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Che vino bere con il formaggio?

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Gli abbinamenti di vino e formaggio stanno diventando molto popolari. Permettono di sposare sapori tra vini -preferibilmente bianchi, ma anche con alcuni tipi di vini rossi giovani- e formaggi.

Adesso, i formaggi di qualità superiore sono abbinati con vini rinomati. E di solito, ciò viene fatto con l’aiuto di esperti, come un sommelier o un degustatore professionista.

Formaggi e vini per tutti i gusti

In questo caso, facendo omaggio ai formaggi svizzeri, il sommelier e partner di Bulli Foundation, Ferran Centelles, propone degli abbinamenti molto speciali. Ad esempio, il formaggio Gruyère si può prendere con una birra bianca belga, perché è morbida, mentre il formaggio Emmentaler, è consigliato mangiarlo con un Chardonnay classico.

Ferran Centelles consiglia di abbinare il formaggio Etivaz con un Sauvignon del Jura, per avere una migliore profondità di sapori. Il formaggio Sbrinz si può combinare alla perfezione con un vino dolce del Piemonte.

Per i formaggi francesi, come il Brie, ci sono esperti che consigliano di prenderlo con un vino rosso, come il Pinot noir o uno di Alsazia, con rossi fruttati od altri rossi più giovani. Ed il Roquefort ? Un fomaggio forte e azzurro come il Roquefort avrà bisogno di essere contrastato per ammorbidirlo. Quindi vanno bene i vini come l’Oporto, il Jerez, i vini dolci. 

Il Gorgonzola italiano offre anche questo tipo di sapore forte. In questo caso, sceglieremo un vino piuttosto secco, dolce e di tipo Marsala.

I formaggi olandesi sono popolari per il formaggio sferico. Ma ci sono anche altri come l’Edam ed il Gouda. Per questi formaggi sono consigliati i vini rossi fruttati, alcuni bianchi rinfrescanti e rosati. Enjoy!

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Piemonte Brachetto 2014

 

 

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Moscato D’Asti la Spinetta

Quali vini bere per il pranzo di Natale?

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Natale si avvicina e come ogni anno arriva il momento di scegliere un menù ma anche i vini che accompagneranno il pranzo del 25 dicembre.

A meno di un mese dalla festa tradizionale, vi proponiamo di aiutarvi nella scelta del vino e vi diremo anche come abbinarlo in funzione del tipo di pasto.

Il brindisi e l’antipasto

ll brindisi può essere il primo passo per cominciare i festeggiamenti : ecco perchè non si deve sbagliare. Per brindare, i vini spumanti come un Champagne, un Prosseco oppure un Franciacorta, sono spesso raccomandati, perché le bollicine preparano il palato per il prosieguo del pranzo. Con questi tipi di vini, si possono prendere antipasti di verdure o formaggi freschi.

Primi e secondi piatti 

Nelle regioni del nord dell’ Italia, si cucinano generalmente i tortellini in brodo per il pranzo di Natale. Con questo pasto è consigliato di bere un vino rosso come un Lambrusco, che proviene dallo stesso territorio.

Per i piatti a base di carne, di selvaggina o con gli arrosti si possono abbinare vini rossi come : Chianti, Nebbiolo, Barbera, Nero D’Avola, Primitivo di Manduria.

Invece nelle regioni del sud, è più comune di mangiare del pesce. Con i piatti a base di pesce si abbinano perfettamente i vini bianchi di tipo Vermentino, oppure vini come un Fiano di Avellino, un Verdicchio dei Castelli di Jesi od un Traminer.

I dolci : pandoro e panettone

In Italia il pandoro (originiario da Verone) ed il panettone (originiario da Milano) sono essenziali per un pranzo di Natale riuscito, e questo, al sud come al nord del paese. Con questi dolci se beve generalmente un Moscato oppure un Passito di pantelleria.

Buon appetito e buone feste !

 

 

 

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Noto Nero d’Avola Santa Cecilia 2011

Negroamaro, sapore di Puglia

 TAGS:La tradizione de vini in Italia è ben rinomata in tutto il mondo. Ma non bisogna fermarsi solo ai soliti nomi come il Chianti o il Barolo, bisogna andare più in fondo e cercare nuovi sapori e nuove emozioni.

Spostandoci un po’ più a Sud dello Stivale, più precisamente proprio nel suo tacco, possiamo soffermarci sui vini pugliesi, che sono prodotti al sole del Mediterraneo e con un clima sempre mite che trae vantaggio dalla vicinanza del mare. Infatti la Puglia risulta essere la regione italiana con la più alta produzione vinicola.

Tra questi vini risalta, senza dubbio, il Negroamaro, che prende il nome dal vitigno a bacca nera che prevale nella zona pugliese del Salento. Questo vitigno è uno dei più importanti di tutta l’Italia del Sud. Da questo vitigno nascono vini rossi e rosati ed uno dei prodotti più noti e pregiati è il Salice Salentino, che prende il nome del comune in provincia di Lecce dove viene elaborato. Questo vino è prodotto attraverso la fermentazione di uve Negroarmaro (85%) e di uve Malvasia (15%).

Il nome Negroamaro è una fusione delle parole “niger” e “maru” che rispettivamente in latino e in greco antico significavano, appunto “nero”. Ciò nonostante, un’altra versione sostiene che il nome derivi dal termine dialettale “niuru maru” che si riferisce al colore nero ed al sapore amaro del vino.

Il Negroamaro si distingue per essere un vitigno molto versatile e attraverso la sua fermentazione nascono dei rosati profumati e dei rossi molto morbidi ed eleganti. Tutti i vini elaborati da questo vitigno sono ideali per qualsiasi tipo di pasto e si caratterizzano per il loro colore rosso granato. Il profumo è fruttato e spesso si notano note di tabacco. 

La miglior maniera di sorseggiare un Negroamaro è quella di accompagnarlo con alimenti tipici pugliesi, come ad esempio una pasta fatta in casa come le “Sagne ‘incannulate” che si servono normalmente con una zuppa di ceci oppure delle polpette al sugo di pomodoro. Per quanto riguarda i secondi un ottimo abbinamento è la carne d’agnello. 

Ecco due tipi di Negroamaro di alta qualità:

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Conti Zecca Nero 2008, perfetto con la carne

 

 

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Terre Avare Negroamaro Salento Igt 2010, colore rosso intenso