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Vuoi conoscere la Toscana in bici? Ecco come farlo!

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Carlo Travalgi dice sul sito web di Tuscany Wine and Bike e su come è iniziato il progetto. “Tuscany Wine and Bike è un progetto per chi vuole capire, attraverso i sensi, cosa è il mondo del vino.” Così è nato uno dei percorsi per moto più belli del mondo e oggi vogliamo condividere con voi.

“La mia conoscenza del vino è iniziata quando ero ancora un bambino. Ho iniziato a lavorare con studi agricoli di terreni. Ora lavoro come produttore di vino indipendente, in società operanti a Cerreto Guidi, a San Casciano Val di Pesa, Castellina in Chianti, Gaiole in Chianti, Radda in Chianti e Montalcino. Non vi è dubbio che la base di Tuscany Wine and Bike sia la passione per il mio lavoro. Ma vi è anche un desiderio di fornire uno strumento per conoscere il mondo del vino che è molto più reale e imperfetto rispetto alle immagini luminose associate ad esso.”

Tuscany Wine and Bike è un progetto che permette di conoscere i vigneti, le imprese e i vini toscani, oltre a paesaggi e della storia della regione stessa.

Il percorso passa attraverso i vigneti e uliveti, per capire come si formano le uve e quali sono le diverse varietà presenti nella zona. Nel mese di settembre e ottobre si può vedere l’uva in procinto di essere raccolta e persino fare un corso per imparare a vedere quando sono mature.

La bicicletta permette di catturare gli aspetti che rimangono nascosti quando viaggiamo nei veicoli più confortevoli e al contempo permette di viaggiare per grandi distanze e di investire il tempo risparmiato a conoscere aree viticole sostenibili e diversi prodotti (vino, olio, formaggio e miele).

I percorsi organizzati dall’ enologo Carlo Travagli e dal motociclista Luca Casini sono tutti progettati specificamente per gli ospiti che accompagnano Carlo e Luca in un viaggio attraverso la bellissima zona, con molte differenze dentro di essa e molte diversità a seconda delle stagioni.

In alcuni luoghi scoprirete le chiese, i castelli, uliveti, vigneti, campi di girasole, le foreste, le imprese locali e potrete anche fare un tour di degustazione delle principali tipologie di vino prodotte nella zona.

Le cantine che ospitano il tour di Tuscany Wine and Bike sono le seguenti

  • Artimino Resort: Una fattoria di 732 ettari nel cuore della campagna toscana. All’interno della proprietà è la famosa Villa Medicea e “La Ferdinanda”, uno spazio eventi.
  • Cappella Sant’Andrea: Una bella fattoria biologica in Toscana, che offre attività come una scuola di cucina bio e passeggiate tra gli animali.
  • Villa del Cigliano: Una splendida villa costruita nel Chianti Classico, che mantiene le caratteristiche dell’antica Toscana.
  • Castello di Fonterutoli: Nel cuore delle colline del Chianti Classico che domina la Val d’Elsa, l’azienda ha mantenuto il suo aspetto originario di un tranquillo villaggio rurale.
  • Azienda Agricola La Croce: Situato nei pressi della Riserva Naturale di Sant’Agnese, a Castellina in Chianti, nel cuore del Chianti Classico.
  • Fattoria Viticcio: Dalla cima della collina che sovrasta il paese di Greve in Chianti, circondato da vigneti e la campagna toscana, la Fattoria Viticcio è situata nel Chianti Classico.
  • Giorni Cantina: boutique del vino si trova in collina a 50 metri dal livello del mare.
  • Mazza Cantina: produttori del famoso Chianti Classico. Nonostante gli anni conservano il rispetto per la tradizione e l’immagine del Chianti Gallo Nero
  • Tenuta Colle Alberti: Situata tra le colline della Toscana e immersa nella tranquilla campagna, vigneti e campi di grano, sorge la Tenuta Colli Alberti.
  • Tenuta Villa Trasqua: dispone di vini autentici di alta qualità Chianti Classico.
  • Società Bentivoglio: Entrare nell’azienda Bentivoglio è come fare un salto nel tempo per incontrare l’Italia degli anni ’50.

Ecco gli hotel che ospitano i bikers Bike Tuscany Wine:

  • Tenuta Il Tresto
  • Fattoria La Logia
  • Artimino Resort
  • Villa Alba
  • Antico Borgo Poggiarello
  • Antico Ristorante maja
  • Agriturismo Le Veneri

 Alcuni punti di interesse presenti al Giro di Tuscany Wine and Bike:

  • Chianti Osservatorio multifunzionale
  • La Rocca di Staggia
  • Il Chianti Classico
  • Foreste, chiese e castelli
  • Fortezza Medicea di Poggio Imperiale
  • Via Francigena
  • Montagnola Senese
  • Monteriggioni
  • San Gimignano
  • Il Cerretano e massiccia collina Montalbano

*Foto: Stefen Ramsaier (flickr)

A cosa si riferiscono quando parlano del Super Tuscan Wine?

 TAGS:undefinedIl termine Súper Toscano ha le sue origini negli anni 80 per descrivere il mix di vino rosso toscano riferendosi all’uso di uve non italiane. Questi vini sono diversi rispetto a quelli elaborati con uva Sangiovese.

Un vino “Súper toscano” è un vino rosso toscano che viene prodotto grazie a uve come quella Merlot, Cabernet Sauvignon e Syrah.

La creaazione di questi vini è il risultato di varietà non autorizzate con il fine di ottenere vini di alta qualità nonostante siano da tavola e hanno visto l’inizio della loro produzione a partire dagli anni ’70. 

Il sistema legale ha creato nel 1992 la IGT (Indicazione Geografica Tipica), una nuova designazione che ha dato agli enologi la capacità di essere più creativi nelle elaborazioni da lanciare al mercato, come quelle di vini con più qualità di quelli da tavola.  

Il vino súper toscano è il “Tignanello” creato dal marchese Piero Antinori nel 1971. Si tratta del primo vino super toscano formato da un mix di 80% Sangiovese, 15% di Cabernet Sauvignon e 5% di Cabernet Franc.Dopo il lancio di questo vino altri produttori hanno contattato Antinori e hanno iniziato a produrre questi mix. 

Anche se i primi vini del genere sono nati nel Bolgheri e nel Chianti Classico, oggi si producono in tutta la Toscana: Chianti Classico, Brunello di Montalcino, Vino Nobile di Montepulciano, Bolgheri, Carmignano e Montecarlo. Nelle zone come il Chianti i vini súper toscani sono diventati i vini più importanti nelle cantine.  

I più conosciuti in tutto il mondo sono: Sassicaia di Tenuta San Guido (sviluppato dal marchese Mario Incisa della Rochetta) e Gaja, di Felsina, oltre a tanti altri.

I vini super toscani possono variare da quelli fruttati e speziati 100% a base di Sangiovese a vini profondi elaborati con Syrah. Ciò che hanno in comune è l’uso della classificazione Toscana IGT indicata sempre sull’ etichetta.

 TAGS:Tignanello 2011Tignanello 2011

Tignanello 2011: un vino rosso con DO Toscana con i migliori grappoli cabernet Sauvignon e cabernet Franc dell’annata 2011 e 14º di gradazione alcolica. 

 

 

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Sette Ponti Oreno 2011: un vino rosso de DO Toscana di cantine Tenuta Sette Ponti con i migliori grappoli petit Verdot e cabernet Sauvignon dell’annata 2011 e ha un grado alcolico di 14.5º. 

 

 

*Foto: Peter Thoeny (flickr)

Chianti classico, i prossimi passi da fare

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La maggior parte dei produttori di Chianti Classico hanno approvato la creazione di una categoria di prodotti di qualità superiore denominata Gran Selezione e ciò ha messo all’erta i piccoli produttori.

Ciò che si cerca è una miglior promozione del Chianti Classico attraverso un’etichetta più definita che indichi le differenze tra le regioni. 

I produttori che coltivano e imbottigliano le varietà locali sono fonti di distribuzioni di comunità o sotto-comunità, ma la nuova categoria di prodotti di qualità superiore è ciò che questi piccoli prodottori necessitano. 

Uno dei fastidi è la mancanza di informazione sui tipi di vino: Chianti DOCG e Chianti Classico. Il Consorzio accetta che chiarire queste differenze è uno degli obiettivi principali, ma c’è ancora molta poca comprensione riguardo i vini. 

Mentre ogni promozioni del Chianti Classico beneficia anche la regione omonima, la promozione fatta a Chianti non beneficia al Chianti Classico.

Il blog del Chianti Classico gestito dal Consorzio ha fatto un lavoro arduo per spiegare tutto quello che c’è da sapere sul Chianti Classico, così come introdurre e spiegare la nuova categoria Gran Selezione dalla sua introduzione nel 2013.

Probabilmente questo blog ha trascurato le differenze tra Chianti e Chianti Classico e ciò non aiuta i produttori a migliorare la reputazione della regione.  

Di fronte a tutto ciò Alessandro Masnaguetti ha pubblicato una mappa della regione Chianti Classico il mese scorso, senza alcun finanziamento da parte del Consorzio. In questa mappa si cerca di dare una miglior spiegazione riguardo le zone del Chianti Classico e riguarda 7mila ettari di vigneti.

ll Consorzio del Chianti Classico ha approvato un unico logo elaborato dall’ Unione degli Enologi di Panzano che si metterà nella parte di dietro dell’etichetta per identificare le varie frazioni. 

È compito dei produttori decidere ciò che è permesso o meno per mostrare il logo della denominazione, nonché stabilire la caratteristiche richiesta che i prodotti devono avere.