una sorta di religione, che deve essere celebrata. Oggi raccomandiamo:

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Scienziati provano l’esistenza degli “occhiali della birra”

 TAGS:undefinedDei ricercatori dell’Università di Bristol affermano aver dimostrato l’esistenza degli occhiali ‘della birra’, ossia quel fenomeno secondo il quale uomini e donne iniziano a reputare più interessanti alcune persone dopo alcune birre.

Oggi questa credenza popolare è oggetto di uno studio scientifico che si intitola “la bellezza è nell’occhio del bevitore di birra” ed è stato uno dei premi consegnati dall’Università di Harvard l’anno scorso.  

Come parte dello studio, portato a termine dai ricercatori scientifici dell’Unità di Indagine su tabacco e alcol dell’Università di Bristol, è stato chiesto a dei volontari di guardae foto di uomini, donne e paesaggi prima e dopo aver bevuto dell’alcol. A un gruppo è stato dato dell’alcol mentre ad altri semplicemente un placebo. Le valutazioni tra coloro che avevano consumato alcol sono state più alte per ogni immagine di ogni categoria rispetto all’altro gruppo.  

Olivia Maynard, a capo dello studio, ha dichiarato al Bristol Post:

“Tutto ciò è alquanto divertente porta un messaggio serio: se l’alcol fa perdere la percezione dell’attrazione può supporre un fattore di rischio nel momento di avere relazioni sessuali senza protezione”.

L’equipe di Bristol ha come prossimo obiettivo ampliare lo studio ai pub per realizzare indagini su oltre 4 notti in 3 pub della città.  

In precedenza, un gruppo di studiosi di Francia e USA aveva vinto il premio Nobel in Psicologia dimostrando che l’effetto ‘occhiali di birra’ fa sì che anche il bevitore si senta più attraente. 

Credi negli effetti della birra? Noi raccomandiamo di bere sempre con moderazione e sempre bevande di qualità, come quelle che ti raccomandiamo oggi:

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Né 4 né 5, sono 20 i sapori

 TAGS:undefinedLa teoria generalizzata conosciuta finora diceva che gli uomini potevano sentire cinque sapori basici: il dolce, l’acido, il salato, amaro e l’umami. Ciò nonostante, secondo un recente studio dell’Università di Oxford, pare che esistano molti sapori aggiuntivi che si possono identificare. 

Pare che questi sapori arrivino addirittura ad essere 20 ed alcuni di essi si manifestano nelle cucine degli ancoli più remoti del mondo, soprattuto in Oriente. Si tratta di sapori tipo il grasso o il metallico. Il professor Spence, che oltre a studiare i sapori dal punto scientifico, è famoso anche per il suo lavoro di collaborazione con gli chef più rinomati del mondo, ha segnalato anche che i colori, così come i suoni e ciò che circonda chi mangia, sono elementi decisivi per il modo in cui arriviamo a percepire i sapori.  

Infatti, esistono persone, denominate superdegustatrici, che hanno 16 papille gustative rispetto agli altri esseri umani e di conseguenza sono capaci di differenziare nettamente tutte le loro varianti, grazie a una sensibilità speciale. Questi privilegiati non risentono delle condizioni esterne sopracitate e sono dunque eccellenti degustatori di alimenti e bevande. Ciò che è più curioso è che hanno una forza avversità verso l’amaro, ergo possono essere disgustati da certi vini con molti tannini. ,

Il professor Spence collabora abitualmente con personalità del mondo della cucina come ad esempio Heston Blumenthal del ristorante britannico ?The Fat Duck? o Ferran Adrià, creatore di tendenze gastronomiche innovative, con il quale ha iniziato da poco a sviluppare un progetto che ha il fine di migliorare la qualità e il sapore dei pasti degli ospedali. 

Ecco dei vini da degustare con calma:

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Miraval Rosé 2013

Cozze alla scapece

 TAGS:Le cozze alla scapece fanno parte della tradizione culinaria della Galizia (Spagna) che, non a caso, è uno dei principali produttori di cozze del mondo. E’ un piatto molto semplice da preparare, nonché abbastanza economico, ideale da servire come antipasto. La ricetta è per otto persone:

Ingredienti

  • 1 chilo di cozze
  • 50 ml di vino bianco, preferibilmente non dolce ma con un tocco leggerissimo di dolcezza al palato, come la ritroviamo ad esempio nei vini bianchi di Pinot Grigio.
  • 100 ml di olio d’oliva
  • 50 ml di aceto di vino bianco
  • 3 foglie di alloro
  • 6 spicchi d’aglio
  • 10 grani di pepe nero
  • 4 chiodi di garofano
  • 1 cucchiaio di paprika
  • 1/2 litro di acqua
  • Sale qb.

Preparazione 

  1. Passo 1: Pulire bene le cozze e lavarle sotto l’acqua corrente; versarle poi in una pentola con un goccio di vino bianco. A questo punto tenere coperta la pentola con un coperchio fino a quando non si siano aperte tutte le cozze.
  2. Passo 2: In un piatto collocare l’alloro, l’aglio sbucciato, il pepe ei chiodi di garofano in modo da averli già a portata di mano.
  3. Passo 3: In una padella mettere l’olio e farci rosolare gli spicchi d’aglio; spegnere il fuoco e aggiungere le foglie di alloro.
  4. Passo 4: A questo punto, aggiungere anche i grani di pepe nero ei chiodi di garofano, mescolando il tutto con un cucchiaio fino a quando non si raggiunga quella doratura che tanto ci piace.
  5. Passo 5: Quindi versare l’aceto, metterci le cozze e 3 cucchiai del loro sughetto; portare a ebollizione e far cuore per almeno 5 minuti a fuoco lento. Infine salare a proprio piacimento.

Queste cozze alla scapece sono ottime da degustare con un bel bicchiere di vino, magari durante un aperitivo in compagnia di amici. Oggi vi consigliamo:

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Jermann Pinot Grigio 2012

 

 

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Il coniglio al cioccolato

 TAGS:Il coniglio al cioccolato è un piatto tipico della tradizione culinaria della Spagna tuttavia, grazie alla lunga denominazione di questo paese nella nostra penisola, vi sono alcune regioni italiane, come la Sicilia, in cui questo piatto viene ancora preparato.

Il coniglio al cioccolato è un delizioso pasto perfetto da degustare in famiglia, magari come piatto domenicale, da abbinare con un bel vino rosso di Veneto. La ricetta è per quattro persone:

Ingredienti:

  • 1 coniglio
  • 2 patate dolci
  • 1 cipolla
  • 2 carote
  • 6 spicchi d’aglio
  • 40 grammi di cioccolato fondente 100%, grattugiato
  • 1 bicchiere di vino rosso con una buona acidità, come il Soprasasso Amarone Della Valpolicella 2008
  • Acqua
  • Olio extra vergine di oliva
  • 1 cucchiaio di farina di mais raffinata
  • 1 rametto di timo
  • 1 foglia di alloro
  • 1 rametto di rosmarino
  • Sale
  • Pepe
  • Prezzemolo

Preparazione 

  1. Passo 1: Pulire le patate e collocarle in una teglia, quindi versarci sopra un filo di olio d’oliva e metterle in forno a 180 gradi per 40 minuti.
  2. Passo 2: Prendere le patate dal forno e lasciarle raffreddare in modo da poterle sbucciare e tagliarle a fette prima di metterle nel frullatore. Infine, aggiungere un pizzico di sale al vostro purè.
  3. Passo 3: Ora procedete a tagliare il coniglio e condirlo a vostro piacimento, per poi rosolarlo in una padella con un filo d’olio e 4 spicchi d’aglio, a fuoco medio.
  4. Passo 4: Quando il coniglio comincia ad essere dorato, versarci sopra un bicchiere di vino rosso. Riempite completamente la padella con acqua, copritela con un coperchio e fate cuocere a fuoco lento per 35 minuti.
  5. Passo 5: Togliere il coniglio dal fuoco e lasciare il brodo nel contenitore, perché entrambi devono essere conservati separatamente.
  6. Passo 6: A questo punto, tagliare la cipolla, la carota ei 2 spicchi d’aglio e soffriggere il tutto in una padella con un filo d’olio.
  7. Passo 7: Aggiungere il timo, il rosmarino, l’alloro; versare il brodo di coniglio e cuocere per 10 minuti senza coperchio.
  8. Passo 8: Per quanto riguarda la salsa, vi consigliamo di mettere le erbe in un passapatate per poi passarle in una pentola e mescolarle con un po’ di farina di mais diluita in acqua. In questo modo guadagnerà più consistenza e carattere.
  9. Passo 9: Aggiungere il coniglio e la cioccolata alla padella con la salsa, mescolando continuamente per far sciogliere il cioccolato ed evitare che quest’ultimo si bruci; il tutto, a fuoco lento per 5 minuti.

Per servire il coniglio al cioccolato, vi consigliamo di versare la salsa in ogni singolo piatto. Accompagnarlo poi con il purè di patate e guarnire il tutto con un po’ di prezzemolo.

Per quanto riguarda l’abbinamento, vi suggeriamo un vino fresco e minerale, che rinfreschi la bocca ad ogni sorsata, oppure un vino potente e carnoso, che possa competere con la potenza del cioccolato. Ecco i nostri consigli:

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Differenze tra la Syrah e lo Shiraz

 TAGS:La Syrah è una varietà di uva rossa che proviene dalle zone fredde della Francia e produce vini tipo Syrah, Hermitage, Syra o Serine. Questa varietà si può trovare anche in Spagna, dove viene coltivata in moltissime regioni. Il sapore del suo vino è robusto, dal poderoso aroma di frutta, dal colore intenso ed è perfetto per essere combinato con formaggi stagionati, pasta e carne.

Lo Shiraz, invece, proviene dalle regioni calde dell’Australia, dove si è sempre prodotto vino a partire dalle varietà europee. Lo Shiraz ha ottenuto molti riconoscimenti a livello mondiale come uno dei migliori vini rossi. 

Nella Hunter Valley si producono alcuni dei migliori vini secchi stagionati in barili, mentre lo Shiraz evoluziona differentemente. I suoi vini, sia i novelli sia i più stagionati, hanno una consistenza vellutata e uno squisito aroma di frutti rossi e neri e a cioccolata. 

Le altre zone dell’ Australia nelle quali si produce lo Shiraz sono le seguenti:

  • Mudgee: Produce Shiraz gustoso, concentrato e dal colore intenso, oltre a Chardonnay e Cabernet Sauvignon.
  • Queensland: Dispone di una piccola superificie di vigneti tra i 750 e i 900 metri. Il Shiraz è uno dei vigneti che meglio si adatta a questo tipo di terreno. 
  • Murray River Valley: Somministra oltre l’80% delle uve di Victoria, essendo il Lindemans la zona più utilizzata, oltre a produrre il 64% delle varietà rosse nobili come Shiraz, Pinot Noir e Merlot.
  • Barossa Valley: Questa zona è ideale per produrre vini rossi carnosi e generosi come lo Shiraz, di color profondo e una concentrazione alta come il Malbec e il Cabernet Sauvignon.

Ovviamente ci sono molte controversie sulla storia del Syrah e dello Shiraz, ma principalmente la loro differenza radica nelle loro denominazioni d’origine.

Ecco qui dei vini in vendita su Uvinum:

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Columbia Crest Two Vines Shiraz 2009