Tag: degustazione dei vini

Come essere un buon degustatore

 TAGS:Per poter effettuare una buona degustazione di vino (o di Gin tonic, tanto di moda ultimamente, o ancora di birra), l’assaggiatore deve possedere determinate qualità e caratteristiche affinché possa apprezzare i sapori e gli aromi in maniera speciale rispetto a chiunque altro.

Oltre agli studi teorici, il degustatore deve avere una spiccata sensibilità sensoriale; grazie a questa dote, infatti, pur non avendo una lunga esperienza nella degustazione, riuscirà comunque ad imparare le varie differenze e sfumature molto più facilmente e rapidamente.

D’altro canto, l’esperienza è sempre un punto a proprio favore. Aver già provato diversi vini o birre, a seconda dei casi, nell’arco della propria vita permette infatti di riuscire a confrontare e distinguere meglio i vari sapori di una determinata bevanda. L’assaggiatore è curioso, è spinto da un senso di ricerca perenne. Prova continuamente nuovi sapori per scoprire altri ingredienti e nuovi sensazioni.

Nell’analizzare un vino, il degustatore deve lasciarsi guidare da ciò che sa e da ciò che ha imparato nel corso del tempo. Qui non conta il proprio gusto personale ma solo ciò che viene trasmesso dagli ingredienti di un determinato vino e, per riuscirci, bisogna aver provato molti vini, soprattutto attraverso degustazioni alla cieca visto che, spesso e volentieri, la marca può condizionarci psicologicamente, sia in positivo che in negativo.

Un interrogativo che spesso ci si pone quando si pensa al mondo enologico è se sommeliers si nasce o si diventa e la risposta dei professionisti, come spesso succede, sta un po’ nel mezzo. Alcuni studi hanno dimostrato che la capacità di degustare un vino sarebbe genetica, soprattutto riguardo una maggiore sensibilità per i sapori più amarognoli che i veri professionisti riescono a percepire in determinati tipi di vino.

Un buon degustatore ha sempre un certo contatto con il mondo del vino e del cibo che sta analizzando. Visita le cantine, si consulta con i viticoltori professionisti, frequenta fiere e conferenze specializzate nel settore, ed è infine sempre aggiornato sugli sviluppi dei vari prodotti e sulle nuove tendenze.

Volete degustare 2 grandi vini? Oggi vi consigliamo:

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Apaltagua Malbec Reserva 2012

 

 

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Rocca Delle Macìe Sasyr Rosso Toscana 2009

Il perché delle degustazioni alla cieca

 - E’ ormai da tempo che su internet spopolano numerosissimi articoli che ci spiegano l’utilità delle degustazioni alla cieca. Non so voi, ma a me risulta alquanto difficoltoso riuscire a decidere se mi piacciono di più quelle alla cieca o quelle con gli occhi ben aperti. Sta di fatto che non bisogna comunque perdere di vista (è proprio il caso di dirlo!) il vero protagonista di questo articolo, il vino.

Le degustazioni alla cieca sono così poetiche, sensoriali e utili come:

Studiare in una biblioteca con i tappi per le orecchie: così sì che ci si concentra davvero, senza dover ascoltare il chiacchierio delle persone intorno a noi, tutti i loro dispositivi elettronici, ecc. Lo studio renderà di più, ottimizzeremo i tempi, così come i risultati.
Andare in uno di questi ristoranti tanto alla moda e, anche qui, degustare un intero menu alla cieca: se riusciamo per un attimo a dimenticarci dei prezzi, la cosa può rivelarsi realmente vantaggiosa, perché ci permetterà di vivere l’esperienza di cenare insieme ad altri invitati, anch’essi realmente interessanti alla gastronomia in generale e che contribuiranno a rendere la serata indimenticabile e sensazionale.
Ascoltare quel pezzo di musica classica che tanto ci piace, a tutto volume e a luci basse, mentre stiamo facendo una siesta: un viaggio sensoriale che ci fa sembrare che Mozart stia suonando solo per noi, che ci fa sentire dei veri e propri pascià, che ci dà tanto benessere da condurci proprio verso quei “sogni d’oro” che così spesso ci auguriamo.

Se da una parte è indubbio il fatto che in una degustazione alla cieca si raggiunge una connessione intima con i tannini che difficilmente si può avere durante una degustazione normale, dall’altra parte è pur vero che nella degustazione tradizionale si può apprezzare il colore che assume il vino quando lo si agita nel bicchiere, con tutti i suoi riflessi e le sue mille sfumature, in generale si percepisce meglio tutta l’atmosfera che ci circonda, si può intravedere l’aspettativa negli occhi di coloro che lo provano, così come l’orgoglio di coloro che lo servono.

In alcuni casi poi le degustazioni alla cieca possono essere un po’ pericolose… E’ già capitato infatti che qualcuno abbia confuso un Sassicaia 2010 con un Cavalleri Franciacorta Collezioni Grandi Cru 2007, un vino in bottiglia per un vino in brick, un Vino bianco di Alto Adige per un Vino rosso di Barolo, un vino giovane con un riserva, il proprio bicchiere con quello di un altro (Ops!). Infine, queste degustazioni alla cieca risultano anche poco pratiche visto che, in assenza di luce, come possiamo leggere il nome del vino che ci è piaciuto di più per poi acquistarlo su internet?

Se volete comprare del vino per Natale e siete stanchi di brancolare nel buio, vi consigliamo:

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Fichimori 2012

I 6 peggiori odori del vino

 TAGS:Sul vino e i suoi aromi se ne potrebbe parlare all?infinito; senza alcun dubbio, l’aroma gioca un ruolo fondamentale nella degustazione dei vini. Saper distinguerli ci permette di conoscere meglio il vino che abbiamo davanti, di capire semplicemente se è di buona qualità o meno.

Uno dei più famosi esperti nel mondo del vino è Mary Orlin, autrice della rubrica ?The Wine Fashionista? del ?The Huffington Post?. La giornalista sostiene che ci sono sei tipi di aromi che ci rivelano se un vino è cattivo o se è andato a male, sei i difetti che possono darci un’idea più chiara sul vino e sul suo vero stato. Unisciti a noi per scoprire quali sono questi sei cattivi aromi del vino.

Aroma acido: quando un vino ha un?eccessiva acidità, percepiremo un odore di aceto o acetone; ciò significa che il vino è stato attaccato da qualche tipo di batterio. Questo vino non dovrà essere assolutamente utilizzato, per nessuna ragione. Nel migliore dei casi, potrebbe solo essere usato in cucina come aceto.
Aroma di ossido: questo odore si associa a vini rancidi, di solito ricorda l’aroma dello sherry o della noce e può essere anche riconoscibile dal colore rosso intenso, per i vini rossi, e dal dorato profondo per quelli bianchi. Quasi sempre questo aroma è dovuto al fatto che il vino è stato aperto troppo in anticipo o perché è stato chiuso male. Anche se lo si può comunque bere, è consigliabile non farlo.
Aroma di zolfo: quando un vino viene prodotto con troppi solfuri, avrà un odore simile a quello delle uova marce. L?abuso di solfuro è dovuto all’eliminazione dei batteri propri del vino. Si consiglia vivamente di non bere questo vino perché potrebbe essere persino dannoso per la salute.
Aroma di Brettanomyces: questo aroma è dovuto al lievito ed ha un odore molto simile al sudore umano. Anche se non è nocivo e ci sono alcune persone a cui può piacere un vino con questo aroma, è comunque un segnale di allarme perché, in un modo o in un altro, significa che il vino ha qualcosa che non va. Sta a voi la scelta.
Aroma di sughero: forse il più facile da riconoscere tra questi sei, il sentore di tappo, umidità o cuoio bagnato arriva subito al naso. Tale odore è solitamente causato da batteri presenti nel tappo che, attaccandolo, colpiscono conseguentemente anche il vino. Si consiglia di non berlo.
Aroma di solfito: l’aroma è simile a quello sprigionato da un cerino appena acceso e lo riscontiamo, solitamente, nei vini giovani e imbottigliati male. Tuttavia, un vino con questo odore può essere comunque bevuto, in quanto non è nocivo.

Quando un vino è cattivo, e magari lo abbiamo appena comprato, non dobbiamo vergognarci nel restituirlo o nel richiedere perlomeno che ce lo sostituiscano. Anche se il costo è stato minimo e si tratta di un vino a buon mercato, quest?ultimo deve essere sempre e comunque nelle giuste condizioni per poter essere consumato: dobbiamo quindi far valere i nostri diritti.

E? diverso invece quando il vino è stato acquistato già da diverso tempo, anche se la bottiglia è stata mantenuta chiusa e apparentemente in buone condizioni. In questo caso, infatti, restituirla è più difficile, perché il commerciante non può sapere com?è stato conservato il vino. Dobbiamo capire che l?equilibrio del vino è molto fragile e possono bastare persino poche ore ad una temperatura inadeguata per comprometterlo. Come potrebbe quindi esserne responsabile il commerciante?

Ricordate che anche i Vini rossi più cari possono presentare dei problemi per cui, se vi dovesse succedere di incontrarne, cercate di catturare i cattivi odori in modo da poterli identificare meglio la prossima volta.

Quindi incrociamo le dita e beviamoci un buon vino! Oggi vi consigliamo alcuni vini che abbiamo provato e ci sono sembrati davvero buoni:

Ramon Bilbao Reserva 2006: con la sua miscela di uve, tipica del vino Rioja, questo Ramón Bilbao presenta corpo, carattere ed eleganza distribuiti in egual misura.

Fuentespina Reserva 2006: vari sono i vini Riserva di Ribera del Duero che già vi abbiamo consigliato; ma continuiamo a farlo perché la potenza degli aromi ed i sapori di questo vino sono davvero impressionanti.

Tinto Pesquera Gran Reserva Janus 2003: se un vino Riserva di Ribera del Duero è già di grandissima qualità, cosa poter dire di un Gran Riserva? Di Pesquera avrete sicuramente già provato il ?Crianza?, ma questo Gran Riserva lo supera di gran lunga. Non fatevelo scappare.

Ti è mai capitato un vino andato a male? Come l?hai scoperto? L?hai restituito? Raccontaci la tua esperienza!

Trovare il vino più buono

 TAGS:Questo vino lo consiglia Uvinum, quest’altro Robert Parker, o il cameriere di… Oggi ci sono mille modi per ottenere raccomandazioni  sul vino, per distinguere un vino buono da un altro che lo è meno e, senza dubbio, niente provoca più indecisione (e tanta paura di sbagliarsi) come la scelta di un vino.

Pensateci un attimo: avete così tanti dubbi quando decidete di cambiare la marca del latte? Magari esistesse un’etichetta universale da mettere solo ai vini buoni, ma purtroppo è una cosa così soggettiva! A volte, infatti, è solo una questione di gusto personale. E non capita solo a voi. Persino i professionisti, nel raccomandare un vino, devono chiedersi la stessa cosa: consiglio questo vino perché è buono o perché piace a me?

A peggiorare le cose, quando si leggono le note degli “esperti” ci imbattiamo in espressioni del tipo: “attacco a metà palato”, “retrogusto profondo” o “ricordi di carne affumicata con sentori di tabacco”. Come facciamo a capire qual’è il vino che ci piace? A volte non solo è difficile trovare quello che ci piace ma, una volta provato, risulta anche difficile spiegare “perché” ci piace.

Cercheremo quindi di darvi qualche consiglio proprio per permettervi di scegliere un vino con maggiore sicurezza.

Se si pensa ad un buon vino, che possa andare bene a diverse persone, allora sicuramente si pensa ad un vino che non è eccessivamente dolce, o acido, o amaro… La definizione migliore sarebbe “equilibrato”; ed è già un passo avanti. Abbiamo quindi una parola che chiunque può capire… ed ora?

In realtà abbiamo fatto grandi progressi, perché l’equilibrio va esclusivamente in due direzioni, se si parla di vini bianchi, ed in tre per quanto riguarda i rossi. Per cui il problema è già quasi risolto.

Nei bianchi, le due direzioni che può prendere il vino sono relative a:

La fruttuosità. Quando un vino è troppo fruttato ha un sapore che vi ricorderà le composte di frutta marcia.

L’acidità. Quando, al contrario di prima, il vino ha un’acidità molto elevata, avrete come la sensazione di succhiare un limone.

Immaginate dunque di provare un vino con la giusta proporzione di sapori tra una macedonia di frutta e un buon livello di acidità. Probabilmente vi piacerà, non credete? Questo è ciò che viene chiamato un vino equilibrato, che può piacere a voi e, in linea di massima, a chiunque altro.

Per i vini rossi, la terza direzione è rappresenta da:

La tannicità. La tannicità (che viene dai tannini, componenti tipici dei vini rossi) è quella sensazione di secchezza, come polvere, che si nota quando, ad esempio, si prende una tazza di tè senza zucchero.

Quanto più il tè è nero e quanto più a lungo si lascia riposare, maggiore sarà la sensazione tannica. Se ci si aggiunge del latte e dello zucchero, tale sensazione diminuirà. La giusta tannicità sarebbe quindi paragonabile a una buona tazza di tè. Se un vino ha tannini troppo leggeri, o troppo forti, non si noteranno nè l’acidità nè la fruttuosità, per cui “addio vino equilibrato!” e “Benvenuta, carta vetrata in bocca!”.

Certo è che i vini Chardonnay equilibrati non sono gli stessi dei vini Sauvignon Blanc equilibrati . Ogni varietà ha il suo sapore (ed equilibrio), quindi bisogna conoscere ogni uva per apprezzarne il valore, e poter scegliere quella che più ci piace. Ma i compiti non finiscono qui…

Un vino equilibrato è un vino perfetto, sempre e comunque, ma in fatto di gusti ognuno è padrone di se stesso. Come vi piace il vino? Leggermente acido? Fruttato? Conoscendo meglio le vostre preferenze, potrete scegliere più facilmente il vino che più vi piace, commentarlo o ordinarlo in un ristorante o in un negozio con maggiore fiducia in voi stessi.

Quando consigliamo dei vini, proviamo a scegliere i vini “oggettivamente” più equilibrati, ma ognuno ha i propri gusti. Nella foto, ad esempio, potete vedere che ho disegnato, in alto, le indicazioni di un vino rosso perfettamente equilibrato e, in basso, le linee dei vini così come piacciono a me, con una bassa acidità, leggermente tannici e molto fruttati.

Voi quale scegliereste?

Come organizzare una degustazione

 TAGS:Una degustazione di vino può essere un’occasione divertente per stare insieme alla famiglia o a degli amici, ed è facile da organizzare. Non importa se si vuole che sia qualcosa di intimo, o se la si organizzi per scopi commerciali, perché sostanzialmente bisogna seguire la stessa procedura.

Tanto per cominciare, si deve pianificare tutto con attenzione. Una degustazione è un’occasione per inebriare i nostri sensi, e ogni dettaglio deve contribuire al raggiungimento di tale scopo. Se si vuole, si possono fare degli inviti per dare all’evento una certa importanza così i vostri ospiti noteranno che siete stati attenti, e si renderanno conto che vi siete presi la briga di preparargli un’esperienza speciale:

  1. Pensa al tipo di evento che stai organizzando. Prepara una cena, un cocktail o un aperitivo dopo la degustazione iniziale a seconda del momento della giornata e dei partecipanti che ci si aspetta, in modo da poter approfittare di quest’esperienza e beneficiare di un buon abbinamento. Ciò permetterà ai vostri ospiti di ampliare il piacere della degustazione e di rendersi conto di quanto i vini abbiano sapore diversi in base a cibi diversi.
  2. Se la degustazione vuol’essere professionale, fate conto sull’aiuto di un professionista. Per i tuoi amici può essere sufficiente bere un vino in buona compagnia, e si può anche chiedere loro di aiutarvi nella scelta dei vini o degli abbinamenti. Ma difficilmente un professionista rivorrà perdere tempo con voi se non gli offrite un’esperienza positiva. Scegliete quindi con cura la location, l’arredamento, il vino e il cibo, gli inviti e, come abbiamo già detto, ogni altro singolo dettaglio.
  3. Preparate tutto ciò di cui avete bisogno per la degustazione: bicchieri adeguati, cavatappi e, naturalmente, i vini da degustare. Offrite ai vostri ospiti un kit di degustazione (bicchieri, tovaglioli, matite e block-notes), per facilitare il tutto. Inoltre, sarebbe interessante se questo kit includesse anche una guida sulla degustazione con le caratteristiche dei vini che si andranno a provare, indicazioni sugli aromi presenti nei vini e le loro origini, e qualche piccolo trucco sulla degustazione (come si degusta, come distinguere il colore, la temperatura, etc…).
  4. È bene disporre del vino per la degustazione almeno 48 ore prima, tenerlo in posizione orizzontale affinchè si riposi, e alla temperatura adeguata, in modo che sia già pronto da servire. Durante la degustazione, assicuratevi che ogni ospite abbia un bicchiere per ogni tipo di vino, o trovate il modo per poter risciacquare il calice e riempirlo nuovamente prima della servita, in maniera da ridurre i tempi di attesa tra un vino e l’altro. La cosa migliore sarebbe quella di avere un calice per ogni tipo di vino, in modo che una volta degustato un vino, il calice rimanga a disposizione dell’ospite il quale, in un secondo momento, potrà riassaggiarlo per fare un confronto con i vini provati successivamente.
  5. Guida agli invitati durante la degustazione. Iniziate con il vino più leggero e finite con quello più forte, in modo che i sapori non si sovrappongano, e discutete sulle ragioni per cui è stato scelto ogni vino. Sarebbe opportuno che ci fosse un filo conduttore tra i vini (vini della stessa regione, della stessa uva, o della stessa annata). Ciò risulta essere interessante per gli ospiti, i quali potranno avere una prospettiva più ampia sul tema della degustazione.
  6. Finite la degustazione con l’abbinamento del vino. Lasciate che gli ospiti facciano dei commenti, e che la conversazione sia scorrevole e fluida. Una degustazione deve finire come una festa e, proprio come nelle feste, il padrone di casa deve sapere quando è il momento di smettere di essere protagonista e mischiarsi con gli invitati. Buon divertimento!

Come degustare il vino pur non essendo sommelier

 TAGS:Tutti noi che apprezziamo il vino e che subiamo il fascino delle sue doti e del suo squisito sapore, siamo un pò degli inconsapevoli sommelier. I sensi utilizzati per degustarlo sono la vista, l?olfatto ed il gusto, e questi sensi non sono un?esclusiva di un assaggiatore o di un sommelier. E se da un lato è vero che per essere un degustatore esperto ci vogliono anni ed anni di esperienza ed una competenza che si raggiunge solo grazie allo studio, dall?altro è anche vero che per avere una conoscenza basilare sulla degustazione del vino può bastare un semplice interessamento ed un consumo costate del vino stesso.

Come abbiamo detto all?inizio, i punti fondamentali per la degustazione del vino risiedono nel buon uso dei 3 sensi (vista, olfatto e gusto). Cominciando da quì, potremo raggiungere una degustazione del vino con ottimi risultati.

  • Prendere sempre il calice dalla base e portarlo all?altezza degli occhi, cosicchè possiamo osservare il colore, la lucentezza e la nitidezza del vino. Muovendo il calice possiamo notare le cosiddette ?lacrime? che il vino lascia sul bicchiere in modo da determinarne il grado alcolico.
  • Anche l?olfatto svolge un ruolo fondamentale nella degustazione: introducendo leggermente il naso nel calice, potremo percepire gli aromi chiamati rispettivamente primari, secondari e terziari, agitando dolcemente il calice per ampliare i suddetti aromi.
  • E forse la parte più cruciale della degustazione sta nell?assaggiare il vino: mettere alla prova il senso del gusto, muovendo il vino in tutta la nostra bocca senza lasciar fuoriuscire l?aria in essa contenuta. Quello del sapore e della corposità è uno dei punti più importanti.

Descrivere la degustazione del vino può sembrare persino facile ma senza una conoscenza appopriata i passaggi sopra elencati non serviranno a niente perchè, come in tutte le cose, l?e sperienza è molto importante ed il tempo può essere nostro alleato in questo intento. Ogni qualvolta beviamo un vino teniamo sempre presenti questi dettagli e mettiamoli in pratica con vini che hanno caratteristiche simili perchè ciò ci aiuterà ad avere dei termini di paragone tra un vino e l?altro.

Può esserci inoltre di aiuto assorbire il più possibile notizie a riguardo attraverso i vari mezzi di informazione, così come sapere le caratteristiche basilari del vino che si sta assaggiando; ciò sarà un punto a nostro favore per la degustazione del vino. Farlo in maniera amatoriale e per soddisfazione personale può essere un buon inizio per entrare nell?affascinante mondo dei vini. Ti associ?