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Bevi il vino rosso senza paura di sprecarlo!

A volte commettiamo degli errori quando beviamo vino rosso e dovremmo prenderli in considerazione per non sprecarlo. Prendi nota di questi consigli.

Bere il vino rosso a temperatura ambiente

Durante i mesi più caldi, anche se amiamo il vino rosso, consumarlo direttamente a temperatura ambiente, se non adeguatamente conservato in un luogo umido, lo rende imbevibile. Quando abbiamo sete e caldo, l’ideale è lasciarlo, solo un po’, nel frigorifero, in modo che si rinfreschi, o lasciare la bottiglia in un recipiente con acqua fresca. Il vino si manterrà fresco senza essere congelato.

Berlo molto freddo direttamente dal frigo

È piacevole la sensazione di freschezza, ma il vino rosso troppo freddo perde il suo sapore, le sue sfumature e i suoi odori non si possono apprezzare allo stesso modo. Infatti, il freddo eccessivo rovina il vino e per questo motivo non è raccomandato lasciarlo per giorni nel frigorifero, al momento di berlo non avrà un buon sapore.

Riempire il bicchiere fino all’orlo

Se riempiamo con il vino rosso il bicchiere fino all’orlo, si scalderà prima e non saremo in grado di finirlo. È meglio riempirlo solo un poco (fino a metà) così da bere correttamente e non sprecare vini che normalmente hanno una qualità superiore.

Vino rosso in estate

Prendere il calice per lo stelo

Per evitare ulteriori errori, è sempre meglio prendere il calice per lo stelo, poiché se afferriamo la pancia del bicchiere, il vino si scalderà più rapidamente.

Conservare la bottiglia a temperatura ambiente

Abbiamo già detto che, quando fa caldo, non è consigliato lasciare le bottiglie di vino a temperatura ambiente. A meno che non abbiamo una cantina o una cantinetta dove conservare le bottiglie a bassa temperatura, è meglio tenere la bottiglia in piedi e in frigo. Ricorda che dobbiamo consumare questo vino il prima possibile, se lo lasciamo per giorni, perderà il suo sapore.


Come bere vino rosso in estate

La temperatura ideale per berlo

L’Organizzazione dei Consumatori e degli Utenti, OCU, consiglia di servire un vino rosso giovane a 9 gradi, a 15 gradi un vino maturo e a 17 gradi massimo i vini riserva e gran riserva.

Aggiungere ghiaccio al vino

Se segui il nostro blog, sai sicuramente che questo è l’errore più grande e non ti verrà in mente di farlo. I cubetti di ghiaccio nel vino, si scioglieranno e rovineranno il vino. L’unica eccezione sono quei tipi che sono stati elaborati pensando di essere consumati con cubetti di ghiaccio.

Se sei a conoscenza di altri errori che meritano di essere evidenziati, faccelo sapere!

Perché il vino si utilizza per cucinare e qual è il più consigliato?

Fin dall’antichità, i vini sono stati usati in cucina per conferire maggior intensità e sapore a tutti i tipi di piatti. Nonostante molti credano che si dovrebbero utilizzare vini di qualità inferiore e più economici, in realtà non è raccomandabile. In seguito vi diremo quali sono i vini migliori per cucinare e perché.

Quali vini usare per cucinare

Miglior qualità. Come abbiamo già detto, è meglio evitare i vini economici e non dovremmo cucinare con un vino che non berremmo perché un buon piatto può anche essere rovinato da un vino economico e insipido.

Un ingrediente in più. Per non esagerare e sprecare un buon vino scioccamente, quando cuciniamo dobbiamo tenere presente che il vino è uno degli ingredienti della ricetta, che dovremmo seguire alla lettera. Cioè utilizzare solo la quantità stabilita.

Abbinamento perfetto. Non sempre si sceglie il vino giusto per cucinare. Non ci sono regole precise, quindi dobbiamo tentare e sperimentare in cucina. Prova diversi vini, ricette, sapori e scegli quello che ci regala il sapore che stiamo cercando per il nostro piatto.


Vini rossi. Parlando di tipi di vino, il rosso è consigliato per cucinare stufati, spezzatini e carni forti. Per questi piatti si raccomandano vini come Merlot, Pinot Nero, Tempranillo, Cabernet Sauvignon, Syrah o Monastrell.

Vini bianchi. Presentano più acidità e sono adatti per cucinare stufati di pesce o pesce in generale, preferendo i bianchi aromatici e fruttati. Li possiamo scegliere anche per le carni bianche, in alternativa ai rosati.

Vini bianchi dolci. Questo tipo di vino è riservato per salse molto dolci. Dobbiamo tener presente che sarà uno degli ingredienti principali per la salsa, quindi non possiamo scegliere vini troppo forti.

Ricette piccanti. In piatti con sapori più forti, saporiti e anche piccanti, possiamo aggiungere alla ricetta vini rossi giovani e vini bianchi aromatici come il Gewürztraminer, il Riesling o il Viognier.

Vino de Jerez. Questo tipo di vino si utilizza spesso in cucina. Soprattutto serve per accompagnare zuppe e stufati di carne.

Vini giovani o invecchiati. Abbiamo già visto che vanno bene sia per la carne che per il pesce. Inoltre sono particolarmente raccomandati per i legumi, e consigliamo soprattutto i vini invecchiati per carni di manzo o agnello.

4 cocktail a basso contenuto calorico per mantenere la linea

Vuoi perdere qualche chilo senza rinunciare a un gustoso aperitivo dopo il lavoro? Non ti preoccupare, su Uvinum conosciamo bene questo problema. Proprio per questo, ti proponiamo 4 cocktail a basso contenuto calorico per goderti il sabato sera con gli amici, senza perdere la tua linea.

1. Spritzer – La bevanda nazionale austriaca

Lo Spritzer, chiamato Weinschorle in Germania , è probabilmente il long drink più famoso in Austria e si degusta in qualsiasi stagione dell’anno. È una bevanda a base di vino, miscelato con acqua minerale, e decorata con una fetta di limone. Per questo cocktail popolare si utilizza un vino giovane proveniente da vitigni a bacca bianca come il Grüner Veltiner, lo Weißburgunder e lo Chardonnay e la proporzione tra vino ed acqua dovrebbe essere di 1:1. Questa bevanda rinfrescante ha solo 58 calorie per 100 ml.

C’è anche un altro vantaggio: ti risparmierai i postumi della sbornia grazie all’alto contenuto d’acqua di questa bevanda. Goditi questo classico austriaco!

2. Vodka Soda – Semplice e con poche calorie

Soda + Vodka = Vodka Soda

Certo, non è così semplice! Anche questo cocktail deve essere miscelato correttamente. Per prima cosa, riempi un bicchiere con cubetti di ghiaccio e aggiungi gli ingredienti. Per questa bevanda a basso contenuto calorico servono 3 parti di soda e 1 parte di vodka. Infine, decora il bicchiere con una fetta di lime. Questo cocktail ha solo 22 calorie per 100 ml.

Non sai quale vodka usare per preparare questo cocktail? Nel nostro blog ti offriamo una selezione unica.

3. Martini: miscelato o shakerato?

Tutti conoscono questo drink dai famosi film di James Bond, ma sapevi che questo cocktail appartiene alle bevande alcoliche a basso contenuto calorico? Il cocktail Martini è un drink da bere come aperitivo ed è solitamente preparato con assenzio francese e gin.
Una delle varianti più conosciute del Martini è il Martini Dry. Questo drink è composto da London Dry Gin e la minor quantità di vermouth possibile. Senza mai dimenticare l’oliva che decora il bicchiere.

Una quantità equivalente a 100 ml di Martini Cocktail ha solo 140 calorie! Ora capisci perché James Bond ha un corpo così perfetto.

4. Mojito – Saluti da Cuba

A differenza di molti altri cocktail cubani, il mojito è un’alternativa con poche calorie. Inventato a L’Avana, questo cocktail è composto da 5 ingredienti fondamentali: rum bianco, zucchero (tradizionalmente succo di canna da zucchero), succo di limone, soda e menta. L’elemento più importante nell’elaborazione di un mojito è probabilmente il rum. I migliori rum per il tuo mojito sono disponibili su Uvinum.

L’acqua minerale di questo cocktail cubano lo rende una bevanda ipocalorica. L’oro verde di Cuba ha solo 71 calorie per 100 ml.

Come puoi vedere, c’è una selezione unica di cocktail con poche calorie. Quindi niente ti limiterà nel prossimo party. Divertiti provando e godendoti questi cocktail a basso contenuto calorico. E, ricorda, bevi con moderazione! 😉

Elementi importanti per capire il vino bianco semidolce

Si distinguono diverse tipologie di vini bianchi a seconda del tipo di uva utilizzata e del suo sapore e colore. Di solito sono classificati, per concentrazione di zucchero, come vino bianco dolce, semidolce e secco. Vediamo alcune delle differenze tra i tre tipi per approfondire il vino bianco semidolce.

Com’è il vino bianco semidolce

Le vendite del vino semidolce sono notevolmente aumentate negli ultimi anni, confermando questo vino come uno dei più consumati. È inevitabile, quindi, parlare di questa tipologia, che è venerata sia dai consumatori che dagli esperti del mondo del vino.

Per questo motivo, dobbiamo capire bene come sono le altre tipologia di vino bianco. Il vino bianco dolce è solitamente bevuto molto freddo poiché consigliato in estate e nelle stagioni più calorose. Per essere denominato dolce, deve contenere più di 50 grammi di zucchero per litro. Quando parliamo di vino bianco secco, ci riferiamo a quelli che hanno meno di 5 grammi di zucchero per litro, e quindi sono molto meno dolci. Tra questi ci sono anche i semi secchi, che contengono tra i 5 e i 15 grammi di zucchero per litro.

Generalmente, il vino bianco semidolce si beve freddo, ma non tanto quanto il dolce, e si caratterizza per contenere tra i 30 e i 50 grammi di zucchero per litro di vino.

Produzione del vino bianco semidolce

Di solito viene utilizzata una macerazione a bassa temperatura per fermentare a freddo il mosto. Successivamente si blocca la fermentazione con un abbassamento di temperatura per eliminare i lieviti e ottenere un vino con zucchero residuo.

Il risultato è un vino senza troppo zucchero e poco dolce ma con sfumature e senza molta acidità. La sua freschezza, come abbiamo visto, è una delle sue principali caratteristiche, oltre a esprimere un sapore delicato, che lo rendono facile da bere, tra quei vini che si consumano volentieri.

Come abbinarlo

Non essendo un vino dolce, non è riservato ai dessert, ovvero, è ottimo sia per i primi piatti che per i secondi. Il vino bianco semidolce è solitamente abbinato a tutti i tipi di pesce, ai formaggi stagionati, alla pasta e alle insalate. Anche i frutti di mare si sposano perfettamente con questo tipo di vino.

Al momento troviamo bianchi semidolci di qualità, con denominazioni note come Verdejos e Albariño, ma anche altre meno conosciute che optano per una maggior varietà.

 TAGS:Ramon Bilbao Verdejo 2017

Carbonara Day: i vini da abbinare ai vostri spaghetti!

Uova, guanciale, pecorino romano, sale e pepe: i semplici ingredienti di un piatto senza tempo! Il 6 aprile in Italia si festeggia il Carbonara Day e noi di Uvinum vi consigliamo i vini più adatti da abbinare al vostro piatto di pasta.

Giornata della Carbonara: quali vini abbinare? - Uvinum

La storia della pasta alla carbonara

Scoccerà ammetterlo, ma la pasta alla carbonara non ha un’origine 100% italiana. Sembrerebbe, infatti, che gli inventori siano stati gli alleati americani di stanza in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale, in particolare quelli posizionati sulla Linea Reinhard.

I soldati, alcuni dei quali davvero molto giovani, sentivano nostalgia dell’America e decisero, quindi, di aggiungere un sapore “di casa” alla ricetta della pasta cacio e ova abruzzese. Cosa si accompagna alle uova nella tipica colazione statunitense? Il bacon, molto simile a quel guanciale prodotto sugli Appennini tra Lazio e Abruzzo.

In poco tempo, la ricetta italo-americana si diffuse fino alla capitale, dove divenne un piatto tradizionale, tramandato con orgoglio di generazione in generazione.

Carbonara e vino: un matrimonio difficile

La pasta alla carbonara è un piatto piuttosto semplice da preparare ma, allo stesso tempo, si rivela molto complesso a livello di sapori e, di conseguenza, difficile da abbinare al vino.

Questo perché la carbonara ha una forte componente dolce, sia a causa dell’impiego del tuorlo d’uovo – da aggiungere a cottura quasi ultimata – sia a causa degli zuccheri presenti nella pasta. Inoltre, l’aggiunta del guanciale di maiale conferisce una certa untuosità e una nota leggermente amarognola al piatto, dovuta alla sua rosolatura in padella. Il tutto, poi, viene ben condito dalla forte sapidità del pecorino.

Spaghetti alla carbonara: quale vino scegliere? - Uvinum

Carbonara e vini bianchi

Per chi predilige i vini bianchi, la scelta dovrebbe ricadere su un vino di bassa acidità e di buona freschezza, che aiuti ad alleggerire il salato del formaggio e che copra l’estrema dolcezza dell’uovo. Consigliamo quindi uno Chardonnay, un Viognier, un Verdicchio, un Bianco dei Colli Armerini o un Malvasia delle Venezie. Da non sottovalutare, poi, la scelta di una bollicina, ad esempio un Franciacorta DOCG o un Trento DOC, capaci di rendere meno unto il piatto.

Carbonara e vini rossi

Agli amanti dei rossi ricordiamo di scegliere un vino rotondo e morbido. Suggeriamo un bel Merlot, consistente ma versatile, o un Sangiovese, più energico. Tre le diverse opzioni, rientrano anche il Nebbiolo, il Barbera o lo Schioppettino.

Carbonara e vini rosé

I vini rosati, freschi e minerali, si adattano alla perfezione alla pasta alla carbonara, in quanto combinano la struttura di un buon rosso con la freschezza di un vino bianco. In questo caso, potete scegliere tra un Rosato Puglia IGT, un Vignanello Rosato DOC o un Chiaretto del Garda.

Il pesce d’aprile? Mettetelo in padella!

Siete già stanchi di tutti gli scherzi che dovrete subire oggi, 1 aprile? La soluzione per liberarvi del famoso pesce d’aprile è… mangiarlo! Ecco la nostra guida definitiva per abbinare nel modo corretto i vostri piatti a base di pesce con il vino giusto.

La guida di Uvinum per abbinare il pesce al vino

Pasta al pesce

Il vino ideale per accompagnare un primo di pesce è un vino minerale e delicato, non molto alcolico e con una persistenza aromatica non troppo forte.

Per accompagnare un bel piatto di pasta allo scoglio, consigliamo di scegliere un Vermentino di Gallura, un Grave del Friuli Tocai o un Salice Salentino. Per i tanto amati spaghetti con le vongole, invece, potete scegliere tra un Soave Classico, un Verdicchio dei Castelli di Jesi, un Gavi, un Elba Bianco o una Falanghina del Sannio.

La pasta con le sarde necessita di un vino morbido e mediterraneo, come un Alcamo Bianco o un Contessa Entellina Bianco. Con un piatto di spaghetti ai ricci di mare, invece, è ottimo l’abbinamento con un Gewürztraminer giovane e fresco. Infine, per il risotto agli scampi, meno salato rispetto ai piatti già citati, preferite un bianco asciutto e leggero, come l’Alto Adige Müller-Thurgau, il Verdicchio di Matelica, il Colli d’Imola Trebbiano o il Sauvignon Collio.

Pesce al forno

Orata, branzino e dentice sono pesci saporiti e delicati, che hanno bisogno di un vino fresco ma di buon corpo, con una persistenza aromatica intensa. Optate quindi per un un Alto Adige Chardonnay, un Verdicchio dei Castelli di Jesi o un Vermentino Superiore di Gallura.

Per pesci come il pesce spada, la cernia o la ricciola, invece, è giusto orientarsi su bianchi più evoluti, come un Greco di Tufo, un Fiano di Avellino o una Vernaccia di San Gimignano.

Pesce: gli abbinamenti più riusciti con il vino - Uvinum

Pesce in padella

I piatti speziati, come quelli della cucina orientale, hanno bisogno di un vino molto aromatico. Ecco allora che un Alto Adige Gewürztraminer diventa l’abbinamento ideale.

Con un baccalà alla vicentina, piatto ricco e molto unto, scegliete un Etna Bianco, un Collio bianco o un Durello Pas Dosé Riserva. Per una tagliata di tonno, appena scottata, affidiamoci ad un Frappato siciliano.

Pesce al vapore

Alleato di tutte quelle persone che seguono una dieta, non sempre il pesce a vapore è sinonimo di sacrificio! La cottura al vapore, infatti, esalta la delicatezza delle carni di pesci d’acqua dolce e salata. Accompagnate il vostro (salutare) pasto con un bianco giovane e fresco, come un Colli di Luni Vermentino, un Frascati Superiore o un Locorotondo.

Pesce alla griglia

Il miglior compagno per una grigliata mista di pesce è un vino di buona struttura, come un Trentino Chardonnay, un  Colli Orientali del Friuli Pinot Grigio o un Pomino bianco. Grazie ai loro aromi intensi, infatti, bilanciano le note amarognole date dalla cottura sul fuoco.

Pesce fritto

Per i fritti bisogna puntare su un vino sgrassante: più alcool, più acidità, più anidride carbonica. In questo caso, scegliamo un Prosecco extra-dry o uno Champagne. Oltre a ridurre l’untuosità del piatto, lasceranno il palato pulito.

Zuppe di pesce

Solitamente nelle ricette di guazzetti e caciucchi rientrano aglio e peperoncino. Per accompagnare le vostre zuppe di pesce, potete scegliere un vino rosso giovane e leggero, magari servito fresco, ad esempio un Rossese di Dolceacqua o un Chianti Classico.

Si abbinano anche vini bianchi o rosati di gran corpo, con una buona componente alcolica e una buona sapidità, come un Soave Classico e un Greco di Tufo. Ottimi sono i vini rosati pugliesi, un Rosé della Valtenesi, un Cerasuolo d’Abruzzo o un Bolgheri Rosé.

Il pesce d'aprile mettilo in padella! Abbinamento con il vino - Uvinum

Frutti di mare

Granchio, astice e scampi e crostacei in generale sono da degustare con dei vini bianchi aromatici, come quelli del nord-est: la scelta ricade su un Alto Adige Muller Thurgau, un Collio Malvasia Istriana, un Alto Adige Sauvignon o Alto Adige Riesling Renano.

Con un saporito sauté di cozze scegliamo un vino profumato e morbido, come un S’Elegas o anche un Garda DOC Brut Rosé.

Per le capesante, sia gratinate che scottate in padella, scegliamo vini freschi come un Alto Adige Chardonnay, uno Chablis o uno Champagne Extra Brut.

Le ostriche, invece, si abbinano tradizionalmente con il Muscadet-Sèvre-et-Maine, un vino fruttato prodotto nell’area Nantes, ma anche l’abbinamento con l’italiano Langhe Bianco non è male!

Sushi

La salsa di soia che accompagna il sushi o il sashimi dona al piatto un quinto gusto, l’umami, che indica il sapore del glutammato. Il vino adatto per il vostro pesce crudo, quindi, è il rosé, che combina la vivacità di un bianco alla complessità di un rosso.

Altrimenti, valutate l’abbinamento con un Sauvignon Blanc, un Trentodoc o un Franciacorta, per equilibrare la grassezza del salmone e per evidenziare la freschezza del tonno.

 

4 wine bar unici a Vienna

Vienna, scelta ogni anno come la città con la più alta qualità di vita nel mondo, merita sempre una visita. Le prime cose che vengono in mente quando pensiamo alla capitale austriaca sono l’architettura imperialista, la torta Sacher o l’imperatrice Sissi. Ma ricordiamo che l’Austria è anche un paese ricco di vino.


Se sei a Vienna, dopo un emozionante tour turistico, dovresti visitare uno dei tanti wine bar della città. Su Uvinum ti consigliamo i nostri 4 wine bar preferiti in città. Sono davvero perfetti per gustare un bicchiere di buon vino …

MAST Weinbistro

Per il team Falstaff, il miglior wine bar di Vienna è il MAST Weinbistro. Questo bar ti aspetta con le porte aperte e un design moderno e minimalista dove, senza dubbio, ti sentirai subito a casa grazie al suo cordiale personale.

Sei un fan dei vini biologici? Allora sei venuto nel posto giusto! Al MAST Weinbistro sono appassionati di vini naturali di viticoltori nazionali e internazionali. Inoltre, dovresti visitare questo fantastico bar con un po’ di fame: i piatti futuristici si adatteranno senz’altro ai tuoi gusti.

Der Dachboden

I Millennials di Vienna si sentono particolarmente a proprio agio qui. Questo bar è situato su una terrazza con una delle migliori viste di Vienna. Il Der Dachboden ha tutto ciò che i cuori moderni desiderano. Nella carta dei vini troverai solo vini austriaci delle regioni vinicole di Neusiedlersee, Kremstal o Weinviertel.
Puoi anche provare i famosi long drink austriaci con vino come il Weißer Spritzer o la bevanda cult Hugo, che è preparata con vino bianco e succo di bacche di sambuco.

O Boufés

L’enoteca O Boufé si trova nel lussuoso primo distretto, vicino all’emblematico Stephansdom e Hofburg. Il bar è stato inaugurato nel 2015 dallo chef stellato Michelin Konstantin Filippou.

Come ci si aspetta da uno chef di questo livello, questa enoteca offre solo prodotti di altissima qualità. Qui vengono serviti solo vini naturali provenienti da regioni vinicole famose o anche meno conosciute come l’Istria e la Transilvania. E non c’è bisogno di dire che il menu dello chef Michelin è assolutamente da provare, vero?

Wailand Winery

Nel 19 ° distretto di Döbling si trova la cantina viennese Wailand. Grüner Veltliner, Welschriesling e Zweigelt si coltivano ​​qui da oltre 20 anni. Nel vigneto adiacente è possibile fermarsi al famoso Heuriger e degustare il vino e l’eccellente cibo.

In Austria, un Heuriger è un ristorante dove puoi servire solo vino e cibo di propria produzione. Qui vivrai un’autentica tradizione viennese. Inoltre, non è difficile raggiungere la cantina con i mezzi pubblici.

Ma non preoccuparti: se non puoi visitare Vienna, su Uvinum ti offriamo un’eccellente selezione di vini austriaci! In questo modo, potrai goderti i vini eccezionali di questa repubblica alpina.

Spinach Day: il menù di Braccio di Ferro

Sapevate che gli Stati Uniti, dopo la Cina, sono i secondi produttori di spinaci al mondo? Per questo motivo oggi, 26 marzo, negli USA si celebra il National Spinach Day!

Ricchi di Vitamina A, Ferro e Calcio, gli spinaci sono parte integrante di una dieta bilanciata e salutare.  Ecco allora che, per festeggiare la giornata dello spinacio, vi suggeriamo un menù tutto dedicato alla verdura preferita da Braccio di Ferro, dall’antipasto al dolce, e gli abbinamenti di vino più efficaci.

Spinach Day: un menù a prova di braccio di Ferro - Uvinum

L’antipasto: rustici spinaci e prosciutto cotto

Ingredienti per circa 20 rustici:

  • Un rotolo di pasta sfoglia
  • 60 gr Emmentaler
  • 250 gr di spinaci
  • 30 gr di olio EVO
  • 60 gr prosciutto cotto
  • 2 gr sale fino
  • 2 tuorli
  • 2 cucchiai di latte intero

Lavate gli spinaci e saltateli in padella con l’olio per circa 10 minuti. Una volta appassiti, scolateli e sminuzzateli con un coltello. Tagliate il formaggio e il prosciutto a cubetti e aggiungete il tutto agli spinaci. Stendete la pasta sfoglia e dividetela in due metà. Farcite le due parti lasciando circa 1.5 cm dal bordo. Preparate un’emulsione mescolando i tuorli e il latte, poi spennellatela sulla pasta sfoglia. Arrotolate le due metà di pasta per ottenere dei filoncini, di cui sigillerete bene i bordi. Lasciate riposare in frigo per 30 minuti, poi tagliate i filoncini per ottenere circa 20 “fette”. Lasciatele riposare altri 5 minuti in freezer, poi infornatele a 180° per 20-25 minuti.

Per accompagnare i nostri antipasti, scegliamo un vino bianco fermo e leggero. I vini altoatesini sono un’ottima scelta, ad esempio un Sylvaner Alto Adige Valle Isarco DOC.

Il primo: risotto agli spinaci

Ingredienti per 4 porzioni:

  • 320 gr di riso Vialone Nano Veronese
  • 200 gr di spinaci freschi
  • 1 scalogno
  • 40 gr di burro
  • 1 l di brodo vegetale
  • Sale e pepe
  • Parmigiano reggiano grattugiato

Tritate lo scalogno. In una pentola, fate sciogliere circa la metà del burro e fate rosolare lo scalogno, aggiungendo un mestolo di brodo. Fate appassire, mescolando di tanto in tanto. Versate il riso, lasciatelo tostare per circa 3-4 minuti, poi aggiungete un altro mestolo di brodo. Per cuocere il riso, dovete aggiungere un mestolo di brodo ogni volta che il riso inizia ad asciugarsi: non annegate il riso nel brodo! Nel frattempo, lavate gli spinaci. Quando mancheranno circa 5 minuti alla cottura del riso, aggiungete il sale e gli spinaci interi al risotto. Continuate a mescolare fino a fine cottura poi, a fuoco spento, aggiungete il burro restante, il Parmigiano grattugiato e un pizzico di pepe.

L’abbinamento perfetto per il nostro risotto è, anche in questo caso, un vino bianco fermo, secco e leggero. Scegliamo un Val d’Arbia DOC, un Gioia del Colle DOC o un Trentino Pinot Grigio DOC.

Menù a base di spinaci: ricette e abbinamenti col vino

Il secondo: involtini di pollo e spinaci

Ingredienti per 4 porzioni:

  • 8 fettine di petto di pollo
  • 4 fette di prosciutto cotto
  • 350 gr di spinaci
  • 150 gr di fontina
  • Brodo di carne
  • Mezzo bicchiere di vino bianco
  • 20 gr di burro
  • Sale e pepe

Lessate gli spinaci in acqua bollente salata. Dopo la cottura, scolateli, aggiungete sale e pepe e sminuzzateli. Con un batticarne, battete le fettine di pollo. Togliete la crosta alla fontina e tagliatela a fette molto fini. Tagliate le fette di prosciutto cotto a metà. Per preparare gli involtini, prendete una fettina e posatevi sopra una fetta di prosciutto, una fetta di formaggio e un cucchiaio di spinaci. Arrotolate il pollo ben stretto e fissatelo con uno stecchino. Fate sciogliere il burro in una padella antiaderente e fatevi rosolare il pollo. Una volta dorati, fate sfumare i vostri involtini con il vino bianco. Quando sarà evaporato il vino, aggiungete due mestoli di brodo, il sale e coprite con un coperchio. Fate cuocere per circa 20 minuti, aggiungendo un mestolo di brodo quando la carne inizia ad asciugarsi.

Per il nostro secondo, la scelta giusta ricade su un vino rosso di corpo medio, fermo e secco. Potete presentare in tavola un Colli Euganei Merlot DOC, un Montepulciano d’Abruzzo DOC o un’Offida DOCG.

Il dolce: Erbazzone dolce

Ingredienti per la pasta frolla (teglia diametro 24 cm):

  • 100 gr di farina 00
  • 50 gr di burro
  • 50 gr di zucchero
  • Un tuorlo

Ingredienti per il ripieno:

  • 200 gr di spinaci
  • 50 gr di burro
  • 200 gr di zucchero
  • 150 gr di mandorle pelate e tostate
  • 3 uova
  • 2 bicchierini di liquore all’anice
  • Scorza di un limone

Preparate la pasta frolla: lavorate il burro presso con la farina, unite il tuorlo sbattuto con lo zucchero e impastate. Dopo aver imburrato la teglia, rivestitela con la pasta e mettetela in frigo. Lavate gli spinaci e fateli appassire in padella. Strizzateli e fateli rosolare ancora con il burro. Una volta raffreddati, sminuzzateli insieme alle mandorle. Lavorate i tuorli con lo zucchero e unite gli spinaci, le mandorle, la scorza di limone e il liquore. Infine, unite gli albumi montati a neve. Versate il ripieno nella teglia e infornate a 200° per circa 40 minuti. Fate raffreddare la vostra torta e spolveratela con dello zucchero a velo.

Concludiamo il nostro pasto con un bel vino da dessert: optate per un Moscato d’Asti DOCG o un Malvasia delle Lipari DOC.

Våffeldagen, la giornata dei waffle

Gaufre, wafel o waffle: in qualsiasi modo li chiamiate, siamo sicuri che chiunque di voi li abbia provati almeno una volta! Si tratta di cialde croccanti fuori e morbide dentro, dalla riconoscibilissima trama a nido d’ape e preparate in una doppia piastra rovente. In realtà, esiste una differenza tra gaufre e waffle: la gaufre è preparata con lievito di birra, mentre per il waffle (variante americana e scandinava) viene usato il lievito chimico in polvere.

Oggi è la giornata dedicata ai waffle - Uvinum

Il waffle è un dolce tipico di molti paesi, tra cui Belgio, Francia, Germania, Paesi Bassi e Scandinavia. Ed è proprio nella fredda penisola, precisamente in Svezia, che oggi si festeggia il Våffeldagen, la giornata dei waffle.

I waffle, di per sé, non hanno molto sapore. Per questo vengono spesso arricchiti con una spolverata di zucchero a velo o con condimenti più sostanziosi e golosi. Gelato, frutta fresca, cioccolato fuso, creme di liquore, frutta secca, caramello, panna montata… Potete davvero sbizzarrirvi!

Come preparare i waffle

Ingredienti:

  • 2 uova
  • 80 gr di zucchero
  • 180 gr di farina
  • 50 gr di burro
  • 180 ml di latte
  • ½ cucchiaino di lievito
  • Un cucchiaino di estratto di vaniglia

Dopo aver separato i tuorli dagli albumi, montate a neve gli albumi con lo sbattitore. In un’altra ciotola, sbattete i tuorli con lo zucchero e l’estratto di vaniglia, dopodiché aggiungete il burro fuso, la farina e il lievito, continuando sempre a mescolare. Versate anche il latte a filo e gli albumi.

È giunta l’ora di tirare fuori la vostra piastra per i waffle! Fatela scaldare e versate a poco a poco il composto. Fate cuocere il waffle per circa 5 minuti (dipende dalla potenza della piastra).

Farcite i vostri waffle e serviteli ancora caldi!

Cosa bere con i waffle

Come abbiamo detto, i waffle non hanno un sapore forte. Per questo motivo, scegliamo un vino opulento e sontuoso, dal grande spessore gustativo. Vi consigliamo un Passito di Pantelleria o un Vin Santo di Montepulciano. Altrimenti, potete ripiegare su un vino dolce, come un Moscato d’Asti, un Sangue di Giuda, un Gewürtztraminer o un Malvasia delle Lipari. Anche un Asti Spumante dolce è un’ottima scelta.

Se siete più tipi da cocktail, un’idea può essere l’Apple Martini (4 cl di vodka, 1.5 cl di liquore alla mela, 1.5 cl di triple sec), che dona un bel tocco acidulo e pungente, o la Piña Colada (3 cl di rum bianco, 9 cl di succo d’ananas, 3 cl di crema di cocco, 1.5 cl di succo di lime), ideale per chi ama i sapori dolci e morbidi.

In alternativa, potete anche bere un semplice bicchierino di rum, brandy o cognac, che non deludono mai!

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Le felicità in un bicchiere!

Vino e felicità - Uvinum

“La felicità, come un vino pregiato, deve essere assaporata sorso a sorso.” Così sosteneva il filosofo tedesco Ludwig Feuerbach, e forse aveva ragione: la felicità può stare in un bicchiere.

Pensateci. Quanti di voi hanno provato una sensazione di armonia e pace mentre sorseggiavano un bel bicchiere di vino rosso ascoltando un po’ di musica, leggendo un libro o magari guardando un bel panorama?

Gli ormoni del benessere

È ormai risaputo che l’assunzione di vino fa sì che il nostro corpo rilasci endorfine, gli ormoni del benessere, che ci regalano una bella sensazione di relax e felicità. Se si pratica un bere moderato, questo rilascio chimico si può avvertire ogni volta che si beve un drink.

L’effetto benefico dell’alcol si nota soprattutto quando si è costretti ad attività o compiti noiosi – pensate a quanto vi annoia fare la fila al bar la mattina per il vostro caffè e, invece, come chiacchierate e ballate mentre siete in fila per il bagno in una discoteca – e potenzia ancora di più la soddisfazione e il piacere derivante da attività che sono già di per sé divertenti, come socializzare o fare l’amore.

Andare al bar rende felici

Secondo una ricerca dell’Università di Oxford, poi, anche andare al bar aiuterebbe a sentirsi più allegri: il bar è un luogo di ritrovo, ideale per socializzare, stringere nuove amicizie e rafforzare le vecchie. Il bar e i pub si rivelano così dei luoghi fondamentali per stringere rapporti profondi e creare quella rete sociale necessaria ad ogni uomo e donna, impossibile da consolidare solo attraverso i social. Inoltre, un moderato consumo di alcol favorirebbe anche alcune abilità sociali, come la capacità di interazione sociale, di comunicazione e di condivisione.

Benessere fisico

Anche la salute fisica trae beneficio da un bel bicchiere di vino: riduce il rischio di demenza, di malattie degenerative, di aterosclerosi e migliora il flusso sanguigno; aiuta a perdere peso, in quanto è in grado di attivare un gene che impedisce la formazione di cellule grasse, ed elimina poco a poco quelle che già esistono; è ricco di polifenoli, antiossidanti che aiutano a prevenire il colesterolo cattivo; aiuta a proteggersi dalle infezioni urinarie; viene annoverato nella lista degli alimenti anticancro. Forse il detto avrebbe dovuto recitare “Un calice di vino rosso al giorno toglie il medico di torno”?

Attenzione a non esagerare!

Ovviamente, come tutte le cose, è giusto porsi un limite e moderarsi. Altrimenti, più che felicità, proveremo un profondo senso di pentimento per aver esagerato la sera prima! Inoltre, quando bere diventa un vizio e/o una necessità, si produce esattamente l’effetto opposto, e la sensazione di soddisfazione personale diminuisce.

Alla salute… e alla felicità!