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Vinitaly, direzione Cina

 TAGS:Vinitaly, la più importante fiera di vini italiani, nell’edizione 2013 ha riscosso un grandissimo successo grazie ai suoi 150mila visitatori (+6% rispetto al 2012). Il dato importante è stato che  quali 50mila spettatori sono arrivati dall’estero.

Questo evento è una maniera perfetta per conoscere la grande varietà di vini prodotti in Italia, tanto bianchi come rossi o rosati. I 4.200 espositori hanno approfittato dell’evento per poter intrecciare vari contatti di business, come confermano le parole di Rolando Chiossi, vicepresidente di Giv e di Cantine Riunite Civ: ” È stato un Vinitaly positivo, con tanti operatori italiani. Parecchi i contatti nuovi con operatori cinesi, russi e brasiliani, che sono i Paesi che ci interessano a breve-medio termine. Ma questa edizione del salone è stata anche ricca di iniziative, sia di convegni che di incontri tecnici e finanziari“.

Anche Francesco Zonin, vicepresidente della Cantina Vinicola Zonin, ha sottolineato l’importanza e la crescita dell’edizione 2013 di Vinitaly: “Un ottimo Vinitaly, con molti operatori provenienti dalla Cina, che magari rappresentano un?opportunità per esportare in questo grande mercato dove l?Italia è ancora poco presente”.

Per molti è un bene che la Cina abbia dimostrato molto interesse verso la fiera, in quanto sta portando l?entusiasmo di cui si ha notevole bisogno in Italia in questo momento. La Cina presuppone un’ingente fetta del mercato mondiale, ed il vino non rappresenta certo l’eccezione. 

Vinitaly è riconosciuto per il suo prestigio a livello mondiale e si tiene ogni anno nella città di Verona, in Veneto. La prima edizione ebbe luogo nel lontano 1967 ed ogni anno ospita oltre cinquanta degustazioni tematiche di vini italiani e stranieri e propone un programma convegnistico che affronta le principali tematiche legate alla domanda ed offerta del mercato del vino, le analisi sono condotte dell?Osservatori di Vinitaly Studi&Ricerche.

Inoltre Vinitaly svolge anche la funzione di ambasciatore del vino italiano nel mondo attraverso Vinitaly in the world che organizza eventi B2B e B2C nei principali mercati internazionali.italiano.

Ecco alcuni prodotti tipici italiani che si possono trovare negli stand di Vinitaly:

 TAGS:Pellegrino Tripudium Rosso Duca Di Castelmonte 2009Pellegrino Tripudium Rosso Duca Di Castelmonte 2009

Pellegrino Tripudium Rosso Duca Di Castelmonte 2009, di colore rosso rubino intenso

 

 

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Attems Pinot Grigio Ramato 2011, sapore intenso di fragola

Il Campari

 TAGS:Se esiste una bibita di gradio alcolico medio, rinfrescate e con un sapore particolarmente amaro, è senza dubbio il Campari. Questa bevanda, conosciuta in tutto il mondo, fu elaborata e creata nel 1980 a Milano, dove Gaspare la vendeva come un aperitivo formato da 60 ingredienti tra i quali erbe, frutte e spezie. 

Il Campari si distingue per la sua gradazione alcolica di 28,5 gradi ed il suo caratteristico colore rosso la rende una bevanda inconfondibile. Questo rosso deriva dal colorante impiegato nell’elaborazione, che in precedenza si pensava si dovesse all’uso di corazze di tartaruga. 

Il Campari è una bevanda molto versatile ed è utilizzata in una serie di ricette come:

  • Negroni: parti eguali di vermut rosso, campari e gin.
  • Garibaldi: Campari accompagnato da succo d’arancia
  • Mi To: Parti eguali di Vermut rosso e Campari.

Nonostante tutto tra i cocktail più conosciuti con il Campari come ingrediente principale è, senza dubbio, ci sono il famosissimo Spritz e il cosiddetto ?Americano?, dove risaltano il sapore del vermut, della soda e della scorza d’arancia.

Nonostante il Campari venga da Milano, si produce anche in Brasile, dove il gruppo Campari possiede una fabbrica a San Paolo, e da  poco anche in Argentina. 

Il gruppo Campari è una compagnia di produzione di bibite alcoliche e analcoliche con oltre 40 marche e con una distribuzione in oltre 190 paesi. Il gruppo Campari è la 6 società a livello mondiale di bibite distillate ( la prima in Italia e in Brasile) ed i suoi  prodotti sono diffusi anche negli Stati Uniti e in tutta Europa.

L’etichetta bianco-azzurra della bottiglia di Campari contrasta con il colore rosso della bevanda all’interno. Ma la sua popolarità si è espansa grazie anche a dei testimonial d’eccezione come l’attrice spagnola Penelope Cruz, l’attrice americana Jessica Alba ed altre personalità celebri che hanno posato per la pubblicità di questa compagnia. Esiste anche una  bevanda simile al Campari, l’Aperol, diretta concorrente nei luoghi dove si consuma l’aperitivo. 

Di seguito suggeriamo un Campari e un Aperol:

 

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Aperol Barbieri 1L, l’aperitivo ideale

 

 

 

 TAGS:CampariCampari

Campari, un vermut storico

Il successo dei vini rosati

 TAGS:Nell’amplia gamma di vini italiani a disposizione di intenditori e non , ultimamente stanno riscuotendo un grande successo i vini rosati, anche conosciuti come rosé. Questi vini, soprattutto durante l’estate quando il caldo la fa da padrone, sono una buona alternativa per coloro che non amano i vini troppo corposi o densi come i rossi, ma che neanche preferiscono il sapore secco dei bianchi.

In effetti, i rosati fanno leva sul loro sapore particolarmente fresco e fruttato, a volte leggermente frizzante, e si sposano bene con vari alimenti, oltre ad essere perfetti sia per un aperitivo sia per un pranzo o una cena, nonché per cucinare.

Tuttavia il successo dei vini rosati in Italia non si riscontra esclusivamente durante il periodo estivo, bensì questo tipo di vino sta ormai acquisendo una popolarità sempre più imperante, dovuto, appunto, al suo gusto soave e tendente al dolce che soddisfa vari palati.

Mentre in Francia la tradizione dei rosé è già ben consolidata, e questo tipo di vino accompagna indifferentemente carne e pesce, in Italia questa tendenza è cominciata da poco. Grazie anche alla loro bassa gradazione alcolica, i rosati si sono imposti poco a poco nella tradizione eno-gastronomica del Belpaese

Infatti i vini rosati hanno iniziato ad imporsi lentamente durante le cene, mentre prima erano solo un’alternatvia allo Spritz per un aperitivo al fresco in una terrazza. Il loro profumo floreale e fruttato risulta spesso gradevole ed ormai la qualità media di questi vini è migliorata a tal punto che non si sente più se sono ossidati o caramellati.

Dal 2009 al 2011 la diffusione di vini rosati in Italia, secondo i dati riportati dalla Guida dei Vini d?Italia, è esplosa aumentando del 30 per cento. Questo dato è chiaramente indicativo del successo dei rosati, che è dovuto anche all’ effervescenza ma anche ad un particolare livello di sperimentazione. Ormai, dalla Sicilia al Trentino non esiste un ristorante che non abbia una buona scorta di rosati nella propria cantina.

Ecco qui due dei migliori vini rosati disponibili su Uvinum:

 TAGS:Castello Banfi Centine Rosé 2010Castello Banfi Centine Rosé 2010

Castello Banfi Centine Rosé 2010, con riflessi brillanti

 

 

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Canti Sangiovese-Merlot Daunia I.G.T. 2008, al profumo di fragoline di bosco

Negroamaro, sapore di Puglia

 TAGS:La tradizione de vini in Italia è ben rinomata in tutto il mondo. Ma non bisogna fermarsi solo ai soliti nomi come il Chianti o il Barolo, bisogna andare più in fondo e cercare nuovi sapori e nuove emozioni.

Spostandoci un po’ più a Sud dello Stivale, più precisamente proprio nel suo tacco, possiamo soffermarci sui vini pugliesi, che sono prodotti al sole del Mediterraneo e con un clima sempre mite che trae vantaggio dalla vicinanza del mare. Infatti la Puglia risulta essere la regione italiana con la più alta produzione vinicola.

Tra questi vini risalta, senza dubbio, il Negroamaro, che prende il nome dal vitigno a bacca nera che prevale nella zona pugliese del Salento. Questo vitigno è uno dei più importanti di tutta l’Italia del Sud. Da questo vitigno nascono vini rossi e rosati ed uno dei prodotti più noti e pregiati è il Salice Salentino, che prende il nome del comune in provincia di Lecce dove viene elaborato. Questo vino è prodotto attraverso la fermentazione di uve Negroarmaro (85%) e di uve Malvasia (15%).

Il nome Negroamaro è una fusione delle parole “niger” e “maru” che rispettivamente in latino e in greco antico significavano, appunto “nero”. Ciò nonostante, un’altra versione sostiene che il nome derivi dal termine dialettale “niuru maru” che si riferisce al colore nero ed al sapore amaro del vino.

Il Negroamaro si distingue per essere un vitigno molto versatile e attraverso la sua fermentazione nascono dei rosati profumati e dei rossi molto morbidi ed eleganti. Tutti i vini elaborati da questo vitigno sono ideali per qualsiasi tipo di pasto e si caratterizzano per il loro colore rosso granato. Il profumo è fruttato e spesso si notano note di tabacco. 

La miglior maniera di sorseggiare un Negroamaro è quella di accompagnarlo con alimenti tipici pugliesi, come ad esempio una pasta fatta in casa come le “Sagne ‘incannulate” che si servono normalmente con una zuppa di ceci oppure delle polpette al sugo di pomodoro. Per quanto riguarda i secondi un ottimo abbinamento è la carne d’agnello. 

Ecco due tipi di Negroamaro di alta qualità:

 TAGS:Conti Zecca Nero 2008Conti Zecca Nero 2008

Conti Zecca Nero 2008, perfetto con la carne

 

 

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Terre Avare Negroamaro Salento Igt 2010, colore rosso intenso

Il Lambrusco, fenomeno emiliano

 TAGS:Durante una buona cena composta da un piatto tipico come dei tortellini o anche semplicemente da insaccati di qualità o da della buona carne rossa, il Lambrusco si distingue come un accompagnamento ad hoc; delicato, gustoso ed effervescente, questo vino continua ad essere tra i più venduti in Italia, come confermato da una recente indagine svolta da Vinitaly. 

Eppure il Lambrusco non riscuote successo solo nel Belpaese bensì è tra i più consumati vini italiani in tutto il mondo e la sua fama è pari a quella di vini rossi di qualità come il Chianti, il Brunello di Montalcino e il Barbera. Il Lambrusco, essendo un vino dolce e spumoso, incanta i palati di molte persone e la riprova è la fama di questo prodotto in paesi come Spagna e Francia, dove il consumo di formaggi ed insaccati favorisce l’abbinamento del prodotto non solo durante una cena o un pranzo ma anche durante un aperitivo. Ciò nonostante, le esportazioni di Lambrusco DOC fuori dall’Italia sono ancora poco frequenti.  

Di solito servito fresco, il Lambrusco è un vino effervescente che prende il nome da una serie di vitigni che si trovano principalmente in Emilia Romagna, più precisamente nelle provincie di Modena e Reggio Emilia, dove risalta come prodotto tipico. Le sue uve sono originariamente rosse ma vengono utilizzate per produrre questo tipo di vino che può essere rosso o rosato, ma si caratterizza sempre per essere frizzante.

Per quanto riguarda la sua produzione, il Lambrusco ha una storia particolare: agli inizi del 1900 si caratterizzava per essere secco e la sua schiuma veniva prodotta tramite una fermentazione in bottiglia come avveniva per lo Champagne. In seguito, con l’avvento di nuove tecnologie e l’impiego del metodo di produzione Charmat, il Lambrusco assunse un sapore più dolce e vide la sua produzione aumentare in maniera esponenziale. 

Per godere delle migliori proprietà del Lambrusco c’è bisogno di accompagnarlo con prodotti gastronomici emiliani, come carne di agnello, salsiccie oppure parmigiano reggiano. Inoltre viene anche usato nella vinoterapia per favorire la conservazione della pelle.

 Ecco qui alcuni tipi di Lambrusco della migliore qualità:

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Lambrusco Otello Ceci, pregiata qualità

 

 

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Lambrusco Rialto Rosato, dal gusto leggero

La dolcezza del passito

 TAGS:Esistono vari modi per concludere una pranzo buono ed abbondante. Il vino passito è, senza dubbio, uno di questi. Il sapore dolciastro di questo tipo di vino è ideale per accompagnare il momento del dolce, quando la bocca ha bisogno di assaporare qualcosa di più soave e fruttato. La corposità e la generosità di questo liquido esaltano prevalentemente i sapori dolci ma anche alcuni salati. Questo vino proviene dalla Sicilia, una regione specializzata in vini particolarmente saporiti come, ad esempio, il Marsala.

Nonostante venga prodotto tramite la stessa vinificazione dei vini normali, il passito viene prodotto attraverso delle uve che, prima di essere state vinificate, sono state precedentemente sottoposte ad appassimento su degli appositi graticci. Le uve vengono, dunque, disidratate togliendo tutta l’acqua presente nell’acino. Ma perché questo processo? Il suo scopo è quello di conferire una maturazione elevata alle uve affinché concentrino maggiori quantità di zuccheri, profumi e sali minerali. Da lì derivano la spiccata gradazione alcolica e il sapore dolce.

Nonostante la produzione di questo tipo di vino sia diffusa in tutto il mondo, è in Italia che si trovano la maggior parte dei passiti e tra tutti spicca il Passito di Pantelleria.  Questo vino di Denominazione d’Origine Controllata è prodotto esclusivamente nelle provincia siciliana di Trapani. Dal colore particolarmente ambrato e il sapore dolce e gradevole, il Passito di Pantelleria va consumato a temperatura ambiente ed è perfetto per combinarsi con dolci, frutta secca e frutti di bosco, anche se non disdegna alcuni tipi di formaggi come quelli erborinati.

Una combinazione molto gradita e diffusa è, senza dubbio, quella del passito con dei biscotti croccanti, come ad esempi i cantuccini toscani. In questo abbinamento il sapore delle mandorle dolci scatena nella bocca una sensazione di gusto particolare se abbinato a un buon passito.

La maggior parte dei vini passiti ha una gradazione alcolica che oscilla tra i 14 e i 16 gradi, per cui risaltano come maggiormente alcolici rispetto ai vini normali. 

Ecco qui due esempi di passito di alta qualità:

 TAGS:Colpetrone Sagrantino Di Montefalco Passito 375ml 2007Colpetrone Sagrantino Di Montefalco Passito 375ml 2007

Colpetrone Sagrantino Di Montefalco Passito 375ml 2007

 

 

 TAGS:Ceretto Moscato Passito (3/8) 375ml 2004Ceretto Moscato Passito (3/8) 375ml 2004

Ceretto Moscato Passito (3/8) 375ml 2004

Grappa, un distillato unico

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La tradizione di distillati italiani non prevede solo il famoso aperitivo Martini o l’altrettanto conosciuto Amaretto di Saronno, ma è anche nota per la Grappa. Per Grappa si intende esclusivamente un distillato alcolico prodotto da vinacce nell’area geografica del Nord Italia, di San Marino e della Svizzera italiana.  Nonostante in altre nazioni esistano distillati simili tipo acquavite, il nome Grappa può essere assegnato solo se derivato dalle uve delle zone precedentemente citate. Il processo di produzione della grappa è particolare e segue un rituale molto preciso che rende il distillato unico.

Le origini della grappa risalgono, però, addirittura al 6º secolo avanti Cristo, quando in Mesopotamia venivano prodotti i primi esempi di acquavite. I processi di distillazione validi per quel tipo di bevanda sono poi in seguito stati modificati per adattarsi alla distillazione delle vinacce, tramite anche dei processi chimici.

Tuttavia la bevanda deve il suo grande successo alla nascita della distilleria Nardini in quel di Bassano del Grappa nel lontano 1779. Questa fabbrica segnó una vera e propria rivoluzione nella maniera di distillare i liquidi alcolici, tramite un processo di distillazione a vapore. Non vi è, infatti, dubbio che la grappa abbia preso il suo nome proprio dalla località nella quale la famiglia Nardini aveva deciso di aprire il proprio stabilimento.

Nella produzione della grappa il passo fondamentale è, una volta avvenuta la svinatura, la distillazione delle vinacce. Da lì in poi nascerà il prodotto finito, la cui gradazione alcolica oscilla tra i 37,5 e i 60%. Esistono vari tipi di grappa, a seconda della distillazione:

  • Giovane (non invecchiata)
  • Aromatica, che proviene da uve aromatiche come Moscato o Traminer aromatico
  • Invecchiata per almeno 12 mesi
  • Riserva Invecchiata o Stravecchia: stagionatura di almeno 18 mesi in legno sotto controllo
  • Aromatizzata, alla quale vengono aggiunti sapori di aromi naturali come erbe, frutti o radici.  

Per bere la grappa esistono vari tipi di bicchieri. Generalmente si utilizza un tipo di bicchiere chiamato tulipe (per la sua forma a tulipano).

Suggeriamo due tipi di grappa di altà qualità:

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Grappa Nardini, sapore unico

 

 

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Francoli Grappa Ruta, gusto deciso