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Perchè i faraoni non volevano bere vino?

 TAGS:undefinedE’ noto che l’elaborazione del vino ha una storia millenaria, che risale alle più antiche civiltà conosciute nella zona del Mediterraneo. Tuttavia ci sono anche dei fatti curiosi su questa bevanda che possono sorprenderci, come il fatto che i re egizi erano restii a consumarlo. 

Nell’ Antico Egitto, il vino aveva un ruolo importante nella vita cerimoniale, e si stima che la coltivazione di vigneti fu introdotta intorno all’anno 3000 a.C., creando una fiorente industria vinicola nell’area del delta del Nilo ed un prosperoso scambio commerciale con la regione di Canaan. Infatti, sono state scoperte delle pitture murali con innumerevoli rappresentazioni del processo di elaborazione del vino, ed esso era una delle provviste che erano solite accompagnare i defunti nel loro viaggio verso l’ “al di là”.

Apparentemente, il vino che si produceva era per lo più il rosso, di un colore che sollevò varie superstizioni nella cultura egizia, come ad esempio il fatto che i faraoni si rifiutassero di berlo o offrirlo agli dei, dal momento che lo consideravano “il sangue di coloro che in passato avevano combattuto contro gli dei”. Per lo stesso motivo, si credeva che l’ubriachezza “fa impazzire gli uomini” poichè il vino proveniva dal sangue dei loro antenati.

Tutte queste credenze, tuttavia, non sembrano aver impedito al vino di avere un grande successo tra la popolazione egiziana in generale, tanto nella sua versione più convenzionale, ossia a base di uva, come nella sua variante prodotta con melograni, nominato “shedeh”, del quale sono state anche trovate prove in numerosi depositi archeologici. Anche questa bevanda si usava come offerta religiosa ed aveva un ruolo importante nei riti di imbalsamazione.

 

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Le Volte 2014

I Castelli di vino da vedere assolutamente!

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Senza dubio, il turismo enologico atrae le masse. Ma per attirare i più eccentrici, gli amanti del vino ben informati ed esigenti, bisogna trovare le migliore cantine. Quelle in cui l’attenzione ai dettagli dà vini di qualità. Possiamo cominciare con la Francia, dove, senza dubbio, ci sono prodotti alcuni dei migliori vini. Un esempio con tre Castelli delle più importante regioni vinicole :

  • Lafite-Rothschild: dimora della leggendaria famiglia Rothschild, è il più vecchio Castello di cui abbiamo registri. È un prodottore di vino molto rispettato : crea illustrazioni e bottiglie. La cantina ha anche avuto i suoi alti e bassi nel corso della sua storia, però la famiglia ha riuscito a spingere in avanti i suoi prodotti di alta qualità. Era chiamata “Principale Casa Vinicola “ per la prima volta nel 1855, ed ancora oggi mantene il titolo con fiereza.
  • Angelus: Angelus ha lo status di “Premier Grand Cru Maison Classe A”, per i suoi vigneti di eccezionale qualità, che non si trovano in nessun’altra parte della Francia. La cantina ha una reputazione trasparente ed intatta. Una curiosità : il nome è stato ottenuto perché gli agricoltori del gruppo dei vigneti sentivano le voce angeliche proveniente dalle tre chiese attorno al Castello.
  • Margaux: la reputazione del Château Margaux proviene dalle sue bottiglie di vino che possono costare centinaia di euro, ma anche dalla sua antica tradizione di produzione, che ha cominciato nel dodicesimo secolo. La famiglia Lestonnac preso in mano l’azienda quando era molto popolare, più di 400 anni fa, e da allora è diventata un’icona nel campo dell’enologia. Tuttavia, non è sempre stato facile. Hanno attraversato i periodi più difficili durante la Rivoluzione francese fino al 1870. Il Castello è allora stato salvato da un ambizioso marchese, mettendo la dimora di nuovo alla ribalta, con la sua storia e la sua esclusività.

Se pensi di fare un giro della Francia, assicurati di cogliere l’opportunità di visitare 3 dei megliori Castelli del paese gallico e del mondo!

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Di dov’è il vino?

BacoMolti sono i paesi che hanno un liquore nazionale da innalzare con orgoglio: la Russia e la sua vodka, il Messico e la sua Tequila, la Scozia ed il suo whisky, il Perú ed il suo pisco, e tanti altri ancora; ma chi dovrebbe sentirsi orgoglioso per il vino? In quale paese o cultura è stato inventato? La risposta è alquanto polemica e controversa; la culla del vino non è poi così chiara e si basa su molte supposizioni che non fanno luce sulla sua effettiva provenienza.

La storia racconta

È noto che la nascita del vino avvenne durante il neolitico (l?etá della pietra), le prime tracce di ció che potrebbe essere chiamato ?vino? furono trovate sui Monti Zagros (oggi Armenia, Georgia e Iran), in cui vennero ritrovate due prove che metterebbero luce sulla culla del vino. Furono rinvenuti resti di viti e pezzi di ceramica di ciò che potrebbe essere il primo vino della storia, giacchè suddeta ceramica risale all?anno 5400 a. C.

Il successivo ritrovamento storico di vino avvenne più ad occidente rispetto al primo, ossia in Grecia, la cui civiltà possiede la prima documentazione sul vino chiamata ?Le opere e i giorni?, del poeta greco Esiodo (VIII secolo a. C); in questo documento storico infatti si narra della raccolta e della pigiatura dell?uva, il cui risultato veniva poi consumato con acqua e conservato in ghirbe di capra. Si hanno inoltre notizie del vino in questa epoca anche in Egitto e nella famosa oasi Bahariya. Si dice che Giulio Cesare fu colui che introdusse il vino nell?impero romano dall?Egitto, paese che già dominava la viticultura.

In Cina si narra che gli antichi abitanti dell?oriente dominassero l?arte della fermentazione dell?uva, circa 4 mila anni fa. Il vino divenne poi conosciuto ai più all?inizio del cristianesimo, poichè la Bibbia è uno dei testi antichi in cui più si parla di esso. Attraverso il Dio Bacco i romani ed i greci adoravano la divinità e tutto ciò che rappresentava, e tra ciò che rappresentava c?era proprio il vino.

Come vedete l?origine del vino non è poi così chiara, la paternità risiede tra egiziani, cinesi, greci ed alcuni paesi del medioriente, e purtroppo non si possono effettuare prove del DNA, ma ciò che è evidente è che da qualsiasi parte esso provenga, è la bevanda più importante di tutta la storia e su questo non si discute.