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2 cocktail per facilitare la tua digestione

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Cocktail con granite di agrumi

Questo cocktail è molto semplice da preparare ed è davvero rinfrescante e delizioso, oltre a servire come digestivo dopo un pasto abbondante.

Oltre al suo aspetto attraente questo cocktail contiene molta vitamina C grazie alla presenza di succo d’arancia, mandarino e limone, in modo da contribuire a rafforzare le difese immunitarie. Inoltre, è possibile preparare la versione analcolica per i bambini piccoli affinché si sentano anch’essi parte dell’aperitivo. 

Ingredienti per 2 persone:

  • 10 arance
  • 10 mandarini
  • 1 limone
  • 2 cucchiaini di zucchero
  • Vodka, gin o rum a piacere.

Preparazione

  1. Se si dispone di un preparatore di granite, metterlo in freezer per 4 ore. In caso contrario, posizionare 12 cubetti nel frullatore con lo zucchero e versare il contenuto in due bicchieri da cocktail.
  2. Versare in bicchieri il succo precedentemente congelato proveniente da arance, limoni e mandarini.
  3. Mescolare delicatamente gli ingredienti nei bicchieri per evitare che la granita si sciolga prematuramente.
  4. Aggiungere la vodka, il gin o rum a piacere nei bicchieri. Nella versione analcolica, è possibile decorarli in modo diverso per identificarli, per esempio con una fetta di arancia o di limone.
  5. Servite subito e godete del suo sapore.

Cocktail allo champagne con frutti rossi

Questo cocktail ha un delizioso sapore dolce ed è perfetto da degustare con le fragole, soprattutto ora che è il momento migliore!

Ingredienti:

  • 6 zollette di zucchero
  • 6 cucchiai di angostura (opzionale)
  • 1 scorza di lime
  • 200 grammi di frutti rossi (fragole, lamponi o more)
  • 750 millilitri di champagne freddo

Preparazione:

  1. Posizionare una zolletta di zucchero nel flute per lo champagne e aggiungere un pizzico di angostura
  2. Tagliare a fette sottili la buccia di limone
  3. Distribuire i frutti rossi nei bicchieri e riempirli con champagne

Se vuoi conoscere altre ricette di cocktail, non perdere questi deliziosi cocktail che ti permetteranno di restare in forma.  

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Le cinque principali bevande alcoliche italiane

 TAGS:undefinedL’Italia ha da sempre un’importante tradizione enogastronomica. Paese dall’enorme patrimonio artistico e culturale, è uno dei più visitati al mondo di anno in anno, non solamente per quanto offre a livello di monumenti, ma anche per i piaceri che presenta a livello culinario e di bevande alcoliche.

Non particolarmente florido nella produzione di birra di alto livello, il Belpaese è invece un punto di riferimento mondiale nella produzione di vini di qualità, nonché di altre bevande. Andiamo a vedere quali sono le principali:

  1. Vino. Le varie DO come Chianti, Nero d’Avola, Barolo e Valpolicella, solamente per citare alcune tra le più famose, sono il fiore all’occhiello della produzione vnnicola italiana, una tradizione che prende forza da secoli di storia. Rossi, bianchi e rosati, i vini italiani sono da sempre tra i più gustosi e rinomati del mondo. Sono anche molto diversi tra loro, non solo per il tipo di uve che li compongono ma anche per l’enorme diversità tra le terre dove vengono prodotti e il clima presente in esse.
  2. Spumante: se in Francia lo Champagne è storia, in Italia il suo ruolo è preso dallo spumante. Vino frizzante prodotto soprattutto al nord del paese, è usato spesso per festeggiare un evento importante, e quindi si beve alla fine dei pasti. Se secco, va consumato solo, mentre se è dolce, può accompagnare un dessert o della frutta. L’importante è che vada consumato freddo, a una temperatura di 4º.
  3. Spritz: il cocktail aperitivo più famoso e di moda degli ultimi anni ebbe i suoi natali nella regione del Veneto, nel XVIII secolo, durante la dominazione austriaca della zona.Definito così per lo ‘spritz’, ossia la spruzzata di vino bianco che si aggiunge all’Aperol o al Campari, è diventato il primo sollievo per la bocca di coloro che escono dal lavoro e intendono concludere serenamente una dura giornata. In Italia, infatti, per molti non esiste un aperitivo senza Spritz.
  4. Amari: In Italia si è soliti consumare pranzi luculliani, con tante portate e senza centellinare le porzioni. Dal primo alla frutta possono esserci tanti altri pasti, il che rende necessario favorire la digestione alla fine del pranzo o della cena consumata. È per questo che la produzione di amari, digestivi per lo più a base di erbe, è piuttosto florida. Dalla gradazione alcolica piuttosto forte, intorno al 20%, amari come l’Averna, il Lucano o l’Amaro del Capo sono un delizioso ammazzacaffè che aiuta a terminare il pasto con un gusto particolare sulle labbra.
  5. Limoncello: il sole del sud, in particolare della Costiera Amalfitana, è il gran responsabile della fioritura di grandi e gustosissimi limoni, che sono l’ingrediente principale di questo digestivo dal grado alcolico di 25, che fa furore soprattutto nel sud Italia. Da consumarsi a temperatura molto fredda, quindi da conservare nel congelatore, il limoncello è forse il digestivo preferito dagli italiani del meridione. 

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Limoncello Villa Massa

 

 

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Disaronno Amaretto

 

 

Digestivi che ti aiuteranno dopo pranzi copiosi

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Ora che Natale, Capodanno e Befana si avvicinano, ecco che arrivano gli abbondanti pasti in famiglia: è dunque il momento di recuperare il tempo perduto con i parenti che vediamo meno di quanto vorremmo, avendo quindi la possibilità di cenare con i propri cari, senza la fretta della vita quotidiana.

Se è vero che Uvinum ha da sempre raccomandato il consumo di alcol moderato e responsabile, bisogna anche prendere in considerazione che i liquori  dal basso contenuto alcolico favoriscono la digestione, stimolando anche la secrezione gastrica, che è qualcosa di noto da secoli. Non sorprende i primi liquori digestivi che sono sopravvissuti fino ad oggi appaiano in monasteri e abbazie del Medioevo.

Oggi c’è chi ama il sapore del whisky distillato di vinacce, grappa o brandy dopo un pasto abbondante, ma per il dopo cena i liquori a base di erbe possono essere più desiderabili, dato che generalmente hanno meno alcol e maggiori proprietà digestive. Qui vi forniamo alcuni esempi:

  • Amaretto: Questo liquore di mandorla e albicocca proviene da Saronno (Italia) e comprende tra i suoi ingredienti bacche ed erbe.
  • Bénedectine: liquore alle erbe francese a base di 27 diverse piante e spezie. Come suggerisce il nome, è originario di dell’abbazia benedettina di Fécamp, in Normandia.
  • Cointreau: proveniente dalla distillazione di diverse varietà di arance, con aggiunta di spezie. È molto utilizzato anche per la preparazione di numerosi cocktail.
  • Drambuie: liquore scozzese a base di whisky, miele di erica, erbe aromatiche, zafferano e noce moscata, creato appositamente per il principe Carlo Stuart d’Inghilterra e Scozia nel XVIII secolo.
  • Pacharán: un popolare digestivo spagnolo, dalla Navarra, che si ottiene dalla macerazione di prugne nel liquore di anice.

E voi che liquore preferite per il dopo cena?

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Cointreau

 

 

Marc de Champagne, estratto di Champagne

 TAGS:Lo si trova nei sorbetti, nei caffè e nei tartufi al cioccolato, ignari di degustare uno dei migliori distillati del mondo. Realizzato con i resti delle bucce e dei semi delle varietà di uve Pinot Noir, Chardonnay e Pinot Meunier, il Marc de Champagne è un distillato assolutamente da provare.

Anche se il suo suggestivo nome rievoca l’eleganza del famoso spumante francese, nell’elaborazione non differisce poi così tanto dalla nostra grappa, visto che è fatto dalla fermentazione delle bucce e delle vinacce, ragion per cui viene considerato un vero e proprio distillato. Naturalmente, a differenza della grappa italiana, il Marc de Champagne possiede una denominazione d’origine che ne indica la provenienza nella fertile regione di Champagne, in Francia.

Questa è la principale differenza tra il Marc de Champagne e la grappa, ma anche con l’orujo: la zona di provenienza e le uve utilizzate nella preparazione. Mentre il Marc de Champagne proviene esclusivamente dalla zona di cui porta lo stesso nome ed è prodotto con le uve già menzionate in precedenza, l’orujo galiziano è fatto dalle bucce di Godello, Albariño e Treixadura.

Questo distillato non è esattamente né uno champagne né un vino, e tantomeno può essere considerato uno spumante; tuttavia famosi marchi del calibro di Moët & Chandon, Tres Vieux e Dumangin, impiegano anni per il suo invecchiamento all’interno di pregiate botti di rovere.

Ha un sapore fruttato, pungente e dolce per cui è perfetto per essere impiegato nella produzione di tartufi al cioccolato, gelati, sorbetti e caffè. Ebbene sì, proprio da ciò deriva quel sapore gustoso che si ritrova mangiando un cioccolatino della Valrhona o bevendo una deliziosa tazza di caffè Canard.

Il Marc de Champagne è quindi un digestivo e va normalmente bevuto dopo i pasti, anche perché ha una gradazione alcolica che non è mai inferiore al 15% e superiore al 40%.

Inoltre, si consiglia di berlo ad una temperatura compresa tra i 5 ed i 6° C, anche se molti francesi lo preferiscono a temperatura ambiente, in un bicchiere da vino alto.

Ma da dove proviene il nome “Marc de Champagne”? Secondo alcuni “Marc” è la traduzione dell’antica parola anglo-celtica “Broyer”, che significa macinare o tritare in lingua gallica; tuttavia, questa spiegazione non sembra soddisfare gli intenditori.

Indipendentemente da come e perché è stato chiamato così, di sicuro sappiamo che ne esistono altre varietà che però non possono essere considerate propriamente “Champagne” perché non provengono da questa zona ma che sono altrettanto popolari, come ad esempio il Marc de Cava, il Marc de Bourgogne ed il Marc de Beaujolais.

Volete provare alcuni “Marc”? Ve ne proponiamo uno francese e uno spagnolo, a voi la scelta: