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10 idee sbagliate sul vino … (2)

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Le convinzioni sul vino sono numerose, attenzione alle idee preconcette ! Seconda parte.

6/ Solo i vini di origine controllata sono buoni

Non c’è dubbio che i vini con una DOC “famosa” siano una cosa sicura. Tuttavia, questi non sono gli unici ad essere di qualità. I viticoltori, e soprattutto in Francia, che producono del vino con denominazioni sono sempre più numerosi. Ma, ricordatevi : pensando fuori dagli schemi e utilizzando dei vitigni autoctoni scomparsi, i vini non possono ottenere una denominazione e sono commercializzati come IGP. Eppure, la qualità non è inferiore. In molti casi, sono dei vini di grande qualità a prezzi accessibili.

 7/ I vini rossi sono per la carne ed il formaggio, il vino bianco per il pesce

Ancora un’idea sbagliata. Qui la cosa importante è che il vino esalta i sapori degli alimenti e viceversa. Le combinazioni sono varie e diverse. Occorre tener conto dell’età del vino, della durata di allevamento in barrique, del vitigno e della regione. I vini bianchi si abbinano benissimo con il pollame, il vitello, le carni bianche e soprattutto i formaggi. Contrariamente a quanto si crede, non sono i vini rossi i migliori amici del formaggio (ARTICLE). I vini rossi si accordano perfettamente con le carni rossi e la selvaggina, soprattutto quando sono dei vini fatti per invecchiare e maturare (“vins de garde” in francese). Con il pesce, non esitate a servire dei vini più giovani, un Pinot Noir o un Gamay. Va sottolineato che la cottura e la preparazione dei pesci siano anche degli elementi importanti. 

8/ L’annata non è importante

L’annata è l’anno nel quale è stata effettuata la raccolta delle uve che vengono usate per l’elaborazione del vino. Ed è proprio importante. A Bordeaux, le annate 2005, 2009 e 2010 sono riconosciute come le migliori. In Champagne, le annate 1996 e 2002 sono di antologia. Ogni anno, il clima cambia e fa scherzi ai viticoltori. Il tempo alterna tra la siccità, le alluvioni oppure la grandine in funzione delle regioni. Possono avere effetti catastrofici sul vigneto e la qualità delle uve. Al contrario, la meteo può riunire tutte le condizioni ottimali affinché le uve siano di qualità eccezionale. Ciascuna regione ed ogni anno sono diversi e subiscono queste variazioni climatiche. La grandine, per esempio, può devastare una raccolta. Il vino essendo elaborato solo in piccolissima quantità, sarà quindi più caro perché più raro. Succede molto in Borgogna. La siccità costringe anche a fare una selezione drastica, quello che ha ripercussioni sul rendimento e anche sul prezzo. Un anno con molta piove al momento dello sviluppo dell’uva può generare dei grappoli pieni di acqua e far che il vino sia d’inferiore qualità. Quindi, si : possiamo dire che l’annata sia molto importante !

9/ Più l’invecchiamento in barili è lungo, migliore è il vino

Il periodo d’invecchiamento in barili non è una garanzia di qualità. Quello indica solo se il vino sarà più complesso e potente. Più l’invecchiamento è lungo e più tempo sarà necessario di conservare il vino prima di aprirlo, nello scoppo che i tannini diventano più suavi. Soprattutto se l’invecchiamento si effetua in barrili nuovi. Un vino giovane è un vino che è passato solo in tino di acciaio inossidabile o con un piccolo passaggio in barile : facile da bere, a gustare con dei piatti semplici o per l’aperitivo. Peraltro, la qualità non è inferiore, solo non sono adattati a tutte le occasioni. Lo stesso vale per i vini con lungo invecchiamento. Non è consigliato di aprirli per l’aperitivo, ma piuttosto con un buon piatto. Ciò vale anche per i vini bianchi.

10/ I vini stranieri sono meno buoni che i vini francesi

La Francia è il paese del vino, quindi molti francesi pensano che non serve a niente di cercare altrove. Pero è come di non provare la cucina di altri paesi perchè la cucina francese è megliore. Peccato, no ? Perché rinunciare a delle cose buone ? I vini francesi sono buoni, però non si deve dimenticare gli altri vini stranieri. È facile trovare dei buon vini italiani e spagnoli, con un buon rapporto qualità-prezzo. Anche i vini australiani, i vini californiani, argentini ed altri sono da scoprire. Tutti hanno una personalità diversa e sono adatte per delle occasioni diverse e varie.

La nostra selezione :

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Come e quali vini vogliono bere i giovani?

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Movimiento Vino D.O., è una iniziativa promossa dalla Conferencia Española de Consejos Reguladores Vitivinícolas (CECRV), che ha lo scopo di promuovere i valori del vino di Denominazione di Origine presso il pubblico giovanile. Per questo, ha condotto un’inchiesta sulle reti sociali, alla quale hanno partecipato circa 1.000 persone con l’obiettivo di raccogliere informazioni sulle preferenze e le tendenze presente nella cultura del vino tra i giovani. Cinque principali concluzioni sono state estratte :

1. La qualità innanzitutto

Attualmente, il più importante per i giovani è la qualità di quello consumano. L’affermano il 93% degli intervistati, mentre il secondo fattore più importante, secondo il 74% dei partecipanti, è che il vino abbia una Denominazione di Origine. Il prezzo arriva in terzo luogo e la marca è solo un fattore importante per il 16%.

2. Denominazione di Origine

Come evidenziato al punto precedente, è una caratteristica fondamentale (47%) che i giovani prendono in considerazione quando scelgono un vino. Altro 49% lo tiene sempre conto quando consuma vino.

3. Vino rosso : la scelta prediletta

Ad essere il re dei re tra i vini, il rosso è la scelta preferita dei consumatori contemporanei. Benché bevono anche vini di altro tipo, il “rosso” è in testa nella corsa delle preferenze, seguito del bianco, dei spumanti, dei rosé ed altri ancora come i vini sottili di liquore o dolci.

4. Bere vino e divertirsi 

La principale ragione per la quale si beve vino tra giovani è per goderlo con amici, per il 74%, e in coppia per il 71%. Senza dubbio, i migliori momenti si godono più e meglio con un bicchiere di vino.

 

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Sono migliori i vini della Ribera del Duero o della Rioja?

 TAGS:undefinedTanto si è scritto e parlato delle virtù dei vini della Ribera del Duero e della Rioja, che finiscono per diventare rivali. Le proprietà di entrambi i vini sono eccellenti e riconosciute da mezzo mondo grazie alla loro esportazione.

Se pensiamo agli inizi, è indiscutibile il fatto che la regione della Rioja è stata la prima ad ottenere la denominazione di origine mentre la D.O. della Ribera del Duero è arrivata dopo. Per la produzione dei vini della Rioja si utilizzano varietà di uva rossa Tempranillo, Garnacha, Mazuelo e Graciano e varietà di uva bianca Viura, Malvasia e Guarnacha bianca. La D.O. Ribera del Duero sfrutta invece l’uva Tempranillo, Cabernet, Sauvignon, Merlot e Malbec, piccole quantità di uva Garnacha e Albillo. Entrambe hanno in comune la presenza di uva tempranillo nei loro vini.

Pertanto, i loro vini sono diversi ma presentano anche certe somiglianze. Forse la principale differenza è legata al sapore al palato, poichè i vini della Rioja hanno un sapore più fruttato, mentre i vini della Ribera sono più intensi, senza dimenticare la diversità di colore, per cui questi ultimi hanno un colore più intenso.

vini della Ribera del Duero sono elaborati nel sud-est della Castiglia e Leon, in particolare a Burgos, Segovia, Soria e Valladolid, mentre i vini della Rioja vengono prodotti in diverse comunità autonome: dai Paesi Baschi a Castiglia e Leon, per citarne alcune.

Il clima di ogni D.O. può inoltre variare in base alla zona. Per esempio, la D.O. Ribera del Duero è caratterizzata da condizioni climatiche più estreme, sia in estate che in inverno. Nella Rioja ci sono invece zone diverse, ciascuna con il proprio microclima. La Rioja Alta è caratterizzata da temperature moderate, la Rioja Baja è invece una zona con frequenti piogge in inverno, mentre la Rioja Alavesa ha un clima prevalentemente mite. La cosa che condividono è che ciascun clima consente la produzione di vini diversi tra loro ma di qualità eccellente.

Per riassumere, è evidente che non esista una risposta assoluta alla domanda iniziale e, fondamentalmente, dipenderà dalla qualità del vino e dal gusto e palato di chi lo beva. Dopotutto, è quello che fa la differenza.

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Luis Cañas Crianza 2013: un vino rosso con DO Rioja a base di una selezione di tempranillo, graciano e garnacha tinta di 2013 e il cui grado alcolico è di 14º.

 

 

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Carmelo Rodero Roble 2009: un vino rosso con DO Ribera del Duero con acini di tempranillo dell’annata 2009.