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Rioja Vs Ribera

 TAGS:undefinedPotrebbe sembrare un argomento già abbastanza trattato ma, recentemente dei clienti mi hanno fatto questa domanda e la sento spesso. Qual è la differenza tra i vini di Rioja e quelli della Ribera del Duero? Per esperienza, inoltre, la domanda successiva riguarda la differenza di prezzo tra loro. Così, per la seconda edizione della rivista “Click & Drink” di Uvinum, ho pensato fosse un tema da riprendere, senza dimenticare che Natale è dietro l’angolo e dobbiamo pensare ai vini che apriremo durante le feste.

Le due Denominazioni di Origine più conosciute della Spagna e che vendono più vini, sono, senza dubbio, la Rioja e la Ribera del Duero. Sono famose non solo in Spagna, ma in tutto il mondo, per i loro vini rossi. Ognuna di loro ha i suoi fan e sono molto difficili da conciliare. Ma quali sono le differenze tra i vini rossi di entrambe? Per comprendere questi vini, devo spiegarvi delle “noiose” differenze… Prima di passare alla parte divertente!

La creazione

La Rioja è una denominazione di Origine (D.O.) dal 1925 ed ottiene il titolo di Denominazione di Origine Qualificata (D.O.C.) nel 1991, ossia di qualità molto alta. La Ribera del Duero è una D.O. più recente, riconosciuta nel 1982.

La situazione geografica

L’area di produzione della D.O.C Rioja è situata nel Nord della Spagna, su entrambe le sponde del fiume Ebro, principalmente nelle Comunità Autonome de La Rioja e dei Paesi Baschi, divisa a sua volta in tre sotto-denominazioni geografiche: Rioja Alta; Rioja Alavesa e Rioja Bassa. Sono 63.593 gli ettari di vigneto che producono tra i 280 e i 300 milioni di litri di vino (90% rossi; 5% bianchi; 5% rosati).

L’area di produzione della D.O.C. Ribera del Duero si estende a sud-est della Castiglia e León, principalmente nelle province di Burgos, Segovia, Valladolid e Soria. Sono 22.320 gli ettari di vigneto che producono circa 130 milioni di litri di vino (98% rossi; 2% rosati).

Nella situazione geografica non è importante solo la delimitazione delle zone, ma anche i terreni o il “terroir” ed il clima di ognuna. Sono i terreni ed il clima, tra le altre cose, che marcano la qualità del vino.

Nel caso della D.O.C Rioja, in generale nelle 3 aree di produzione, il clima è continentale, moderato, nel caso della Rioja Bassa quasi mediterraneo. Le temperature miti consentono una lenta ed accurata maturazione dell’uva. La Denominazione possiede una varietà di terreni ma le tre dominanti sono le argille calcaree, le ferrose e le alluvionali.

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La D.O. Ribera del Duero ha un clima continentale estremo con pochissime precipitazioni. Gli inverni sono freddi con venti gelati e le estati calde con siccità, ma con basse temperature notturne. Di conseguenza, l’uva matura più rapidamente ed è più concentrata. I terreni sono abbastanza vari nella D.O., anche se predomina il calcare.

Le varietà d’uva

La varietà principale di uva coltivata nelle due D.O., è la Tempranillo. Questa, la hanno in comune. La somiglianza termina qui. Nella Rioja sono autorizzate, le uve rosse Tempranillo (la più coltivata), la Garnacha rossa, la Mazuelo e la Graciano e tre varietà bianche, la Viura, la Malvasía e la Garnacha bianca.

Nella Ribera del Duero le uve rosse sono la Tempranillo, chiamata anche Tinto Fino o Tinta del País, la Cebernet, la Sauvignon, la Merlot e la Malbec, così come in piccole quantità le uve Garnacha e come bianca la Albillo.

Anche se la Tempranillo è la più coltivata e la più usata per la preparazione di entrambe le D.O., i due vini sono molto diversi.

Arome, forza nel gusto, alcool e gradazione, colore e sapore. I vini rossi della Rioja si potrebbero classificare come vini morbidi, poco astringenti. Non seccano la bocca e non sono ruvidi.

vini della Ribera del Duero sono più concentrati e più intensi, tanto nel colore quanto nel sapore, conseguenza del clima estremo e della rapida maturazione dell’uva. Danno in bocca una sensazione di maggiore astringenza, secchezza e ruvidità. Si dice che siano più forti.

Per gli stessi motivi della forza nel sapore, i vini della Ribera del Duero hanno una gradazione alcolica più alta rispetto a quelli della Rioja. Anche se, se i vini sono ben fatti, l’alcool non si deve notare, sia che siano di una D.O., che dell’altra.

L’aroma dei vini della Rioja ricorda i frutti rossi. In bocca abbiamo una sensazione di freschezza grazie all’acidità. L’aroma dei vini della Ribera del Duero ricorda la frutta matura, sembra più dolce in bocca e di solito il sapore termina con un gusto di latte, come di yogurt alla fragola.

Entrambe le D.O. classificano i vini secondo il loro tempo di maturazione o invecchiamento:

– Jóven/ Roble (non vengono invecchiati in una botte di legno o subiscono un passaggio in botte inferiore ai 12 mesi).
– Crianza (minimo due anni di invecchiamento, uno di questi in botte)
– Reserva (minimo tre anni di invecchiamento, uno di questi in botte e un altro in bottiglia)
– Gran reserva (minimo cinque anni di invecchiamento, 2 in botte e 3 in bottiglia).

Il grafico in basso ci mostra il potenziale di conservazione dei vini a seconda del loro tempo di invecchiamento. Per entrambe le D.O., dei vini giovani si può godere in un tempo breve, al contrario, quanto più tempo sono stati invecchiati, più a lungo ne potremo beneficiare.

La parte noiosa ed oggettiva è finalmente finita. Passiamo alla parte più interessante…

La differenza di prezzo

Perché i vini della Rioja sono generalmente più economici di quelli della Ribera del Duero? In gran parte ho già risposto in precedenza. L’area di produzione e la quantità di litri prodotti dalla Rioja sono molto superiori a quelli della Ribera. Vi ricordo, 63.593 ettari contro 22.320. Ma influisce anche il clima. E’ più “facile” produrre vino nella Rioja che non con le temperature estreme della Ribera. Le cantine della Ribera affrontano molti più problemi di gelate che non favoriscono ottimi risultati. Meno vini, prezzo più alto!

In sintesi, sono aree diverse, con terreni diversi, clima differente e mescolanze di uve diverse. Quindi perché la gente discute sempre per sapere se è meglio uno o l’altro? Ognuno ha il suo gusto no? O dovrebbe piacermi più la carne che il pesce?

Tuttavia, stanno venendo alla luce alcune problematiche e dissensi. Attualmente, varie cantine della Rioja Alavesa vogliono “diventare indipendenti” e creare la propria D.O. (D.O. dei Vigneti di Alava). I piccoli viticoltori alavesi (che sono 42 circa) fanno valere le loro diversità ed il carattere unico dei loro vini. Se osserviamo il sistema di classificazione dei vini di Francia e Italia, ciò ha senso. La famosa Cantina ARTADI nel 2015 lasciò la D.O. della Rioja. Il viticoltore dichiara: “Le regioni vinicole di riconosciuta levatura, come Burdeos (che ha 52 sotto-denominazioni), Borgoña (96) offrono al consumatore dei vini che riflettono quelle determinate aree. È fondamentale offrire al consumatore l’opportunità di scoprire la diversità della nostra terra, che conferisce ai vini: valore, carattere unico ed autenticità”.

Hanno ragione di volere un riconoscimento e di promuovere il carattere speciale dei loro vini. Anche se io aggiungerei una postilla. Non dimentichiamo che i vini della Rioja sono famosi e riconosciuti a livello mondiale, sicuramente grazie all’operato e al lavoro delle cantine, ma anche e soprattutto grazie alle enormi risorse che la D.O. mise a disposizione per il marketing e la promozione di essi. Bisogna riconoscere la grande opera della D.O.. Ma, non poteva essere altrimenti, devono rendersi indipendenti, come i figli che diamo alla luce, li aiutiamo a crescere dandogli sempre più indipendenza, finchè un giorno volano via con le proprie forze.

Nel caso della tanto celebre Ribera del Duero, la cosa è un po’ diversa. Parliamo degli esclusi dalla D.O. Alcune delle cantine più famose della regione di Castilla y León, come Mauro, Abadía Retuerta, Cantine Leda… non fanno parte della D.O. Ribera del Duero, ma della “Vino de la Tierra de Castilla y León”. È un problema? Abadía Retuerta commenta: “ Nell’ Abadía Retuerta potremmo dire che la nostra autoregolamentazione è molto più severa di quella di qualsiasi altra denominazione. Anche se, è vero che le è stata richiesta l’entrata nella “Ribera del Duero”, ma non fu accordata, ad oggi potremmo affermare che questo è uno dei segreti del successo dell’Abadía Retuerta. Attualmente, la nostra denominazione è in fase di elaborazione con l’amministrazione, conforme con la nuova Legge del Vino approvata di recente”.

Mauro, fa parte dei migliori vini rossi di Spagna, ed è riconosciuto come tale dai migliori critici del mondo.

In Francia, sempre più cantine scelgono di uscire dalla D.O. e vendere i propri vini sotto la “Vin de France”. Forse è tempo che le denominazioni prendano in considerazione una rispolverata ed un rinnovamento. La stessa cosa accade in Catalogna, con la D.O. Cava che vede uscire da essa alcune cantine, ma a differenza di altre aree, si sono formate due classificazioni: Clàssic Penedès e Cavas de Paraje.

Torniamo alla nostra D.O.. Avrebbe più senso o più rilevanza parlare di vini Moderni contro i vini Classici. Sono meglio gli uni che gli altri?

È come chiedere se ci piace di più lo stufato di nostra nonna o il sushi… Non possono piacerci entrambi? Sono tipi di vino totalmente differenti che non possono essere messi a confronto…

I vini chiamati moderni tendono ad essere di maggiore intensità, corposità, più forti, con più alta gradazione alcolica e più carnosi. Sono vini invecchiati in nuove botti di legno (mie grandi amiche…). Detto così suona male. Non è vero, il problema di questi vini è che vengono consumati troppo presto, troppo giovani. Devono restare in cantina per 10 anni prima di essere bevuti e che giungano al giusto equilibrio e siano al punto ottimale per essere consumati. Si consumano troppo presto.

I classici, che sono quelli che attirano la mia attenzione ed apprezzo di più, al contrario, sono elaborati stando per lungo tempo in delle botti di legno di altri vini, non nuove per esser chiari. Il legno non cambia molto il vino e sono più delicate. Inoltre, i vini imbottigliati rimangono nelle cantine lungo tempo prima di essere venduti. Ad esempio, il Viña Tondonia, la Rioja Alta e la Vega Sicilia. Sono vini caratterizzati da colori che tendono al bruno rossastro (color tegola), con una tonalità evoluta ed una boccata molto dolce.

In realtà, parlare di Rioja vs Ribera non ha molto senso. Vi sono dei valori certi in entrambe le D.O., ossia l’essere grandi vini indispensabili e che le piccole cantine danno loro un aspetto nuovo. Ognuna di loro ha i suoi buoni vini, purché siano ben fatti, con il proprio carattere e si possono trovare ad un prezzo conveniente per tutte le tasche.

Tuttavia, il paesaggio vinicolo spagnolo sta cambiando molto e rapidamente. Delle piccole aree hanno un incredibile e fantastico potenziale grazie ad una nuova generazione di viticoltori che hanno viaggiato, studiato e lavorato in tutta la Spagna o in altri paesi, al fianco di noti viticoltori. Questa generazione ha voglia di sviluppare vigneti; la coltivazione di varietà autoctone e vini di qualità che meritano di essere conosciuti e soprattutto gustati.

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Celeste Roble 2016

 

 

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Marqués de Murrieta Reserva 2013

 

 

Sono migliori i vini della Ribera del Duero o della Rioja?

 TAGS:undefinedTanto si è scritto e parlato delle virtù dei vini della Ribera del Duero e della Rioja, che finiscono per diventare rivali. Le proprietà di entrambi i vini sono eccellenti e riconosciute da mezzo mondo grazie alla loro esportazione.

Se pensiamo agli inizi, è indiscutibile il fatto che la regione della Rioja è stata la prima ad ottenere la denominazione di origine mentre la D.O. della Ribera del Duero è arrivata dopo. Per la produzione dei vini della Rioja si utilizzano varietà di uva rossa Tempranillo, Garnacha, Mazuelo e Graciano e varietà di uva bianca Viura, Malvasia e Guarnacha bianca. La D.O. Ribera del Duero sfrutta invece l’uva Tempranillo, Cabernet, Sauvignon, Merlot e Malbec, piccole quantità di uva Garnacha e Albillo. Entrambe hanno in comune la presenza di uva tempranillo nei loro vini.

Pertanto, i loro vini sono diversi ma presentano anche certe somiglianze. Forse la principale differenza è legata al sapore al palato, poichè i vini della Rioja hanno un sapore più fruttato, mentre i vini della Ribera sono più intensi, senza dimenticare la diversità di colore, per cui questi ultimi hanno un colore più intenso.

vini della Ribera del Duero sono elaborati nel sud-est della Castiglia e Leon, in particolare a Burgos, Segovia, Soria e Valladolid, mentre i vini della Rioja vengono prodotti in diverse comunità autonome: dai Paesi Baschi a Castiglia e Leon, per citarne alcune.

Il clima di ogni D.O. può inoltre variare in base alla zona. Per esempio, la D.O. Ribera del Duero è caratterizzata da condizioni climatiche più estreme, sia in estate che in inverno. Nella Rioja ci sono invece zone diverse, ciascuna con il proprio microclima. La Rioja Alta è caratterizzata da temperature moderate, la Rioja Baja è invece una zona con frequenti piogge in inverno, mentre la Rioja Alavesa ha un clima prevalentemente mite. La cosa che condividono è che ciascun clima consente la produzione di vini diversi tra loro ma di qualità eccellente.

Per riassumere, è evidente che non esista una risposta assoluta alla domanda iniziale e, fondamentalmente, dipenderà dalla qualità del vino e dal gusto e palato di chi lo beva. Dopotutto, è quello che fa la differenza.

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Luis Cañas Crianza 2013: un vino rosso con DO Rioja a base di una selezione di tempranillo, graciano e garnacha tinta di 2013 e il cui grado alcolico è di 14º.

 

 

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Carmelo Rodero Roble 2009: un vino rosso con DO Ribera del Duero con acini di tempranillo dell’annata 2009. 

 

Una nuova tappa per i vini della Rioja

Nella regione della Rioja il vino sta attraversando una nuova fase, secondo quanto affermato da Tim Atkim durante la Degustazione Annuale del Regno Unito: “sul modello di Bordeaux o Champenois, stiamo assistendo ad una fase in cui la gente sta comprando uve in tutte le regioni, un po’ come è già successo in Borgogna o in Piemonte, in cui sono i luoghi stessi, ed i loro terreni, a determinarne lo stile”.

Ha aggiunto: “credo che la zona della Rioja, negli ultimi 25 anni, abbia subito un’importante trasformazione proprio com’è avvenuto in qualsiasi altra regione vinicola.” Tuttavia, Atkin suggerisce che “quello della Rioja è un marchio di grande, anzi grandissimo successo, per cui è facile intuire perché l’aspetto commerciale della Rioja è divenuto così popolare”; e continua: “è un vino fruttato, morbido, da comprendere bene, ma c’è un’altra storia intorno alla Rioja.”

Mentre il dibattito sul Rioja, negli ultimi dieci anni, si è concentrata sulla divisione tra i produttori “tradizionali” e quelli “moderni”, Atkin sostiene che ciò ha rappresentato “una distinzione fuorviante”. Continua dicendo: “in questo momento nella Rioja l’unica distinzione da fare è tra quelli che coltivano i loro vigneti e se ne prendono cura, e quelli che non lo fanno“.

Egli ha sottolineato che l’evoluzione della regione verso i singoli vigneti rappresenta più una resurrezione che non un’innovazione. “Ciò a cui stiamo assistendo oggi è un ritorno ad una tradizione molto ,a molto più forte che in passato. I vigneti della Rioja infatti sono abbastanza piccoli: pochissimi sono i produttori che hanno più di 30 ettari”.

Tra i luoghi più interessanti della regione, Atkin ha una personale predilezione per i terreni calcarei che caratterizzano la Rioja Alava e alcuni altri vigneti della Rioja Alta.

Descrivendo questa zona come la “Rioja Côte D’Or”, ha commentato: “l’estremità superiore della Rioja dovrebbe essere nota a tutti per i suoi paesini, così singolari, così diversi gli uni dagli altri, proprio come avviene in Francia nel dipartimento della Côte-d’Or tra Gevrey Chambertin, Volnay e Pommard.”

“E’ un momento molto emozionante per la Rioja che, nei prossimi 25 anni, non sarà più vista come una regione nella quale si producono vini affidabili e fruttati, ma come la regione nella quale si producono i più grandi vini del mondo.”

Ricardo Aguiriano, direttore marketing internazionale dei vini di Rioja, ha dichiarato: “Negli ultimi quattro anni ci si è concentrati sulla “democratizzazione”, vale a dire sulla costruzione del brand tra i consumatori, ora ci concentreremo sulla “premiumisation”, ossia sulla promozione dei vini che hanno un valore aggiunto, in particolare dei Riserva e dei Gran Riserva, e sulla promozione della diversità dei nostri vini e dei loro produttori”. 

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Ramón Bilbao Edición Limitada 2011

 

 

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Remírez de Ganuza Reserva 2006

È un mito il concetto di terroir?

 TAGS:undefinedUn professore francese di nome Valéry Michaux, direttore di investigazione presso la Neoma Business School, dice che la qualità di alcuni dei migliori vini del mondo è stata ridotta ai riconoscimenti sul luogo rispetto all’importanza del terroir. 

Secondo questo professore, i vini frizzanti come l’Asti o alcuni Rioja, non hanno successo per la chimica del suo bensì grazie a una concentrazione di conoscimenti, come dice in un libro. 

Denominato ?Strategie della vinificazione dei territori, aggruppamenti, gestione e marca territoriale”, il libro scritto dal professor Michaux si basa nell’argomento secondo il quale l’effetto gruppo, la gestione solida e la marca territoriale sono oggigiorno più importanti dei conoscimenti di terroir.  

Per realizzare questo libro sono stati aggruppati vari ricercatori che hanno analizzato vari vigneti in tutto il mondo, tra i quali quelli dello Champagne e della Rioja,  oltre ai produttori principali che si trovano nel Nord Italia e nella Valle Bekaa Labanon.

Con questa premessa Michaux analizza il successo delle regioni vinicole non per il sapore del vino quando per uno sforzo di collaborazione tra gli enologi e i produttori. Per Michaux la Silicon Valley californiana risulta l’esempio perfetto dell’effetto di gruppo, che include una forte cultura aziendale, concorrenza diretta, sperimentazione continua, innovazione e solidarietà. Arrivando a trovare la chiave del successo.

Secondo lui:

La presenza di un’alleanza strategica tra professionisti contribuisce moltissimo allo sviluppo di una marca territoriale e dunque la sua influenza sul mercato. Un forte autogoverno locale è inoltre essenziale affinché si crei una marca territoriale”. 

Sarà quindi interessante conoscere più a fondo l’argomento espresso nel libro per scoprire qualcosa di più riguardo la cooperazione tra enologi e produttori delle zone vinicole più importanti del mondo.

E secondo te? Cosa influisci maggioramente sulla produzione del vino? Oggi ti raccomandiamo: 

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Freixenet Gran Cordón Negro

I coupage più classici

 TAGS:Che cos’è un coupage? Questa parola, di origine francese, viene utilizzata per denominare un vino che è stato prodotto utilizzando uve diverse (in italiano viene solitamente tradotta “miscela”), a differenza dei vini varietali e monovarietali che vengono invece realizzati interamente con un unico tipo di uva.

Tuttavia, sebbene il coupage sia una miscela, ciò non significa che le diverse uve vengano messe a caso in un tino, tanto per “riempirlo” e farci un vino; al contrario, per secoli è stata studiata la relazione tra le diverse uve e si è cercata la miglior combinazione possibile in modo da ottenere un ottimo vino. Infatti la maggior parte delle cantine vinificano separatamente ogni vitigno facente parte del coupage (vale a dire che da ogni varietà, si produce un vino diverso); in alcuni casi viene persino affinato separatamente e solo poco prima dell’imbottigliamento si studiano il sapore e la qualità di ogni vino, in modo da trovare la miscela che meglio gli si addice.

Questo coupage o miscela di uve è diventato una caratteristica peculiare di determinate zone vinicole, quali:

Nella Rioja, la miscela più tipica è costituita da Tempranillo, Mazuelo e Graciano.

Il cava tradizionale è fatto da Macabeo, Xarel·lo e Parellada, mentre gli champagne francesi sono composti da uve Pinot Noir, Pinot Meunier e Chardonnay.

A Porto, regione famosa per i suoi vini dolci, sono sei le varietà maggiormente utilizzate: Touriga Franca, Touriga Nacional, Tinta Cao, Tinta Amarela, Tinta Barroca e Tinta Roriz, anche se possono esserne impiegate solo 3 o 4 di esse.

Seguendo la scia dei vini dolci, ritroviamo quelli di Sauternes, la regione dei bianchi dolci e della “muffa nobile”, in cui di solito vengono miscelate Sauvignon Blanc e Sémillon.

In Francia, in particolare in molte zone vicine a Bordeaux, si utilizzano varie combinazioni delle seguenti uve: Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot e Petit Verdot.
Anche le zone più “moderne” hanno le loro caratteristiche miscele: per esempio in Australia il coupage più ampiamente utilizzato è denominato “GSM”: Grenache, Syrah e Mourvedre.

E a proposito di zone “moderne”, in Spagna ritroviamo la Ribera del Duero, zona in cui la maggior parte dei vini sono varietali, prodotti con la famosissima uva Tempranillo; quest’ultima, tuttavia, viene sempre più frequentemente miscelata con la Cabernet Sauvignon, dando origine a dei vini davvero spettacolari.

E voi? Avete la vostra miscela preferita? Conoscete qualche altro copuage “famoso”? Oggi ve ne consigliamo due che vi lasceranno senza parole:

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Foss Marai Surfiner Cuvee Brut

 

 

 TAGS:Colle Massari Montecucco Rigoleto 2011Colle Massari Montecucco Rigoleto 2011

Colle Massari Montecucco Rigoleto 2011

Vini della Rioja Alavesa, qualità per veri intenditori

 TAGS:Rioja è una delle denominazioni d’origine con più tradizione e maggiormente conosciute della Spagna. I vini della Rioja non sono solo di ottima qualità ma vengono anche esportati in moltissimi paesi del mondo, dove sono protagonisti nei più rinomati ristoranti, al pari dei grandi vini italiani e francesi.

All’interno di questa denominazione, ritroviamo i vini della Rioja Alavesa che vengono elaborati in un clima prevalentemente atlantico-mediterraneo che favorisce una ricca produzione di vini dal sapore speciali e corposo.

Le principali varietà

Fra le uve rosse, la varietà più importante è sicuramente la Tempranillo che rappresenta il 90% della produzione totale e produce vini giovani dal sapore fruttato, perfetti per le pietanze più prelibate. Garnacha e Graciano sono le altre due varietà utilizzate nella produzione dei vini rossi.

Per quanto riguarda le uve bianche, la varietà Macabeo produce vini dal sapore fresco e dal colore leggero e trasparente, mentre la Malvasia, se pure meno utilizzata, dà luogo a vini dall’aroma profondo, con note agrumate.

Come sono i suoi vini?

Questa varietà si caratterizza per i suoi vini giovani. Hanno un sapore fruttato e solitamente sono abbastanza leggeri. Ideali per i piatti più svariati, vanno infatti bene quasi con tutto. Naturalmente quelli invecchiati sono molto più corposi, per cui si abbinano perfettamente con tutte le carni di pollame.

I vini riserva sono di altissima qualità e presentano un sapore di frutta matura con note di vaniglia e l’immancabile legno, dovuto all’affinamento in barrique. Infine, ritroviamo i vini gran riserva che hanno molta personalità e sentori di spezie varie.

In ogni caso, acquistare i vini di Rioja è sempre un’ottima garanzia…

Un po’ di enoturismo

Una delle aree con più percorsi enologici è proprio la Rioja. E la regione della Rioja Alavesa non è da meno: l’Associazione delle cantine locali, infatti, organizza innumerevoli degustazioni e visite guidate al fine di far conoscere i propri vini ad una tipologia di turisti sempre più esigenti.

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Marqués de Riscal Reserva 2008: Elegante, denso e setoso… Un Rioja classico con un tocco moderno.

 

 

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Coto de Imaz Reserva 2005: Un vino riserva con un ottimo rapporto qualità-prezzo.

 

Le vie del vino: La Rioja

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Divertirsi con gli eventi che riguardano il vino è un obbligo. In Spagna vi sono moltissimi luoghi dove è possibile farlo, soprattutto nella regione vinicola della Rioja. Questa regione è ricca di vini e il turismo si basa principalmente su di esso. Qui ti diamo dei suggerimenti per dei tragitti eno-gastronomici tipici di enoturismo.

Arquitettura

Il vino è unito a questa cultura e lo si nota dagli edifici. Si può visitare il monastero di Suso e Yuso a  San Millán de la Cogolla, nombrado Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO. Oppure la cattedrale di Santo Domingo de la Calzada.

Feste e attività

Quando ci si vuole divertire non si può prescindere dalle feste legate al vino. Per esempio vi è la festa della Vendemmia, il 21 settembre a Logroño, che coincide con la esta di San Matteo. Si fanno anche delle passeggiate del vino durante le quali si visitano 9 delle cantine più importanti della Rioja: degustazioni, sport tra vigne, vinoterapia e molto di più.

Museo della Cultura del Vino

Bisogna arrivare fino al paesino di Briones per vedere il “Museo de la Cultura del Vino” della “Fundación Dinastía Vivanco”. Ubicato in una cantina con storia, aprìe le sue porte nel 2004 e raccoglie dalle vigne fino alle sale dove si lavora la vita. Occupa 9mila metri quadri con cinque sale di esposizioni permanenti oltre a una temporanea, un centro di documentazione, Sala per conferenza, sala per degustazioni, ristorante, bar e negozio. 

Altri musei e centri di vino

Le cantine di questa regione sono dei veri e propri musei. In particolare la Cantina-Museo Ontañón, a Logroño, dove è interessante vedere la zona di coltivazione e una mostra permanente d’ arte di Miguel A. Sáinz su un ciclo iconografico dedicato a Dioniso e il vino.

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Heredad Ugarte 2009

 

 

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Hacienda López de Haro Crianza 2010

Cos’è un coupage

 TAGS:Cos’è un coupage? Questa parola, di origine francese, si usa per definire il vino elaborato attraverso uve differenti, diversi da quelli fatti al 100% da un tipo solo.

Eppure, nonostante sia inteso come un mix ciò non significa semplicemente mischiare diversi tipi di uva, al contrario: per secoli è stata studiata la relazione tra le uve e si è cercata la miglior combinazione possibile per ottenere un ottimo vino. Infatti, nella maggior parte delle cantine si vinifica a parte (ossia si fa un vino diverso di ogni varità) e a vlte invecchia a parte e solo prima di essere imbottigliato si studia il sapore e la qualità dell’uva per trovare il mex perfetto. 

In alcune zone questo coupage è diventato parte della sua identità: 

  • Nella Rioja il mix classico è formato da Tempranillo, Mazuelo e Graciano.
  • Il cava spagnolo tradizionale è fatto da Macabeo, Xarel·lo y Parellada, mentre gli champagna francesi sono composti da uve Pinot Noir, Pinot Meunier e Chardonnay.
  • A Porto, zona caratteristica di vini dolci, sono addirittura 6 gli “amici”: Touriga Franca, Touriga Nacional, Tinta Cao, Tinta Amarela, tinta Barroca e Tinta Rori.
  • In Francia, in molte zone vicine a Bordeaux si utilizzano varie combinazioni di queste uve: Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot e Petit Verdot.
  • Anche le zone più moderne possiedono le proprie combinazioni. Ad esempio in Australia vi è un coupage molto utilizzato chiamato “GSM”: Grenache, Syrah e Mourvedre.
  • Riguardo alle zone moderne, in Spagna è da molto che funziona la combinazione del Tempranillo con il Cabernet Sauvignon che forma uno dei migliori vini della zona.

Hai qualche coupage preferito? Oggi te ne raccomandiamo due su Uvinum:

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Grahams Tawny

 

 

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Argiolas Turriga 2007

19 marzo, la festa del papà

 TAGS:Il 19 marzo, festa del papà, sta per arrivare. Ogni anno, come al solito, aspettiamo l’ultimo momento per scegliere il regalo perfetto. Per fortuna esiste Internet e non dobbiamo muoverci da casa per poter mandare una bottiglia di vino direttamente a casa di nostro padre.

Probabilmente dovremo andare a cena dai nostri genitori per commemorare l’evento, dunque è importante essere previdenti e scegliere bene il regalo che sicuramente degusteremo anche noi.

Una bottiglia di vino interessante è il Salitre 2009. Le ragioni sono varie e ve ne renderete conto al momento di provarlo. La produzione di questo vino è molto limitata, ossia 1.800 bottiglie e la vendemmia per produrlo viene fatta manualmente, dopo una esaustiva selezione di grappoli.

Nel caso si voglia essere più originali e cercate un regalo diverso, potete sorprendere con un vino bianco. Il Viña Tondonia Blanco Reserva 1997 è una delizia per il palato ed è un bianco che piace anche a coloro che preferiscono il rosso. Oltre alla sua qualità superiore, proviene da una delle cantine più antiche de la Rioja, che ancora oggi elabora i suoi vini alla maniera tradizionale.

Tuttavia un classico è un classico, e dunque perché non provare con una bottiglia di buon Cognac? La nostra proposta tralascia i cognac cari e si dirige a un tipo di regalo più leggero per il portafogli e di sicuro gradimento. Si tratta del cognac Martell, un tipo di cognac armonioso e di grande tradizione: 150 anni di storia che marcano il suo carattere con un sapore fresco e vellutato, con alcune note di legno.

Se hai bisogno di altri suggerimenti, ecco qui alcuni prodotti in vendita su Uvinum:

 

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Gaston de Lagrange V.S.O.P., un cognac per le grandi occasioni

 

 

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Sella & Mosca Marchese Di Villamarina 2007, un rosso con carattere

Rioja, Rioja e Rioja

 TAGS:Il Rioja è il vino più venduto in Spagna, il più conosciuto all?estero ed il più chiacchierato; tuttavia, a volte non ci rendiamo conto che parlare di Rioja così in generale significa semplificare il tutto al punto di sminuire il vino stesso.

Infatti quando parliamo di Rioja ci riferiamo alle 3 sottozone che costituiscono la Denominazione di Origine e che tra di loro non hanno poi molto in comune:

La prima, in ordine alfabetico, è  la Rioja Alavesa. Sono ben 18 i municipi che ad Alava producono vino sotto questa denominazione, in una zona caratterizzata da un clima atlantico e da un terreno argilloso-calcareo. I vini qui prodotti hanno un?acidità equilibrata e l?area si presta bene sia per i rossi più tradizionali che per i bianchi più complessi.

Quella successiva è La Rioja Alta, anch?essa con un clima prevalentemente atlantico ma con una tipologia di terreno più varia: argilloso-calcareo, alluviale e argilloso-ferroso. I vini di questa zona sviluppano un?elevata acidità, per cui si prestano meglio all?invecchiamento in botte. I famosi Riserva e Gran Riserva vengono prodotti proprio nella Rioja Alta.

Infine ritroviamo la Rioja Baja, una zona dal clima mediterraneo e dal terreno prevalentemente alluviale, in cui i vini sono meno acidi e con una maggiore gradazione alcolica, più densi, più corposi; è quindi una zona ideale per produrre vini rosè dal sapore ricco nonchè rossi carnosi, più potenti e meno acidi rispetto agli altri vini della Denominazione.

Come sempre, vogliamo darvi un consiglio, in questo caso uno per ogni sottozona, anche se prima di comprare un vino vi raccomandiamo di dare un?occhiata anche ai consigli degli altri utenti di Uvinum. Vi sorprenderanno!

Riguardo alla Rioja Alavesa, scegliamo un bianco complesso, della Cantina Remelluri: il Remelluri Blanco 2007Non è un vino economico, tanto meno un vino che piace proprio a tutti, però è un bianco di altissima qualità che i più esperti continuano sempre ad analizzare proprio per la complessità e la ricchezza dei suoi aromi.

Invece riguardo alla Rioja Alta vi raccomandiamo un Riserva Speciale ad un prezzo per niente eccessivo: il Viña Ardanza Reserva Especial 2001, di un?ottima annata per i vini da invecchiamento e caratterizzato da un sapore che persiste in bocca per lungo tempo.

E per la Rioja Baja, il rosè. In questo caso il Preferido Rosado 2011 di Viña Herminia: un rosè dal sapore fantastico che accompagna perfettamente pietanze leggere, come insalate, sushi o riso. Buon appetito!