Tag: pedro ximénez

Il Marsala e il Pedro Ximénez

 TAGS:La tradizione di vini che si producono in Italia è abbastanza simile a quella dei vini prodotti in Spagna, dato il clima simile e la presenza di molto sole, soprattutto nelle aree del Mediterraneo.

In quest’articolo analizzeremo un’analogia rilevante, che riguardi due tipi di vino generoso, uno italiano e uno spagnolo: il Pedro Ximénez e il Marsala. Entrambi vengono consumati da soli ma possono anche essere utilizzati per cucinare dei tipi di carne, sia rossa sia bianca.

Il Marsala è un vino liquoroso a Denominazione di Origine Controllata (DOC) prodotto in Sicilia, nella provincia di Trapani, con esclusione dei comuni di Pantelleria, Favignana ed Alcamo. Narra la leggenda che questo vino così liquoroso deve le sue caratteristiche principali all’invecchiamento in botti di legno, che gli permetteva così di assumere gusto analogo ai vini spagnoli e portoghesi molto diffusi in quel periodo in Inghilterra.

Il Pedro Ximenez proviene da un tipo di uva particolare, simile al moscato italiano, ma coltivata nel sud della Spagna. Questo tipo di uva permette di produrre vini di alta qualità, di solito con not particolarmente fruttate e con un sapore dolce. Un vino tipico prodotto grazie alle uve Pedro Ximénez è il vino Sherry, tipico dell’Andalusia.

Una caratteristica comune tra il Marsala e il vino Pedro Ximénez è che, durante la fermentazione si effettuano i travasi che favoriscono l?ossidazione del vino; alla fine della fermentazione si procede all?aggiunta di etanolo (alcol etilico) di origine vitivinicola e/o di acquavite di vino, al fine di elevare il tenore alcolico.

Un altro vino che può assomigliare a questi due è il Porto, altro vino corposo e liquoroso, che viene prodotto in Portogallo ed è usato come digestivo o aperitivo.

Di seguito consigliamo dei vini in vendita su Uvinum:

 TAGS:Pellegrino Marsala Vergine Riserva 1981Pellegrino Marsala Vergine Riserva 1981

Pellegrino Marsala Vergine Riserva 1981, dal colore e dal sapore vivace

 

 

 TAGS:Don Zoilo Pedro XimenezDon Zoilo Pedro Ximenez

Don Zoilo Pedro Ximenez, liquoroso e fortificato

I nomi dei vitigni ed i loro sinonimi (Parte III)

 TAGS:Albano, Totanera, Canina, Tosca…

No, non stiamo parlando di cantanti, né di opere o di animali. Oggi continuiamo a parlarvi dei diversi nomi che vengono attribuiti alle uve.

Spesso e volentieri, infatti, alle uve vengono dati nomi molto curiosi, alcuni molto antichi, altri solo passeggeri. Conosciamo quindi i vari sinonimi dei nomi delle uve. Quanti riuscite ad identificarne?

Sangioveseè una delle uve italiane più famose, nonché una delle più antiche, ed il suo nome significa “Sangue di Giove”, ma è anche noto come: Brunello, Brunello Di Montalcino, Calabrese, Cardisco, Cordisio, Dolcetto Precoce, Ingannacane, Lambrusco Mendoza, Maglioppa, Montepulciano, Morellino, Morellone, Negretta, Nerino, Niella, Nielluccia, Nielluccio, Pigniuolo Rosso, Pignolo, Plant Romain, Primaticcio, Prugnolo, Prugnolo Di Montepulciano, Prugnolo Gentile, Prugnolo Gentile Di Montepulciano, Riminese, San Zoveto, Sancivetro, Sangineto, Sangiovese Dal Cannello Lungo, Sangiovese Di Lamole, Sangiovese Di Romagna, Sangiovese Dolce, Sangiovese Gentile, Sangiovese Grosso, Sangiovese Nostrano, Sangiovese Toscano, Sangioveto Dell’Elba, Sangioveto Dolce, Sangioveto Grosso, Sangioveto Montanino, Sanvincetro, Sanzoveto, Tignolo, Tipsa, Toustain, Uva Abruzzi, Uva Tosca, Uvetta, San Gioveto, Uva brunella e Uva Canina.

Chenin – quest’uva bianca di origine francese, viene prodotta in quasi ogni regione vitivinicola, ed è anche conosciuta come:  Anjou, Blanc d’Aunis, Capbreton Blanc (Landes, Francia), Confort, Coue Fort, Cruchinet, Cugnette, Feher Chenin, Franc Blanc, Franche, Gout Fort, Luarskoe, Pineau d’Anjou, Pineau de Briollay, Pineau de la Loire, Pineau de Savennières, Pineau Gros, Pineau Gros de Vouvray, Pineau Nantais, Plant de Brézé , Romorantin, Plant de Salces, Plant de Salles, Plant du Clair de Lune, Quefort, Rajoulin, Rouchalin, Rougelin, Steen (Sudafrica), Stein, Tête de Crabe, Vaalblaar Stein, Verdurant, Blanc d?Anjou, Gros Chenin, Gros Pinot Blanc de la Loire, Plant d?Anjou e Gamet blanc.

Riesling – questo vitigno è originario dell’Europa centrale, tra l’altro uno dei più popolari in Germania, e al quale vengono attribuiti molti altri nomi quali: Beregi Riesling, Beyaz Riesling, Biela Grasevina, Dinca Grasiva Biela, Edelriesling, Edle Gewuerztraube, Feher Rajnai, Gentil Aromatique, Gentile Aromatique, Gewuerzriesling, Gewuerztraube, Graefenberger, Graschevina, Grasevina Rajnska, Grauer Riesling, Grobriesling, Hochheimer, Johannisberg, Johannisberger, Karbacher Riesling, Kastellberger, Kis Rizling, Kleigelberger, Kleiner Riesling, Kleinriesler, Kleinriesling, Klingelberger, Krauses, Krausses Roessling, Lipka, Moselriesling, Niederlaender, Oberkircher, Oberlaender, Petit Rhin, Petit Riesling, Petracine, Pfaelzer, Pfefferl, Piros Rajnai Rizling, Pussilla, Raisin Du Rhin, Rajinski Rizling, Rajnai Rizling, Rajnski Ruzling, Rano, Reichsriesling, Reissler, Remo, Rendu, Reno, Renski Rizling, Rezlik, Rezlin, Rezlink, Rhein Riesling, Rheingauer, Rheinriesling, Rhiesling, Riesler, Riesling Bianco, Riesling Blanc, Riesling De Rhin, Riesling Echter Weisser, Riesling Edler, Riesling Gelb Mosel E43, Riesling Giallo, Riesling Grosso, Riesling Gruener Mosel, Riesling Mosel, Riesling Reinskii, Riesling Rhenan, Riesling Rhine, Rieslinger, Rislinenok, Rislinok, Rizling Linner, Rizling Rajinski, Rizling Rajnai, Rizling Rajnski, Rizling Reinskii, Rizling Rynsky, Roessling, Rohac, Rossling, Rosslinger, Ruessel, Ruessling, Russel, Ryn-Riesling, Ryzlink Rynsky, Starosvetske, Starovetski, Szuerke Rizling, Uva Pussila e Weisser Riesling.

Trebbiano – un’uva bianca le cui origini rimandano al Mediterraneo orientale e all’epoca romana; conosciuta anche come: Albano, biancone, blanc auba, blanc de cadillac, blancoun, bobiano, bonebeou, branquinha, brocanico, bubbiano, buriano, buzzetto, cadillac, cadillate, castelli, castelli romani, castillone, chator, clairette d’Afrique, clairette de Vence, clairette ronde, engana rapazes, espadeiro branco, falanchina, greco, gredelin, hermitage white, juni blan, lugana, malvasía fina, muscadet aigre, padeiro branco, perugino, procanico, procanico dell’isola d’Elba, procanico portoferraio, queue de Renard, romani, rossan de Nice, rossetto, rossola, rossula, roussan, roussea, rusciola, saint emilion, saint emilion des Charentes, santoro, shiraz white, spoletino, talia, trebbianello, trebbiano, trebbiano della fiamma, trebbiano di Cesene, trebbiano di Empoli, trebbiano di Lucca, trebbiano di Tortona, trebbiano fiorentino, trebbiano toscano, trebbianone, tribbiano, tribbiano forte, turbiano, ugni blanc, trebbiano di Soave, trebbiano romagnolo, trebbiano gallo, bouan, beau, thalia e trebbiano d’Abruzzo.

Volete provare uno di questi vini? Ecco a voi!

 TAGS:Auzells 2011Auzells 2011

Auzells 2011: Questo vino è una combinazione di Riesling, Chardonnay, Müller-Thurgau, Macabeo, Moscato, Sauvignon Blanc, Parellada, Viognier, Albariño e Roussanne. In pratica, non gli manca niente, vero?

 

 TAGS:Tiberio Trebbiano D'Abruzzo 2011Tiberio Trebbiano D’Abruzzo 2011

Tiberio Trebbiano D’Abruzzo 2011, un vino leggero ma gustoso

 

 

La differenza tra un vino dolce e uno liquoroso

 TAGS:La gran varietà di vini sul mercato ci obbliga spesso a prendere delle decisioni ardue al momento di scegliere. I vini dolci o liquorosi sono tra queste opzioni che ci immergono nel dubbio.

I vini dolci sono caratterizzati da un’alta percentuale di zucchero nell’alcol. A causa della stagionatura lunga alla quale sono sottoposti vengono conosciuti anche come vini a fermentazione parziale.

La maggior parte dei vini dolci sono elaborati con uva Moscatel o Macabovinos per quanto riguarda i bianchi oppure con Garnacha per quanto riguarda i vini rossi. Non sono vini naturali senza trattamento ed il loro nome proviene dalla dolcezza di origine naturale. 

I vini generosi sono quelli con una gradazione alcolica tra i 15 e i 23 gradi, generalmente elaborati con uve palomino e Pedro Ximenez. Questo tipo di vino viene omogeneizzato prima dell’imbottigliamento.

La loro peculiarità radica nel loro sistema di invecchiamento: i barili di quercia nei quali invecchiano sono di 50 litri e, una volta riempiti di vino allo stato primario, si collocano nella cantina in base al processo di invecchiamento che deve essere applicato.

L’abbinamento del vino dolce può essere effettuato in contrasto con prodotti o alimenti con sapore diverso oppure per concordanza, ossia con cibi che rafforzano il sapore del vino. Un caso famosissimo di vino generoso diffuso in tutto il mondo è il Porto, prodotto celeberrimo del Portogallo.

L’abbinamento ideale per i vini generosi sono i formaggi tipo roquefort o gorgonzola, i formaggi azzurri o verdi o anche il cioccolato.

Ecco qui alcuni vini in vendita su Uvinum:

 TAGS:Ferreira Porto TawnyFerreira Porto Tawny

Ferreira Porto Tawny, un classico

 

 

 TAGS:La Morandina Moscato D'Asti Docg 2012La Morandina Moscato D’Asti Docg 2012

La Morandina Moscato D’Asti Docg 2012, un dolce tutto italiano

La bottiglia di Jerez è scaduta?

 TAGS:Una delle peculiarità dei vini Sherry, anche noti come Sherry, è che non hanno annata. Vengono prodotti con un metodo chiamato “criaderas y soleras”. Tutti avrete visto tutte quelle botti nelle cantine, una sopra l’altra. Bene, la procedura per l’affinamento dei vini di Jerez è la seguente: si imbottiglia il vino dalla botte che sta poggiata sul pavimento (per questa ragione chiamata “solera”, dallo spagnolo suelo=pavimento), e si riempie questa botte con quella di sopra, con la quale è collegata, e così via fino ad arrivare a quella che sta più in alto che viene riempita con il vino nuovo dell’anno.  , anche noti come Sherry, 

I vini di diverse annate vengono quindi mischiati tra di loro, ed è per questa ragione che allo sherry che c’è nella vostra bottiglia non è possibile assegnare un’annata in particolare; a questo punto, ci assale però un dubbio: come facciamo a sapere che il vino è nelle condizioni ottimali per essere bevuto? O in altri termini: la nostra bottiglia di sherry è scaduta?

Per scoprirlo, bisogna guardare la data di imbottigliamento, in quanto si ritiene che il vino, finché rimane in cantina, ha un’evoluzione positiva; quindi, fino a quando non viene imbottigliato, non corre alcun rischio di deterioramento. Dove sono le informazioni relative alla data di imbottigliamento?

Se guardate la foto, abbiamo cerchiato un numero che inizia con la lettera “L”. Questo numero indica quando il vino è stato imbottigliato. Poi, a seconda del tipo di Jerez, saprete se il vino che avete tra le mani è in ottime condizioni o no. C’è da dire che, poichè l’enologia non è una scienza esatta, è possibile trovare ua bottiglia in perfette condizioni molto tempo dopo il periodo dopo il quale avrebbe dovuto perdere qualità, e viceversa. Naturalmente, anche le condizioni in cui la bottiglia è stata conservata hanno la loro importanza.

I due sistemi di codifica più comuni iniziano con la “L” sull’etichetta, insieme ad un numero di 4 o 5 cifre. Nel codice a quattro cifre, la prima cifra dopo la “L” indica l’anno, seguito dal giorno dell’anno in cui lo Jerez è stato imbottigliato. Quindi il codice “L7137”, che è quello visibile nella foto, risultata essere il giorno 137 del 2007, ossia il 17 maggio del 2007.

Se la bottiglia ha 5 cifre dopo la “L”, allora le prime 3 cifre indicano il giorno di imbottigliamento e le ultime due rappresentano l’anno. Quindi “L18409” sta ad indicare il giorno 184 del 2009, ovvero il 2 Luglio del 2009.

Da questa data, si deve calcolare il tempo che è passato da quando il vino è stato imbottigliato, e valutare se, dopo questo momento, il vino è scaduto o meno. Ciò è particolarmente utile non solo per le bottiglie che avete in casa, ma anche durante l’acquisto di un Jerez in un posto in cui non sapete con quale frequenza viene acquistato.

Adesso arriva la parte della scienza inesatta. Quanto tempo si mantiene uno sherry nella bottiglia? Dipende da come è stato conservato, dalla marca e persino dalla meteorologia. Ma un margine di sicurezza potrebbe essere questo:

Fino / Manzanilla: va consumato non più di 12-18 mesi dalla data di imbottigliamento e non più di 1 settimana dopo l’apertura.
Amontillado / Palo Cortado: va consumato non più di 18-36 mesi dalla data di imbottigliamento e non più di 2-3 settimane dopo l’apertura.
Oloroso / Cream: va consumato non più di 24-36 mesi dopo la data di imbottigliamento e non più di 4-6 settimane dopo l’apertura.
Pedro Ximénez: va consumato non più di 24-48 mesi dopo la data di imbottigliamento  e non più di 1-2 settimane dopo l’apertura.

Elaborazione e varianti del vino di Jerez, o Sherry

 TAGS:Il vino Sherry non è un vino unico, in quanto la sua denominazione raggruppa 4 varianti che nascono a partire da un liquido base elaborato nello stesso modo:

– Fino

– Amontillado

– Oloroso

– Palo cortado

Per legge, il 70% della pestatura iniziale deve essere utilizzato per produrre i vini della varietà ?fino? o comune, un altro 20% è destinato alla produzione della varietà ?oloroso? e di altri vini di minore qualità, mentre il liquido rimanente deve essere distillato (convertito in una bevanda alcolica, come il cognac).

Nell?elaborazione di questi vini, oltre alla raccolta delle uve, alla macinazione, alla pigiatura, alla fermentazione e all?aggiunta di alcol vinico per aumentarne la graduazione, è molto importante che nella botte in cui riposa cresca anche il cosiddetto “fiore”: un fungo che sviluppa uno strato che conferisce al vino delle proprietà uniche e allo stesso tempo lo protegge dall?azione nociva dell?ossigeno. Tuttavia, contrariamente a quanto accade con i vini tradizionali, quella dell?ossigeno non sempre è una presenza scomoda; anzi, a volte si cerca proprio quel deterioramento dovuto alla sua esistenza. Come nel caso, per esempio, del vino Jerez “amontillado”. La gradazione alcolica determinerà poi il vino stesso; nel caso dei “finos”, degli “amontillados” e degli “olorosos”, sarà di 15% in volume mentre per la varietà “palo cortado” di 17% in volume (il fiore non si può sviluppare in questo ambiente).

La massima espressione tra questi vini è il cosiddetto “fino”, di colore dorato pallido e dall?aroma mandorlato. Si tratta di una bevanda molto secca e dal gusto morbido. Qui il fiore evita, dopo almeno tre anni di invecchiamento biologico, l?ossidazione del liquido. Da molti considerato l?aperitivo perfetto, questo vino si consuma a 8ºC e si abbina perfettamente al pesce e ai frutti di mare.

Il vino di Jerez “amontillado” ricorda invece le nocciole ed ha un colore ambrato. Anch?esso di sapore secco, è il risultato di un doppio invecchiamento, biologico e ossidante; la sua elaborazione comincia come un “fino”, con tanto di fiore, che però con il tempo perde, e l?ossigeno inizia ad influire sul liquido conferendogli caratteristiche proprie. Servito ottimamente a 14°C, gli esperti consigliano di abbinare questo vino a zuppe, carne bianca e pesce grasso.

“Oloroso” è il termine utilizzato per identificare uno sherry più scuro rispetto ai precedenti, con note di noce e affumicato alla bocca. Con una maggiore gradazione alcolica del “fino” o del “amontillado”, questo vino di Jerez deriva da un contatto prolungato del vino con l?aria all?interno della botte. Si consuma di solito con carni di selvaggina, per il suo gusto marcato, e ad una temperatura intorno ai 14°C.

Tra la varietà “amontillado” e quella “oloroso” incontriamo la “palo cortado”, che si raggiunge quando i sommelier identificano note citriche nell?invecchiamento dello Jerez fino e lo fortificano con più alcol per eliminarne il fiore e aprire la strada ad una fase ossidante che potenzierà le speciali caratteristiche ritrovate in botte. Questo vino si beve a 13°C, ed è ideale da degustare solo o forse con frutta secca.

Nella zona di Sanlucar de Barrameda, l?inverno è più mite rispetto a Puerto de Santa Maria o a Jerez de la Frontera, perché la vicinanza dell?oceano Atlantico ne modera il freddo. La natura fa si che il fiore rimanga attivo tutto l?anno conferendo al ?fino? caratteristiche peculiari tanto da essere conosciuto con il nome di Manzanilla.

Lo Sherry e il Pedro Ximénez

 TAGS:Pedro Ximénez e Palomino Fino sono le varietà di uva che definiscono il carattere delle due regioni spagnole rispettivamente di Cordova e dell?Andalusia; ebbene proprio in questi luoghi così secchi ed afosi si producono i vini più rinomati del paese: lo Sherry (in spagnolo ?Jerez?) ed il Pedro Ximénez. Nel secolo XVI, molto prima che il mondo venisse a conoscenza del Rioja o del Ribera del Duero (due delle denominazioni d?origine più famose della Spagna), queste due bevande avevano già un enorme successo di esportazione, soprattutto verso il Regno Unito.

Fu precisamente il matrimonio tra la primogenita dei Re Cattolici Caterina d?Aragona ed il principe Arturo d?Inghilterra a potenziare il commercio di questi prodotti oltre frontiera. Al punto che molto tempo dopo, nel secolo XIX, lo Sherry rappresentava il 40% delle importazioni di vino dell?isola.

Per negligenza si è soliti confondere lo Sherry con il Pedro Ximénez, a causa del loro colore, praticamente identico,  e della loro vicina provenienza. Tuttavia le differenze tra i due non sono poche. Il primo è un vino secco da antipasti, elaborato con uva Palomino Fino; mentre il secondo è un vino dolce prodotto con la varietà Pedro Ximénez, ideale per accompagnare i dessert. L?unione tra le due bevande è dovuta solo alla loro terra, in quanto entrambe hanno bisogno di molte ore di sole e di poca acqua. Inoltre tutti e due sono prodotti fortificati, ciò significa che viene loro aggiunto dell?alcol vinico dopo la fermentazione e che entrambe vengono poi travasati in botti di rovere per l?invecchiamento in soleras.

Una volta nelle cantine, le botti vengono disposte in forma piramidale, lasciando sempre la più vecchia sotto e le più giovani in alto e, per il loro imbottigliamento, il cantiniere ne prende una porzione da ogni recipiente. Alla fine le botti vengono riempite utilizzando il vino più giovane. In questo modo lo Sherry ed il Pedro Ximénez si mantengono sempre freschi. Un Pedro Ximénez, per esempio, può rimanere in botte talmente tanto tempo, che ci sono ancora sul mercato delle etichette,con quotazioni altissime, della vendemmia del 1924.

Il vino Jerez (Sherry), elaborato sempre secco con la varietà di uva Palomino Fino, deve il suo nome al paese Jerez de la Frontera, nel sud della Spagna, in Andalusia. In generale, le cantine, appartenenti a delle grandi aziende, producono la bevanda solo in questa città ed in altri due paesi limitrofi: Sanlúcar de Barrameda e Puerto de Santa María.

Per tenere alta l?immagine, negli ultimi anni l?elaborazione dello sherry è regolata da una serie di norme, tra cui: limitare la quantità di vino che può essere venduto ogni anno da una cantina; proibirne la vendita all?ingrosso ed infine permettere l?inserimento dell?annata nelle etiichette dei vini premium.