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Il vino di notte aiuta il cuore

 TAGS:undefinedI benefici del vino sono in costante aumento. E ci sono nuovi studi che lo ratificano, e ora, in particolare uno fatto in Israele, in cui si afferma che un bicchiere di vino rosso la sera aiuta a prendersi cura del proprio cuore.

Questa ricerca, chiamata ‘Effetti del consumo moderato dell’ alcol sul rischio cardiometabolico in adulti con diabete di tipo 2 “, è stato portato avanti in collaborazione con la School of Public Health di Harvard, Stati Uniti  e l’Università di Lipsia, in Germania Questo studio ha fornito alcune conclusioni che affermano che bere vino di notte può proteggere il cuore.

Inoltre sono arrivate altre scoperte nel campo del diabete, dato che lo studio è stato condotto con gli adulti con diabete di tipo 2, così come le persone senza alcuna malattia. Tutte queste persone hanno dovuto bere 150 ml di acqua minerale, vino bianco o vino rosso.

Le maggior parte manteneva una dieta sana, soprattutto di tipo mediterraneo, con vino o acqua ad alternarsi tra le bevande. Dopo le analisi delle diete, la conclusione è stata che i livelli di colesterolo più bassi sono stati registrati da coloro che hanno bevuto un bicchiere di vino la notte.  

Lo studio ha scoperto che le persone che hanno assunto vino bianco e vino rosso hanno avuto una migliore qualità del sonno rispetto a quelli che hanno bevuto solo acqua. I ricercatori affermano quindi che il vino rosso ha molte altre proprietà in generale e non solo per evitare problemi cardiaci. 

Sempre attraverso un consumo moderano di vino rosso, i diabetici migliorano le loro condizioni fisiche e riducono il rischio di malattie cardiovascolari. Chiaramente tutto ciò va sempre combinato con una dieta sana e molto esercizio. I ricercatori ritengono che ciò che è stato scoperto può aiutare a identificare i pazienti che consumano vino rosso con miglioramenti di condizioni fisiche notevoli.

Come è accaduto prima, gli antiossidanti provenienti dalle uve rosse sono la chiave per ottenere questi vantaggi generali.

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Cantina Di Montalcino Merlot Poggio del Sasso 2012: un vino rosso de DO Toscana realizzato con merlot dell’annata 2012 e 14º di alcol in volume.

 

 

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Basilisco Aglianico del Vulture Teodosio 2011: un vino rosso con DO Aglianico del Vulture a base delle caste aglianico dell’annata 2011 e con un grado alcolico di 14º.

 

 

Uno studio prova a verificare che sapore avrà il vino tra qualche decennio

 TAGS:undefinedL’aumento della temperatura globale fa sì che le uve maturino più velocemente. Alcuni produttori ritengono che questo potrebbe essere uno dei vantaggi del cambiamento climatico, ma è probabile che ciò sia sbagliato. Così un team di ricercatori tedeschi ha effetuato uno studio lungo un anno su come l’anidride carbonica influisce sullo sviluppo delle viti.

L’università di Geisenheim è una referenza in Germania come centro di ricerca del vino, e si è proposta di analizzare le conseguenze di un aumento globale di anidride carbonica. A tal fine hanno esposto artificialmente le viti ad una maggiore concentrazione di gas che vienedistribuito uniformemente attraverso dei ventilatori. Quello che vogliono ottenere è una simulazione di condizioni alle quali le viti saranno esposte nel futuro: “Vogliamo sapere che sapore avrà il vino tra 35 anni”, spiega Claudia Kammann, coordinatrice del progetto.

Secondo gli esperti, i gas serra (CO2, metano e protossido di azoto, ecc) sono la causa principale del riscaldamento globale, e questo fa sì che la crescita, la fioritura e la raccolta delle piante siano più rapide. Quindi il peso del mosto (un indicatore di scadenza) è aumentato in modo significativo. Questo permette ai vigneti tedeschi possono di sviluppare varietà come Cabernet Sauvignon e Merlot, che sono native del Mediterraneo.

Tuttavia, l’influenza diretta dei CO2 sulle piante non era stata completamente studiata. Il progetto FACE2FACE (Free Air Carbon Dioxide Enrichment) mira a scoprire se l’aumento della percentuale di CO2 nell’aria pergiudica crescita, resa e qualità di viti o le rende più vulnerabili ai parassiti.

L’ipotesi in questione è che anche se il CO2 supplementare può promuovere la crescita delle viti, e può modificare la concentrazione di nutrienti nelle uve. “Spesso il contenuto di azoto diminuisce”, dice Kammann.

In parallelo, si è visto anche come l’uva reagisce a un parassita come la falena della vita. Per questo viene controllata ogni pianta e in tutto il mondo ci sono sensori che misurano continuamente l’umidità del terreno e le tensioni. La piantagione è divisa in 6 anelli, di cui 3 sono soggetti a una porzione extra di CO2. Le varietà piantate sono di casi Riesling e Cabernet Sauvignon, dalle quali si ottengono 12 liquidi diversi, circa 20 litri ogni anello.

Le alte temperature degli ultimi mesi hanno fatto sì che la vendemmia dei Riesling iniziasse a metà settembre. Ma mentre alcuni produttori di vino ritengono che l’aumento di peso del mosto e il cambiamento climatico potrebbero essere utili, le estati diventeranno più secche.

Ciò si tradurrebbe in perdite quantitative e qualitative: se scarseggiano l’acqua e le notti fresche, il Riesling perde la sua caratteristica acidità fruttata, qualcosa che potrebbe accadere in questa vendemmia, come è avvenuto nel 2003.

La rapida maturazione dell’uva Riesling, una varietà bianca del Reno, la rende più incline a funghi in caso di umidità. O, per paura della Botrytis cinerea, i viticoltori sono costretti ad accelerare i loro raccolti, secondo l’associazione dei viticoltori del Reno.

“Non conosciamo tutte le conseguenze del cambiamento climatico sulla vite”, ha detto Kammann. Ma è sicuro che questa serie di fattori influenzerà il gusto del vino.

 TAGS:Marchesi Antinori Tignanello 2010Marchesi Antinori Tignanello 2010

Marchesi Antinori Tignanello 2010: un vino rosso con DO Toscana con cabernet sauvignon e cabernet franc di 2010 e 13.5º

 

 

Il vino in casa perde l’aroma 4 volte più velocemente

 TAGS:undefinedIl vino che immagazziniamo in una stanza scura in casa perde qualità più rapidamente che in una cantina. Ad affermaro è lo studio realizzata dalla American Chemical durante un simposio sul vino in quel di San Francisco.

I risultati dimostrano che gli amanti del vino devono comprare bottiglie che consumeranno a breve termine per non far perdere il sapore e le qualità del nettare mantenendolo in casa a temperature elevate. 

Per effettuare le prove, gli scienziati hanno messo 400 bottiglie di Sangiovese in una cantina professionale nel Jesus Colllege di Oxford: in questo luogo le temprature sono fisse sui 15/16 gradi e permettono di tenere i vini al fresco. 

In seguito sono state collocate altre bottiglie di vino in una cantina scura che simulava che condizioni climatiche di una casa: queste erano più calde con una temperatura che oscillava tra i 20 e i 26 gradi. 

Il principale investigatore è stato Fulvio Mattivi, dell’ Istituto Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige, Italia, che ha asserito: “Abbiamo scoperto che una piccola differenza nella temperatura del vino accelera le reazioni chimiche associate all’invecchiamento del vino e promuove anche nuove reazioni che non avvengono a temperature più basse”. Inoltre, “Dopo 6 mesi in casa il vino in bottiglia arriva ai livelli di invecchiamento delle bottiglie immagazzinate per 2 anni in condizioni di cantine classiche”.

Il vino immagazzinato in casa risulta invecchiare 4 volte più velocemente del vino che riposa nelle cantine classiche. Degustando poi questi vini si sono scoperte altre differenze, come ad esempio un livello più basso di antiossidanti, colore e sapore. 

Oggi, continuando con l’analisi dei vini, ti raccomandiamo due Sangiovese, per iniziare a conoscere bene quest’uva:

 TAGS:Villa Venti Sangiovese Superiore Primo Segno 2011Villa Venti Sangiovese Superiore Primo Segno 2011

Villa Venti Sangiovese Superiore Primo Segno 2011

 

 

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Villa Venti Sangiovese Superiore Primo Segno 2011

Le birre hanno tutte lo stesso sapore?

 TAGS:undefinedDa uno studio realizzato per trovare le preferenze dei bevitori di birra riguardo il loro sapore è venuto fuori che le persone che amano la birra non sanno distuinguere le marche che dominano il mercato.

Lo studio, realizzato, da Johan Almenberg eAnna Dreber si basa su una degustazione ad occhi chiusi alla quale hanno preso parte 138 volontari dai 21 ai 70 anni. Ogni volontario ha bevuto 3 diverse birre, 2 delle quali erano la stessa. Nel momento in cui il volontario doveva indicare quale delle 3 fosse quella differente, spesso titubava.

Usando lager delle grandi marche europee, gli studiosi hanno dato da bere dei campioni di Budvar (conosciuta anche come Czechvar), Heineken e Stella Artois, ma i volontari non sono riusciti a trovare alcuna differenza tra le tre birre.

“I nostri risultati lasciano intendere che la lealtà alla marca sia imposta dalla commercializzazione e non per le proprietà sensoriali che stanno al di sotto dei prodotti. I volontari non riescono a distingue tra le birre che competono nel mercato”, dice lo studio.”Credo che di base siamo di fronte a una grande industria di prodotti basici e classici, con la conclusione che questi prodotti sono totalmente intercambiabili” ha detto Goldstein in un’intervista. 

“Significa anche che l’industria delle birra ha perfezionato la birra lager bionda, che è il mio tipo di birra preferito. Essi dispongono di un buon prodotto e di un buon metodo di fabbricazione che permette di vendere a buon prezzo”. Spiega Goldstein.

Quindi, se entri in un bar e non vedi la tua birra preferita e te ne danno un altra, forse neanche tu potrai notare le differenze, secondo questo studio. Anche perché la birra bionda è una delle più gettonate e le principali marche del mondo possono contare su molti fedelissimi. 

Ti piace la birra? Credi di poter distinguere la tua marca preferita ad occhi chiusi? Oggi ti raccomandiamo: 

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Duff Lattina

 

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Coronita 355ml

L’alcol per migliorare l’olfatto

 TAGS:undefinedSecondo uno studio realizzato da degli scientifici israeliani, l‘alcol può aiutare ad abbassare l’inibizione delle persone, cosa già risaputa, ma può anche migliorarne l’olfatto in maniera considerevole.

20 volontari hanno partecipato alla realizzazione di uno studio che prevedeva odorare 3 liquidi differenti: 2 erano un mix di 6 odori mentre nel terzo un odore era diverso.

Ogni volontario aveva 2 secondi per odorare e provare a scoprire quale dei 3 liquidi avesse l’ingrediente cambiato. A un gruppo sono stati dati 35ml di vodka e a un altro un succo di frutta e risultò cheoloro che avevano bevuto alcol erano più capaci a differenziare gli odori rispetto agli altri.

Yaara Endevelt, dell’Istituto di Scienza Weizmann a Rehovot, intervista dal New Scientist, ha detto:

“Se sapessimo di più riguardo i meccanismi che hanno causato questa inibizione, si potrebbe chiarire il perché alcune persone perdono il loro olfatto e può essere utile per alcuni tipi di perdita olfattiva”.

Ciò si profila, dunque, come un tipo di terapia per il recupero e di miglioramento della capacità olfattiva secondo Endevelt. In effetti l’alcol, specialmente quello presente nel vino rosso, ha a che fare con altri benefici per la salute, soprattutto per la presenza del resveratrolo che si trova nella pelle dell’uva rossa, ossia un composto che permette fermare gli effetti dell’invecchiamento oltre a proteggere dalle malattie del cuore ed è utilizzato anche nei trattamenti di bellezza. 

Oggigiorno i benefici dell’alcol consumato con moderazione sono sempre di più e si sta vincendo il pregiudizio verso il consumo dell’alcol che alcune persone avevano in altri tempi.

Oggi ti raccomandiamo, ma sempre con moderazione, 2 grandi vini rossi: 

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Donnafugata Angheli Nero D’Avola – Merlot Sicilia 2009

 

 

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Renzo Masi Chianti Riserva 2009

Gli ‘occhiali della birra’ esistono davvero!

 TAGS:undefinedRicercatori dell’Università di Bristol affermano di aver provato l’esistenza degli ‘occhiali da birra, assicurando che uomini e donne iniziano a reputare più attraenti gli altri dopo alcune birre.

Lo studio, che si intitola “La bellezza è nell’occhio del bevitore di birra”, è stato uno dei 10 premi conferiti l’anno scorso dall’Università di Harvard.

Lo studio ha visto collaborare vari volontari che all’inizio hanno visto foto di persone, prima di consumare alcol. In seguito, divisi in 2 gruppi, al primo si è somministrata della birra mentre all’altro solo un placebo senza alcol.Una volta chiesta una valutazione, il gruppo che aveva consumato alcol è stato molto più generoso rispetto all’altro.

Olivia Maynard, che capeggia lo studio, ha detto al Bristol Post:

“C’è sicuramente una punta di divertimento, ma il messaggio è serio. Se l’alcol fa cambiare la percezione dell’attrazione, ciò è anche un fattore nel tipo di comportamento rischioso che si riscontra nelle persone ubriache, come ad esempio un rapporto sessuale senza protezione”.

L’equipe di Bristol intende allargare la sua inchiesta ai pub per realizzare dei test in 4 notti in 3 pub di Bristol.

In precedenza, un’ equipe di scietifici di Francia e USA aveva vinto il premio Ig Nobel di Psicologia, dimostrando che l’effetto ‘occhiali da birra’ fa sì che anche il bevitore si senta più attraente. 

Credi in questi studi sulla birra? Noi ti raccomandiamo di bere sempre con moderazione, e sempre birra e distillati di qualità, come quelle che ti raccomandiamo oggi:

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