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I vini spumanti del mondo

 TAGS:Lo spumante è un vino con anidride carbonica prodotto con diversi tipi di uva, anche se in realtà sono quasi sempre tre i vitigni più usati: Chardonnay, Pinot Noir e Pinot Meunier. La maggior parte dei vini frizzanti o spumanti del mondo vengono fatti mescolando Pinot Noir e Chardonnay.

Oggi faremo una panoramica dei diversi tipi di spumanti che vengono prodotti nel mondo, ricordando anche i vari metodi che possono essere impiegati nella produzione di un vino frizzante.

I metodi di gassificazione del vino si dividono in:

  • Tradizionale o Champenoise: il vino viene sottoposto ad una seconda fermentazione una volta imbottigliato; questo metodo si applica ai vini di qualità superiore tra cui lo Champagne.
  • Charmat o Granvas: con questo metodo il vino viene fermentato per la seconda volta in grandi vasche e poi viene successivamente imbottigliato.
  • Gassificato: in questo caso l’anidride carbonica viene addizionata in maniera artificiale.

Analizziamo ora qual è la maniera più corretta per bere lo spumante:

Tutti noi associamo lo spumante a dei festeggiamenti o a delle celebrazioni in generale. Va consumato in un calice o in un flûte, ad una temperatura inferiore ai 7 gradi centigradi se si tratta di un Brut Nature mentre nel caso del Brut Nature Reserva e Gran Reserva la temperatura consigliata oscilla tra i 5 e gli 8 gradi centigradi. Quando viene servito, è importante inclinare il bicchiere per evitare che si riempia di schiuma. Può essere consumato come aperitivo ma, in alcuni casi, può essere anche abbinato ad arrosti dai sapori forti e ben speziati.

  • Gli spumanti dolci e aromatici sono ideali da bere con dolci, torte, macedonie di frutta e mousse.
  • Gli spumanti secchi sono ideali se serviti con antipasti o pietanze a base di pesce.

La varietà di vini spumanti nel mondo è molto ampia:

  • Germania: Sekt tedesco.
  • Repubblica Ceca: Bohemia Sekt.
  • Spagna: Cava.
  • Stati Uniti: vi sono diversi tipi di vini spumanti ottenuti con il metodo tradizionale o di gassificazione, specialmente in California.
  • Francia: Ayze (vino spumante dell’Alta Savoia), Blanquette de Limoux, Champagne, Clairette de Die, Crémant d’Alsace, del Giura, della Loira e del Limoux, Bordeaux, Gaillac perlé, Seyssel spumante, Vouvray spumante, Saint- Péray e Nuvo.
  • Ungheria: Pezsgö.
  • Italia: Lambrusco, Asti spumante, Prosecco, Franciacorta e Brachetto.
  • Lussemburgo: Il Crémant di Lussemburgo.
  • Venezuela: Pomar spumante, Pomar Brut, Pomar Brut Rosé, Pomar Brut Nature e Pomar Demi Sec.

E voi quale scegliete? Con tanta varietà, è facile trovarne uno che potrebbe davvero sorprendervi:

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Bollinger Spécial Cuvée Brut, una delle aziende specializzate nella produzione di Champagne con più tradizione del mondo, presenta questo Champagne morbido, aromatico e cremoso in bocca che stupisce ad ogni sorso.

 

 

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Codorníu Blanc de Blancs: In Spagna vengono prodotti ottimi vini spumanti con un prezzo molto più basso rispetto ai loro vicini francesi. Codorníu è uno dei marchi leader nel settore e questo Blanc de Blancs ne è un ottimo esempio.

Come aprire una bottiglia di spumante

 TAGS:Niente di più facile che aprire una bottiglia di spumante? Beh, ci sono delle volte che risulta davvero complicato. In ogni modo, come per tutte le cose, c’è una maniera standardizzata per aprire le bottiglie di Champagne. Dimenticate tappi volanti e bagni di schiuma; sono cose da Formula 1. Se volete degustare una bella bottiglia di spumante, la forma più corretta per farlo è la seguente:

Lo spumante è imprevedibile quindi, nel caso in cui la cosa non dovesse riuscire bene, non lo puntate mai verso vetri o vasi (anche se sono quelli che vi sono stati regalati e di cui non sentireste affatto la mancanza). I vini spumanti sono conservati sotto pressione per cui gli incidenti possono essere frequenti. Prendete sempre le giuste precauzioni.

Prima di tutto, bisogna rimuovere il muselet dello spumante, ossia la gabbietta di fil di ferro che mantiene il tappo della bottiglia. Per farlo si deve afferrare con una mano la zona del tappo e con l’altra rimuovere il sigillo e il fil di ferro. Nel farlo, asciuga la bottiglia e rimuovi il muselet, appoggiando la bottiglia sul tavolo. Ciò impesce di creare vibrazioni che fanno smuovere il liquido e, conseguentemente, fuoriuscire la schiuma.

Le bottiglie fredde si aprono più facilmente di quelle calde o tiepide e, ovviamente, sono di gran lunga migliori. Quindi assicurati che la bottiglia di Champagne o spumante sia alla giusta temperatura, cioè tra i 6 ed i 9 gradi. Per raffreddarla, più che nel frigorifero, è consigliabile metterla in un seau à glace con acqua e ghiaccio; sempre cercando di muoverla il meno possibile.

Un buon metodo per rimuovere il tappo è quello di inclinare leggermente la bottiglia e girarla lentamente mentre si estrae il tappo, e non viceversa. Se giri il tappo, infatti, potresti causarne la rottura, oltre al fatto che dovrai fare molta più forza per fare leva con la bottiglia.

Una volta che il tappo inizia ad uscire, mentre lo tieni con una mano, aiutati col pollice dell’altra mano per fare forza e finalmente stapparlo.

Il massimo dell’eleganza e dello stile è evitare di fare troppo rumore nell’aprire la bottiglia. Per riuscirci è necessario trattenere il tappo il più a lungo possibile affinché si stappi più lentamente. Quando le bottiglie vengono aperte correttamente, emettono solo un leggero rumore, si dice che hanno rilasciato “un sospiro di piacere.” Ma il rumore, anche se leggero, deve esserci eccome, perché ci assicura che lo spumante non è “sfiatato” o difettoso; la mancanza di rumore significa infatti che l’anidride carbonica all’interno della bottiglia si è ormai dissipata.

Servi immediatamente lo spumante. Un buon trucco che mantiene lo champagne più fresco e con la schiuma più persistente è quello di raffreddare i calici qualche istante prima, con del ghiaccio o in un congelatore.

E’ arrivato il momento di passare alla pratica. Ne hai voglia? Ti consigliamo un paio di bottiglie di spumante tutte da aprire e gustare:

Privat Mirgin Brut Nature 2006: un cava prevalentemente Chardonnay, con piccole aggiunte di altre uve per esprimere al meglio il carattere di ogni annata. Uno spumante gustoso, complesso e geniale.
Taittinger Brut Réserve: uno Champagne classico, meno conosciuto rispetto a Moët & Chandon e Veuve Clicquot, ma ugualmente morbido ed elegante.

Asti…champagne?

 TAGS:Uno degli errori più comuni è quello di confondere il Moscato d’Asti (o più colloquialmente Asti secco) con lo champagne ma non tutte le bottiglie con le bollicine sono champagne. Nel caso dell’Asti, si tratta di un vino frizzante prodotto nella zona da cui prende il nome, in Piemonte, mentre lo champagne è prodotto principalmente nella regione di Champagne in Francia; quindi entrambe richiamano nel nome la propria origine geografica. Oltre a questo coincidenza, per altro molto comune nei vini a “denominazione d’origine”, la differenza tra i due è sostanziale, soprattutto per quanto ne concerne la produzione.

La produzione

L’Asti è realizzato con un metodo naturale chiamato Charmat. Ciò significa che non è chimicamente gassificato, come avviene in alcuni spumanti ai quali vengono iniettati dei gas come se fossero una gassosa. Questo processo naturale, invece, fa si che lo spumante sia molto buono e che raggiunga la perfetta dolcezza, caratteristica dell’Asti; dolcezza che viene tra l’altro anch’essa acquisita con metodi naturali.

L’Asti di solito è fatto da Moscato, mentre lo Champagne è fatto con uve Pinot Noir, Pinot Meunier e Chardonnay. Per cui, la differenza abissale delle materie prime, fa si che i due prodotti siano completamente diversi, anche se molti si ostinano a paragonarli, cadendo quindi in errore.

L’abbinamento perfetto: “L’Asti è perfetto come aperitivo, per accompagnare i dessert e come soprammobile“.

L’Asti è un vino spumante, uno dei più famosi in Italia, anche definito come “il vino spumante più affascinante“. Ad Asti, città in cui questo vino spumante viene prodotto, è possibile ammirare le viti di moscato immerse in un bellissimo paesaggio di montagna. Questo vitigno che ha un caratteristico odore di arancia, miele, frutta e acacia; cosa che converte l’Asti in un vino molto aromatico.

L’Asti può essere definito come un vino fruttato, ben equilibrato e con il giusto tocco di dolce. A differenza di molti spumanti che rientrano solitamente nell’arco dei 12 gradi alcolici, l’Asti ha solo 8 gradi di alcol, caratteristica che lo rende molto facile da bere anche se ce ne sono anche alcuni tipi che vanno dai 7,5 ai 9,5 gradi.

La maggior parte degli Asti sono bianchi, ma non tutti. Se pur in minore quantità, ritroviamo infatti gli Asti rosé come, ad esempio, il Riccadona Ruby. I “rosati” hanno solitamente aromi fruttati di ciliegia, amarena e mora, di qui il colore, per l’appunto, rosato.

La qualità dell’Asti è garantita dalla DOCG, l’istituto che si occupa di monitorare e garantire la denominazione d’origine del vino. Ma la migliore garanzia di un Asti è il suo gusto morbido e rinfrescante, che sarà un complice perfetto per un’occasione speciale.

Importante: Bere l’Asti tra 6°C e 8°C.