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5 vini per la festa della Repubblica

 TAGS:Come tradizione comanda, è d’obbligo festeggiare una festa nazionale nel miglior modo possibile.C’è chi preferisce andare in vacanza, chi partecipa a una parata festiva e chi decide di farlo a tavola. In qualsiasi caso, un vino non è mai troppo.

Per la festa della Repubblica, che in Italia cade ogni 2 giugno, vi sono moltissime possibilità di accompagnare i piatti preferiti con dell’ottimo vino. Visto e considerato che si è in Italia, la patria del buon vino, è importante scegliere dei tipi di vino adatti allo scopo, che devono essere di ottima fattura.

Questa festa, che solo da pochi anni è entrata nel calendario degli italiani, quest’anno cade di lunedì. Niente di meglio per coloro che vogliano partire per un ponte lungo per rilassarsi dalle fatiche e dal tran tran quotidiano in città. Dal sabato al lunedì molte tavole italiane saranno imbandite per degustare piatti tipici e ovviamente anche vini di qualità

Ecco i nostri suggerimenti dei migliori 5 vini per accompagnare al meglio il cibo durante questa festa:

5. Masciarelli Cabernet Sauvignon Marina Cvetic 2003 

 TAGS:Masciarelli Cabernet Sauvignon Marina Cvetic 2003Masciarelli Cabernet Sauvignon Marina Cvetic 2003

Masciarelli Cabernet Sauvignon Marina Cvetic 2003: Questo vino rosso è composto di uve Montepulciano e di uve Cabernet Sauvignon. Accompagna perfettamente carni rosse e insaccati

 

 

4. Cuvèe Annamaria Clementi Rosè.

 TAGS:CA del Bosco Franciacorta Cuvee Annamaria Clementi Rosè 2005CA del Bosco Franciacorta Cuvee Annamaria Clementi Rosè 2005

CA del Bosco Franciacorta Cuvee Annamaria Clementi Rosè 2005: Senza dubbio il miglior rosato d’Italia per la sua pastosa ricchezza e la sua grande freschezza

 

 

3. Ceci Otello Lambrusco

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Ceci Otello Lambrusco: È uno spumeggiante vino frizzante elaborato da uve Lambrusco e adatto a moltissimi tipi di pranzi o cene

 

 

2. Stella Di Campalto Brunello Di Montalcino 2007

 TAGS:Stella Di Campalto Brunello Di Montalcino 2007Stella Di Campalto Brunello Di Montalcino 2007

Stella Di Campalto Brunello Di Montalcino 2007: Un gran classico che non può mai mancare. Dalla grande longevità, è un rosso intramontabile che si adatta a qualsiasi tipo di pasto, anche se è preferibile da consumare con le carni rosse.

 

 

1. Feudi Di San Gregorio Cutizzi Greco Di Tufo 2012

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Feudi Di San Gregorio Cutizzi Greco Di Tufo 2012: Per gli amanti del bianco, poche sono le opzioni migliori di questo vino campano che viene elaborato da uva bianca che cresce sotto il sole. È inoltre uno dei pochi vini bianchi italiani che si presta all’invecchiamento.

 

Ma non bisogna fermarsi ai suggerimenti qui sopra citati. Esistono tantissimi altri vini che possono fare al caso di chi vuole festeggiare una ricorrenza come la festa della Repubblica. Soprattutto se si pensa che siamo all’inizio dell’estate. Molti vini freschi iniziano ad essere stappati per allietare un pranzo all’aria aperta, magari all’ombra di un albero mentre il sole campeggia a pochi metri.

I 50 vini più ammirati del 2014

 TAGS:Sono molte le marche famose di vino che ogni giorno sentiamo o vediamo, ma solo 50 sono state le più votate o ammirate nell’inizio di questo 2014 in tutto il mondo. Un posto privilegiato lo hanno, senza dubbio, i vini spagnoli, che hanno ultimamente accumulato molte richieste, oltre ovviamente ai soliti vini italiani e francesi.

Il podio è composto dai seguenti vini:

  • Bodegas Torres – Spagna: Questa marca di vino è prodotta dal 1980 e la sua identità è la sua eccellente qualità che genera un ottimo rapporto con i consumatori, che va oltre le mode. 
  • Casillero del Diablo de Concha y Toro – Cile: È la prima volta che questa marca entra nel podio. Disponibile in oltre 135 paesi in tutto il mondo, è sempre più importante.
  • Chateau Latour – Francia: Propietà di Bernard Magrez, questa marca produce i vini più ammirati di Bourdeaux e ha fatto un gran salto dal posto 3 al 10.

Il resto delle marche di vino più votate e quotate del 2014 vedono predominare i vini francesi, oltre a quelli italiani, spagnoli, cileni e australiani. Ecco qui i migliori 20: d

  1. Bodegas Torres – Spagna
  2. Concha y Toro – Cile
  3. Château Latour – Francia
  4. Tignanello – Italia
  5. Penfolds – Australia
  6. Chateau D`Yquem – Francia
  7. Chateau Margaux – Francia
  8. Cloudy Bay – Nuova Zelanda
  9. Guigal – Francia
  10. Vega Sicilia – Spagna
  11. Ridge – USA
  12. Louis Latour – Francia
  13. Château Haut-Brion – Francia
  14. Michel Chapoutier – Francia
  15. Yalumba – Australia
  16. Cono Sur – Cile
  17. Robert Mondavi – USA
  18. Marqués de Riscal – Spagna
  19. Château Petrus – Francia
  20. Jacob’s Creek – Australia

E tu, quali vini preferisci? Eccoti i nostri suggerimenti:

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Altos Ibéricos 2011

 

 

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Amelia 2007

Mangiando per l’Europa (e II)

 TAGS:Nella prima puntata sulla gastronomia europea abbiamo parlato della cucina francese e dei pesci affumicati nordici. Ora ci occuperemo di altro. 

In Belgio la gastronomia ha radici francesi e tra i suoi piatti principali ci sono le cozze cotte, che si mangiano con patate fritte o birra artigianale. Inoltre ci sono ottimi vini in Belgio, data la tradizione francese.  

 TAGS:La cucina irlandese vede la patata farla da padrone, dato che è l’elemento base per molti piatti, tipo il colcannon, dove ci sono anche aglio e cavolfiore. In quanto a bevande, ovviamente su tutte spiccano la birra (la Guinness o la rossa) e il whisky irlandese, anche se viene prodotto del vino ultimamente. 

La Svizzera è chiaramente influenzata da paesi come la Francia e l’Italia. I suoi piatti tipici sono i formaggi e il cioccolato, oltre alla carne Cervelat, che si prepara in varie maniere. Le regioni vinicole sono il Valais, il Vaud e il Tesino. 

 TAGS:I formaggi olandesi tipo Gouda e Edam sono famosissimi, così come le loro patate lesse e la zuppa di piselli. L’Olanda ha qualcosa come 150 vigneti e il vino di elabora soprattutto nel Gelderland e a  Limburgo.

Il kebab è tipico della Turchia, dove ci sono anche il pesce azzurro e il pollo al miele, mentre l’elaborazione del vino nazionale cresce costantemente. 

In Romania si consumano prevalentemente zuppe come quelle di trippa e di polpette, oltre agli stufati e agli insaccati. La Romania ha anche una tradizione vinicola importante, grazie ai vigneti del Cotnari, al Nord della Moldavia.

 TAGS:In Gran bretagna ci sono piatti gustosi ed elaborati come il Roast Beef, con carne arrostita, oltre a dolci di burro e frutta. Si produce poco vino ma esistono anche dei vigneti di un certo tipo, che producono qualcosa come 2 milioni di bottiglie all’anno.

Ecco due raccomandazioni delicatessen per i tuoi pranzi con gli amici:

 

 

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Néctar Pedro Ximénez

 

 

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Perrier-Jouët Grand Brut

 

Mangiando per l’Europa

 TAGS:L’ Europa ha una tradizione gastronomica secolare e sono molti gli alimenti di qualità nella sua cucina, dalla fantastica dieta mediterranea ai pesci affumicati del Nord Europa. Ecco alcuni dei piatti principali della cucina europea, accompagnati da alcune foto realizzate dall’agenzia australiana WhybinTBWA, che ha realizzato un lavoro fotografico per associare i piatti tipici a ogni paese:

 TAGS:Da sempre la cucina francese è la preferita dai commensali di tutto il mondo. I suoi formaggi sono gustosi, i suoi paté raffinati e in quanto a vino ricordiamo i famosissimi rossi di Bordeaux o i bianchi di Borgogna. 

La Grecia, come paese mediterráneo, risalta per i suoi piatti freschi sotto forma di insalata, formaggi feta e paste elaborate, oltre alle sue salse yogurt. I vini Samos sono ottimi.  

La ricchezza culinaria dell’Italia è infinita e comincia dalla qualità della sua pasta, del pesce, della carne e dei dolci come il tiramisù. In Piemonte e Toscana si producono i vini più pregiati.

 TAGS:Il Portogallo ha del pesce di ottimo livello, come ad esempio le sardine alla brace e il baccalà, che viene cucinato in tantissime maniera, mentre il vinho verde ha un sapore speciale. 

La Germania è la regina delle salsicce, che vengono fatte in tanti modi, ma la sua vera specialità sono i crauti. I vini più importanti sono il Baden, Mosel o Pfalz, elaborati in gran parte nelle zone del Reno.

I paesi nordici hanno dalla loro dei piatti pregiatissimi a base di salmone e baccalà, mentre i loro vini non sono molto riconosciuti, nonostante siano da segnalare i vini caldi come il Glögg.

Quale tra queste ti piace di più? Oggi ti raccomandiamo un paio di vini internazionali per accompagnare i tuoi piatti:

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Diemersfontein Pinotage 2012

 

 

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Solera 1847 Oloroso Dulce

Il Bellini

 TAGS:Il Bellini è un cocktail inventato a Venezia nel 1948, popolarmente conosciuto per il suo colore arancio, frutto del mix tra champagne e pesche. 

Servito in un flute, il Bellini è uno dei cocktail più adatti per coloro che vogliono una bevanda dolce ed elegante mista allo champagne. Qui mostriamo quali sono gli ingredienti e come si prepara:

Ingredienti:

La varietà di champagne più utilizzata è un classico Moët&Chandon Brut Impérial o un Bollinger Special Cuvée. Si accompagna con un succo di pesca

Preparazione:

2/3 del bicchiere con succo di pesca
1/3 con lo champagne
È molto importante che entrambi gli ingredienti siano freschi

Il Bellini fu creato per la prima volta nel bar Harrys di Venezia da Giuseppe Cipriani. In questo luogo fu provato da gente come Orson Welles e Hernst Hemingway, mentre il suo nome deriva dal caratteristico colore rosa ottenuto dal mix tra champagne e pesche, e in onore al pittore Giovanni Bellini, che usaba molte rose nei suoi quadri. 

C’è anche chi vi mette delle gocce di succo di limone per dare un sapore più acido alla bevanda, ma è sempre questione di gusti. Altri usano pesche sciroppate per dargli maggiore consistenza, mentre altri lo decorano con pezzi di pesca prima di servirlo.

Pronti per il cocktail? Oggi ti raccomandiamo:

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Foss Marai Roös Brut

 

 

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Nino Franco Valdobbiadene Prosecco Rustico

La magia del Prosecco

 TAGS:Il Prosecco è un vino bianco frizzante originario dell’Italia, che può essere secco o extra secco e vieen elaborato a partire da uve Glera o Prosecco.

Le uve Glera o Prosecco crescono in varie regioni italiane e per essere utilizzate in questa bevanda devono provenire dalle regioni del Friuli Venezia Giulia o del Veneto. Questo tipo di uve si coltivano anche in altre parti del mondo come ad esempio il Brasile, ma in quei casi non si può parlare di Prosecco. 

Il Prosecco è conosciuto per essere uno dei principali ingredienti del Bellini e inoltre alcune persone lo usano come un sostituto economico e di ottima qualità dello champagne.

Durante gli anni ’60 il prosecco era così dolce che era molto difficile da distinguere dall’Asti Spumante prodotto in Piemonte, ma poco a poco le tecniche di produzione si sono evolute e di conseguenza anche la qualità del prosecco che si consuma attualmente. 

A differenza del metodo Champenoise utilizzato per elaborare lo champagne, il prosecco si elabora tramite il metodo Charmat o italiano, nel quale la seconda fermentazione si effettua in contenitori di acciaio inossidabile. 

Introdotto nel mercato statunitense nel 2000, il Prosecco non ha più conosciuto limiti e si è propagato a livello mondiale, con la sua Denominazione di Origine Controllata come Prosecco de Conegliano-Valdobbiadene, Prosecco di Conegliano e Prosecco di Valdobbiadene.

Tipi di Prosecco

Il vino Prosecco si produce principalmente nella variabile frizzante: Spumante o Frizzante Gentile (liggermente frizzante)

La versione del prosecco non frizzante si ottiene dall’elaborazione delle uve Glera, ma rappresenta solo il 5% della produzione annuale totale. 

Hai provato il prosecco? Ecco le nostre raccomandazioni:

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Foss Marai Roös Brut

 

 

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Nino Franco Valdobbiadene Prosecco Rustico

Cos’è un coupage

 TAGS:Cos’è un coupage? Questa parola, di origine francese, si usa per definire il vino elaborato attraverso uve differenti, diversi da quelli fatti al 100% da un tipo solo.

Eppure, nonostante sia inteso come un mix ciò non significa semplicemente mischiare diversi tipi di uva, al contrario: per secoli è stata studiata la relazione tra le uve e si è cercata la miglior combinazione possibile per ottenere un ottimo vino. Infatti, nella maggior parte delle cantine si vinifica a parte (ossia si fa un vino diverso di ogni varità) e a vlte invecchia a parte e solo prima di essere imbottigliato si studia il sapore e la qualità dell’uva per trovare il mex perfetto. 

In alcune zone questo coupage è diventato parte della sua identità: 

  • Nella Rioja il mix classico è formato da Tempranillo, Mazuelo e Graciano.
  • Il cava spagnolo tradizionale è fatto da Macabeo, Xarel·lo y Parellada, mentre gli champagna francesi sono composti da uve Pinot Noir, Pinot Meunier e Chardonnay.
  • A Porto, zona caratteristica di vini dolci, sono addirittura 6 gli “amici”: Touriga Franca, Touriga Nacional, Tinta Cao, Tinta Amarela, tinta Barroca e Tinta Rori.
  • In Francia, in molte zone vicine a Bordeaux si utilizzano varie combinazioni di queste uve: Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot e Petit Verdot.
  • Anche le zone più moderne possiedono le proprie combinazioni. Ad esempio in Australia vi è un coupage molto utilizzato chiamato “GSM”: Grenache, Syrah e Mourvedre.
  • Riguardo alle zone moderne, in Spagna è da molto che funziona la combinazione del Tempranillo con il Cabernet Sauvignon che forma uno dei migliori vini della zona.

Hai qualche coupage preferito? Oggi te ne raccomandiamo due su Uvinum:

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Grahams Tawny

 

 

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Argiolas Turriga 2007

Diminuisce il consumo di vino in Italia

 - Italia, uno dei principali produttori di vino del mondo, quest’anno ha diminuito il consumo di questa bevanda ai minimi storici. The Huffington Post ha evidenziato che la recessione economica è la causa principale di questa diminuzione di consumo.

Michele Fino, professore dell’Università di Studi Gastronomici di Pollenzo asserisce che:

“Il vino è diventato ormai un prodotto edonista, dato che non fa più parte della dieta basica degli italiani ed è quindi maggiormente esposto alle fluttuazioni nel breve termine delle condizioni economiche”

La recessione ha influenzato le spese degli italiani e ha generato una dinamica di vendite differente, per la quale i vini sono passati in secondo piano a favore della birra, che ha raddoppiato i livelli di consumo. 

Anche altri paesi europei hanno diminuito il loro consumo di vino, come per esempio Spagna e Francia, dato che i giovani consumatori cercano alternative più economiche quando bevono qualcosa.

Attualmente, grazie alla diminuzione del consumo interno, i vini italiani hanno aumentato la percentuale di esportazioni (un 50% della totale) arrivando a un incremento considerevole rispetto al 28% di esportazioni del 2000. 

Con gli Stati Uniti e la Germania come principali destinazioni delle esportazioni e un crescente interesse da parte di Asia e Cina il vino italiano continua ad essere un prodotto di livello. 

Vuoi provare un buon vino italiano? Eccone qui alcuni:

 TAGS:Bisanzio 2012Bisanzio 2012

Bisanzio 2012

 

 

 TAGS:Il Cantico Primitivo Salento Igt 2012Il Cantico Primitivo Salento Igt 2012

Il Cantico Primitivo Salento Igt 2012

Il Nebbiolo, uva italiana

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I vini prodotti in Italia sono riconosciuti in tutto il mondo. Il loro carattere e sapore particolare è dovuto alla grande varietà di uve, come ad esempio il Nebbiolo, della regione del Piemonte. Si tratta di una varietà di uva rossa molto preziosa che si coltiva soo in questa regione o in qualche paese del sudamerica, ma in minor quantità.

Il suo colore scuro intenso è piuttosto caratteristico di altre uve rosse e ha una maturazione leggermente più tardiva rispetto ad altre varietà rosse di questa regione. I vini elaborati con l’uva Nebbiolo sono di grande qualità e generano un colore intenso di tonalità rubino e bordeaux.

Il suo aroma è piuttosto variato con sentori di frutta matura come ciliegia e prugna oppure di tartufi e anche di legno. Bisogna tener presente che sono vini con un grado alcolico importante, intorno ai 14 gradi.

La varietà delle uve serve per elaborare i vini più caratteristici d’Italia, come il Barolo e il Barbaresco, entrambi con Denominziona d’Origine e con un costo piuttosto elevato. Il Barolo ha una produzione maggiore rispetto al Barbaresco.

Tenendo in considerazione il fatto che in Piemonte si mischiano piatti francesi con piatti italiani, questi vini sono perfetti per accompagnare carni di manzo o agnello. Ma possono abbinarsi anche a formaggi, risotti e altri tipi di pasta. Se poi ci si può permettere una spesa maggiore, si può accompagnare questo tipo di vini con il tartufo.

Ti piacciono comprare vini italiani? Ti raccomandiamo un Barolo e un Barbaresco degni di grandi intenditori:

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Marchesi Di Barolo Michet Nebbiolo D’Alba 2010

 

 

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Marchesi Di Barolo Barolo Sarmassa 2007

Aglianico, una DO di qualità con tanta storia alle spalle

 - Esistono molti vini di altissima qualità tra i tantissimi rossi che si producono in Italia. Oltre ai soliti Brunello di Montalcino, Chianti e Barolo, l’Aglianico non sfigura per le sue caratteristiche. Si tratta di un vitigno rosso coltivato prevalentemente in Basilicata, Campania, Puglia e Molise. Il vitigno è stato recentemente introdotto in Australia, dato che si sviluppa in climi prevalentemente soleggiati.

Questo vitigno particolare è diffuso prevalentemente nella zona del Monte Vulture. L’Aglianico del Vulture, considerato uno dei migliori vini rossi del Belpaese, è anche il primo e unico vino prodotto nella provincia di Potenza.

I centri di produzione principali sono ubicati presso i comuni del Vulture-Melfese come Barile, Rionero, Venosa, Montemilone, Melfi, Acerenza, Ripacandida, Ginestra, Rapolla e Maschito. Un’altra zona di produzione dell’Aglianico è la provincia di Benevento, in particolare alle pendici del monte Taburno, dove esistono varie produzioni di diversi vini DOC come l’Aglianico del Taburno rosso, rosato o anche la variante rosso riserva.

Cenni storici. Testimonianze storico-letterarie sulla presenza di questo vitigno sono citate addirittura dal poeta latino Orazio, che cantò le qualità della sua terra natia Venosa e del suo ottimo vino. Il nome originario non deriva come molti credono da Elleanico o Ellenico che poi si trasformò in Aglianico durante la dominazione aragonese nel corso del XV secolo

Tuttavia questa trasformazione lessicale non avvenne a causa della doppia l pronunciata “gli” nella tradizione fonetica spagnolo bensì dal suffisso “anicus” che in latino sta ad indicare appartenenza a qualcosa e dal termine “llano” che in spagnolo significa pianura, sicché aglianico non è altro che il vino della pianura, all’epoca romana vino di non qualità e quindi definito latino.

La produzione di questo vino, che spopola in tutte le tavole italiane, principalmente nel sud della penisola, è allocata principalmente nella regione Campania. dove la tradizione dei rossi, grazie anche alla presenza costante del sole, è molto importante a livello nazionale.

Ecco alcuni tipi di Aglianico in vendita su Uvinum:

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Taurasi Selve Di Luoti 2005, sapore di agrumi

 

 

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Montevetrano 2004, ottimo con le carni bianche