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Rioja Vs Ribera

 TAGS:undefinedPotrebbe sembrare un argomento già abbastanza trattato ma, recentemente dei clienti mi hanno fatto questa domanda e la sento spesso. Qual è la differenza tra i vini di Rioja e quelli della Ribera del Duero? Per esperienza, inoltre, la domanda successiva riguarda la differenza di prezzo tra loro. Così, per la seconda edizione della rivista “Click & Drink” di Uvinum, ho pensato fosse un tema da riprendere, senza dimenticare che Natale è dietro l’angolo e dobbiamo pensare ai vini che apriremo durante le feste.

Le due Denominazioni di Origine più conosciute della Spagna e che vendono più vini, sono, senza dubbio, la Rioja e la Ribera del Duero. Sono famose non solo in Spagna, ma in tutto il mondo, per i loro vini rossi. Ognuna di loro ha i suoi fan e sono molto difficili da conciliare. Ma quali sono le differenze tra i vini rossi di entrambe? Per comprendere questi vini, devo spiegarvi delle “noiose” differenze… Prima di passare alla parte divertente!

La creazione

La Rioja è una denominazione di Origine (D.O.) dal 1925 ed ottiene il titolo di Denominazione di Origine Qualificata (D.O.C.) nel 1991, ossia di qualità molto alta. La Ribera del Duero è una D.O. più recente, riconosciuta nel 1982.

La situazione geografica

L’area di produzione della D.O.C Rioja è situata nel Nord della Spagna, su entrambe le sponde del fiume Ebro, principalmente nelle Comunità Autonome de La Rioja e dei Paesi Baschi, divisa a sua volta in tre sotto-denominazioni geografiche: Rioja Alta; Rioja Alavesa e Rioja Bassa. Sono 63.593 gli ettari di vigneto che producono tra i 280 e i 300 milioni di litri di vino (90% rossi; 5% bianchi; 5% rosati).

L’area di produzione della D.O.C. Ribera del Duero si estende a sud-est della Castiglia e León, principalmente nelle province di Burgos, Segovia, Valladolid e Soria. Sono 22.320 gli ettari di vigneto che producono circa 130 milioni di litri di vino (98% rossi; 2% rosati).

Nella situazione geografica non è importante solo la delimitazione delle zone, ma anche i terreni o il “terroir” ed il clima di ognuna. Sono i terreni ed il clima, tra le altre cose, che marcano la qualità del vino.

Nel caso della D.O.C Rioja, in generale nelle 3 aree di produzione, il clima è continentale, moderato, nel caso della Rioja Bassa quasi mediterraneo. Le temperature miti consentono una lenta ed accurata maturazione dell’uva. La Denominazione possiede una varietà di terreni ma le tre dominanti sono le argille calcaree, le ferrose e le alluvionali.

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La D.O. Ribera del Duero ha un clima continentale estremo con pochissime precipitazioni. Gli inverni sono freddi con venti gelati e le estati calde con siccità, ma con basse temperature notturne. Di conseguenza, l’uva matura più rapidamente ed è più concentrata. I terreni sono abbastanza vari nella D.O., anche se predomina il calcare.

Le varietà d’uva

La varietà principale di uva coltivata nelle due D.O., è la Tempranillo. Questa, la hanno in comune. La somiglianza termina qui. Nella Rioja sono autorizzate, le uve rosse Tempranillo (la più coltivata), la Garnacha rossa, la Mazuelo e la Graciano e tre varietà bianche, la Viura, la Malvasía e la Garnacha bianca.

Nella Ribera del Duero le uve rosse sono la Tempranillo, chiamata anche Tinto Fino o Tinta del País, la Cebernet, la Sauvignon, la Merlot e la Malbec, così come in piccole quantità le uve Garnacha e come bianca la Albillo.

Anche se la Tempranillo è la più coltivata e la più usata per la preparazione di entrambe le D.O., i due vini sono molto diversi.

Arome, forza nel gusto, alcool e gradazione, colore e sapore. I vini rossi della Rioja si potrebbero classificare come vini morbidi, poco astringenti. Non seccano la bocca e non sono ruvidi.

vini della Ribera del Duero sono più concentrati e più intensi, tanto nel colore quanto nel sapore, conseguenza del clima estremo e della rapida maturazione dell’uva. Danno in bocca una sensazione di maggiore astringenza, secchezza e ruvidità. Si dice che siano più forti.

Per gli stessi motivi della forza nel sapore, i vini della Ribera del Duero hanno una gradazione alcolica più alta rispetto a quelli della Rioja. Anche se, se i vini sono ben fatti, l’alcool non si deve notare, sia che siano di una D.O., che dell’altra.

L’aroma dei vini della Rioja ricorda i frutti rossi. In bocca abbiamo una sensazione di freschezza grazie all’acidità. L’aroma dei vini della Ribera del Duero ricorda la frutta matura, sembra più dolce in bocca e di solito il sapore termina con un gusto di latte, come di yogurt alla fragola.

Entrambe le D.O. classificano i vini secondo il loro tempo di maturazione o invecchiamento:

– Jóven/ Roble (non vengono invecchiati in una botte di legno o subiscono un passaggio in botte inferiore ai 12 mesi).
– Crianza (minimo due anni di invecchiamento, uno di questi in botte)
– Reserva (minimo tre anni di invecchiamento, uno di questi in botte e un altro in bottiglia)
– Gran reserva (minimo cinque anni di invecchiamento, 2 in botte e 3 in bottiglia).

Il grafico in basso ci mostra il potenziale di conservazione dei vini a seconda del loro tempo di invecchiamento. Per entrambe le D.O., dei vini giovani si può godere in un tempo breve, al contrario, quanto più tempo sono stati invecchiati, più a lungo ne potremo beneficiare.

La parte noiosa ed oggettiva è finalmente finita. Passiamo alla parte più interessante…

La differenza di prezzo

Perché i vini della Rioja sono generalmente più economici di quelli della Ribera del Duero? In gran parte ho già risposto in precedenza. L’area di produzione e la quantità di litri prodotti dalla Rioja sono molto superiori a quelli della Ribera. Vi ricordo, 63.593 ettari contro 22.320. Ma influisce anche il clima. E’ più “facile” produrre vino nella Rioja che non con le temperature estreme della Ribera. Le cantine della Ribera affrontano molti più problemi di gelate che non favoriscono ottimi risultati. Meno vini, prezzo più alto!

In sintesi, sono aree diverse, con terreni diversi, clima differente e mescolanze di uve diverse. Quindi perché la gente discute sempre per sapere se è meglio uno o l’altro? Ognuno ha il suo gusto no? O dovrebbe piacermi più la carne che il pesce?

Tuttavia, stanno venendo alla luce alcune problematiche e dissensi. Attualmente, varie cantine della Rioja Alavesa vogliono “diventare indipendenti” e creare la propria D.O. (D.O. dei Vigneti di Alava). I piccoli viticoltori alavesi (che sono 42 circa) fanno valere le loro diversità ed il carattere unico dei loro vini. Se osserviamo il sistema di classificazione dei vini di Francia e Italia, ciò ha senso. La famosa Cantina ARTADI nel 2015 lasciò la D.O. della Rioja. Il viticoltore dichiara: “Le regioni vinicole di riconosciuta levatura, come Burdeos (che ha 52 sotto-denominazioni), Borgoña (96) offrono al consumatore dei vini che riflettono quelle determinate aree. È fondamentale offrire al consumatore l’opportunità di scoprire la diversità della nostra terra, che conferisce ai vini: valore, carattere unico ed autenticità”.

Hanno ragione di volere un riconoscimento e di promuovere il carattere speciale dei loro vini. Anche se io aggiungerei una postilla. Non dimentichiamo che i vini della Rioja sono famosi e riconosciuti a livello mondiale, sicuramente grazie all’operato e al lavoro delle cantine, ma anche e soprattutto grazie alle enormi risorse che la D.O. mise a disposizione per il marketing e la promozione di essi. Bisogna riconoscere la grande opera della D.O.. Ma, non poteva essere altrimenti, devono rendersi indipendenti, come i figli che diamo alla luce, li aiutiamo a crescere dandogli sempre più indipendenza, finchè un giorno volano via con le proprie forze.

Nel caso della tanto celebre Ribera del Duero, la cosa è un po’ diversa. Parliamo degli esclusi dalla D.O. Alcune delle cantine più famose della regione di Castilla y León, come Mauro, Abadía Retuerta, Cantine Leda… non fanno parte della D.O. Ribera del Duero, ma della “Vino de la Tierra de Castilla y León”. È un problema? Abadía Retuerta commenta: “ Nell’ Abadía Retuerta potremmo dire che la nostra autoregolamentazione è molto più severa di quella di qualsiasi altra denominazione. Anche se, è vero che le è stata richiesta l’entrata nella “Ribera del Duero”, ma non fu accordata, ad oggi potremmo affermare che questo è uno dei segreti del successo dell’Abadía Retuerta. Attualmente, la nostra denominazione è in fase di elaborazione con l’amministrazione, conforme con la nuova Legge del Vino approvata di recente”.

Mauro, fa parte dei migliori vini rossi di Spagna, ed è riconosciuto come tale dai migliori critici del mondo.

In Francia, sempre più cantine scelgono di uscire dalla D.O. e vendere i propri vini sotto la “Vin de France”. Forse è tempo che le denominazioni prendano in considerazione una rispolverata ed un rinnovamento. La stessa cosa accade in Catalogna, con la D.O. Cava che vede uscire da essa alcune cantine, ma a differenza di altre aree, si sono formate due classificazioni: Clàssic Penedès e Cavas de Paraje.

Torniamo alla nostra D.O.. Avrebbe più senso o più rilevanza parlare di vini Moderni contro i vini Classici. Sono meglio gli uni che gli altri?

È come chiedere se ci piace di più lo stufato di nostra nonna o il sushi… Non possono piacerci entrambi? Sono tipi di vino totalmente differenti che non possono essere messi a confronto…

I vini chiamati moderni tendono ad essere di maggiore intensità, corposità, più forti, con più alta gradazione alcolica e più carnosi. Sono vini invecchiati in nuove botti di legno (mie grandi amiche…). Detto così suona male. Non è vero, il problema di questi vini è che vengono consumati troppo presto, troppo giovani. Devono restare in cantina per 10 anni prima di essere bevuti e che giungano al giusto equilibrio e siano al punto ottimale per essere consumati. Si consumano troppo presto.

I classici, che sono quelli che attirano la mia attenzione ed apprezzo di più, al contrario, sono elaborati stando per lungo tempo in delle botti di legno di altri vini, non nuove per esser chiari. Il legno non cambia molto il vino e sono più delicate. Inoltre, i vini imbottigliati rimangono nelle cantine lungo tempo prima di essere venduti. Ad esempio, il Viña Tondonia, la Rioja Alta e la Vega Sicilia. Sono vini caratterizzati da colori che tendono al bruno rossastro (color tegola), con una tonalità evoluta ed una boccata molto dolce.

In realtà, parlare di Rioja vs Ribera non ha molto senso. Vi sono dei valori certi in entrambe le D.O., ossia l’essere grandi vini indispensabili e che le piccole cantine danno loro un aspetto nuovo. Ognuna di loro ha i suoi buoni vini, purché siano ben fatti, con il proprio carattere e si possono trovare ad un prezzo conveniente per tutte le tasche.

Tuttavia, il paesaggio vinicolo spagnolo sta cambiando molto e rapidamente. Delle piccole aree hanno un incredibile e fantastico potenziale grazie ad una nuova generazione di viticoltori che hanno viaggiato, studiato e lavorato in tutta la Spagna o in altri paesi, al fianco di noti viticoltori. Questa generazione ha voglia di sviluppare vigneti; la coltivazione di varietà autoctone e vini di qualità che meritano di essere conosciuti e soprattutto gustati.

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Celeste Roble 2016

 

 

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Marqués de Murrieta Reserva 2013

 

 

Il vino può essere la soluzione alla calvizie

 TAGS:Il problema della perdita dei capelli preoccupa moltissime persone, ma oggi gli studi fatti al riguardo danno notizie positive agli amanti del vino. È stato scoperto che bere due bicchieri di vino al giorno attiva i capillari della zona della testa e fà sì che crescano i capelli.

Sono ormai dieci anni che gli studenti di medicina svolgono ricerche approfondite, studiando pazienti calvi ai quali venivano somministrate quantità determinate di vino. Una terapia di lusso e gratuita. Questi studi, però, dimostrano che per ottenere buoni risultati non basta un vino qualunque e soprattutto berlo in un modo qualsiasi.

I vini rossi fanno sì che cresca un tipo di capello grosso e folto, soprattutto quelli della Toscana e quelli australiani. Invece i bianchi tedeschi e quelli francesi di Bordeaux non servono a molto. La causa risiede nei componenti chimichi del terreno dove cresce la vite. Mescolando questi elementi, fino ad oggi sconosciuti, con il frutto della vite maturato si ottiene una reazione chimica.

Il problema è che le bottiglie di vino adatte a quest’uso devono essere state molti anni in cantina e in buone condizioni, dunque bisogna spendere un bel po’ per ritornare in possesso dei capelli. Inoltre, non solo bisogna bere il vino 2 volte, ma una volta deve essere a stomaco pieno e un’altra a stomaco vuoto.

Stiamo aspettando la lista definitiva dei prodotti che concretamente possono servire a questo scopo. Si sta trattando tutto ciò con la massima responsabilità, visto che questo potrebbe essere il cammino per risolvere un problema ostico che, mai come stavolta, ci fa mettere le mani nei capelli. 

Ecco dei prodotti in vendita su Uvinum:

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I coupage più classici

 TAGS:Che cos’è un coupage? Questa parola, di origine francese, viene utilizzata per denominare un vino che è stato prodotto utilizzando uve diverse (in italiano viene solitamente tradotta “miscela”), a differenza dei vini varietali e monovarietali che vengono invece realizzati interamente con un unico tipo di uva.

Tuttavia, sebbene il coupage sia una miscela, ciò non significa che le diverse uve vengano messe a caso in un tino, tanto per “riempirlo” e farci un vino; al contrario, per secoli è stata studiata la relazione tra le diverse uve e si è cercata la miglior combinazione possibile in modo da ottenere un ottimo vino. Infatti la maggior parte delle cantine vinificano separatamente ogni vitigno facente parte del coupage (vale a dire che da ogni varietà, si produce un vino diverso); in alcuni casi viene persino affinato separatamente e solo poco prima dell’imbottigliamento si studiano il sapore e la qualità di ogni vino, in modo da trovare la miscela che meglio gli si addice.

Questo coupage o miscela di uve è diventato una caratteristica peculiare di determinate zone vinicole, quali:

Nella Rioja, la miscela più tipica è costituita da Tempranillo, Mazuelo e Graciano.

Il cava tradizionale è fatto da Macabeo, Xarel·lo e Parellada, mentre gli champagne francesi sono composti da uve Pinot Noir, Pinot Meunier e Chardonnay.

A Porto, regione famosa per i suoi vini dolci, sono sei le varietà maggiormente utilizzate: Touriga Franca, Touriga Nacional, Tinta Cao, Tinta Amarela, Tinta Barroca e Tinta Roriz, anche se possono esserne impiegate solo 3 o 4 di esse.

Seguendo la scia dei vini dolci, ritroviamo quelli di Sauternes, la regione dei bianchi dolci e della “muffa nobile”, in cui di solito vengono miscelate Sauvignon Blanc e Sémillon.

In Francia, in particolare in molte zone vicine a Bordeaux, si utilizzano varie combinazioni delle seguenti uve: Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot e Petit Verdot.
Anche le zone più “moderne” hanno le loro caratteristiche miscele: per esempio in Australia il coupage più ampiamente utilizzato è denominato “GSM”: Grenache, Syrah e Mourvedre.

E a proposito di zone “moderne”, in Spagna ritroviamo la Ribera del Duero, zona in cui la maggior parte dei vini sono varietali, prodotti con la famosissima uva Tempranillo; quest’ultima, tuttavia, viene sempre più frequentemente miscelata con la Cabernet Sauvignon, dando origine a dei vini davvero spettacolari.

E voi? Avete la vostra miscela preferita? Conoscete qualche altro copuage “famoso”? Oggi ve ne consigliamo due che vi lasceranno senza parole:

 TAGS:Foss Marai Surfiner Cuvee BrutFoss Marai Surfiner Cuvee Brut

Foss Marai Surfiner Cuvee Brut

 

 

 TAGS:Colle Massari Montecucco Rigoleto 2011Colle Massari Montecucco Rigoleto 2011

Colle Massari Montecucco Rigoleto 2011

Il segreto del successo del Ribera del Duero

 TAGS:Il vino Ribera del Duero normalmente non ci delude e possiamo trovare alcuni di questi vini di ottima qualità a prezzi ragionevoli. Ciò non significa però che coloro che abbiano voglia di spendere di più non trovino una opzione soddisfacente perché alcuni dei vini più cari di tutta la Spagna appartengono alla categoria dei Ribera del Duero.

Questa regione vinicola è la preferita dalla nuova generazione che dopo alcuni anni di assenza enologica si sta avvicinando di nuovo alla cultura del vino (e a un consumo moderato).

Ci piacciono i vini corposi, rotondi e con carattere. Nei vini rossi cerchiamo personalità e forza. A queste caratteristische corrispondono soprattutto i vini rossi di Ribera del Duero ed è anche il motivo per il quale ci piacciono tanto. Io mi includo e devo ammettere che sono una grandissima fan di questo vino.

Nonostante ciò, in questa regione si possono trovare pure altre denominazioni molto pregiate. Rueda per i vini bianchi Verdejos, Toro con vini favolosi d’autore e Cigales, conosciuta per i vini rosati e alcuni vini rossi spettacolari, come il César Príncipe o l’Aleno Crianza 1999.

Inoltre esiste la possibilità di visitare le cantine e di partecipare a degustazioni di vini condotte da esperti e intenditori del processo. Questi professionisti ci spiegheranno i passi della vendemmia e l’importanza dell’invecchiamento nelle botti e la preferenza nell’uso di certi tipi di legno.

Alcune cantine offrono pure la possibilità di alloggio avendo trasformato le loro strutture in agriturismi, mantenendo però intatto il fascino originale.

In questo modo possiamo passare un intero fine settimana circondati dai nostri vitigni preferiti e imparando dettagli interessanti sulla storia del nostro vino preferito. In più le strutture che offrono la possibilità di alloggio, normalmente servono pure la cena o il pranzo nei quali si fusionano antica tradizione e avanguardia. Così il tuo soggiorno in agriturismo si trasformerà in un’ esperienza indimenticabile che ti farà conoscere la parte più ludica del mondo del vino.

Un’altra opzione sarebbe visitare una cantina nella quale viene elaborato un vino che ancora non conosciamo. In questo modo aggiungiamo il fattore sorpresa all’esperienza che ci farà ricordare a lungo con chi e dove abbiamo provato il vino. La scusa perfetta per unire due passioni, il vino e viaggiare.

Viaggiamo a Ribera del Duero? Iniziamo provando alcuni dei migliori vini della zona:

 TAGS:Pruno 2009Pruno 2009

Pruno 2009

 

 

 TAGS:Carmelo Rodero Crianza 2008Carmelo Rodero Crianza 2008

Carmelo Rodero Crianza 2008

Vini Ribera del Duero

 TAGS:Il vino Ribera del Duero prende il nome dalla più importante DO della Valle del Duero (o Douro) e di Castilla y León. Negli ultimi anni è diventata la terza più importante DO della Spagna a livello internazionale (dopo Rioja e Cava, e insieme a Priorat), esportando in tutto il mondo i suoi caratteristici vini fatti con uve Tempranillo, che qui viene chiamata Tinto Fino o Tinta del Pais. Cosa conosci a proposito della Ribera del Duero?

Il fiume Duero attraversa diverse Denominazioni d’Origine di vini, e non solo la Ribera del Duero: Rueda, Toro, Tierra del Vino de Zamora, Arribes del Duero, in Spagna, e Douro e Porto, in Portogallo, sono tutti bagnati da questo fiume.
A Castilla y León, per di più, esistono altre denominazioni come Bierzo, Cigales, Arlanza… indubbiamente una terra di vini.
Il vitigno principale è il Tempranillo, qui chiamato Tinto Fino o Tinta del Pais. E’ inoltre possibile ritrovare vini con una parte di Cabernet Sauvignon, Merlot o Malbec, ma mai come varietà principali.
Ribera del Duero non è solo terra di vini rossi: anche se meno conosciuti, qui vengono prodotti anche buoni vini rosati, freschi, sapidi e corposi.
All’interno della Ribera del Duero vi è una zona denominata triangolo d’oro del vino della Ribera del Duero, che comprende la zona delimitata tra i comuni di Penafiel, Pesquera de Duero e Valbuena de Duero. E’ qui che si concentrano la maggior parte delle cantine più famose di questa DO, ed è da qui che escono molti dei vini più rinomati. Il castello di Penafiel è considerato il monumento più rappresentativo di questa denominazione, e compare sull’etichetta di molti dei suoi vini.
Un altro punto forte della Ribera del Duero è Aranda de Duero.
I vini Ribera del Duero sono caratterizzati da un colore ciliegia intenso e da una certa opacità; un modello seguito da molte altre cantine e denominazioni di tutta la Spagna, in contrasto con i Rioja, che tendono ad essere più chiari e trasparenti.
Al naso, la Tempranillo accoglie perfettamente gli aromi della botte, ragion per cui trionfano i rossi “roble” (rovere) e “crianza” (invecchiati), in cui gli aromi fruttati si mescolano con quelli di tabacco, caffè e frutti secchi, propri dell’affinamento in botte.
In bocca, un Ribera del Duero ha una bassa acidità e una tannicità molto elevata, che rendono secco il palato; per cui sono vini perfetti per accompagnare pasti forti, come arrosti e carni rosse.
Proprio grazie alla quantità dei tannini, sono vini che possono essere conservati per diversi anni e, in alcuni casi, è solo così che vengono gustati al meglio: molti riserva di Ribera del Duero, infatti, vengono solitamente venduti appena prodotti ma hanno bisogno di trascorrere un po’ di tempo in bottiglia per raggiungere il loro massimo splendore.

Sicuramente hai già provato vini Ribera del Duero, ma vuoi scoprire qualcosa di nuovo? In Uvinum di consigliamo alcune tra le ultime novità:

Aalto 2010: uno dei Ribera del Duero ad avere più successo ultimamente. Un vino potente, ma senza perdere quel tocco perfetto di frutta. Da provare.
Resalte Crianza 2004: se tutti i Ribera ti sembrano uguali, allora prova questo. Uno dei migliori vini di questa fantastica annata, di una cantina che dispone di tutte le ultime tecnologie per produrre il miglior vino. E con prezzi molto ragionevoli.
Áster Finca el Caño Reserva 2005: alcune delle cantine più emblematiche di Rioja hanno optato per la Ribera del Duero. Questo è il caso di La Rioja Alta, che ha investito in questa cantina e sta producendo magnifici vini. Una scoperta.

La top 10 delle regioni vinicole

 TAGS:La rivista online inglese Askmen ha pubblicato una classifica delle 10 migliori regioni vinicole, includendo anche la Ribera del Duero.

La Ribera del Duero si trova in ottava posizione nella classifica, per la sua tradizione nella coltivazione della vite, e per essere il luogo di origine di uno dei vini più costosi e prestigiosi del mondo (Vega Sicilia), e per la sua dedizione a nella coltivazione della varietà autoctona Tempranillo (Tinta del País) che, quando viene mescolata con un Cabernet Sauvignon, offre dei vini davvero spettacolari al pari di Bordeaux.

Questa Top 10 ci fa anche capire che il vino rosso Rioja non è più l’unico ambasciatore della Spagna; nella Ribera del Duero ci sono già cantine in grado di mantenere uno stile e una qualità costanti nel corso del tempo, come testimoniano vini quali Pesquera e Pago de Carraovejas che sono ormai una vera e propria sicurezza. Vi mostriamo ora l’elenco completo della top 10 delle regioni vinicole da visitare:

Borgogna: per la perfezione nella coltivazione sia di vini rossi, come il Pinot Noir, che di vini bianchi, come lo Chardonnay; per la sua tradizione, per i suoi paesaggi unici e per i vigneti così famosi come Domaine Romanée-Conti, Vosne-Romanée e Chassagne-Montrachet, che producono vini unici dalle incredibili capacità di invecchiamento. Per questa rivista inglese è senza dubbio la miglior regione vinicola del mondo.
Champagne: la culla degli spumanti più famosi del mondo. Tradizione e innovazione, un misto di piccoli produttori che coccolano i propri prodotti con i grandi marchi di fama mondiale. Dicono che la vita sarebbe un po’ meno speciale senza lo champagne.
Toscana: la Toscana è una regione veramente bella. E produce anche una varietà unica di vini di qualità: Chianti, Brunello, Carmignano. Una regione che respira vino.
Bordeaux: la vera e propria sorpresa di questa classifica. La regione più famosa del momento, non ha però la tradizione o l’unicità delle altre regioni, nonostante qui si producano i vini più famosi dell’ultimo secolo, o dei Sauternes davvero speciali. Inoltre, lo sfruttamento eccessivo del nome Bordeaux, ha fatto sì che tra le grandi cantine trovassero posto anche quelle un po’ più scadenti.
Mosel: questa regione della Germania è stata la più importante del mondo, prima dell’avvento di Bordeaux. La sua capacità di produrre opere d’arte, come ad esempio l’uva Riesling, continua a destare ammirazione proprio per la straordinaria complessità che questi vini possono raggiungere.
Napa Valley: la prima regione degli Stati Uniti ad attirare l’attenzione internazionale, deve il suo successo al microclima mediterraneo e alla determinazione dei suoi produttori, che hanno superato ostacoli, come il periodo del “proibizionismo” o la limitazione dei suoi terreni, con il lavoro e la dedizione.
Piemonte: l’altra grande regione italiana, protetta dalle Alpi, dove l’uva Nebbiolo e Moscato Bianco sono una vera e propria istituzione. Qui si producono incredibili Barolo e Barbaresco insieme al Moscato d’Asti e all’Asti Spumante.
Ribera del Duero: di cui si è già parlato nel primo paragrafo. Oltre a quanto è stato detto, è da notare come i vini Pingus insieme alle vicine Rueda e Cigales, facciano parte di un tutt’uno davvero spettacolare.
Barossa Valley: anche se qui i vini australiani sono pressoché sconosciuti, da anni i vini di questo paese girano per il mondo ricevendo consensi praticamente ovunque. Sono vini concentrati, con sapore e potenza, dove il Syrah raggiunge proprio il suo apice.
Central Coast in California e Rhône: come possiamo vedere, in realtà sono due le regioni che occupano il 10° posto, entrambe per lo stesso motivo: il loro interesse per l’ambiente naturale e la loro continua voglia di innovazione nel settore dell’agricoltura biologica e biodinamica.