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Quali vini bere per il pranzo di Natale?

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Natale si avvicina e come ogni anno arriva il momento di scegliere un menù ma anche i vini che accompagneranno il pranzo del 25 dicembre.

A meno di un mese dalla festa tradizionale, vi proponiamo di aiutarvi nella scelta del vino e vi diremo anche come abbinarlo in funzione del tipo di pasto.

Il brindisi e l’antipasto

ll brindisi può essere il primo passo per cominciare i festeggiamenti : ecco perchè non si deve sbagliare. Per brindare, i vini spumanti come un Champagne, un Prosseco oppure un Franciacorta, sono spesso raccomandati, perché le bollicine preparano il palato per il prosieguo del pranzo. Con questi tipi di vini, si possono prendere antipasti di verdure o formaggi freschi.

Primi e secondi piatti 

Nelle regioni del nord dell’ Italia, si cucinano generalmente i tortellini in brodo per il pranzo di Natale. Con questo pasto è consigliato di bere un vino rosso come un Lambrusco, che proviene dallo stesso territorio.

Per i piatti a base di carne, di selvaggina o con gli arrosti si possono abbinare vini rossi come : Chianti, Nebbiolo, Barbera, Nero D’Avola, Primitivo di Manduria.

Invece nelle regioni del sud, è più comune di mangiare del pesce. Con i piatti a base di pesce si abbinano perfettamente i vini bianchi di tipo Vermentino, oppure vini come un Fiano di Avellino, un Verdicchio dei Castelli di Jesi od un Traminer.

I dolci : pandoro e panettone

In Italia il pandoro (originiario da Verone) ed il panettone (originiario da Milano) sono essenziali per un pranzo di Natale riuscito, e questo, al sud come al nord del paese. Con questi dolci se beve generalmente un Moscato oppure un Passito di pantelleria.

Buon appetito e buone feste !

 

 

 

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Noto Nero d’Avola Santa Cecilia 2011

L’aperitivo spritz invade i bar del mondo

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La bevanda veneta è diventata uno dei cocktail più famosi del momento ed in molti paesi. Per esempio, in Francia, si può bere uno spritz in quasi tutti i bar.

Lo spritz è un aperitivo alcolico tipico del Veneto, a base di vino Prosecco con aggiunta di un liquore (come Aperol, Campari o Select) ed una spruzzata di acqua frizzante o Seltz. Però, non esiste oggi una ricetta standardizzata per lo spritz, cambia secondo le regioni ed i gusti.

La storia dello spritz 

Lo spritz è apparso durante il periodo della dominazione Asburgica in Veneto nell’ 800. Gli Asburghi spruzzavano un po’ d’acqua all’interno del vino, per alleggerirlo e chiedevano uno “spritz” quando volevano vino ed acqua. Quindi la parola “spritz” viene del tedesco “spritzen” (spruzzare).Tuttavia, l’abitudine di mescolare al vino un po’ d’acqua per renderla una bevanda meno alcolica è un’usanza veneta già da molto prima dell’arrivo degli austriaci in Veneto.

Nel corso degli anni, la bevanda si è trasformata, prima con l’utilizzo dell’acqua di Seltz, puoi con l’aggiunta di liquori come l’Aperol, il Campari, fino ad ottenere il cocktail che beviamo oggi.

Ricetta : 

Ingredienti :

  • 1/3 di Campari o Aperol (più dolce)
  • 1/3 di Prosecco
  • 1/3 di acqua frizzante
  • Ghiaccio
  • 1 fetta d’arancia
  • (1 oliva verde) 

Préparazione :

  1. Riempire di ghiaccio un bicchiere, versare nell’ordine il vino, il bitter e infine l’acqua o il Seltz.
  2. Guarnite con una fetta d’arancia ed eventualmente un’oliva verde.

 

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Campari

 

 

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Aperol

 

 

La magia del Prosecco

 TAGS:Il Prosecco è un vino bianco frizzante originario dell’Italia, che può essere secco o extra secco e vieen elaborato a partire da uve Glera o Prosecco.

Le uve Glera o Prosecco crescono in varie regioni italiane e per essere utilizzate in questa bevanda devono provenire dalle regioni del Friuli Venezia Giulia o del Veneto. Questo tipo di uve si coltivano anche in altre parti del mondo come ad esempio il Brasile, ma in quei casi non si può parlare di Prosecco. 

Il Prosecco è conosciuto per essere uno dei principali ingredienti del Bellini e inoltre alcune persone lo usano come un sostituto economico e di ottima qualità dello champagne.

Durante gli anni ’60 il prosecco era così dolce che era molto difficile da distinguere dall’Asti Spumante prodotto in Piemonte, ma poco a poco le tecniche di produzione si sono evolute e di conseguenza anche la qualità del prosecco che si consuma attualmente. 

A differenza del metodo Champenoise utilizzato per elaborare lo champagne, il prosecco si elabora tramite il metodo Charmat o italiano, nel quale la seconda fermentazione si effettua in contenitori di acciaio inossidabile. 

Introdotto nel mercato statunitense nel 2000, il Prosecco non ha più conosciuto limiti e si è propagato a livello mondiale, con la sua Denominazione di Origine Controllata come Prosecco de Conegliano-Valdobbiadene, Prosecco di Conegliano e Prosecco di Valdobbiadene.

Tipi di Prosecco

Il vino Prosecco si produce principalmente nella variabile frizzante: Spumante o Frizzante Gentile (liggermente frizzante)

La versione del prosecco non frizzante si ottiene dall’elaborazione delle uve Glera, ma rappresenta solo il 5% della produzione annuale totale. 

Hai provato il prosecco? Ecco le nostre raccomandazioni:

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