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Il vino può migliorare i sintomi del diabete

Il vino TAGS:undefinedSappiamo che il vino offre molti benefici per la salute. Tra questi ci sono la protezione del cuore, la rigenerazione della pelle e l’abbassamento del colesterolo.

Attualmente alcuni studi continuano a dimostrare i benefici del vino, che migliora i sintomi del diabete, una malattia strettamente legata a tutto ciò che beviamo e mangiamo.

E non dovresti credere solo a ciò che ti diciamo, ma all’opinione degli esperti in questa materia, come il presidente del Congresso Internazionale “Wine and Health” (Vino e salute), la dottoressa Rosa María Lamuela, che mostra che alcuni studi spiegano che il consumo moderato di vino migliora il metabolismo del glucosio e aumenta il colesterolo benefico (HDL) nei pazienti diabetici.

I polifenoli del vino offrono molti vantaggi, tra i quali spicca la protezione contro il diabete, a condizione che sia accompagnato da una buona dieta ricca di frutta e verdura e da uno stile di vita sano.

Questo è legato alla dieta mediterranea, una delle migliori che ci sia, e che difende anche il presidente del Congresso internazionale Wine and Health. Questa dieta incorpora un consumo moderato di vino su base giornaliera. Ciò, inoltre, previene le malattie neurodegenerative, ha proprietà prebiotiche e favorisce una microflora intestinale sana. Inoltre, il vino è antiossidante e anti-infiammatorio, contribuendo a migliorare i sintomi del diabete.

Tra le ricerche che supportano questa causa spicca quella pubblicata negli Annals of Internal Medicine, che ha dimostrato che le persone che bevono un bicchiere di vino bianco ogni sera migliorano i loro livelli di trigliceridi rispetto a quelli che consumano acqua o vino rosso.

Nella ricerca, è stato dimostrato che i diabetici che bevevano un bicchiere di vino rosso ogni sera avevano anche meno sintomi della sindrome metabolica (ipertensione, eccesso di grasso addominale, glicemia alta e livelli di colesterolo anormali) dopo due anni.

 

 

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Lavorazione dei vini rosati

 TAGS:Precedentemente abbia parlato dell?origine del vino rosato e di come si siano sviluppati la sua produzione ed il suo consumo e ci siamo inoltre occupati di spiegare la differenza tra un vino chiaretto e un vino rosato. Ora andremo invece ad analizzare, in maniera riassuntiva, il processo di lavorazione di questo tipo di vini.

Qualsiasi vino rosato, per essere considerato tale, deve avere un pò di acidità, deve avere un aroma fruttato e deve infine avere un residuo leggermente zuccherinochpuò essere più, o meno, percepito al momento dell?assaggioNon esiste un?unica ricetta per la sua preparazione, al contrario, ci sono almeno tre diversi metodi impiegati per la sua elaborazione.

Il cosiddetto vino grigio o vino gris si lavora nello stesso modo del vino bianco: una volta raccolta, l?uva viene pressata ed il suo succo fermentatoSiccome il composto che dà colore al vino (le antocianine) si trova nel fiocine o pelle, questo liquido è quasi incolore.

Un?altra variante è quella che segue gli stessi passaggi di vinificazione del vino rosso, e cioè: la fruttdopo essere stata raccolta viene messa al macero in botti o serbatoi di acero inossidabile per un periodo che va da uno a tre giorni, con l?intento di estrarne il colore ed i composti chimici che si trasformeranno in aromi e saporiIn questo caso il vino acquisisce delle tonalità che generalmente variano dal rosa al salmone all?arancione intenso e viene anche denominato occhio di pernice.

Infine ritroviamo il metodo Saignée (sanguinamento o salasso), che è il risultato della macerazione delle uve precedentemente raccolte in un periodo che va dalle 12 alle 24 ore e che, per questo motivo, presenta una colorazione che va dalla fragola a quella di un vino rosso leggeroIn ogni caso è il succo, privo della buccia e dei semi, che fermenta attraverso dei microrganismi chiamati ?lieviti? i qualiconsumano lo zucchero del liquido e liberano, come residui, alcol ed anidride carbonicaAllo stesso tempo, iquesto processo rimane anche un residuo di zucchero non fermentato che va ad equilibrale la naturale acidità della bevandaIn alcuni casi inoltre questa dolcezza è facilmente percettibile e molto ricercata.

A tavola, per esempio, queste versioni più dolci sono degli accompagnamenti ideali per piatti della cucina marocchina, come il cous cous, o per alcune portate piccanti tipiche della tradizione indiana. Mentre le varianti più secche si sposano bene con i piatti asiatici, come il sushi, con le verdure lesse e persino con le insalate verdiIn conclusione, il rosato è una bevanda ideale nella stagione estiva (si consiglia consumarlo giovane) e, perché no, potrebbe essere impiegato nei brindisi così come avviene con gli spumanti  ed i vini bianchi.

Vini rosati

 TAGS:Dopo secoli di emarginazione, il vino rosato ha intrapreso la strada del successo nel secolo XXI. Secondo gli storici, è stato il primo vino che l?uomo ha prodotto nell?antichità, ed il suo carattere tanto venerato da greci ed egiziani è sempre stato radicato nella brillantezza del suo colore. 

Prodotto dal disconoscimento delle tecniche di vinificazione, a quell?epoca l?uva si pigiava, si pressava, per separare il liquido dalla pelle e dai semi; poi il liquido si metteva in delle tinozze, si fermentava e si bevevaDa quel momento in poi, il vino nel mondo è stato rosatoun fatto strano se si pensa che, oggigiorno, la sua produzione rappresenta solo il nove per cento del consumo complessivo diquesta bevanda.

I francesi, famosi non solo per i bianchi ed i rossi ma anche per i loro rosatisoprattutto quelli prodotti in regioni come la Provenza e Bordeauxhanno sempre sostenuto che questi vini si abbinino conqualsiasi tipo di cibo ed è proprio così che li pubblicizzano: “rosé-qui-va-avec-tout”. Anche se in realtà questi vini non si sposano perfettamente con ogni pietanza, sono diventati d?obbligo nelle giornate estiveForse ciò è dovuto alla sensazione di freschezza che si ha nel berli, al lorsapore leggermente acido e fruttato.

Si è solito definire i rosati come dei rossi a cui è stata tolta l?aggressività ma con aromi  sapori tipici delle uve con cui sono stati prodotti. Sono il risultato della vinificazione di uve rosseanche se i rosati si differenziano dai rossi in base al tempo in cui la frutta è rimasta a contatto con la buccia e con i semiNei primii grappoli vengono raccolti per essere poi macerati in tinozze o serbatoi in genere dai sei ai dodici giorni. Nei secondi, invece,  il tempo di contatto non supera normalmente i tre giorni o addirittura, a volte, non supera nemmeno poche oreQuesto processo mira all?estrazione del contenuto tanniconormalmente associato ad una sensazione di astringenza nella bocca, e della materia colorante, tra i vari composti presenti nella lavorazione dell?uva.

A volte ci si può confondere tra un vino chiaretto ed un rosato, tuttavia riuscire a fare una distinzione tra i due è abbastanza facile in quanto nevino chiaretto la fermentazione avviene con le bucce, inuna maniera molto simile a quella dei rossi, mentre nei rosati avviene senza.

Esistono diversi metodi per la produzione dei vini roséin particolare se ne distinguono tre, di cui però parleremo nel prossimo articolo qui nel blog di Uvinum.