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Come scegliere vini naturali senza sbagliare

La scelta di vini naturali e biodinamici può essere rischiosa. Sono concetti piuttosto nuovi per noi, ma in altri stati vengono prodotti da molto tempo. Ecco alcuni consigli per scegliere correttamente i vini naturali.

 

  • Scegli cantine che lavorano da molto tempo in questo tipo di produzione. Ci sono produttori che hanno un gran numero di vini completamente naturali. Oltre ad essere deliziosi hanno una lunga esperienza, che offre maggiore garanzia. La cosa migliore è che i loro vini sono davvero piacevoli.
  • Visita le fiere del vino naturale e biologico. Troverai molti esperti sul tema che potranno consigliarti i migliori vini da acquistare per ogni occasione.
  • Acquista vini in negozi specializzati. In questi negozi, i responsabili sono i più informati e possono darti buoni consigli.
  • La qualità più della quantità. I vini naturali tendono ad essere un po’ più costosi, quindi berremo un po’ meno, ma meglio.
  • Uve autoctone. Una caratteristica fondamentale dei produttori naturali è che lavorano per preservare il ricco patrimonio viticolo delle varietà autoctone invece di varietà standard internazionali. Perciò, i vini biologici, biodinamici e naturali tendono ad offrire una maggiore diversità di profili aromatici e un’opportunità unica di degustare vini prodotti con vitigni autoctoni. Ricorda sempre che questa classe di vini è prodotta con la minor quantità possibile di conservanti.
  • Conoscere nuovi sapori e vini. Quando dovremmo scegliere un vino naturale, sarà senza dubbio il gusto a guidarci. Ci permetterà di conoscere da vicino nuovi sapori, rappresentando un gran vantaggio quando trattiamo questo tipo di vini.
  • Partecipare alle degustazioni. Sia che siano a pagamento che gratuite (che occasionalmente si possono trovare), le degustazioni di vini naturali ci permettono di saperne di più e rendono più facile scegliere un vino con tali caratteristiche.

 

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Toso Moscato D’Asti 2015

 

 

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Foradori Manzoni Bianco Fontanasanta 2016

I migliori vini da abbinare alla Pizza e alla tua cena del venerdì sera

 TAGS:undefinedPizza e vino possono sposarsi felicemente, ma è importante cercare l’abbinamento giusto. I vini che potresti scegliere da abbinare alla pizza vanno dai vini rossi, agli spumanti, includendo anche alcuni vini bianchi per particolari gusti di pizza. Ecco alcuni dei migliori vini da prendere in cosiderazione per accompagnare la tipica pizza del venerdì sera:

Classiche pizze italiane e vini rossi delicati, bianchi o rosati

La pizza può sembrare un piatto informale ma abbinarlo al giusto vino potrebbe essere più difficile di quanto si pensi. Combinazioni di ingredienti, salumi, pomodoro e mozzarella rendono i vini rossi delicati la scelta migliore per le pizze classiche. Alcuni dei migliori vini per le pizze che tutti conosciamo sono:

I migliori vini da abbinare alla pizza sono quelli che aiutano a far risaltare i sapori degli ingredienti senza sottometterli al gusto del vino. Spesso dipende proprio dal tipo di pizza e dagli ingredienti il vino che si può abbinare.

Abbinamenti per altri piatti italiani e per le pizze più farcite

Per la tua cena potresti voler provare qualcosa di diverso dalla pizza o scegliere di ordinare una pizza speciale senza gli ingredienti classici. Ecco alcuni consigli per accompagnare il dessert ed altri piatti italiani in qualsiasi momento:

Rossi giovani per pizze ai formaggi saporiti e con salumi vari
Bianchi freschi per pizze farcite con verdure e prosciutto

Passiti e spumanti dolci italiani per dessert e dolci vari

Se vuoi stupire il tuo ospite a cena, abbina i dessert con spumanti dolci. Il passito è sempre una scelta eccellente; per i dessert più dolci, puoi scegliere un Moscato d’Asti DOCG, mentre per i dessert con meno zucchero, puoi dirigerti verso un Brachetto d’Acqui DOCG o una Malvasia dei Colli Piacentini DOC.

Come puoi vedere, scegliere i vini giusti per accopagnare la tua pizza preferita è più difficile di quanto tu possa pensare. Prova alcuni di questi vini durante la tua cena per abbinare i tradizionali sapori italiani con vini perfetti.

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La Spinetta Moscato D’Asti Bricco Quaglia 2017

 

 

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La Spinetta Biancospino Moscato D’Asti 2017

 

Come hanno influenzato i cambiamenti climatici la produzione di vino nel 2017?

 TAGS:undefinedL’International Wine Organization (OIV), ha riferito che la produzione di vino di quest’anno è stata la più bassa dagli anni ’60. Anche se si continua a bere sempre più vino e in tipi di popolazione diversa, la produzione diminuisce, tanto che quest’anno il volume ha registrato un calo dell’8%, arrivando fino a 246,7 milioni di ettolitri.

Secondo OIV, la principale tra le ragioni, per queste brutte cifre di produzione, è il cambiamento climatico, che provoca autunni caldi e gelate più tardive del solito. Cambiamenti che non fanno assolutamente bene alla terra e alla natura.

Ciò non causa un calo di consumo poiché lo stock è sufficiente (solo in Francia ci sono 154 milioni di ettolitri in stock) né un aumento dei prezzi, dato che le esportazioni stanno andando bene. Secondo gli esperti dell’OIV, alcuni vini meno costosi possono aumentare leggermente il loro prezzo, ma i vini di fascia alta manterranno la loro tariffa.

Il cambiamento climatico colpisce soprattutto paesi come l’Italia, la Francia e in parte la Spagna. L’abbiamo visto nella vendemmia di quest’anno, che è stata anticipata e ha causato una produzione inferiore: 35,7 milioni di ettolitri di vino e mosto in Spagna.

Tuttavia, il mondo del vino in generale si muove, con diversi tipi di eventi, l’aumento del turismo enogastronomico e delle esportazioni che, come abbiamo precisato, sono superiori.

Vi sono altri dati su questa bassa produzione, infatti dalla Direzione Generale dell’Agricoltura (DG Agri) della Commissione Europea hanno previsto che la produzione di vino per la campagna 2017/18 avrebbe una stima di soli 145,1 milioni di ettolitri, che è un 14,4% e oltre 24 milioni in meno rispetto alla scorsa stagione.

 

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Memoro Piccini

 

 

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Il Palagio Sting Message In a Bottle Spumante

5 proposte di vacanze per foodies

 TAGS:undefinedIl turismo gastronomico è in crescita. Ed è proprio grazie alla quantità di domanda e persone interessate alla gastronomia di ciascun luogo. I professionisti del settore convivono insieme agli appassionati che vogliono condividere le loro scoperte culinarie. Se sei un foodie, questo articolo sulle destinazioni per vacanze gastronomiche, ti interesserà.

1. Galizia

Il nord della Spagna è un piacere per i sensi e per i buongustai. Le stelle Michelin di ristoranti e bar, in cui pesce e frutti di mare sono i protagonisti, riempiono le giornate degli amanti della gastronomia.

Una buona opzione è il ristorante Fogón Retiro da Costiña, di una stella Michelin, che si distingue per la sua sala-cantina, e una reinvenzione della cucina galiziana, con importanti vini della regione. In una visita alle Rías Baixas, le sue cantine invitano ad entrare e provare gli eccellenti vini di questa DO, in una zona dove pesce e frutti di mare sono di alta qualità. Se ci spostiamo verso un’altra zona della Galizia, troveremo la zona di Denominazione di Origine Ribeira Sacra, che eccelle per le sue cantine moderne, come la ‘Bodega Regina Viarum’, a Doade, Lugo. 

2. Paesi Baschi

Il buon cibo è una delle caratteristiche dei Paesi Baschi. Qualsiasi osteria in cui ci si fermi per provare gustosi pintxos baschi, sia caldi che freddi, è una buona opzione per provare nuovi sapori. A Bilbao si consiglia il centro storico e le osterie del centro, oltre ai nuovi ristoranti di pesce e carne con salsa Idiazábal: una bontà. Anche il centro storico di San Sebastian è pieno di ristoranti da provare e bar di pintxos che lasciano sempre positivamente sorpresi.

3. Messico

Quando si parla di Messico si può far riferimento ad una grande varietà di prodotti ed alimenti. Tra i vari percorsi gastronomici che si possano fare spicca quello dello Yucatán, dove risplende la cultura dei maya tra ristoranti, case e mercati alimentari.

La cucina tradizionale dello Yucatán è a base di mais, oltre a semi di zucca, origano, cipolla rossa, arancia amara, peperoncino dolce o il lime, senza dimenticare le diverse spezie come il coriandolo. Alcuni piatti tipici che i foodies possono degustare sono il chilmole, con peperoncini secchi, pepe bianco e pepe nero che si aggiungono alla tortilla di mais. Mentre il Pop Chuc è carne di maiale arrosto, marinata con acqua tiepida e sale, accompagnata da cipolla dorata. E la cochinita pibil è un piatto con carne di maiale marinato in annatto, succo di arancia amara, aglio, sale e pepe, il tutto avvolto in foglie di banano e cotto sotto terra.

4. Umbria

I foodies più esigenti trovano in Italia le ricette migliori. E’ una cucina che piace a tutti e le sue diverse regioni presentano molte differenze culinarie. L’Umbria, nel cuore del paese, ha come specialità la carne di maiale, in particolar modo salsicce e prosciutti. Da provare inoltre i formaggi di pecora e capra, sia freschi che stagionati.

Da non dimenticare i tartufi, come il tartufo nero, che si utilizza nei sughi di molte ricette di pasta ed il suo olio dalla Denominazione di Origine Protetta. La viticoltura di questa regione è rinomata, con zone di produzione di vini bianchi e rossi, tra cui spicca il vino del Sagrantino di Montefalco

5. Parigi

Riassumere la cucina parigina in poche linee è complicato. Per i foodies a cui non solo piace mangiare, ma anche cucinare, durante il loro soggiorno parigino, possono sperimentare diverse ricette. Il Croque Monsieur, che è una variante francese di un panino con prosciutto e formaggio; le crêpes francesi; o le lumache, un po’ più complicate da preparare, ragione per cui è meglio provarle nella capitale dell’amore.

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Sassicaia 2010: un vino rosso Toscana con cabernet sauvignon e cabernet franc di 2010 e con 13º di alcol. 

 

 

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Ferghettina Franciacorta Brut è un vino spumante con DO Franciacorta dalle cantine Ferghettina a base dei migliori acini di pinot nero e chardonnay e il cui grado alcolico è di 12.5º. 

 

 

Le migliore terrazze per bere con vista dall’alto

 TAGS:undefinedVolete visitare alcune delle terrazze più spettacolari in Europa per un drink? Oggi abbiamo per voi una selezione pubblicata da The Traveler che presenta alcuni tra i luoghi più belli d’Europa per un drink ai piani alti.

Searcys, The Gherkin: Il Searcys si trova agli ultimi 3 piani di un grattacielo a forma di proiettile chiamato The Gherkin, nel distretto finanziario di Londra. E ‘stato progettato dall’architetto britannico Norman Foster. Dalla sua descrizione, si potrebbe pensare che è il luogo in cui i dirigenti bevono dopo il lavoro, ma in realtà è aperto al pubblico in orari e date fisse. È possibile prenotare un tavolo in questo posto e gustare la cena sotto una cupola di vetro spettacolare.

Sky Pod, Sky Garden: Situato vicino al Tamigi e a London Bridge, è fatto in tre parti: due ristoranti e un bar. Quest’ultimo è chiamato Sky Pod, dove la mattina viene servita la colazione e la sera si possono degustare dei cocktail insieme a una vista mozzafiato sul grattacielo The Shard.

42 Vertigo Champagne Bar: Si trova al piano superiore del grattacielo Tower 42, in Old Broad Street. Per entrare in questo bar non si deve pagare l’ingresso, ma se è necessario bisogna prenotare in anticipo e indicare l’ora esatta. Vi piaceranno le sue sedie a forma di cigno disegnate da Arne Jacobsen.

Skynight Bar, Hotel Silken. Questo bar di un hotel di Madrid è al 13esimo piano e spicca per la sua terrazza. Lo Skynight è stato progettato dall’architetto francese Jean Nouvel.

Sky Bar, Grand Hotel Central: Situato a Barcellona, ??questo bar è aperto da aprile a ottobre sul tetto dell’edificio. Da questo punto si può godere della vista della chiesa di Santa Maria del Mar, dellla Torre Mapfre e dell’intera spiaggia.

Eclipse Bar, Hotel W: Situato al 26 ° piano del leggendario Hotel W Barcelona, ??il bar Eclipse è noto per le sue feste e serate con dj invitati. Ci si può gustare drink e un menù di sushi.

Ciel de Paris Questo bar ristorante parigino offre un menù per la prima colazione, il pranzo, la cena e la sera permette di degustare un buon bicchiere di champagne. Ha una vista spettacolare sulla Torre Eiffel.

Monkey Bar, 25 Hours Hotel Bikini: al piano superiore della struttura 25 Hours Hotel Bikini a Berlino si possono godere i dj set e una terrazza panoramica di 360 gradi, oltre a una vista spettacolare sull Zoo della città. Da non perdere la loro varietà di cocktail e snack.

Puro The Bar: Questo è un altro bar che non si deve perdere a Berlino. Tra le sue attrazioni vi è un grande gruppo di dj residenti, la luce fioca del salotto e la vista a 360 ??gradi della città che permette vedere la Chiesa Memoriale di Berlino e dal Parco Tiergarten, tra gli altri.

Lamée Terrace Hotel: Questo bar situato al nono piano dell’hotel Lamée, ha una bella vista che permette di vedere tutto il centro storico di Vienna. Bevande e pasti eleganti sono la specialità della casa.

The Loft, Hotel Sofitel: Un altro bar da provare a Vienna. Dalla sua terrazza si può apprezzare la cattedrale di Vienna e varie strutture del centro storico.

E se si vogliono conoscere altri bar, ecco qui i 10 migliori bar del mondo!

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Valdo Prosecco Rosè Brut Floral Edition: un vino spumante Veneto è elaborato con prosecco.

 

 

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Ferghettina Franciacorta Brut: un vino spumante de la DO Franciacorta dei migliori grappoli di pinot nero e chardonnay e 12.5º d’alcol.

 

I migliori musei di vino del mondo

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I musei sono dedicati a diffondere gli spazi della cultura e se sei un amante del vino puoi unire le due passioni in un museo del vino. I seguenti sono alcuni dei musei del vino che sono riusciti a conservare il patrimonio viticolo del loro paese nel corso del tempo e sono stati raggruppati in una collezione dalla rivista specializzata ‘The Drinks business’.

1. Museo del Vino e del Commercio, Bordeaux, Francia

Il Museo del Vino e del commercio di Bordeaux si trova in un edificio storico costruito nel 1720 dall’uomo d’affari irlandese Francis Burke. È stato aperto al pubblico nel giugno 2008 e si compone di 3 magazzini e case semi-interrate che presentano una vasta collezione di oggetti storici unici e documenti relativi al commercio del vino di Bordeaux, che risale al Medioevo. Oltre a vari documenti relativi alle classificazioni storiche, tra cui la classificazione del 1855 per il Médoc e Sauternes, dispone di Graves 1953 la classificazione e la classificazione di Saint-Emilion 1955. Ha una superficie dedicata alla degustazione di vini, così come un negozio di botti nel vecchio edificio per il quale si può chiudere in bellezza il vostro viaggio.

2. Museo del Vino Koutsoyannopoulos, Santorini, Grecia

Situato all’interno di una grotta naturale di 8 metri di profondità, che la famiglia Koutsoyannopoulos ha costruito per 21 anni, il Museo del Vino Koutsoyannopoulos è l’unico nel suo genere in Grecia. Qui i visitatori possono fare un tour per saperne di più sul vino e la vita dei viticoltori a Santorini dal 1600 con l’aiuto di un’audioguida, disponibile in 14 lingue sono. “I reperti rari tra cui macchinari e strumenti della vinificazione, porteranno i visitatori indietro nel tempo”, promette la famiglia Koutsoyannopoulos. Al termine del tour si possono provare 4 vini della cantina Koutsoyannopoulos nella loro sala di degustazione.

3. Wineseum: Il Museo del Vino di California, Santa Rosa, California, Stati Uniti d’America

Con una data di apertura prevista per il 2016, sarà il Wineseum California, con 9 gallerie di più di 4.000 metri quadrati, che offrirà “mostre interattive” relative al settore del vino negli Stati Uniti. La sua missione è quella di conservare il patrimonio enologico della California, educare i visitatori sulla viticoltura sostenibile e la creazione di “esperienze sensoriali” per aumentare l’apprezzamento del cibo e del vino. Offrirà inoltre degustazione una selezione di vini dalla California attraverso degustazioni informali e classi autorizzate.

4. Desmond Castle & Museo Internazionale della Mostra dei Vini, Cork, Irlanda

Il Museo del Vino internazionale è piccolo ma ha mostra in dettaglio la storia del vino in Irlanda. Gli amanti del vino potrebbero amare questo avampato di Cork, il cui fascino storico da risalto ai vini disposti all’interno del Desmond Castle. Il castello medievale è stato costruito da Maurice Bacach Fitzgerald, il nono conte di Desmond, nel 1500. Originariamente costruito come Custom House, è stato occupato dagli spagnoli nel 1601 durante la battaglia di Kinsale e poi preso dai francesi. La guerra lo ha percosso nei secoli XVII e XVIII ed è poi stato dichiarato monumento nazionale nel 1938.

5. Museo del Vino Lungarotti, Torgiano, Italia

Progettato e costruito da Giorgio e Maria Grazia Lungarotti, il Museo Lungarotti ha aperto nel 1974 e unisce arte, cultura e storia del vino nella regione italiana dell’Umbria. Situato nel Palazzo Graziani Baglioni fin dal XVII secolo, il museo ospita tutti i tipi di manufatti che spiegano in dettaglio la storia della regione vinicola. “E ‘il fascino misterioso del mito di Dioniso e del complesso sistema di simboli e significati nel corso dei secoli, è il filo narrativo che guida il visitatore attraverso le collezioni impressionanti del Museo del Vino”, questa è la promessa del museo. Gli ospiti possono anche partecipare a degustazioni guidate, visitare di un vigneto di lavoro e godersi il suo ristorante.

6. Museo del Vino di Macao

Macao è una piccola penisola della Cina e il museo del vino merita una visita se si decide di recarsi in questo luogo. si distense per 1.400 metri quadrati suddivisi in 3 aree centrate sull’ interesse storico, una cantina e composti da mappe, con testo e immagini per mostrare la storia del vino in questo paes.

Territorio portoghese d’oltremare fino al 1999, Macao ha una miscela di influenze portoghesi e cinesi. Come tale, questo museo ospita circa 1143 vini diversi tra portoghesi e cinesi, e vanta un vino del 1815 come uno dei più antichi nella sua collezione.
Il museo presenta esempi di produzione di vino in Portogallo e la Repubblica popolare cinese. Dispone inoltre di manichini vestiti con costumi portoghesi.

7. WiMu: El Museo del Barolo, Italia

Il Museo del Vino Barolo ha aperto al pubblico nel settembre 2010 e sostiene di essere il più “museo più innovativo del vino” in Italia, e uno dei più grandi al mondo. Si trova in una regione famosa per i suoi vini, il Piemonte, tra le mura di un castello con una storia che risale oltre 1000 anni. Creato dal designer François Confino, il Museo del Barolo mostra come il vino ha influenzato la civiltà e l’ espressione e artistica del territorio.
“Ho visitato diversi musei dedicati al vino nel mondo, ma nessuno di loro ha parlato di dimensioni culturali straordinarie di vino”, ha detto Confino del suo museo. “E ‘stato essenziale per creare un museo creativo e poetico per i visitatori. Non è un luogo dove si impara come si fa il vino, ma un luogo per parlare del rapporto tra” noi “ed “esso”.

8. Museo del Porto, Portogallo

Il Museo del Porto è dedicato all’industria del vino Porto e al impatto commerciale che ha avuto sullo sviluppo della città di Porto. È situato nel Cais Novo (un edificio risalente al magazzino 17 ° secolo).

9. Museo del Vino, Pleven, Bulgaria

Unico museo della penisola balcanica, il Museo del Vino di Pleven in Bulgaria è stato fondata nel 2008 e si trova in una delle grotte del parco Kaylak. Pleven è considerato come uno dei principali centri di vino in Bulgaria, sede della prima Scuola professionale di Viticoltura del paese che ha aperto qui nel 1890. 

La grotta del museo è stata scavata a forma di croce e ha diversi sussidi didattici che permettono di conoscere la storia dell’industria del vino in questo paese, una sala degustazione e reperti storici. Il museo possiede anche 6.000 bottiglie di vini provenienti da diverse regioni, ma con età compresa tra i 30 e i 90 anni. Inoltre propone un breve corso di sommelier per i visitatori interessati ad aggiornare le loro competenze di degustazione.

10. La Cité des Civilisations du Vin de Bordeaux

La Cité des Civilisations du Vin de Bordeaux è in costruzione e si aprirà nel 2016. Alla fine dell’anno scorso è stato riferito che la costruzione ha superato 18 milioni di bilancio previsti. Il progetto è stato approvato, in generale, per un budget di 63 milioni di € nel 2012, ma poi è stato praticato un cambio, con una cifra finale di 81,1 milioni di euro in totale.

Il complesso ospiterà un museo del vino, una galleria e uno spazio culturale e dovrebbe contribuire con 40 milioni di euro all’economia della città ed essere una fonte di lavoro a tempo pieno per 250 persone.

11. Museo Vivanco, La Rioja, Spagna

Un’attrazione turistica aperta nel 2004 dal Re Juan Carlos I. Dispone di 4.000 metri quadrati di spazio espositivo in 6 stanze che mostrano la collezione della famiglia Vivanco tra cui vasi antichi, attrezzi agricoli e grandi opere d’arte con il supporto di ausili visivi per conoscere la storia e il futuro del vino.

All’esterno, il giardino di Bacco è la casa di un vigneto con oltre 220 varietà di uve provenienti da tutto il mondo.

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Jermann Vintage Tunina 2013: un vino bianco con DO Friuli-Venezia Giulia il cui mosto contiene sauvignon e ribolla gialla de 2013 e con una gradazione alcolica di 14º.

 

 

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Sassicaia 2010: un vino rosso con DO Toscana con i migliori grappoli cabernet sauvignon e cabernet franc dell’annata 2010 e 13º d’alcol. 

 

 

*Foto: Megan Cole (flickr)

Locali dove prendere un buon vino a Barcellona

 TAGS:undefinedBarcellona è una città cosmopolita che vanta arte, architettura, moda, design e ristoranti per cenare. Per un drink, i bar tradizionali si abbinano a un nuovo design e nascondono una cucina buona e raffinata. Se siete in vacanza a Barcellona e vuole bere dei buoni vini, vi proponiamo alcuni posti che vi sorprenderanno

Nostalgic Bar. Nell’ Eixample, abbiamo trovato un bar che è già indicato per trovare vini catalani ed altre DO. Da evidenziare anche la sua lista di whisky e spritz.

Bodega Massana. Sita in un luogo semplice e autentico, la cantina Massana  è a Via Horta, numero 1. Propone ottime acciughe, carne alla griglia e (per i più audaci) la trippa, il tutto innaffiato dal vino sfuso bevuto da un otre.

Viblioteca. Il nome dice tutto, perché è un luogo ideale per gli amanti del vino, grazie ai suoi ottimi brodi innovativi. Per ora hanno 150 vini nella loro grande biblioteca e un’ accurata selezione di piatti delicati e deliziosi.

Cata 1.81. Luogo moderno, dove si può godere di piatti e vini ristrutturati e classici in bottiglie o bicchieri, con innovazioni che si rinnovano ogni settimana.

Quimet e Quimet. Si tratta di una delle cantine classiche di Barcellona. Nel popolare quartiere del Poble Sec, offre tapas e vini. Ha visto diverse generazioni di persone passare tante serate al suo interno.

Bodega Casas. Situata nel quartiere di Gracia, questa cantina offre servizio da oltre cinquant’anni. Servizio cordiale e buone porzioni di salumi e formaggi si abbinano al suo vermouth, alla sua lista di birre e di vini.

Onofre. In un piccolo locale della Via Laietana si trovano sempre piatti di qualità accompagnati da vini selezionati e scelti a seconda della DO. Dall’ambiente confortevole, dal design moderno e con ottima disposizione dello spazio.

Conosci in uno di questi luoghi? C’è qualche altro luogo che ci consigliate per gustare un buon vino e un buon pasto? Sentiti libero di condividerlo!

 

 TAGS:Matsu El Pícaro 2014Matsu El Pícaro 2014

Matsu El Pícaro 2014: realizzato con tempranillo e tinta de toro dell’annata 2014 e 14º di gradazione alcolica. 

 

 

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La Garnacha Fosca del Priorat 2010: un vino rosso con garnacha di 2010 e ha un grado alcolico di 14º. 

 

 

La top 10 delle regioni vinicole

 TAGS:La rivista online inglese Askmen ha pubblicato una classifica delle 10 migliori regioni vinicole, includendo anche la Ribera del Duero.

La Ribera del Duero si trova in ottava posizione nella classifica, per la sua tradizione nella coltivazione della vite, e per essere il luogo di origine di uno dei vini più costosi e prestigiosi del mondo (Vega Sicilia), e per la sua dedizione a nella coltivazione della varietà autoctona Tempranillo (Tinta del País) che, quando viene mescolata con un Cabernet Sauvignon, offre dei vini davvero spettacolari al pari di Bordeaux.

Questa Top 10 ci fa anche capire che il vino rosso Rioja non è più l’unico ambasciatore della Spagna; nella Ribera del Duero ci sono già cantine in grado di mantenere uno stile e una qualità costanti nel corso del tempo, come testimoniano vini quali Pesquera e Pago de Carraovejas che sono ormai una vera e propria sicurezza. Vi mostriamo ora l’elenco completo della top 10 delle regioni vinicole da visitare:

Borgogna: per la perfezione nella coltivazione sia di vini rossi, come il Pinot Noir, che di vini bianchi, come lo Chardonnay; per la sua tradizione, per i suoi paesaggi unici e per i vigneti così famosi come Domaine Romanée-Conti, Vosne-Romanée e Chassagne-Montrachet, che producono vini unici dalle incredibili capacità di invecchiamento. Per questa rivista inglese è senza dubbio la miglior regione vinicola del mondo.
Champagne: la culla degli spumanti più famosi del mondo. Tradizione e innovazione, un misto di piccoli produttori che coccolano i propri prodotti con i grandi marchi di fama mondiale. Dicono che la vita sarebbe un po’ meno speciale senza lo champagne.
Toscana: la Toscana è una regione veramente bella. E produce anche una varietà unica di vini di qualità: Chianti, Brunello, Carmignano. Una regione che respira vino.
Bordeaux: la vera e propria sorpresa di questa classifica. La regione più famosa del momento, non ha però la tradizione o l’unicità delle altre regioni, nonostante qui si producano i vini più famosi dell’ultimo secolo, o dei Sauternes davvero speciali. Inoltre, lo sfruttamento eccessivo del nome Bordeaux, ha fatto sì che tra le grandi cantine trovassero posto anche quelle un po’ più scadenti.
Mosel: questa regione della Germania è stata la più importante del mondo, prima dell’avvento di Bordeaux. La sua capacità di produrre opere d’arte, come ad esempio l’uva Riesling, continua a destare ammirazione proprio per la straordinaria complessità che questi vini possono raggiungere.
Napa Valley: la prima regione degli Stati Uniti ad attirare l’attenzione internazionale, deve il suo successo al microclima mediterraneo e alla determinazione dei suoi produttori, che hanno superato ostacoli, come il periodo del “proibizionismo” o la limitazione dei suoi terreni, con il lavoro e la dedizione.
Piemonte: l’altra grande regione italiana, protetta dalle Alpi, dove l’uva Nebbiolo e Moscato Bianco sono una vera e propria istituzione. Qui si producono incredibili Barolo e Barbaresco insieme al Moscato d’Asti e all’Asti Spumante.
Ribera del Duero: di cui si è già parlato nel primo paragrafo. Oltre a quanto è stato detto, è da notare come i vini Pingus insieme alle vicine Rueda e Cigales, facciano parte di un tutt’uno davvero spettacolare.
Barossa Valley: anche se qui i vini australiani sono pressoché sconosciuti, da anni i vini di questo paese girano per il mondo ricevendo consensi praticamente ovunque. Sono vini concentrati, con sapore e potenza, dove il Syrah raggiunge proprio il suo apice.
Central Coast in California e Rhône: come possiamo vedere, in realtà sono due le regioni che occupano il 10° posto, entrambe per lo stesso motivo: il loro interesse per l’ambiente naturale e la loro continua voglia di innovazione nel settore dell’agricoltura biologica e biodinamica.

Vini del Sudafrica

 TAGS:La prima elaborazione di vino realizzata in Sudafrica avvenne nel febbraio del 1659. Gli inizi non furono certamente facili in quanto i coloni olandesi non avevano nessuna conoscenza su come coltivare l?uva e produrre il vino.

La salvezza del vino giunse dal nord: tra il 1680 ed il 1690 arrivò a Città del Capo un gruppo di rifugiati francesi, gli ugonotti, che portò con sè la tradizione vinicola francese, adattandola alle condizioni della regione in cui si trovavano. La grande varietà di climi e terreni di Città del Capo fu il primo ostacolo da superare, insieme alla mancanza di mercato per l?esportazione del vino. Quest?ultimo punto si risolse da solo. L?occupazione inglese nella prima metà del secolo XIX aprì al Sudafrica il mercado più importante: quello inglese per l?appunto.

Numerose furono le traversie climatiche, economiche e politiche che si succedettero, tra cui la fillossera; tuttavia, nel corso del secolo l?industria del vino sudafricano si è andata a poco a poco consolidando, migliorando la qualità dei propri prodotti e producendo alcuni tra i più famosi vini del mondo.

Varietà di vini sudafricani

In Sudafrica si trovano le varità di uve più comuni al mondo, ChardonnayGewürztraminer, Pinot Grigio, Sauvignon Blanc, Sémillon, Trebbiano, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Merlot, Pinot Nero, Shiraz, così come altre varietà meno comuni o persino create nella regione stessa.

Le varietà più rare:

  • Cape Riesling, una delle migliori varietà del Sudafrica, identificata come il Crouchen blanc francese.
  • Chenel, un incrocio locale tra Chenin Blanc e Ugni Blanc.
  • Chenin Blanc, conosciuta anche come Steen, che dà vini freschi, fruttati, facili da bere.
  • Clairette Blanche, una delle varietà preferite tra i prodotti sudafricani che dà vini a basso contenuto alcolico e a bassa acidità. Nonostante non venga impiegata per elaborare vini monovarietali, è un componente fondamentale di molti vini.
  • C?è poi Bukettraube (creata in Germania), Colombard, Emerald Riesling, Moscato di Alessandria (o Zibibbo), che si chiama Hanepoot, Muscadel, Palomino, Rhine Riesling.
  • Cinsaut, una varietà versatile conosciuta precedentemente come Hermitage, la cui area di coltivazione diminuisce però giorno dopo giorno.
  • Pinotage, incrocio locale tra Pinot Noir e Cinsaut (Hermitage), che dà vini corposi e fruttati che hanno bisogno di 2 o 3 anni per raggiungere la loro perfetta pienezza.
  • Souzao, varietà di origine Portghese che dà vini di un?eccelente intensità di colore.
  • Altre varietà rosse: Gamay Noir, Muscadel Red, Tinta Barocca, Zinfandel.