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Digestivi che ti aiuteranno dopo pranzi copiosi

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Ora che Natale, Capodanno e Befana si avvicinano, ecco che arrivano gli abbondanti pasti in famiglia: è dunque il momento di recuperare il tempo perduto con i parenti che vediamo meno di quanto vorremmo, avendo quindi la possibilità di cenare con i propri cari, senza la fretta della vita quotidiana.

Se è vero che Uvinum ha da sempre raccomandato il consumo di alcol moderato e responsabile, bisogna anche prendere in considerazione che i liquori  dal basso contenuto alcolico favoriscono la digestione, stimolando anche la secrezione gastrica, che è qualcosa di noto da secoli. Non sorprende i primi liquori digestivi che sono sopravvissuti fino ad oggi appaiano in monasteri e abbazie del Medioevo.

Oggi c’è chi ama il sapore del whisky distillato di vinacce, grappa o brandy dopo un pasto abbondante, ma per il dopo cena i liquori a base di erbe possono essere più desiderabili, dato che generalmente hanno meno alcol e maggiori proprietà digestive. Qui vi forniamo alcuni esempi:

  • Amaretto: Questo liquore di mandorla e albicocca proviene da Saronno (Italia) e comprende tra i suoi ingredienti bacche ed erbe.
  • Bénedectine: liquore alle erbe francese a base di 27 diverse piante e spezie. Come suggerisce il nome, è originario di dell’abbazia benedettina di Fécamp, in Normandia.
  • Cointreau: proveniente dalla distillazione di diverse varietà di arance, con aggiunta di spezie. È molto utilizzato anche per la preparazione di numerosi cocktail.
  • Drambuie: liquore scozzese a base di whisky, miele di erica, erbe aromatiche, zafferano e noce moscata, creato appositamente per il principe Carlo Stuart d’Inghilterra e Scozia nel XVIII secolo.
  • Pacharán: un popolare digestivo spagnolo, dalla Navarra, che si ottiene dalla macerazione di prugne nel liquore di anice.

E voi che liquore preferite per il dopo cena?

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Disaronno Amaretto

 

 

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Cointreau

 

 

Grappa, un distillato unico

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La tradizione di distillati italiani non prevede solo il famoso aperitivo Martini o l’altrettanto conosciuto Amaretto di Saronno, ma è anche nota per la Grappa. Per Grappa si intende esclusivamente un distillato alcolico prodotto da vinacce nell’area geografica del Nord Italia, di San Marino e della Svizzera italiana.  Nonostante in altre nazioni esistano distillati simili tipo acquavite, il nome Grappa può essere assegnato solo se derivato dalle uve delle zone precedentemente citate. Il processo di produzione della grappa è particolare e segue un rituale molto preciso che rende il distillato unico.

Le origini della grappa risalgono, però, addirittura al 6º secolo avanti Cristo, quando in Mesopotamia venivano prodotti i primi esempi di acquavite. I processi di distillazione validi per quel tipo di bevanda sono poi in seguito stati modificati per adattarsi alla distillazione delle vinacce, tramite anche dei processi chimici.

Tuttavia la bevanda deve il suo grande successo alla nascita della distilleria Nardini in quel di Bassano del Grappa nel lontano 1779. Questa fabbrica segnó una vera e propria rivoluzione nella maniera di distillare i liquidi alcolici, tramite un processo di distillazione a vapore. Non vi è, infatti, dubbio che la grappa abbia preso il suo nome proprio dalla località nella quale la famiglia Nardini aveva deciso di aprire il proprio stabilimento.

Nella produzione della grappa il passo fondamentale è, una volta avvenuta la svinatura, la distillazione delle vinacce. Da lì in poi nascerà il prodotto finito, la cui gradazione alcolica oscilla tra i 37,5 e i 60%. Esistono vari tipi di grappa, a seconda della distillazione:

  • Giovane (non invecchiata)
  • Aromatica, che proviene da uve aromatiche come Moscato o Traminer aromatico
  • Invecchiata per almeno 12 mesi
  • Riserva Invecchiata o Stravecchia: stagionatura di almeno 18 mesi in legno sotto controllo
  • Aromatizzata, alla quale vengono aggiunti sapori di aromi naturali come erbe, frutti o radici.  

Per bere la grappa esistono vari tipi di bicchieri. Generalmente si utilizza un tipo di bicchiere chiamato tulipe (per la sua forma a tulipano).

Suggeriamo due tipi di grappa di altà qualità:

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Grappa Nardini, sapore unico

 

 

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Francoli Grappa Ruta, gusto deciso

Cosa considerare nel degustare una grappa

 TAGS:Poichè i gusti basilari vengono mascherati dall?alcol e gli aromi stessi devono essere differenziati su di un fondo intensamente alcolico, il degustatore dovrà mettere in gioco tutta la sua abilità e concentrazione nel praticare la degustazione della grappa. Una volta superato l?impatto iniziale, si apre un mondo di sensazioni molto diverse rispetto a quello del vino, però con la stessa complessità e lo stesso mistero.

La vista non ha la medesima importanza che ha nel caso del vino. Qui si cerca semplicemente la trasparenza perfetta, che può naturalmente presentare diverse gradazioni di brillantezza. Dato il processo di elaborazione, in cui si cerca la purificazione attraverso la distillazione, solo un grave difetto può arrecare alla grappa torbidità o addirittura la comparsa di un velo.

La grappa, senza eccezione alcuna, all?origine è incolore poichè i colori provenienti dall?uva non passano attraverso la distillazione. Quindi solo le grappe invecchiate in botti di rovere presentano colori che variano dal giallo molto pallido all?ambra scuro, in base al tipo di legno utilizzato e al periodo di permanenza in esso. Inoltre a volte le grappe vengono colorate artificialmente con il caramello e si differenziano dalle altre proprio per il colore e per l?assenza di caratteristiche aromatiche dovute al contatto col legno.

La grande concentrazione di alcol etilico della grappa fa sì che alcune sostanze siano più volatili. Per questo alcuni aromi che possono essere presenti nei vini qui sono molto più amplificati. Ma allo stesso tempo l?alcol aggredisce le mucose olfattive, affaticando l?olfatto e rendendolo meno sensibile. Per questa ragione il contatto diretto con la narice dovrà avvenire una o due volte facendo molta attenzione a non affaticare l?olfatto, soprattutto quando ci si trova ad una degustazione e bisogna provare più di una grappa.

Nella grappa, così come nel vino, ritroviamo aromi primari (provenienti dalla frutta), secondari (dalla fermentazione) e terziari (dall?invecchiamento). Nel caso delle grappe aromatizzate, ritroveremo inoltre aromi quaternari proveniente dalle sostanze aggiunte. Nelle grappe è molto importante la percezione retronasale dell?aroma. Si tratta dell?odore che si percepisce una volta che la bevanda sia già entrata in bocca, nel momento in cui si rilascia l?aria dalle narici. Infatti, una volta passato per la bocca, l?aroma dell?alcol già non risulta essere così aggressivo per le mucose nasali ed è quindi in questo momento che si può sentire meglio la complessità degli aromi della bevanda stessa.

In base alla o alle varietà di uva presenti nella vinaccia, nell?aroma della grappa potremo incontrare profumi fruttati (mela, banana, fragola, frutta esotica), noci, fiori, così come possono essere presenti anche aromi sgradevoli, considerati difettosi, come di umidità, di acido acetico, di cera, di sudore, di stantio e così via. L?aroma verrà valutato per la sua intensità, raffinatezza, candidezza, complessità e persistenza.

L’elaborazione della Grappa

GrappaLa grappa è una bevanda alcolica ottenuta dalla fermentazione e distillazione (sia a bagnomaria che a vapore) della vinaccia, successivamente mescolata con acqua. La Scuola di Salerno, famosa per i suoi contributi dati alla scienza medica, già intorno all?anno 1000 d.C. parlava dei distillati di vinaccia che, a partire da questa epoca, comiciarono a diffondersi in tutta Europa.

Questo alcolico dalle caratteristiche uniche si prepara con le vinacce separate durante l?elaborazione del vino, sia del mosto che del vino portato a termine. Durante la maturazione dell?uva, il suo contenuto di zucchero aumenta, come conseguenza della sintesi che avviene nella pianta tra l?acqua presente nel terreno e l?anidride carbonica presente nell?aria.

Nel frattempo, le sostanze aromatiche ed i coloranti cominciano a concentrarsi nella buccia dell?uva, dando una caratteristica particolare ai prodotti che con essa verranno elaborati. La grappa, è quindi prodotta con la parte più aromatica dell?uva, la buccia per l?appunto, che è poi il componente principale della vinaccia.

Un bicchiere di grappa è il prodotto di una lunga tradizione che ha cercato, e continua tutt?oggi a cercare, il modo migliore per conservare e concentrare questi aromi. Tale ricerca, ha favorito la creazione di molteplici modelli di alambicco, lo strumento utilizzato per la distillazione del prodotto, nonchè di produttori di grappa. I maestri distillatori devono infatti mettere in gioco tutta la loro arte per far conservare lo spirito dell?uva ed i suoi migliori aromifino al risultato finale.

Il regolamento del Consiglio Europeo No1576/89 riserva all?Italia l?uso esclusivo della denominazione ?Grappa?. Detto regolamento fissa inoltre il limite di estrazione in alambicco ad 86% in volume di alcol, garantizzando in questo modo che il profilo sensoriale del distillato conservi le caratteristiche della materia prima dalla quale è stato estratto. Infine pone limiti alle sostanze volatili, 140 mg/l di alcol puro, e alla quantità di alcol etílico presente che non può superare 1 g/l.

La denominazione geografica ?Grappa? è stata assegnata a: Barolo, Piemonte, Lombardia, Trentino, Alto Adige, Veneto, Friuli, Sicilia e Marsala con una probabile estensione in futuro anche a Toscana e Valle D’Aosta.

Il contenuto alcolico della grappa non può essere inferiore a 35,5% vol, anche se le grappe di buona qualità ne hanno normalmente un 40% mentre il contenuto massimo di zucchero residuo può essere del 2%.