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I migliori vini per festeggiare il ponte del 2 giugno

 TAGS:undefinedLa festa della Repubblica è una recente occasione affinché gli italiani festeggino la nascita del nuovo stato dopo la seconda guerra mondiale. E lo è ancor di più quando cade di venerdì, come quest’anno, e permette alle famiglie di organizzare una trasferta per più di due giorni lontano dal caos cittadino e di godere di un vero riposo.

Ma per festeggiare adeguatamente, soprattutto in Italia, è importante equipaggiarsi del miglior cibo e, specialmente, dei migliori vini da degustare in questo periodo dell’anno a cavallo tra la primavera e l’estate. Nell’infinita varietà dei migliori vini italiani che si sposano perfettamente per questa occasione, andiamo a scovare quelli che possono rendere più stimolante questa celebrazione.

Il primo della lista è l’Anselmi San Vincenzo Veneto Bianco 2016, la cui edizione più recente ha avuto un notevole successo di vendita. Perfetto per le degustazioni o i pranzi durante le giornate più afose, questo bianco stagionato per 6 mesi in botti accompagna alla grande pietanze a base di pesce nonché vari tipi di formaggio, oltre ad essere ideale come aperitivo, data la sua freschezza fruttata e il suo carattere dolce. 

Chi invece preferisce godere di un vino leggermente diverso e puntando su un prodotto leggermente più commerciale può puntare sul Cleto Chiarli Brut de Noir Rosé, un Lambrusco tra i più apprezzati che va degustato fresco e le cui bollicine infondono vigore e freschezza nel corpo dei commensali. Questo nettare si combina bene con primi piatti come pasta al forno o risotti, carni bianche, affettati e alcuni tipi di formaggi di pasta filante o dal sapore soave. 

E per terminare, come non rivolgersi al piacere frizzantemente dolce di uno spumante particolare come il Quacquarini Vernaccia Di Serrapetrona Dolce? Questo prodotto delle Marche è perfetto per chiudere alla grande un pranzo di festa. Dal gusto intenso di frutti rossi e leggermente amarognolo nel finale, può servire perfettamente da abbinamento a dolci e dessert di qualsiasi tipo. 

Non farti cogliere impreparato dal ponte del 2 giugno e procurati subito i vini con i quali festeggiare insieme alla tua famiglia. Da Uvinum ti raccomandiamo i seguenti:

 

 TAGS:Cleto Chiarli Brut de Noir RoséCleto Chiarli Brut de Noir Rosé

Il Cleto Chiarli Brut de Noir Rosé è un brillante rosé che passa sei mesi in cuvetta per dare come prodotto un rosa scintillante.

 

 TAGS:Quacquarini Vernaccia Di Serrapetrona DolceQuacquarini Vernaccia Di Serrapetrona Dolce

Quacquarini Vernaccia Di Serrapetrona Dolce,  un’esperienza assoluta di un rosato secco e scintillante che si riversa sul palato e scivola via dolcemente

 

Tutto quello che si deve sapere sui vini rosati

 TAGS:undefined              Nel 2014, il consumo mondiale di vini rosati ha raggiunto 22,7 Mio hl.

Ogni estate, i vini rosati hanno il posto d’onore. Ideale da bere con la grigliata di carne oppure durante un picnic, è indispensabile all’ora dell’aperitivo : il vino rosé è il simbolo dell’estate. Chiaro o scuro, c’è un rosato per tutti i gusti.

Come si ottiene un vino rosato?

Il rosato è prodotto a partire da vitigni a bacca nera, il colore del vino è dato dalle bucce. Quindi, non esiste un vitigno specifico “rosato” ma ci sono delle varietà più utilizzate di altre per produrre vino rosé. Le uve usate per il rosato in Italia sono quindi essenzialmente a bacca nera, si usa soprattutto il vitigno Negroamaro in Puglia, il Malvasia rosa nel Lazio, il Sangiovese in Toscana, il Montepulciano in Italia centrale oppure il Merlot, uva originaria di Francia, coltivata in tutta Italia. Esistono due tecniche per ottenere un vino rosato : la pressatura diretta delle uve oppure il cosiddetto saignée, comunemente noto come sanguinamento o salasso.

La pressatura diretta consiste nel spremere le uve senza preliminare macerazione. Senza quest’ultima fase è difficile di estrarre i pigmenti coloranti della buccia. Il vino ottenuto sarà quindi molto pallido.

Il sanguinamento o salasso, invece, consiste nell’effettuare la macerazione delle bucce con il succo. È lo stesso processo usato che per i vini rossi, anche se la macerazione per il rosato è molto più breve e dura poche ore – per il vino rosso parliamo di giorni-. Il colore del vino rosato sarà quindi più scuro con questo metodo.

I rosati chiari sono più leggeri dagli altri?

Il colore può essere fuorviante, non fatevi ingannare! Però una cosa è certa, un vino rosato più scuro sarà più aromatico da una vino rosato chiaro.

I rosati di Puglia

La Puglia è nota per essere una terra di grandi rosati. Dalla Daunia al Salento, questa zona del Sud d’Italia produce la maggior parte dei vini rosati della peninsola e sono tra i più premiati d’Italia.

 

 TAGS:Masi Rosa Dei Masi Rosato Delle Venezie 2015Masi Rosa Dei Masi Rosato Delle Venezie 2015

Masi Rosa Dei Masi Rosato Delle Venezie 2015

 

 

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Five Roses Salento Rosato

Che tipo di vino è l’Amarone?

 TAGS:undefinedL’Amarone della Valpolicella è un vino molto particolare a base di uvette precedentemente essiccate al sole, come si fa con la varietà Pedro Ximenez per il vino dolce con lo stesso nome. In questo caso, e contrariamente a quanto di solito è fatto nella maggior parte dei vini passito, si utilizzano le varietà rosse locali piuttosto che quelle bianche e, in secondo luogo, il risultato ottenuto è un vino secco con diverse caratteristiche organolettiche.

Il suo colore è rosso scuro, tendente al granata dopo l’invecchiamento. Ha un odore acuto, pieno, un sapore caldo e vellutato e all’olfatto sa di frutta matura, ciliegie e marmellata di lamponi.

Con l’avanzare dell’età si possono percepire anche aromi evidenti di muschio e di catrame. Gli zuccheri residui sono un massimo di 12 g / l, mentre la gradazione alcolica è tra i 14 ei 16 gradi. La zona di produzione si trova nella provincia di Verona, nella regione Veneto nel nord Italia, e le varietà d’uva sono Corvina Veronese, Rondinella e Corvinone con limitata presenza di altre varietà rosse.

La particolare preparazione dell’ Amarone segue lo stesso principio di altri vini nei quali si prevede di aumentare la concentrazione di zucchero nelle uve e anche di migliorare i suoi aromi e l’acidità, come ad esempio l’Eiswein (vino di ghiaccio) o gli Strohwein tedeschi, il vin de paille francese ed altri vini della Grecia, Cipro e l’Italia, quasi sempre in coppia con i dolci.

L’Amarone, tuttavia, è di solito combinato con piatti autunnali e invernali come arrosti, selvaggina, salumi, formaggi stagionati, risotti e altri piatti del momentto, e vengono anche consumati da soli, come il culmine di una buona cena. È servito in vetro per favorire l’ossigenazione ad una temperatura dai 18 ai 20 ° C.

Il processo di essiccazione delle uve dura circa 120 giorni o anche di più, a seconda del contenuto di acqua nella frutta acqua e attraverso un rigoroso controllo della ventilazione e dell’umidità per evitare la comparsa di funghi. Ai primi di febbraio, l’uva viene pigiata con le bucce dai 30 ai 50 giorni, in modo che gli zuccheri, lievitati, a poco a poco permettano di raggiungere un certo grado alcolico durante la macerazione. Se la concentrazione di zucchero rimane al di sopra della marcatura CE, tale vino è denominato Recioto della Valpolicella, un vino rosso dolce con caratteristiche diverse.

Volete provare dei vini della Valpolicella? Ecco per voi un Amarone e un Reciotto tra i quali potete scegliere:

 TAGS:Tenuta Sant'Antonio Amarone Della Valpolicella Selezione Antonio Castagnedi 2013Tenuta Sant’Antonio Amarone Della Valpolicella Selezione Antonio Castagnedi 2013

Tenuta Sant’Antonio Amarone Della Valpolicella Selezione Antonio Castagnedi 2013

 

 

 TAGS:Zenato Amarone Della Valpolicella 2011Zenato Amarone Della Valpolicella 2011

Zenato Amarone Della Valpolicella 2011

Che vino bere con il formaggio?

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Gli abbinamenti di vino e formaggio stanno diventando molto popolari. Permettono di sposare sapori tra vini -preferibilmente bianchi, ma anche con alcuni tipi di vini rossi giovani- e formaggi.

Adesso, i formaggi di qualità superiore sono abbinati con vini rinomati. E di solito, ciò viene fatto con l’aiuto di esperti, come un sommelier o un degustatore professionista.

Formaggi e vini per tutti i gusti

In questo caso, facendo omaggio ai formaggi svizzeri, il sommelier e partner di Bulli Foundation, Ferran Centelles, propone degli abbinamenti molto speciali. Ad esempio, il formaggio Gruyère si può prendere con una birra bianca belga, perché è morbida, mentre il formaggio Emmentaler, è consigliato mangiarlo con un Chardonnay classico.

Ferran Centelles consiglia di abbinare il formaggio Etivaz con un Sauvignon del Jura, per avere una migliore profondità di sapori. Il formaggio Sbrinz si può combinare alla perfezione con un vino dolce del Piemonte.

Per i formaggi francesi, come il Brie, ci sono esperti che consigliano di prenderlo con un vino rosso, come il Pinot noir o uno di Alsazia, con rossi fruttati od altri rossi più giovani. Ed il Roquefort ? Un fomaggio forte e azzurro come il Roquefort avrà bisogno di essere contrastato per ammorbidirlo. Quindi vanno bene i vini come l’Oporto, il Jerez, i vini dolci. 

Il Gorgonzola italiano offre anche questo tipo di sapore forte. In questo caso, sceglieremo un vino piuttosto secco, dolce e di tipo Marsala.

I formaggi olandesi sono popolari per il formaggio sferico. Ma ci sono anche altri come l’Edam ed il Gouda. Per questi formaggi sono consigliati i vini rossi fruttati, alcuni bianchi rinfrescanti e rosati. Enjoy!

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Piemonte Brachetto 2014

 

 

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Moscato D’Asti la Spinetta

Quali vini bere per il pranzo di Natale?

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Natale si avvicina e come ogni anno arriva il momento di scegliere un menù ma anche i vini che accompagneranno il pranzo del 25 dicembre.

A meno di un mese dalla festa tradizionale, vi proponiamo di aiutarvi nella scelta del vino e vi diremo anche come abbinarlo in funzione del tipo di pasto.

Il brindisi e l’antipasto

ll brindisi può essere il primo passo per cominciare i festeggiamenti : ecco perchè non si deve sbagliare. Per brindare, i vini spumanti come un Champagne, un Prosseco oppure un Franciacorta, sono spesso raccomandati, perché le bollicine preparano il palato per il prosieguo del pranzo. Con questi tipi di vini, si possono prendere antipasti di verdure o formaggi freschi.

Primi e secondi piatti 

Nelle regioni del nord dell’ Italia, si cucinano generalmente i tortellini in brodo per il pranzo di Natale. Con questo pasto è consigliato di bere un vino rosso come un Lambrusco, che proviene dallo stesso territorio.

Per i piatti a base di carne, di selvaggina o con gli arrosti si possono abbinare vini rossi come : Chianti, Nebbiolo, Barbera, Nero D’Avola, Primitivo di Manduria.

Invece nelle regioni del sud, è più comune di mangiare del pesce. Con i piatti a base di pesce si abbinano perfettamente i vini bianchi di tipo Vermentino, oppure vini come un Fiano di Avellino, un Verdicchio dei Castelli di Jesi od un Traminer.

I dolci : pandoro e panettone

In Italia il pandoro (originiario da Verone) ed il panettone (originiario da Milano) sono essenziali per un pranzo di Natale riuscito, e questo, al sud come al nord del paese. Con questi dolci se beve generalmente un Moscato oppure un Passito di pantelleria.

Buon appetito e buone feste !

 

 

 

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Tenuta Ulisse Montepulciano D’Abruzzo 2014

 

 

 TAGS:Noto Nero d’Avola Santa Cecilia 2011Noto Nero d’Avola Santa Cecilia 2011

Noto Nero d’Avola Santa Cecilia 2011

300 anni di Chianti, come è invecchiato?

 TAGS:undefinedIl Chianti, vino per eccellenza della regione Toscana (la prima regione vinicola protetta in tutto il mondo), compie i suoi 300 anni in buona forma. Infatti, per l’occasione sono in corso vari eventi nella regione e nella città di Firenze attraverso degustazioni e presentazioni.

La verità è che il Chianti, anche se molto diffuso in Italia e anche in altri paesi, ha diversi gradi di qualità. Attualmente, e per distinguerlo da altri tipi, il Chianti Classico si è reinventato e suoi produttori hanno creato una nuova categoria: la Gran Selezione, di alta qualità, ad un prezzo superiore, con il fine di nobilitare la reputazione “cattiva” che a volte ha il Chianti.

Attualmente, questa zona si estende su 70.000 ettari e produce 35 milioni di bottiglie l’anno chiamato Chianti Classico. Circa l’80% della produzione viene esportato in un centinaio di paesi.

È interessante notare che il Chianti ordinario è diffuso in tutta la Toscana, mentre il Chianti Classico, secondo una legge del 2010, può essere prodotto solo in una striscia di terra tra Firenze e Siena, che comprende 7.000 ettari di vigneti.

In tutti questi anni l’aumento delle esportazioni del Chianti ha visto come alcuni produttori cinesi comprassero delle cantine di produzione dello stesso vino. Tuttavia ciò non diminuisce l’importanza di cantine tradizionali, che sono molte, che in questi anni di storia hanno sostenuto e protetto la qualità del Chianti come uno dei prodotti tipici dell’ Italia.

Personaggi noti e galleristi di livello hanno acquistato altre cantine in questa zona, non specificando se per il fascino di possedere una casa di proprietà o nella splendida Toscana o per le virtù di questo vino.

Alcuni produttori sono andati oltre e hanno riconosciuto che il futuro è la coltivazione ecologica e biodinamica, come ad esempio quella dei Querciabella, che vengono prodotti senza concimi chimici o pesticidi, secondo i principi biodinamici.

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Fontodi Chianti Classico 2012

 

 

 TAGS:Rocca di Castagnoli Chianti ClassicoRocca di Castagnoli Chianti Classico

Rocca di Castagnoli Chianti Classico

L’aperitivo spritz invade i bar del mondo

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La bevanda veneta è diventata uno dei cocktail più famosi del momento ed in molti paesi. Per esempio, in Francia, si può bere uno spritz in quasi tutti i bar.

Lo spritz è un aperitivo alcolico tipico del Veneto, a base di vino Prosecco con aggiunta di un liquore (come Aperol, Campari o Select) ed una spruzzata di acqua frizzante o Seltz. Però, non esiste oggi una ricetta standardizzata per lo spritz, cambia secondo le regioni ed i gusti.

La storia dello spritz 

Lo spritz è apparso durante il periodo della dominazione Asburgica in Veneto nell’ 800. Gli Asburghi spruzzavano un po’ d’acqua all’interno del vino, per alleggerirlo e chiedevano uno “spritz” quando volevano vino ed acqua. Quindi la parola “spritz” viene del tedesco “spritzen” (spruzzare).Tuttavia, l’abitudine di mescolare al vino un po’ d’acqua per renderla una bevanda meno alcolica è un’usanza veneta già da molto prima dell’arrivo degli austriaci in Veneto.

Nel corso degli anni, la bevanda si è trasformata, prima con l’utilizzo dell’acqua di Seltz, puoi con l’aggiunta di liquori come l’Aperol, il Campari, fino ad ottenere il cocktail che beviamo oggi.

Ricetta : 

Ingredienti :

  • 1/3 di Campari o Aperol (più dolce)
  • 1/3 di Prosecco
  • 1/3 di acqua frizzante
  • Ghiaccio
  • 1 fetta d’arancia
  • (1 oliva verde) 

Préparazione :

  1. Riempire di ghiaccio un bicchiere, versare nell’ordine il vino, il bitter e infine l’acqua o il Seltz.
  2. Guarnite con una fetta d’arancia ed eventualmente un’oliva verde.

 

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Campari

 

 

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Aperol

 

 

Le cinque principali bevande alcoliche italiane

 TAGS:undefinedL’Italia ha da sempre un’importante tradizione enogastronomica. Paese dall’enorme patrimonio artistico e culturale, è uno dei più visitati al mondo di anno in anno, non solamente per quanto offre a livello di monumenti, ma anche per i piaceri che presenta a livello culinario e di bevande alcoliche.

Non particolarmente florido nella produzione di birra di alto livello, il Belpaese è invece un punto di riferimento mondiale nella produzione di vini di qualità, nonché di altre bevande. Andiamo a vedere quali sono le principali:

  1. Vino. Le varie DO come Chianti, Nero d’Avola, Barolo e Valpolicella, solamente per citare alcune tra le più famose, sono il fiore all’occhiello della produzione vnnicola italiana, una tradizione che prende forza da secoli di storia. Rossi, bianchi e rosati, i vini italiani sono da sempre tra i più gustosi e rinomati del mondo. Sono anche molto diversi tra loro, non solo per il tipo di uve che li compongono ma anche per l’enorme diversità tra le terre dove vengono prodotti e il clima presente in esse.
  2. Spumante: se in Francia lo Champagne è storia, in Italia il suo ruolo è preso dallo spumante. Vino frizzante prodotto soprattutto al nord del paese, è usato spesso per festeggiare un evento importante, e quindi si beve alla fine dei pasti. Se secco, va consumato solo, mentre se è dolce, può accompagnare un dessert o della frutta. L’importante è che vada consumato freddo, a una temperatura di 4º.
  3. Spritz: il cocktail aperitivo più famoso e di moda degli ultimi anni ebbe i suoi natali nella regione del Veneto, nel XVIII secolo, durante la dominazione austriaca della zona.Definito così per lo ‘spritz’, ossia la spruzzata di vino bianco che si aggiunge all’Aperol o al Campari, è diventato il primo sollievo per la bocca di coloro che escono dal lavoro e intendono concludere serenamente una dura giornata. In Italia, infatti, per molti non esiste un aperitivo senza Spritz.
  4. Amari: In Italia si è soliti consumare pranzi luculliani, con tante portate e senza centellinare le porzioni. Dal primo alla frutta possono esserci tanti altri pasti, il che rende necessario favorire la digestione alla fine del pranzo o della cena consumata. È per questo che la produzione di amari, digestivi per lo più a base di erbe, è piuttosto florida. Dalla gradazione alcolica piuttosto forte, intorno al 20%, amari come l’Averna, il Lucano o l’Amaro del Capo sono un delizioso ammazzacaffè che aiuta a terminare il pasto con un gusto particolare sulle labbra.
  5. Limoncello: il sole del sud, in particolare della Costiera Amalfitana, è il gran responsabile della fioritura di grandi e gustosissimi limoni, che sono l’ingrediente principale di questo digestivo dal grado alcolico di 25, che fa furore soprattutto nel sud Italia. Da consumarsi a temperatura molto fredda, quindi da conservare nel congelatore, il limoncello è forse il digestivo preferito dagli italiani del meridione. 

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Limoncello Villa Massa

 

 

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Disaronno Amaretto

 

 

Casavecchia: uva d’origine italiana alla conquista dell’Argentina

 TAGS:undefinedQuando si parla di vitigni si ha la tendenza a pensare sempre allo stesso, anche a seconda del nostro luogo di origine: Tempranillo, Cabernet Sauvignon, Malbec, Pinot Grigio, Moscato … ma sappiamo anche che ci sono un sacco di varietà locali, che anche se nel corso della storia sono state ampiamente coltivate ma poi, per un motivo o un altro, sono state via via accontonate fino a una quasi completa scomparsa.

Questo è il caso della varietà Casavecchia, un’uva estremamente rara italiana che l’enologo Martin Kaiser ha cominciato a far crescere nella vigna Los Indios delle cantine argentine Doña Paula. Questo vitigno, originario della regione della Campania (provincia di Napoli), ha una presenza minima nel paese alpino (100 ettari), e ora inizierà a esplodere in tutto il mondo per essere combinato con Malbec e Cabernet Franc nello sviluppo di nuove produzioni di vino argentino.

Secondo Kaiser, “si tratta di una varietà molto interessante per la miscelazione, grazie ai suoi elevati tannini e profumi inusuali per una varietà rossa, con un forte aroma di uva”. L’enologo ne ha avviato la coltivazione nel 2006, su piccola scala, e Doña Paula è l’unico produttore che utilizzi questi processi regolarmente fuori d’Italia.

Grazie ai tannini elevati, il Casavecchia richiede almeno tre anni di invecchiamento in botte per ammorbidire il sapore e l’aroma caratteristici, e si prevede che il suo uso può essere diffuso lentamente almeno nella regione di Altamira (Uco Valley) una grande regione del vino in Argentina, le cui speciali condizioni climatiche forniscono uve con vari gradi di maturità e la concentrazione di aromi, sapori e consistenze che ne fanno uno dei vitigni più apprezzati.

Chissà se nei prossimi anni vedremo altre varietà rare riprendere la produzione di vino, sia in capannoni industriali o in produzioni artigianali di piccole dimensioni o sperimentali.

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Leo Malbec 2011: un vino rosso con DO San Rafael a base della caste malbec di 2011 e con 14.70º di gradazione alcolica.

 

 

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Norton Reserva Malbec 2010:  un vino rosso Mendoza vinificato con norton e malbec di 2010 e 12.5º di gradazione alcolica.

 

 

5 posti in Italia per i veri buongustai

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Ci sono luoghi speciali che i buongustai non possono perdere viaggiando per l’Italia. Oggi parliamo di 5 posti imperdibili. 

1) Romagna
I suoi dintorni sono bellissime foreste. Giovanni e Cristina sono noti per la loro ospitalità da quasi due decenni: ogni giorno accolgono i viaggiatori con prima colazione, torte fatte in casa, torte e marmellate fatte con frutti biologici. Offrono liquori dolci, ai salumi di Parma, pasta ripiena di zucca e amaretti. I padroni di casa sono sempre pronti a suggerire locali nascosti per la cena. Inoltre durante la stagione dei funghi Giovanni offre escursioni a visitatori di tutto il mondo.

2) Agriturismo Corte d’Aibo, Emilia-Romagna

Autunno in Emilia-Romagna è sinonimo di vino, tartufi, funghi e castagne. La Corte d’Aibo Farm si trova a 25 chilometri a ovest di Bologna, situata tra le colline dell’Appennino è un’azienda agricola biologica e vigneto. Il vigneto produce 6 rossi e 6 biancchi, ottenuti da uve del loro cortile di casa. Le raccomandazioni sono una bottiglia di Pignoletto con pranzo e una visita della cantina. Il menù è composto da specialità tra tagliatelle al ragù e risotto con tartufo e Parmigiano-Reggiano e piatti locali.

3) Masseria Il Frantoio, Puglia
Prima di pranzo e cena, Armando Balestrazzi fa fare a tutti un tour della Masseria Il Frantoio di Ostuni. Vi sono 4.000 ulivi, molti piantati dagli antichi romani, un agrumeto del 17 ° secolo, un orto biologico e un giardino in stile moresco. Lui e sua moglie Rosalba  hanno comprato questa proprietà di 500 anni 15 anni or sono e lo hanno trasformato in un ristorante e albergo con 19 camere. Rosalba si occupa della cucina e di un pranzo da otto portate, con abbinamento di vini locali e oli d’oliva diversi. I loro cibi tipici sono: pizzelle (come i dischi di pasta fritte) con salsa di pomodoro fresco, zucchine e frittelle di gamberetti, fagiolini, formaggio di capra al forno con zafferano e marmellata di pera, pasta fatta in casa con zucchine e carote, agnello arrosto con patate, insalata di giardino con mandorle fresche e petali di rosa e torta al limone di rosa.

4) Le Campestre, Campania

Dopo decenni di vita in Belgio, la famiglia Lombardi torna in Italia per dare vita all’ Agriturismo organico Le Campestre, una fattoria con camere e un ristorante situato nella regione Campania, famosa per l’olio d’oliva, la mozzarella di bufala, il pecorino e il suo pane rustico. I pasti vengono serviti in una terrazza che domina la vicina valle e le montagne. Gli ospiti potranno soggiornare in camere semplici e partecipare alle attività della fattoria, come la raccolta delle olive. Si impartiscono anche lezioni di cucina

5) Bio Agriturismo Valle Scannese, Abruzzo

Gregorio Rotolo è famoso per i suoi formaggi: pecorini, lastre piane di aromatico e tenero stracchino e ricotta, ognuno con un’ etichetta verde e argento distintivo. Gregorio e la sua famiglia hanno una fattoria biodinamica, con oltre 1.500 pecore e un agriturismo. La posizione è ottima, ai margini del Parco Nazionale d’Abruzzo, è gestito dalla famiglia e dispone di 17 accoglienti e confortevoli stanze. E il cibo è meraviglioso

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Caputalbus Aglianico Beneventano Quercus Domina 2011: un vino rosso con DO Beneventano con aglianico di 2011. Un vino rosso valutato con 4 punti su 5 secondo gli utenti di Uvinum.

 

 

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Ceci Otello Rosè Spumante Extra Dry:  un vino spumante de DO Emilia di cantine Ceci con pinot nero e lambrusco e 11.5º di gradazione alcolica. Gli utenti di Uvinum danno a Ceci Otello Rosè Spumante Extra Dry 4,3 punti di 5.

 

 

 *Foto: masseriailfrantoio