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È un mito il concetto di terroir?

 TAGS:undefinedUn professore francese di nome Valéry Michaux, direttore di investigazione presso la Neoma Business School, dice che la qualità di alcuni dei migliori vini del mondo è stata ridotta ai riconoscimenti sul luogo rispetto all’importanza del terroir. 

Secondo questo professore, i vini frizzanti come l’Asti o alcuni Rioja, non hanno successo per la chimica del suo bensì grazie a una concentrazione di conoscimenti, come dice in un libro. 

Denominato ?Strategie della vinificazione dei territori, aggruppamenti, gestione e marca territoriale”, il libro scritto dal professor Michaux si basa nell’argomento secondo il quale l’effetto gruppo, la gestione solida e la marca territoriale sono oggigiorno più importanti dei conoscimenti di terroir.  

Per realizzare questo libro sono stati aggruppati vari ricercatori che hanno analizzato vari vigneti in tutto il mondo, tra i quali quelli dello Champagne e della Rioja,  oltre ai produttori principali che si trovano nel Nord Italia e nella Valle Bekaa Labanon.

Con questa premessa Michaux analizza il successo delle regioni vinicole non per il sapore del vino quando per uno sforzo di collaborazione tra gli enologi e i produttori. Per Michaux la Silicon Valley californiana risulta l’esempio perfetto dell’effetto di gruppo, che include una forte cultura aziendale, concorrenza diretta, sperimentazione continua, innovazione e solidarietà. Arrivando a trovare la chiave del successo.

Secondo lui:

La presenza di un’alleanza strategica tra professionisti contribuisce moltissimo allo sviluppo di una marca territoriale e dunque la sua influenza sul mercato. Un forte autogoverno locale è inoltre essenziale affinché si crei una marca territoriale”. 

Sarà quindi interessante conoscere più a fondo l’argomento espresso nel libro per scoprire qualcosa di più riguardo la cooperazione tra enologi e produttori delle zone vinicole più importanti del mondo.

E secondo te? Cosa influisci maggioramente sulla produzione del vino? Oggi ti raccomandiamo: 

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Che significa…? Vocaboli francesi (I)

 TAGS:Nel mondo del vino ci sono alcuni termini che non appartengono alla nostra lingua e, talvolta, hanno una pronuncia un po’ strana e non hanno traduzione in italiano ma ciò non significa che non abbiano la loro importanza. Tra di loro ritroviamo molti termini che vengono dalla vicina Francia, paese con una grande cultura del vino. Accompagnaci a scoprire il loro significato.

  • Acanage – termine francese che non ha traduzione in italiano, con il quale si fa riferimento ai fili di ferro che attaccano i ceppi al palo (o traliccio). Questo vocabolo è ampiamente utilizzato nel mondo vitivinicolo.
  • Bouquet – la traduzione letterale di questo termine francese è “ramo” e si riferisce direttamente al profumo del vino acquisito attraverso l’invecchiamento. Si ottiene agitando il calice e lasciandolo riposare per un momento.
  • Château – è una grande residenza francese, di solito collocata in zone di campagna. Ma nell’ambito dell’enologia è un’espressione che si riferisce al termine utilizzato da alcune aziende vinicole di Bordeaux, a prescindere dalla rilevanza di suddetta cantina, da quanto umile sia essa stessa o la sua produzione di vino. Utilizzando questo termine si determina l’indipendenza che ha questa cantina rispetto alle altre della zona. Possiamo incontrare degli “château” anche in altre parti della Francia.
  • Premier cru – è un’espressione che determina la classificazione del vino per qualità e per età ed è quasi sempre utilizzata per i vini originari di Bordeaux. Questo termine è nato dalla necessità di classificare più specificatamente i vini di Bordeaux. Possiamo trovare anche l’espressione “Grand Crus Classés” in riferimento ad un elenco dei migliori vini locali. Cru non ha una traduzione in italiano (letteralmente sarebbe “cresciuto”), ma sarebbe l’equivalente del termine inglese “vintage” che si utilizza per classificare oggetti in base alla loro qualità, storia e antichità. Tale termine si adatta perfettamente al mondo dell’enologia in quanto è usato con lo stesso scopo.
  • Terroir – questo termine deriva dal latino “terratorium” e si utilizza anche in altre lingue per determinare il territorio o il luogo d’origine di qualcosa. Nell’enologia si riferisce alla zona agricola o, meglio ancora, vinicola. Questo termine è usato per determinare la posizione esatta del ceppo originale che è stato utilizzato nella produzione del vino. Poiché si tratta di un modo più preciso per determinare la denominazione di origine, viene utilizzato per determinare sia un vino che la sua viticoltura.