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Våffeldagen, la giornata dei waffle

Gaufre, wafel o waffle: in qualsiasi modo li chiamiate, siamo sicuri che chiunque di voi li abbia provati almeno una volta! Si tratta di cialde croccanti fuori e morbide dentro, dalla riconoscibilissima trama a nido d’ape e preparate in una doppia piastra rovente. In realtà, esiste una differenza tra gaufre e waffle: la gaufre è preparata con lievito di birra, mentre per il waffle (variante americana e scandinava) viene usato il lievito chimico in polvere.

Oggi è la giornata dedicata ai waffle - Uvinum

Il waffle è un dolce tipico di molti paesi, tra cui Belgio, Francia, Germania, Paesi Bassi e Scandinavia. Ed è proprio nella fredda penisola, precisamente in Svezia, che oggi si festeggia il Våffeldagen, la giornata dei waffle.

I waffle, di per sé, non hanno molto sapore. Per questo vengono spesso arricchiti con una spolverata di zucchero a velo o con condimenti più sostanziosi e golosi. Gelato, frutta fresca, cioccolato fuso, creme di liquore, frutta secca, caramello, panna montata… Potete davvero sbizzarrirvi!

Come preparare i waffle

Ingredienti:

  • 2 uova
  • 80 gr di zucchero
  • 180 gr di farina
  • 50 gr di burro
  • 180 ml di latte
  • ½ cucchiaino di lievito
  • Un cucchiaino di estratto di vaniglia

Dopo aver separato i tuorli dagli albumi, montate a neve gli albumi con lo sbattitore. In un’altra ciotola, sbattete i tuorli con lo zucchero e l’estratto di vaniglia, dopodiché aggiungete il burro fuso, la farina e il lievito, continuando sempre a mescolare. Versate anche il latte a filo e gli albumi.

È giunta l’ora di tirare fuori la vostra piastra per i waffle! Fatela scaldare e versate a poco a poco il composto. Fate cuocere il waffle per circa 5 minuti (dipende dalla potenza della piastra).

Farcite i vostri waffle e serviteli ancora caldi!

Cosa bere con i waffle

Come abbiamo detto, i waffle non hanno un sapore forte. Per questo motivo, scegliamo un vino opulento e sontuoso, dal grande spessore gustativo. Vi consigliamo un Passito di Pantelleria o un Vin Santo di Montepulciano. Altrimenti, potete ripiegare su un vino dolce, come un Moscato d’Asti, un Sangue di Giuda, un Gewürtztraminer o un Malvasia delle Lipari. Anche un Asti Spumante dolce è un’ottima scelta.

Se siete più tipi da cocktail, un’idea può essere l’Apple Martini (4 cl di vodka, 1.5 cl di liquore alla mela, 1.5 cl di triple sec), che dona un bel tocco acidulo e pungente, o la Piña Colada (3 cl di rum bianco, 9 cl di succo d’ananas, 3 cl di crema di cocco, 1.5 cl di succo di lime), ideale per chi ama i sapori dolci e morbidi.

In alternativa, potete anche bere un semplice bicchierino di rum, brandy o cognac, che non deludono mai!

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Le felicità in un bicchiere!

Vino e felicità - Uvinum

“La felicità, come un vino pregiato, deve essere assaporata sorso a sorso.” Così sosteneva il filosofo tedesco Ludwig Feuerbach, e forse aveva ragione: la felicità può stare in un bicchiere.

Pensateci. Quanti di voi hanno provato una sensazione di armonia e pace mentre sorseggiavano un bel bicchiere di vino rosso ascoltando un po’ di musica, leggendo un libro o magari guardando un bel panorama?

Gli ormoni del benessere

È ormai risaputo che l’assunzione di vino fa sì che il nostro corpo rilasci endorfine, gli ormoni del benessere, che ci regalano una bella sensazione di relax e felicità. Se si pratica un bere moderato, questo rilascio chimico si può avvertire ogni volta che si beve un drink.

L’effetto benefico dell’alcol si nota soprattutto quando si è costretti ad attività o compiti noiosi – pensate a quanto vi annoia fare la fila al bar la mattina per il vostro caffè e, invece, come chiacchierate e ballate mentre siete in fila per il bagno in una discoteca – e potenzia ancora di più la soddisfazione e il piacere derivante da attività che sono già di per sé divertenti, come socializzare o fare l’amore.

Andare al bar rende felici

Secondo una ricerca dell’Università di Oxford, poi, anche andare al bar aiuterebbe a sentirsi più allegri: il bar è un luogo di ritrovo, ideale per socializzare, stringere nuove amicizie e rafforzare le vecchie. Il bar e i pub si rivelano così dei luoghi fondamentali per stringere rapporti profondi e creare quella rete sociale necessaria ad ogni uomo e donna, impossibile da consolidare solo attraverso i social. Inoltre, un moderato consumo di alcol favorirebbe anche alcune abilità sociali, come la capacità di interazione sociale, di comunicazione e di condivisione.

Benessere fisico

Anche la salute fisica trae beneficio da un bel bicchiere di vino: riduce il rischio di demenza, di malattie degenerative, di aterosclerosi e migliora il flusso sanguigno; aiuta a perdere peso, in quanto è in grado di attivare un gene che impedisce la formazione di cellule grasse, ed elimina poco a poco quelle che già esistono; è ricco di polifenoli, antiossidanti che aiutano a prevenire il colesterolo cattivo; aiuta a proteggersi dalle infezioni urinarie; viene annoverato nella lista degli alimenti anticancro. Forse il detto avrebbe dovuto recitare “Un calice di vino rosso al giorno toglie il medico di torno”?

Attenzione a non esagerare!

Ovviamente, come tutte le cose, è giusto porsi un limite e moderarsi. Altrimenti, più che felicità, proveremo un profondo senso di pentimento per aver esagerato la sera prima! Inoltre, quando bere diventa un vizio e/o una necessità, si produce esattamente l’effetto opposto, e la sensazione di soddisfazione personale diminuisce.

Alla salute… e alla felicità!

 

10 cose da sapere sulla Festa di San Patrizio

Come ogni anno, il 17 marzo si celebra una data molto speciale per gli irlandesi e questa tradizione si è diffusa anche in diversi paesi del mondo. È il St. Patrick’s Day, il santo patrono d’Irlanda, una giornata piena di tradizioni, feste, tanto verde e birra. Ecco 10 cose che dovresti sapere su questa festa:

  1. Molta birra. Durante questa festa, viene consumata molta birra in tutto il mondo. I dati affermano che vengono consumati più di 13 milioni di litri in tutto il mondo il giorno di San Patrizio.
  2. Viva il verde. In questo giorno, la maggior parte degli irlandesi, che si trovano in diversi paesi del mondo, si veste di verde, uno dei colori che identifica l’Irlanda. Se vuoi celebrare questa festa in modo autentico, ti consigliamo di indossare una camicia verde… anche se il colore storico nazionale dell’Irlanda è blu!
  3. Incontrarsi in pub o in bar. Solitamente, gli irlandesi in questa giornata di festa vanno al pub a prendere qualche pinta. Se non sei in Irlanda, basta andare in un pub irlandese della tua città per vivere al meglio la festa.
  4. Chi era Saint Patrick? San Patrizio nacque nel IV secolo e venne rapito da alcuni uomini del re d’Irlanda. Durante la sua prigionia, studiò per diventare sacerdote e si narra che riuscisse a spiegare il mistero della Trinità con un trifoglio verde. Morì il 17 marzo del 461.
  5. Cosa si mangia durante questa festività? Tra i piatti tipici irlandesi , si preferiscono i dolci tradizionali ed alcune ricette a base di carne, come il roast chicken e il guiness stew.
  6. Le sfilate. È tradizione sfilare per la città per celebrare il giorno di San Patrizio. Puoi informarti per sapere se nella tua città la comunità irlandese organizza delle parate.
  7. Quando si è iniziato a festeggiare San Patrizio? La celebrazione del festa di St. Patrick’s Day iniziò nell’anno 1917.
  8. Dura diversi giorni. In molte località, come nella stessa Irlanda, anche se il giorno esatto è il 17 marzo, la festa si è convertita in un festival di più giorni incentrato su alcune sfilate.
  9. Chi è lo gnomo? È il simbolo di questa festa e si dice che sia una piccolo folletto che, secondo la leggenda, appare solo in certi giorni dell’anno.
  10. Ritmi celtici. Un altro modo per celebrare San Patrizio è facendosi coinvolgere nelle danze popolari irlandesi basate sui ritmi celtici.

E cosa c’è di meglio che unirsi alla festa con una buona birra? Ecco alcune delle nostre proposte, non perdertele!

 

Il primo abbinamento basato sul DNA dei commensali

Sì, il settore della gastronomia è senza dubbio proiettato verso il futuro. Tale è la sperimentazione che adesso si utilizza anche il DNA per creare nuovi sapori e gusti. Sembra che González Byass, per la prima volta nella storia, abbia condotto un progetto che prevede di abbinare il primo menu della storia basato sul DNA del commensale.

Scienza, vino e gastronomia

Se ciò che si cerca è di avvicinarsi, sempre più, ai gusti del commensale, con questo esperimento il successo è assicurato. Si è creata una perfetta simbiosi tra scienza, vino e gastronomia, applicata all’alta cucina. La famiglia di Gonzalez Byass, famosi proprietari di cantine, ha accompagnato un menu personalizzato e associato ai gusti e agli aspetti nutrizionali di ogni commensale, secondo la loro propria genetica.


Questo menu è stato creato da Mauro Colagreco, chef con 2 stelle Michelin e numero 3 in The World’s 50 Best Restaurants, il medico genetista Dottor Jorge Dotto ed i già citati enologi González Byass. Perciò, sia gli ingredienti che i vini hanno seguito le preferenze di gusto, aroma e altri indicatori di salute, ottenuti ​​dai dati dei test genetici effettuati nel laboratorio The Gen Company.

I medici hanno già anticipato qualche anno fa, che il DNA è la chiave per definire trattamenti, conoscere malattie e può essere utile in molti ambiti della società, per esempio nella bellezza.

In cosa consiste questo studio?

Per definire un menu adatto ai gusti di una persona, vengono presi in considerazione diversi fattori. Ad esempio, l’ambiente circostante, lo stato di salute, la dieta e le influenze culturali, le abitudini, la capacità di apprendimento e i geni. Questi componenti sono responsabili della percezione dei sapori.

Va notato che gli umani hanno recettori del gusto nel naso e nella lingua. Pertanto, notiamo diversi tipi di sapore come il dolce, il salato, l’acido e l’amaro. A questo gruppo si aggiunge il gusto scoperto poco tempo fa, l’umami (un sapore sottile ma con un retrogusto prolungato difficile da descrivere). Questi mandano un segnale al cervello che, insieme a fattori esterni, determina se qualcosa ci piace o no.

In questo processo influiscono oltre 35 recettori e più di 400 si occupano della determinazione degli aromi. Partendo da alcune “istruzioni” codificate nel DNA, si percepiscono una grande varietà di sapori, come indica il Laboratorio The Gen Company, responsabile di questo abbinamento, basato sul DNA delle persone.

Così, è stato analizzato un pannello progettato dal Dr. Dotto, che contiene geni associati ad aspetti nutrizionali, gusti e sapori. Da lì, si sono ottenuti i profili personalizzati di ogni commensale. Ciò fornisce un informazione accurata sulla predisposizione genetica a percepire i gusti. Inoltre, offre altri indicatori come le intolleranze, la risposta ai grassi poli e mono-insaturi o il rischio genetico di avere carenze di alcune vitamine.

Secondo l’interpretazione di questi profili, lo chef ha progettato un menu per ogni tipologia genetica, dando priorità ai gusti più affini a ciascuno, in base a ciò che indica il DNA, nonché i valori relativi alla nutrizione. Mentre González Byass ha contribuito con un tocco personale, l’abbinamento, rappresentando la diversità enologica di questa Famiglia di Vini. Mangeremo in questo modo nel prossimo futuro?

 

In che modo le bevande influiscono sulla tua pelle?


Sicuramente quando parliamo di vino e cura della pelle, ci vengono in mente i polifenoli dell’uva, antiossidanti che si prendono cura della nostra pelle e la fanno sembrare più giovane. Le bevande alcoliche, però, possono avere effetti negativi se non si beve con moderazione, cominciando dalla disidratazione che colpisce il corpo e, di conseguenza, anche la pelle.

Effetti delle bevande sulla pelle

Secondo una pubblicazione di Wine Spectator, alcune bevande, come il vino, disidratano il corpo e la pelle. L’abuso di queste bevande, quindi, rende la pelle più rugosa e secca. Inoltre, l’alcol è un vasodilatatore, ovvero provoca un allargamento dei vasi sanguigni quando si beve. Ciò, combinato con la ritenzione idrica dovuta alla disidratazione, può causare gonfiori in alcune zone del corpo.

In ogni caso, si è costatato che bevendo con moderazione, gli effetti collaterali sulla pelle sono poco frequenti, soprattutto per le persone sane (persone che bevono abbastanza acqua ogni giorno, mangiano in modo equilibrato e praticano sport).

Bevande distillate

La maggior parte delle bevande distillate, come il rum, la tequila o la vodka, riducono i livelli di ossigeno nel sangue e ciò può sbilanciare la produzione di collagene nella pelle. Di conseguenza, l’epidermide perde splendore e risulta opaca.

Inoltre, il consumo di alcol aumenta il numero di impurità, punti neri e brufoli sulla pelle e provoca secchezza, dato che riduce la quantità di sangue ossigenato nelle vene. A questo, si aggiunge il gonfiore derivato dal bere più alcol del normale: l’alcool è ricco di zuccheri e provoca la ritenzione dei liquidi. Pertanto, bere con moderazione è importante per non danneggiare la tua pelle.

Birra e pelle

Tutto ciò che è bevuto in eccesso ha effetti negativi sull’organismo. La birra contiene sale e potrebbe non essere così salutare per il tuo corpo come si crede. D’altra parte, se bevuta con moderazione, offre morbidezza e idratazione al viso, al corpo e ai capelli, rafforzandoli. Infatti ci sono maschere di birra e spa con trattamenti con questa bevanda che stanno riscuotendo un gran successo.

I polifenoli del vino rosso

Come abbiamo detto all’inizio dell’articolo, il vino rosso ha proprietà anti-invecchiamento, in gran parte grazie al resveratrolo, il polifenolo che si trova nella buccia dell’uva. Il resveratrolo si distingue per la capacità di combattere i radicali liberi, molecole instabili che derivano dall’inquinamento o dall’eccessiva esposizione solare.

Il resveratrolo può combattere lo stress ossidativo e mitigare il danno che provoca nel corpo. Anche se un bicchiere di vino al giorno non contrasta il naturale processo di invecchiamento del tuo corpo, può aiutare se combinato con uno stile di vita sano.

 

Alzati con energia! Le migliori colazioni del mondo

La colazione è il pasto più importante della giornata. Deve essere sana ed energetica perché ci aspetta un’intera giornata in cui faremo di tutto: lavoro, sport, passeggiare… Vuoi sapere quali sono le migliori colazioni del mondo? Scoprile e preparale a casa.

Il Messico e i suoi “huevos rancheros”

Iniziamo con le gustose uova fritte messicane servite con tradizionali tortillas di mais ripiene di formaggio, pomodoro e guacamole, a cui possiamo aggiungere altri ingredienti. Sicuramente, una colazione potente ed energetica che non ti farà sentire la fame fino all’ora di pranzo.

Colazione inglese

Se la colazione messicana ci sembrava abbondante, quell’inglese è simile ma con ancora più ingredienti. Infatti troviamo uovo fritto, pancetta, funghi fritti, fagioli al forno e pomodoro. A tutto ciò possiamo aggiungere fette di pane tostato con burro. Più che una colazione è un vero e proprio pasto completo.

La Turchia e i sapori mediterranei

La colazione in Turchia non è da meno, ma vengono introdotti una serie di alimenti che fanno parte della dieta mediterranea. Troviamo pomodori, formaggio e cetrioli … ma possono essere aggiunti altri alimenti, come lo yogurt.

La Francia e i suoi croissant

Questa colazione è più vicina alle nostre abitudini. Di solito è una colazione veloce, composta da caffè, croissant, burro, pane tostato e succo d’arancia. E non c’è bisogno di andare a Parigi perché possiamo provarla a casa nostra ogni mattina.

Giappone: non solo riso

Non so quante persone inizierebbero la giornata con un piatto di riso, ma in Giappone la colazione è composta proprio da riso, tsukemono (verdure in salamoia), pesce, uova e zuppa di miso. È un mix che richiede il suo tempo e deve essere degustato con calma. È meglio provarlo il fine settimana.

A Mosca

Anche la tipica colazione russa è normalmente abbondante. Si compone di fiocchi di kasha o di avena nel latte, uova, pancake con panna, butterbrod (pane bianco o nero con formaggio e salsicce) e latticini. È davvero una colazione deliziosa, ma avremo bisogno di tempo per assaporarla.

E per finire… la Spagna

Se vogliamo provare una tipica colazione spagnola, non possiamo farci mancare due fette di pane ben tostato condite con pomodoro, olio extra vergine d’oliva e prosciutto spagnolo, magari accompagnate da un bel bicchiere di vino rosso. Non c’è modo migliore per iniziare la giornata!

 

L’amore si condivide anche nelle bevande

Dicono che due persone che convivono finiscano per avere gli stessi gusti, anche nelle bevande. In uno studio, pubblicato sulla rivista di Scienze Comportamentali Appetite, i ricercatori dell’Università di Wrocław in Polonia e dell’Università di Dresda in Germania hanno testato le preferenze di gusti e di sapori di 100 coppie eterosessuali, le cui relazioni si mantenevano dai tre mesi ai 45 anni . Hanno scoperto che quanto più lunghe erano le relazioni, più simili erano le preferenze di gusto.

Organizzazione dello studio

Ad ogni partecipante è stato richiesto di annusare 38 campioni di aromi, che includevano fragranze come eucalipto, butanolo, arancia, carne affumicata e caramello. I ricercatori hanno preparato campioni per ognuno dei cinque sapori base: dolce (10 grammi di D-saccarosio), acido (5 grammi di acido citrico), salato (7,5 grammi di NaCl), amaro (0,05 grammi di chinina cloridrato) e umami (10 g di glutammato di sodio). Ai partecipanti è stato chiesto di valutare ogni campione di aroma e sapore da 1 (“Mi piace molto”) a 5 (“Non mi piace affatto”).

Più tempo insieme, più somiglianza nel gusto

Lo studio ha esaminato, non solo, in che modo le preferenze potrebbero essere influenzate dalla longevità di una relazione, ma anche come potrebbero essere influenzate dalla felicità della coppia. Le coppie felici non avevano preferenze più simili rispetto a quelle meno soddisfatte. Tuttavia, una maggiore soddisfazione nelle relazioni aveva una correlazione leggermente negativa con le preferenze di odore simili.

È logico che gli anni (e le bottiglie di vino) condivisi da una coppia, finiscano per adattare le preferenze reciprocamente. Lo studio ha concluso che anche in una relazione infelice, specialmente in una convivenza, è probabile che le coppie odorino e mangino ancora le stesse cose per abitudine, necessità o convenienza.

Le coppie che bevono insieme sono più felici

Ma c’è di più, perché un nuovo studio dell’Università del Michigan afferma che le coppie che bevono insieme sono più felici. I ricercatori hanno intervistato 2.700 coppie sposate e analizzato quanto e come bevono. Le conclusioni dimostrarono che la coppia era più propensa a considerarsi felice quando condivideva queste abitudini, rispetto a quelle coppie in cui uno degli interessati rimaneva sobrio mentre l’altro consumava alcol, e viceversa.

In ogni caso, ancora molti studi sono necessari per comprendere in che modo i gusti delle coppie si avvicinino. Per il momento, perché non usare queste nuove scoperte come un’altra ragione per trascorrere del tempo con il vostro partner e la vostra bottiglia di vino preferita?

 

Il vino aiuta a ridurre la mortalità

Le qualità benefiche del vino sono molteplici: riduce il colesterolo e previene il rischio di patologie legate al cuore. Ed ora, grazie a uno studio, si è scoperto che può anche ridurre la mortalità. La ricerca evidenzia che il vino consumato come parte di una dieta anti-infiammatoria può aiutare a ridurre il rischio di morte per qualsiasi causa.

Secondo uno studio condotto presso l’Università delle Scienze di Varsavia (Polonia) e pubblicato sul Journal of Internal Medicine, consumare cibi e bevande con proprietà anti-infiammatorie è molto importante quando si tratta di ridurre il rischio di mortalità di una persona.

Dieta anti-infiammatoria

I ricercatori sono arrivati alla conclusione che una dieta anti-infiammatoria (composta da verdure, frutta, cereali, formaggio, olio d’oliva, noci, cioccolato, tè e caffè) è buona per ridurre la mortalità per qualsiasi causa. Quindi, consumare quantità moderate di vino produce comportamenti anti-infiammatori nel corpo che risultano benefici per la salute. La dieta mediterranea, infatti, consiglia l’assunzione di molti di questi alimenti e specifica che è possibile bere un bicchiere di vino rosso al giorno.

Per lo studio sono state analizzate circa 70.000 persone della Svezia di entrambi i sessi, di un’età compresa tra i 45 e gli 83 anni. In base a questo studio, il sistema immunitario innesca l’infiammazione quando il corpo affronta una potenziale minaccia, come una sostanza chimica nociva o microbi. Questo processo può diventare problematico quando l’infiammazione si trasforma nello stato predeterminato del corpo.

Si resero conto che le persone che seguivano una dieta piena di elementi anti-infiammatori avevano il 18% in meno di possibilità di morire per qualsiasi causa rispetto a quelli che consumavano meno questi prodotti. Lo studio ha anche rilevato che, tra i fumatori, coloro che seguivano una dieta antinfiammatoria avevano maggiori possibilità di sopravvivenza.

Altri benefici del vino

  • Aumenta le endorfine. Quando beviamo vino, liberiamo endorfine e notiamo una sensazione di rilassamento molto piacevole.
  • Antiossidanti. I polifenoli dell’uva provocano un’azione antiossidante veramente potente. Ciò rallenta l’invecchiamento della pelle che si rinnova ed è più liscia e giovane che mai.
  • Combatte le infezioni del tratto urinario. Grazie alla quantità di vitamine e minerali che contiene e agli antiossidanti, impedisce ai batteri di aderire alla nostra vescica o ai reni. Ciò ottimizza il filtraggio e la depurazione di questi organi.

 

Abbinamenti vini e insetti … E’ buono il risultato?

Mangiare insetti è un’idea ancora remota nella nostra mente. Anche se è davvero una tendenza comune in molti altri paesi, i consumatori italiani non sono ancora pronti per questa novità. Ma sicuramente presto potremo degustare questi alimenti, dato che offrono diversi benefici per la nostra salute.

Quando parliamo di vino e insetti facciamo un passo nel futuro. Perché, anche se non conosciamo ancora i sapori di tali alimenti, in altri paesi sono già state effettuate degustazioni e abbinamenti tra vini e insetti. E com’è il risultato? Ve lo raccontiamo.

Abbinamenti di vini e insetti

Il D.O. Rueda ha organizzato una degustazione speciale in Svizzera che ha deciso di abbinare il vino Verdejo a cavallette e vermi. Si è svolta in Svizzera, perché è il primo paese in Europa a legalizzare il consumo di insetti, seguendo severi controlli di qualità.

In questa degustazione c’erano dei tacos asiatici con grilli, cavallette in tempura con salsa di sesamo e mango, stufato di verdure e vermi di farina in salsa di Hoisin con riso, formaggio stagionato con vermi con salsa al pesto. Il risultato è qualcosa di innovativo che, a quanto pare, si addice a questo tipo di insetti.

Come spiegato da Santiago Mora, direttore generale del D.O. Rueda, e Sebastian Bordthauser, esperto tedesco in cucina con gli insetti, che hanno guidato questa degustazione: “L’innovazione fa parte dei nostri geni. Questa iniziativa ha avuto un’accoglienza eccellente tra i consumatori svizzeri e con essa abbiamo dimostrato la versatilità dell’uva Verdejo, capace di accompagnare anche i piatti più complessi “.

Vini bianchi, rossi e rosati

Oltre al DO Rueda, che si è cimentato in questa degustazione innovativa, ci sono altri paesi che hanno abbinato agli insetti i propri vini. Ma tutto dipende, inoltre, dal tipo di cibo che accompagna questi insetti. Possono essere uniti sia a riso bianco che a tacos di vitello o pollo. Perciò, nel primo caso i vini bianchi, nel secondo caso i vini rossi e rosati, si sposano perfettamente e si addicono alla molteplicità di sapori.

Quello che non sappiamo è che ci sono diversi tipi di insetti che deliziano il palato, alcuni sono più delicati e altri più forti. Secondo gli esperti, quelli che si mangiano come aperitivo si abbinano ai vini bianchi e rosati, in quanto sono più salati e meno piccanti. Mentre i piatti principali, dove gli insetti si combinati con altri ingredienti noti a tutti, sono preferibili vini rossi, data la complessità delle ricette.

In ogni caso, c’è ancora molto da sperimentare e vedere con questo tipo di alimenti, totalmente sconosciuto per noi.

 

5 tendenze nel consumo di vino per la fine del decennio

Rimane solo un anno per raggiungere il 2020 ed iniziare un nuovo decennio. Ecco perché gli esperti stabiliscono le tendenze del vino per la fine del decennio. La relazione di “Wine Trade Monitor 2018”, realizzata da Sopexa, in base alle risposte dei professionisti, evidenzia aspetti diversi, illustrando, per esempio, quali sono i vini più apprezzati e quali sono i formati favoriti dai consumatori.

1. I vini francesi continuano ad essere i più apprezzati

Non ci sono sorprese in questa sezione. Sebbene altri vini provenienti da diverse zone guadagnino posizioni, nove professionisti consultati su dieci, ritengono che i vini francesi siano ancora irraggiungibili. Salgono nella classifica quelli provenienti dal Cile, dall’Australia e dagli Stati Uniti.

2. Confezioni e formati

Secondo lo studio, i paesi asiatici prediligono ancora il vino in bottiglia e il 66% degli esperti della zona prevedono una rapida crescita delle bottiglie di volume minore e altri piccoli formati. Le confezioni ed etichette “intelligenti” e interattive sono ben accolte nei paesi asiatici, ma meno in altri paesi occidentali.

3. Boom dei vini biologici

I vini biologici si trovano, per la prima volta, tra le prime tre posizioni delle categorie più promettenti per oltre il 35% degli operatori (eccetto Cina e Hong Kong). Mentre l’impegno per il locale è sempre più importante, come abbiamo visto da alcuni anni, sia nel cibo che nelle bevande. Ciò significa che la “denominazione regionale” vende bene e continuerà fino alla fine del decennio.

4. Denominazioni di origine

Sempre si distaccano dal resto dei vini. E ciò non cambia alla fine del decennio. Lo studio dimostra, che la maggior parte dei professionisti intervistati citano, in primo luogo, le denominazioni francesi per i vini rossi. Con quattro regioni principali: Bordeaux, Languedoc, Côtes du Rhône e Borgogna. Per quanto riguarda i bianchi, quelli di Marlborough (Nuova Zelanda) si impongono ovunque tranne che in Belgio, mentre i bianchi francesi della Valle della Loira sono leader tra gli europei.

Rioja e Rueda sono le denominazioni spagnole che occupano le prime posizioni della classifica dei vini rossi e bianchi.

5. Tipi di uva

La classificazione dei quattro vitigni classici rimane stabile (Cabernet Sauvignon, Chardonnay, Pinot Nero e Merlot), si deve evidenziare il successo del Blanc Chenin negli Stati Uniti, che è una decisa tendenza da tenere in considerazione.

Nello studio di Sopexa hanno risposto 781 professionisti (importatori, grossisti, distributori e “pure player” di e-commerce), il 77% dei quali si definiscono persone chiave nel processo decisionale.

 

 

 

Foto: Uvinum e Lukáš Jirovský